THEINSIDER: IL TIFO DA STADIO NEL MOTOCICLISMO: UN FENOMENO CHE VA COMBATTUTO ED ESTIRPATO.

youtube theracewriterDa qualche anno a questa parte nel motociclismo, ed in particolare in MotoGP, è arrivato un tipo di fenomeno sociale totalmente inatteso: il tifo da stadio.

Chi predica il tifo da stadio generalmente di moto non ne capisce assolutamente nulla, cerca solo un motivo per aggregarsi ed eccedere. Cosa ancora peggior se vogliamo il “tifoso da stadio” non è un appassionato di motociclismo e di corse, è solamente un tifoso di un determinato pilota che spesso venera come un Dio, questo eccesso di conseguenza porta ad altri eccessi: vedi i famigerati fischi sotto il podio che sovente sentiamo nelle gare italiane quando non vince un determinato pilota. Il malcostume dei fischi al vincitore “non gradito” sono il simbolo vero e proprio di quanto il tifo nel corso degli anni sia degenerato.

Ora si esulta per la caduta di un pilota avversario (!), si fischia il sorpasso di un pilota non gradito (!), sui social network si offende (spesso in maniera tanto pesante da andare sul codice penale) un tal pilota che ha la sola “colpa” di vincere delle gare contro “il favorito del tifoso”.

Nel calcio, con colpevole ritardo, si sta cercando una soluzione per rendere di nuovo “vivibili” gli stadi di calcio: i club tifati dai soggetti “eccessivi” vengono multati, i settori dello stadio vengono chiusi come punizione al tifoso (ed alla società in maniera indiretta). Nel motociclismo invece si accetta di tutto…Come può l’organizzatore accettare i famigerati fischi a Lorenzo? O quelli a Stoner senza reagire ad un fenomeno che, di fatto, danneggia lo sport? Per non parlare degli insulti a Biaggi (poi per cosa?!).

Questa degenerazione ha portato ad uno scontro, quello tra appassionati e tifosi, scontro che impazza nei social network ormai da anni e che sta spaccando un modo storicamente coeso.

Chi va parla, ormai dal 2008 gestisce una pagina Facebook dedicata al motociclismo, spesso i commenti che arrivano non aggiungono nulla di tecnico e si riassumono con: “quello è m…ricorda quanti mondiali ha vinto pilota X, è un Dio”. Inutile dire che io banno dalla mia pagina tutti i personaggi che parlano solo per offendere (nei casi più estremi segnalo i commenti al diretto interessato).

Bisogna ristabilire, a mio modo di vedere, un clima di serenità e di ordine attraverso proposte costruttive tra fans, organizzatori e media che tendano ad abbassare i toni. I media, ed in particolare le TV, hanno un ruolo decisivo nel bene o nel male perchè sono uno strumento che entra senza capacità di essere interpretato all’interno della mente dei più giovani e dei più distratti. Mentre al contrario un rivista di moto va letta per essere assimilata, stesso dicasi per un sito internet, la TV entra senza barriere o filtri e ti “dice cosa pensare” di chi e come, usando il sistema dell’esaltazione di massa che ti porta ad approvare quello che tutti approvano, in poche parole:

se il gregge di pecore si dirige verso un burrone, la pecora isolata si aggrega pensando “se lo fanno tutti, deve essere la cosa corretta”.

Il tifo da stadio è arrivato anche in MXGP nel 2015 in scia all’arrivo dagli USA di Ryan Villopoto, ma se guardiamo per bene chi troviamo all’origine di questo cambiamento tra le ruote tassellate? Certi media che pur di attirare l’attenzione hanno creato una forma di rivalità assolutamente non sana ed assolutamente non costruttiva tra Villo e Cairoli trascinando nella bolgia anche appassionati e curiosi (questi ultimi poi diventati tifosi).

Una rivalità che mi ha ricordato quella tra Rossi e Biaggi ed alimentata per anni dai media sino a creare la “rottura” che ha poi creato, purtroppo, le tifoserie. Vale e Max non si volevano bene…Ma quello che è stato creato intorno a loro è stato eccessivo e controproducente.

