DAKAR CLASSIC: LA PORSCHE 953 / 959 CHE VINSE LA DAKAR E LA 24 ORE DI LE MANS CON LO STESSO PILOTA!

Quante vetture possono vantare di aver vinto nel corso della sua storia sia la 24 Ore di Le Mans che la Parigi – Dakar? E quante nello stesso anno? Probabilmente solo la Porsche 911 nella versione 959! Infatti la Nove Undici nella versione 959 si è aggiudicata la maratona rally più dura e famosa al mondo nel 1986 e nella variante 961 la 24 Ore di Le Mans, sempre nel 1986. E sempre con lo stesso pilota!

La 953 di Ickx, notare i cerchi. Lo stesso disegno della versione stradale.

Ma andiamo con ordine: la vittoria con la 911 953 alla Dakar del 1984.

L’equipaggio totalmente del team ufficiale Porsche Rothmans era composto dal pilota veterano Metge e dal navigatore Lemoyne. Per Metge si trattava della seconda vittoria assoluta dopo quella ottenuta nel 1981 su Range Rover (e non sarà l’ultima come leggeremo alla fine dell’articolo!).

La 953 era di base in tutto e per tutto una 911 con tanto di motore 3.2 6 cilindri boxer montato a sbalzo! Erogava la bellezza di 300 cavalli ed era dotata di trazione integrale con cambio manuale.

Il motore flatsix andava forte ma beveva altrettanto forte! Così la vettura era dotata di due serbatoi: uno anteriore posto dentro il cofano da 120 litri e uno posteriore, posizionato dietro il pilota, da 150 litri per un totale di 270 litri!

Gli ingegneri Porsche avevano previsto un sistema per trasferire il carburante da un serbatoio all’altro per poter così bilanciare la vettura. Vettura che da terra, rispetto ad una normale 911 era più alta di ben 27 cm con sospensioni irrobustite e studiate per il percorso.

La 953, vero e proprio laboratorio per la 959 Rally Gruppo B.

Dato che la 953 non doveva avere una controparte stradale omologata gli ingegneri tedeschi fecero tutte le modifiche necessarie in totale libertà e tante di queste soluzioni erano a tutti gli effetti esperimenti per il progetto 959 studiato per i rally gruppo B e che vincerà la Dakar nel 1986, sempre con Metge e che a livello stradale è considerata una tra le supercar più spinte e tecnologicamente avanzate della storia dell’automobilismo. Basti ricordare che la 959 S a Nardò sfiorò i 340km/h fermandosi a 339! La trazione integrale della 959 stradale chiamata PSK, derivata dalla 953 Dakar, sarà la base delle futura 911 993 turbo del 1995.

La bellissima 959 stradale dotata di motore boxer 2.8 biturbo e oltre 500 cavalli. Presentata nel 1986. L’anno dopo uscirà la Ferrari F40.

Metge la portò alla vittoria è vero, ma non doveva essere lui il pilota “vincente”. Infatti nei piani di Porsche la vittoria sarebbe dovuta andare al belga Ickx. Fu il campionissimo della 24 Ore di Le Mans, e uomo Porsche nelle competizioni, a portare lo sponsor Rothmans (con relativi, ingenti, fonti). Il Belga vinse tante tappe, mostrandosi velocissimo, fu solamente un problema tecnico alla ruota a fermarlo costringendolo a un non meritato 6° posto finale. Metge al contrario era meno veloce ma più strategico, caratteristica comune a molti vincitori della Dakar, anche moderni. Ironia della sorte Ickx vincerà solamente una Dakar, al volante di una…Mercedes 280 GE l’anno prima della sua sfida con Porsche, quindi nel 1983.

Il fallimento del 1985.

Nel 1985, l’anno successivo, Porschè usò tre 953 con carrozzeria 959. L’ibrido non ebbe successo e nel complesso fu una campagna fallimentare.

La vittoria del 1986 alla Dakar e alla 24 Ore di Le Mans.

Nel 1986 la casa della Cavallina portò finalmente le nuove 959 e il loro motore biturbo limitato a 400 cavalli, decisamente più performante rispetto a quello della 953 e tornò alla vittoria, come detto, di nuovo con Metge con Ickx 2°, ancora volta beffato.

Con l’abolizione del Gruppo B nei rally la 959, che proprio per i rally, era stata studiata finisce la sua brevissima carriera.

La vittoria di Le Mans con la 961 nel 1986

Porsche decide di allungare la vita della 959 e la modifica per le gare di durata, e con la variante chiamata 961 partecipa alla 24 Ore di Le Mans vincendo la propria classe…Indovinate con chi al volante? Proprio Metge che è ancora l’unico pilota della storia ad aver vinto con la “stessa vettura “sia la Dakar che la classica di Le Mans nello stesso anno.

