MOTOGP: GERMANIA: MARQUEZ, ROSSI E LORENZO! CHE FENOMENI!

Marc Marquez, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo hanno dato vita ieri in Germania, per diversi motivi, a una gara da fenomeni veri…Non casualmente questi tre piloti fanno ben 20 titoli iridati.

Partiamo da Lorenzo. Jorge osa la gomma morbida all’anteriore e cerca la fuga a tutti i costi, ma Marquez non lo molla e dopo un po deve cedere anche a Rossi. Il 99 arriva più volte lungo ma non chiude mai il gas, prova ad attaccare Marc, prova ad attaccare Vale attaccandosi ai freni, sbaglia eppure ci riprova! E stiamo parlando di un pilota che a fine anno lascerà la Ducati, potrebbe chiudere il gas, tirare i remi in barca eppure spinge. Spinge più di Dovizioso che dopo aver rinnovato il contratto si è sciolto come neve al sole.

Valentino Rossi, 39 anni. 9 titoli iridati e tanta voglia di dare gas. A livello personale non mi piace ma a livello professionale poco da dire: guida bene, tanto bene. Il decimo titolo non è ormai neppure un sogno (troppo forte Marquez, troppo forte per tutti quelli del presente e per tutti quelli del futuro) ma il 46 ci prova e chiude secondo dopo aver respinto gli attacchi disperati di Lorenzo.

Marc Marquez. Non esistono più aggettivi per definire questo alieno che guida una moto. Rossi gli arriva vicino, lui gira un attimo di più il gas e lo caccia a 2 secondi come fosse la cosa più facile del mondo. Incredibile. Sul podio lui e Rossi non si guardano, si ignorano ed è normale…Sono due persone identiche che non si sopportano perchè identiche. Giusto così a livello sportivo. Peccato a livello umano.

Le delusioni:

Vinales, ancora una volta, si sveglia tardi. Maverick ha il passo per prendere Rossi e arrivare secondo ma paga una prima parte di gara al rallentatore. Non ci siamo.

Petrucci. Si lamenta di Lorenzo (senza alcun motivo logico, Jorge è davanti ed ha diritto di traiettoria). La sua gara è appena discreta. Durante l’intervista post gara è emaciato, gonfio e rosso sembra Rocky Balboa dopo l’incontro con Ivan Drago…Al contrario Rossi, anni 39, è appena sudato e Marquez sembra appena uscito dalla doccia. Probabilmente qualcosa va rivisto a livello di preparazione atletica. L’anno prossimo piloterà la Ducati ufficiale, è lecito aspettarsi un atteggiamento mentale diverso.

Dovizioso. Mai in gara. Mai un guizzo. Sempre nelle retrovie mentre Lorenzo lotta come un leone contro Marc prima e Valentino dopo. Clamorosamente bocciato.

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UFFICIALE: NASCE IL TEAM SIC PETRONAS YAMAHA. SPARISCE IL DUCATI ANGEL NIETO.

E’ ufficiale amici appassionati di motociclismo: nel 2019 avremo un nuovo team in MotoGP, si tratta del SIC (Sepang International Circuit) Petronas Yamaha.

La struttura malese prenderà il posto del team Ducati Angel Nieto di Aspar Martinez che lascia quindi Ducati e la MotoGP per il momento.

Aspar rivestirà il ruolo di consulente del nuovo team all’interno del nuovo team che dovrebbe schierare Franco Morbidelli e, forse, Dani Pedrosa.

Usiamo il forse perchè la posizione del 3 volte campione del mondo in uscita da Honda-HRC non è chiara e c’è chi parla di ritiro. Dani sarà più chiaro durante il GP di Germania (aveva promesso aggiornamenti durante il GP di Assen ma questi non sono arrivati, forse a causa di una trattativa che si sta rivelando più complessa del previsto).

A conti fatti in MotoGP nel 2019 avremo sempre 4 Yamaha, 2 KTM in più (quelle di Tech3) e 2 Honda in meno (quelle del team MarcVDS che chiude la sua avventura in MotoGP), per un totale di 22 moto, un numero basso che al momento non desta preoccupazione.

