CIAO STAN LEE…LO RICORDIAMO CON LO SPIDER MELANDRI.

Oggi, lo saprete, è morto il grande Stan Lee (nome completo Stanley Martin Lieber), era nato a New York nel 1922 ed è proprio nella Grande Mela che decise di ambientare le vicende di Peter Parker, l’imbranato studente che si nascondeva sotto il costume di Spider Man.

Non vogliamo entrare nella brillante carriera di questo visionario creatore di uomini straordinari, non basterebbe un intero sito per descriverla…

Vogliamo ricordarlo mostrandovi la foto di Marco Melandri in sella alla sua Aprilia 250GP in completa livrea Spider Man.

Per noi, che ci occupiamo di moto e di corse, è il modo migliore.

Grazie di tutto Stan.

LUNEDI SU TRM SI PARLERA’ DI: DUCATI V4R, CRISI VETTEL, DUCATI 916, SUPERBIKE, VERSTAPPEN E MOLTO ALTRO!

TheRaceMode aprirà la settimana parlando della crisi del pilota Ferrari Vettel. Della iconica Ducati 916 che ha reso famosa la Ducati in tutto il mondo grazie alle vittorie in Superbike. Parleremo della Panigale V4R con una inedita intervista a chi ha seguito il corso tecnico sul motore del V4.

Dello scontro, molto animato, tra Verstappen e Ocon (che va avanti da quando correvano contro nei kart) dopo il GP del Brasile.

Della rinascita del campionato mondiale superbike e del ritorno di Honda-HRC.

E molto, molto altro!

Appuntamento su TheRaceMode.com lunedi!

YAMAHA: PERDENTI E CONTENTI. L’ADDIO DI LORENZO. IL NO A MARQUEZ.

In Yamaha ultimamente non sanno vincere, è evidente. Tuttavia sanno perdere molto bene, e anche questo è evidente.

La moto non va e non deve trarre in inganno il recente podio di Vinales in Tailandia dietro Marc e Dovi. Non deve trarre in inganno perchè mancava Jorge (che sarebbe salito sul podio) e perchè il ritmo basso mantenuto per l’80% del GP ha aiutato Rossi e Maverick a contenere le distanze. Il reale distacco del duo in blu è, purtroppo per loro, maggiore di non dica il cronometro ed è per questo che Valentino ha chiuso 4° e moderatamente contento il GP.

Le scelte a livello di piloti di Jarvis non sono mai state messe in discussione e, per quanto mi riguarda, sono la prima causa del fallimento di Yamaha in questo tragico presente.

Jarvis mandò via Rossi, preferendo Lorenzo, quando Valentino era ancora veloce (anche se già in fase calante dopo l’infortunio del Mugello) ingaggiando Ben Spies. L’americano non è mai stato messo realmente in condizione di dire la sua ed ha vissuto un 2° anno da ufficiale da incubo, letteralmente da incubo con la moto che si rompeva un GP si e l’altro pure.

Ha ripreso Valentino dopo i due anni in Ducati quando era evidente che il 46 fosse in crisi di risultati e con tutta probabilità di fiducia in se.

Ha mandato via Lorenzo (spedendolo prima in Ducati e ora, in maniera indiretta, ai rivali della Honda) per ingaggiare Vinales e tenere Rossi ormai non più vincente con Maverick il cui talento non si discute mentre il suo approccio “o tutto, o nulla” alle gare è decisamente più discutibile.

Ha perso il main sponsor Movistar (e non è la prima volta che Yamaha perde un main sponsor…)

Ha perso il miglior team satellite per risultati della MotoGP, ovvero il Tech3.

Ha perso uno dei migliori rookie che la MotoGP abbia mai visto, Zarco.

Ha creato un team satellite sponsorizzato Petronas con due piloti il cui valore è ancora incerto come Morbidelli (in prospettiva interessante) e Quartararo, un pilota che non ha risultati a suo attivo.

Dopo l’inizio fulminante di Vinales nella stagione 2017 la Yamaha ha incredibilmente deliberato un cambio di telaio su suggerimento di Rossi, e da allora Iwata è in caduta libera.

Ha provato a riprendere Lorenzo offrendo a Jorge un posto nel team satellite (che per uno come JL99 è un offesa…) con un tentativo goffo e maldestro che dallo spagnolo non è mai stato preso neppure in considerazione.

Di recente si è saputo che le porte del box Yamaha saranno chiuse per sempre a Marc Marquez e pure a suo fratello (quale colpe avrebbe Alex? Non si sa). Quindi mi state dicendo che se Marquez (Marc, no Alex) si offrisse a Yamaha Jarvis gli direbbe di no?

