RECORD AL RING DI UNA PANDA, MA IN REALTA’ E’ UNA FERRARI!

Se Tesla, pur di fare il record al Ring con una Model S, può creare una vettura che non è più una Model S allora anche FIAT può creare una Panda che però sotto è una Ferrari 812 (tanto in entrambi i casi il motore è anteriore no?).

Tesla, come ben sapete per battere il record della Porsche Taycan al Ring, ha creato una speciale versione della Model S chiamata “Plaid” che però…

Non è una Model S! E’ un prototipo del tutto nuovo neppure in vendita dotato di nuovo telaio, tre motori elettrici, gomme semi-slick, sospensioni con assetto sportivo e kit aerodinamico.

Il fatto che sia stato chiamato Model S non conta nulla, e torniamo al discorso della Panda:

NON basta mettere il nome per regalare un record a una vettura e aggiungo, serve un ente che tuteli i record per evitare bugie in merito.

Il 7.23 (presunto) di questa vettura Tesla (non chiamatela Model S) non è stato preso durante una sessione chiusa al traffico riservata alle Case, nessuno sa chi ha preso il tempo e come lo ha preso e nessuno sa, appunto, se il tempo è vero.

Prossimo tentativo di record? A questo punto vogliamo una Ferrari Panda…Così diamo il record assoluto alla Panda che sarà la migliore sportiva al mondo!

LA STORIA (MALEDETTA!) DELLA MIA PRIMA GIULIETTA QUADRIFOGLIO VERDE!

Amici lettori, amici appassionati di Alfa Romeo, amici appassionati di auto questa è la storia vera della mia prima Alfa Romeo, una Giulietta Quadrifoglio Verde del 2011 acquistata usata nel Gennaio 2013 con 13.600km. Vettura appartenuta a un signore non più giovanissimo che l’ha tenuta con molta cura e, in effetti, la vettura sembra nuova!

Questa storia non è solo vera, è anche divertente, grottesca e maledetta. Ma andiamo con ordine!

Nel dicembre del 2012 mi metto a cercare on line la vettura che finalmente trovo: rossa, cerchi turbina bruniti, pochi km, costo piuttosto basso, 19.700 euro più il passaggio di proprietà, contatto la concessionaria, faccio il bonifico e durante i primi mesi di Gennaio 2013 prendo il treno in direzione Torino partendo da Bologna.

Espletate le varie pratiche ritiro la vettura, faccio il pieno e torno a casa! Durante il tragitto trovo ogni tipo di condizione climatica, dalla pioggia, alla grandine, alla neve una volta arrivato a Bologna ma sono troppo felice per pensare a queste cose! Finalmente ho la mia prima Alfa Romeo! Ok la trazione è nel posto sbagliato (ma a questo rimedierò con gli interessi in futuro…) ma è rossa e ha il Quadrifoglio Verde che fu di Ugo Sivocci!

La vettura mi piace, si guida bene, ne sono contento e la guido veramente tanto! Vado ad Aragon in Spagna per la WSBK, vado ad Assen in Olanda sempre per la WSBK, vado due volte a Spa in Belgio per il WEC, vado in Austria al Red Bull Ring per il DTM! Percorro tanti km senza mai avere problemi sino a quando…

Ora viene il bello amici!

Siamo a inizio 2015 e decido di fare un bel tagliando alla Giulietta, prima non aveva mai visto un officina se non per un semplice cambio olio, in questo caso invece voglio fare un controllo completo e lascio il 1750 turbo presso un officina autorizzata Alfa Romeo, la ritiro qualche giorno dopo e mi reco a Vicenza per lavoro. All’andata tutto bene…

Non al ritorno!

In piena autostrada la turbina va in pezzi tra un rumore sordo e una nuvola di fumo. Sono incredulo. La vettura ha 42.000km, appena tagliandata, ed esplode la turbina. Sono incazzato nero.

La vettura torna in officina, sistemo il danno spendendo anche una certa cifra per ripristinare il tutto e riprendo a usare la vettura che va bene. Siamo a Marzo a questo punto.

A inizio Maggio mi reco in Belgio a Spa per seguire il WEC e qui accade un qualcosa di…Ve lo racconto.

A pochi km dalla nostra meta (una casa dentro un parco nei pressi di Spa) fermo la vettura per espletare un bisogno (leggasi che dovevo fare pipì alla svelta). Mi fermo dentro uno spiazzo ricavato nella foresta delle Ardenne, un luogo di quelli usati per grigliare durante le feste, di fatto sono dentro la foresta! Faccio tutto quello che devo fare e risalgo in auto, avvio il motore che parte regolarmente ma…L’impianto elettrico non va! Funzionano i fari, ma non i tergicristalli, il navigatore è morto, così come i cristalli elettrici e quel che peggio…Sta iniziando a piovere e quando in Belgio piove non piove come da noi, da quelle parti piove sul serio e per delle ore.

E’ sera, piove, i tergicristalli ora funzionano a tratti ma l’interno della vettura è buio. Non funziona più la strumentazione e non sappiamo quanta benzina c’è ancora. Troviamo il posto alle 22 di sera, bagnati e incazzati.

Parcheggio la macchina in maniera provvisoria per scaricare i bagagli con la promessa di spostarla dopo…E così faccio. Una volta scaricate le valigie salgo in auto, giro la chiave e…

FUNZIONA TUTTO! Come nulla fosse successo! Incredibile.

