GIULIA QUADRIFOGLIO: CAMBIO AUTOMATICO AT8, DESCRIZIONE DELLE STRATEGIE.

La Giulia Quadrifoglio, nella variante con cambio automatico, è dotata di un unità fornita 8 rapporti fornita dallo specialista ZF. Il cambio, così come il motore, è posto longitudinalmente ed “entra” nell’abitacolo per poi fornire la trazione alle ruote posteriore tramite un albero di trasmissione in carbonio (di serie).

In questo post tralasceremo i contenuti tecnici (che verranno poi ripresi in futuro, sempre in questa sede) per occuparci delle caratteristiche di guida e delle strategie che fanno funzionare molto bene il componente progettato da ZF.

Automatico? No. Grazie. I moderni cambi automatici riservati alle vetture sportive vengono erroneamente chiamati “automatici” quando in realtà sono manuali elettroattuati.

Che differenza c’è tra un automatico riservato ad una utilitaria e un manuale elettroattuato riservato a una vettura sportiva? L’automatico cambia rapporto automaticamente in upshift e downshift e quando agiamo noi sul sistema non siamo totalmente “liberi” di cambiare rapporto quando vogliamo, anzi al contrario spesso “subiamo” le decisioni della ECU e questo, ovviamente, a tutto svantaggio della guida.

Nel manuale elettroattuato siamo noi a decidere se e quando cambiare senza alcun vincolo dettato dalla ECU tranne che per la sicurezza del motore e della guida (se ci troviamo ad un numero troppo basso di giri allora la vettura cambierà rapporto per evitare lo spegnimento del motore)

Sul giro secco la differenza a livello di cronomentro tra un manuale elettroattuato e un buon manuale classico è di circa 2.0 secondi su una pista di media lunghezza (4500mm), ovviamente nell’arco di una gara di 25 giri, 4 ore, 6 ore, 24 ore la differenza diventa abissale ed è per questo che il cambio elettroattuato ha sostituito il cambio classico nelle competizioni ormai da decenni. Nelle competizioni risulta utile più che in upshift (salita) in downshift (discesa) perchè permette di scalare i rapporti sin dentro la curva tenendo sempre le mani sul volante e i piedi su gas e freno per controllare la vettura in percorrenza e uscita di curva, a tutto vantaggio del cronometro.

Tornando alle vetture stradali. Il cambio elettroattuato è meglio di quello classico? Si e no, dipende da gusti personali e dal tipo di vettura.

Mi spiego: una vettura prestante e estrema come la Giulia Quadrifoglio (una supercar camuffata da berlina a 4 porte) deve essere presa con il cambio elettroattuato perchè solo così può essere sfruttata e goduta pienamente, di contro dovendo ordinare la Mustang Shelby GT350 la prenderei manuale perchè questa vettura ha senso solo se dotata di cambio manuale.

Perchè la Giulia Quadrifoglio deve avere un evoluto cambio elettroattuato? Perchè questo genere di finezza appartiene alla storia del modello. La Giulia TI Super 1600, chiamata anche Giulia Quadrifoglio, aveva la leva del cambio sul pavimento in mezzo ai sedili mentre la versione precedente aveva il cambio al volante, una scelta poco adatta alle corse. Quindi l’evoluzione del cambio e delle sue tecnologie fanno parte della storia della Giulia Quadrifoglio, altrimenti guideremmo ancora con il cambio al volante…

Sicuramente il cambio elettroattuato con paddle shift richiede un tipo di guida diversa rispetto al cambio classico, se vogliamo più aggressiva e più tecnica.

Mi spiego.

A volte con la Giulia Quadrifoglio affronto un bel tratto misto-lento con tante ripartenze da fermo e tante cambiate. Ho affrontato questo tratto sia con “auto manuali” sia con “auto automatiche” e devo dire che quest’ultima opzione si sposa perfettamente con determinate curve di questo tratto che è in grado di mettere difficoltà cambio e trazione di qualsiasi vettura.