Dopo la Tailandia Meregalli ha detto che la M1 2019 con tutta probabilità non debutterà ai test di Valencia in Novembre mentre Honda ha già deliberato la RC213V 2019 già ad Agosto e mentre Ducati, c’è da scommetterci, migliorerà ulteriormente la D16 grazie al genio di Dall’Igna.

Se Yamaha non va non è colpa di Valentino come non è colpa di Vinales, in questo momento i piloti hanno relativamente poche colpe. Iwata ha perso la direzione per la seconda volta nella sua storia recente in MotoGP.

Ricordiamo tutti la prima M1 890cc affidata a Max Biaggi vero? Ecco, a volte Yamaha in MotoGP ha la capacità di non leggere bene i regolamenti e quella moto, così come quella attuale, ne sono la prova.

 

LUI E’ PEGGIO DI ME. STORIA DI DUE PILOTI IDENTICI CHE SI ODIANO PER QUESTO.

Riprendo un mio post pubblicato su Facebook e approfondisco i concetti tramite questo articolo. Ieri ho scritto che Valentino Rossi ha avuto più contatti di Marquez, ed è vero. Nella sua lunga carriera il 46 ha più volte usato le “maniere forti” contro i suoi avversari e tutto gli è stato perdonato in nome dello spettacolo. Giusto? Sbagliato? A quel tempo sembrava giusto. Punto.

Detto questo Marquez non è certamente da meno, è un duro in pista, solo che usa meno il corpo durante i sorpassi, questo perchè ha un controllo della moto superiore a quello di Valentino.

Prendiamo il sorpasso di Laguna Seca. Rossi in quel punto ha superato Stoner tagliando la variante, nello rientrare Valentino è arrivato lungo ed ha colpito Stoner (con le regole di oggi sarebbe stato sanzionato). Anni dopo Marquez farà lo stesso ai danni di Valentino, ma lo farà in maniera più “furba”, più attenta e più premeditata superandolo senza toccarlo in uscita.

In quel momento ho capito che Marc Marquez altri non è che il figlio agonistico di Valentino Rossi, in quel momento ho capito che Rossi era nel suo mirino personale…

Anche il modo di vincere di Marc a volte mi ricorda quello di Rossi quando pilotava la RC211V, ricordate? Bagarre con gli avversari per poi fare il vuoto negli ultimi 2-3 giri andando a vincere in solitaria.

La testa è poi la medesima: sono due combattenti nati e cercano la vittoria a qualsiasi costo, spesso andando oltre il regolamento con il vantaggio di essere perdonati (quasi) sempre perchè sono due personaggi che alla MotoGP (e alle TV) servono.

Valentino quando prendeva in giro gli avversari durante le interviste lo faceva direttamente, al contrario Marquez lo fa in maniera più subdola, più elegante e tuttavia più feroce. Quando il 93 ha detto, durante un intervista, che ammira Valentino per quello che fa alla sua età lo stava ovviamente prendendo in giro, ma lo fa con il sorriso…Lo stesso sorriso beffardo che usava Rossi contro Biaggi, contro Lorenzo, contro Stoner…

Quel tipo di sorriso che io attribuisco al Joker, il perfido nemico di Batman…Infatti quello di Rossi e Marquez è più un ghigno dietro al quale nascondono il loro vero modo di fare, spesso tutt’altro che amichevole.

Marc è cresciuto con il mito di Valentino e…Con l’idea di batterlo, anzi probabilmente di umiliarlo. E’ il suo nemico personale, come Biaggi è stato il principe dei nemici di Rossi. Perchè?

Perchè tutti abbiamo bisogno di un nemico, di una nemesi. E’ quasi un stimolo a migliorarsi perchè libera quella parte di “ferocia” primitiva che altrimenti sarebbe sopita.

Perchè quando ti senti forti vuoi “distruggere” gli altri. E’ nella natura umana. Marc è il giovane Leone che sta insidiando il territorio del Leone anziano che tante battaglie ha vinto. Da un lato il Leone anziano vuole rispetto, dall’altro il Leone giovane vuole il suo posto.

E’ uno scontro generazionale senza esclusione di colpi che sta portando i due protagonisti a dare il peggio di si.