La trasferta va benissimo e torniamo in Italia senza problemi. Ma il peggio deve ancora arrivare!

Dopo pochi giorni mentre guido in tangenziale a Bologna la vettura perde potenza e viene avvolta da una nuvola di fumo…

SI E’ ROTTO NUOVAMENTE IL TURBO. Non potevo crederci.

Contatto l’officina che mi aveva riparato il turbo in precedenza e mi garantiscono un lavoro veloce e gratuito e infatti è così. Ritiro la vettura ma decido di venderla. BASTA.

Decido di proseguire con Alfa Romeo e mi reco presso un dealer ufficiale per avere un preventivo riguardo la Giulietta Quadrifoglio Verde TCT con cambio automatico.

Mi siedo, arriva la venditrice che molto gentilmente mi chiede: motore benzina o diesel per la Quadrifoglio Verde? Diesel?

DIESEL??????

Simulo una chiamata al cellulare e vado via. La Giulietta QV diesel non esiste, questo lo so io, lo sapete voi, ma non lo sa lei.

Mi reco presso un altro dealer ma il tizio (chiamarlo venditore è un filo esagerato) ammette di non conoscere bene le promozioni e che mi farà sapere qualcosa in seguito per via telefonica. Sembra anche piuttosto depresso e tra me e me penso: questo non arriva a sera, domani lo leggo sul giornale!

Sono deluso da Alfa Romeo. Molto. Sto pensando di lasciare il Marchio.

Un mio amico mi consiglia la CAR di Bologna, vende Alfa Romeo e Jeep. Mi reco da loro e spiego a Marco, il venditore, la mia incredibile storia. Lui mi ascolta. Io in realtà mi sto sfogando.

Valuta la mia “sfortunata” Giulietta piuttosto bene per passare alla TCT e così concludo l’affare. Ma la Giulietta trova il modo di vendicarsi!

Si accende la spia controllo motore a poche centinaia di metri dalla concessionaria durante il suo ultimo viaggio con me!

MALEDETTA!! VUOI FREGARMI? MA ORA SONO CAZ…DI ALTRI! NON PIU’ MIEI”.

Qualche tempo dopo, nel Giugno 2017, lasciavo la mia Giulietta TCT per acquistare la Giulia Quadrifoglio. Sempre alla CAR, sempre da Marco, che ora è un mio buon amico.

Che fine ha fatto la Giulietta maledetta? Gira ancora ancora per Bologna senza alcun problema tecnico…

Maledetta! Ti odio! E forse lei odiava me…

Marco M TheRaceMode (Instagram).

MOTO E: SPETTACOLO LENTO. IL FUTURO NON HA INIZIO.

Come è andata la prima storica gara delle Moto E? Francamente è stato è un spettacolo triste, una gara “lenta”, a tratti farsesca (non fare il giro di ricognizione per risparmiare la batteria? Ma sul serio? No, dico…Veramente?!) e pericolosa per via del peso delle moto che sfiora i 250kg (250kg…Il peso di una BMW GS 1250 da turismo).

Ma andiamo con ordine.

La caduta di Savadori che ha posto fine alla gara dopo appena 5 giri degli 8 previsti (8?! ancora una volta, ma siete seri? Le MotoGP ne hanno compiuto 30 + il giro di ricognizione dato che il circuito del Sachsenring è molto corto) ha mostrato il vero limite di queste moto: il peso. Un oggetto che pesa 250kg lanciato senza controllo a 200km/h è un sasso che cade giù da una montagna, è molto molto pericoloso e lo abbiamo visto! La moto di Savadori ha colpito la protezione pur essendo piuttosto lontana dalla pista e protetta da una ampia via di fuga senza rallentare, e se la moto avesse, come capita a volte, saltato le protezione per colpire i commissari? Questo episodio deve far riflettere perchè, forse, le attuali piste NON SONO ADATTE A LIVELLO DI SICUREZZA A FAR CORRERE LE MOTO E.

Una volta a terra la moto del pilota cesenate è stata raffreddata con l’uso di materiale refrigerante per paura di una possibile rottura delle batterie con relativa fuoriuscita del litio, che è molto infiammabile e raggiunge temperature molto elevate in grado di rendere difficoltose le operazioni di messa in sicurezza. Operazione per fortuna che si è conclusa senza alcun pericolo dato che le celle sono rimaste integre (questa volta si, ma la prossima?).

Le moto durante la gara, seppur cortissima, hanno distrutto le gomme sotto il loro peso questo perchè al momento Michelin non ha uno pneumatico dedicato a sostenere il peso di 250kg associato ad una coppia motrice elevata. L’usura degli pneumatici rende pericolosa la gara con rischio di cadute e pericolo di incendio.

IMMAGINATE SE UNA MOTO COSI’ PESANTE COLPISSE UNA PILOTA A TERRA. COSA ACCADREBBE? Tutti abbiamo ancora in mente le immagini di Simoncelli a Sepang e Tomizawa a Misano…

Ora alcuni di voi diranno: ecco il solito “tifoso” del motore a benzina contrario al progresso per poi aggiungere “siamo solo all’inizio, andranno più forte tra poco”.

