UN GIRO NEL SIMULATORE FERRARI. SALITE CON NOI !

È un cubo di cemento nel cuore del Reparto Corse a Maranello. Immaginate una struttura di tre piani all’interno del quale c’è una stanza vuota con il “ragno”. Non ci sono aperture che danno all’esterno, non filtra la luce, ma c’è l’illuminazione artificiale, anche se è il buio l’ambiente più naturale. Chi ha il privilegio di affacciarsi dalle finestre della sala di controllo ha la sensazione di trovarsi in una sorta di cinema 3D. La percezione è di uscire dalla realtà per immergersi in un mondo virtuale che lega il presente al futuro. È in questa sala che la Ferrari cela il suo simulatore.

Con sempre meno test a disposizione dei team, l’interazione fra le novità della galleria del vento e il simulatore diventa determinante nello sviluppo di una monoposto competitiva. E così i soldi che ipocritamente non si spendono in pista si investono nella simulazione. Parliamo di milioni di euro per l’installazione del “ragno” e per il continuo aggiornamento dei programmi. Al centro della sala c’è una piattaforma curata dalla Moog, alla quale si accede con una scaletta, proprio come se si fosse in una navigella: si tratta di una struttura in alluminio e materiali compositi che ospita l’abitacolo di una monoposto ed i dispositivi per la visualizzazione delle immagini e la diffusione del suono. Quando si mette in moto, il “ragno” si alza al centro della sala grazie agli attuatori controllati elettronicamente, sei bracci telescopici che muovono un’astronave di 2 tonnellate in grado di riprodurre qualsiasi movimento in tutte le direzioni, ricostruendo in questo modo parte delle sensazioni percepite dal pilota. Il “ragno” ha movimenti bruschi e repentini e asseconda accelerazioni e frenate, oltre che eventuali dislivelli. Il tester, insomma, si ritrova seduto nell’abitacolo della sua monoposto, ma è avvolto da cinque mega schermi che coprono una visuale di oltre 180 gradi nei quali si riproduce lo scenario che il pilota vedrebbe se fosse realmente alla guida di una macchina reale, inclusa la visione offerta dagli specchietti retrovisori che derivano dall’industria aeronautica per allenare i piloti di aerei.

Nell’immaginario collettivo i simulatori sono delle versioni allargate dei videogiochi ma la realtà è decisamente più complessa. L’unità di elaborazione centrale è basata su “10 calcolatori multi-processore con una memoria totale di oltre 60 GB RAM; la mole di dati che può essere prodotta è di circa 5 GB al giorno. Il sistema audio è Dolby Surround 7.1 con una potenza di 3500 W, mentre per quanto riguarda il video il pilota si affida a 5 schermi per un angolo visivo superiore ai 180°, mentre la potenza installata è di circa 130 kW. C’è un team di tecnici che si occupa dello sviluppo dei sistemi e altri che, invece, implementano i dati raccolti in pista perché il percepito dal pilota sia sempre più realistico. 

Il lavoro su una nuova pista inizia creandone il modello, utilizzando i disegni CAD, dati, foto e, talvolta, il rilievo con il laser del tracciato stesso – spiegano i tecnici di Maranello – successivamente inizia il lavoro vero e proprio al simulatore con la definizione di un primo assetto base della macchina”.

Il “ragno” è sempre più utilizzato e di solito una giornata al simulatore comincia alle nove di mattina e si conclude verso le tre del pomeriggio, dopo che sono stati completati dai 15 ai 20 run pari a circa una settantina di giri. In funzione degli obiettivi, di solito si comincia con una sessione rivolta allo sviluppo della vettura, provando differenti opzioni rispetto alla base di partenza. Se invece si lavora su una pista nuova, allora ci si concentra di più sulla conoscenza del tracciato, sempre partendo da un assetto standard iniziale. Inoltre, si cerca di capire se ci sono dei punti in comune con altri tracciati che possono essere utili per il lavoro di set up. Sono diversi i piloti che lavorano al simulatore Ferrari, oltre ai piloti titolari, vengono utilizzati anche collaudatori  e terzi piloti, hanno poi accesso all’astronave anche i piloti della Ferrari Driver Academy, ma la decisione finale spetta sempre ai piloti titolari.

Il simulatore può essere impiegato da un pilota per conoscere una nuova pista o dagli ingegneri per definire un assetto di base ma può risultare utile anche a pianificare la strategia di gara, come viene spiegato dai responsabili del dipartimento Sviluppo Strategie Operazioni.  Infine, si può individuare la traiettoria ottimale oppure valutare le chance di superare o di essere superati utilizzando il DRS.

Il simulatore Ferrari è tra i più avanzati e nella prossima primavera verrà installato il nuovo simulatore, per farvi capire quanto questo riproduca in maniera fedele le forze in gioco sulla monoposto basta pensare che in diverse occasioni piloti come Schumacher, Fisichella e Raikkonen abbiano avuto forti conati di vomito.

Articolo scritto da Davide Coppola.