PERCHE’ A PARITA’ DI MOTO VINALES E’ PIU’ VELOCE DI ROSSI? SEMPLICE: UNO E’ VELOCE, L’ALTRO NO.

rossi vinales 2017 83929Guido Meda si chiede come sia possibile che a parità di moto Vinales sia così più veloce rispetto a Rossi.

Domanda assolutamente legittima. Domanda la cui risposta è molto semplice:

Vinales è più veloce di Rossi.

Vinales è stato più veloce di Rossi per tutto l’inverno e lo è stato anche nella FP1 del Qatar, ed anche nettamente.

Questo perchè quando il tuo compagno di team, che è un debuttante in sella ad una moto che tu conosci benissimo, ti rifila 1.5 secondi hai preso una paga così netta, ma così netta che ti conviene andare direttamente nel motorhome a dormirci su.

Mauro Sanchini spiega che forse a causa dell’altezza, forse a causa della nuova anteriore Michelin Rossi ecc…

Amici, il mestiere del pilota di moto è andare forte con quello che hai.

NON E’ ANDARE FORTE CON QUELLO CHE VORRESTI AVERE.

Se la gomma Michelin è diversa ti ci devi adattare prima, la devi capire e la devi sfruttare…Lo devi fare perchè il tuo mestiere è appunto questo.

Sul discorso dell’altezza che penalizza Rossi mi chiedo:

ma quando vinceva gare a raffica era basso? E’ cresciuto in altezza dopo i 30 anni? (unico caso al mondo…).

La verità, scusate se lo dico in maniera brutale, è che quando Rossi non vince o prende paga dal suo compagno di team si cerca ogni tipo di scusa possibile e impossibile.

Apprezzo molto di più Valentino che in conferenza stampa tra il serio e l’ironico ha detto che Vinales va più forte perchè frena dopo e apre il gas prima! Cazzo, questo si che è parlare da pilota di moto.

Trovo fastidioso il fatto che si debba sempre giustificare Valentino a livello mediatico creando teorie di ogni tipo.

Oggi ha preso paga? Si.

Domani è un altro giorno e domani racconteremo un altra storia.

Intanto oggi ha preso paga.

Punto.

Domenica magari vincerà e parleremo di un grande Valentino Rossi, e va benissimo così.

Cosa voglia dire con questo? Voglio dire che nessuno è veloce sempre e nessuno vince sempre. Bisogna accettare e raccontare anche le sconfitte, così come bisogna raccontare le vittorie e nel farlo non bisogna eccedere ne in un verso, ne in un altro altrimenti si cade nella farsa, nella commedia, nel tragicomico.

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