Mi spiace, ma avete torto: io sono a favore del progresso tecnologico se questo porta vantaggi concreti, mi spiego: tra una penna in plastica e una in leggero carbonio compro quella in plastica perchè non solo costa meno, ma perchè una penna di carbonio non porta vantaggi al mio modo di scrivere. Ok la penna in carbonio è più tecnologica, ma in questo caso è una tecnologia fine a se stessa e non porta vantaggi concreti, ecco le MOTO E SFRUTTANO UNA TECNOLOGIA , QUELLA DELLE BATTERIE AL LITIO, CHE NON HA VANTAGGI RISPETTO AL MOTORE ENDOTERMICO, NESSUN VANTAGGIO CONCRETO.

Avete torto quando dite che le Moto E tra non molto andranno più forte e con maggior sicurezza. Il problema delle Moto E non è il mezzo di per se composto da motore e ciclistica, il problema è la batteria al litio che essendo pesante rende le MotoE pericolose e lente. La ciclistica di queste moto elettriche si basa su materiale Ohlins e Brembo, siamo al top…Ma se poi devi portarti a spasso 150kg di batteria anche il miglior materiale serve a poco. De Angelis ha dichiarato che spesso la forcella anteriore arrivava a pacco (ovvero a fine corse). Quando una forcella arriva a pacco perde il suo potere ammortizzante e non garantisce più stabilità con il pericolo di caduta davvero molto vicino.

Togliere peso alla batteria in questo momento vuol dire togliere potenza e autonomia. Impossibile. Aumentare l’autonomia per percorrere magari 15 giri vuol dire aumentare le celle e quindi aumentare ancora di più il peso della moto. Impossibile.

E il guaio peggiore è che le batterie al litio a livello tecnologico sono ferme quindi non è previsto uno step importante a breve. La batterie allo stato solido sono ancora “lontane” mentre le batterie al grafene hanno costi elevatissimi e, francamente, insostenibili per le Case senza un pesante ritorno economico. La situazione è in stallo sia a livello agonistico che a livello commerciale con vetture destinate a percorrere massimo 400km andando piano, senza passeggeri e con l’aria condizionata spenta (che diventano 250km in estate a Luglio quando si va al mare con la famiglia e relativi bagagli).

La Formula E a 5 anni dal suo inizio, nonostante gli investimenti delle Case, rimane più che altro un campionato di immagine con vetture quasi del tutto identiche tra di loro e sviluppo quasi del tutto fermo per limitare i costi. Le vetture sono ancora lente e non in grado di competere ne contro i motori endotermici, ne contro i motori ibridi, ne sono in grado di sostenere gare di durata da 4, 6 o 24 Ore (che sarebbero il reale banco di prova per far progredire più velocemente questo tipo di mobilità che tuttavia, inutile nascondersi dietro un filo d’erba, alle Case in questo momento interessa poco nel concreto nonostante proclami green che fanno tanto “abbasseremo le tasse se ci voterete”. Cioè? Promesse per farsi belli).

La situazione delle corse elettriche appare francamente desolante. Serve un salto tecnologico notevole sia a livello “civile” (leggasi auto che possiamo comprare e guidare tutti i giorni) che sportivo, salto che al momento non è imminente. Piuttosto che investire sulle batterie si cercherà di riempire città e strade di punti di ricarica perchè più economici dei costi necessari a far progredire le batterie a livello di autonomia, dimensioni e peso e, molto importante, mentre i costi di sviluppo delle batterie sono coperti dalle Case e dai produttori di batterie il costo delle colonne sarà coperto da enti pubblici (Governi), aziende private (in Italia Enel) e noi utenti che in una qualche maniera dovremmo pur ricaricare le nostre auto elettriche no?

In realtà amici lettori, le batterie al litio “imperfette” fanno la fortuna indiretta delle aziende che si occupano di energie e dei punti di ricarica quindi perchè spendere (tanti) soldi per renderle migliori quando il cerchio è già completo? Ad oggi le poche auto elettriche presenti in Europa o sono seconde auto da usare prettamente in città o sono auto aziendali acquistate grazie agli incentivi governativi, di fanno un reale mercato della vettura elettrica non esiste mentre va meglio quando parliamo di auto plug-in che però, lo ricordiamo, hanno un motore endotermico quindi è arreto chiamarle elettriche.

Tornando alle Moto E, oggetto di questo post, date le premesse che vi ho appena illustrato vedo difficile un loro sviluppo nei prossimi anni se la tecnologia delle batterie non subirà un step importante in grado di cambiare radicalmente il rapporto peso/potenza/autonomia.

Mi auguro che la tecnologia delle batterie possa evolversi in tempi brevi perchè a livello di mobilità urbana, a mio modo di vedere, la propulsione elettrica è ideale per equipaggiare i futuri scooter e le future city car a patto, però, di non dover guidare con l’ansia e non avere il mezzo perennemente sotto carica.

Mentre a livello di motorsport, per i motivi appena descritti, trovo la propulsione elettrica non adatta e inferiore alla propulsione termico/ibrido che garantisce consumi ridotti, sound e prestazioni crescenti lungo l’arco di una gara da 90 minuti come di 24 ore.

THERACEMODE INTERVISTA: GIORGIO SERNAGIOTTO: “CHI SI ACCONTENTA, NON E’ UN PILOTA”.

In occasione dell’ACI Racing Week end di Imola di fine Giugno abbiamo incontrato Giorgio Sernagiotto, pilota del team Cetilar Racing Dallara che ha completato da poco la sua terza 24 Ore di Le Mans nella classe LMP2 con Lacorte e Belicchi concludendo al 13° posto.

