AUTO ELETTRICA: UN REGALO ALL’ECONOMIA CINESE E AMERICANA.

Auto elettrica? Perchè i Governi stanno spingendo tanto questo tipo di mobilità anche se non siamo tecnologicamente e logisticamente pronti per supportarla? Adeguarci a livello strutturale (colonne, aree di sosta, adeguamento delle officine ecc…) ci costerà miliardi e farà perdere posti di lavoro, perchè inseguire questa chimera in questo momento quando abbiamo una tecnologia realmente sostenibile come quella delle auto alimentate a idrogeno?

(Vi do un suggerimento: le auto a Idrogeno necessitano di poco litio e sarebbero in pochi a guadagnarci ed inoltre il profitto per ogni singola vettura venduta sarebbe inferiore dato che costano di più a causa di una tecnologia da un lato più pulita, ma anche più complessa e costosa)

L’ambiente? Le auto, lo sappiamo, sono responsabili solamente in parte del riscaldamento globale. Inutile parlare di rispetto verso l’ambiente quando due superpotenze economiche come Cina e USA bruciano ancora carbone per sostenere il loro fabbisogno energetico.

Le migliaia di petroliere che inquinano i nostri mari non trasportano doni di Natale ma greggio a scopo energetico, quindi la scusa del riscaldamento globale (un problema serio che andrebbe affrontato con programmi strutturali che rivedano il modo di creare energia da parte dell’umanità) lasciamola ai giornali che amano usarla per vendere copie.

L’auto elettrica sta creando un mercato che andrà ad arricchire pochissime aziende nel mondo, sta gonfiando una bolla economica destinata a scoppiare ma che farà, mentre si gonfia, la ricchezza di due potenze economiche, quali?

Gli USA e la Cina.

Il mercato mondiale del litio è controllato da poche multinazionali che hanno sede negli Stati Uniti e in Cina, non casualmente due nazioni che stanno spingendo tanto sulla mobilità elettrica (Musk di Tesla è un uomo d’affari, non un benefattore che ha ricevuto per anni miliardi di dollari dal Governo Obama a fondo perso in nome della ricerca verso la mobilità a impatto zero).

La spinta verso il mercato elettrico, ancora una volta non casualmente, sta mettendo in serissima crisi i costruttori di autovetture tradizionali ed in particolare quelli europei indebolendo, e forse fa parte di un progetto più ampio l’economia europa e tedesca in particolare. Avete notato che l’indebolimento dell’economia europea ha coinciso con l’arrivo di forti investimenti da parte di aziende cinesi?

Vi invito amici lettori a cercare su Google il nome delle aziende più importanti legate al litio per farvi un idea più completa di quello che sta accadendo.

Le aziende non si chiamano “Save The World” oppure “Green future” oppure ancora “il mondo è bello senza petrolio” e non sono enti benefici, sono multinazionali che grazie al litio destinato alle auto, ai bus, alle bici elettriche, alla telefonia guadagnano miliardi di dollari.

Inoltre, e questo è un paradosso, nonostante questa bolla “verde” le esportazioni di petrolio non sono andate in crisi, questo perchè Litio e Petrolio possono coesistere a livello economico anche grazie a scelte, da parte dei Governi, non proprio “chiarissime”…

Il più grande produttore di petrolio in Europa è la Norvegia, la stessa Nazione che detiene il primato per le auto elettriche finanziante attraverso la vendita del petrolio (tutte le aziende legato all’estrazione, trasporto e vendita sono statali…Mica stupidi i norvegesi).

Al destino non manca il senso dell’ironia!

 

LA FARSA DEL DIESEL VA AVANTI: REVOCATO IL BLOCCO DEL BACINO PADANO!

Non usate le auto diesel!!! Anzi si! Non compratele! Anzi si! Forse! Non so!

La farsa del diesel, amici, va avanti ed è degna di una commedia di Mel Brooks!

Il blocco del diesel Euro-4 nel bacino padano è stato revocato a partire dal 23 Dicembre perchè i valori ora sono “normali”.

Quindi abbiamo espulso nello spazio con un ventilatore l’inquinamento prodotto nei giorni precedenti?

Perdonate il sarcasmo amici lettori ma questa storia del diesel ha francamente rotto…

Se il Governo vuole obbligarci a comprare auto elettriche che lo dica subito e chiaramente piuttosto che creare tasse, blocchi, revocare blocchi e modificare tasse.

