YAMAHA FESTEGGIA I 20 ANNI DELLA PRIMA R1 ALLA 8 ORE DI SUZUKA.

20 anni fa, siamo nel 1998, la Yamaha cambiava il mondo delle supersportive per sempre presentando al mondo la prima hyperbike della storia. Leggera, agile, potente, esteticamente accattivante la R1 era una belva difficile da guidare ma che regalava grandi soddisfazioni (se si riusciva a stare in piedi…).

Yamaha ha deciso di ricordare la nascita della YZF-R1 (questo il nome completo) vestendo con quella originale livrea bianco/rossa (che sono poi i colori nazionali dei mezzi da corsa nipponici) le moto dei team ufficiali che parteciperanno alla prossima edizione della 8 Ore di Suzuka la nuova R1.

Da allora la R1 è cresciuta in potenza ed è diminuita nel peso, tuttavia l’edizione 1098 rimane e rimarrà per sempre difficile da guidare al limite anche per i piloti più esperti in strada come in pista.

 

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I DUBBI DI CHAZ, COSI’ LA DUCATI RISCHIA DI PERDERE DAVIES PER COLPA DELLA…V4

Chaz Davies nel 2019 sarà ancora un pilota Ducati? Non è detto. Il gallese ha diverse trattative in corso (Kawasaki e Yamaha in primis) e non ha fretta di rinnovare con Borgo Panigale, il motivo? La nuova Panigale V4. Ecco le parole del numero 7.

“Non so se mi sento di sviluppare nuovamente una moto da zero come è successo per la Panigale R. Per renderla competitiva ci abbiamo messo tempo e usato tante energie ed alla fine dopo oltre 1 anno di sviluppo l’abbiamo resa vincente”

Chaz prosegue parlando della V4:

“Ora non sappiamo quanto sarà competitiva la nuova moto, magari lo sarà da subito oppure no, magari ci vorranno solo 2 mesi, magari 6 mesi, oppure oltre 1 anno, è impossibile da sapere ora e francamente le possibilità di lottare per il titolo nel 2019 sembrano essere poche come accaduto inizialmente con la Panigale R”

Il dubbio di Chaz, amici appassionati, è legittimo: accettare una nuova scommessa oppure andare in sella ad una moto già sviluppata? Davies non è da biasimare, ha lottato (e tanto) contro il binomio Rea/Kawasaki pilotando una moto che spesso ha mostrato il fianco e non si è mai tirato indietro, anche a costo di cadere.

A questo punto, con Davies in uscita, chi piloterà la V4 tra le derivate? Verrà promosso (finalmente aggiungo!) Pirro? Oppure la coppia sarà formata da Rinaldi e Melandri? La Ducati andrà in cerca di un pilota in uscita dalla MotoGP come Redding? Al solito, quando si parla di pilota Ducati, regna l’incertezza più totale…Jorge Lorenzo insegna.

 

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WSBK: E ORA LA DUCATI RISCHIA DI PERDERE ANCHE DAVIES…

Alzi la mano chi ha capito qualcosa della strategia Ducati riguardo i piloti ufficiali in WSBK e MotoGP per il 2019! Tra i prototipi il rinnovo di Dovizioso a mio parere non andrebbe neppure discusso, nel 2017 ha lottato per il titolo (non succedeva dai tempi di Stoner), ha vinto delle gare, ha battuto Marquez…Vuole un aumento di ingaggio? E’ giusto che lo abbia tuttavia Ducati non vuole accettare la sua richiesta di 6 milioni a stagione e propone 4, una forbice troppo elevata, c’è il rischio di perdere il Dovi.

In WSBK il gallese Chaz Davies, nonostante le belle gare con la Panigale (unico a farla andare per come si deve…), non ha ancora ricevuto da Ducati una proposta per il rinnovo di contratto per il 2019…Chaz mettere il sedere in sella alla Panigale V4? Non è dato saperlo. Il numero 7 ha fatto sapere, tramite stampa, che si sta guardando intorno usando le stesse parole già usate dal Dovi quando gli chiedono del rinnovo contrattuale.

In passato la Ducati, non è certo un segreto, ha trattato molto male Stoner e Capirossi…Due autentiche bandiere di Borgo Panigale. Perderanno anche Dovi e Davies?

Entro il Mugello lo sapremo.

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WSBK: RINALDI IN WSBK CON DUCATI NEL 2018. TORNA IL 21 (DI BAYLISS) SULLA ROSSA?

rinaldi ducati 2018Il campione STK1000 Rinaldi correrà in WSBK l’anno prossimo e lo farà in sella alla Ducati Panigale R, questo è certo. Il dubbio è: quante gare disputerà? Qualche wild card? Tutta la stagione? Il programma del pilota romagnolo è ancora in fase di definizione pur avendo già preso la strada della massima categoria per derivate dalla serie.