Prima di tutto, complimenti per la Le Mans e bentornato su TheRaceMode Giorgio, come stai? Se qui a Imola perchè, raccontalo ai nostri lettori.

Grazie! Sempre un piacere parlare di auto e di corse! Si abbiamo completato la nostra terza Le Mans nella classe LMP2, una categoria anno dopo sempre più difficile, per questo sono orgoglioso del team, di Dallara, di Lacorte e di Belicchi! Sono a Imola per e con Alberto Lippi di cui sono coach. Con Alberto stiamo percorrendo un bel percorso di sviluppo del suo talento nella GT Light a bordo di una di 458 GT3 della RAM Autoracing/Iron Lynx (vedi foto).

Sei contento del 13° posto finale?

I piloti non sono mai contenti sino a quando non vincono, lo stesso vale per me, per Roberto (Lacorte) e per Andrea (Belicchi), questa è l’essenza del motorsport, chi si accontenta o mente, o non è un pilota o non è più un pilota!

Il team Cetilar Racing festeggia la propria avventura a Le Mans.

A proposito di Ferrari, la 488 GTE ha vinto la sua prima Le Mans sotto la magistrale direzione di AF Corse nella classe GTE PRO e tu ora guidi una 458, secondo il nostro amico comune Stefano Gazziero, la 458 è la Ferrari che “si sente” per via del suo motore aspirato che urla. Meglio le emozioni o il progresso?

Il progresso è inarrestabile e nelle corse come nella produzione di serie è necessario a garantire sicurezza e prestazioni ma a volte è bello tornare a vivere certe emozioni che solo il motore aspirato ti può dare e ti ricordo dato che siamo in tema Le Mans che la 458 GTE ha vinto più della 488 anche perchè, forse, la 488 è stata limitata da un BoP un po troppo “castrante”.

La Ferrari 458 GT3 pilotata da Alberto Lippi e Giorgio Sernagiotto | Team Ram Autoracing / Iron Linx

Rimanendo in team di GTE PRO, quest’anno è stata una lotta micidiale tra Ferrari e Porsche, una gara bellissima che tu hai vissuto da spettatore privilegiato, hai avuto difficoltà a superare le GTE durante i doppiaggi dato che loro erano in lotta?

Ti dirò la verità Marco: no! Almeno non è stato super difficile. In TV sembra più difficile di quanto non è in realtà! Nella GTE PRO corrono piloti molto esperti e molto veloci che sanno cosa fare e quando farlo ed inoltre, non ti credere, le GTE PRO sono vetture incredibilmente veloci, non sono “ostacoli” come sembrano in TV! Poi devo dire che anche il livello delle GTE AM è molto alto, in questi ultimi anni i piloti di classe bronze hanno raggiunto un livello di perfomance e lucidità alla guida straordinario.

Quindi la 24 Ore di Le Mans è in realtà più facile di quanto noi comuni mortali pensiamo?

Assolutamente no! Ma bisogna fare alcune precisazioni quando si parla di questa gara. Il tracciato è molto impegnativo per via delle sue velocità altissime, oltre che nei rettifili, anche molte curve hanno velocità di percorrenza difficilmente paragonabili ad altra piste. Curve come Tertre Rouge, Indianapolis, la esse di Tertre Rouge, il karting o l’ingresso delle Ford, sono curve ad altissima percorrenza che da sole darebbero il senso ad un circuito, qui ne hai almeno 10 di curve speciali’…fai te! A Le Mans tutto deve essere perfetto e nessuno, ne in pista, ne ai box deve sbagliare, la vera difficoltà di questa corsa è mantenere la concentrazioni ai massimi livelli durante tutte le fasi. Sia quando superi, sia quando viene superato dalle LMP1 che ti arrivano addosso, nel caso delle Toyota per esempio, in un lampo, specialmente di notte.

Ecco Giorgio parlami della notte, ho seguito la gara e di notte hai spesso guidato tu facendo stint doppi e tripli (uno stint dura 45 minuti), come mai? Strategia premeditata? Per quante ore hai guidato in totale?

Ho guidato per poco meno di 10 ore compiendo sia stint doppi che tripli, si. Di notte le condizioni in pista cambiano perchè si abbassano le temperature, le frenate si allungano quindi si cerca sempre di “battezzare” un pilota piuttosto che andare in rotazione con il rischio di dover “imparare” di volta in volta la pista, è una scelta strategica studiata a tavolino piuttosto comune. Di notte c’è più fresco, ci si stanca di meno. Per quanto mi riguarda mi trovo molto bene la notte. Fare gli stint tripli aiuta gli altri piloti a riposare un pochino di più in vista dei loro turni, non c’è nessun “eroismo”, è pura strategia. Le corse sono da sempre strategia, tattica e tecnica, tutto questo serve a ridurre al minimo i rischi di errori, so bene che da fuori il pilota sembra un “eroe” senza paura ma in realtà si corre di squadra, si vince di squadra, si perde di strada.

Il messaggio nascosto è che in Italia il motorsport è raccontato male?

No! E’ raccontato in maniera non completa, certi aspetti o vengono del tutto sottovalutati o passano in secondo piano. Noi di Cetilar Racing stiamo investendo sui social anche per questo, far conoscere il lavoro che c’è dietro e dar merito a tutti, nessuno escluso.

Hai parlato di riposo, durante la gara si riesce a dormire veramente?

