HYUNDAI RM19: LA VELOSTER A MOTORE CENTRALE E 390CV! CONOSCIAMOLA!

Presentata a sorpresa al salone dell’auto di Los Angeles (per Hyundai gli USA sono un mercato prioritario) la Hyundai Veloster RM19 ha stupito tutti sin da subito! Perchè? Perchè ha il motore posteriore centrale e la trazione posteriore! A frenare i bollenti spiriti ci ha pensato la stessa Hyundai specificando che la vettura è un prototipo creato al fine condurre dei test e che non andrà in produzione esattamente come le RM14, RM15 e RM16 che hanno preceduto questa speciale Veloster.

La RM19 che vi mostriamo più che un prototipo sembra una vettura pronta per essere venduta tanto è rifinita e curata non solo dal punto di vista estetico e aerodinamico ma anche dentro. I sedili sono rifiniti come quelli di una sportcar, gli interni non sono “spartani”, al contrario offrono un esperienza piuttosto “formale” e comunque completa. Viene da chiedersi: perchè hanno rifinito a tal punto una vettura che non intendono vendere?

Dietro i sedili di pilota e passeggero (ancora una volta: perchè un prototipo ha un sedile per il passeggero e i comandi del climatizzatore, nonchè i tappetini…?) troviamo un motore 2.0 4 cilindri in linea turbo derivato dalla i30 N TCR in grado di erogare la bellezza di 390 cavalli (lo stesso che equipaggia anche la Veloster N TCR).

La Veloster Mid-Engine non andrà in produzione, questo Hyundai lo ha detto…Ma servirà da base per una vettura di classe GT con motore centrale per correre nelle nelle classi GT3 e GT4 oppure magari, ma qui stiamo sognando, per creare una GTE e inseguire il sogno Le Mans? Noi lo speriamo!

La vettura ci ricorda concettualmente la mitica Clio V6 con motore posteriore, vettura (la ricordate?) quasi più larga che lunga che non riusciva ad andare dritta neppure sul dritto a causa di un interasse veramente ridotto e una distribuzione dei pesi non proprio…Ideale. Tuttavia era una macchina decisamente emozionale…Forse anche troppo emozionale!

Ben vengano gli esperimenti di Hyundai, vera luce in un mondo, quello dell’automotive, che sembra spento e poco personale alla ricerca delle “zero emissioni che devono piacere a tutti e dei tablet che devono dirci cosa fare”.

Articolo scritto da Marco Meli

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