Marco Meli

 

 

LA “CRISI” DI MARQUEZ INSEGNA: SENZA MOTO NON SI VINCE…SIA TU UN FENOMENO O UN DOTTORE.

marquez 2015 678(questo post nasce dalla riflessione di un lettore di TRM su Facebook).

Gli alieni, i fenomeni ed i dottori in questo sport non esistono (poi pur di vendere riviste ed abbonamenti TV puoi dire quello che vuoi…Ma poi fai il venditore…). La “crisi” di Marquez ci mostra, ancora una volta, che senza un moto sotto il sedere nessuno vince e nessuno fa record su record…Questo valeva per Agostini ed Hailwood, valeva per Doohan, valeva per Stoner così come per Rossi e Marquez.

Poi il mitizzare il “campione” è un altro di paio di maniche, queste sono cose (come detto prima) da televenditori di pentole, nulla hanno a che fare con il nostro amato sport.

Lorenzo, senza una Yamaha competitiva, avrebbe ottenuto le tre vittoria di fila? Ovviamente la risposta è no. La Yamaha M1 con Rossi e Jorge ha ottenuto 5 vittorie sulle 6 gare sino ad oggi disputate, ed anche Smith con la M1 satellite di Tech3 sta facendo un campionato di ottimo livello. Al contrario le Honda sono in crisi con tutti i team: chiedere a Crutchlow, Miller ed Hayden…Oggi ancora per terra.

Il talento può guidare “sopra i problemi” ma nel farlo prima o poi si finisce per terra (chiedere a Stoner su Ducati nel 2008 ed a Marquez quest’anno, oppure ancora a Rossi nel suo primo anno in Ducati) perchè i limiti, quelli oggettivi della moto, il talento li raggiunge nel tentativo poi di superarli per orgoglio e fame di vittoria. Ma a quel punto si guida più che altro con la tua tecnica al servizio della voglia di vincere sul mezzo meccanico, ed in genere avendo le moto solo due ruote, chi vince in queste dispute è sempre la moto.

(si ringrazia il lettore Vincenzo Lentoni per aver introdotto questa riflessione).

“sostieni TheRaceMode.com, clicca sul banner che trovi sotto l’articolo”

 

CRISI HONDA: STONER E MARQUEZ…UNO DEI DUE E’ DI TROPPO E LO SVILUPPO NE RISENTE.

stoner powerOrmai lo sanno anche i sassi su Marte: le moto di Casey Stoner le sa guidare solo Casey Stoner. Il passato del canguro mannaro nel flat track (è stato uno dei più forti piloti di sempre in patria…) ha influenzato nel bene e nel male non solo la sua guida, ma anche il modo di settare e sviluppare tutte le sue moto (chiedere ai ducatisti che hanno pilotato la rossa dopo di lui…).

Perchè questa intro? Perchè da quando Casey sviluppa con più costanza le RC213V HRC queste sono entrate in crisi. Si parla di un motore troppo aggressivo, ma nella realtà sembra che la moto non voglia fare le curve quando il pilota forza le staccate, oggi al Mugello il fenomeno era molto evidente (ma anche a Le Mans Marquez aveva tirato due dritti forzando la staccata).

Ora Casey e Marquez sembrano guidare alla stessa maniera, ma nella realtà è totalmente l’opposto. I tecnici di HRC spiegarono che le differenze più profonde tra i due sono proprio in staccata: Casey entrava facendo scivolare il posteriore in pieno stile flat track, Marc entra puntando l’anteriore per poi fare seguire il posteriore in stile supermotard se vogliamo. La differenza a livello di stress sul telaio è abissale quindi.

Marquez tende a far lavorare molto la zona del cannotto di sterzo e del manubrio mentre Casey usava il manubrio essenzialmente per non cadere dalla moto mentre dominava il mezzo con il suo corpo. Logicamente quello che va bene a Stoner non può andar bene anche a Marquez a livello di telaio.