 

FORMULA E? REALE COME HOLLY E BENJI CHE GUIDANO IL GATTIGER ALLA 24 ORE DI LE MANS.

Ricordate il Gattiger? Quella vettura formata da 5 vetture che correva delle gare al limite del reale contro avversari scorretti? Era un cartone animato giapponese molto conosciuto in Italia e anche molto seguito che trovate su YouTube.

Per i nipponici Holly e Benji giocavano a calcio e Gattiger descriveva le corse di auto (dobbiamo anche cercare di capire gli amici del Sol Levante, gli americani gli hanno tirato addosso due bombe atomiche…Forse anche noi non saremmo propriamente normali dopo una cosa del genere! Ovviamente si scherza!)

Ma se i giapponesi avevano (più o meno) una giustificazione per cose tipo Holly e Benji, Gattiger e l’uomo tigre (quel tizio che donava tutti i suoi guadagni agli orfani ma girava su una Lamborghini Espada forse perchè NON donava tutti i suoi i soldi a quei poveracci? Al solito i giapponesi ci stupiscono! PS notare che nonostante tutti i soldi elargiti gli orfani indossavano sempre gli stessi vestiti facendo la solita vita di stenti in una casa che cadeva a pezzi. Domanda: che fine facevano i soldi? L’uomo tigre li donava davvero? Oppure Naoto Date, alias l’uomo tigre, li donava per finta per ottenere sconti dalle tasse attraverso un giro di false fatturazioni? Tana delle tigri lo voleva ammazzare perchè gli aveva fregato dei soldi? Mister X era in realtà un agente del fisco giapponese?).

Dicevo, se i giapponesi hanno una giustificazione sicuramente l’organizzazione della Formula E non ne ha e credetemi, io nel motorsport non ho pregiudizi:

se un mezzo va forte non mi interessa che sia alimentato da benzina, diesel, energia elettrica, raggi cosmici o acqua distillata. Sono aperto a qualsiasi idea e qualsiasi innovazione (mi intrigano anche le soap box race, figuratevi) ma…

…Ma la Formula E è più irreale di Holly e Benji che guidano il Gattiger con l’uomo tigre al muretto a fare da team manager. Semplicemente la Formula E non è motorsport, e mi spiego.

Siamo giunti alla quinta edizione del campionato e si è deciso per un cambiamento radicale per quanto riguarda l’estetica delle vetture: perchè?

La forma ha una qualche attinenza con l’esigenza aerodinamica? No. E’ stata decisa semplicemente perchè “simil futuristica” e quando una vettura da corsa si piega alla pura estetica non è una vettura da corsa. Punto.

Lo svolgimento delle gare è incredibilmente noioso. Le vetture, accidenti, vanno piano…Ma vanno piano sul serio e sembrano finte in mezzo a muri e reti da recinzione. Pesano tanto e faticano a frenare (e si vede pure attraverso la TV…).

Non sono contro le corse su strada: adoro il TT dell’Isola di Man e mi piace il GP di Montecarlo di Formula 1. Ma una cosa è sfrecciare a 300km/h tra muretti e guardrail, un altra cosa è la Formula E dove, forse a causa della mancanza di suono, forse a causa della mancanza di cavalli, la sensazione è di guardare un qualcosa di lento ma che lento non dovrebbe essere.

Non tocco neppure il discorso del fan boost (non ci erano arrivati neppure i giapponesi nel cartone animato Ken Falco) e dell’attack mode (o come cavolo si chiama) perchè sono ammissioni di colpevolezza:

le vetture vanno piano, non emettono suoni interessanti? Allora inventiamoci qualcosa per rendere le gare più interessanti.

Peggio della Formula E? La gara riservate alle Jaguar I-Pace…Mamma mia che spettacolo osceno, pachidermi che vanno piano percorrendo stradine di città (come Bologna al mattino quando le mamme portano i bimbi a scuola a bordo di SUV immerse nel traffico). La Jaguar I-Pace è la mia elettrica preferita, mi piace tantissimo ma per favore…Usarla per correre proprio no. La comprerei? No! Ma se la comprate voi, a me va benissimo!

