VIVERE A ROMA CON IL BLOCCO DEI DIESEL: UN INFERNO (ILLOGICO).

Vi racconto com’è vivere a Roma in questi giorni, dopo che il sindaco Virginia Raggi ha vietato la circolazione di tutte le vetture diesel. Andiamo con ordine:

La decisione del comune di Roma di bloccare la circolazione di tutti i veicoli diesel dal 14 al 16 gennaio, inclusi gli Euro 6, ha scatenato un vespaio di polemiche, soprattutto perché appare illogico se confrontato con lo stop imposto alle auto a benzina, limitato solo alle Euro 1 e Euro 2. Ben venga la volontà della sindaca Raggi di intervenire sulle emissioni inquinanti, ma il tema va affrontato con razionalità per evitare decisioni demagogiche che non hanno alcuna efficacia. 

La decisione è stata presa dopo che l’Arpa Lazio ha riscontrato valori di PM10 più alti rispetto a quelli consentiti per leggi. Vi ricordiamo che le Pm10, chiamate anche polveri sottili, sono particelle piccolissime, liquide o solide, in sospensione nell’aria. Prodotte dalla combustione, contengono polvere e fumo, e possono avere effetti sulla salute umana: dall’aumento di asma e bronchiti allo sviluppo di formazioni cancerogene. Queste particelle hanno origine dalla combustione dei motori, delle caldaie, delle stufe e dalle attività industriali.

C’è da dire che il picco di polveri sottili degli ultimi giorni però è frutto della combinazione tra la stagione più fredda, e la conseguente accensione di caldaie e stufe , e il bel tempo (che limita la circolazione dell’aria favorendo la stagnazione degli inquinanti) e la mancanza di una strategia di lungo periodo a contrasto dell’inquinamento, del resto torniamo a parlare di inquinamento solo quando scatta l’emergenza.

Dunque, le auto non sono la prima fonte di polveri sottili ma è necessario, giustamente, agire per ridurne l’impatto. Non c’è dubbio che i veicoli più datati, e in particolare i vecchi diesel Euro 1, 2 e 3 abbiamo emissioni di Pm molto elevate e vadano limitati. Ma imporre lo stop anche ai moderni diesel Euro 6, che hanno livelli di emissioni di particolato uguali a quelli benzina, è una decisione che non ha alcuna base logica e scientifica.

Facciamo un esempio prendendo a modello un’auto a benzina Euro 3, ammessa a circolare a Roma durante i blocchi di questi giorni, e un diesel Euro 6 che invece deve restare ferma. Lo standard Euro 3 impone ai motori benzina i seguenti limiti: CO (2,3); HC (0,56); NOx (0,5); particolato (0,05). Tutti i valori sono espressi in g/km. Lo standard Euro 6 impone ai motori diesel i seguenti limiti: CO (0,5); HC (0,17); NOx (0,08); particolato (0,005/0,0045). Valori in g/km.

Il risultato è una misura illogica, un danno enorme all’economia, al commercio e al turismo della Capitale, disagi insormontabili per i cittadini, lavoratori che debbono raggiungere fra mille difficoltà i luoghi di lavoro e difficoltà per chi deve andare a scuola e per gli operatori scolastici. L’intera amministrazione consiglia l’uso di mezzi pubblici che tra l’altro è notevolmente peggiorato e che vanta per il 60% di mezzi a gasolio. A tal riguardo è necessario ricordare come lo scorso anno,  tutti i 227 autobus acquistati dal Comune sono  diesel, come fortemente inquinanti sono tutti i mezzi della Polizia Municipale, i mezzi di soccorso anche stradale e il pronto intervento per acqua, luce, gas, telefono, i mezzi Ama, quelli del Comune che si occupano della  gestione  del verde,  quelli della Protezione civile e del decoro urbano.

Articolo scritto da Davide Coppola.