LA DUCATI DI ROSSI AVREBBE TRITURATO ANCHE LORENZO (MA NON STONER). ECCO PERCHE’.

rossi ducatiOggi un lettore, attraverso la pagina Facebook di TheRaceMode.com, mi ha posto un quesito molto interessante ed attuale, una domanda che mi ha spinto a fare una riflessione, da quella riflessione nasce questo articolo.

Jorge Lorenzo ha di recente dichiarato di essere stato vicino a Ducati ben prima che arrivasse a Borgo Panigale Valentino Rossi, a Bologna infatti lo volevano per sostituire Casey Stoner.

E se Lorenzo fosse andato prima di Rossi? Avrebbe vinto? Avrebbe avuto le medesime difficoltà di Valentino? La risposta a mio modo di vedere è:

No, non avrebbe vinto.

Si, avrebbe avuto le stesse difficoltà.

Questo perchè se da un lato Rossi eredita una Desmosedici in grado di vincere delle gare (ma non il campionato), dall’altro lato il Dottore eredita una situazione tecnica ed umana decisamente precaria. La moto non va, o meglio, va solo nelle mani di Casey Stoner e questo tende ad ingannare probabilmente anche i manager Ducati che si spingono alla facile equazione:

se con Stoner abbiamo vinto, con Rossi stravinceremo ed in più grazie al Dottore venderemo anche più moto.

Nella realtà il talento fuori dal normale di Stoner ha coperto i problemi della moto e ha ingannato tutti, addetti ai lavori e no.

Dicevamo. Rossi eredita una moto impossibile non solo da guidare, ma anche da capire (se sei bravo magari ci metti del tempo alla fine guidi, si tratta solo di capire…Ma se una moto non la capisci non c’è neppure verso di guidarla. Se andate in pista, capirete di cosa sto parlando) e vani sono i tentativi di rivoluzionarla per cucirsela addosso. Quei tentativi sono vani perchè il reparto corse è disorganizzato, ci sono ottimi tecnici ed ingegneri ma poca comunicazione tra i reparti (lo stesso Gigi Dall’Igna, al suo arrivo a Borgo Panigale, fece notare la mancanza di coordinazione) e questo porta a perdere tempo, porta a sviluppare idee sbagliate e come conseguenza porta allo sconforto prima, alla delusione dopo, e nello sport quando perdi fiducia nel team (o nella squadra) è finita. E’ finita perchè iniziano a rimbalzare le colpe ed i toni si fanno più duri, aspri ed infine cupi…Quando è così nel calcio si cambia l’allenatore, in quel caso a farne le spese fu Filippo Preziosi (a mio parere ingiustamente).

Lorenzo avrebbe cambiato la situazione? Assolutamente no! Anzi, se è possibile, Jorge avrebbe fatto anche peggio. JL99 è un pilota veloce, anzi molto veloce, ma è un pilota che deve essere messo in condizioni di vincere (come tutti i piloti, escluso Stoner, Rossi compreso). E’ un pilota che ha bisogno di dialogare con tecnici ed ingegneri per progredire perchè, di base, è un metodico (per questo si trova bene con Dall’Igna, un ingegnere a sua volta che ha bisogno di dialogare con i propri piloti). Jorge, non dimentichiamolo, è un pilota emotivo che tende a sentire l’emotività che lo circonda per definire se stesso all’interno di un gruppo (anche Iannone ha ammesso di essere andato via da Ducati perchè non credevano più lui, mentre in Suzuki si ritrova al centro di un progetto).

Concludendo amici lettori, in quel periodo Ducati avrebbe triturato qualsiasi pilota.

Perchè avrebbe triturato tutti ma non Stoner? Semplice, perche Casey anche se i detrattori dicono il contrario, è un pilota mentalmente molto solido che non si fa influenzare dalle situazioni esterne perchè lui si “limita” a guidare…

Al contrario di Valentino, e questo è il pregio più grande di Stoner, non è un personaggio mediatico…E’ semplicemente un pilota di moto pagato per andare in moto.

Per citare Livio Suppo, che portò prima Stoner in Ducati e poi in Honda dalla Ducati:

a Casey interessa solo guidare, il resto per lui sono solo cazzate.

In questa frase c’è il segreto per domare la Ducati Desmosedici: devi guidarla con la mente libera.