L’elettrico dovrebbe essere simbolo di mobilità sostenibile e silenziosa non di corse, queste cose lasciamole fare alle vetture che emettono suoni derivanti dalla combustione del carburante anche supportate da unità elettriche come le LMP1 per esempio (le mie auto da corsa preferite perchè univano nel migliore dei modi unità endotermiche, motori elettrici, sistemi di recupero energia e batteria per ottenere efficienza e prestazioni).

Ad alcuni la Formula E piace e li capisco anche, sono i “contrari a tutto”. Queste persone si oppongono a tutto perchè vogliono distinguersi salvo poi non sapere nulla dell’argomento in discussione. Sono come i vegetariani che mangiano sushi perchè:

a) non sanno cosa vuol dire essere vegetariani

b) non sanno cosa sia il sushi (in molti davvero non lo sanno…)

Oppure come quei tizi che scrivono contro le lobby e contro gli USA e lo fanno dal loro americanissimo Apple Iphone mentre mangiano al McDonalds e indossano scarpe Nike acquistate su Amazon che hanno conosciuto cliccando su Google mentre annoiati guardavano Netflix.

Qualche giorno fa mi sono trovato via Facebook a parlare di auto elettriche e di sistemi di ricarica con un tipo convinto di poter ricaricare la propria Zoe con una colonna fast charge da 150Kw in pochi minuti non sapendo che la Zoe non supporta 150kW (non li supporta neppure la Tesla in questo momento). Mi sono trovato a parlare di batterie e ricariche fast charge con venditori di concessionarie ufficiali salvo scoprire che ne sapevo più io di loro in materia e io NON sono un fan dell’elettrico per come viene proposto in questo momento (auto troppo dipendenti dai punti di ricarica a causa di autonomie e tempi di ricarica non coerenti con il tipo di società che viviamo).

Ho seguito la Formula E sin dall’inizio della sua avventura ma dopo 5 anni, e questa rivoluzione estetica ho deciso di finirla di farmi male poco per volta…Mi aspettavo sviluppo, prestazioni estreme, piste vere…Ma nulla di tutto questo è arrivato.

Anzi qualcosa è arrivato: il fan boost e l’attack mode che mi hanno ricordato che devo andare a giocare a Mario Kart!

E’ impressione mia amici appassionati o il mondo nel quale viviamo sta diventando finto? La Formula 1 è nata senza i social network ed è ancora qui…

La Formula E senza i social network esisterebbe?

Tesla senza i social network sarebbe così conosciuta?

Internet è una grande invenzione ma forse è arrivato il momento di staccarsi dai social per tornare a vivere il mondo “reale”?

PS io adoravo il Gattiger con quella trasformazione tuttavia quando ho iniziato ad avere le prime nozioni di aerodinamica, downforce, handling e tenuta laterale ho capito che era una grandissima cavolata…

Poi a livello di squadra è un disastro! Perchè se ho 5 vetture in gare devo crearne una? E i punti per il campionato costruttori? Con 5 auto ho 5 possibilità di vincere, con una sola vettura…Ne ho una sola!

Ok l’uomo tigre al muretto box non è perfido e geniale come Toto Wolff della Mercedes ma un minimo di testa bisogna usarla!

Ma l’uomo tigre da team manager del Gattiger fatturava gli introiti ricevuti dagli sponsor…No perchè questo potrebbe spiegare molto cose riguardo il suo tenore di vita.

Trattasi, probabilmente, del più grande evasore fiscale della storia del cartoni animati giapponesi.

 

 

 

 

LA GLACIAZIONE IN ARRIVO, LA FINE DEL PETROLIO E LE ALTRE BUGIE “MONDIALI”.

Dubitate del riscaldamento globale? Pensate sia un arma economica? Il passato dimostra che si, forse avete ragione.

Sul finire degli anni 70 gli scienziati di tutto il mondo ci allarmarono dicendo che una nuova era glaciale era ormai imminente. Noti settimanali americani ed europei scrissero articoli per dare consigli sul come affrontarla.

Inutile dire che si sono sbagliati in maniera piuttosto netta dato che l’umanità sta affrontando un era di riscaldamento globale che tuttavia non è “globale” Infatti l’innalzamento delle temperature varia a seconda delle zone e varia a seconda delle attività umane. Le Nazioni che tendono a bruciare petrolio e carbone per creare energia ne sono più soggette mentre le altre no. L’Europa, di fatto, in questo momento non è interessata dal riscaldamento globale in maniera diretta, ne è vittima a causa di Cina e USA, così come l’emisfero australe che è più povero a livello industriale rispetto a quello boreale.

