LUI E’ PEGGIO DI ME. STORIA DI DUE PILOTI IDENTICI CHE SI ODIANO PER QUESTO.

Riprendo un mio post pubblicato su Facebook e approfondisco i concetti tramite questo articolo. Ieri ho scritto che Valentino Rossi ha avuto più contatti di Marquez, ed è vero. Nella sua lunga carriera il 46 ha più volte usato le “maniere forti” contro i suoi avversari e tutto gli è stato perdonato in nome dello spettacolo. Giusto? Sbagliato? A quel tempo sembrava giusto. Punto.

Detto questo Marquez non è certamente da meno, è un duro in pista, solo che usa meno il corpo durante i sorpassi, questo perchè ha un controllo della moto superiore a quello di Valentino.

Prendiamo il sorpasso di Laguna Seca. Rossi in quel punto ha superato Stoner tagliando la variante, nello rientrare Valentino è arrivato lungo ed ha colpito Stoner (con le regole di oggi sarebbe stato sanzionato). Anni dopo Marquez farà lo stesso ai danni di Valentino, ma lo farà in maniera più “furba”, più attenta e più premeditata superandolo senza toccarlo in uscita.

In quel momento ho capito che Marc Marquez altri non è che il figlio agonistico di Valentino Rossi, in quel momento ho capito che Rossi era nel suo mirino personale…

Anche il modo di vincere di Marc a volte mi ricorda quello di Rossi quando pilotava la RC211V, ricordate? Bagarre con gli avversari per poi fare il vuoto negli ultimi 2-3 giri andando a vincere in solitaria.

La testa è poi la medesima: sono due combattenti nati e cercano la vittoria a qualsiasi costo, spesso andando oltre il regolamento con il vantaggio di essere perdonati (quasi) sempre perchè sono due personaggi che alla MotoGP (e alle TV) servono.

Valentino quando prendeva in giro gli avversari durante le interviste lo faceva direttamente, al contrario Marquez lo fa in maniera più subdola, più elegante e tuttavia più feroce. Quando il 93 ha detto, durante un intervista, che ammira Valentino per quello che fa alla sua età lo stava ovviamente prendendo in giro, ma lo fa con il sorriso…Lo stesso sorriso beffardo che usava Rossi contro Biaggi, contro Lorenzo, contro Stoner…

Quel tipo di sorriso che io attribuisco al Joker, il perfido nemico di Batman…Infatti quello di Rossi e Marquez è più un ghigno dietro al quale nascondono il loro vero modo di fare, spesso tutt’altro che amichevole.

Marc è cresciuto con il mito di Valentino e…Con l’idea di batterlo, anzi probabilmente di umiliarlo. E’ il suo nemico personale, come Biaggi è stato il principe dei nemici di Rossi. Perchè?

Perchè tutti abbiamo bisogno di un nemico, di una nemesi. E’ quasi un stimolo a migliorarsi perchè libera quella parte di “ferocia” primitiva che altrimenti sarebbe sopita.

Perchè quando ti senti forti vuoi “distruggere” gli altri. E’ nella natura umana. Marc è il giovane Leone che sta insidiando il territorio del Leone anziano che tante battaglie ha vinto. Da un lato il Leone anziano vuole rispetto, dall’altro il Leone giovane vuole il suo posto.

E’ uno scontro generazionale senza esclusione di colpi che sta portando i due protagonisti a dare il peggio di si.

Io posso sembrare un tifoso di Marquez ma non lo sono, ammiro il suo modo di guidare ma non mi piace il suo modo di interpretare le corse che per me è troppo aggressivo (come non mi piaceva il modo di correre di Simoncelli che ho più volte criticato), lo stesso vale per Rossi. Ammiro il suo modo di guidare (essere veloci alla sua età è incredibile), ma non mi piace il suo modo di fare, di porsi e di imporsi senza rispetto per lo sport. Mi piaceva il modo di fare di Stoner e apprezzo la brutale sincerità di Jorge Lorenzo.

Fine.

Sarei falso se dicessi: odio Rossi, amo Marquez, falso perchè sono la stessa identica persona con qualche anno di differenza. Piloti fortissimi, ma nulla di più per quanto mi riguarda.

