WSBK SEMPRE PIU’…MOTOGP. CASE UFFICIALI. TEAM SATELLITE E POCHI PRIVATI.

La WSBK targata Dorna si sta ristrutturando (finalmente) seguendo una strategia ben conosciuta dall’organizzatore spagnolo:

più case ufficiale uguale più ricchezza

più team satelliti uguale più ricchezza (per le Case)

meno team privati (ovvero più stabilità per il campionato che nel corso delle ultime stagioni ha visto perdere team e piloti nel bel mezzo della stagione).

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La Dorna sta in questo momento “stabilizzando” il campionato per renderlo più interessante per le Case e, bisogna ammetterlo, in parte c’è anche riuscito.

Nel 2019 tornerà HRC dopo 16 anni di assenza e BMW con la nuova S1000RR mentre Kawasaki e Ducati hanno confermato il loro impegno ufficiale insieme a Yamaha.

Manca ancora la Suzuki è vero, ma già nel 2018 ci sono stati dialoghi per riportare la GSX-R 1000 RR tra le derivate, manca solamente un team ben strutturato dato che dal Giappone l’interesse c’è (Suzuki corre con strutture decisamente organizzate sia negli USA che nel BSB inglese).

Dalla griglia sono sparite Aprilia e MV Agusta è vero, ma la Dorna qui ha poche colpe. La Casa di Noale si sta concentrando sulla MotoGP mentre MV Agusta da anni non rinnova la F4 che per quanto bella, anzi bellissima, è obsoleta a livello tecnico.

La Dorna ha quindi risolto tutti i problemi della WSBK? Assolutamente no.

La serie non ha un adeguata copertura televisiva in Spagna e questo tiene lontani sia i grandi sponsor iberici sia i piloti di nazionalità spagnola (con relativi sponsor) e senza sponsor, si sa, si corre poco e male.

La Superbike vive ancora grazie agli sponsor italiani (Pata e Aruba su tutti) che sono delusi dalla copertura televisiva in Italia.

Incredibilmente ancora oggi gli appassionati non sanno dove guarderanno le gare e siamo a metà Dicembre quando tra poco più di due mesi inizia il campionato! Irreale e sconfortante allo stesso tempo.

L’impegno delle Case non basta se il campionato non riceve una copertura televisiva stile MotoGP, questo potrebbe portare le stesse Case a tornare indietro entro un paio di stagioni se non vi sarà sviluppo mediatico.

In questo momento tutto ruota intorno alle TV ma le TV non vogliono un campionato dominato da un singolo pilota che non ha carisma come Rea.

Johnny è fortissimo, i suoi 4 titoli sono meritati, ma non è Fogarty o Bayliss, non è il classico matto che ti fa innamorare di questo sport (vedi Stoner o Marquez) è un buon padre di famiglia che mette le foto dei bimbi su Instagram quando Marquez posta video dei suoi traversi sulla pista di flat track…Insomma a livello emotivo Rea non rappresenta di certo il classico “pilota che tutti vorremmo essere”.

Lo stesso Davies non è esattamente un rivale carismatico. Certo guida sopra i problemi, ci mette cuori ma francamente siamo lontani dai duelli Bayliss contro Haga o Fogarty contro Chili.

In WSBK avrei visto bene un cavallo matto come Redding che non trovando posto nel mondiale per derivate si è accasato nel BSB dove piloterà una Ducati Panigale V4R ufficiale (team PBM).

Forse la Dorna dovrebbe “selezionare” determinati piloti in uscita da Moto2 e MotoGP per creare una griglia più interessante anche in WSBK ma c’è tempo anche per fare questo.