Appassionato di auto?

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MOTOGP: QUALIFICA PAZZESCA! 11 PILOTI IN MEZZO SECONDO! LA SPUNTA MARQUEZ.

Se il buongiorno si vede dal mattino domani il GP di Assen sarà una gara molto serrata, spettacolare e combattuta!

Il turno di qualifica ha decretato la pole numero 75 di Marquez (75 a soli 25 anni!) ma ci ha anche mostrato ben 11 piloti nell’arco di mezzo secondo con Iannone e Lorenzo molto veloci nonostante la posizione in griglia.

La prima fila si chiude con la sorpresa Crutchlow al 2° posto e il Re di Assen Rossi al 3° (10 vittorie per il Dottore).

Andrea Dovizioso apre la seconda fila tornando con Lorenzo 10° (ma attenzione perchè in previsione gara Jorge potrebbe lottare per il podio, difficile vederlo vincere da queste parti).

Miracoloso 7° tempo per Aleix Espargarò e l’Aprilia RS-GP. Il tortuoso, veloce e tecnico tracciato olandese premia la solida ciclistica della moto veneta e Aleix fa il resto.

Iannone, in pole sino a pochi istanti dalla fine, è 9°. Per Andrea vale lo stesso discorso fatto per Lorenzo.

Petrucci 11° chiude i piloti all’interno del mezzo secondo. A Danilo Assen piace, sarà protagonista in gara se indovinerà la partenza.

Per la gara Rossi e Marquez sono i favoriti su tutti, ma attenzione anche a Vinales, Dovi e Lorenzo se dovesse avere una buona partenza!

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UN ERRORE DELLA DORNA NON PORTARE REA IN MOTOGP NEL 2019.

Rea, dopo la doppietta di Laguna Seca, si appresta a conquistare il suo 4° iride di fila eguagliando così Carl Fogarty e per certi versi superandolo anche dato che i titoli del pilota Kawasaki arrivano consecutivi. Un dominio che è di Rea quanto della stessa Kawasaki capace di costruire una moto tanto semplice dal punto di vista meccanico quanto vincente (5 titoli per la ZX-10RR se consideriamo anche quello di Tom Sykes).

Il binomio Rea-ZX-10RR, ammettiamolo, ha ucciso il campionato WSBK rendendolo a tratti noioso perchè prevedibile…Nulla possono Ducati e Yamaha che eppure vantano ottime moto e ottimi piloti.

A questo punto la Dorna, che dal 2013 gestisce anche la WSBK, doveva spostare Rea in MotoGP all’interno di un team ufficiale per due semplici motivi:

-togliere alla WSBK un fattore di “noia”

-dare alla WSBK quella credibilità che progressivamente il campionato per derivate sta perdendo.

Perchè parlo di credibilità?

Perchè un pilota che domina la WSBK e poi entra in MotoGP all’interno di un team ufficiale mostra la superbike come un campionato di sviluppo e passaggio verso la top class e non un campionato dove i piloti si parcheggiano senza trovare sbocco.

Attualmente la WSBK è un campionato di ripiego per chi ha fallito in MotoGP e un campionato di parcheggio per talenti che non hanno le spinte politiche per andare in MotoGP, due nomi? Rea e Van Der Mark.

La Dorna sembra non cogliere questi aspetti (oppure semplicemente li ignora…) e si concentra su aspetti secondari creando regolamenti tecnici a dir poco grotteschi, fantasiosi e fallimentari.

Secondo l’organizzatore spagnolo il cambio di regolamento avrebbe dovuto frenare Rea e lo strapotere della ZX-10RR? Era questo il piano? Perchè se era questo in realtà la ZX-10RR appare quest’anno più forte che mai.

I team MotoGP preferiscono pescare dalla Moto2 i propri piloti anche se questi non hanno ancora dimostrato nulla di speciale. Perchè? La risposta è semplice: costano poco. L’ingaggio di Mir sarà, per forza di cose, inferiore a quello di Rea che viene a bussare alla tua porta con 4 pesanti titoli mondiali dentro la valigia (si pensi a Ducati che ha preferito l’economico Petrucci a Lorenzo…).

