IL SIGNORE DELLA MOTOGP: IL RITORNO DEL (VERO) RE.

Alzi la mano chi si aspettava di vedere un Marc Marquez così veloce a Portimao dopo un bruttissimo infortunio e dopo 9 mesi senza corse, anzi di quasi totale attività fisica. Il 3° posto in FP1 e il 6° in FP2 hanno del miracoloso e fanno riflettere, e non poco, sul reale livello dei piloti in MotoGP attualmente perchè per quanto Marc sia un fenomeno, è pur sempre un essere umano con le sue paure e i suoi limiti, non un essere superiore e vederlo 6° a fine giornata ti fa anche riflettere sul mondiale 2020 finito nelle mani di Mir con una sola vittoria: e se ci fosse stato quel Marquez capace di rimontare dall’ultima posizione dopo il lungo fino alla seconda prima di cadere (per colpa sua, sia chiaro). Facile ipotizzare che Mir quel titolo non lo avrebbe mai vinto, ma dato che con i se e con i ma non si fa la storia, il giovane pilota della Suzuki è l’attuale campione del mondo. Punto.

Campione del mondo si, ma Re senza meriti, solo per assenza del vero proprietario di quel trono che ora è tornato e ha subito messo le cose in chiaro. Il titolo iridato a fine stagione con due gare saltate? Impossibile per tutti, anche per lui ma…Ma se anche quest’anno, come accaduto la passata stagione, li davanti fanno a gara per buttare punti (si pensi a Quartararo per esempio) allora tutto è possibile, anche l’impossibile. E attenzione a usare la parole impossibile con Marquez…

Al di la degli ottimi tempi durante le FP la gara per il 93 sarà ben altra cosa e forse li arriveranno le paure di cadere, di farsi male, arriveranno i dolori al braccia per stress e stanchezza dato che Portimao è una pista fisicamente molto molto impegnativa. Difficile vederlo sul podio, sarebbe un risultato incredibile a mio parere vederlo nella top 5 sotto la bandiera a scacchi anche se, come detto prima, questo getterebbe più di un dubbio sul livello attuale della MotoGP. Mi spiego.

Andato via Jorge Lorenzo, massacrato dagli infortuni. Ritiratosi Dani Pedrosa. Assente Andrea Dovizioso. Ormai “anziano” Valentino Rossi. La sensazione è che i vari Vinales, Mir, Quartararo, Rins ecc…Non siano all’altezza di Marquez che ha battuto, spesso con fatica, i piloti che ho citato “costruendo” se stesso e prendendo il meglio (e talvolta il peggio) dagli avversari che ha sconfitto. Il più grande pregio del 93? “Assorbire” gli altri per poi distruggerli usando le loro stessi armi contro di loro.

Marc ha “imparato” da Lorenzo, Pedrosa, Dovi e Rossi e grazie a loro il suo livello sia di guida, sia mentale è superiore. Sono i nemici che ti spingono a migliorarti, non certo gli amici. Questo è risaputo. Come Lorenzo ha imparato tanto da Rossi e Valentino ha imparato tanto da Max Biaggi che a sua volta aveva scolpito il suo talento affrontando in 250 veri e propri mastini come Capirossi, Romboni, Harada, Ukawa e Waldmann. Gente che non ti regalava nulla anzi, se ti vedeva “morente” ti dava il colpo di grazia.

E nel citare Rossi, Biaggi e Lorenzo parlo di alcuni tra i piloti più forti della storia del motociclismo per tecnica, talento e mentalità. Non cito Stoner, il più grande a livello di talento e guida, perchè Marc non lo ha incontrato, ne ha ereditato la moto e, forse, ne ha ereditato anche la sfida usando la sua storia come punto di riferimento e partenza per creare la sua dinastia.

giovane Marquez

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