PORSCHE 917LH: A 380KM/H A LE MANS NEL 1971 MA POTEVA SUPERARE I 400…

Non tutti sanno che Porsche nel 1970 dominò la 24 Ore di Le Mans usando la stessa vettura, la 917, ma in due varianti diverse:

la K Kurzhech (codacorta)

la LH Langhech (codalunga)

La K, che vinse, veniva per lo più usata nei circuiti tortuosi mentre la variante LH, più veloce a livello di top speed, veniva usata nei circuiti molto veloci perchè garantiva una migliore penetrazione aerodinamica.

In questo articolo ci occuperemo della LH (la foto mostra, per chiarezza, in modellino nella iconica livrea Martini Racing).

La 917 è conosciuta anche come “la bestia” perchè davvero molto potente e difficilissima da guidare al limite senza tirarla contro qualche…muro.

Forte di un motore 12 cilindri boxer 5.0 in grado di erogare la bellezza di 580 cavalli nel 1970 riceve un ulteriore upgrade nel 1971 raggiungendo ben 630 cavalli a 8.500 giri.

Il motore, come del resto tutta la vettura, è un opera d’arte. La Casa tedesca fa largo impiego di magnesio, alluminio e titanio per contenere i pesi senza perdere in resistenza (essenziale quando corri una gara di durata).

La LH del 1971 forte del suo motore da 630 cavalli a Le Mans ha toccato i 387km/h ma, secondo i tecnici Porsche, la vettura avrebbe potuto superare i 400. Una velocità elevatissima oggi, da folli negli anni 70.

La LH era caratterizzata da una lunga coda con un ala monoplano integrata nel profilo e da alcune appendici che scendevano quasi a coprire le ruote posteriori, questo non solo garantiva una migliore penetrazione ma anche una maggiore stabilità, tuttavia in questa conformazione “lunga” la 917 era meno maneggevole della K che, paradossalmente, pur andando più piano a causa della coda corta era più difficile da guidare poichè in pieno rettifilo oscillava a causa di un retrotreno tendenzialmente scarico.

 

STEFAN BELLOF: DAL RECORD AL RING ALLA MORTE AL RAIDILLON DI SPA A 260KM/H.

Le Case da anni ormai si dannano per stabilire record più o meno reali al Ring (tante vetture non sono esattamente di serie come ci vogliono far credere…Ma questa è un altra storia). Perchè?

Perchè il Ring per ogni appassionato è un luogo di culto, l’Inferno Verde divide gli uomini dai bambini si diceva…Ed in parte è ancora così.

Pochi sanno oggi la storia di un brillate pilota tedesco di nome Stefan Bellof, eppure questo semisconosciuto ragazzo ha detenuto per oltre 30 anni il record al Ring: 6.11.13 ottenuto a bordo di una Porsche 956 durante la 1000 km del Nurburgring con la vettura in configurazione qualifica mentre con la vettura in configurazione gara ha girato in 6.28, questo record è ancora suo mentre il record assoluto è stato riscritto dalla Porsche 919 Hybrid EVO in questi giorni (5.19.55) con una vettura non da competizione ma appositamente creata, partendo dalla base della 919 Hybrid LMP1, per battere il record al Ring.

Più avanti, in un post dedicato, faremo un confronto tecnico tra la Porsche 956 di Bellof e la 919 Hybrid EVO. Ora torniamo a parlare del giovane tedesco.

Bellof fu valutato anche dalla scuderia McLaren per correre in F1 proprio quando il team inglese “conosceva” un certo Ayrton Senna. Il test a bordo della vettura britannica andò piuttosto bene ma Bellof non ottenne il posto per un problema di…Marketing.

Infatti nel campionato endurance “Sportcar” Bellof guida una vettura sponsorizzata da Rothmans, il brand fregiato di blu/oro si oppose ad un suo passaggio sotto i colori Marlboro (storico partner di McLaren) e Stefan fu dirottato verso una scarsamente competitiva Tyrrell. Peccato.

Bellof trova la morta durante la 1000km di Spa in Belgio quando a bordo della sua fida Porsche 956 prova a passare all’Eau Rouge il pilota ufficiale Porsche e idolo locale Ickx a bordo della 962C.

Bellof tocca Ickx e perde il controllo della 956 che colpisce frontalmente a 260km/h il muro esterno di sinistra della curva Raidillon (qui il video) Una cosa è certa: a Bellof non mancava il coraggio.

Verrà dichiarato morto presso l’ospedale di Stavelot il 1° Settembre del 1985. Era nato nel 1957. Muore a soli 28 anni uno dei piloti più brillanti, carismatici e coraggiosi degli anni 80.

In questo video preso da YouTube un omaggio al coraggio di Bellof. Buona visione amici appassionati!.

Una piacevole curiosità (foto che ritrae due piloti), Timo Bernhard ovvero il pilota Porsche che ha tolto il record a Bellof nel 2015 corse la 24 Ore di Le Mans, sempre su Porsche, con un casco ispirato a quello di Bellof che a sua volta si ispirava alla bandiera tedesca. Un bel gesto dedicato a un campione da parte di un campione.

di @marco m theracemode