Ricordate quella allarmante previsione che vedeva il petrolio in esaurimento? Una grande bugia economica ideata per tenere il prezzo del barile alto, tuttavia quella bugia tenne in scacco il mondo occidentale per un lungo periodo di tempo.

La realtà ci dice che il petrolio non è affatto in fase di esaurimento anzi…E’ vero il contrario dato che la richiesta è in costante aumento grazie ai paesi in via di sviluppo (che sono tra i più inquinati al mondo).

La prossime bugie mondiali?

Scommettiamo che alla fine scopriremo che i motori diesel inquinano più di quelli elettrici?

Che è in atto una grande bolla economica che gira intorno al mercato del litio?

Ogni tanto, per ragioni economiche, vengono diffuse non dico bugie…Ma informazioni non completamente esatte che però tendono ad influenzare i comportamenti delle masse.

 

 

 

SAPETE CHE: UNA PETROLIERA INQUINA COME 2 MILIONI DI AUTO? MA NESSUNO LE FERMA.

Sapevate che le petroliere e le portacontainer bruciando diesel arricchito di olio combustibile e grandi quantità di zolfo causano piogge acide? Che l’inquinamento causato dai mezzi di trasporto via mare è in costante aumento? Che una petroliera per ogni singola ora di uso inquina come 2 milioni di auto?

Tratto da Wikipidia:

L’inquinamento atmosferico è infatti alimentato anche dai motori Diesel di molte navi, in cui viene bruciato olio combustibile con alti contenuti di zolfo: ciò sprigiona quantità di diossido di zolfoossidi di azoto e polveri sottili, che vanno ad aggiungersi a monossido di carbonioanidride carbonica e idrocarburi. Tali emissioni sono state dichiarate dall’EPA come cancerogene

Nei mari del mondo, in questo momento, ci sono circa 10.000 petroliere per un totale di 25.000 viaggi/anno (lo scrivo di nuovo: 25.000 viaggi).

Ogni anno, ripeto ogni anno, tonnellate di petrolio vengono riversate in mare a causa di incidenti che vanno da grave, gravissimo a disastro ambientale.

Il numero delle petroliere è in aumento a causa dell’esigenza di petrolio dei paesi in via di sviluppo che, ironia, stanno investendo sulle auto elettriche per non inquinare.

 

 

3 GARE IN WSBK? SOLUZIONE GIUSTA. LA SUPERBIKE FUNZIONA SE SI RINNOVA.

Tre gare durante il week end? Si, grazie. Da più parti, amici appassionati, leggo critiche verso il nuovo format da i vari “blogger populisti” e dagli “ultraconservatori del motociclismo”. Pur rispettando l’opinione di tutti, sono critiche che non trovano un fondamento storico.

La Superbike infatti funziona solo quando si rinnova e nel farlo innova.

Prendiamo le due manche del sabato fortemente volute dall’organizzatore Flammini per distinguersi dal motomondiale per esempio. Scelta più che corretta che eppure all’epoca sembrava quasi una bestemmia.

Oppure prendiamo la Superpole sul giro secco che quando fu introdotta tanti dissero che era una cavolata che quasi offendeva lo spirito del motociclismo.

Il paddock aperto sullo stile delle corse americane di tipo NASCAR tra le moto non si era mai visto e anche questo è stato un gran successo.

La verità è che la WSBK vive solo quando cambia aspetto e muore quando non lo fa.

Quello per derivate è un campionato che deve essere anche in parte show per evitare di somigliare troppo alla MotoGP che è, inutile girarci intorno, più interessante da sempre e più seguita (come giusto che sia).

Le tre manche per week end si sono viste già nel BSB inglese e nessuno si è lamentato, anzi…Si vedono tra le auto ormai da anni (così come la griglia invertita) e nessuno si lamenta anzi il pubblico è ben felice di vedere più gare.

Ed è qui la chiave del successo: il pubblico.

Gli spettatori non pagano il biglietto per vedere le prove libere (infatti sparirà un turno) ma pagano per vedere le gare, sono le corse a dare un senso alla spesa necessaria ad acquistare il biglietto.