La “risposta nascosta” è invece: sono spagnoli, hanno sponsor spagnoli…Quindi non solo ti costano poco, ma ti portano pure denaro. Rea è irlandese e non ha sponsor potenti alle spalle.

Inutile girarci intorno: la MotoGP funziona grazie ai soldi spagnoli e grazie, in minor parte, ai soldi italiani. Movistar così come Sky in Italia spinge per avere piloti “nazionali”, questo non è certamente un segreto. La MotoGP, esattamente come la Formula 1, deve piegarsi sempre di più al denaro e alla politica se vuole sopravvivere e purtroppo Rea è fuori da questo meccanismo perchè nato nel…posto sbagliato.

Appunto perchè nato nel posto sbagliato la Dorna doveva “aiutarlo” a trovare una sella ufficiale nel 2019, un pilota dalla guida pulita come la sua sarebbe stato perfetto per la Suzuki (che ha preferito puntare sulla scommessa Mir dopo aver punto sulla scommessa, sino ad oggi inespressa, Rins).

Rea in WSBK per altri due anni è l’ennesimo fallimento di Dorna per quanto riguarda la gestione delle derivate.

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CLASSIFICA “FALSA”: YAMAHA LE PEGGIORI, DUCATI LE MIGLIORI.

Quando mancano pochi giorni al GP di Assen analizziamo con freddezza e dati l’attuale classifica generale che vede Marquez al comando con Valentino secondo nonostante nessuna vittoria all’attivo per il Dottore.

La classifica a mio modo di vedere è palesemente falsata dalla mancanza di costanza dei piloti Ducati che pilotano una GP18 in gran forma.

Al contrario la costanza di rendimento di Rossi e Vinales li porta a essere rispettivamente secondo e terzo nonostante una M1 2018 praticamente mai veloce.

Procediamo con l’analisi partendo da Valentino Rossi.

Il Dottore si trova, come detto, 2° di generale a soli 27 punti da Marquez nonostante non abbia mai vinto una gara, come mai? La realtà è che Marquez in Argentina dove avrebbe vinto a mani basse ha avuto un problema tecnico in partenza (spegnimento moto) mentre al Mugello ha buttato un podio certo (questa volta a causa dello spegnimento del cervello). Il distacco a livello tecnico è nettamente superiore.

Vinales 2°, Zarco 3°, Petrucci 4° sotto tutti SENZA UNA VITTORIA. Anche nel loro caso, come nel caso di Rossi, devono ringraziare gli errori di Dovi e Jorge e ringraziare la loro costanza dato che non sono mai stati in grado di lottare, come Valentino, concretamente per la vittoria.

Coppia Ducati: Dovizioso ha già 3 zeri. 2 zeri sono arrivati a causa di una caduta e 1 zero è arrivato dopo il contatto con Lorenzo che a sua volta era stato colpito da Pedrosa. Senza i tre zeri sarebbe secondo in classifica generale piuttosto comodamente.

Jorge Lorenzo. Il vincitore delle ultime due gare ha gli stessi punti di Dovi e due zeri. Il primo zero è stato causato da un guasto tecnico (freni), il secondo dal contatto con Pedrosa innescato da Andrea Dovizioso.

La classifica ci dice Honda prima forza con Yamaha a seguire. I fatti ci dicono Honda grazie a Marquez e una Ducati sprecona a seguire con la Yamaha molto distante.

La M1 2018 non ha mai lottato per la vittoria, è stata (a volte) veloce in prova salvo poi crollare alla domenica. Vinales e Rossi non hanno un set up di base da quale partire e usano il venerdi e parte del sabato per trovarlo cercando di mettere delle “pezze” ai problemi progettuali del 4 cilindri in linea di Iwata.