Il problema tuttavia è mio amici lettori, non sopporto il concetto di “pilota mediatico” che oscura tutti gli altri con il suo protagonismo. Le TV sin troppo spesso parlano di Rossi e Marquez anche quando non vincono e dimenticano il fatto che in pista ci sono altri 20 piloti che danno l’anima per 3-4 punti, a volte per 1 punto solo. Sono forse meno piloti?

Per concludere Marquez ha accentrato l’odio dei tifosi di Rossi e viceversa Valentino ha accentrato l’odio dei tifosi di Marc.

In tutto questo il motociclismo passa in secondo piano.

E la Dorna? Non fa nulla. Chi ammazzerebbe la gallina delle uova d’oro? Nessuno! E quando hai due galline che fanno le uova d’oro? A maggior ragione non fai nulla.

Le TV e gli sponsor ringraziano.

 

E’ ROSSI IL PILOTA CHE HA COLPITO PIU’ PILOTI IN MOTOGP, NON MARQUEZ.

Marquez è pericolo come disse Valentino Rossi dopo il GP di Argentina? In realtà no. Il piccolo demonio, statistiche alla mano, è un pilota molto duro (durissimo a tratti) ma tende a “toccare” poco gli avversari, al contrario Valentino sempre dati alla mano è più incline a “spostare” il rivale per passarlo. In passato questo suo modo di fare era considerato come parte di una strategia per mettere pressione psicologica agli avversari ed era accettato da Direzione Gara e dai media.

Gli episodi più conosciuti sono tre (ma dopo parleremo degli altri):

la spallata a Gibernau di Jerez. Rossi entra dritto per dritto e spinge Sete fuori pista traendo vantaggio dalla manovra. Si parlerà di sorpasso da duro.

Rossi su Ducati prova a superare Stoner a Jerez e lo stende durante il tentativo. Valentino frena molto tardi sull’asfalto umido, non vi era verso di rimanere in piedi, infatti cade e nel cadere colpisce Casey. E’ l’episodio del “la tua ambizione ha superato il tuo talento”.

Sepang 2015. Valentino colpisce con un calcio Marquez dopo una serie di sorpassi molto duri, ma tutti dentro il regolamento.

Sugo. Rossi colpisce durante un sorpasso il suo compagno di team Jorge Lorenzo che si sta giocando il mondiale con Pedrosa. Alla fine dirà: sono le gare.

Laguna Seca. Rossi taglia la variante Cavatappi e mentre rientra in pista colpisce Casey Stoner. Nessuna delle due manovre, ne il taglio, ne il disturbo a Stoner vengono sanzionate e si parlerà di sorpasso leggendario.

Indianapolis. Valentino colpisce Andrea Dovizioso su Ducati con una ruotata. Il contatto è molto duro ma per fortuna nessuno dei due finisce a terra.

Argentina 2015. Rossi colpisce Marquez dopo un breve duello procurando la caduta di Marc a causa di un incrocio di linea poco chiaro. Sarà il preludio ai fatti di Sepang 2015.

Veniamo a Marquez.

Il piccolo demonio colpisce Rossi e lo fa cadere in Argentina mentre sta rimontando dopo aver subito una penalità. L’errore di Marquez in questo caso è palese dato che la sua velocità, rispetto a quello, di Rossi è tripla. Il sorpasso ricorda quello di Rossi ai danni di Stoner con lo stesso esito, anche in quel caso Valentino era più veloce di Casey ma decide di forzare il sorpasso senza alcuna logica strategia.

Assen 2015, un fatto molto controverso. Ultima variante. Marquez entra su Rossi il quale si appoggia sullo spagnolo, raddrizza la moto e taglia la variante per poi vincere. Marc accuserà Rossi di aver fatto il furbo tagliando la variante di proposito e non ha tutti i torti. Il contatto è lievissimo e quando Valentino entra in variante ha il pieno controllo del mezzo tanto da dar gas puntando la strada più  breve per tagliare il traguardo.