Io posso sembrare un tifoso di Marquez ma non lo sono, ammiro il suo modo di guidare ma non mi piace il suo modo di interpretare le corse che per me è troppo aggressivo (come non mi piaceva il modo di correre di Simoncelli che ho più volte criticato), lo stesso vale per Rossi. Ammiro il suo modo di guidare (essere veloci alla sua età è incredibile), ma non mi piace il suo modo di fare, di porsi e di imporsi senza rispetto per lo sport. Mi piaceva il modo di fare di Stoner e apprezzo la brutale sincerità di Jorge Lorenzo.

Fine.

Sarei falso se dicessi: odio Rossi, amo Marquez, falso perchè sono la stessa identica persona con qualche anno di differenza. Piloti fortissimi, ma nulla di più per quanto mi riguarda.

Il problema tuttavia è mio amici lettori, non sopporto il concetto di “pilota mediatico” che oscura tutti gli altri con il suo protagonismo. Le TV sin troppo spesso parlano di Rossi e Marquez anche quando non vincono e dimenticano il fatto che in pista ci sono altri 20 piloti che danno l’anima per 3-4 punti, a volte per 1 punto solo. Sono forse meno piloti?

Per concludere Marquez ha accentrato l’odio dei tifosi di Rossi e viceversa Valentino ha accentrato l’odio dei tifosi di Marc.

In tutto questo il motociclismo passa in secondo piano.

E la Dorna? Non fa nulla. Chi ammazzerebbe la gallina delle uova d’oro? Nessuno! E quando hai due galline che fanno le uova d’oro? A maggior ragione non fai nulla.

Le TV e gli sponsor ringraziano.

 

E’ ROSSI IL PILOTA CHE HA COLPITO PIU’ PILOTI IN MOTOGP, NON MARQUEZ.

Marquez è pericolo come disse Valentino Rossi dopo il GP di Argentina? In realtà no. Il piccolo demonio, statistiche alla mano, è un pilota molto duro (durissimo a tratti) ma tende a “toccare” poco gli avversari, al contrario Valentino sempre dati alla mano è più incline a “spostare” il rivale per passarlo. In passato questo suo modo di fare era considerato come parte di una strategia per mettere pressione psicologica agli avversari ed era accettato da Direzione Gara e dai media.

Gli episodi più conosciuti sono tre (ma dopo parleremo degli altri):

la spallata a Gibernau di Jerez. Rossi entra dritto per dritto e spinge Sete fuori pista traendo vantaggio dalla manovra. Si parlerà di sorpasso da duro.

Rossi su Ducati prova a superare Stoner a Jerez e lo stende durante il tentativo. Valentino frena molto tardi sull’asfalto umido, non vi era verso di rimanere in piedi, infatti cade e nel cadere colpisce Casey. E’ l’episodio del “la tua ambizione ha superato il tuo talento”.

Sepang 2015. Valentino colpisce con un calcio Marquez dopo una serie di sorpassi molto duri, ma tutti dentro il regolamento.

Sugo. Rossi colpisce durante un sorpasso il suo compagno di team Jorge Lorenzo che si sta giocando il mondiale con Pedrosa. Alla fine dirà: sono le gare.

Laguna Seca. Rossi taglia la variante Cavatappi e mentre rientra in pista colpisce Casey Stoner. Nessuna delle due manovre, ne il taglio, ne il disturbo a Stoner vengono sanzionate e si parlerà di sorpasso leggendario.

Indianapolis. Valentino colpisce Andrea Dovizioso su Ducati con una ruotata. Il contatto è molto duro ma per fortuna nessuno dei due finisce a terra.

Argentina 2015. Rossi colpisce Marquez dopo un breve duello procurando la caduta di Marc a causa di un incrocio di linea poco chiaro. Sarà il preludio ai fatti di Sepang 2015.

Veniamo a Marquez.

Il piccolo demonio colpisce Rossi e lo fa cadere in Argentina mentre sta rimontando dopo aver subito una penalità. L’errore di Marquez in questo caso è palese dato che la sua velocità, rispetto a quello, di Rossi è tripla. Il sorpasso ricorda quello di Rossi ai danni di Stoner con lo stesso esito, anche in quel caso Valentino era più veloce di Casey ma decide di forzare il sorpasso senza alcuna logica strategia.

Assen 2015, un fatto molto controverso. Ultima variante. Marquez entra su Rossi il quale si appoggia sullo spagnolo, raddrizza la moto e taglia la variante per poi vincere. Marc accuserà Rossi di aver fatto il furbo tagliando la variante di proposito e non ha tutti i torti. Il contatto è lievissimo e quando Valentino entra in variante ha il pieno controllo del mezzo tanto da dar gas puntando la strada più  breve per tagliare il traguardo.

