QUANDO PERDI, CREA IL COMPLOTTO! ACCUSA GLI ALTRI! (E ANCORA CERCANO LA BENZINA NEL TELAIO…)

ducati stoner piegaTalvolta il motociclismo riesce a dare il peggio di se, e questo capita quando non si sa perdere…E’ facile dare la colpa agli altri dei propri fallimenti, è umano direi. Prendersi le proprie colpe è una responsabilità che si acquisisce con il tempo, mentre a volte non si acquisisce mai. Questi ultimi vivono nel limbo del “quasi”…Quasi ci sono riuscito. Quasi ho realizzato il mio sogno. Quasi c’ero, mi mancava poco. La giustificazione è un grande inganno, ti frega il tempo e non te ne accorgi.

Quando un avversario, magari a sorpresa, ti batte il motociclismo a volte da il peggio di se e diventa un grattacielo di scuse con accuse verso avversari, complotti, associazioni tra piloti rivali che però in quel frangente sono magicamente alleati, alieni, Trump e misteriosi lobby che vendono armi da 6000 anni, prima sassi a forma di cuneo, ora testate nucleari!

Quando la Ducati GP7 con Stoner vinse a sorpresa il motomondiale edizione 2007 alcuni non riuscirono a capacitarsi di questo ed iniziarono ad ipotizzare ogni genere di illegalità verso la Casa bolognese che aveva, a quanto pare, la colpa di avere battuto i giapponesi (che, si sa, storicamente non amano perdere…Chiedere agli americani durante la guerra del Pacifico all’interno del secondo conflitto mondiale, ci sono volute due atomiche per costringere gli orgogliosi nipponici a deporre le armi e neppure lo fecero subito dato che il popolo del Sol Levante, nonostante il bombardamento atomico, voleva proseguire con l’offensiva sacrificando anche i civili se necessario…In questa fase, furono gli USA, a “suggerire” ai nipponici la resa per evitare che il conflitto diventasse una strage senza fine. Infatti i generali giapponesi divulgarono la falsa notizia che gli USA avrebbero conquistato il Giappone per poi schiavizzare o uccidere i civili, lo fecero per motivare i civili a combattere. Per fortuna il Governo giapponese depose le armi non ascoltando i propri generali e salvando la vita almeno a 10 milioni di civili, si 10 milioni…Dopo questa digressione storica che ho citato per spiegare l’incredibile combattività dei nipponici che ancora oggi svolgono il proprio lavoro seguendo il famoso “codice del samurai” torniamo al 2007).

L’accusa più gettonata, e se vogliamo più curiosa, era quella di nascondere carburante dentro il telaio. Questo vantaggio avrebbe giustificato le incredibili prestazioni del V4 bolognese che, a quel tempo non curvava ma sul dritto andava come un missile.

La seconda tecnica più chiacchierata parlava di una paratia segreta all’interno del serbatoio per nascondere ulteriore carburante.

Non si parlò mai di pilota che fa pipì dentro il serbatoio mentre corre attraverso un complesso sistema di tubi…A quel tempo mi aspettavo di sentire anche una roba del genere in effetti.

Il tutto fu, ammettiamolo, abbastanza vergognoso. Aver tolto merito a Stoner ed alla Ducati in quel modo fu vergognoso, poco sportivo e francamente pure triste. Per fortuna il tempo ha dato ragione sia alla Ducati che a Stoner e mai nessuna irregolarità fu trovata.

Tuttavia la cattivissima abitudine di accusare gli altri quando si perde non è affatto morta nel motociclismo e deriva direttamente dal calcio dove, è regola, dare la colpa all’arbitro, creare complotti, andare in tv a piangere, indire addirittura conferenze stampa per piangere vittimismo pubblico.

Se da un lato i giapponesi non sanno perdere, ma almeno non sanno perdere con classe…Dall’altro gli italiani non hanno classe nella sconfitta e spesso tendono a giustificarsi, a fare i piagnina con i media, a scaricare la colpa verso gli altri salvo poi, in caso di vittoria, elevarsi sul trono dell’arroganza come il condottiero che ha vinto la battaglia contro il complottismo (che lui stesso aveva creato…).

Se vincere è riservato a pochissimi, perdere è una questione per un elite ristretta che va dall’avversario e dice: “cazzo ho perso, ma ho perso contro un grande!”.