I problemi della M1 derivano dalle gomme? Per Rossi si. Per Vinales, alla prese da qualche gara a questa parte con un launch control che non vuole funzionare a dovere, i problemi sono ovunque. Un altra ulteriore debolezza Yamaha è rappresentata dai piloti. Vinales, non fidandosi più del suo team si è isolato, mentre un punto di forza di Iwata era la comunicazione tecnica tra i due piloti per sistemare la M1.

A questo punto sorge un dubbio:

La M1 è debole perchè i piloti sono divisi nelle loro considerazioni o viceversa i piloti sono divisi perchè la M1 non è competitiva?

La Ducati da un paio di anni è forte perchè Lorenzo e Dovi hanno indirizzato lo sviluppo di base verso la medesima direzione?

Per citare Casey Stoner: quando una moto va forte il merito è dei piloti del team e degli ingegneri, quando va piano è a causa dei piloti, del team e degli ingegneri.

 

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CHE GARA PER RAIKKONEN, VETTEL E LECLERC! MANCA LA VITTORIA, MA QUANTI SORPASSI!

22.06.2018- free practice 2, Kimi Raikkonen (FIN) Scuderia Ferrari SF71H

Seb Vettel, Kimi Raikkonen e Charles Leclerc hanno animato il ritorno al Paul Ricard in Francia con prestazioni coraggiose un gran premio altrimenti noioso causa dominio del “furbo” Hamilton.

Lewis tira fuori dal suo repertorio un altro colpo parecchio furbo (ma non illegale) e frena in anticipo pochi mentre prima della prima frenata chiudendo tra se (davanti) e Bottas (a destra) un velocissimo Vettel che, complice una partenza perfetta, era nettamente più veloce del britannico. Per evitare Lewis Seb sterza a destra colpendo Bottas: per il tedesco ala anteriore distrutta, per il finnico gomma forata.

La “colpa” (anche se, lo ripeto, si tratta di manovra legale quindi possiamo considerare il contatto come un semplice incidente di gara) è chiaramente di Hamilton ma Direzione Gara (che si sa, non ama molto Vettel) colpisce il ferrarista con 5 secondi di penalità da scontare o durante un pit stop oppure dopo la fine delle ostilità. Vettel, forse (giustamente!) incazzato con Hamilton, si carica e da vita ad una rimonta d’altri tempi montando le gomme gialle approfittando della safety car in pista. Tantissimi sorpassi per il pilota di Maranello che non fa prigionieri, viene limitato solo dal naturale degrado delle gomme gialle che a fine gara hanno un netto calo prestazionale. Dopo un ulteriore pit stop concluderà 5°. Oltre non si poteva andare e il mondiale è ancora lungo.

Ancora 1 punto per Charles Leclerc e la Alfa Romeo Sauber. Il monegasco dopo l’incredibile 8° posto delle qualifiche (merito del suo piede destro, ammettiamolo) ha corso una gara giudiziosa e senza errori (solo un piccola sbavatura contro la Hass di Magnussen) lottando ancora una volta con la McLaren di Fernando Alonso e vincendo in pista il duello. Charles è destinato a pilotare la Ferrari e questo è un bene per Maranello, sicuramente mancherà alla Sauber dato che il confronto con il suo compagno di team è impietoso.

Podio e sontuosa prestazione per Kimi Raikkonen che si sveglia dal torpore dell’ultimo GP e regala alla Ferrari un 3° posto a sorpresa. Il finnico ha superato Ricciardo in gara dopo una serie di giri veloci e per istante, complice il pit stop di Hamilton, ha condotto la gara. Peccato non vederlo sempre così, davvero un peccato.

Kimi ha chiuso un podio formato da Hamilton primo e Verstappen secondo. Oggi Max non ha combinato nulla di particolare, una gara giudiziosa, attenta e precisa. Ha provato, a volte, ad avvicinarsi a Lewis ma il britannico ha sempre risposto colpo su colpo senza problemi, segno che in realtà stava gestendo la gara.

Promosso il Paul Ricard, pista veloce e tecnica che favorisce i sorpassi e mette ed evidenzia i veri talenti (come dimostrato da Leclerc).