Allora, durante la mia prima Le Mans ho dormito…Nulla! Durante la mia seconda Le Mans ho dormito 30 minuti, stavolta ho dormito 1 ora in totale! Gestire le fasi di riposo è importante come gestire le fasi di gara e bisogna imparare a farlo combattendo contro l’adrenalina che hai in corpo.

Durante la gara si mangia? Se si, cosa si mangia?

Durante la gara si mangia, eccome se si mangia! Dopo ogni stint io mangio sempre. Riso in bianco, pollo in bianco, verdure, frutta , tutti alimenti facili da digerire ma in grado di darti supporto per il prossimo stint e, molto importante, bere tanta acqua con o senza l’aggiunta di integratori il rischio è avere cali di concentrazione e di sentire le braccia “deboli”. Quando hai cali di concentrazione, questo vale anche per la guida di tutti i giorni, le reazioni sono più lente, si allungano i tempi di frenata , si tende a divagare con la mente.

Torniamo a parlare della guida di notte, perchè tanti piloti di tutte le classi arrivano lunghi a Mulsanne di notte?

Mulsanne è una curva parecchio bastarda! Di notte è davvero tanto buio li, la curva arriva dopo la terza parte del rettifilo Hunaudieres e rompe molto il ritmo, inoltre devi iniziare a frenare in semicurva e spesso ti perdi il punto di staccata arrivando lungo complice anche un asfalto molto freddo e viscido. E’ una curva che inganna anche i piloti
più esperti, non bisogna mai sottovalutarla.

Parlaci della curve Porsche, in TV dai camera on board fanno paura!

Allora, come detto prima è il punto più tecnico del tracciato e bisogna saperle affrontare con coraggio e tecnica. All’ingresso della Porsche Curve 1 c’è un bump (dosso) da evitare assolutamente, pena il decollo per poi atterrare a ridosso del muretto. Nel 2014 alle Porsche Curve Duval ha distrutto la sua Audi R18 impattando il muro a 250km/h, bisogna rispettare le Porsche Curve e le Porsche Curve rispetteranno te!

A proposito di incidenti…Anche tu nel 2018 hai avuto il tuo “momento Duval” quando sei stato vittima di un pauroso incidente durante le prove. Cosa è successo?

Abbiamo avuto un cedimento strutturale di una sospensione. Cose che capitano.

In questi casi un pilota cerca un colpevole o accetta quello che è successo come parte del rischio?

Gli incidente fanno parte delle corse, se non vuoi rischiare allora non correre. Molto semplice. Nessun pilota pensa di andare a sbattere da qualche parte o di avere un incidente, la possibilità c’è ma nessuno ci pensa, se inizi a pensarlo è arrivato il momento di smettere di fare questo mestiere.

Avete avuto un problema anche durante questa edizione, vero?

Si, si è rotto il compressore dell’attuatore del cambio. Abbiamo perso 3-4 giri, per fortuna nulla di gravissimo. I problemi ci aiuteranno a migliorare anno dopo anno e sono più utili a volte di una gara senza problemi, noi di Cetilar Racing siamo giovani e stiamo costruendo la nostra storia corsa dopo corsa, anno dopo anno.

Il prossimo anno disputerete il WEC sempre con Dallara, sempre con Lacorte e sempre con Belicchi esatto? Parlaci della vettura e dei tuoi compagni di avventura.

Con Dallara abbiamo un rapporto diretto, è un azienda che non ha bisogno di presentazione, ha costruito, sta costruendo e costruirà ancora per molti anni la storia dell’automobilismo. La vettura è giovane e può solo migliorare, ho e abbiamo tanta fiducia in Dallara. Per quanto riguarda Lacorte e Belicchi ci sarebbe tanto da dire per descrivere le loro qualità umane e agonistiche! Roberto (Lacorte) è un gentleman che si è avvicinato da relativamente poco alle corse ma che ha subito mostrato grandissima attitudine e velocità e, credetemi, le LMP2 non sono facili da guidare! Belicchi ha passato quasi 10 anni con il team Rebellion Racing e da lui sto imparando tantissimo, è un veterano ma allo stesso tempo umile, come Roberto è prima di tutto una bella persona.

La Dallara motorizzata Gibson del Cetilar Racing di classe LMP2 (Le Mans Prototype 2)

A proposito di insegnare e imparare Giorgio, nella GTE AM ha corso una tua “allieva” molto veloce, anche perchè non tutti sanno che tu sei anche un coach. Dimmi di cosa stiamo parlando.

Si, stiamo parlando di Manuela Gostner ( foto in basso proprio con Giorgio a Le Mans, ndr) che ha corso su Ferrari 488 con un equipaggio tutto femminile per Kessel Racing. Manuela si è avvicinata alle corse da pochissimo (2015 ndr) mostrando talento, attitudine e sopra ogni cosa umiltà, dote essenziale quando affronti uno sport così pericoloso. I giornali hanno parlato tanto di lei, a mio parere con merito, ha del potenziale e secondo me può migliorarsi ancora.

L’ultima volta che ci siamo visti abbiamo parlato di come si inizia a correre scoprendo che alla fine le cifre in ballo sono alte ma non impossibili perchè quindi in Italia, rispetto ad altri campionati, ci sono pochi piloti?

