BMW TORNA IN WSBK! MA LA SUPERBIKE NON ERA MORTA?

BMW con la presentazione della nuova e totalmente rinnovata S1000RR edizione 2019 ha ufficializzato all’EICMA di Milano il ritorno alle corse con una struttura factory backed in alleanza con il team SMR che lascia Aprilia.

La struttura britannica gestirà le nuove 4 cilindri bavaresi che verranno pilotate da Tom Sykes che lascia la Kawasaki dopo svariate stagioni e un titolo iridato e dal pupillo della Casa dell’elica Markus Reiterberger, campione uscente nella STK1000 proprio con BMW.

Scusate amici lettori, ma la superbike non era morta a sepolta? Ad ascoltare alcuni guru di internet parrebbe di si, ma evidentemente secondo Ducati, che ha presentato la nuova V4R, secondo BMW, secondo Yamaha, secondo Red Bull (sponsor Honda) e secondo Kawasaki…No.

La superbike è morta da quando la seguo, ovvero dal 1993, almeno 3 volte ed è sempre rinata dalla sue ceneri!

Dopo l’addio di Fogarty la WSBK sarebbe morta…Dicevano. Dopo l’addio di Bayliss sarebbe morta…Dicevano.

La verità che a volte si parla tanto per parlare senza essere abbastanza critici verso la situazione.

Se il campionato fosse in un stato “morente” le Case lo lascerebbero, perchè spendere soldi e tempo per promuovere le moto sportive che si vendono decisamente meno che in passato?

La verità è che la WSBK, ancor più della MotoGP, è una bandiera tecnologica per le Case e se oggi persino una enduro stradale come la Multistrada 1250 ha l’ABS cornering che aumenta la sicurezza lo si deve solo alla ricerca effettuata in WSBK.

La Superbike è morta? Ennesima fake news di un tempo nel quale si crede a quello che si vuole credere, basta sia scritto su internet e magari detto con qualche offesa verso addetti ai lavori che rende il tutto più “credibile”.

Benvenuti nel motociclismo ai tempi del populismo!