Una volta lessi un libro scritto da un ex membro dei Navy SEAL americani, non parlava di guerra ma di atteggiamento verso la vita, verso il lavoro, verso l’allenamento, verso i compagni e verso le missioni. Una frase dice:

“è più facile creare scuse quando si perde piuttosto che ammettere la propria sconfitta perchè le scuse ci proteggono dai giudizi degli altri, ci scaricano dalle responsabilità, non mostrano i nostri limiti. Quando invece ammetti la sconfitta mostri agli altri le tue debolezze, vieni giudicato, capisci di avere un limite. Nel mondo “normale” i due estremi hanno poche ripercussioni, quando invece sei in missione tra i due estremi c’è la riuscita della missione, la tua vita e la vita dei tuoi compagni perchè se menti su un qualcosa che dovresti saper fare ma che invece non sai fare, e menti per orgoglio o per qualsiasi altro motivo, è la volta buona che ci fai ammazzare tutti”.

 

 

 

EDITORIALE: MA LA PANIGALE NON ERA UNA PESSIMA MOTO? (QUANDO GIRARE LA MANETTA HA UN SENSO…)

davies wsbk 2016 73892Per anni la Ducati Panigale è sembrata una moto poco competitiva, difficile da guidare, difficile da mettere a punto e di difficile interpretazione, insomma un progetto quasi sbagliato. Certo non sia a livello della Kawasaki ZX-10RR, ma neppure così lontani…

Per anni, dicevo, Chaz Davies è sembrato una specie di miracolato, l’unico in grado non solo di guidare la Panigale R nel migliore dei modi, ma anche di vincere delle gare (e non poche…). Il confronto con il suo ex compagno di team Davide Giugliano è stato nettamente a favore del gallese con Davide, causa poco feeling con la Panigale, impegnato spesso a raccogliere la moto dalla ghiaia piuttosto che a condurla nel parco chiuso riservato a chi sale sul podio.

Poi un bel giorno arriva Marco Melandri che, dopo oltre un anno di digiuno dalle corse, arriva sul podio ed ottiene pure il giro veloce in sella alla…Panigale R!

A questo punto ci si chiede, con ragionevole sospetto misto a dubbio: ma Melandri è un fenomeno tipo Stoner incrociato con Hailwood e nessuno, forse neppure lui, lo sapeva? Come ha fatto ad arrivare sul podio in sella ad una moto che sino a qualche mese fa faticava così tanto con Giugliano? Una moto considerata difficile ed ostica se non la conosci per bene. Una moto pronta a dar spazio anche al tanto atteso V4 ammettendo i propri limiti. E poi Marco non era “bollito” dopo la non felice esperienza in MotoGP con l’Aprilia?

Come fa la Panigale R ad essere efficace con un pilota molto alto e dalla guida fisica come Chaz detto “Chazzone”, ed allo stesso tempo essere efficace con un pilota che per arrivare a 170cm di altezza da terra ha bisogno della scala e dalla guida pulita come Melandri?

Mi viene un dubbio: mica la Panigale R è in realtà un ottima moto e le critiche che gli abbiamo rivolto (io per primo) derivavano dal poco feeling di chi la pilotava piuttosto che dal progetto di per se?

In questi casi la verità è quasi un “dubbio quantistico” del tipo “ma una cosa che non vediamo esiste anche se non la vediamo? Oppure la realtà si forma in base alla nostra osservazione?”

Quando una moto è davvero pessima? Quando in realtà è pessima solamente perchè guidata male?

Prendiamo al Kawasaki ZX-10RR che sembra imbattibile…analizziamo il week end appena trascorso e notiamo che è il binomio Rea-ZX-10RR ad essere competitivo per il titolo, perchè se analizziamo le prestazioni di Sykes (ed escludiamo Rea) la ZX-10RR diventa una moto “normale”, forse addirittura inferiore alla Panigale.

Lo stesso vale per la nuova Honda CBR1000RR SP2 che a Phillip Island è sembrata un cancello…E’ un cancello oppure Hayden e Bradl non l’hanno saputa interpretare? Su Hayden, eccellente professionista e uomo immagine, ho sempre nutrito forti dubbi a livello di manetta…Su Bradl che possiamo dire? Già da qualche anno in MotoGP sembrava un po “spento” e sottotono. Quindi: la SP2 non va o non vanno i piloti?

Perchè la Panigale con Giugliano sembrava ostica e con Melandri sembra addirittura facile?

Una volta Max Biaggi disse a cena (ed io ero presente, Misano 2009):

le moto hanno tutte due ruote, bisogna solamente guidarle.

In questa frase all’apparenza banale c’è tutto lo sport del motociclismo dove il pilota, per fortuna, è ancora in grado di fare la differenza!

Date il CBR SP2 a Marquez e mettetelo sulla pista di Austin (dove la prima volta che vi ha vinto c’erano ancora i dinosauri), scommettiamo che arriva sul podio in WSBK e magari vince pure?