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QUANDO UN SERBATOIO TI CAMBIA LA VITA (COME E PERCHE’).

Siete mai andati in pista da semplici amatori? Si? Allora saprete quanto la posizione di guida riesca a influenzare il rendimento non tanto sul giro secco quando si è freschi e con i muscoli ancora non troppo stressati, quanto sulla lunga percorrenza quando arriva la stanchezza e i muscoli sono gonfi.

Infatti il problema di Lorenzo con la Ducati non era tanto andar forte in gara, questo lo faceva anche l’anno scorso: era finire la gara mantenendo lo stesso ritmo.

Jorge, sin dal passato anno, lamentava una certa stanchezza fisica dopo metà gara, stanchezza che non gli permetteva di mantenere il ritmo sino alla fine.

La Ducati, si sa, è una moto fisica quindi come contrastare lo stress fisico e salvare la prestazione nella seconda metà di gara?

Semplice, andando ad aumentare il contatto, e quindi l’appoggio, sulla moto attraverso un serbatoio più largo e più scavato. Grazie a questo nuovo componente in frenata e in inserimento curva il pilota ha più contatto con il mezzo, di conseguenza la moto si muove di meno e se la moto si muove di meno tu usi meno il fisico per tenerla e se usi meno il fisico ti stanchi di meno e puoi mantenere un ritmo costante per tutta la gara come Jorge ha fatto al Mugello e al Montmelò.

Grazie a questo nuovo serbatoio Lorenzo usa meno le braccia e più busto e gambe a tutto vantaggio della pulizia di guida durante tutta la gara e per Jorge, lo sappiamo, la pulizia di guida e l’uso della medesima traiettoria è essenziale quando entra nel suo stato mentale di “martello” che non deve essere “disturbato” da avversari e/o stanchezza.

Attenzione amici lettori perchè il nuovo serbatoio ha comportato anche una minore usura della gomma anteriore grazie al fatto che la moto si muove di meno e si può ora frenare a moto completamente dritta senza andare a caricare eccessivamente le braccia, minor usura che si traduce con la possibilità di usare la gomma morbida a tutto vantaggio della perfomance in gara.

(mi ripeto amici appassionati: Lorenzo non cercava la prestazione sul giro ma la prestazione lungo l’intera durata della gara, per questo ci ha messo tempo ad adattarsi alla Ducati).

Il nuovo serbatoio, se la competizione non fosse così serrata come in MotoGP, non farebbe una gran differenza ma tra i prototipi, dove in 3 decimi trovi spesso 5-6 piloti, ogni dettaglio, anche minimo fa la differenza.

Ho sottolineato quest’ultimo dettaglio perchè di recente ho sentito parlare il grande Giacomo Agostini in merito. Secondo il campionissimo un serbatoio non può fare tutta questa differenza, io rispetto l’immenso Giacomo ma non sono della sua stessa opinione.

Non lo sono perchè ai suoi tempi, quando i distacchi si misuravano in decine di secondi e a volte pure in minuti i dettagli cosi minimali non facevano alcuna differenza poichè la competizione non era serrata.

Analizzate la foto e noterete una maggiore superficie di appoggio e un uso piuttosto abbondante dell’adesivo antiscivolo che è stato introdotto da qualche anno a questa parte nel mondo delle corse (lo si trova anche in commercio e funziona molto bene cambiando radicalmente il feeling in meglio in frenata e in inserimento curva).

Nota a margine: il serbatoio della nuova Ducati Panigale V4 è stato allargato nella zona di contatto rispetto a quello della Panigale V2, infatti non casualmente il feeling di guida della V4 secondo i tester è superiore a quello della V2 e sempre non casualmente il serbatoio della V2 in WSBK viene completamente ridisegnato per aumentare le zone di contatto.

Come diceva un noto slogan: la potenza è nulla senza controllo.

Nulla di più vero.

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MARQUEZ SPIEGA LA GUIDA DI LORENZO AL MONTMELO’ E LE TANTE CADUTE.