In particolare una curva a gomito a destra da affrontare in seconda tira fuori il meglio dallo ZF8 rapporti della Giulia.

Si arriva dopo un allungo deciso di terza e si scala un rapporto mentre si inserisce il muso, è una curva molto stretta e se la si vuole aggredire per uscire forte bisogna entrare piuttosto stretti, vicini alla corda. Io affronto quel punto entrando con il piede sinistro sul freno e con il destro pronto per dare gas. Uso il freno per tenere stretta la vettura e mentre la inserisco tolgo un rapporto ancora con il volante girato verso destra poi, allento il piede sinistro e do gas con il destro mentre con le braccia controllo il powerslide (più che naturale in quelle condizioni) e se necessario cambio rapporto per togliere coppia alle ruote motrici e riprendere aderenza. Da notare che durante tutta la manovra non ho mai tolto le mani dal volante concentrandomi solamente sulla prestazione. 

Questa manovra con il cambio manuale diventerebbe più lunga, macchinosa e nel complesso meno “efficiente” (parlo per esperienza diretta).

Io, amici lettori, riguardo le auto e per le moto potenti ho un approccio piuttosto pragmatico: se una cosa mi serve a farmi andare più forte come l’elettronica, allora la voglio. Di contro ho anche una moto, una BMW R NineT che di elettronico non ha nulla, ed è giusto così perchè una naked da 100 cavalli non ha bisogno di elettronica, ma solamente di un buon bilanciamento tra motore e ciclistica. Viceversa se dovessi tornare in pista in moto lo farei con una ipertecnologica Ducati Panigale V4 oppure una Aprilia RSV4. A questo punto, e dopo questi esempi, il mio punto di vista in merito dovrebbe essere chiaro.

La guida con il cambio elettroattuato ti costringe a essere molto molto aggressivo come ho detto prima perchè è stata concepita appunto per essere aggressivo a veloce.

Il cambio della Giulia Quadrifoglio, anche grazie all’ottimo lavoro degli ingegneri che hanno creato e sviluppato le strategie, funziona come un manuale in tutte le situazioni e MAI e dico MAI ha ostacolato il mio volere durante la guida in collina, in pista oppure in città.

Iniziamo la descrizione:

le paddle shift sono fisse al volante e sono decisamente estese, sono pratiche nella guida di tutti i giorni e anche nella guida sportiva tuttavia preferisco, a livello personale, le paddle fisse al volante. La scelta di averle fisse al piantone è tipicamente italiana con Ferrari e Maserati che adottano da anni questa soluzione anche sulle vetture più sportive come la serie 488.

Una volta avviata la vettura troveremo il cambio in P (parking), a questo punto (come sulle Ferrari) andremo a inserire la prima premendo una volta la paddle di destra e sul dashboard in alto comparirà la scritta D1 , se invece vogliamo partire in seconda per avere più allungo o perchè ci troviamo su fondo sporco o bagnato, dobbiamo premere una seconda volta la paddle di destra ed a quel punto comparirà la scritta D2. Se cambiamo idea e vogliamo partire in prima, dopo aver messo la seconda in precedenza, allora dobbiamo premere una volta la paddle di sinistra (downshift). La gestione della partenza tra prima e seconda è totalmente manuale mentre non si può partire in terza.

La N (neutral, folle) si inserisce premendo le due paddle insieme (come accade sulle Ferrari da anni ormai). Inserendo la N la cloche tornerà automaticamente in posizione D (drive) spostandosi verso destra grazie ad un motorino elettrico. Questo perchè le paddle comandano alcune funzioni del selettore centrale a cloche. La cloche può essere usata anche come selettore del cambio con la seguente modalità: spinta verso il basso va in upshift, spinta verso l’alto va in downshift. Questa strategia è ormai adottata da tutti i carmaker.

Inseriamo la prima (tramite paddle upshift), spostiamo la cloche in posizione M (manuale) portandola a sinistra, inseriamo la mappa Race ruotando la rotella delle mappe verso destra e attendiamo l’inserimento della strategia R. A questo punto il piccolo dashboard tra gli strumenti vi mostrerà il numero 1 a indicarvi che la prima è innestata.