QUANDO ROSSI E’ IN DIFFICOLTA’, NON SE NE PARLA (MA DI LORENZO SI).

lorenzo ducati valencia 393Lo avrete notato anche voi anche perchè, onestamente, è impossibile non farci caso: quando Valentino Rossi vince se ne parla per giorni, spesso settimane se tra una gara e l’altra c’è una piccola pausa. Su Facebook si trovano addirittura siti che sponsorizzano le notizie (quindi pagano per aver maggior visibilità) con i soliti titoli ad effetto…Nessun pilota è osannato a tal punto nel motorsport e quando questo avviene non è mai un buon segno, in genere la mancanza di equilibrio nel giudizio non è mai un buon segno amici lettori.

Al contrario quando il Dottore è difficoltà, come è successo nei winter test, praticamente nessuno ne parla. Anzi, alcuni quotidiani, hanno scelto di non parlare neppure dei test se non tramite trafiletti.

Allora, se il compito di un media è raccontare le notizie allora dovrebbe farlo sempre e comunque indipendentemente dal soggetto, e nel raccontare la notizia dovrebbero essere imparziali e senza un opinione. Mi rendo conto che è umano essere di parte, mi rendo conto che è difficile lasciare da parte le emozioni…Tuttavia tra un estremo e l’altro c’è sempre una terra di mezzo che andrebbe esplorata con più attenzione perchè è proprio li che si nasconde la saggezza e la tolleranza verso uomini e situazioni.

Valentino Rossi ha effettuato dei winter test disastrosi, usiamo le parole giuste, lui stesso ha ammesso di aver difficoltà nel trovare il giusto set up e, dati i risultati brillanti di Vinales, non può di certo dare la colpa alla moto perchè, è evidente, la M1 va. Va anche meglio di Honda e Ducati.

E’ sbagliato, anzi sbagliatissimo, dare Rossi per finito dopo dei test sottotono (personalmente sono convinto che si sia nascosto, ma è una mia opinione), ma è corretto raccontare ed approfondire la realtà che vede un Valentino molto indietro rispetto a Vinales in maniera quasi del tutto inaspettata.

Invece, amici lettori, piuttosto che parlare delle difficoltà di Rossi i media (più o meno generici) e certi siti alla ricerca di click facili si sono accaniti contro Jorge Lorenzo. Si sono accaniti quando Jorge ha avuto difficoltà e si sono “dimenticati” di raccontare invece quando JL99 viaggiava nelle parti alte della classifica.

E’ mia impressione oppure è meglio speculare su Lorenzo piuttosto che raccontare di un Rossi in difficoltà?

Vogliamo scommettere che alla prima vittoria di Valentino si tornerà a parlare del Dottore usando paragoni con Lorenzo?

Vogliamo scommettere che dopo la prima vittoria di Vinales si parlerà male di Lorenzo e si tenderà a minimizzare la sconfitta di Rossi?

Ricordate l’anno scorso il GP bagnato del Sachsenring dove Rossi sbagliò piuttosto clamorosamente il timing per il cambio moto ignorando a più riprese la pit board del suo team che lo invitava ad entrare? Un errore non da pilota esperto. Un errore da pilota sotto pressione che nel momento chiave ha sbagliato decisione (anche Rossi è umano e anche lui sotto pressione sbaglia, vedi Sepang 2015 e vedi Valencia 2007 dove ha perso, di fatto, due titoli iridati).

Avete trovato un sito o un media che ha dato la colpa a Valentino?

Che Rossi faccia bene alla MotoGP è evidente, è un pilota conosciuto ed ancora molto amato dai fans nonostante da tanti anni vinca meno di Marquez e Lorenzo, tuttavia è altresì evidente come spesso la realtà venga non dico deformata (sarebbe gravissimo) ma sicuramente non raccontata del tutto.

In questi anni tutti noi ci siamo indignati davanti alle mezze verità raccontate per indirizzare il nostro pensiero vero? Ecco noi tutti ci dovremmo indignare sempre quando questo accade, e non quando ci fa comodo credere ad alcune cose piuttosto che ad altre.

Il motomondiale edizione 2017 sta per iniziare e sono sicuro sarà una stagione incerta e spettacolare sino alla fine, dobbiamo solo godercela evitando di fare il tifo per qualcuno ed evitando assolutamente di fare il tifo contro! Che vinca Rossi o Lorenzo o Vinales o Marquez poco importa e francamente il vincitore nel motociclismo è relativo, anche perchè dopo di lui ci saranno altri campioni, altri campionati…Riassumere lo spettacolo dello sport ad un solo atleta è riduttivo e, francamente, anche stupido secondo la mia opinione.