Perchè quindi per l’opinione pubblica Marquez è considerato scorretto? E’ una questione mediatica legata al personaggio Valentino considerato quasi “intoccabile”. Pensiamo alle critiche piovute sul povero Dovi dopo Assen! In quest’ultimo caso quale è stata la colpa di Andrea? Semplicemente fare la sua gara.

Le stesse critiche con tanto di offese furono rivolte a Andrea Iannone dopo la gara (spettacolare) di Phillip Island. Alla fine di quella intensa corsa il week end successivo Rossi accuserà Marquez e Lorenzo di biscotto.

Ma attenzione perchè in passato i media non hanno risparmiato neppure Biaggi e Melandri e anche Bautista un paio di volte è caduto nel mirino dei media e dei sostenitori di Valentino.

Alla fine quando si ha a che fare con un personaggio grande si ha anche a che fare con una certa distorsione della realtà dovuta appunto alla grandezza del protagonista.

Come diceva Casey Stoner: “Rossi riesce ad avere ragione, anche quando ha torto”.

Vero. Anzi verissimo.

 

 

AUTO ELETTRICA? I PETROLIERI RINGRAZIANO (E GUADAGNANO!). ECCO COME.

L’auto elettrica ci libererà dalla dipendenza del petrolio? Assolutamente no, anzi è proprio vero il contrario. Secondo un dossier americano su auto elettrica e relativo impatto economico globale, l’energia necessaria per “caricare” le vetture elettriche nei Paesi in via di sviluppo verrà ricavata dal petrolio. A livello di inquinamento non ci saranno grandi cambiamenti, l’inquinamento prodotto verrà delocalizzato e questo se da un lato renderà più pulita l’aria delle nostre città, dall’altro non diminuirà l’inquinamento globale che, anzi, nei prossimi 50 anni è previsto in aumento a causa dei Paesi emergenti che cresceranno senza pensare alla questione ambientale, un pò come ha fatto e in parte sta facendo la Cina.

Mentre si verrà a creare un altro tipo di inquinamento: quello prodotto dalla estrazione massiccia del litio e del cobalto e quello prodotto dallo smaltimento delle batterie. Estrazione e smaltimento andranno a creare un nuovo tipo di business con relative “lobby” per tenere alti i prezzi (dalle lobby, in economia su vasta scala, non si scappa…E’ pure illusione pensare ad un futuro pulito che sia “pulito” e chiaro anche a livello economico).

Dopo aver letto quel dossier, amici lettori, mi sono informato presso alcuni siti di economia italiani e americani sulle previsione dell’industria petrolifera per i prossimi decenni e ho scoperto che le società stanno investendo e comprando concessioni di trivellazione perchè prevedono un aumento della richiesta grazie all’avvento della mobilità elettrica.

E tra 50 anni? Cosa potrebbe cambiare? Probabilmente l’avvento della fusione nucleare cambierà radicalmente lo scacchiere energetico del nostro pianeta…Probabilmente perchè la fusione nucleare è ancora lontana dall’essere un realtà “sfruttabile”.

A questo punto penso alla bufala, alle quale tutti credettero, riguardo l’esaurimento del petrolio sulla Terra messa in giro ad arte per tenere alto il costo della materia prima e mi chiedo: il Litio è veramente un metallo raro oppure è solo un sistema per tenere alto il prezzo e riversarlo all’interno del costo delle vetture?

Le ipotesi sono due:

se è raro, allora la corsa verso la mobilità elettrica è falsa perchè ben presto finirà l’elemento più importante.

se non è raro allora si sta mentendo per tenere il prezzo elevato.

In entrambi i casi qualcuno mente…Come già accaduto a suo tempo con il petrolio e prima ancora con le sigarette.

Si le sigarette.

Durante gli anni dell’espansione del tabacco i produttori crearono degli spot televisivi e radiofonici per promuovere il “passatempo” del fumo, con il passare degli anni i produttori inserirono messaggi subliminali dentro film e telefilm per promuovere il fumo pur sapendo della sua elevata dannosità a causa dell’aggiunta di sostanze chimiche che creavano dipendenza.