Passiamo al motore: Stoner ha sempre voluto motori molto aggressivi nell’erogazione, quasi on-off perchè il suo modo di guidare gli permetteva di aprire il gas quasi a moto dritta in uscita di curva (mentre controllava la derapata con il suo corpo nella celebre manovra del “pendolo”). Marquez invece tende ad aprire il gas a moto ancora inclinata in pieno stile “europeo” (lo stile di Biaggi, Rossi e Lorenzo per intenderci), va da se che un motore aggressivo non è assolutamente adatto a questo tipo di manovra perchè se apri presto l’elettronica tende a limitare la conseguente derapata, ma ogni volta che l’elettronica ti limita, il motore perde cavalli e quindi spinta in avanti…Perdendo spinta devi poi forzare in staccata e, ti ritrovi lungo, dato che la moto non vuole essere guidata in questa maniera a causa dei motivi che ho citato sopra (stai forzando la moto nel senso che le stai chiedendo cose che non sa fare).

Che problemi lamenta la Honda RC213V modello 2015? Motore troppo aggressivo e ciclistica che non asseconda il pilota in staccata ed inserimento curva. Casualità? Assolutamente no.

La soluzione più diretta e banale potrebbe essere quella di tornare al telaio 2014, ma se Honda non lo fa il motivo c’è: probabilmente il nuovo motore non può essere montato sul telaio 2014 perchè, forse non è solo diverso nella parte termica ma probabilmente anche negli attacchi al telaio.

Questo porta ad una domanda piuttosto logica: perchè il nuovo motore ha dei diversi attacchi al telaio? Perchè probabilmente per cercare un nuovo bilanciamento (balance) il motore V4 è stato spostato (o magari ruotato) ed ora non è possibile tornare indietro. Il comportamento dinamico della RC213V ci suggerisce un balance completamente diverso rispetto al modello 2014, un balance che (clamorosamente) sembra andar contro lo stile di Marquez che nell’inserimento selvaggio in curva aveva il suo punto di forza.

Alla fine dell’anno scorso Nakamoto di HRC, aveva espressamente chiesto (lo ricordate?) una moto più neutra per il 2015, più facile da guidare e meno estrema. In effetti se guardiamo la gara di Pedrosa cosa notiamo? Che se non forzi la RC213V 2015 funziona anche piuttosto bene, è molto ben bilanciata. Al contrario se la forzi cadi: non casualmente i piloti aggressivi di Honda Marquez, Crutchlow e Miller ormai sono perennemente a terra.

La sensazione, al di la dei test di Stoner, è che HRC abbia seguito una strada sbagliata per il 2015 e che Marquez non sia in grado di sfruttare una moto che non sembra neppure fatta per lui ma che sembra più il risultato del pensiero “stoneriano” per eccellenza: tanti cavalli, poco controllo uguale tanto divertimento.

La confusione di HRC a livello di sviluppo sembra palese: se vuoi una moto neutra non la fai sviluppare a Stoner (scontato!), se hai già un pilota fortissimo perchè chiedi ad un altro di sviluppare la moto? Un altro che sai (perchè lo sai…) che ha uno stile completamente diverso dal tuo pilota di punta.

Marco Meli

RIFLESSIONI: MARQUEZ, STONER E LA LEGGE DI…ENZO FERRARI: “IL 2° E’ IL PRIMO TRA GLI SCONFITTI”.

stonerMarc Marquez, Casey Stoner ed Enzo Ferrari hanno vissuto storie diverse in ambienti e ruoli totalmente diversi…Eppure avevano qualcosa in comune: odiavano perdere senza aver provato a vincere.

Il Mugello ci ha fatto scoprire che non solo Marc guida alla Casey, ma del canguro ha pure lo stesso approccio alle gare:

-dal vangelo secondo Casey Stoner: se la moto non va o la faccio andare io o la faccio andare per terra-.

Questo approccio si basa sulla famosa (e famigerata) frase di Enzo Ferrari che disse durante un intervista: “il 2° è solo il primo tra gli sconfitti”. Quando poi gli chiesero chi fosse per lui un campione lui rispose: “il campione è colui che vince”. Il Drake aveva le idee piuttosto chiare.

Oggi Marc ha perso (quasi) ogni speranza di vincere il mondiale 2015. E’ vero poteva accontentarsi…Ma a che vantaggio? Per far punti solo buoni per la statistica? Non è nel suo stile. Non era neppure nello stile del 27 che lo ha preceduto che, ricordo, si fece male durante una qualifica ad Indy (USA) quando girava già 1 secondo più forte degli altri buttando via un campionato mondiale che lo vedeva favorito.