Buona MotoGP a tutti!

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LORENZO: “MEREGALLI ERA DALLA PARTE DI ROSSI” (JORGE, CREDIMI, SI ERA CAPITO!)

lorenzo motogp 2017 ducati 2728Jorge Lorenzo ha recentemente dichiarato, attraverso un quotidiano spagnolo, che il team manager Yamaha in MotoGP Meregalli è sempre stato dalla parte di Valentino Rossi durante gli anni del binomio 99/46.

Ora, amici lettori, le parole di Lorenzo non arrivano certamente come un fulmine a ciel sereno…Si era capito che Meregalli non dico facesse il tifo (tifo è sicuramente una parola esagerata) per Rossi, ma che sicuramente lo preferiva a Jorge. Chiamatelo nazionalismo, chiamatela simpatica, chiamatela come volete ma era evidente.

Le inquadrature tv mostravano tratti del viso tesi quando Jorge era in testa, e quasi nessuna emozione a seguito delle cadute del pilota spagnolo.

Non voglio certamente criticare Meregalli (quando correva in WSS con la Yamaha Thundercat facevo il tifo anche per lui!), ma sicuramente il suo cuore pendeva dalla parte di Tavullia anche se il suo ruolo all’interno di Yamaha dovrebbe non farsi influenzare dai sentimenti personali (so che è difficile…Ma qui sta la differenza tra essere professionista e non esserlo. Il professionista deve e sa controllare le proprie emozioni e lascia a casa i sentimenti).

Sicuramente le polemiche innescate da Valentino a fine 2015 (nel tentativo, secondo me, di mettere pressione psicologica a Lorenzo e Marquez ma con il solo risultato di mettere pressione a se stesso) hanno diviso il box che unito, in verità, non è mai stato dato che Valentino accolse Jorge con un bel muro (e qui la colpa è anche di chi gli ha fatto issare il muro dato che dubito che Rossi se lo sia portato da casa…Ma questa è un altra storia. Anzi storiaccia).

Stare insieme a Rossi non è facile. Valentino è un personaggio dall’incredibile potere mediatico in grado di attirare la ragione su di se anche quando ha torto. E’ un personaggio che nel tempo ha saputo farsi voler bene e che ha dato tanto alla MotoGP in termini di visibilità, incassando decine e decine di milioni in cambio.

 

 

 

MALEDETTO ARNESE VERDE! (CRONACA DI UNA MOTO IMBATTIBILE)

17156100_1270988559654052_8977508291292054055_nSe fosse rossa e con la scritta 916 staremmo a scrivere fiumi di parole tra elogi e frasi mirabolanti, invece è verde, si chiama ZX-10RR e non ne parla nessuno…

Ed è un gran peccato.

E’ un peccato perchè questo coso verde fa forte. No, mi correggo. Va maledettamente forte.

E questo fa girare le palle un pochino a noi che crediamo nella fede di Borgo Panigale e preghiamo ogni sera nostro Signore Casey Stoner, vero?

Era dai tempi della già citata Ducati 916 che una moto in superbike non dominava così facilmente in prova ed in gara.

E attenzione, Rea va per il 4° mondiale della ZX-10RR…Non siamo poi tanto distanti dai numeri della 916 che ha vinto 4 titoli piloti (3 con Fogarty e uno con Corser, poi si chiamerà 996 ed infine 998) tra il 1994 ed il 1998.

E attenzione amici lettori, vi faccio notare che Sykes di titoli ne ha persi 2 con la Ninja: quello per mezzo punto contro Biaggi (che Rea, con il senno di poi avrebbe forse vinto) e quello perso in Qatar contro Guintoli (e questo, senza senno di poi, Rea lo avrebbe vinto perchè decisamente più freddo, lucido e concreto rispetto a Sykes che nei momenti caldi tende a perdere lucidità e, forse, anche coraggio).

La ZX-10RR non impenna. Non si intraversa in ingresso. Non si intraversa in uscita. Raggiunge la corda come fosse su un binario. Ha tanti di quei cavalli che se si corresse a Monza farebbe registrare la top speed assoluta per quanto riguarda la WSBK.