Ecco amici lettori io vedo questo periodo come una sorta di “espansione del tabacco”. Ovunque ci sono spot a favore della vettura elettrica e messaggi subliminali accentuati ma nessuno racconta i problemi legati all’estrazione del litio (sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere africane) e i problemi legati all’inquinamento collegato allo smaltimento delle batterie.

Inoltre, se mi posso permettere amici lettori, sarebbe ancora di smettere di “sfruttare” l’Africa per i bisogni occidentali andando a creare ulteriore povertà per creare altri migranti. A mio parere è arrivato il momento di creare una fonte energetica che sia pulita non solo a livello ambientale, ma anche a livello economico altrimenti.

Non basta una vettura silenziosa per pulire il Mondo.

di @Marco M TheRaceMode (seguimi su Facebook. Clicca QUI)

 

PERCHE’ E’ LA MANOVRA DI ROSSI A ESSERE POCO INTELLIGENTE (NON QUELLA DEL DOVI).

Ho rivisto la gara già tre volte. La prima volta, come tutti voi, mi sono goduto la battaglia infernale in preda alle emozioni, la seconda ho osservato la gara di Lorenzo e Marquez mentre la terza volta ho osservato la gara di Dovi e Rossi che nel dopo gara hanno avuto uno scambio di opinioni piuttosto duro.

Cosa e’ successo? E’ successo che nelle fasi finali i due italiani hanno perso l’opportunità di lottare per il podio arrivando lunghi. Tutto normale direte voi, cose che capitano nelle gare “normali”, figurarsi nel caos della gara andata in scena domenica scorsa.

No, non è tutto normale.

Valentino ha definito poco intelligente la manovra del Dovi che li ha estromessi dalla lotta del podio.

Ma quale manovra? Cosa è successo?

E’ successo che Rossi per resistere esterno al Dovi ha mollato due volte i freni nel tentativo, disperato, di uscire dalla curva davanti al pilota italiano. Manovra disperata e fuori da ogni logica di gara perchè in quel punto chi è esterno e molla i freni va fuori linea, cosa che è successa a Rossi come al Dovi che ha mollato i freni due volte anche lui per non far passare il 46.

Chi ha ragione quindi? La ragione è dalla parte del Dovi che è interno (infatti Direzione Gara non ha investigato la manovra) e nel difendersi neppure tocca Valentino che arriva lungo perchè dopo aver mollato i freni per la seconda volta è del tutto fuori linea.

A mente fredda è la manovra di Rossi a essere poco intelligente. Valentino conosce benissimo Assen (ci ha vinto 10 volte) ed un tentativo in quel punto funziona solo se il pilota che attacchi ti lascia passare per poi tentare di incrociare la linea.

Il Dovi ha insistito con la manovra di difesa perchè sapeva di non aver più chance di attaccare Rossi dato che era del tutto senza gomme.

Valentino, avesse aspettato un altro paio di curve, lo avrebbe passato per chiudere la gara secondo con Dovi probabilmente 4° o 5°. E’ mancata la lucidità al pilota di Tavullia.

Al contrario sul finale è venuta fuori l’incredibile lucidità di Marquez che, capendo il momento di trans agonistica dei suoi avversari, ha mollato il gruppo per tenersi lontano dai guai come fatto a Phillip Island 2015. Durante quella gara Rossi giunse 4° dopo una ferocissima lotta con un altra Ducati, quella di Iannone e anche dopo quella gara i tifosi di Valentino insultarono Andrea, come stanno facendo con il Dovi tramite social network.

 

IL CAMPIONE RESTITUISCE IN PISTA, NON VA IN TV A LAMENTARSI. E DOVI HA RAGIONE.

Avete presente il contatto Marquez-Rins durante il folle GP di Assen? Alex è entrato duro, così duro che Marc che perso per un istante manubrio e pedana.

Avete sentito Marquez lamentarsi con Rins? Lo avete sentito lamentarsi di Rins in TV? No. Marc ha semplicemente fatto quello che sa fare meglio di qualsiasi altra cosa:

il pilota di moto.

Il 93 gli ha restituito il sorpasso nello stesso punto mostrando rispetto per lo sport, rispetto per Rins, rispetto per se stesso.