Correre, vincere, cadere, rialzarsi, correre, vincere, perdere, lottare e poi rifare tutto senza mai fermarsi a ragionare perchè se pensi realmente a quello che stai facendo…Qualche dubbio in testa te lo metti.

Chiudo citando ancora Enzo Ferrari: “il pilota mi deve riportare la macchina con i semiassi piegati, il motore distrutto ed il cambio rovinato…Così so che si è impegnato”

Il Drake…Ad averne oggi personaggi così.

Marco Meli

MarcoMeli|RaceReport: VI PORTO A SPA IN BELGIO! DOVE SI RESPIRA LA STORIA DELLE CORSE!

marco giulietta qv 2015Sono stato a Spa in Belgio due volte, nel 2014 e nel 2015, sempre in occasione della 6h del mondiale WEC (parliamo di auto e di endurance), è diventato per me ormai un appuntamento rituale perchè quella regione del Belgio, la Vallonia, è molto bella e rilassante dal punto di vista mentale e perchè l’atmosfera che si respira a Spa non si respira da nessuna altra parte…E’ intrisa di motorsport e di storia. Quasi ti rigenera!

Ad aggiungere un ulteriore tocco di storia ci pensa il luogo della mia partenza per Spa: Imola. Io infatti vivo da 2 anni e mezzo nella graziosa cittadina che ospita uno dei tracciati più affascinanti d’Europa, l’Enzo e Dino Ferrari. Per me la trasferta Imola-Spa è quindi un Race-To-Race (nel verso senso della frase!). Salgo a bordo della mia Giulietta Quadrifoglio Verde (vedi foto) alle 6 del mattino e via, alle 22 circa arriverò a Stavelot, sede del mio alloggio (che è una casetta in uno splendido parco a pochi chilometri dal circuito).

Pur avendo un piccolo motore turbo (1750cc) 4 cilindri da 235cv la Quadrifoglio Verde ha un consumo autostradale “accettabile” di circa 10.5/11km al litro. Ha un bagagliaio in grado di ospitare due valigie grandi e sedili abbastanza comodi da non “spezzarti” la schiena dopo 1100km! Oltre che a Spa, 2 volte come detto, mi ha portato al Red Bull Ring in Austria (2014), ad Aragon in Spagna (2013) ed Assen in Olanda (2013). La possiedo da circa 2 anni e mezzo ed ho percorso 45.000km girando praticamente tutta l’Europa!

IMG_1845In circuito di Spa è “disegnato” completamente dentro la foresta delle Ardenne ed è adagiato su pendii collinari molto netti. E’ sito poco fuori la cittadina di Francorchamps ed è molto vicino a Stavelot. Vi consiglio di raggiungerlo da Stavelot, incontrerete meno code! Una volta arrivati agli ingressi il personale addetto e la polizia dirigeranno il traffico, tutto è molto ordinato, organizzato e calmo (siamo lontani dall’Italia, e non solo a livello geografico…). I parcheggi sono ben segnalati e sono veramente tanti, il costo è di 5 euro al giorno (a Imola una volta per parcheggiare la mia moto mi hanno chiesto 15 euro…), anche durante la fase di parcheggio del personale autorizzato vi guiderà verso la vostra piazzola per riempire in modo corretto lo spazio. Una volta parcheggiata la vettura si va incontro ad una camminata molto scenica: l’attraversamento dei boschi per raggiungere il paddock! In pratica un sentiero di circa 20 minuti vi porterà a scendere una collina completamente sommersa di alberi, quando non piove è anche gradevole…Quando invece piove (cosa piuttosto frequente da quelle parti) è un avventura!