Sapete quanto costa ad una Casa un pilota non in grado di sfruttare il potenziale della moto? Sapete quanto costa ripensare una moto perchè “sembra” sbagliata?

Ricordate Rossi sulla moto di Stoner no? Ricordate quanto spese la Ducati in termini di denaro, tempo e ricerca per dare una moto competitiva a Valentino?

Così tanto che era più economico pagare il doppio Stoner e tenersi Casey!

L’ingaggio di Lorenzo è costato un botto ai dirigenti di Borgo Panigale, ma sempre meno di dover rifare ogni anno la moto! A questo punto Dall’Igna & soci sapranno, grazie a Jorge, se la moto non va per colpa loro o per colpa di chi la pilotava. E vi sembra poco?!

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MELANDRI ALLE CRITICHE RISPONDE CON PODIO E GIRO VELOCE (e qualcuno deve star zitto…)

melandri wsbk 2017 3929Tornare dopo un anno di assenza dalle corse per debuttare su una moto “difficile” come la Panigale R e cogliere il podio alla seconda gara della stagione siglando, per giunta, anche il giro più veloce della Race 2.

No, non stiamo parlando di Casey Stoner. Stiamo parlando di Marco Melandri.

Esatto quel Melandri da troppi criticato. Quel Melandri da troppi criticato ingiustamente aggiungo perchè se c’è qualcuno che parla troppo e da anni vince poco non è in questo campionato ma nell’altro campionato, quello più famoso…

Gli italiani, si sa, sono un popolo dalla memoria corta e dalla superficialità al contrario molto estesa, amano giudicare senza valutare e si ricordano sempre l’ultima cosa accaduta.

Di Melandri cosa ricordano? Che in MotoGP è stato portato contro la sua volontà da Aprilia che prese la scelta (sbagliata) di ritirare l’impegno in WSBK per abbandonare la più che vincente RSV4RF? Ecco siamo sicuri che sia colpa di Marco?

E’ colpa di Melandri se la Kawasaki, che lo aveva ingaggiato, ha deciso di lasciare la MotoGP in piena rotta con le decisioni regolamentari della Dorna?

E’ colpa di Marco se la Yamaha decise di chiudere l’impegno in WSBK? No. Al contrario Marco sulla R1 ufficiale diede tanto di quel gas che Crutchlow, oggi in MotoGP, a parità di moto non ha mai dato.

Melandri ovunque è andato è sempre andato forte e chi dice il contrario non conosce la storia recente del motociclismo.

vicecampione del mondo in 125, campione del mondo in 250, vicecampione in MotoGP, vicecampione in WSBK…Secondo voi attualmente in giro abbiamo giovani italiani in grado di fare questo? No. Non ne abbiamo. Oggi abbiamo piloti italiani che sono più famosi che bravi e che mai e sottolineo mai arriveranno ad avere questi risultati.

Oggi Melandri a Phillip Island ha dato una prova di forza degna del suo talento, una prova di forza che ha sorpreso tanti ma non me…Io conosco Marco sin dai tempi della WSBK quando era pilota ufficiale BMW (2012), il ravennate (fidatevi) va forte con tutto se qualcuno crede realmente in lui e lo ascolta nelle fasi di sviluppo e messa a punto.

Ecco torniamo alla BMW, prima dell’arrivo di Marco andate a cercare i risultati della S1000RR in WSBK con Haslam, Corser e Xaus…Segnatevi i risultati e metteteli a confronto con quelli di Melandri. Fatelo.

La verità è che il podio di oggi a tanti (italiani) tira il culo che sia arrivato. E sono proprio loro che devono star zitti da ora in poi.

Bravo Marco. La vendetta è un piatto che va gustato freddo.

Scritto da Marco Meli

IL CASO LOWES: SE NON PUOI BATTERLI ALLORA ABBATTILI!

lowes superbike 2017 39292Devo fare i miei complimenti a Lowes, ha guidato davvero bene e con coraggio portando la Yamaha R1 quasi sul podio della Race 1 di Phillip Island, solamente il motore della ZX-10RR di Sykes lo ha privato di un gradino più che meritato…

Tuttavia è anche vero che il simpatico britannico, al pari del suo gemello che per anni ha corso in Moto2 e che da questa stagione sarà con l’Aprilia in MotoGP, ha un tantino esagerato con delle entrate modello “spostati che devo passare” che se da un lato hanno animato la gara in positivo, dall’altro l’hanno danneggiata e nel dirlo parlo del contatto con Marco Melandri.