Eppure Marc ha tanto potere mediatico, perchè non si è lamentato?

Semplice: perchè è un Pilota con la p maiuscola. Un Pilota vero. Un Racer.

Personalmente amici non ho mai sopportato i piloti che si lamentano.

Considero il lamentarsi una debolezza, è come dire agli avversari:

“mi lamento perchè sono debole”.

Ultimamente Valentino Rossi sta dando il peggio di se in questo frangente…

Dalla conferenza stampa di Sepang 2015 Valentino si è lamentato praticamente di tutto e tutti:

Marquez-Lorenzo: biscotto

Le gomme Michelin

Il telaio della M1 che non adatto al suo modo di guidare

La gomma anteriore Michelin che non trova adatta al suo stile di guida

contatto con Marquez in Argentina: Marquez è pericoloso, ho paura.

Yamaha non è veloce a reagire

accuse verso Dovi: è stato poco intelligente.

E non disturbo la vostra memoria amici lettori andando a parlare di Rossi contro Biaggi, Gibernau, Stoner e Lorenzo.

Valentino, dati alla mano, è il pilota che più si è lamentato della storia della MotoGP sia a livello tecnico, sia verso le gomme, sia verso gli avversari.

Ora nel caso di Domenica Valentino ha palesemente torto, era lui esterno, ha mollato lui due volti i freni per resistere al Dovi che interno aveva diritto di traiettoria, si è condannato da solo al lungo che ha pregiudicato la sua gara perchè sapeva che sarebbe stato impossibile recuperare se fosse stato superato.

Il ducatista ha ragione quando dice che non approva la visione del momento da parte di Valentino, ha ragione perchè si tratta di una manovra comunissima sulla quale il 46 ha ricavato un intervista accusatoria.

E poco importa se ridi o scherzi durante l’esposizione dei fatti…

Se dici “è stata una manovra poco intelligente”

stai dicendo al Dovi che è stato stupido.

Questo è mancare di rispetto al tuo avversario.

Punto.

Valentino sa di avere molto potere con i media e spesso lo esercita per mettere pressione ai suoi avversari (vedi Sepang 2015 quando Marc gli ha fatto pagare con gli interessi quelle parole davvero mal spese).

Tuttavia questo potere dovrebbe essere gestito perchè così facendo rischi di rovinare l’immagine ad un collega che sta facendo solamente il proprio lavoro.

 

 

 

MOTOGP: QUALIFICA PAZZESCA! 11 PILOTI IN MEZZO SECONDO! LA SPUNTA MARQUEZ.

Se il buongiorno si vede dal mattino domani il GP di Assen sarà una gara molto serrata, spettacolare e combattuta!

Il turno di qualifica ha decretato la pole numero 75 di Marquez (75 a soli 25 anni!) ma ci ha anche mostrato ben 11 piloti nell’arco di mezzo secondo con Iannone e Lorenzo molto veloci nonostante la posizione in griglia.

La prima fila si chiude con la sorpresa Crutchlow al 2° posto e il Re di Assen Rossi al 3° (10 vittorie per il Dottore).

Andrea Dovizioso apre la seconda fila tornando con Lorenzo 10° (ma attenzione perchè in previsione gara Jorge potrebbe lottare per il podio, difficile vederlo vincere da queste parti).

Miracoloso 7° tempo per Aleix Espargarò e l’Aprilia RS-GP. Il tortuoso, veloce e tecnico tracciato olandese premia la solida ciclistica della moto veneta e Aleix fa il resto.

Iannone, in pole sino a pochi istanti dalla fine, è 9°. Per Andrea vale lo stesso discorso fatto per Lorenzo.

Petrucci 11° chiude i piloti all’interno del mezzo secondo. A Danilo Assen piace, sarà protagonista in gara se indovinerà la partenza.

Per la gara Rossi e Marquez sono i favoriti su tutti, ma attenzione anche a Vinales, Dovi e Lorenzo se dovesse avere una buona partenza!

LORENZO: “FIRMEREI” PER VINCERE AD ASSEN DOMENICA.

Jorge Lorenzo è forse il pilota più atteso del week end olandese dopo le belle e nette vittorie del Mugello e del Montmelò.