Tre gare daranno maggior valore al biglietto e allo stesso tempo daranno più spettacolo creando più intrattenimento.

Fosse per me, esattamente come si fa nel motocross, farei una gara di qualifica più che una sessione. Se funziona nel motocross perchè non in WSBK?

La realtà tuttavia è un altra: l’odio verso la Dorna che porta a bocciare ogni sua idea, anche quelle giuste.

L’organizzatore spagnolo ha sbagliato più di una volta è vero, ma ha anche portato il motomondiale verso vette mediatiche impensabili sino a 20 anni fa facendo girare più soldi e attirando più TV e di conseguenza più sponsor. Ha portato le corse nel sud est asiatico (dove amano le moto decisamente più di noi europei…). Ha portato tante Case a competere per la prima volta nel motomondiale, vedi Ducati e KTM.

In WSBK ha riportato HRC e BMW, presenze tutt’altro che scontate…

Quindi negli ultimi anni è difficile trovare errori da parte di Dorna…La Moto2 forse? Forse. Ma quando è nata nessuna Casa voleva competere nella classe di mezzo così come era accaduto durante gli ultimi anni della 250 a 2 tempi: il 90% delle moto in griglia era Aprilia con un paio di Honda veloci. Stop. La Moto3 è aperta a tutti i costruttori eppure solamente Honda e KTM partecipano…Colpa della Dorna? In questo per nulla dato che la Moto3 è una categoria molto interessante e avvincente (spesso anche più della MotoGP).

Le tre gare, per tornare all’argomento dell’articolo, introducono la novità della gara sprint, ma anche qui non si tratta di una vera novità dato che tra le auto la terza gara è quasi sempre sprint con punteggio dimezzato quindi…

Da tempo per esempio in F1 si sta pensando di introdurre una gara sprint al sabato per portare gli spettatori in tribuna non solo la domenica.

Il motorsport non è solo uno sport, deve essere anche intrattenimento…Basti pensare al lavoro fatto dall’organizzatore del campionato Formula E riservato alle monoposto elettriche. Le vetture non emettono suono, vanno a sbattere ogni due giri, vanno piano eppure…

Nel motorsport il sapersi innovare a livello tecnico e organizzativo garantisce il futuro…Altrimenti saremmo ancora a frenare con i tamburi e non con i freni in carbonio guardando le gare su tv in bianconero con audio sfalsato per poi uscire in moto…non prima di aver gonfiato la camera d’aria delle gomme e aver fatto miscela…

 

B-2 SPIRIT: COSTO E VARIE CURIOSITA’ SUL GENIO DI JACK NORTHROP!

Quanto costa l’aereo militare più costoso della storia? Vi siete mai chiesti quanto costa il bombardiere strategico nucleare B-2 Spirit progettato e prodotto dalla Northrop (oggi Northrop Grumman).

Prima di svelarlo racconto una curiosa storia. La Northrop è un azienda fondata dall’Imprenditore americano Jack Northrop, un visionario dei bombardieri silenziosi a lungo raggio dalle forme…Strane.

Northrop infatti era affascinato dal concetto di “ala volante” (il B2 Spirit è, di fatto, un ala volante) tanto da creare l’YB-35 che volò a metà degli anni 40 (1946 circa). Northrop non contento delle prestazioni dello YB-35 successivamente ne sviluppò una variante con motori a getto chiamata YB-49 ma anche questo velivolo non entrò mai in servizio.

Anche se non progettato direttamente da lui il B-2 Spirit è un diretto parente di YB-35 e YB-49 per via delle dimensioni incredibilmente similari:

Tutti e tre i velivoli non solo avevano la stessa forma di ala volante ma erano larghi ben 52 metri.

Tornando al titolo del post: quanto costa oggi un B-2 Spirit?

La bellezza di 1 miliardo di dollari al cambio attuale esclusa la sua costosissima manutenzione ed il suo ancor più costo carico bellico.

Attualmente i B-2 in servizio sono 20 dei 21 costruiti dato che uno è andato distrutto durante un decollo.

CURIOSITA’: Jack Northrop ha cofondato la Lockheed, fu lui a raccomandare Kelly Johnson ovvero il geniale progettista di U-2 e SR-71.

In maniera diretta Jack Northrop e Kelly Johnson hanno creato i velivoli militari più incredibili della storia dell’umanità: YB-49 e SR-71.