Se uscite interi dall’attraversamento boschivo quello che vedrete superata la collina avrà dell’incredibile: Il paddock sotto di voi e…Se guardate sulla sinistra vedrete una parte della mitica curva Eau Rouge. L’Eau Rouge (in foto sopra) è forse la curva più conosciuta al mondo ed è senza dubbio una delle più pericolose, in Formula 1 si affronta a 300km/h ed è vietato sbagliare dato che i muretti sono molto vicini e sempre pronti ad accogliere voi e la vostra vettura…

IMG_1923Una volta arrivati all’ingresso del paddock guardate sempre sulla vostra sinistra e…Sarete sotto l’Eau Rouge! Vedrete le macchine salire verso il cielo su per questa curva in salita che sembra non finire mai! (guarda foto). E’ una sensazione difficilmente spiegabile a parole, bisogna viverla! Una volta entrati nel perimetro del paddock smettete un attimo di guardare a sinistra l’Eau Rouge e guardate in alto, molto in alto…Lassù in cima vedrete il paddock F1 con i nuovi box, la nuova palazzina, la nuova pit lane! Spa ha un paddock diviso su tre livelli (!): il livello basso da dove si entra, sede dei vecchi box e della vecchia pit lane, il livello medio sede delle hospitality dei team ed il livello F1 sede delle nuove strutture. E’ possibile andare su e giù grazie a varie rampe e scale, ne vale la pena: dal paddock F1 è possibile osservare tutto l’Eau Rouge, il rettifilo principale e la staccata della Source dopo il traguardo. Inoltre vi è un ristorante con all’interno un negozio di modellini e abbigliamento davvero ben fornito. Tutto è sempre molto ordinato ed amichevole. Definirei l’atmosfera piacevole e rilassante, la definisco rilassante anche per via degli spettatori (55.000 nel 2015!), li non trovate “tifosi” o tamarri di vario genere o rincoglioniti che vanno solo per far casino…(in Belgio in realtà la gente che fa casino non è tollerata moltissimo e la polizia non si fa tanti problemi a creare problemi a chi rompe i pistoni al prossimo…), li trovate appassionati di livello medio-alto, famiglie intere, molto giovani e molte ragazze appassionate di auto arrivate a loro volta a bordo di mezzi dotati di una discreta cavalleria (non stupitevi di vedere ragazzette di 19-20 anni a bordo di Golf GTI).

Il pubblico è un mix di varie nazionalità: trovate tantissimi olandesi, francesi, inglesi, tedeschi ed ovviamente tantissimi locali! Il GP è anche un occasione per mostrare la propria vettura e girare in pista nei giorni seguenti (dato che usualmente il gestore apre alle prove libere dopo il GP), non stupitevi di trovare nei parcheggi delle vere e proprio “auto da pista” omologate: il numero di Audi RS5, Audi RS4, Mercedes AMG, BMW M supererà ogni fantasia…Come anche quello di Porsche GT3 omologate strada o solo pista. Ripeto: siamo lontanissimi dall’Italia, e non solo a livello geografico. Mentre da noi ad andar in pista in auto sono solo i “benestanti” con qualche capello bianco…Li troverete di tutto: dal capitano di industria su Ferrari, al ragazzino di 20 anni sulla BMW M3 bombardata all’ennesima potenza comprata usata! Io con i miei 235cv sono uno dei meno “dotati”, sembra strano a dirsi ma è così!  La passione per il motorsport supera la voglia di apparire (mentre da noi la voglia di apparire supera ogni cosa…Anche il valore del denaro stesso talvolta).

Il biglietto dal costo di 35 euro vale per tutto il per week end e da accesso ad ogni prato e tribuna del circuito paddock compreso, con tanto di pit-walk negli orari prestabiliti! Dicevamo da accesso a tutte le zone a patto di avere buona gamba…Le distanze sono enormi, per spostarvi da Les Combes alla fine del rettifilo del Kemmel sino all’Eau Rouge (dove inizia il Kemmel) ci vogliono 20 minuti buoni…20 minuti che diventano anche 25 il giorno delle gara dato che la gente riempie ogni postazione! Se poi dal Kemmel volete raggiungere il paddock F1 armatevi di pazienza, cibo ed acqua…La traversata è tosta. Spa è un circuito old school…E’ come un dinosauro che vive in uno zoo: troppo grande!

