IL GOVERNO DEVE INCENTIVARE L’ABBIGLIAMENTO TECNICO, NON L’ELETTRICO.

Domande:

1)quanti mezzi elettrici hanno a listino le Case in questo momento?

2)Quanti usano moto e scooter ogni giorno per andare a lavoro per esempio?

3)Quanti degli uomini e delle donne che usano i mezzi a due ruote indossa abbigliamento tecnico in grado di migliorare la sicurezza passiva?

Risposta alla 1: praticamente nessuno

Risposta alla 2: decine di migliaia, in particolare nelle grandi città.

Risposta alla 3: pochissimi perchè spesso molto costosi.

Quindi, usando la mera logica, il Governo avrebbe dovuto incentivare l’elettrico o l’abbigliamento tecnico?

Usiamo ancora una volta la logica. Diffondere la cultura dell’abbigliamento tecnico vuol dire meno infortuni per strada e meno infortuni per strada vuol dire abbassare i costi della sanità pubblica oltre a migliorare la qualità della vita di chi usa moto e scooter.

Gli incentivi verso l’elettrico avranno senso in futuro quando (forse) la diffusione delle colonne di ricarica renderà più facile l’utilizzo di questo tipo di tecnologia ma sino a quando in una città come Bologna troviamo solo 7 colonne nei pressi del Centro storico stiamo parlando di nulla.

Vi invito a fare questo piccolo test: aprite la app di Google Maps e cercate le colonne elettriche intorno a voi simulando di possedere una vettura elettrica, scoprirete che molto presto rimarrete senza ricarica perchè le colonne sono poche, spesso occupate da mezzi elettrici parcheggiati (e spesso non in carica) e da mezzi non elettrici parcheggiati abusivamente li nel più totale menefreghismo delle regole (siamo in Italia, non i Norvegia. Ricordiamolo. Siamo la patria di evasori, finti invalidi, furbetti del cartellino ecc…).

Tornando alla questione abbigliamento tecnico, nessuno dei precedenti Governi ha mai fatto nulla di concreto e quindi non mi aspettavo nulla neppure da questo che in materia di motociclismo, al pari dei precedenti, si sta dimostrando non dico ignorante ma molto molto superficiale.

La colpa è anche della nostra Federazione, la FMI, che dovrebbe tutelare i diritti dei motociclisti ma che, di fatto, non lo fa.

La mancanza di incentivi ci tieni lontani dai sicuri capi dotati di tecnologia airbag per esempio.

Avrei anche desiderato un incentivo sul cambio gomme dato che questo prezioso componente per la sicurezza, è spesso vecchio e usurato (in particolare negli scooter) rendendo la guida pericolosa in special modo in città dove frenate e asfalto sporco mettono in crisi l’equilibrio dei mezzi a due ruote.

Gli incentivi per i mezzi a due ruote elettrici si sarebbero potuti usare per tanti altri scopi.

Si è persa un occasione, l’ennesima, di promuovere la cultura della sicurezza nel mondo delle due ruote lasciando a noi utenti il compito di spendere (tanti) soldi per proteggerci da automobilisti indisciplinati e pedoni che attraversano senza alcun rispetto fuori dalle strisce pedonali oppure ancora l’ultimo must della guida in città: le bici che procedono contromano.

Peccato.