HONDA: NUOVO AMM. DI STERZO ELETTRONICO O ASSISTENTE ATTIVO ALLA GUIDA?

Grazie alla foto del sito GPOne.com possiamo osservare con più cura una delle novità introdotte da Honda-HRC sulla RC213V edizione 2019.

Si tratta di un ammortizzatore di sterzo di tipo rotativo a controllo elettronico (il dispositivo è stato mostrato anche da SKY che ha seguito integralmente i test).

Il particolare non rappresenta certo una novità per Honda che lo aveva introdotto addirittura ormai 13 anni fa sulla CBR1000RR di serie e sulla RC211V da MotoGP salvo poi abbandonare tale tecnologia, ritenuta acerba, per tornare all’elemento “passivo” di tipo lineare meccanico.

Soffermiamoci sulla parola “passivo”. Il dispositivo elettronico della Honda CBR1000RR stradale “correggeva” la sua taratura in real time per adattarsi alle condizioni e seppur a controllo elettronico era di tipo passivo, ovvero non aveva un ruolo attivo nella guida.

Il nuovo particolare di Honda, al contrario, potrebbe essere di tipo attivo andando a dialogare con i sensori per correggere la sua taratura preventivamente diventando quindi, a tutti gli effetti, un assistente alla guida di tipo “predittivo”.

Fantatecnica motociclistica? Assolutamente no.

Di recente Honda ha mostrato una moto in grado di stare in piedi da sola, senza il pilota in sella e addirittura di muoversi sterzando senza l’influenza umana (anche BMW è arrivata a tale tecnologia) grazie ad una serie di attuatori comandati da una speciale ECU.

Tale tecnologia è stata trasferita alla MotoGP per risolvere i cronici problemi di avantreno della RC213V che tende a “cadere” dentro le curve?

Se così fosse per la prima volta avremo un dispositivo elettronico attivo per quanto riguarda il controllo della dinamica della motocicletta dopo l’abolizione delle sospensioni elettroniche portato in 500 e poi in WSBK da Ohlins (tali sistemi oggi trovano posto, con successo, tra le moto stradali sia in ambito sportivo che turistico).

In definitiva ci si chiede: questo dispositivo prenderà il posto del gomito salva cadute di Marquez?

Stiamo entrando in una nuova era tecnologica?

Solo Honda, lo sa. E in HRC non parlano.

A tal proposito il dispositivo era sempre, o quasi sempre, protetto dalla vista grazie ai meccanici che lo coprivano con una mano.

Ricordiamo che HRC fu la prima a introdurre in MotoGP dispositivi come il comando del gas ride-by-wire attivo.

 

 

MOTOGP VALENCIA TEST: FOLGER TORNA IN SELLA. SARA’ COLLAUDATORE YAMAHA.

I test di Valencia vedranno un gradito ritorno, quello del tedesco Jonas Folger, protagonista suo malgrado di un movimentato 2017.

Il pilota del team Yamaha Tech3, lo ricorderete, contese in Germania al Sachsenring la vittoria addirittura a Marquez (che di quel circuito è re, sindaco e primo ministro!) arrivando 2° salvo poi essere costretto a lasciare le corse a causa di una malattia piuttosto rara, la sindrome di Gilbert.

Dopo oltre un anno Jonas ritrova la MotoGP e ritrova la sua cara M1 nel ruolo di collaudatore ufficiale al servizio di Rossi e Vinales per ridare competitività alla 4 cilindri in linea di Iwata.

 

MOTOGP: PARTONO OGGI I TEST DI VALENCIA. ECCO TUTTE LE NOVITA’!

Partono oggi (Martedi) i test di Valencia che rappresentano, a tutti gli effetti, una gustosa anticipazione del 2019. Tante le novità in pista, alcune delle quali molto interessanti.

Il debutto di Jorge Lorenzo sulla Honda-HRC lasciata libera da Dani Pedrosa su tutti! Il 5 volte campione del mondo andrà a formare con Marquez una delle coppie più forti di tutti i tempi.

Da seguire anche il debutto di Bagnaia, fresco campione del mondo Moto2, sulla Ducati del team Pramac occupata prima di lui da Petrucci. Farà coppia con il confermato Jack Miller che punta al team ufficiale per il 2020.