La ZX-10RR è talmente perfetta che per la prima volta nella storia mi piace una Kawasaki!

La mia speranza (ed aspettativa) è che la supremazia della Ninja sia da stimolo agli altri costruttori per creare moto più competitive investendo più denaro e risorse in Superbike (vero Honda e Ducati?!). La ZX-10RR non deve essere un limite alla WSBK, deve rappresentare una base di partenza per ricostruire una categoria che deve vivere di moto di serie spinte al limite della elaborazione e della tecnologia.

Prima ho detto che mi piace una Kawasaki per la prima volta nella storia…Ed è vero! Salvo poi andare in concessionaria, vederla con fanali e frecce ed esclamare…

Prendo l’Aprilia RSV4F, è meglio!

Scritto da Marco Meli

AUGURO A ROSSI TANTA VELOCITA’. MENTRE A CERTI GIORNALISTI DI PARLARE MENO.

rossi 2016 839Prima di essere preso per un “anti” Valentino specifico che io non sono “anti” nessun pilota…Semmai sono “anti” alcuni giornalisti che a volte pensano di poter parlare e descrivere il nostro sport come fosse una partita di calcio allo stadio, ovvero urlando e sbraitando.

Il nostro sport, il motociclismo, è uno sport nobile e che va rispettato…Qui si non si prende a calci un pallone su un morbido manto erboso, qui si vince, si perde, si vive e talvolta si muore…

Nel motociclismo accetto, anzi mi piace proprio, il sarcasmo, la presa in giro che sempre ci deve essere, accetto l’arroganza, accetto il litigio in pista e fuori…Accetto tutto questo a patto che a farlo siano solo i piloti, e non chi racconta le loro gesta prendendo le parti di qualcuno nel tentativo di portare la ragione dalla parte nel proprio lato come accaduto dopo i fatti di Sepang 2015.

A Sepang Rossi e Marquez avevano qualcosa di molto chiaro da “dirsi” ed hanno usato la pista per regolare un conto che durava da diversi mesi, un conto aperto dallo stesso Dottore in Argentina. Fine. Punto. Quello che hanno raccontato giornali e siti dopo i fatti di Sepang è stato triste, irreale e irrispettoso verso piloti, appassionati e lo sport del motociclismo.

Valentino non ha brillato nei test invernali e mi spiace, mi spiace perchè un grande campione dovrebbe poter combattere sempre al massimo e dovrebbe potersi ritirare da eroe. Io amo il motociclismo e vedere un Valentino così indietro, così in difficoltà non mi piace, per questo invito tutti i fans a rispettarlo in attesa che il campionato chiarisca il suo reale stato di forma. Non si aggredisce il leone ferito, per questo accetto poco e nulla chi, a turno, prende in giro i piloti che cadono o sono in difficoltà.

In definitiva auguro a Valentino tanta velocità, e chiedo a certi giornalisti di parlare meno e con più rispetto perchè il motociclismo non può fare a meno dei piloti, ma non può benissimo fare a meno di alcuni giornalisti.

CASO ROSSI: SE ERA LORENZO SI PARLAVA GIA’ DI CRISI E DEBOLEZZA PSICOLOGICA.

rossi motogp 2017 839292I test invernali di Valentino Rossi sono, onestamente, non decifrabili. Il 9 volte campione del mondo è sempre, e sottolineo sempre, apparso in difficoltà non solo rispetto ai rivali ma anche, e sopratutto, verso il proprio compagno di team Vinales.

Il confronto prestazionale tra Maverick e Valentino è a dir poco imbarazzante…

Da un lato il campionissimo che dovrebbe conoscere alla perfezione la Yamaha M1 che parla di scarso feeling e problemi di set up di vario natura, dall’altro lato del box il novellino appena arrivato ad Iwata che già detta legge e porta a spasso la M1 come un cucciolo al guinzaglio.

Se quella di Rossi non è pretattica a livello spinto (quasi da bluff politico) allora è giusto e doveroso parlare di crisi per Valentino.

Eppure amici lettori nessun sito e nessun giornale ha usato la parola crisi per descrivere un Valentino in questo momento in evidente difficoltà prestazionale e tecnica (se fosse secondo dietro Vinales parlerei di sofferenza prestazionale, ma dato che lo stesso Dottore parla anche di problemi di set up parlo di crisi tecnica).