I due erano anche nella commissione di inchiesta che ha esaminato il relitto del presunto UFO che si è schiantato a Roswell nel 1947 insieme ad altri ingegneri americani.

Curiosamente il primo volo dello YB-49 coincide con lo schianto del presunto UFO (1947) anche se in realtà non vi è nessuna correlazione diretta dato che il velivolo era pronto ben prima dei fatti (reali o inventati) di Roswell.

Rimanendo in tema di avvistamenti: per anni il B-2 durante i collaudi sopra l’Area 51 fu scambiato per un UFO per via della sua insolita forma a triangolo seghettato e fortemente irregolare.

Essendo largo ben 52 metri il B-2 ha bisogno di hangar insolitamente larghi, questi furono assemblati durante i test all’interno dell’Area 51 scatenando i teorici del complotto quegli hangar erano creati per ospitare navette aliene.

Peccato per loro che gli stessi hangar furono assemblati nella base per gli aerei sperimentali di Edwards in California dove il B-2 fu costruito e a lungo testato.

La base di Edwards si chiama così in ricordo di Glenn Edwards un pilota collaudatore dell’USAF che perse la vita precipitando a bordo di un YB-49…

Corsi e ricorsi storici.

Sempre presso la base di Edwards un velivolo costruito dall’uomo superava la velocità del suono, il Bell X-1 pilotato da Chuck Yager.

Se le piste di decollo della base di Edwards potessero parlare…

(INCHIESTA BOLOGNA) PRIMA DEGLI INCENTIVI PER AUTO ELETTRICHE SERVONO LE STRUTTURE.

In questi giorni l’Esecutivo Lega/M5S è finito (di nuovo) sulle pagine di tutti i giornali e dei siti specializzati per via della “tassa sulle emissioni delle auto” o come alcuni l’hanno definita in maniera simpatica “tassa anti Panda” (intesa come Fiat Panda) perchè, per come era stata pensata, aumentava di 300 euro il prezzo della citycar italiana.

Come ben sappiamo Di Maio l’ha proposta e Salvini l’ha bloccata in attesa di essere modificata per incentivare l’acquisto di auto a basso impatto ambientale senza tassare l’acquisto del nuovo.

Noi di TheRaceMode abbiamo condotto un inchiesta indipendente a Bologna (dove lavoriamo) per scoprire a che punto è la città più importante (e più ricca) di tutta l’Emilia Romagna in materia di struttura per la ricarica di auto elettriche e plug-in.

Abbiamo visionato e analizzato i parcheggi dei centri commerciali più grandi della città e poco fuori la città (Casalecchio di Reno), siamo andati nei pressi degli uffici pubblici (Poste, INPS, Comune) e nel centro storico per scoprire che:

le colonne di ricarica sono pressochè assenti e quelle poche installate sono perennemente occupate da vetture in carica oppure da vetture NON elettriche.

Ecco i risultati della nostra inchiesta.

Davanti la nuova struttura del Comune, presso la Stazione Centrale, c’è un punto di ricarica che spesso è occupato da vetture NON elettriche e usato come punto di parcheggio. Raramente viene usato da vetture elettriche e plug-in. Su 10 passaggi effettuati in giorni diversi abbiamo notato solamente una vettura in carica (ore 14).

I pochi punti nel centro storico sono spesso occupati da vetture in carica che rimangono in sosta per diverse ore e ancora più spesso da vetture NON elettriche.

Nei parcheggi dei centri commerciali NON abbiamo notato punti di ricarica per vetture elettriche, ne presso l’IKEA di Casalecchio di Reno ne presso il Centro Lame situato in prossimità dei varchi del centro storico. Questi due parcheggi ospitano ogni giorno centinaia di vetture e sarebbero punti ideali per la ricarica.

Andiamo fuori Bologna e percorriamo la via Emilia per raggiungere Imola (40km), la cittadina che ospita il circuito. Sulla via Emilia non sono presenti punti di ricarica mentre Imola ne ospita solamente 7 che, in base alla nostra inchiesta, sono spesso occupati da vetture elettriche e ancor più spesso occupati da vetture NON elettriche.

In base a un nostro sondaggio on line chi usa la vettura per il 90% in città è interessato ad acquistare una vettura elettrica ma è scoraggiato dall’assenza di punti di ricarica e ha paura di rimanere bloccato in mezzo al traffico senza energia nelle batterie.