Sappiamo che piloterà una Panigale R ufficiale ma che non vestirà i colori del team ufficiale Aruba e quindi, almeno tecnicamente, non sarà compagno di Davies e Melandri (confermati per il 2018).

A Jerez, durante i test off season, Rinaldi ha corso con la Panigale R sotto i colori del team Aruba e con il numero 21 che fu del grande Bayliss…(e che Troy ha usato durante la sua leggendaria wild card in Australia in sostituzione di Giugliano proprio sulla Panigale R di Aruba).

Rivedremo grazie al giovane pilota italiano quel numero su una moto bolognese?

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DUCATI V4: SI CHIAMERA’ DESMOSEDICI STRADALE. IL MOTORE A MISANO IL 7 SETTEMBRE.

ducati v4L’imminente motore V4 che sostituirà in WSBK Il V2 della Panigale R a partire dal 2019 ha finalmente un nome: Desmosedici Stradale.

Ducati abbandona (definitivamente?) i richiami alla cilindrata in vigore sin dai tempi della 851 (anche se alcuni modelli, come esempio la 916SPS del 1997 erano in realtà in cilindrata 996 e la 966R del 2000 era in realtà 998) per usare le parole? Non è dato saperlo! Sembra che la famiglia dei motori “Desmosedici Stradale” verrà declinata in almeno 2 cilindrate:

1000 per omologare la versione WSBK

1100 per la versione stradale non omologata per le competizioni.

Quindi il nome del nuovo modello prontopista potrebbe essere Desmosedici Stradale 998 R? Lo scopriremo a novembre durante l’EICMA quando la Borgo Panigale svelerà l’intera moto.

Il motore Desmosedici stradale sostituisce il V2 Superquadro che a sua volta sostituiva il Testastretta II, seguito del Testastretta, erede del fortunato Desmoquattro creato dall’Ingegner Massimo Bordi.

Desmosedici è ora più che mai sinonimo di vittoria grazie al Dovi mentre la parola “Stradale” evoca i fasti delle auto da corsa omologate poi per l’uso stradale.

Messaggio? Molto chiaro! La Desmosedici Stradale sarà una MotoGP omologata!

Il motore V4, dotato come di consueto di distribuzione desmodromica (che deriva dalla GP15 e che si chiamerà appunto Desmosedici Stradale) verrà svelato il 7 settembre alle 12 durante il GP di Misano.

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RIDATECI LE SUPERBIKE SUPER ELABORATE ANNI 90 E TORNERA’ LO SPETTACOLO…DEGLI ANNI 90!

carl fogarty 1994 894 ducati 916Secondo alcuni “esperti” le superbike dovrebbero essere moto di serie con le gomme slick e poco più come era un tempo…

Scusate? Prego? Ma di che tempo stiamo parlando? Negli anni 90 le moto da superbike erano tutto tranne che di serie e decisamente più elaborate rispetto a quelle attuali!

Prendiamo la Ducati 916 ufficiale, vero simbolo della superbike anni 90…La 916 di Fogarty aveva il forcellone in lega di magnesio (!), i cerchi in magnesio (!), le pinze freno Brembo ricavate dal pieno, una speciale centralina Marelli, serbatoio maggiorato, motore profondamente preparato in grado di erogare oltre 140 cavalli ed un peso di 140kg circa (aumentato dopo per regolamento).

La 916 di serie aveva poco più di 100 cavalli e pesava ben oltre i 200kg…Ora, mi chiedo e vi chiedo: 45 cavalli e 60kg venivano aggiunti e tolti come? Per magia?

Per farvi un esempio pratico: una superbike attuale ha circa 230 cavalli quando la moto di serie ne ha circa 200, pesa poco meno di 170kg quando la moto di serie è sotto i 190kg…

Quindi torno a chiedere: ma quando le superbike erano vicine alle loro controparti stradali?

La mitica Yamaha R7 di Haga secondo voi era strettamente di serie? la super vincente 999 di Bayliss che a Monza supera in rettifilo le giapponesi…Era strettamente derivata dalla serie? La bellissima RC45 per vincere dovette rinunciare al forcellone monobraccio che di serie…Non c’era!

No. No e ancora no.

E quindi mi chiedo ancora una volta: ma di quale passato si parla?