Lowes in precedenza aveva “spostato” Rea e prima ancora Davies senza tanti complimenti e sin qui ci poteva stare dato che le manovre erano state dure ma corrette e dentro la propria linea di percorrenza, invece con Melandri le cose sono andate diversamente.

Il pilota Yamaha ha del tutto sbagliato la traiettoria e per recuperare la giusta linea ha spinto fuori il pilota Ducati mentre doveva, a rigor di regolamento, lasciar spazio a Marco di manovrare per poi rientrare nella giusta linea senza disturbare nessun concorrente. Lowes non è stato sanzionato (a mio parere giustamente, anche se Direzione Gara dovrebbe almeno rimproverarlo e avvisarlo che in futuro certi comportamenti non verranno tollerati).

Melandri si è lamentato del contatto (con ragione) e su Facebook ho letto svariate critiche a Marco “colpevole” di essere troppo “borghese” per la superbike. Critiche a mio avviso errate.

Io seguo la WSBK dal 1994 e da allora non mi sono perso neppure una gara. E’ vero, la superbike è da sempre un campionato “fisico” dove i contatti fanno parte del gioco ma bisogna far differenza tra contatti per ottenere la posizione e contatti per rimediare ad un proprio errore di guida…

Se io tocco il mio avversario nel tentativo di superarlo va bene, al contrario se io tocco il mio avversario per rimediare ad un errore che ho fatto da solo allora non va bene. Tutto qui.

Per questo Lowes ha sbagliato. e già in precedenza il quasi contatto con Rea era al limite dato che è Johnny, rialzando la moto, ad evitare un contatto che quasi certamente lo avrebbe buttato per terra in quanto esterno ed in posizione “debole” rispetto a Lowes.

(PERCHE’ NON PERDERE LA WSBK) REA PER IL 3° TITOLO DA RECORD. DAVIES PER LA GLORIA (E PER LA PANIGALE R)!

davies wsbk 2017 839292Rea insegue il 3° titolo consecutivo, mai nessuno in WSBK (e nella storia recente della MotoGP) è mai riuscito nell’impresa di vincere tre campionati consecutivi, impresa che non è riuscita nemmeno a due giganti come Fogarty e Bayliss. L’irlandese è assolutamente l’uomo da battere, è solido a livello mentale, commette pochissimi errori in gara, non lascia mai nemmeno le briciole agli avversari mostrando una cattiveria degna del miglior Fogarty! E se avesse lasciato prima la Honda? Oggi i titoli bacheca sarebbero 3, magari 4 e andrebbe per il 5°…Ne sono sicuro.

Davies e la Ducati Panigale R sono i primi avversari di JR. Chaz vuole il titolo per poi andare a scornarsi in MotoGP sponda Ducati (team Pramac) nel 2018. La Ducati vuole il titolo prima di pensionare la Panigale R e l’era dei V2 chiudendo, di fatto, un era del motorsport mondiale che ha costruito il mito di Ducati, e dell’Italia, nel mondo. Il gallese ha chiuso in crescita il 2016 ma questo vuol dire poco dato che ogni stagione fa storia a se.

Melandri e Sykes sono gli outsider del mondiale. Il primo cerca riscatto e, perchè no, un titolo che meriterebbe dopo averlo sfiorato con la BMW S1000RR, il secondo cerca il 2° iride in carriera e sopra ogni vuole (secondo me) battere Rea, un pilota che non gli è mai stato simpatico a livello personale sin dai tempi del BSB.

Van Der Mark e Hayden. I due erano compagni nel 2016 al team Honda Racing Ten Kate, nel 2017 le loro strade si sono divise con l’olandese che ha deciso, dopo tante vittorie con la Honda, di approdare in Yamaha per cercare nuovi stimoli e, probabilmente, una moto migliore. Per Micheal il 2017 rappresenta un bivio, al 3° anno in WSBK (sempre con moto ufficiali) è atteso alla conferma per poi sperare nel salto in MotoGP nel 2018/2019. Per VDM è ora o mai più. Hayden è saltato dalla vecchia CBR alla nuova SP2, ma al momento i risultati non si vedono, ed è un peccato. Honda non si può permettere di iniziare il campionato con una moto poco sviluppata perchè arrivata tardi al team Ten Kate…A volte i modi di fare del colosso nipponico fanno sorgere più dubbi che certezze sul loro reale interesse per la WSBK quando in MXGP, Dakar, AMA Supercross e persino Trial partecipano ufficialmente investendo milioni.