Una volta inserita la prima possiamo dare quanto gas vogliamo, possiamo pure andare in powerslide, il cambio NON passerà al rapporto successivo se non siamo noi a farlo dandoci libertà anche di fare gli scemi se lo desideriamo (ovviamente MAI insistere troppo con questi giochini che fanno ma alla trasmissione, la Giulia Quadrifoglio è dotata di un differenziale con doppia frizione a controllo elettronico che nasce per farvi uscire dalle curve, non per farvi girare in tondo!).

Dopo essere partiti premiamo l’upshift per passare al rapporto successivo e così per gli altri rapporti. In mappa Race ogni cambio marcia è accompagnato da gustose cannonate di scarico e da innesti secchi ma non violenti. E se dobbiamo scalare i rapporti in downshift?

Qui abbiamo due opzioni:

la scalata manuale tramite pressione della paddle sinistra sino a trovare il rapporto più adatto alla fase di guida.

La scalata assistita. Per accedere alla scalata assistita dobbiamo tenere premuta la paddle di sinistra sino a quando leggeremo sul dashboard il rapporto desiderato. La scalata assistita ti permette quasi di “saltare” i rapporti ed è utile nella guida in pista.

La velocità di downshift in modalità Race è da vettura sportiva stradale, possiamo togliere anche 3 rapporti in meno di 3 secondi se la fase di guida lo richiede. Tuttavia la scalata assistita rende il donwshift meno “aggressivo” ed è meno stressante per il cambio. Esige però una certa pratica e molta molta concentrazione.

Il cambio della Giulia Quadrifoglio ha anche una sorta di “upshift programmabile”. Scopriamo cosa è con un piccolo esempio:

stiamo affrontando un tratto di pista che prevede l’uscita di una curva. Ecco in questo caso per sfruttare questa strategia noi premiamo la paddle upshift per inserire la terza e subito dopo la premiamo una seconda volta in sequenza per inserire la quarta che non entrerà subito ma solamente quando la ECU troverà la condizione ideale per cambiare rapporto. Questa manovra ci da il vantaggio di poter affrontare la delicata fase dell’ uscita di curva senza andare a cercare più di una volta la paddle di destra poichè il rapporto successivo verrà inserito automaticamente.

“A tal proposito è bene NON tenere mai le dita sulle paddle  quando guidiamo perchè i comandi sono molto sensibili (forse anche troppo sensibili…In il che non è sempre un bene), basta premerli anche con una pressione minima per cambiare rapporto accidentalmente. E’ buona norma quindi mettere le dita sulle paddle solamente quando ci si appresta a cambiare rapporto come si fanno i piloti sulle auto da corsa in gara”. 

Esattamente come sui cambi manuali è possibile inserire la N (neutral) durante la guida anche se non siamo fermi. La ECU poi in base alla velocità andrà ad inserire il rapporto più corretto quando decideremo di inserire il rapporto.

Per concludere, come ho avuto modo di spiegare attraverso questo post, Il cambio AT8 della Giulia Quadrifoglio in modalità M e mappa Race è praticamente un manuale che ha il grande vantaggio di tornare ad essere completamente automatico quando ci si trova immersi nel traffico in città, in tangenziale oppure in autostrada rendendo la guida più rilassante. In questi casi passo alla mappa A, inserisco il cambio automatico e “guido” limitando i consumi dato che in quel frangente il 2.9 V6 Birturbo funziona a 3 cilindri. Finita la coda passo in mappa N, inserisco il cambio manuale e torno a guidare.

Durante la giornata io uso mediamente 3 mappe su 4: A, N e Race. Il prossimo post parlerà delle 4 mappe e delle loro diverse caratteristiche.

di Marco M TheRaceMode | Seguimi su Facebook cliccando QUI

blogger/imprenditore/motorsport journalist