A proposito del Petrux. Danilo farà il suo (controverso) debutto sulla Ducati ufficiale che fù di Jorge Lorenzo, un debutto piuttosto pesante e come detto controverso. Il contratto dell’italiano dura solo una stagione, starà a lui convincere a suon di risultati i vertici di Borgo Panigale che vale un ulteriore stagione in rosso.

Debutta in MotoGP, sponda Suzuki, Mir. Il giovane spagnolo passa nella top class dopo una sola stagione (interessante ma non eccezionale) in Moto2. Farà coppia con il sempre più veloce e costante Rins. Una coppia da seguire, come è da seguire la crescita di Suzuki nel 2019.

Zarco lascia Yamaha Tech3 per diventare pilota ufficiale KTM. Farà coppia con il confermato Pol Espargarò.

A proposito di Tech3, la struttura di Poncharal, lascia dopo 20 anni Yamaha per diventare il team satellite di KTM che così avrà ben 4 moto in pista la prossima stagione.

Il nuovo team KTM-Tech3 ha ingaggiato, in arrivo dalla Moto2, l’interessante Oliveira. Si tratta del primo portoghese a correre in MotoGP. Anche lui, al pari di Bagnaia, è molto atteso.

Il team Honda-MarcVDS chiude e subentra il team Yamaha Petronas con Morbidelli e il debuttante Quartararo in arrivo dalla Moto2.

Andrea Iannone lascia (con qualche polemica) la Suzuki per andare in Aprilia. Con lui il confermato Aleix Espargaro.

Lascia la sella da pilota, per diventare collaudatore, Dani Pedrosa che lavorerà con KTM. Per lui niente test di Valencia sotto i colori austriaci, debutto rimandato a Sepang 2019.

Scott Redding lascia i prototipi per guidare la nuova Ducati Panigale V4R ufficiale nel BSB inglese con il team PBM.

Alvaro Bautista lascia anche lui i prototipi dopo un titolo in 125GP e tante buone gare in 250GP per diventare pilota ufficiale Ducati in Superbike, per lui la stessa V4R di Davies e i colori Aruba.

I test collettivi andranno avanti anche domani (mercoledi).

 

MOTOGP: BAGNAIA PRONTO ALLA MOTOGP PASSA DA DAINESE A ALPINESTARS.

Il neo campione del mondo classe Moto2 (team SKY VR46) si appresta a fare il grande e definivo salto in MotoGP sponda team Ducati Pramac.

Se da un lato per lui una Ducati MotoGP non è proprio una novità, l’aveva infatti testata a fine 2016, è una novità il cambio di partner tecnico.

Dai test di Valencia, e per le prossime stagioni, infatti Bagnaia sarà “protetto” da Alpinestars che sostituisce Dainese, azienda vicina a Rossi e ai piloti della VR46 Academy.

Non è la prima volta che l’azienda della grande A stellata “ruba” piloti al diavolo di Molvena, era già successo in passato con piloti del calibro di Pedrosa e Lorenzo mentre in tempi recenti Alpinestars aveva perso Hayden proprio a favore di Dainese.

IL FOLLE GP DI VALENCIA E IL CURIOSO RECORD DI KTM!

A Valencia si è visto di tutto, ma veramente di tutto! Dalla pozzanghera formato oceano sul quale è passato Vinales (roba che neppure Gesù nella Bibbia è stato così coreografico!) al 5° tempo di Marquez con spalla attaccata al corpo solo perchè dentro la tuta!

Senza dimenticare la spettacolare caduta di Marc che ha poi chiesto scusa alla Honda, Marquez è fatto così, è il suo modo di vivere…Passando per un altra caduta eccellente, quella di Valentino, che dopo Sepang ha buttato via un altro podio. Il Dottore salva il 3° posto in campionato ma la stagione è da buttare, davvero da buttare e dimenticare il prima possibile.

In mezzo a tutto questo ad un po di gente è sfuggito il curioso record di KTM che con Pol Espargaro ha festeggiato il primo podio della sua storia in MotoGP (altra follia di giornata!).

Che record?

KTM, da quando la Dorna ha voluto la rivoluzione a 4 tempi di tutte le classi, è l’unica Casa ad essere salita sul podio di tutte e tre le classi nel medesimo week end!

Questo perchè è l’unica Casa a partecipare alla Moto2 (dal prossimo anno avremo anche MV Agusta).

In Moto3 ha vinto il debuttante Oncu (appena 15 anni, record assoluto!).

In Moto2 ha vinto Oliveria che perso il titolo nel confronto con Bagnaia ha ripreso a vincere quando non serve (Mah…)

In MotoGP ha vinto Dovi ma Espargarò è salito sul podio!