Aprilia e Savadori. La casa di Noale torna in WSBK più o meno direttamente grazie al team SMR (struttura che ha vinto il BSB con Yamaha nel 2015) e questo è sicuramente un bene, quello che probabilmente è “male” è la RSV4RF, mi chiedo: è ancora una moto competitiva o il progetto, che ha debuttato nel 2009 in WSBK ma è nato circa 10 anni fa, è ormai superato e poco sviluppato? Savadori ha la grandissima chance di dimostrare (finalmente!) il suo valore, sarebbe un peccato se si trovasse sotto il sedere una moto non all’altezza.

Yamaha R1. Inizio a domandarmi: Iwata ha sbagliato il progetto della R1? Per essere la moto più giovane ed innovativa in WSBK ha parecchio deluso sino ad oggi. Da una Casa che vince in MotoGP è lecito aspettarsi di più anche perchè, almeno a parole, la R1 dovrebbe derivare dalla M1…A volte il potere del marketing supera il potenziale della moto? Manca la moto o manca un pilota alla Spies in grado di vincere con un progetto al debutto come accadde nel 2009?

Buona superbike a tutti!

 

E DICIAMOLO! FORZA DUCATI! FORZA FERRARI! FORZA ALFA ROMEO! (E DIFENDIAMO IL MADE IN ITALY!)

melandri wsbk 83929 839 2017Quando mancano poche ore all’apertura del mondiale WSBK voglio augurare un grande in bocca al lupo alla Ducati, a Davies e a Melandri per una grande stagione!

Non si tratta di tifo, si tratta di un pochino di nazionalismo (che non guasta mai!) e di amore verso la mia patria, l’Italia!

Senza arrivare agli eccessi di Trump (ma poi, mi chiedo, sono davvero eccessi? E’ tanto sbagliato volere il bene della propria gente?) bisogna, e sottolineo, bisogna anche tifare e tenere alla terra che ci ospita e sulla quali siamo nati e cresciuti.

Ducati ha una proprietà tedesca ma questo non vuol dire nulla, se i miei genitori sono di Marte, ed io sono nato sulla Terra…Sono terrestre. Semplice. La Ducati ha sede a Borgo Panigale, quartiere di Bologna, Bologna è in Emilia Romagna, l’Emilia Romagna è in Italia, all’interno dello stabilimento lavorano uomini e donne che vivono in Italia, che hanno figli nati in Italia. Discorso chiuso e fine della storia.

Nell’augurare a Ducati una grande stagione auguro a Ferrari di poter contrastare la Mercedes, anche se non sarà facile dato che i tedeschi della stella a tre punte sembrano avere un vantaggio tecnico che sfugge non solo a Ferrari, ma anche a Red Bull.

Ferrari, appartiene a FCA, ma non importa. Al pari di Ducati l’azienda fondata da Enzo Ferrari è un orgoglio tutto italiano. E’ una tra le aziende più conosciute al mondo. E’ un nome che rappresenta l’Italia nel mondo. Da troppi anni il Cavallino rampante non vince in Formula 1, è il momento di riscattarsi!

Infine auguro ad Alfa Romeo di poter proseguire con serenità verso la strada della rinascita e di battere la concorrenza tedesca alla fine del suo percorso perchè, ammettiamolo, battere i tedeschi da sempre gusto!

Troppo spesso ci dimentichiamo di essere italiani…Parliamo di rinascita ma i primi a non credere nell’Italia siamo appunto noi che spesso crediamo che debbano essere gli “altri” a far qualcosa per noi.

Forza Ferrari! Forza Ducati! Forza Alfa Romeo! Forza tutti noi!

Buoni campionati a tutti!

 

 

RED BULL DICHIARA: PRESTO KTM CAMPIONE IN MOTOGP (QUANDO TROPPE RED BULL FANNO MALE…)

red-bull-motorcycleSe le parole di Pierer contro Honda di oggi vi sono sembrate dure e decise (qui l’articolo) allora non avete ancora sentito le dichiarazioni bellicose dello sponsor principale di KTM, la Red Bull.

Secondo il colosso austriaco, da sempre partner di KTM, presto la RC16 diventerà campione del mondo classe MotoGP seguendo il successo delle sfide lanciate in Moto3, motocross, enduro, Dakar e supermoto.

Secondo quelli del toro rosso KTM, dopo una breve esperienza tra i prototipi, sarà in grado di battere Ducati, Yamaha e Honda, Suzuki e Aprilia.

Vale la pena ricordare che i test della giovane V4 austriaca non è che siano partiti esattamente come un razzo diretto verso la Luna, anzi più che altro come bradipo che va verso la tana, un bradipo mezzo addormentato direi.

Personalmente ho sempre trovato poco “felici” queste uscite tipicamente aziendalistiche per incitare ad imprese impossibili, KTM ha sicuramente il potenziale per vincere in MotoGP nel giro di qualche anno con un top rider, ma tra il “forse vinceranno” ed il “sicuramente vinceranno” c’è di mezzo la realtà dei fatti…

E la realtà in MotoGP si chiama competizione.