Se fosse andato Jorge Lorenzo in crisi i titoli si sprecherebbero verso e contro JL99, al contrario lo spagnolo con calma ed intelligenza e poca pressione sta prendendo le misure alla GP17 senza strafare, senza parlare e senza cercare il giro shock a tutti i costi e questo non viene raccontato…

ci troviamo davanti ad un pilota, unico nella storia di Ducati dopo Stoner, a non subire la Desmosedici anzi…Eppure chi parla di Jorge a livello nazionale?

Lo stesso Vinales, lo avevo fatto notare diverse settimane fa, è stato a lungo neppure raccontato dalla nostra stampa (non dico bistrattato, dico addirittura non raccontato).

Non voglio alimentare polemiche, auguro a Rossi di riprendersi da qui all’inizio del campionato perchè non vorrei finisse la sua carriera prendendo paga da uno appena arrivato ad Iwata…Non sarebbe degno di un grande campione che è una leggenda.

Dicevo non voglio alimentare polemiche ma voglio “rimproverare” a mio modo giornalisti, siti e giornali che per troppi anni hanno esaltato ed allo stesso tempo denigrato piloti che stavano cercando semplicemente di fare il proprio mestiere al meglio:

battere il proprio avversario.

In ultima battuta un pensiero a tutti i tifosi ultrà del Dottore che diranno, sino allo sfinimento che il migliore è sempre lui ecc…9 titoli ecc…

Il migliore è chi vince, e questo vale per tutti gli sport.

Avete presente quella frase che francamente non ho mai capito “l’importante è partecipare”?

Detto tra noi: mi è sempre sembrata una gran ca…volat

 

 

EDITORIALE: DATE IL TITOLO A REA CHE FACCIAMO PRIMA!

wsbk rea 2017 93924 vittorie su 4 gare disputate. 2 superpole su 2 superpole disputate. 30 punti di vantaggio sul 2° in classifica, 38 punti sul 3°. 2 campionati vinti su 2 da quando è in sella alla Kawasaki ZX-10RR.

Indovinate di chi sto parlando amici?

Poche cose nel motorsport sono quasi sicure, una di queste è che su Rea bisogna sempre puntare dei soldi per la vittoria finale, magari incassate poco…Ma sicuro incassate!

Il campione del mondo in carica in Tailandia ha rifilato una paga ai suoi avversari che neppure Rossi quando guidavo l’astronave Honda RC211V…Mentre lui andava a spasso allegramente per le curve della Tailandia dietro, più o meno, succedeva di tutto!

Piloti a terra, piloti lunghi, bandiera rosse, gialle…Tutte cose che Rea, essendo davanti non deve neppure aver visto!

Altro che l’inversione dei primi per aumentare lo show, qui bisogna far partire Rea ultimo e forse (e dico forse…) il n°1 della Kawasaki avrebbe qualche difficoltà a vincere (ma ripeto, forse…).

La superiorità del binomio Rea/Kawasaki ZX-10RR è imbarazzante non solo per risultati, ma anche per quanto riguarda la guida. L’irlandese va letteralmente a spasso mentre gli altri si impiccano per stargli dietro, ha così tanto margine che potrebbe vincere, secondo me, con 20 secondi di distacco se lo volesse.

Nulla da dire amici appassionati, vittorie meritate. Vittorie nette. Vittorie da parte di un pilota che a mio parere non avrebbe assolutamente sfigurato in MotoGP se qualcuno si fosse degnato di dargli una moto (e vi faccio notare che, provenienti dalla WSBK, in MotoGP hanno corso Baz e Laverty…Due piloti che io giudico inferiori a Rea in quanto a talento e capacità di adattamento). Quindi nessuno dovrebbe lamentarsi…Certo manca la spettacolo, ok. Ma non è colpa di Rea e della Kawasaki se Ducati corre ancora con il V2 e se la Honda è riuscita a peggiore il CBR1000RR, no?

Le dichiarazioni del pilota Kawasaki dopo la Race 2 del Buriram ci hanno semplicemente detto una cosa che sappiamo già:

“ho corso qui in Tailandia con un set up similare a quello che abbiamo usato a Phillip Island. Ci sono diverse aree dove possiamo ancora migliorare e lo faremo a partire dai prossimi gran premi”.

Cosa ha detto Johnny? Che ci sono margini di miglioramento?

Date il titolo al simpatico irlandese che facciamo prima!