La Ducati non vince il Dutch TT dal 2008 (grazie a Stoner) e non sembra amare particolarmente il pianeggiate e veloce circuito immerso nelle tranquille campagne olandesi. Riuscirà Jorge in modalità martello a riportare Borgo Panigale sul gradino più alto del podio?

Il pronostico dice no. Dice no perchè Lorenzo da quando proprio ad Assen si è rotto la clavicola al giovedi (per tornare a correre sabato, impresa pazzesca!) non è stato più in grado di incidere salendo sul podio una sola volta tuttavia per domenica la fortuna sembra essere dalla sua.

In primis il clima è previsto stabile e soleggiato e secondo punto lui, al contrario di Marquez, può attaccare perchè non ha nulla da perdere a questo punto del campionato con il contratto HRC già bello che firmato.

Jorge ha addirittura scherzato usando la frase “firmerei per vincere ad Assen domenica”, usando una parola assolutamente non casuale…

Lorenzo, non è un segreto e lui non lo nasconde, dopo le infelici parole di Domenicali (è un buon pilota…) sembra correre contro Domenicali più che contro gli avversari, reo di aver scelto Petrucci per sostituirlo.

In conferenza stampa il martello spagnolo è parso sereno, quasi spavaldo e arrogante come il Lorenzo prima maniera. Buon segno.

 

UN ERRORE DELLA DORNA NON PORTARE REA IN MOTOGP NEL 2019.

Rea, dopo la doppietta di Laguna Seca, si appresta a conquistare il suo 4° iride di fila eguagliando così Carl Fogarty e per certi versi superandolo anche dato che i titoli del pilota Kawasaki arrivano consecutivi. Un dominio che è di Rea quanto della stessa Kawasaki capace di costruire una moto tanto semplice dal punto di vista meccanico quanto vincente (5 titoli per la ZX-10RR se consideriamo anche quello di Tom Sykes).

Il binomio Rea-ZX-10RR, ammettiamolo, ha ucciso il campionato WSBK rendendolo a tratti noioso perchè prevedibile…Nulla possono Ducati e Yamaha che eppure vantano ottime moto e ottimi piloti.

A questo punto la Dorna, che dal 2013 gestisce anche la WSBK, doveva spostare Rea in MotoGP all’interno di un team ufficiale per due semplici motivi:

-togliere alla WSBK un fattore di “noia”

-dare alla WSBK quella credibilità che progressivamente il campionato per derivate sta perdendo.

Perchè parlo di credibilità?

Perchè un pilota che domina la WSBK e poi entra in MotoGP all’interno di un team ufficiale mostra la superbike come un campionato di sviluppo e passaggio verso la top class e non un campionato dove i piloti si parcheggiano senza trovare sbocco.

Attualmente la WSBK è un campionato di ripiego per chi ha fallito in MotoGP e un campionato di parcheggio per talenti che non hanno le spinte politiche per andare in MotoGP, due nomi? Rea e Van Der Mark.

La Dorna sembra non cogliere questi aspetti (oppure semplicemente li ignora…) e si concentra su aspetti secondari creando regolamenti tecnici a dir poco grotteschi, fantasiosi e fallimentari.

Secondo l’organizzatore spagnolo il cambio di regolamento avrebbe dovuto frenare Rea e lo strapotere della ZX-10RR? Era questo il piano? Perchè se era questo in realtà la ZX-10RR appare quest’anno più forte che mai.

I team MotoGP preferiscono pescare dalla Moto2 i propri piloti anche se questi non hanno ancora dimostrato nulla di speciale. Perchè? La risposta è semplice: costano poco. L’ingaggio di Mir sarà, per forza di cose, inferiore a quello di Rea che viene a bussare alla tua porta con 4 pesanti titoli mondiali dentro la valigia (si pensi a Ducati che ha preferito l’economico Petrucci a Lorenzo…).

La “risposta nascosta” è invece: sono spagnoli, hanno sponsor spagnoli…Quindi non solo ti costano poco, ma ti portano pure denaro. Rea è irlandese e non ha sponsor potenti alle spalle.