Se non rispetti questa realtà più che arrogante (l’arroganza nel motorsport ci può stare…) sei irrealista (parola che non esiste usata per descrivere appunto qualcosa che non esiste, ovvero la possibilità che tu batta Honda, Yamaha e Ducati).

Guardiamo appunto questa realtà da un punto di vista concreto: la Honda 4 anni fa ha ingaggiato un pilota in grado di garantirgli un presente roseo ed un futuro ancora più roseo. La Yamaha ha ingaggiato il boss n°2 in circolazione, ovvero Maverick Vinales e la Ducati ha ingaggiato per la sua sfida Jorge Lorenzo che non è certo un nonnino pensionato di quelli che guardano con le mani dietro la schiena il box che lavora dicendo con la voce di nonno Simpson:

“ma, ma…io con questa umidità farei una carburazione al 38% come si faceva ai miei tempi che non c’era sto computer, ma si faceva tutto a orecchio e c’erano i carburatori e per partire si spingeva…io alla sera con la mia moto da 20 cavalli facevo il ganzo in paese e quando hai 20 cavalli tutto sto trasion control e anti villing non ne hai bisogno…io l’anti villing lo ho nel polso che è ben abituato a smanettare sai! Perchè noi non avevamo ne trasion control ne tutte ste femmine con ste gambe di fuori e allora eri pratico nel farti la carburazione da solo”

“Nonno -risposta dell’ingegnere di pista- quando hai 20 cavalli l’unica cose che ti serve sono altri cavalli in più e per il discorso delle donne ti servivano 100 euro in più per farti fare la carburazione da una brava..”

Tutti e tre insieme questi piloti garantiscono almeno 10-12 anni di “vinciamo solo noi”.

Se KTM vuol vincere deve scippare Marquez o Vinales alla concorrenza…

Ora Marquez, a mio parere, rimarrà per sempre alla Honda anche perchè altrimenti in HRC gli rapiscono il fratello! Maverick sta andando così forte con la Yamaha M1 che toglierlo da li sarà difficilissimo se non prima di 2-3 titoli iridati (Marquez permettendo…).

Jorge Lorenzo? Ma siamo pazzi?! Jorge già si sta chiedendo toccandosi i pistoni se ha fatto la scelta giusta a trasferirsi a Borgo Panigale…Figurarsi se accetta la sfida ancora più misteriosa di KTM con il rischio di finire dallo psicologo di nuovo, ma stavolta quello dei matti!

Valentino Rossi? Dipende da lui…La storia di Gallina vecchia fa buon brodo è vecchia di 10 anni fa, quando aveva 29 anni…Quindi era già vecchio allora? Bo, vallo a capire. Ma esattamente Rossi quanti anni ha?! L’unico che lo sa con precisione è Guido Meda che tuttavia tiene un profilo vago, tanto per alimentare il mistero. Comunque potrebbe non essere troppo vecchio per accettare la sfida KTM, Biaggi ha corso ben oltre i 40 anni no? Essendo il suo ex nemico giurato Rossi dovrà batterlo anche in questo no? Gioco alla Snai Valentino pilota KTM a 48 anni con Uccio sindaco dell’Austria!

Ok che Red Bull ti mette le ali…Ma l’ultimo che ne ha abusato si è gettato dalla stratosfera con un paracadute quindi meglio lasciare parlare il cronometro e la pista…Ormai manca poco!

Scritto da Marco Meli

 

 

 

 

 

L’AMORE PER LE MOTO CHE TANTO TI DA E TANTO TI TOGLIE (TIENI DURO KEN!).

ken roczen 890 2017A volte penso: ma non era meglio appassionarsi di ping pong? Sicuro avrei risparmiato soldi e salute. Dopo mi rispondo però e dico: naaaaa, va bene così!

Il motociclismo, si sa, ti da tanto ma porca di quella tr…ti toglie anche tanto, e non parlo di soldi!

Il motociclismo ha tolto i figli ai padri, ha tolto la possibilità di camminare, ha tolto la vita, ha tolto i sogni…Il motociclismo ti da tanto, ma pretende tanto. Pretende dedizione. Pretende rispetto. Pretendo amore. In cambio ti fa divertire. In realtà il motociclismo è maledetto egoista che, facendo leva sui nostri istinti, ci tiene per le palle!

A volte lo odio.

Lo odio quando porta via la gente, lo odio quando mi fa male la schiena e mi dico “ma non era meglio stare a casa quella maledetta domenica del Mugello?!”, lo odio quando voglio una moto e questa costa tanto, troppo!