La verità è che c’è tanta ignoranza quando si parla di soluzioni (problema molto comune nella nostra disastrata Italia dove si parla per denunciare i problemi ma senza trovare soluzione…).

Vogliamo tornare ad avere spettacolo in WSBK? Bene, torniamo a quel tipo di regolamento che ti permetteva di elaborare profondamente anche moto non proprio nate per correre come Ducati 916 e Honda RC45.

Se limitiamo la libertà di elaborazione le Case ufficiali hanno davanti due strade: o producono moto super specializzate (che nessuno comprerà) oppure si ritirano…

E senza Case il gioco finisce.

Senza Case impegnate il motorsport muore, è sempre stato così e sempre sarà così.

Con un regolamento più libero le Case oggi in difficoltà (Honda e Yamaha) potrebbero tornare ad essere competitive senza necessarie dover produrre un nuovo modello di serie.

Con un regolamento più libero i meccanici ed i preparatori tornerebbero ad avere un ruolo essenziale (come giusto che sia) all’interno del motorsport…Gente come Farnè (Ducati) oppure Russo (Yamaha) sono nati quando i motori potevano essere aperti ed elaborati in profondità…Oggi, con il pur permissivo regolamento attuale, Farnè e Russo cosa sarebbero? Forse neppure meccanici…E domani con il regolamento STK voluto per limitare le elaborazione? Possiamo togliere il forse…Farnè e Russo non sarebbe mai neppure arrivati in WSBK perchè, alla fine, vuoi stare dove ti piace lavorare.

Il regolamento di tipo STK porterà le Case a sparire e non lo dico per pessimismo o stupida polemica lo dico per ragione:

se Ducati produrrà una superbike omologata strada che non sarà possibile elaborare…I team che moto compreranno per correre? Lo abbiamo già visto succedere! Abbiamo già visto una griglia con il 70% di moto Ducati solo perchè la Casa bolognese era a quel tempo l’ unico brand (insieme a Suzuki) a credere nelle derivate.

La Dorna non ha ancora capito che la Superbike non è la MotoGP, in Superbike comandando le Case, non lei e non puoi forzare le Case a produrre moto che non venderanno solo per correre un paio di stagioni con quel modello (3-4 se la moto risulta competitiva).

Attualmente i “miracoli” di Camier e della MV Agusta sono frutto della parte elettronica della F4, non certo di un progetto non giovanissimo e mai realmente competitivo…Cosa accadrebbe alla F4 con la centralina unica tanto “amata” dalla Dorna?

Amici appassionati io capisco l’emotività quando si parla di WSBK, capisco anche il romanticismo, capisco anche il passato che sembra sempre più bello del presente ma il futuro della WSBK non può essere banalizzato correndo con un regolamento di tipo STK e non può essere banalizzato (come accaduto in GP) con la centralina unica…

Centralina unica che ha portato la MotoGP a vivere di vincitori “casuali” frutto di gare assolutamente senza un senso agonistico con piloti vincenti la volta prima, in difficoltà quella dopo senza un reale motivo tecnico.

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BMW PRONTA A RIENTRARE IN WSBK CON LA NUOVA S1000RR?

nuova s1000rr 2019Apprendiamo dal sempre ben informato Moto.it che BMW sta testando una nuova versione della S1000RR in previsione del 2018 (più probabilmente del 2019).

Attraverso la foto possiamo notare una ciclistica completamente rivista e decisamente affinata, in particolar modo il forcellone con capriata inferiore (una soluzione tipicamente racing) potrebbe tradire le reali intenzione della nuova S1000RR in previsione di un ritorno in grande stile in WSBK (infatti la Dorna vorrebbe riportare il Marchio tedesco tra le derivate).

Perchè parliamo di un ritorno in WSBK dopo i tempi gloriosi (ma non vincenti) della S1000RR del passato? Perchè i tempi di presentazione della nuova 4 cilindri tedesca sono alquanto sospetti…Sappiamo che il regolamento per le derivate andrà verso moto poco più che STK e dotate (sembra) di centralina unica ed ora si scopre che BMW sta preparando la S1000RR per il 2019, anno che vedrà appunto il cambio regolamentare ed il debutto di un altra moto “importante”, ovvero la Ducati V4.

Il forcellone dicevamo…Il forcellone nelle moto di categoria STK rimane quello di serie, quindi in previsione di regolamento STK…Tanto fare un forcellone gia racing di serie, no?

Ma attenzione perchè non cambia solo il forcellone: cambia anche il telaio, cambia anche la veste aerodinamica (ora la moto appare decisamente più compatta).