Inutile girarci intorno: la MotoGP funziona grazie ai soldi spagnoli e grazie, in minor parte, ai soldi italiani. Movistar così come Sky in Italia spinge per avere piloti “nazionali”, questo non è certamente un segreto. La MotoGP, esattamente come la Formula 1, deve piegarsi sempre di più al denaro e alla politica se vuole sopravvivere e purtroppo Rea è fuori da questo meccanismo perchè nato nel…posto sbagliato.

Appunto perchè nato nel posto sbagliato la Dorna doveva “aiutarlo” a trovare una sella ufficiale nel 2019, un pilota dalla guida pulita come la sua sarebbe stato perfetto per la Suzuki (che ha preferito puntare sulla scommessa Mir dopo aver punto sulla scommessa, sino ad oggi inespressa, Rins).

Rea in WSBK per altri due anni è l’ennesimo fallimento di Dorna per quanto riguarda la gestione delle derivate.

CLASSIFICA “FALSA”: YAMAHA LE PEGGIORI, DUCATI LE MIGLIORI.

Quando mancano pochi giorni al GP di Assen analizziamo con freddezza e dati l’attuale classifica generale che vede Marquez al comando con Valentino secondo nonostante nessuna vittoria all’attivo per il Dottore.

La classifica a mio modo di vedere è palesemente falsata dalla mancanza di costanza dei piloti Ducati che pilotano una GP18 in gran forma.

Al contrario la costanza di rendimento di Rossi e Vinales li porta a essere rispettivamente secondo e terzo nonostante una M1 2018 praticamente mai veloce.

Procediamo con l’analisi partendo da Valentino Rossi.

Il Dottore si trova, come detto, 2° di generale a soli 27 punti da Marquez nonostante non abbia mai vinto una gara, come mai? La realtà è che Marquez in Argentina dove avrebbe vinto a mani basse ha avuto un problema tecnico in partenza (spegnimento moto) mentre al Mugello ha buttato un podio certo (questa volta a causa dello spegnimento del cervello). Il distacco a livello tecnico è nettamente superiore.

Vinales 2°, Zarco 3°, Petrucci 4° sotto tutti SENZA UNA VITTORIA. Anche nel loro caso, come nel caso di Rossi, devono ringraziare gli errori di Dovi e Jorge e ringraziare la loro costanza dato che non sono mai stati in grado di lottare, come Valentino, concretamente per la vittoria.

Coppia Ducati: Dovizioso ha già 3 zeri. 2 zeri sono arrivati a causa di una caduta e 1 zero è arrivato dopo il contatto con Lorenzo che a sua volta era stato colpito da Pedrosa. Senza i tre zeri sarebbe secondo in classifica generale piuttosto comodamente.

Jorge Lorenzo. Il vincitore delle ultime due gare ha gli stessi punti di Dovi e due zeri. Il primo zero è stato causato da un guasto tecnico (freni), il secondo dal contatto con Pedrosa innescato da Andrea Dovizioso.

La classifica ci dice Honda prima forza con Yamaha a seguire. I fatti ci dicono Honda grazie a Marquez e una Ducati sprecona a seguire con la Yamaha molto distante.

La M1 2018 non ha mai lottato per la vittoria, è stata (a volte) veloce in prova salvo poi crollare alla domenica. Vinales e Rossi non hanno un set up di base da quale partire e usano il venerdi e parte del sabato per trovarlo cercando di mettere delle “pezze” ai problemi progettuali del 4 cilindri in linea di Iwata.

I problemi della M1 derivano dalle gomme? Per Rossi si. Per Vinales, alla prese da qualche gara a questa parte con un launch control che non vuole funzionare a dovere, i problemi sono ovunque. Un altra ulteriore debolezza Yamaha è rappresentata dai piloti. Vinales, non fidandosi più del suo team si è isolato, mentre un punto di forza di Iwata era la comunicazione tecnica tra i due piloti per sistemare la M1.

A questo punto sorge un dubbio:

La M1 è debole perchè i piloti sono divisi nelle loro considerazioni o viceversa i piloti sono divisi perchè la M1 non è competitiva?