IMG_1899Vi sconsiglio di mangiare il cibo venduto in circuito…Non perchè sia pessimo (anzi è molto buono!) ma solo perchè non è assolutamente digeribile per “noi”. Troverete solo patatine fritte condite con tonnellate di salse di vario genere e carne arrostita, carne fritta, carne arrosto/fritta condita con crauti…In Vallonia si mangia quasi solo ed esclusivamente carne in strada, è il loro “street food” oppure patatine fritte, se poi ci mettete anche che sono tra i maggiori produttori e consumatori di cioccolato al mondo avrete un quadretto completo della situazione! Avete presente il mangiar sano e leggero che i medici ci consigliano? Ecco da quelle parti questi consigli evidentemente non sono arrivati dato che persino i bambini di 4-5 anni mangiano carne a non finire…Bambini di 4-5 anni che sono alti come bimbi di 8-9 e già larghi come piccoli armadi. Mi sa che se da quelle parti dite di essere vegano o vegetariano vi espellono dal Paese! Togliendo le battute e tornando alla realtà, io vi consiglio di mangiare sempre presso i ristoranti durante la trasferta e di andar al supermercato a fare la spesa prima di andare in circuito, insomma preparatevi voi dei panini (vi consiglio il salame locale, molto dolce e gustoso!). I prezzi dei generi alimentari sono simili ai nostri a differenza della pasta che li costa anche il doppio. Il costo dalla benzina è di 1.5 euro, quindi anche qui siamo a livello dei prezzi italiani. Rimanendo in tema di carburante, i distributori self-service accettano solo carte di credito, non hanno la fessura per i contanti quindi organizzatevi con carta di credito e non dimenticate il codice pin.

Il Kemmel non è adornato da tribune, ma solo da un bel prato, vi consiglio di stare in piedi e guardare in basso oltre la pista, vi suggerisco di guardare verso gli alberi giù nella vallata…Se fate attenzione, nel tardo pomeriggio durante le prove o la gara (che inizia alle 14.30 per finire alle 20.20), vedrete passare tra i tronchi delle luci…Sono le auto che tornano verso il rettifilo principale dopo aver attraversato la zona più boscosa: è uno spettacolo stupendo! Infatti le auto dopo aver affrontato la variante di Les Combes vanno “giù” dentro la vallata per affrontare un tratto molto tortuoso che si conclude con la curva Stavelot.

IMG_1814Se andate al mattino in circuito vi potrebbe capitare di assistere ad un altro spettacolo,questa volta offerto dalla natura: la nebbia che avvolge le Ardenne lasciando intravedere solo le punte degli alberi…In questo caso vedrete, come successo a me, i fari delle vetture “bucare” la foschia (vedi foto)…Molto coreografico, molto vintage, molto romantico se vogliamo.

Se decidete di andare vi consiglio di visitare la città di Spa. Rispetto alle altre cittadine locali è decisamente più caotica e movimentata, è un luogo termale pieno di hotel, attività commerciali (da non perdere i negozi che vendono cioccolato!) ed è sede di un bel casinò! Il tenore di vita è piuttosto elevato perchè Spa è meta di vacanza per gente piuttosto facoltosa in arrivo dall’Olanda e dalla Germania oltre che dal Belgio.

Il viaggio partendo da Imola (Bologna) è molto semplice: si passa o dalla Svizzera o dall’Austria, si attraversa la Germania in direzione Lussemburgo e si entra in Belgio dal nord della Germania. Il viaggio è si semplice a livello di navigazione, ma decisamente denso di incognite: una su tutte il meteo! Quest’anno ho trovato il Brennero (quindi direzione Austria) completamente innevato con la Polizia che stava per chiudere l’autostrada, fortunatamente sono passato prima del provvedimento! Nella Germania del nord il clima diventa quasi atlantico, non è raro imbattersi in violentissimi temporali (che fortunatamente durano poco). Una volta entrati in Belgio (se tutto è andato per il meglio in serata) non stupitevi di trovare una leggera ma fitta pioggia ad accogliervi…In Vallonia piove in maniera regolare quasi tutti i giorni tra Aprile e Maggio…Sono piogge brevi, leggere, ma fitte come foschia e MOLTO MOLTO pericolose! A tal proposito durante le prove libere della 6h c’è stato un brutto incidente appunto a causa della pioggia/foschia: una Toyota TS040 ha tamponato a 285km/h un Audi R18 E-Tron che procedeva a circa 100km/h immersa nella pioggia…Il pilota della Toyota ha riportato una frattura vertebrale e si riprenderà entro qualche settimana.