Perchè quindi per l’opinione pubblica Marquez è considerato scorretto? E’ una questione mediatica legata al personaggio Valentino considerato quasi “intoccabile”. Pensiamo alle critiche piovute sul povero Dovi dopo Assen! In quest’ultimo caso quale è stata la colpa di Andrea? Semplicemente fare la sua gara.

Le stesse critiche con tanto di offese furono rivolte a Andrea Iannone dopo la gara (spettacolare) di Phillip Island. Alla fine di quella intensa corsa il week end successivo Rossi accuserà Marquez e Lorenzo di biscotto.

Ma attenzione perchè in passato i media non hanno risparmiato neppure Biaggi e Melandri e anche Bautista un paio di volte è caduto nel mirino dei media e dei sostenitori di Valentino.

Alla fine quando si ha a che fare con un personaggio grande si ha anche a che fare con una certa distorsione della realtà dovuta appunto alla grandezza del protagonista.

Come diceva Casey Stoner: “Rossi riesce ad avere ragione, anche quando ha torto”.

Vero. Anzi verissimo.

 

 

AUTO ELETTRICA? I PETROLIERI RINGRAZIANO (E GUADAGNANO!). ECCO COME.

L’auto elettrica ci libererà dalla dipendenza del petrolio? Assolutamente no, anzi è proprio vero il contrario. Secondo un dossier americano su auto elettrica e relativo impatto economico globale, l’energia necessaria per “caricare” le vetture elettriche nei Paesi in via di sviluppo verrà ricavata dal petrolio. A livello di inquinamento non ci saranno grandi cambiamenti, l’inquinamento prodotto verrà delocalizzato e questo se da un lato renderà più pulita l’aria delle nostre città, dall’altro non diminuirà l’inquinamento globale che, anzi, nei prossimi 50 anni è previsto in aumento a causa dei Paesi emergenti che cresceranno senza pensare alla questione ambientale, un pò come ha fatto e in parte sta facendo la Cina.

Mentre si verrà a creare un altro tipo di inquinamento: quello prodotto dalla estrazione massiccia del litio e del cobalto e quello prodotto dallo smaltimento delle batterie. Estrazione e smaltimento andranno a creare un nuovo tipo di business con relative “lobby” per tenere alti i prezzi (dalle lobby, in economia su vasta scala, non si scappa…E’ pure illusione pensare ad un futuro pulito che sia “pulito” e chiaro anche a livello economico).

Dopo aver letto quel dossier, amici lettori, mi sono informato presso alcuni siti di economia italiani e americani sulle previsione dell’industria petrolifera per i prossimi decenni e ho scoperto che le società stanno investendo e comprando concessioni di trivellazione perchè prevedono un aumento della richiesta grazie all’avvento della mobilità elettrica.

E tra 50 anni? Cosa potrebbe cambiare? Probabilmente l’avvento della fusione nucleare cambierà radicalmente lo scacchiere energetico del nostro pianeta…Probabilmente perchè la fusione nucleare è ancora lontana dall’essere un realtà “sfruttabile”.

A questo punto penso alla bufala, alle quale tutti credettero, riguardo l’esaurimento del petrolio sulla Terra messa in giro ad arte per tenere alto il costo della materia prima e mi chiedo: il Litio è veramente un metallo raro oppure è solo un sistema per tenere alto il prezzo e riversarlo all’interno del costo delle vetture?

Le ipotesi sono due:

se è raro, allora la corsa verso la mobilità elettrica è falsa perchè ben presto finirà l’elemento più importante.

se non è raro allora si sta mentendo per tenere il prezzo elevato.

In entrambi i casi qualcuno mente…Come già accaduto a suo tempo con il petrolio e prima ancora con le sigarette.

Si le sigarette.

Durante gli anni dell’espansione del tabacco i produttori crearono degli spot televisivi e radiofonici per promuovere il “passatempo” del fumo, con il passare degli anni i produttori inserirono messaggi subliminali dentro film e telefilm per promuovere il fumo pur sapendo della sua elevata dannosità a causa dell’aggiunta di sostanze chimiche che creavano dipendenza.

Ecco amici lettori io vedo questo periodo come una sorta di “espansione del tabacco”. Ovunque ci sono spot a favore della vettura elettrica e messaggi subliminali accentuati ma nessuno racconta i problemi legati all’estrazione del litio (sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere africane) e i problemi legati all’inquinamento collegato allo smaltimento delle batterie.