Marc Marquez ci ha provato ma neppure il piccolo demonio ha potuto nulla contro il martello Jorge Lorenzo. Il 93 ha tenuto testa al pilota Ducati che ha martellato il cronometro sul 40.0 e 40.1 di passo per una decina di giri, poi ha dovuto alzare bandiera bianca, troppi i rischi di caduta a causa di un avantreno (gommato hard) che spesso perdeva la linea in frenata e percorrenza. Avantreno che da li a poco tradirà Dovi autore.

“Quando mi hanno detto che Dovi era caduto ho deciso di alzare il ritmo, stavo correndo troppi rischi, prima o poi sarei caduto per seguire Jorge”

Marc era stato buon profeta dato che già dopo le libere del sabato disse:

“qui le Ducati sono fortissime e se Lorenzo entra in modalità martello sarà difficilissimo la battere, forse impossibile”

Ma come ha fatto Lorenzo a tenere un ritmo così elevato senza prendere nessun rischio?

Lo spiega lo stesso 93 della Honda:

“Jorge frenava a moto dritta e inseriva con la forcella praticamente scarica, questo gli garantiva una guida più pulita, grazie a quel tipo di guida ha stressato meno la gomma di me o di Dovi che per seguirlo entravamo frenando a moto inclinata più dentro la curva prendendo più rischi. Inoltre l’asfalto rispetto al sabato era più scivoloso ed era facilissimo cadere come è successo a tanti domenica durante la gara. Lorenzo l’ha interpretato meglio di tutti noi andando più forte di noi e prendendo meno rischi”.

Simile la versione di Lorenzo:

“ero molto a mio agio con la moto, in frenata ero molto consistente anche senza forzare dimostrazione che la moto ora è ben bilanciata. Ho forzato il ritmo per scrollarmi Marquez e Dovi dalle spalle ma ho visto che Marc perdeva molto poco, così ho deciso di forzare ancora di più, tuttavia quando ho letto sulla tabella che in un sol giro mi aveva preso 3 decimi ho deciso di chiudere andando a forzare un paio di tornate nonostante la gomma anteriore fosse praticamente al limite ed è andata bene”

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LORENZO IL MAGNIFICO! BATTE MARQUEZ E DOVIZIOSO PER LA POLE! IL MARTELLO E’ TORNATO!

Strepitosa pole di Jorge Lorenzo al Montmelò dopo un esplosivo turno di qualifica che ha visto rinascere, arrivando dalla Q1, Marc Marquez. Il 93, mai brillante sino ad oggi, ha sfiorato la pole battuto solamente dal martello della Ducati che grazie ad un grande T4 ha ottenuto il miglior tempo.

JL99 sembra essere letteralmente rinato dopo le modifiche (richieste da 6 mesi e arrivate solamente al Mugello) e potrebbe rilanciarsi anche in ottica campionato, la gara di domani sarà cruciale.

Peccato per Andrea Dovizioso invece. Il Dovi nel suo ultimo tentativo stava insidiando Jorge con ottimi intermedi, salvo incontrare in pista un Vinales non lento, ma sicuramente non in grado di ottenere la pole.

Male Valentino Rossi, solamente 7°. Il Dottore ha mostrato una buona velocità assoluta ma complici un paio di errori gratuiti non è riuscito a chiudere più vicino alla prima fila.

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DANI PEDROSA SVELERA’ IL PROPRIO FUTURO QUESTO WEEK END A BARCELLONA.

Perso il posto in Honda-HRC a favore di Jorge Lorenzo lo spagnolo Dani Pedrosa svelerà il proprio futuro durante la conferenza stampa del giovedi al Montmelò.

Sfumata la possibilità di avere una moto ufficiale (tutte già occupate) le scelte di Dani non sono poi tante, o “retrocedere” verso un team satellite (scelta non sicuramente all’altezza del suo blasone), o andare in WSBK in sella alla Honda CBR1000RR oppure smettere con il motociclismo per intraprendere la carriera di manager o ambasciatore di Honda nel mondo.

Lo scopriremo domani.

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