Piccolo pensiero personale e fatemi sapere se siete in accordo:

Se Rea avesse lascito la Honda prima, oggi i titoli da contare nella sua bacheca sarebbero già 3, magari 4. Cosa ne pensate?

GLI DEI DEL MOTOCICLISMO NON HANNO PIETA’. CIAO ANTHONY.

17190660_1450585164986441_4276162024980844633_nUna volta, neppure tanto tempo fa, ero in auto fermo ad un semaforo con un mio amico ed un tizio accanto a me, mi pare avesse una Golf, decide di capire se il Quadrifoglio Verde sul mio passaruota fosse vero o finto…Sfortunatamente per lui, era vero. Dopo pochi secondi (che sembrano minuti) di ordinaria follia ci siamo salutati e quasi “ringraziati” per esserci regalati una scarica di adrenalina del tutto inaspettata in una serata altrimenti noiosa (ironia, tutti e due stavano andando presso il ristorante America Graffiti presso il circuito di Imola, cittadina dove vivo).

Il mio amico, poco avvezzo a determinate scene, si è leggermente spaventato (per non dire che si è cagato addosso!) e tra lo spaventato ed il nervoso mi ha chiesto se fossi scemo a fare certe cose stupide, mi ha anche chiesto se non avessi paura di morire, fare un incidente, farmi male ecc…

Io ho risposto: certo che ho paura, è normale avere paura quando si fanno certe cavolate, è la paura che ti evita di andare oltre…Ma è anche vero che mi piace farlo, mi piace provare certi brividi, mi piace la velocità e se il prezzo di tutto questo è il rischio di farsi male o di morire allora quel prezzo lo pago volentieri.

Non è questione di coraggio o voglia di fare il duro, è semplice fare una cosa che ti diverte e ti diverte sino in fondo. Forse da fuori sembra mero esibizionismo, questo perchè lo spirito del “racer” è difficile da comprendere se non sei un racer a tua volta e non puoi neppure spiegarlo perchè tanto…

Tanto non lo capirebbero.

In tanti inseguono la sicurezza come fosse la via dell’immortalità, ma è una pura illusione e secondo me, scusate la durezza, è sprecare il tempo che divide l’inizio dalla fine. Ma questo discorso lo capisci solo quando diventi consapevole della fine come inevitabile, ed è un momento di grande maturità e di passaggio verso la consapevolezza di esistere. Questo è, in definitiva, il messaggio del film Point Break: esistere attraverso la consapevolezza. Infatti, non casualmente, la parola Bodhi che da il nome al personaggio principale vuol dire “illuminato”. Il nome completo del personaggio, lo dice la ragazza del gruppo, è Bodhisattva che vuol dire “essere illuminato”.

I piloti di professione sanno di poter morire, lo sanno perchè hanno visto amici e colleghi perdere la vita in pista ma, pur provando sensazioni contrastanti, alla fine fanno avanti in nome della sincerità che provano verso loro stessi ed in nome del rispetto che tutti noi racer dobbiamo avere verso gli Dei del motociclismo…

Rispetto e timore perchè gli Dei del motociclismo ci danno tanto, ma ci tolgono anche tanto.

Sono senza pietà.

Ciao Anthony.

(Anthony Delhalle, pluricampione del mondo endurance, ha perso la vita durante una giornata di test a Nogaro mentre pilotava la sua Suzuki GSX-R 1000 ufficiale del team endurance SERT. A causa della caduta ha riporta la frattura delle vertebre cervicali).

Scritto da Marco Meli

EDITORIALE: QUANDO SMETTERANNO DI TIFARE…ALLORA FARO’ L’ABBONAMENTO (PROMESSO!)

sky vr46E’ una promessa che faccio pubblicamente attraverso il mio sito amici lettori:

“quando la redazione di SKY MotoGP smetterà di fare il tifo (e tutti sappiamo che è così…) allora mi abbonerò ai loro servizi!”

In realtà quest’anno, complice un economica leggermente più florida (almeno la mia), volevo sottoscrivere un abbonamento a SKY…Ma dopo, mi son detto: devo spendere dei soldi per tenere il volume a zero? Non ha molto senso questa cosa.

Ok protestare contro telecronache che spesso (anzi tanto spesso) fanno il tifo per un pilota, ma protestare mentre ci si abbona lo trovo un filo poco coerente, al limite del ridicolo.