Va da se che il Governo da un lato fa bene a proporre gli incentivi per l’acquisto ma senza un adeguata e capillare (quanto costosa da realizzare) rete di punti di ricarica si rischia di non ottenere l’effetto sperato.

Come abbiamo spesso scritto qui su TheRaceMode, l’Italia non è la Svezia o la Norvegia nazioni che concentrano la maggioranza degli abitanti in poche città. La nostra terra ospita persone per tutta la lunghezza della sua penisola ed è praticamente IMPOSSIBILE, senza un piano a lungo termine, elettrificare in modo capillare le nostre strade in modo da proporre un servizio adeguato.

E’ stato calcolato che servono almeno 1.000.000 di prese di ricarica per servire il futuro parco elettrico teorico…Di contro si parla di solamente 4.000 punti nel 2019 e solo una minima parte di questi sara fast charge da 150kW.

Il futuro elettrico, al momento, non ha alcun futuro se le basi sono queste.

L’elettrico sarà una scelta di pochi in attesa delle vetture a idrogeno che risolveranno il problema dei punti di ricarica, delle emissioni e dell’autonomia.

E quando arriveranno le vetture a idrogeno, mi chiedo, a cosa serviranno le colonne?

Il sospetto, ma spero di sbagliarmi, è che ci siano forti interessi economici dietro questa “rivoluzione forzata”.

 

LE SKUNK WORKS: LA DIVISIONE SEGRETA DOVE SONO NATI SR-71 E F-22 RAPTOR.

Sembra una storia tratta da un libro di fantascienza o la trama di un film, in realtà è tutto vero perchè…

a volte la realtà supera anche la fantasia.

Cosa sono le Skunk Works, letteralmente le “Officine Puzzola”, e cosa fanno?

Le Skunk Works furono create dal genio di Kelly Johnson, uno dei più brillanti ingegneri americani di sempre.

Kelly entrò alla Lockheed nel 1933 grazie ad una laurea in ingegneria aeronautica, il suo genio lo portò a diventare capo degli ingegneri già a meno di 30 anni (stiamo parlando di un genio assoluto).

Johnson, come tutti i geni, era un po ribelle e non amava molto essere frenato quando “ideava” anzi, al contrario, voleva essere totalmente libero. Tuttavia la burocrazia e i controlli del Governo Federale erano pressanti e invadenti (a quel tempo, in piena guerra fredda più che mai).

L’ ingegnere capo della Lockheed allora creò un team di ingegneri e creò il proprio personale dipartimento dei progetti segreti con il benestare della Lockheed.

Il luogo si trovava presso una puzzolente zona industriale abbandonata ed è li che, sarà per via della solitudine oppure per via delle esalazioni tossiche chi lo sà, lo Skunk Works team crea uno dei migliori velivoli di sempre:

Il ricognitore spia SR-71 Blackbird.

Come non bastasse prima del Blackbird il team aveva progettato l’aero spia U2, una sorta di velivolo/aliante in grado di spiare l’Unione Sovietica.

Tutti e due gli aerei erano verniciati in nero opaco e da li, abbastanza casualmente, nasce la denominazione “black project” che ancora oggi si usa per identificare i progetti super segreti del Governo USA.

Le Skunk Works progettato anche il caccia A-12 (molto simile nelle forme al SR-71). L A-12 combatte in Vietnam e rimane in servizio dal 63 al 68. Gli ingegneri della Skunk lo useranno come base di partenza per progettare L’SR-71 e il caccia intercettore YF-12 che mai entrerà in servizio e che è protagonista di una storia piuttosto curiosa.

Fu creato per intercettare e abbattere i bombardieri nucleari russi supersonici ma…

…i russi NON avevano alcun bombardiere nucleare supersonico, lo avevano fatto credere agli americani attraverso false informazioni alle spie in territorio sovietico. A quel punto il progetto, già di per se costosissimo, fu chiuso e l’esperienza maturata fu usata per progettare altri velivoli, tra i quali l’SR-71 che infatti ha una forma praticamente identica al YF-12.

L’SR-71 fu soppiantato dai satelliti spia che costavano meno e non mettevano in pericolo la vita di nessuno, inoltre a livello operativo erano più efficaci di un singolo velivolo.