I paesini della Vallonia alla sera sono scarsamente illuminati e pieni di rotonde con marciapiedi a “dente” che servono a proteggere i pedoni. Complice la scarsa luminosità, la pioggia fitta ed i “denti” andare a sbattere è davvero facile! Inoltre ATTENZIONE a certe strade statali in prossimità di piccoli centri abitati, per indurvi a rallentare loro non usano i dossi artificiali ma degli ostacoli in cemento posizionati in mezzo alla strada. In pratica voi dovrete fare uno slalom (tipo sci) tra questi ostacoli, se non ci riuscite vi schiantate…Attenzione anche gli automobilisti locali che giorno e notte, asciutto e bagnato corrono come dannati nelle statali. I velox fissi sono quasi assenti, ma ATTENZIONE la Polizia si nasconde dietro i cartelloni pubblicitari e vi punta con il telelaser per poi fermarvi e multarvi. In Belgio è in corso un aspra battaglia per la riduzione del numero di incidenti causati dall’eccesso di velocità. Le autostrade (gratuite!) sono completamente illuminate e poco frequentate ma poco servite da stazioni di servizio quindi, fate bene i vostri calcoli con il carburante.

In Belgio si parlano tre lingue: olandese, tedesco e francese. In Vallonia, la regione dove ha sede Spa, si parla solamente in francese tuttavia se vi spostate verso le grandi città dell’ovest il vostro francese non vi servirà veramente a nulla…Li parlano olandese e tedesco e non capiscono i francofoni (e/o fanno finta di non capirli…). Comunque l’inglese è parlato e capito praticamente da tutti (ora si, siamo super-veramente-incredibilmente lontani dall’Italia) quindi non avrete tanti problemi! La gente in Vallonia è molto cordiale (al contrario nelle Fiandre, la regione ad ovest, è più chiusa) e molto discreta e mi ha ricordato molto gli olandesi del nord che ti salutano se ti incrociano per strada anche se non ti conoscono (provate a fare una cosa del genere da noi e vi beccherete un “caz…vuoi?”). Lo sport nazionale è il ciclismo, ovunque troverete negozi di ciclismo, ciclisti, piste ciclabili e bici supertecnologiche! In generale in quella parte dell’Europa la vita scorre serena e lenta, non esiste la moda dell’aperitivo (che è tipica dei popoli più latini) ed i week end sono riservati ai parenti ed agli amici. La pratica delle discipline sportive è quasi “legge” e se il ciclismo è una religione imperante, non sono da meno le escursioni nei boschi che, complice una natura a tratti veramente selvaggia, sono molto praticate.

Personalmente avendo un carattere chiuso ed essendo di natura una persona ordinata e disciplinata e praticante di ogni genere di sport mi sono trovato molto bene e sicuramente tornerò anche nel 2016! Se invece siete persone che non possono fare a meno dell’aperitivo, della discoteca e del casino in genere allora, DECISAMENTE, quei posti non fanno per voi e ve li sconsiglio!

Prossimo racconto Assen, Olanda dove sono stato per seguire la WSBK nel 2011, 2012 e 2013…Sempre, rigorosamente, in auto!

A presto amici!

SEGUI ATTRAVERSO FACEBOOK LA MIA PAGINA UFFICIALE CLICCANDO QUI!

SEGUI IL MIO SITO THERACEMODE.COM SU FACEBOOK CLICCANDO QUI!

SONO ANCHE SU INSTAGRAM: MARCOMELI_RACEWRITER

mail personale: marcomeli.mbrcom@gmail.com

 

 

 

COME LA HONDA NSR250 E LUCA CADALORA MI…CAMBIARONO LA VITA!

cadalora my storyLa mia vita è cambiata quanto ho visto in tv la Honda NSR250 di Luca Cadalora! Avevo circa 14 anni ed in realtà non sapevo che quello che stavo guardando mi avrebbe portato ad essere quello che sono ora…Ma andiamo con ordine!

