VERGOGNOSO CHIEDERE SOLDI A TROY CORSER PER CORRERE. VERGOGNOSO.

Troy Corser, due volte iridato in Superbike e tra i piloti più amati di tutti i tempi, ha raccontato di avere avuto richieste economiche da parte di alcuni (lui fa i nomi, noi preferiamo tralasciare perchè davvero questa storia non ha senso…) team per disputare il neonato campionato MotoE riservato alle moto elettriche.

Troy, oggi ambasciatore di BMW Motorrad, non ha mai abbandonato l’ambiente delle moto mantenendosi in forma a livello fisico e per questo con voglia di correre e curiosità si ere avvicinato al paddock della MotoE ma le risposte ricevute sono state amare…Oserei dire surreali.

Chiedere denaro in forma diretta o indiretta (tramite sponsor) a un due volte campione del mondo WSBK non solo è di cattivo gusto ma è semplicemente vergognoso.

Una richiesta del genere sminuisce (ancora di più, se è possibile) la parola professionismo nel motociclismo e riduce i piloti a bancomat dei team (con spesso team manager e proprietari che girano su vetture di lusso…Ma chiudiamo subito questo discorso che è meglio…).

Ho parlato con tre squadre, e tutte mi hanno chiesto dei soldi per correre. Nel fine settimana di Phillip Island ho contattato nuovamente questi team, ma non avevano più sellini liberi. Ma fin dall’inizio avevo chiarito al capo dell’IRTA Mike Trimby e al manager della serie, Nicolas Goubert, che non avrei pagato niente, voglio essere io a guadagnare soldi quando corro. E di certo non ho intenzione di passare la vecchiaia pagandomi le corse“ (Troy Corser)

Ricordo, per chi non lo sapesse, che Corser ha corso con Ducati (vincendo il titolo), con Suzuki (vincendo il titolo) ma anche da ufficiale con Aprilia, Petronas, Yamaha e BMW…Figurarsi se uno con questo curriculum deve pagare per correre, siamo al ridicolo.

I piloti paganti nei campionati di alto profilo sono una piaga ormai da tempo e stupisce che le federazioni, FIA per quanto riguardo le auto e FIM per quanto riguarda le moto, non prendano posizioni chiare in merito.

Sempre più spesso i piloti con la valigia tolgo selle e volanti e giovani veloci e interessanti in prospettiva ma senza…Sponsor.

Un esempio su tutti: Lance Stroll il cui padre non solo ha comprato la Force India ma ha anche ceduto un volante del suo team a suo figlio che, detto per inciso, non ha fatto nulla per meritarlo durante la stagione che si è da poco conclusa.