A quel punto il programma SR-71 fu chiuso chiudendo, di fatto, la breve storia degli aerei spia supersonici.

Anni dopo la NASA usò due SR-71 per dimostrare che il tempo rallenta con l’aumentare della velocità come predetto da Einstein (esperimento “gli orologi di Einstein”).

Ancora oggi è considerato una pietra miliare dell’aviazione mondiale e uno degli oggetti più complessi mai realizzati dalla menta umana.

Piccola curiosità: Kelly Johnson, ideatore di A-12, YF-12, SR-71 e U2 insieme al team delle Officine Puzzola, era nella commissione di inchiesta che ha analizzato i detriti del famoso “UFO” caduto a Roswell.

In quella commissione di inchiesta era presente anche un altro grande ingegnere aeronautico: Jack Northrop che è l’ideatore dell’ala volante YB-49, velivolo che servirà come base concettuale del bombardiere strategico nucleare stealth B2 .

E ora una chicca che vi porterà a riflettere:

La famosa base segreta conosciuta con il nome di Area 51 è un luogo fortemente voluto da Johnson e dal team Skunk Works per far volare i black project lontani da occhi curiosi.

Oggi l’Area 51 si occupa dei progetti segreti per conto di USAF e NASA e per conto di altri enti poco conosciuti che lavorano per la “sicurezza nazionale”.

Sia le Skunk Works che la Northrop (società fondata da Jack) hanno avuto problemi con il Congresso USA che ha accusato, e più di una volta, le due factory di “gonfiare” i budget statali per creare fondi neri e finanziare così progetti non autorizzati all’oscuro del Governo.

Il bombardiere B2, progetto della Northrop, secondo il Congresso USA è stato usato per creare fondi illegali a spese del Governo. Fondi usati per finanziare attività non autorizzate sempre all’interno della Northrop.

Questa vicenda ha gettato benzina sul fuoco (sempre acceso) dei teorici della cospirazione che credono nel famigerato “Governo ombra”.

Sicuramente, e questo non è più un segreto, nel corso degli anni 70 e 80 la CIA aveva trovato il modo di creare dei fondi neri per finanziare operazioni non approvate dal Governo centrale USA.

Come non è più un segreto il fatto che l’USAF ha in parte finanziato la NASA per la creazione del programma Space Shuttle a patto di depositare in orbita “senza farlo sapere a nessuno” dei satelliti militari. Di fatto alcune missioni scientifiche erano in realtà operazioni militari camuffate.

Vi stupite?

Allora dovete sapere che la sonda Viking che atterrò su Marte in nome della scienza era in realtà un operazione investigativa militare USAF-NASA-CIA perchè a quel tempo, e no non sto scherzando, si pensava che su Marte ci fosse una installazione artificiale di qualche tipo.

 

 

QUANTO COSTA LA PORTAEREI DELLA US NAVY “USS GERALD R. FORD”?

Quanto costa una portaerei di nuova generazione? Scopriamolo curiosando la prima della nuova classe: la nuova USS Gerald R. Ford che è stata consegnata alla US Navy (Marina degli Stati Uniti) nel 2017.

Per realizzarla ci sono ben 12 anni, infatti la costruzione è iniziata nel 2005, e tanti ma tanti dollari.

Il prezzo, rispetto al preventivo iniziale è salito in maniera esponenziale portando la cifra a:

13 miliardi di dollari per singola unità.

La USS Gerald R. Ford avrà presto due “sorelle gemelle”:

la USS John F. Kennedy e la USS Enterprise.

Il costo delle gemelle, per via della ottimizzazione del progetto, sarà di ridotto a circa 10 miliardi di dollari (di fatto il costo di un singolo vascello è simile a quello di una piccola manovra economica di una nazione come l’Italia…Questo per farvi capire il potere economico degli USA…)

Per la prima una portaerei avrà un sistema difensivo di tipo laser (in passato queste grandi navi non avevano, di fatto, sistemi di autodifesa).

Curiosità: la nave ha al suo interno un sistema per smaltire tutti i tipi di rifiuti solidi trasformandoli in energia.

La G.R. Ford avrà, per la prima volta catapulte elettromagnetiche per lanciare i velivoli e un sistema di arresto a cavo comandato con comando elettromagnetico studiato per far appontare i droni da bombardamento e da ricognizione.

1 2 3 4 131