Non è solo una questione economica ma anche di cultura e amore verso il motorsport, se vai a Spa per il WEC oppure al Nurburgring per la 24 Ore VLN trovi decine e decine di migliaia di appassionati, senza parlare della 24 Ore di Le Mans che porta in pista quasi 300.000 fans ogni anno…Intere famiglie, moltissimi giovani, tantissime giovani donne che seguono la corsa, conoscono le vetture, conoscono i piloti, ti fermano e sanno tutto di te. In Italia non abbiamo curato a sufficienza l’amore per le auto ed è incredibile se ci pensi dato che in pratica….Il motorsport siamo noi. Ci sarebbe anche la situazione circuiti che da noi non è facile mentre, sempre parlando di Spa, il tracciato riceve fondi per ampliare le sue attività qui da noi i circuiti vengono combattuti e sono perennemente a rischio chiusura ed anche questo è paradossale dato che abbiamo alcune tra le piste più belle del mondo!

Che auto guidi nella vita quotidiana?

Una Alfa Romeo Giulia.

In pista una Dallara e su strada una Alfa Romeo, corri per un team tutto italiano sponsorizzato da un brand italiano in forte crescita come Cetilar. A proposito del team, investite tanto a livello social.

Si, stiamo cercando di sensibilizzare le persone come detto prima. Vogliamo raccontare la nostra storia tutta italiana anche perchè ne siamo orgogliosi e per fortuna sta funzionando!

Torniamo a Le Mans: cosa pensi delle nuove Hypercar che sostituiranno le LMP1?

Penso che il cambiamento nel motorsport è necessario e penso che sarà una classe molto interessante. Meno costosa, meno esasperata dal punto di vista tecnologico ma forse per questo anche più combattuta e in grado di attirare nuove case e nuovi team privati. Sono ottimista.

Voi di Cetilar Racing guardate a questa nuova classe?

Al momento siamo concentrati sul WEC classe LMP2, ma seguiamo con attenzione sia le Hypercar, sia le classi GT. Valuteremo in futuro tutte le scelte anche in base ai cambiamenti regolamentari. Siamo un team in forte crescita che è passato dalla ELMS al WEC, mai dire mai.

Giorgio grazie del tempo che ci hai dedicato, è sempre un piacere parlare con te di corse, di guida e di tecnica, speriamo di farlo nuovamente molto presto…Magari durante la prossima 24 Ore di Le Mans!

Grazie a te e grazie a voi! E’ stato un onore raccontare la corsa più bella del mondo e si, spero di vederti a Le Mans nel 2020 Marco!

UPDATE: questa intervista è stata realizzata venerdi alla fine dei turni, sabato Giorgio vincerà con Lippi la Race 1 della GT Light e domenica la Race 2 chiudendo il week end di Imola con una bella doppietta.

Vittoria per la coppia Lippi/Sernaggioto a Imola nella classe GT Light su Ferrari 458 GT3

LO SHOW DELLA FARSA DELLA FORMULA E.

Prendo spunto da un video del bravo Emiliano Perucca Orfei (trovate il suo video su YouTube e vi consiglio non solo di vederlo ma anche di seguirlo perchè è una persona molto pragmatica, dote essenziale per un giornalista, e molto competente) per parlare dalla Formula E che critico ormai da anni e con ragione.

Secondo Perucca Orfei la Formula E attuale è un paradosso, secondo me è una farsa mediatica. Mi spiego amici lettori.

Quando, per la prima volta, ho sentito parlare di questa categoria riservata alla formule alimentata a propulsione elettrica mi sono avvicinato con estrema curiosità essendo, di base, un appassionato di tecnica ma lo ammetto, sono rimasto deluso da quello che ho visto all’epoca e da quello che vedo ancora oggi.

Le vetture hanno un autonomia ridotta, sono palesemente lente, nettamente più lente rispetto ad una qualsiasi formula alimentata a benzina, sono goffe, sono pesanti, le gare sono un mix tra Mario Kart e un autoscontro da fiera. Francamente lo spettacolo non esiste, e non esiste da 5 anni dato che siamo arrivati ben alla quinta edizione del campionato. Ma il peggio non è quello che vediamo, è quello che NON vediamo.

Non era una fake news?!

Perucca Orfei ci mostra, all’interno del paddock della Formula E di Roma, colonne elettriche alimentate da generatori che usano glicerina. Si avete capito bene, non era una fake news, la colonna che vedete anche in questo post è alimentata da glicerina e non è collegata alla rete elettrica!

Ma perchè non è collegata alla rete elettrica? Semplice: la zona dove si è svolto il GP non ha nessuna cablatura per supportare colonne elettriche…Siamo al paradosso o alla farsa? Decidete voi.

Ci parlano di vetture ecologiche, di futuro pulito quando quel tipo di generatore alimentato a glicerina, lo dice lo stesso Perucca Orfei, emette un tanfo nauseante rendendo l’aria molto pesante e fosse solo questo! E’ proprio contro il “futuro elettrico” vedere una colona elettrica, simbolo di pulizia, alimentata da un generatore!!

La Formula E cosa è in realtà? Al momento è un campionato ben organizzato, venduto molto bene a livello mediatico, che ci mostra un futuro che non esiste perchè semplicemente non sostenibile con le tecnologie attuali.

