DUCATI V4R: ECCO PERCHE’ STRAVINCE (CON BUONA PACE DEI GIAPPONESI)

Al limite del regolamento. Oltre il regolamento. Secondo i critici, Kawasaki in testa, la Ducati Panigale V4R che sta dominando il campionato con Bautista non rispecchia ne il regolamento morale, ne il regolamento tecnico. Cosa c’è di vero dietro le accuse della casa nipponica?

Purtroppo per loro. Assolutamente nulla.

La Ducati Panigale V4R rispecchia al 100% sia il regolamento che lo lo spirito della WSBK (regolamento morale). Ducati ha creato una modo dedicata alla superbike come in passato aveva fatto con la 851, la 888, la 916, la 999, la 1098 e la Panigale R. In passato anche i giapponesi hanno creato moto appositamente per competere, basti pensare alle bellissime Honda RC45 e Yamaha R7 quindi lo spirito della WSBK è assolutamente salvo ed è sbagliatissimo a livello storico criticare la V4R. Chi lo fa non solo dimostra di non conoscere il regolamento ma dimostra anche di non conoscere la storia del campionato riservato alle derivate.

La Ducati Panigale V4R non rispecchia lo spirito perchè deriva da una MotoGP! Falso. Il motore deriva dalla Ducati GP15 da MotoGP è vero, ma elettronica e ciclistica no. La ciclista per schema concettuale deriva dalla V4/V4S che sono nate prima della V4R e che non sono omologate per correre. Vi faccio notare un fatto storico/tecnico amici lettori: in passato con la R7 Yamaha sfruttò l’esperienza della YZR500 per creare la bellissima ciclistica della moto che ha fatto nascere il mito di Haga. Sempre Yamaha per prima ha portato in WSBK il motore a scoppi irregolari della M1 da MotoGP con la R1 del 2009 (titolo al debutto con Ben Spies) quindi Ducati non è certo la prima casa a sfruttare l’esperienza accumulata in MotoGP. Anche Aprilia lo ha fatto creare la sopraffina ciclistica della RSV4 per esempio.

La Ducati Panigale V4R, così come Yamaha R1M e Kawasaki ZX-10RR, è in libera vendita presso i dealer ufficiali e può essere acquistata da tutti noi (portafoglio permettendo) quindi non si tratta di una moto creata per correre e poi messa in vendita, la moto era ordinabile ancor prima del’inizio del campionato previo deposito minimo del 10% (4.000 euro, lo so perchè mi ero informato) . Al contrario in passato era difficile acquistare, se non si avevano le conoscenze “giuste” moto come Honda RC45 e Yamaha R7 oggi rarissime persino nel mercato dei collezionisti.

Perchè la V4R stravince? La risposta va ricercata, come sempre quando si parla di corse, in un mix di fattori. Bautista la guida come fosse una MotoGP perchè in effetti a livello di “sensazioni” è una MotoGP depotenziata ed inoltre Alvaro è un pilota molto veloce che in MotoGP non ha mai trovato la moto giusta al momento giusto, quindi il binomio moto/pilota risulta imbattibile in realtà più che la moto. Rispetto ai piloti “standard” della WSBK lo spagnolo forza il ritmo sin da subito perchè in MotoGP si martella il cronometro dall’inizio alla fine se non vuoi prendere vagonate di secondi da Marquez & soci.

Il progetto Ducati rispetto a Kawasaki e Yamaha è più giovane e non di poco. La ZX-10RR concettualmente nasce nel 2012 e da allora è stata affinata e aggiornata ma di base la moto è sempre quella con il suo 4 cilindri a scoppi tradizionale. La Yamaha R1M, pur essendo più giovane della ZX-10RR, non è mai stata realmente competitiva vantando una manciata di vittorie arrivate spesso per eventi casuali (leggasi fortuna). Non parliamo neppure della Honda CBR1000RR il cui progetto, ma competitivo, affonda le radici a 10 anni fa. Kawasaki quindi più che lamentarsi dovrebbe progettare una moto completamente nuova dato che ha sia il potenziale economico che quello tecnico per farlo così come ha fatto la BMW con la nuova S1000RR che nella Race 1 di Aragon ha dato del filo da torcere persino a Rea e alla ZX-10RR (e la moto bavarese può solo migliorare. E lo farà).

La superbike deve tornare alle moto stock, basta moto da corsa omologate! Questa frase, tanto in voga di recente, non ha senso. La Ducati 916 del 1994 poteva essere elaborata più, anzi decisamente di più della attuale Panigale V4R. Ricordiamo che la 916, per regolamento, poteva avere addirittura usare i freni in carbonio (!) e il forcellone in magnesio, elementi di certo non presenti nella moto di serie…La potenza della bicilindrica bolognese in versione WSBK superava di circa il 40% quella della versione commerciale (916SP), mentre nel caso della V4R la differenza è sotto al 20% dimostrando come l’attuale creatura di Borgo Panigale sia più vicina alla produzione di serie rispetto addirittura alla 916 che è il simbolo, indiscusso, della superbike.

Di fatto, con buona pace dei detrattori (forse più giusto chiamarli ignoranti) le superbike attuali sono quasi stock nel senso più stretto del termine. Vanno forte perchè le moto di serie vanno molto forte. Costano troppo?

Anche qui, assolutamente no. Una Ducati Panigale V4R del 2019 con motore derivato dalla MotoGP costa 40.000 euro, una Ducati 999R del 2003 costava 30.000 euro…La V4R costa quasi “poco” per quello che da in realtà se la paragoniamo con la 999R o anche con la 916SP/SPS/R che costava anche il doppio rispetto alla concorrenza nipponica.