Lo odio quando vedo Ken Roczen farsi male.

Ken, tedesco di 22 anni poco conosciuto in Italia, è un pilota dell’AMA Supercross americano. E’ un ragazzo di talento ed anche divertente da seguire (su Instagram), è un ragazzo anche tanto tanto veloce! Campione del mondo MX2 con KTM, ha corso sempre con KTM nel Supercross, salvo poi passare alla Suzuki e poi diventare pilota ufficiale Honda-HRC ad inizio 2017.

Quando ha perso il controllo, all’atterraggio di un salto, della sua CRF450RW era 3° ed era leader di classifica generale, quando è rimasto fermo a terra con il braccio piegato piegato in maniera innaturale si è subito capito che la faccenda era seria, anzi serissima.

A causa della caduta Ken ha riportato un bruttissima frattura scomposta dell’avambraccio con rottura del polso, danni a tendini, muscoli e legamenti…Insomma un casino che la metà bastava. In quel momento per il giovane tedesco finiva il campionato ed iniziava un calvario che va avanti ancora oggi e che, dopo 8 interventi (otto…) non è ancora finito.

Ci sono voluti 8 interventi (ma forse saranno 9) per ricostruire la parte dell’arto che era, a detta dei medici, danneggiata in maniera serissima. Roczen attraverso Instagram parla delle sue sensazioni, a volte è ironico, a volte è serio e quando parla di dolore e sofferenza non possiamo che supportarlo perchè, si sa, i motociclisti hanno una soglia del dolore molto alta e se parlano di sofferenza è perchè fa male sul serio. A volte ci mostra REALMENTE come sta (la foto spiega in maniera piuttosto chiara la situazione direi, no?)

Ken, ti sei pentito della scelta del fare il pilota?

Questo vorrei chiedere a KRoc, ma la risposta sarebbe scontata e probabilmente me la darebbe durante una dolorosa seduta di fisioterapia per affrettare i tempi di rientro!

Perchè la moto viene sempre prima di tutto.

Perchè è solo un braccio! Il resto è ok!

Perchè con gli altri ci si convive, ma con noi stessi dobbiamo vivere sino alla fine e non possiamo farlo vivendo nel dubbio “del se”.

Scritto da Marco Meli

EDITORIALE: ALFA ROMEO BLOCCHI I TROLL (E I MALEDUCATI) SU FACEBOOK

alfa romeo giulia 3 2015 9Alfa Romeo, un argomento che mi sta a cuore da appassionato e da italiano orgoglioso che Alfa faccia parte della nostra storia.

Si torna a parlare di Facebook, troll e maleducati nella medesima frase…Non è la prima volta e (temo) non sarà neppure l’ultima.

Facebook ha dato la libertà a tutti di esprimere la propria opinione, salvo non distinguere le opinioni, i giudizi, le bugie, le verità, i consigli ecc…Tutto finisce dentro la stessa minestra dando al piatto un sapore abbastanza schifoso.

Il fatto che si possa commentare una notizia o una foto NON dovrebbe autorizzare la gente a spegnere il cervello per scrivere cazzate senza subire nessuna conseguenza, invece è proprio quello che succede.

Facebook ha dato una grande libertà al popolo ed il popolo non sa cosa fare di questa libertà (un problema tipico della cultura occidentale ed italiana in particolare).

Prendiamo il caso di Alfa Romeo, la casa italiana sta investendo tanto nel social marketing (e con ottimi risultati) a livello di riscontro, salvo poi dovere “subire” commenti spesso allucinanti scritti da gente allucinata che con la loro ignoranza denigra il marchio (e questo capita a tutte le case, cito Alfa Romeo perchè la sua rinascita ed il suo successo non piace in particolare agli italiani…Ma si sa: gli italiani amano sputare contro il vento per poi dare la colpa al vento…Ricordate amici lettori, l’italiano non ha mai colpa, è sempre colpa di altri).

Così esiste chi paragona gli interni della Stelvio (identici a quelli della Giulia) a quelli delle FIAT anni 80. Esiste chi scrive: un SUV non serviva a nulla (omettendo che il mercato chiede ormai da anni i SUV). Esiste chi paragona la Giulia ad un coupè anche se la Giulia è una…Berlina.

Esiste, e questo è molto grave, chi parla della Giulia in maniera negativa senza averla mai provata e si nasconde dietro nomi finti e foto scaricate da internet.