La Ducati da un paio di anni è forte perchè Lorenzo e Dovi hanno indirizzato lo sviluppo di base verso la medesima direzione?

Per citare Casey Stoner: quando una moto va forte il merito è dei piloti del team e degli ingegneri, quando va piano è a causa dei piloti, del team e degli ingegneri.

 

QUANDO UN SERBATOIO TI CAMBIA LA VITA (COME E PERCHE’).

Siete mai andati in pista da semplici amatori? Si? Allora saprete quanto la posizione di guida riesca a influenzare il rendimento non tanto sul giro secco quando si è freschi e con i muscoli ancora non troppo stressati, quanto sulla lunga percorrenza quando arriva la stanchezza e i muscoli sono gonfi.

Infatti il problema di Lorenzo con la Ducati non era tanto andar forte in gara, questo lo faceva anche l’anno scorso: era finire la gara mantenendo lo stesso ritmo.

Jorge, sin dal passato anno, lamentava una certa stanchezza fisica dopo metà gara, stanchezza che non gli permetteva di mantenere il ritmo sino alla fine.

La Ducati, si sa, è una moto fisica quindi come contrastare lo stress fisico e salvare la prestazione nella seconda metà di gara?

Semplice, andando ad aumentare il contatto, e quindi l’appoggio, sulla moto attraverso un serbatoio più largo e più scavato. Grazie a questo nuovo componente in frenata e in inserimento curva il pilota ha più contatto con il mezzo, di conseguenza la moto si muove di meno e se la moto si muove di meno tu usi meno il fisico per tenerla e se usi meno il fisico ti stanchi di meno e puoi mantenere un ritmo costante per tutta la gara come Jorge ha fatto al Mugello e al Montmelò.

Grazie a questo nuovo serbatoio Lorenzo usa meno le braccia e più busto e gambe a tutto vantaggio della pulizia di guida durante tutta la gara e per Jorge, lo sappiamo, la pulizia di guida e l’uso della medesima traiettoria è essenziale quando entra nel suo stato mentale di “martello” che non deve essere “disturbato” da avversari e/o stanchezza.

Attenzione amici lettori perchè il nuovo serbatoio ha comportato anche una minore usura della gomma anteriore grazie al fatto che la moto si muove di meno e si può ora frenare a moto completamente dritta senza andare a caricare eccessivamente le braccia, minor usura che si traduce con la possibilità di usare la gomma morbida a tutto vantaggio della perfomance in gara.

(mi ripeto amici appassionati: Lorenzo non cercava la prestazione sul giro ma la prestazione lungo l’intera durata della gara, per questo ci ha messo tempo ad adattarsi alla Ducati).

Il nuovo serbatoio, se la competizione non fosse così serrata come in MotoGP, non farebbe una gran differenza ma tra i prototipi, dove in 3 decimi trovi spesso 5-6 piloti, ogni dettaglio, anche minimo fa la differenza.

Ho sottolineato quest’ultimo dettaglio perchè di recente ho sentito parlare il grande Giacomo Agostini in merito. Secondo il campionissimo un serbatoio non può fare tutta questa differenza, io rispetto l’immenso Giacomo ma non sono della sua stessa opinione.

Non lo sono perchè ai suoi tempi, quando i distacchi si misuravano in decine di secondi e a volte pure in minuti i dettagli cosi minimali non facevano alcuna differenza poichè la competizione non era serrata.

Analizzate la foto e noterete una maggiore superficie di appoggio e un uso piuttosto abbondante dell’adesivo antiscivolo che è stato introdotto da qualche anno a questa parte nel mondo delle corse (lo si trova anche in commercio e funziona molto bene cambiando radicalmente il feeling in meglio in frenata e in inserimento curva).

Nota a margine: il serbatoio della nuova Ducati Panigale V4 è stato allargato nella zona di contatto rispetto a quello della Panigale V2, infatti non casualmente il feeling di guida della V4 secondo i tester è superiore a quello della V2 e sempre non casualmente il serbatoio della V2 in WSBK viene completamente ridisegnato per aumentare le zone di contatto.

Come diceva un noto slogan: la potenza è nulla senza controllo.

Nulla di più vero.

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