BAUTISTA, LA DUCATI V4R E QUELLA REGOLA NON SCRITTA DEL MOTOCICLISMO…

I tempi finali del 1° giorno di test a Jerez (Spagna) di Alvaro Bautista al debutto sulla Ducati V4R in configurazione WSBK hanno effettivamente impressionato, girare a 3 decimi da Rea con una moto nuova e livello di progetto e sconosciuta a livello di feeling è sicuramente un bel biglietto da visita per l’ex campione del mondo classe 125GP ed ex pilota di 250GP e MotoGP.

Alvaro è un ragazzo che va forte, la gara di Phillip Island di questa stagione lo ha dimostrato, ha lottato a parità di moto (la Ducati GP19 ufficiale) con Andrea Dovizioso pur non avendo mai testato quella moto prima dello stesso week end di gara del quale è stato protagonista. Il simpatico spagnolo, semmai, è stato ingiustamente sottovalutato a mio modo di vedere in passato ma ora in WSBK avrà modo di riscattarsi con gli interessi.

Ma torniamo ai tempi. Girare a 3 decimi è sicuramente interessante ma…Ci sono dei ma da tenere in considerazione.

Scendere da una moto molto aggressiva, potente e rigida e salire su una moto più “amichevole” ti aiuta sempre ad andare forte subito, lo abbiamo visto ai test di Valencia con Franco Morbidelli: sceso dalla “difficile” Honda RC213V e salito sulla ben più facile Yamaha M1 è andato subito forte a livello di crono assoluto.

Andare forte è facile, ma andare molto forte è cosa ben più difficile.

I tempi del Day 1 di Jerez sono lontani dai limiti di moto e pilota, di fatto Bautista ha realizzato un buon tempo assoluto ma che di fatto “non è un buon tempo”, cosa accadrà quando i tempi scenderanno e Alvaro dovrà avere a che fare con una moto più nervosa e difficile da guidare?

Bautista dopo il 1° giorno di Jerez ha definito la V4R più dolce della Ducati da MotoGP, simile nel carattere del motore, ma più dolce a livello di erogazione e reazioni in pista.

Viene da chiedersi: ha trovato la moto dolce perchè effettivamente lo è oppure ha trovato la moto dolce perchè è ancora molto lontano dal suo limite?

Una volta un mio caro amico, purtroppo ex pilota mi disse parlando della Honda CBR600RR e del Mugello:

“vedi Marco con la Honda 600 è facile andare forte ma è difficile andare molto forte. Raggiunge il suo limite presto e questo ti da l’impressione di essere efficace a livello di tempo. Con la Yamaha R6 è difficile andare molto forte perchè i limiti sono più alti, devi prenderti qualche rischio, devi essere più preparato se vuoi sfruttarla per bene”.

I tempi di Bautista, mi ripeto, sono sicuramente buoni ma rimango ancora piuttosto conservativo a livello di giudizio finale appunto perchè al momento non solo lui è indefinibile, ma anche la nuova Ducati Panigale V4R è, per forza di cose, ben lontana dal suo limite.

Per concludere prendiamo i tempi di Davies, più lenti rispetto a quelli del compagno di team Bautista. Sono più lenti perchè? Perchè Chaz sta proseguendo il lavoro di adattamento? Ha compiuto un lavoro di comparazione tra setting? I due stanno compiendo un lavoro diverso: di adattamento Alvaro, di “sgrezzatura” Davies.

Tra i due sicuramente, paradossalmente, Bautista è favorito perchè non dovrà adattarsi ad un qualcosa di nuovo mentre Chaz si.

In moto adattarsi ad una moto nuova è sempre tremendamente difficile quando la moto in questione è più rigida e più potente (come è la V4R rispetto alla Panigale R V2), lo abbiamo visto accadere con Rossi in Ducati, con Lorenzo in Ducati ma anche con Zarco con la KTM. La RC16 è più potente e rigida della M1 ed il francese, vittima anche di due cadute, ha ammesso di non aver feeling.

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