In un solo, folle, week end KTM ha festeggiato:

la prima di Oncu

Il record di pilota più giovane a vincere in una classe del motomondiale, sempre Oncu

Il primo podio in MotoGP, P.Espargarò.

La presenza sul podio in tutte e tre le classi.

 

 

HONDA CONFERMA DI ESSERE INTERESSATA A STONER.

Alberto Puig, ora team manager di Honda-HRC, è stato (non tutti lo sanno) lo scopritore di Casey Stoner quando il giovane australiano, quasi senza un soldo, arrivò con la famiglia in Europa per cercare di far carriera nel motomondiale.

Puig, ex pilota di Honda, ha confermato di essere interessato a Stoner per il ruolo di collaudatore “veloce” di HRC ora che il 27 ha rotto con Ducati per “opinioni diverse quanto inconciliabili”. Il manager spagnolo non ha nascosto l’interesse ma ha anche affermato che al momento non vi è alcuna trattativa (sarà vero?) specificando però di avere un ottimo rapporto con Casey e di avere il supporto di HRC che ha, da sempre, un ottimo rapporto con il talentuoso australiano.

Rivedremo Casey sotto la grande ala d’ora al fianco di Marquez e Lorenzo? In pista no di sicuro, dentro il box…Forse.

 

HRC TORNA IN SUPERBIKE DOPO 16 ANNI. E’ QUINDI IN ARRIVO UNA MOTO “DEDICATA”?

Honda-HRC ha deciso di tornare in prima persona in WSBK dopo ben 16 anni di assenza, ovvero da quando, dopo aver vinto due titoli iridati con la VTR-SP, decise di ritirarsi. Eravamo a fine 2002.

Perchè il colosso nipponico ha deciso di ritornare con una moto così poco competitiva come l’attuale CBR1000RR? Mi spiego.

Perdere come Honda Europe – Ten Kate è un conto, perdere come HRC è una storia ben diversa e poco accettata dalle parti del Sol Levante se porti il cognome del fondatore Soichiro.

A questo punto Honda, di fatto, non ha più scuse. Ha confermato Camier, ha riportato tra le derivate il suo pupillo Kiyonari, ha “eliminato” Ten Kate, ha coinvolto Moriwaki (vero e proprio braccio armato di Honda in Giappone). A causa di tutto questo impegno ha perso lo sponsor Red Bull (poco male, in Honda hanno i soldi per giocare con i robot, figurarsi correre in moto).

Tutte queste mosse rappresentano sicuramente un rafforzamento sia tattico che strategico, tuttavia risultano poco decisive se alla fine sotto al sedere dei piloti troviamo sempre il CBR1000RR.

HRC ha quindi deciso di tornare a costruire moto dedicate alla WSBK come già accaduto in passato con RC30, RC45 e VTR-SP? Le voci di un possibile V4 derivato dalla MotoGP si rincorrono da anni, la moto esisterebbe in svariate versioni in effetti, ma Honda non ha mai dato il nulla osta.

Può l’attuale CBR, anche se gestito da HRC, battere la Kawasaki con Rea? Battere la nuova Ducati V4R e la nuova, attesa, BMW S1000RR che sarà supportata ufficialmente? Ne dubito.

Il ritorno di HRC ha senso solamente se a fine 2019 il colosso del Sol Levante mostrerà una moto progettata con lo scopo di vincere in WSBK e magari pilotata da, ora faccio del fantamercato, Rea di ritorno sotto l’ala d’orata.

Lo stesso Rea ha dichiarato che queste saranno le ultime stagioni in verde e che poi cercherà una nuova sfida quindi, perchè non tentarlo con una moto ufficiale e un biglietto per la MotoGP a titolo conquistato? Honda, vi ricordo, fece così con John Kocinski per esempio.

SUPERBIKE: ECCO I TEMPI DEL 1° GIORNO DI TEST AD ARAGON.

Analizziamo i tempi del 1° giorno di test invernali andato in scena al Motorland di Aragon in Spagna. Il test, lo saprete, ha visto il debutto della Ducati V4RS con Davies (team Aruba) e Rinaldi (team Barni). In pista anche il team Kawasaki KRT con Rea e Haslam e il team Yamaha World Superbike con VdM e Lowes.

