YAMAHA DOMINA. MERITO DI UNA M1 PERFETTA E DI UN PILOTA ALLA…LORENZO.

3 vittorie su 3 gare con Vinales in Qatar 1 e Quartararo in Qatar 2 e Portimao. La 4 cilindri di Iwata è rinata doppo anni piuttosto complicati. Casualmente, o forse non casualmente, è rinata dopo l’allontanamento di Rossi che spesso ne aveva criticato molteplici aspetti, dal telaio, al motore, alla trazione e questo forse, sottolineo forse, aveva un pochino mandato in confusione i tecnici e gli ingegneri giapponesi. Casualità o causalità adesso la M1 è praticamente una moto perfetta, tanto da ricordare la M1 pilotata da Jorge Lorenzo e, questo, non è un caso. Mentre casualità o causalità le M1 del team Petronas sono diventate le Yamaha Factory del passato anno.

Quartararo e Jorge hanno una guida molto simile, rotonda, pulita, dolce e la M1, da sempre, ama questo stile di guida che punta più sul fare lavorare il telaio che il motore. In definitiva se hai tanta trazione e tanta velocità di percorrenza curva puoi anche avere un motore meno potente dato che i pregi superano di gran lunga i difetti.

Una dimostrazione pratica? Ducati ha un motore fantastico, superiore a quello Yamaha, ma a cosa è servito? In Qatar, un tracciato dove il motore conta tantissimo, non ha vinto e a Portimao non ha neppure lottato per la vittoria.

Al contrario la M1 è stata capace di vincere in Qatar grazie a un telaio agile che, allo stesso tempo, aiutato da un elettronica molto a punto garantisce una trazione simile a quella della Suzuki (alla quale però manca ancora tanto motore).

Non dimentichiamoci che una ciclistica messa a punto fa lavorare “poco” l’elettronica a tutto vantaggio della prestazione pura e del ritmo di gara che non varia giro dopo giro costringendo il pilota a dovere ogni volta “capire” la moto.

La vittoria di Quartararo oggi infatti è nata sul passo gara costante, martellante…Alla Lorenzo. Di nuovo mi chiedo:

un caso?

No. Quando la moto giro dopo giro non varia il suo comportamento è più facile martellare sul passo e scavare distacco.

Rins per tenere quel passo è caduto perchè, lo si vedeva anche a occhio, era davvero al limite decidendo di forzare gli ingressi mostrando, ancora una volta, poca testa nei momenti decisivi.

Capitolo Petronas Yamaha.

Se il team Factory è rinato, il team Petronas è sprofondato dopo un grandioso 2020.

Prima di analizzare un inizio di stagione disastroso da parte di Rossi e in leggera ripresa da parte di Morbidelli conosciamo

lo status del team:

Valentino ha una moto ufficiale mentre Franco una privata. Domanda: perchè?

Perchè dopo un eccellente 2020 Morbidelli ha una moto privata e Rossi dopo un mediocre 2020 (unico pilota a non aver vinto una gara) ha una M1 ufficiale? Scelta tecnica o politica? Sicuramente non tecnica e neppure meritocratica. A mio modo di vedere politica. Tuttavia, politica per politica, perchè non dare una M1 factory anche a Morbidelli? Come avrà preso questa scelta il giovane ex campione del mondo Moto2? Come ci si sente nell’essere ancora una volta bistrattato?

Oggi Valentino è caduto mentre Franco ha concluso la migliore gara della stagione. C’è da riflettere, i conti non tornano.

I conti non tornano e ci sono decisioni difficile da prendere in Petronas. La carriera di Morbidelli, se non si prendono certe scelte, potrebbe essere a rischio.

E, detto per inciso, se dopo un 2020 caratterizzato da ottime prestazioni mi propongono ancora una volta una moto non ufficiale inizio a pensare di non essere ben voluto e le motivazioni vanno a terra. Guardate Bagnaia, dopo un eccellente 2020, è ora in Ducati factory e sta mostrando tutto il suo valore. Nei giovani bisogna sempre credere anche a dispetto di nomi “importanti”.

Marco Meli, Instagram: marco_m_racing_blogger