Era una noiosa domenica mattina quando non sapendo cosa fare accesi la tv, la RAI trasmetteva una gara di moto. Premetto che prima di allora delle moto non mi fregava proprio nulla…Nella mia famiglia nessuno andava in moto, neppure si parlava di motociclismo! Le immagini mostravano la bellissima Honda NSR250 in livrea Rothmans di Luca Cadalora affrontare una piega, tutto molto noioso pensai…Sino a quando un particolare attirò la mia attenzione più di qualsiasi altra cosa: il forcellone monobraccio!

Infatti non riuscivo a capire come potesse sostnere la ruota da un lato solo! Iniziai a guardare con più attenzione la gara per notare alcuni dettagli tecnici ma capii ben poco…Tuttavia mi ripromisi di guardare altre gare, e cosi fecì! Mentre guardavo Cadalora e la sua “strana” Honda correre mi appassionai sempre di più anche al lato agonistico dello sport, tuttavia il dubbio del forcellone monobraccio rimaneva per me un mistero tipo i misteri di Fatima…Decisi di andare a fondo con la questione! Internet a quel tempo non c’era, in casa mia nessuno capiva un accidente di moto, decisi che la risposta alle mie domande era in edicola! Non perchè l’edicolante fosse un esperto di tecnica, ma perchè vendeva le riviste! Acquistai per la prima volta Moto Sprint perchè ritraeva la Honda in copertina ed iniziai a leggere. Divenni un lettore di robe motociclistiche, ma l’idea di andare in moto ancora non mi stuzzicava perchè mi sembrava una cosa pericolosa…Tuttavia una domenica, ormai sempre incollato alla TV, decisi di provare questa cosa di “andare in moto” e qualche mese più tardi comprai una Aprilia AF-1 Futura Replica 50 usata. Perchè? Perchè mi piaceva moltissimo, poi Aprilia correva quindi per me era una cosa figa avere una moto che corre e, non ultimo, aveva il mio adorato forcellone monobraccio!!

Ah,piccola parentesi su questa moto, il precedente proprietario l’aveva elaborata oltre ogni limite: cambio rovesciato a 5 rapporti, kit 80cc, completo arrow, carburatore grosso come una casa…Mancava l’avviamento elettrico, se scendeva sotto i 4000 giri di spegneva! Fu una grande scuola per me!

Più leggevo le riviste e più mi piaceva leggerle! Raccontavano di posti fighi, mostravano foto di moto, interviste a piloti…Più o meno a 15 anni decisi che da “grande” avrei fatto il giornalista di moto e…15 anni dopo ci sono riuscito.

Curiosamente, mentre tutte le Case in quel periodo vendevano delle repliche delle moto usate in corsa (come non ricordare la Suzuki RGV 250 livrea Pepsi? O la Yamaha TZR125 Marlboro Red Rocket? O l’Aprilia RS125 Chesterfield Biaggi Replica?), Honda non mise mai in commercio una Honda NSR125 Rothmans, addirittura la versione stradale della Honda NSR250 in livrea Rothmans (che esiste…) non venne mai neppure importata in Italia (decisione discutibile dato che le Suzuki 250 si vendevano come il pane!!).

THERACEMODE.COM A FAVORE DEL NEPAL:ALL’ASTA SU EBAY SAPONETTA FIRMATA DA CARLOS CHECA.

saponetta checa 7TheRaceMode.com ha deciso di mettere all’asta, dalla collezione personale del suo fondatore Marco Meli, una saponetta firmata da Carlos Checa durante la stagione WSBK 2012. Il ricavato andrà totalmente versato in beneficenza a favore delle popolazioni colpite dal terrificante sisma in Nepal.

Marco Meli: “quanto accaduto in Nepal è una tragedia che ci colpisce tutti come umanità, come abitanti del Pianeta Terra. E’ un occasione per unirsi, abbattendo ogni differenza culturale, di razza, di lingua e di religione e reagire come uomini al dramma che ha colpito una delle regioni più belle e delicate al mondo. Ho deciso di mettere all’asta la saponetta di Carlos Checa dalla mia collezione personale per cercare, nel mio piccolo, di aiutare a livello economico quella gente che ha perso tutto in quei pochi drammatici istanti. Mi è stata consegnata da Carlos durante la stagione 2012, in quel periodo seguivo da giornalista accreditato il mondiale riservato alle derivate”.

Per partecipare all’asta su Ebay Cliccare QUI.

 

1 22 23 24