Tempi Day 1 Aragon Winter Test

1 Rea (Kawasaki ZX-10RR) 1.49.668 (con gomme da qualifica).

2 Lowes (Yamaha R1M) 1.51.157

3 Davies (Ducati Panigale V4R) 1.51.180

4 Haslam (Kawasaki ZX-10RR) 1.51.479

5 Rinaldi (Ducati Panigale V4R) 1.51.656

6 VDM (Yamaha R1M) 1.51.852

I piloti, come confermato attraverso le loro dichiarazioni, si sono concentrati più sul testare le nuove soluzioni che sul tempo assoluto. Nel caso della Panigale V4R Davies e Rinaldi si sono trovati alle preso con un mezzo completamente nuovo e del tutto da sgrezzare.

Domani secondo e ultimo giorno di test ad Aragon. I test invernali andranno poi avanti a Jerez, sempre in Spagna.

 

ECCO LA DUCATI PANIGALE V4RS UFFICIALE DI DAVIES! PARLIAMO DEI DETTAGLI TECNICI.

Analizziamo i dettagli tecnici della nuova Ducati Panigale V4RS pronta al debutto nel mondiale WSBK con Davies (moto in foto), Bautista del team Aruba e Rinaldi del team Barni Racing (pilota in foto).

Per la prima volta una Ducati da superbike nasconde del tutto i finali di scarico. Dimentichiamoci dei bellissimi Termignoni sotto la sella della 916 così come dobbiamo dimenticare i piccoli Akrapovic laterali della Panigale R V2, in questo caso abbiamo sempre un impianto fornito da Akrapovic ma quasi del tutto celato dalle carenature inferiori. Soluzione che sicuramente pulisce la moto da un punto di vista aerodinamico (e sappiamo quanto Dall’Igna ci tenga…) ma che fa perdere qualcosa a livello di estetica probabilmente. Tuttavia come diceva il grande Enzo Ferrari: una macchina brutta diventa bella, se vince.

Il Drake era un un uomo pragmatico. Decisamente.

A proposito di carenature, queste sono identiche alla Panigale V4R stradale, con tanto di ali, mentre la zona del serbatoio viene profondamente rivista rispetto al modello di serie.

Sempre rispetto al modello di serie il serbatoio maggiorato è perfettamente visibile sotto la sella del pilota (probabilmente si tratta di un componente non ancora definitivo perchè appare posticcio come anche altre parti della moto.

La frizione torna ad essere di tipo a secco nonostante il modello stradale sfrutti una frizione in bagno d’olio, probabilmente il componente a secco è stato omologato attraverso il kit racing. La frizione è prodotta dalla italiana STM.

Cambiano anche i cerchi qui sostituiti con elementi Marchesini a 6 razze, sempre in alluminio forgiato.

Il forcellone è in alluminio scatolato e tolte le cover (finalmente) possiamo notare il bellissimo motore in grado di erogare nella versione di serie ben 221 cavalli a oltre 15.000 giri e di superare quota 16.000 giri.

Le ali, come previsto dal regolamento, sono della medesima forma del modello di serie e sono ancorate nella medesima posizione.

 

CI SIAMO DOMANI 14 NOVEMBRE DEBUTTA LA DUCATI V4RS AD ARAGON CON DAVIES!

L’attesa è finita amici appassionati! Domani, lunedi 14 Novembre, al Motorland di Aragon, debutterà la nuova Ducati Panigale V4RS, l’onore sarà affidato, come giusto che sia, a Chaz Davies mentre il “nuovo” acquisto Alvaro Bautista non ci sarà perchè impegnato in MotoGP per l’ultimo round di Valencia.

In pista anche Kawasaki Rea, Haslam (che ha preso il posto di Sykes) e la rinnovata ZX-10RR. Tra i cordoli spagnoli anche il team Yamaha factory con VdM e Lowes.

Assente, più che giustificata, la nuova BMW S1000RR che scenderà in pista a breve con Sykes e Reiterberger per “sgrezzare” la nuova 4 cilindri bavarese durante test privati.

BMW ha già fatto sapere che per loro il 2019 sarà un anno di apprendistato tecnico.

Di seguito il calendario dei test invernali riservati alle derivate:

Calendario test invernali Superbike
14 – 15 novembre 2018 – Aragon
26 – 27 novembre 2018 – Jerez
23 – 24 gennaio 2019 – Jerez
27 – 28 gennaio 2019 – Portimao
18 – 19 febbraio 2019 – Phillip Island

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