Personalmente, e chi mi segue da più tempo lo sa, io sono assolutamente contro ogni tipo di tifo nel motociclismo, contro il marketing dei cappellini, contro chi fa credere agli appassionati che esistono i “fenomeni” del manubrio (senza la moto giusta puoi essere anche Gesù Doohan Hailwood Stoner, ma arrivi dietro…). In genere sono contro l’esaltazione di un pilota a dispetto di un altro perchè, a mio parere, è una mancanza di rispetto verso il concetto di sport stesso.

Sperando che a partire dal 2017 ci sia meno tifo e meno, lo dico? Ma si, lo dico…Meno Rossismo su SKY (perchè la Nutella è buona, ma se te la propongono ad ogni pasto…Finisci per odiarla) auguro alla redazione di SKY MotoGP buon lavoro e mando un saluto all’unico li in mezzo che sento vicino al mio essere motociclista ed appassionato, ovvero Mauro Sanchini.

Scritto da Marco Meli

 

EDITORIALE: QUANDO LE LIVREE APRILIA ERANO…BELLE!

aprilia rsw 250 poggiali 839Da un po volevo scriverlo, ma aspettavo…Aspettavo di vedere la livrea della Aprilia RS-GP versione 2017 prima di esprimermi, aspettavo perchè speravo di non dover scrivere quello che state per leggere:

onestamente la livrea della RS-GP 2017 è brutta. Sono belli i colori, ma la scelta della grafica è discutibile.

Aprilia nelle corse ha da sempre stupito con livree colorate e spesso hardcore in grado di attirare l’attenzione di tutti, appassionati e non. Alcune di queste livree sono diventate iconiche, in grado di identificare un pilota più del suo stesso nome ed in grado di ricordare epoche se non addirittura momenti specifici del motociclismo.

Prendiamo la livrea nero/Chesterfield di Max Biaggi…Stupenda. Anzi: STUPENDA.Tutti noi l’associamo al romano. Ai suoi titoli in 250GP. Al domino Aprilia nella ex classe di mezzo.

Prendiamo la livrea viola/rosso arancione fluo della 125 di Gramigni, che dire? Iconica.

Prendiamo la livrea Nastro Azzurro di Valentino Rossi, probabilmente una delle più belle di sempre!

Prendiamo la livrea “Leone” di Manuel Poggiali (che vi mostro in foto), assolutamente elegante ed aggressiva nel posizionare fregi e sponsor. Sembra quasi un quadro!

In generale trovo che i designer stiano vivendo un momento un po di “stanca” perchè non riesco ad individuare (livree Red Bull escluse) tratti grafici in grado di far discutere gli appassionati e far sognare i ragazzini.

Probabilmente in passato siamo stati abituati troppo bene da livree culto come quella delle Honda-Rothmans e delle Suzuki-Lucky Strike in 500, oppure dal semplice rosso delle Cagiva  sempre in 500 (bellissime! Non me ne vogliano i fans Ducati…Ma quello è il rosso che una moto italiana dovrebbe avere). Cito anche la livrea Castrol delle Honda in WSBK associata a piloti come Kocinski, Slight ed infine Edwards.

In Aprilia, da quando il Marchio di Noale è entrato nell’orbita Piaggio, a mio modo di vedere si è perso qualcosa a livello di comunicazione visiva, tolta la bellissima RSV4 Alitalia in superbike, non riesco ad associare nessun colore ad una moto di Noale in particolare e questo, sarete in accordo con me, è parecchio grave quando si parla di Aprilia.

Quando la Casa veneta era diretta da Ivano Beggio, non per fare il nostalgico, c’era più voglia di osare, più voglia di contatto con gli appassionati, più voglia di comunicare, più voglia di entrare nella testa e nel cuore dei giovani motociclisti, oggi questo accade decisamente di meno.

Prendiamo la bellissima Aprilia RSV4 in versione stradale, avete notato che non è MAI stata declinata con una livrea replica? Al contrario in passato la RSVMille stradale era disponibile sia con i colori base che nelle apprezzate versioni replica (come non ricordare la Haga replica?). Il non aver mai vestito la RSV4 con il “vestito da corsa” è una mancanza direi importante, una mancanza che ha allontanato tanti appassionati dal Veneto.

Non puoi vendere una moto, un oggetto emozionale, se non sei in grado di colpire il lato emotivo dei potenziali acquirenti.

Non pensate amici lettori?

Scritto da Marco Meli

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