Futuro non sostenibile o sostenibile? La Norvegia crea gli incentivi statali necessari a comprare le vetture elettriche vendendo petrolio all’estero, petrolio che viene bruciato per produrre energia ma anche inquinamento quindi la Norvegia non inquina a casa propria, ma lo fa comunque. Il più grande produttore di batterie al litio per la mobilità è la Cina che è anche il Paese che inquina di più al mondo bruciando, per creare energia, carbone. Il secondo Paese al mondo per la produzione di batterie al litio per la mobilità sono gli USA, ovvero il 3° paese al mondo per quanto riguarda la produzione di inquinamento.

E l’Italia? Il nostro paese, lo sappiamo, compra energia nucleare dalla Francia, compra petrolio e usa carbone, solo una minima parte arriva da fonti rinnovabili e per capirlo basta vedere la quantità di pannelli solari usati in ambito domestico, una percentuale quasi del tutto inesistente che mostra una scarsa cultura ambientale e una visione miope del futuro sia a livello privato che governativo.

SAUBER DIVENTA, DI FATTO, IL REPARTO CORSE DI ALFA ROMEO

Il grande Sergio Marchionne lo aveva detto: il rapporto tra Alfa Romeo e Sauber non è una mera sponsorizzazione fine a se stessa, il rapporto diventerà con il tempo più stretto e così sta accadendo. Sergio non è più fisicamente tra noi ma le sue idee vanno avanti, eredità di un uomo visionario che aveva deciso di restituire dignità alla Casa resa grande da un altro geniale visionario, Nicola Romeo.

Alfa Romeo Racing (since 1910), cosa si nasconde dietro questo cambio di nome? Prima di tutto sparisce il nome Sauber, la storica factory fondata da Peter Sauber dopo aver lavorato per case come BMW (Formula 1) e Mercedes (endurance) viene “inglobata” con l’idea di diventare il reparto corse del biscione per il futuro.

Nulla cambia a livello di proprietà e nulla cambia a livello tecnico, i motori saranno sempre Ferrari, la sede sarà sempre in Svizzera e i tecnici del presente e del futuro arriveranno, con tutta probabilità, da Maranello ma tutto questo non va visto come un punto di arrivo, va visto come la fase iniziale di una trasformazione che si basa, prima di tutto, su un cambiamento tecnico quanto emotivo (come se Alfa stesse dicendo, stiamo tornando…).

Prendiamo per esempio il rapporto tra Ford e Multimatic Racing. Multimatic è, da tempo, il braccio armato di Ford nelle corse eppure le due aziende non condividono neppure il suolo dato che Multimatic è in Canada! Grazie alla loro collaborazione è nata per esempio la bellissima Ford GT e sempre grazie a loro la Mustang è stata declinata in chiave GT4, sempre grazie a Multimatic abbiamo vetture come Mustang Shelby GT350 e Mustang Shelby GT500.

In futuro io vedo Sauber collaborare con Alfa Romeo per la creazione di modelli stradali ipersportivi (magari, perchè no, a partire alla GTV e dalla 8C!) con Alfa che si “stacca” a livello tecnico da Ferrari per tornare ad essere un brand totalmente indipendente come giusto che sia.

Attenzione vi faccio notare anche un particolare, mentre la Giulia Quadrifoglio per via della sue caratteristiche non può essere declinata in chiave racing, la futura GTV potrebbe essere convertita in chiave GTE (WEC), GTLM (IMSA, USA) e GT3 e magari potrebbe essere schierata da Alfa Romeo Racing sotto la guida di Sauber.

Il futuro, causa crisi mondiale dell’auto, è incerto ed è per questo impossibile prevedere cosa accadrà, ma questo passo andava fatto per essere comunque pronti. Tutte le Case in questo momento corrono attraverso team interni, team esterni supportati (factory backed) e team privati che acquistano le auto dai servizi customer racing, Alfa non può e non deve stare fuori dalle corse in forma diretta, quando ti chiami Alfa Romeo sei obbligato a correre, lo dice la storia, non lo dicono i manager.

EFFETTO ECOTASSA DEL GOVERNO: NEL 2019 MENO 100.000 VEICOLI VENDUTI.

Governo nuovo? Nuove tasse sulle auto. Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine nonostante questo Governo, in tempi non sospetti, avesse promesso di non introdurre nuove tasse…

La tanto contestata EcoTassa che andrà a colpire i veicoli nuovi Euro-6 che superano un limite di CO2/km in fase di omologazione toglierà dal mercato ben 100.000 veicoli secondo le stime della Federazione delle concessionarie (la tassa era stata criticata anche da FCA, Mercedes con fermezza).

Infatti ogni nuova tassa sulle auto, vedi il superbollo, porta sempre a una contrazione del mercato facendo perdere degli introiti allo Stato e, nonostante l’errore strategico del superbollo, ancora si persevera…

L’EcoTassa infatti andrà a colpire un mercato, quello dell’auto targato 2018, in crisi e sotto le aspettative degli analisti in Europa e in Italia in particolare.

Ma cosa è successo? Perchè il mercato si è fermato?

In primis il PIL italiano si è fermato e questo ha portato incertezza sul futuro. Chi voleva acquistare una vettura a rate oggi ci pensa e posticipa perchè ha poca fiducia nel futuro e teme di perdere il posto di lavoro.

Le campagne contro il diesel hanno confuso i potenziali clienti che non volendo acquistare auto a benzina e non trovando ibride o elettriche “interessanti” hanno deciso di tenere la propria vettura.