Inoltre, se mi posso permettere amici lettori, sarebbe ancora di smettere di “sfruttare” l’Africa per i bisogni occidentali andando a creare ulteriore povertà per creare altri migranti. A mio parere è arrivato il momento di creare una fonte energetica che sia pulita non solo a livello ambientale, ma anche a livello economico altrimenti.

Non basta una vettura silenziosa per pulire il Mondo.

di @Marco M TheRaceMode (seguimi su Facebook. Clicca QUI)

 

PERCHE’ E’ LA MANOVRA DI ROSSI A ESSERE POCO INTELLIGENTE (NON QUELLA DEL DOVI).

Ho rivisto la gara già tre volte. La prima volta, come tutti voi, mi sono goduto la battaglia infernale in preda alle emozioni, la seconda ho osservato la gara di Lorenzo e Marquez mentre la terza volta ho osservato la gara di Dovi e Rossi che nel dopo gara hanno avuto uno scambio di opinioni piuttosto duro.

Cosa e’ successo? E’ successo che nelle fasi finali i due italiani hanno perso l’opportunità di lottare per il podio arrivando lunghi. Tutto normale direte voi, cose che capitano nelle gare “normali”, figurarsi nel caos della gara andata in scena domenica scorsa.

No, non è tutto normale.

Valentino ha definito poco intelligente la manovra del Dovi che li ha estromessi dalla lotta del podio.

Ma quale manovra? Cosa è successo?

E’ successo che Rossi per resistere esterno al Dovi ha mollato due volte i freni nel tentativo, disperato, di uscire dalla curva davanti al pilota italiano. Manovra disperata e fuori da ogni logica di gara perchè in quel punto chi è esterno e molla i freni va fuori linea, cosa che è successa a Rossi come al Dovi che ha mollato i freni due volte anche lui per non far passare il 46.

Chi ha ragione quindi? La ragione è dalla parte del Dovi che è interno (infatti Direzione Gara non ha investigato la manovra) e nel difendersi neppure tocca Valentino che arriva lungo perchè dopo aver mollato i freni per la seconda volta è del tutto fuori linea.

A mente fredda è la manovra di Rossi a essere poco intelligente. Valentino conosce benissimo Assen (ci ha vinto 10 volte) ed un tentativo in quel punto funziona solo se il pilota che attacchi ti lascia passare per poi tentare di incrociare la linea.

Il Dovi ha insistito con la manovra di difesa perchè sapeva di non aver più chance di attaccare Rossi dato che era del tutto senza gomme.

Valentino, avesse aspettato un altro paio di curve, lo avrebbe passato per chiudere la gara secondo con Dovi probabilmente 4° o 5°. E’ mancata la lucidità al pilota di Tavullia.

Al contrario sul finale è venuta fuori l’incredibile lucidità di Marquez che, capendo il momento di trans agonistica dei suoi avversari, ha mollato il gruppo per tenersi lontano dai guai come fatto a Phillip Island 2015. Durante quella gara Rossi giunse 4° dopo una ferocissima lotta con un altra Ducati, quella di Iannone e anche dopo quella gara i tifosi di Valentino insultarono Andrea, come stanno facendo con il Dovi tramite social network.

 

IL CAMPIONE RESTITUISCE IN PISTA, NON VA IN TV A LAMENTARSI. E DOVI HA RAGIONE.

Avete presente il contatto Marquez-Rins durante il folle GP di Assen? Alex è entrato duro, così duro che Marc che perso per un istante manubrio e pedana.

Avete sentito Marquez lamentarsi con Rins? Lo avete sentito lamentarsi di Rins in TV? No. Marc ha semplicemente fatto quello che sa fare meglio di qualsiasi altra cosa:

il pilota di moto.

Il 93 gli ha restituito il sorpasso nello stesso punto mostrando rispetto per lo sport, rispetto per Rins, rispetto per se stesso.

Eppure Marc ha tanto potere mediatico, perchè non si è lamentato?

Semplice: perchè è un Pilota con la p maiuscola. Un Pilota vero. Un Racer.

Personalmente amici non ho mai sopportato i piloti che si lamentano.

Considero il lamentarsi una debolezza, è come dire agli avversari:

“mi lamento perchè sono debole”.

Ultimamente Valentino Rossi sta dando il peggio di se in questo frangente…

Dalla conferenza stampa di Sepang 2015 Valentino si è lamentato praticamente di tutto e tutti:

Marquez-Lorenzo: biscotto

Le gomme Michelin

Il telaio della M1 che non adatto al suo modo di guidare

La gomma anteriore Michelin che non trova adatta al suo stile di guida

contatto con Marquez in Argentina: Marquez è pericoloso, ho paura.