Le nostre sono solo supposizioni basate su indizi, supposizioni che portano direttamente ad una domanda:

perchè BMW, che vive di moto turistiche, dovrebbe ripensare la S1000RR dato che il mercato delle supersportive è ormai elitario? La risposta più logica è solamente una:

per tornare a correre ufficialmente nel 2019.

(ed i tedeschi, si sa, sono molto logici…)

 

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WSBK: ARAGON TEST | I TEMPI, BRUTTA CADUTA PER MELANDRI. COMANDA SYKES.

aragon test wsbk tempi 2017 3494Marco Melandri si è reso involontario protagonista dei test di Aragon in programma oggi (lunedi).

Il ravennate è stato sbalzato con violenza dalla sua Panigale R atterrando duramente sull’asfalto, l’impatto ha causato un contraccolpo al collo senza fortunatamente creare danni (Melandri si era infortunato piuttosto seriamente al collo quando correva in MotoGP), ingenti. Lo stesso pilota fa sapere tramite Instagram che in 10 giorni sarà ok.

Miglior tempo per Sykes seguito da Rea con Davies al 3° posto. Bene ancora una volta Van Der Mark che finalmente inizia a prendere le misure alla R1.

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WSBK: VERSO ARAGON, PARLANO MELANDRI E DAVIES (COMUNICATO UFFICIALE)

melandri wsbk 2017 94839La WSBK dopo aver visitato l’Australia e la Tailandia (4 vittorie di Rea) torna in Europa per affrontare lo spettacolare ed insidioso circuito Motorland di Aragon. Storicamente la pista spagnola è tra le preferite di Chaz Davies che, proprio a due passi da Alcaniz, ha costruito alcune delle sue vittorie più belle. Ecco il comunicato ufficiali con le dichiarazioni di Marco Melandri e dello stesso Chaz Davies:

Chaz Davies (Aruba.it Racing – Ducati #7)
“Sono pronto ad affrontare le prime gare in Europa. I primi due round sono sempre un po’ atipici. In un certo senso si ripartirà da zero, e la stagione entrerà nel vivo. Ad Aragon sono sempre stato veloce, per un motivo o per l’altro, ma c’è sempre margine per migliorare e fare passi avanti. In Spagna proveremo a definire la nostra base per il prosieguo della stagione e capire meglio il nostro livello. Ad ogni modo, siamo in una posizione migliore rispetto ad un anno fa, in termini di punti. Peccato per la caduta in Gara 2 in Tailandia, è stata un po’ strana ma siamo anche stati fortunati con le bandiere rosse. Siamo secondi in classifica, ma naturalmente puntiamo a raccogliere risultati migliori”.

Marco Melandri (Aruba.it Racing – Ducati #33)
“Sono contento di tornare a correre in Europa, su piste a noi più familiari. Le prime due gare sono state difficili, ma sicuramente positive. Aragon è una pista dove la squadra ha fatto molto bene negli ultimi anni, quindi è un appuntamento importante per noi. Anche io ho vinto due volte lì, ma nella vecchia configurazione, con il tornantino finale. Nei test invernali abbiamo fatto un buon lavoro, anche se da allora il nostro assetto di base è leggermente cambiato. Mi aspettavo di essere più competitivo con gomme usate in Tailandia invece i nostri avversari diretti avevano qualcosa in più, quindi Aragon rappresenterà una bella prova del nove. Comunque sarà difficile andare in fuga, mi aspetto un arrivo in volata. Fisicamente sto bene e sento di poter dire la mia”.

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THERACEMODE SPECIALE DUCATI: RITORNA LA SEZIONE DEDICATA A BORGO PANIGALE!

ducati pagina theracemodePer il 2° anno consecutivo abbiamo pensato ai tantissimi fan di Borgo Panigale creando una sezione del sito appositamente dedicata a Ducati (la trovate scorrendo verso il basso la pagina se state leggendo questo post dal vostro cellulare, oppure nella colonna di sinistra se state leggendo dal vostro PC).

Nella sezione pubblicheremo i comunicati ufficiali dei piloti di MotoGP e WSBK. Parleremo dei modelli racing e di serie. Pubblicheremo tutte le news che riguardano nello specifico la stagione di Ducati in MotoGP e WSBK (esempio vittorie, pole position, aggiornamenti moto ecc…)

Riconoscerete la sezione grazie ad un apposita didascalia che vi inviterà a cliccarci sopra e grazie a delle foto (iniziamo con la GP17 di Lorenzo) che cambieremo molto spesso spaziando dalla GP17 per tornare indietro alla 916 di Fogarty passando per Stoner, Bayliss, Corser ecc…

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