Esiste chi non capisce nulla, eppure si sente in dovere di fare sapere al mondo la sua opinione dandola per corretta in base al proprio personale giudizio…

Alfa Romeo, così come fanno altre aziende, dovrebbe intervenire moderando il proprio profilo Facebook. Criticare argomentando, è un conto…Criticare per il puro gusto di screditare è un altra faccenda ed una faccenda che da fastidio e non poco a chi, come me, vorrebbe commentare senza dover rispondere ad un tizio che vorrebbe dire a me come va la Giulia (che ho provato in tutte le versioni, Quadrifoglio esclusa) senza averla mai provata.

Amazon negli USA (non so se in Italia è successo) si è scagliato contro chi scriveva falsi resoconti sui prodotti in vendita perchè spesso danneggiavano l’immagine non solo del prodotto ma anche dei servizi di Amazon.

I troll sono un fenomeno nato con internet, inizialmente infestavano i forum, poi sono passati alle chat ed oggi scorrazzano liberamente sui social network creando danni non solo economici alle aziende ed ai professionisti ma rovinando l’esperienza di cui usa i social network in maniera corretta, ovvero per rimanere informato su fatti, personaggi ed amici vicini e lontani. I troll andrebbero combattuti come lo si fa negli USA anche in Italia ma, come spesso capita qui da noi, il fenomeno viene notato solo quando è impossibile ormai da arginare (noi siamo maestri nel fare la conta dei danni per poi dire, potevamo agire prima…I poveri terremotati, purtroppo, ne sanno qualcosa).

Da proprietario di un sito internet e gestore di una pagina Facebook ho a che fare anche con i troll e la soluzione è solamente una: bannarli subito dopo il loro primo commento per evitare che possano disturbare e deviare la discussione creando disagio a astio (lo scopo del troll è appunto creare astio per poi vantarsi di averlo fatto).

Spero che non solo Alfa Romeo, ma anche tutte la aziende che investono sui social network dedicano di proteggere i propri fans dai troll perchè il rischio, molto molto reale, è di desertificare i profili aziendali vanificando decine di migliaia di euro di investimenti.

 

 

 

 

 

TRANQUILLO VALE, C’E’ SEMPRE IL WARM UP (ANCHE ROSSI SI NASCONDE…)

rossi 2016 839Il Dottore nell’arco degli ultimi due giorni non è riuscito a mettere a posto la sua M1 quando solitamente riesce a farlo durante i 15 minuti del warm up?

Valentino, che conosce a memoria la M1, ha preso paga da un giovane alle prime esperienze con la 4 cilindri di Iwata?

Rossi che a Valencia, Sepang e Australia non riesce mai ad avvicinarsi a Maverick con tempi che vanno dal lontano al lontanissimo?

La faccenda non mi convince amici lettori, o Rossi si è dimenticato come si guida la sua Yamaha o il Dottore si sta nascondendo per sferrare il fendente già dal Qatar.

E’ impossibile, irreale, che Vinales vada così forte rispetto a Rossi quando neppure Lorenzo ci riusciva. Io posso capire 1 decimo, anche 2 decimi, non 8 decimi, non a Rossi, non a parità di moto.

Anche Lorenzo, a mio parere, si sta nascondendo per bene…I suoi recuperi “fast” durante l’ultimo giorno di test avvenuti prima a Sepang e poi in Malesia fanno un po a pugni con le sue dichiarazioni riguardo la mancanza di feeling con l’avantreno, a Phillip Island non fai certi tempi se non ti fidi dell’avantreno e la fiducia non arriva (come accaduto a Sepang) dopo una bella dormita.

Secondo Mauro Sanchini di SKY Lorenzo potrebbe vincere già dal Qatar, sono assolutamente in accordo con l’ex pilota Kawasaki nel mondiale WSBK perchè anche io penso che Jorge stia solo facendo pretattica per evitare di dare riferimenti e per evitare di attirarsi pressione da parte dei media.

Rossi è un volpone che non bisogna mai sottovalutare, sensazione che lo stesso Vinales ha rimarcato oggi durante un intervista. Sarebbe da stupidi dare il Dottore per finito ed è per questo che, così come per Lorenzo, non do molto peso alle sue dichiarazioni ufficiali.

Vinales sta tirando perchè ha bisogno di conoscere i limiti della M1, moto totalmente nuova per lui, al contrario Valentino non ha bisogno di tirare per capire i limiti di una moto che conosce anche meglio delle sue tasche.

Solo un pilota che crede fortemente in se stesso decide di nascondersi durante test e prove, solo un pilota che sente di avere margine lo fa. Voi mostrereste tutto il vostro potenziale durante i test, magari usando varianti di set up che ritenete “speciali”, per ottenere un tempo che non conta nulla? La risposta è scontata.

 

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