Yamaha non è veloce a reagire

accuse verso Dovi: è stato poco intelligente.

E non disturbo la vostra memoria amici lettori andando a parlare di Rossi contro Biaggi, Gibernau, Stoner e Lorenzo.

Valentino, dati alla mano, è il pilota che più si è lamentato della storia della MotoGP sia a livello tecnico, sia verso le gomme, sia verso gli avversari.

Ora nel caso di Domenica Valentino ha palesemente torto, era lui esterno, ha mollato lui due volti i freni per resistere al Dovi che interno aveva diritto di traiettoria, si è condannato da solo al lungo che ha pregiudicato la sua gara perchè sapeva che sarebbe stato impossibile recuperare se fosse stato superato.

Il ducatista ha ragione quando dice che non approva la visione del momento da parte di Valentino, ha ragione perchè si tratta di una manovra comunissima sulla quale il 46 ha ricavato un intervista accusatoria.

E poco importa se ridi o scherzi durante l’esposizione dei fatti…

Se dici “è stata una manovra poco intelligente”

stai dicendo al Dovi che è stato stupido.

Questo è mancare di rispetto al tuo avversario.

Punto.

Valentino sa di avere molto potere con i media e spesso lo esercita per mettere pressione ai suoi avversari (vedi Sepang 2015 quando Marc gli ha fatto pagare con gli interessi quelle parole davvero mal spese).

Tuttavia questo potere dovrebbe essere gestito perchè così facendo rischi di rovinare l’immagine ad un collega che sta facendo solamente il proprio lavoro.

 

 

 

LORENZO: “FIRMEREI” PER VINCERE AD ASSEN DOMENICA.

Jorge Lorenzo è forse il pilota più atteso del week end olandese dopo le belle e nette vittorie del Mugello e del Montmelò.

La Ducati non vince il Dutch TT dal 2008 (grazie a Stoner) e non sembra amare particolarmente il pianeggiate e veloce circuito immerso nelle tranquille campagne olandesi. Riuscirà Jorge in modalità martello a riportare Borgo Panigale sul gradino più alto del podio?

Il pronostico dice no. Dice no perchè Lorenzo da quando proprio ad Assen si è rotto la clavicola al giovedi (per tornare a correre sabato, impresa pazzesca!) non è stato più in grado di incidere salendo sul podio una sola volta tuttavia per domenica la fortuna sembra essere dalla sua.

In primis il clima è previsto stabile e soleggiato e secondo punto lui, al contrario di Marquez, può attaccare perchè non ha nulla da perdere a questo punto del campionato con il contratto HRC già bello che firmato.

Jorge ha addirittura scherzato usando la frase “firmerei per vincere ad Assen domenica”, usando una parola assolutamente non casuale…

Lorenzo, non è un segreto e lui non lo nasconde, dopo le infelici parole di Domenicali (è un buon pilota…) sembra correre contro Domenicali più che contro gli avversari, reo di aver scelto Petrucci per sostituirlo.

In conferenza stampa il martello spagnolo è parso sereno, quasi spavaldo e arrogante come il Lorenzo prima maniera. Buon segno.

 

LORENZO VELOCE CON TUTTE LE MESCOLEMENTRE ROSSI SI LAMENTA…DELLE GOMME.

Mentre Jorge Lorenzo tra venerdi e sabato è riuscito ad essere veloce e costante con tutte le mescole Valentino Rossi si lamenta della scelta di Michelin per quanto riguarda l’anteriore sottolineando che la morbida è troppo morbida mentre la media è troppo dura e che ci vorrebbe una gomma intermedia tra le due mescole.

Ovviamente il 9 volte campione del mondo si riferisce alla gara del Mugello che ha visto tutti in grande difficoltà tranne Lorenzo che storicamente sa gestire le gomme meglio degli altri (caratteristica che sta sfoggiando anche al Montmelò sin dalle prime prove del venerdi).

Rossi, prosegue, sottolinea con le Bridgestone era più facile perchè il costruttore nipponico proponeva una varietà di scelta inferiore e sempre molto simile, mentre Michelin porta delle mescole con le quali è sempre possibile finire la gara ma che variano le dinamiche della guida giro dopo giro mentre le Bridgestone, lo ricorderete, erano praticamente infinite e garantivano prestazioni record lungo tutto l’arco della gara, persino all’ultimo giro.

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