Il mercato elettrico in Italia, come in Europa, è inesistente. Vendono “benino” le plug-in, molto bene le ibride mentre le elettriche pure sono ferme e non saranno gli incentivi del Governo voluti dal M5S a cambiare le regole del gioco dato che più che altro mancano le infrastrutture (leggasi colonne, solo 20 a Bologna, una città da oltre 300.000 abitanti…).

Oggi chi ha la possibilità economica di acquistare una vettura elettrica non lo fa per mancanza di supporto alla ricarica quindi, gli incentivi di fatto non servono. Sarebbe stato più giusto dirottare gli incentivi al 100% verso la costruzione di colonne elettriche nei punti strategici delle varie città (parcheggi in prossimità del centro storico, parcheggi dei centri commerciali, parcheggi delle cittadelle commerciali).

Gli incentivi in Italia avranno successo? Il mercato elettrico (plug-in / EV) in Italia incide per appena lo 0.3% dell’immatricolato (dati 2018), un inezia. Gli incentivi porteranno a migliorare queste percentuali? Difficile che sia così. Come detto il problema ora come ora non è economico, è logistico.

 

IL GOVERNO DEVE INCENTIVARE L’ABBIGLIAMENTO TECNICO, NON L’ELETTRICO.

Domande:

1)quanti mezzi elettrici hanno a listino le Case in questo momento?

2)Quanti usano moto e scooter ogni giorno per andare a lavoro per esempio?

3)Quanti degli uomini e delle donne che usano i mezzi a due ruote indossa abbigliamento tecnico in grado di migliorare la sicurezza passiva?

Risposta alla 1: praticamente nessuno

Risposta alla 2: decine di migliaia, in particolare nelle grandi città.

Risposta alla 3: pochissimi perchè spesso molto costosi.

Quindi, usando la mera logica, il Governo avrebbe dovuto incentivare l’elettrico o l’abbigliamento tecnico?

Usiamo ancora una volta la logica. Diffondere la cultura dell’abbigliamento tecnico vuol dire meno infortuni per strada e meno infortuni per strada vuol dire abbassare i costi della sanità pubblica oltre a migliorare la qualità della vita di chi usa moto e scooter.

Gli incentivi verso l’elettrico avranno senso in futuro quando (forse) la diffusione delle colonne di ricarica renderà più facile l’utilizzo di questo tipo di tecnologia ma sino a quando in una città come Bologna troviamo solo 7 colonne nei pressi del Centro storico stiamo parlando di nulla.

Vi invito a fare questo piccolo test: aprite la app di Google Maps e cercate le colonne elettriche intorno a voi simulando di possedere una vettura elettrica, scoprirete che molto presto rimarrete senza ricarica perchè le colonne sono poche, spesso occupate da mezzi elettrici parcheggiati (e spesso non in carica) e da mezzi non elettrici parcheggiati abusivamente li nel più totale menefreghismo delle regole (siamo in Italia, non i Norvegia. Ricordiamolo. Siamo la patria di evasori, finti invalidi, furbetti del cartellino ecc…).

Tornando alla questione abbigliamento tecnico, nessuno dei precedenti Governi ha mai fatto nulla di concreto e quindi non mi aspettavo nulla neppure da questo che in materia di motociclismo, al pari dei precedenti, si sta dimostrando non dico ignorante ma molto molto superficiale.

La colpa è anche della nostra Federazione, la FMI, che dovrebbe tutelare i diritti dei motociclisti ma che, di fatto, non lo fa.

La mancanza di incentivi ci tieni lontani dai sicuri capi dotati di tecnologia airbag per esempio.

Avrei anche desiderato un incentivo sul cambio gomme dato che questo prezioso componente per la sicurezza, è spesso vecchio e usurato (in particolare negli scooter) rendendo la guida pericolosa in special modo in città dove frenate e asfalto sporco mettono in crisi l’equilibrio dei mezzi a due ruote.

Gli incentivi per i mezzi a due ruote elettrici si sarebbero potuti usare per tanti altri scopi.

Si è persa un occasione, l’ennesima, di promuovere la cultura della sicurezza nel mondo delle due ruote lasciando a noi utenti il compito di spendere (tanti) soldi per proteggerci da automobilisti indisciplinati e pedoni che attraversano senza alcun rispetto fuori dalle strisce pedonali oppure ancora l’ultimo must della guida in città: le bici che procedono contromano.

Peccato.

GOVERNO, INCENTIVI PER LE MOTO IBRIDE…CHE NON ESISTONO. MA NULLA SU ABBIGLIAMENTO.

Il Governo, tramite la Legge di Bilancio, ha creato degli incentivi (sino a 3.000 euro) per chi desidera rottamare il proprio mezzo a due ruote di classe Euro 0, Euro 1 oppure Euro 2 per un mezzo elettrico o ibrido.

Piccolo particolare: le moto ibride non esistono, così come non esistono scooter ibridi (i pochi in vendita sono tutti totalmente elettrici).

Purtroppo, per l’ennesima volta (e si che questo sarebbe il Governo del cambiamento) non passano gli incentivi per acquistare abbigliamento tecnico. Noi di TheRaceMode ci sentiamo di criticare aspramente la mancanza di tali incentivi che, migliorando la sicurezza, degli utenti a due ruote della strada andrebbero a diminuire anche le spese per la sanità pubblica.

Piuttosto che incentivare i mezzi elettrici, sarebbe stato più corretto investire sulla sicurezza passiva dei conducenti con incentivi per l’acquisto di caschi nuovi e abbigliamento dotato di airbag.

 

 

 

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