MOTOGP: ZARCO E KTM VERSO IL (NON CLAMOROSO) DIVORZIO.

“Questa moto ha un telaio di merda”, “non ti impegni, il rookie Oliveira va più forte di te”. Citiamo prima Zarco e poi il gran capo di KTM Racing Pierer. Il matrimonio era nato sotto ben altri auspici dopo la fine dell’avventura con Yamaha del promettente francese che sentiva di poter dimostrare tutto il suo valore con la Casa austriaca che, dal canto suo,

cercava un top rider proprio per cerare la definitiva affermazione. Oggi possiamo dire che questo non è successo e infatti secondo alcuni indiscrezioni Zarco avrebbe chiesto il recesso anticipato del contratto con Pierer per nulla contrario in merito.

KTM potrebbe, in caso di divorzio immediato, mettere in pista il collaudatore Kallio con Zarco appiedato mentre per il 2020 con l’addio anticipato dell’ex campione del mondo Moto2 si libererebbe una sella ufficiale, anche se non certo ambitissima.

Mentre dove vedremo il francese? In MotoGP (difficile) o in WSBK con la Honda-HRC pronta a mettere sul piatto non solo una moto competitiva ma anche un ingaggio importante pur di avere un top rider? Lo scopriremo quando le parti si separeranno in maniera ufficiale.

Concludiamo con il sarcastico commento di Pierer in merito alla faccenda: “io penso che Zarco abbia una specie di esaurimento nervoso”.

DUCATI DOVI VAI SE LORENZO NON HAI?

La Ducati, è sotto gli occhi di tutti, è notevolmente peggiorata rispetto al passato senza Jorge Lorenzo. La moto bolognese improvvisamente è tornata a non curvare più ed è diventata nuovamente lenta a centro curva entrando in una crisi di risultati che non si vedeva, in effetti, da tempo. Sembra di assistere alla situazione di Yamaha nel dopo Lorenzo…E forse non è un caso.

L’ assenza del cinque volte campione del mondo a livello di esperienza si sente, eccome. Ducati, anche su suggerimento di Dovizioso (almeno così si dice), gli ha preferito Danilo Petrucci per due motivi: 1) costa molto molto meno, 2) è meno complicato da gestire a livello di carattere. Questa scelta è stata subito criticata anche dagli stessi ducatisti che si sono chiesti: ma sarà mai possibile vincere questo benedetto titolo con Andrea Dovizioso? Non era meglio tenere anche Lorenzo?

Esatto, la domanda è questa: Andrea Dovizioso è in grado di battere Marc Marquez? Ci è arrivato vicino nel 2017, è vero, ma giova ricordare che la Honda nel 2017 dava più di un problema al 93 di avantreno, avantreno che spesso e volentieri lo buttava per terra in prova togliendogli poi fiducia per la gara. Giova ricordare la totale assenza della Yamaha nel 2017. Andrea ha lottato con merito per il titolo, questo si, ma alcune circostanze forse irripetibili lo hanno aiutato.

Nel 2018 con Jorge veloce sulla Ducati la situazione è già cambiata con il 99 in grado d vincere delle gare e, molti lo hanno già dimenticato, di fare più punti di Marquez nella parte centrale della stagione salvo poi farsi male a causa di sfortuna e di un guasto tecnico mai del tutto chiarito. Con Lorenzo veloce e concentrato Dovi ha brillato di meno sino a spegnersi del tutto in questo 2019.

La vittoria in Qatar ha ingannato (il Qatar è da sempre una pista molto favorevole alla Ducati, chiedere a Stoner che ci ha vinto con una moto non certo competitiva come quella attuale!), ci ha pensato Marquez a riportare tutti alla realtà dei fatti: Dovi non è in grado di lottare per il titolo.

Rispetto al 2017 nel 2019 abbiamo anche (finalmente) le Yamaha che un po con Vinales, un pochino con Rossi, e un altro pochino con Quartararo tolgono punti al Dovi che fatica a batterle.

Rispetto al 2017 nel 2019 Andrea deve, chi lo avrebbe mai detto, riuscire a battere anche Danilo Petrucci che si sta dimostrando (e sono veramente felice per lui!) un avversario difficile, tosto e concentrato sino all’ultima staccata.

A questo punto come direbbe qualcuno, un dubbio sorge spontaneo: come il Dovi battere Marquez se a fatica batte Petrucci?

Ma attenzione il dubbio a me personalmente era venuto anche durante la passata stagione: siamo a Phillip Island, Alvaro Bautista sostituisce Jorge ed è autore di una gara incredibile chiusa al 4° posto dopo aver battagliato a lungo con il Dovi. Alvaro, lo abbiamo visto in WSBK, non è certamente un Marquez, anzi non è nemmeno un Rea…Quindi viene da pensare quale sia il reale valore di Dovizioso in senso assoluto.

La Ducati grazie al tanto criticato Lorenzo era migliorata e ora senza Jorge è peggiorata. Un caso?

La Honda a livello ciclistico è migliorata così tanto che Marquez quasi non cade più in prova. Un caso sia accaduto con Lorenzo dentro il team? Se vi ricordate, l’anno scorso Puig disse: “Lorenzo renderà la Honda più facile da guidare con la sua esperienza”. Detto, fatto.

La Ducati dopo aver perso Stoner (regalato alla Honda), dopo l’incauto acquisto di Rossi e l’ingaggio a perdere denaro di Lorenzo si ritrova ora con un pilota non in grado di vincere un titolo e con un gregario (si dice stipendiato appena 160.000 euro, ma spero sia una notizia falsa) che grazie agli errori di Rins e alle follie di Vinales (il ragazzo non è propriamente stabile a livello di risultati…E forse neppure di testa) si candida al secondo posto assoluto nella generale grazie alla pressochè mancanza di errori in gara.

Cara Ducati, la butto li…Ma perchè non hai ingaggiato quando si poteva giovani del calibro di Mir e Quartararo piuttosto che un, sino ad oggi deludente, Bagnaia?

Allora forse il problema non è la moto…Ma le teste al comando.

MOTOGP: RITIRATO IL NUMERO 69 DI NICKY HAYDEN.

Con una solenne quanto emozionante cerimonia la Dorna e la FIM hanno ritirato il numero 69 appartenuto a Nicky Hayden, campione del mondo classe MotoGP nel 2006 su Honda-HRC.

Il 69, sulle moto di Nicky da sempre, è stato consegnato alla famiglia durante il GP delle Americhe in Texas. Kentucky kid dopo essere passato in Ducati (è stato compagno di Casey Stoner e Valentino Rossi), ha chiuso la sua troppo breve carriera in WSBK pilotando la Honda CBR1000RR di Honda Europe Ten Kate.

Ragazzo meraviglioso. Mai una polemica. Mai una parola di troppo. Grandissimo lavorate in pista e fuori dove si era distinto per essere un eccellente immagine del motociclismo. Nicky ancora oggi manca. Esempio di professionalità tanto elevata quanto rara.

MOTOGP E SUPERBIKE: ECCO GLI ORARI PER SEGUIRLE SU SKY E TV8.

Week end fitto di motori quello che ci apprestiamo a vivere: la Formula 1 va in Cina, la MotoGP va negli USA e la Superbike fa visita ai Paesi Bassi per il 4° round ad Assen. Ecco una rapida guida agli orari per non perdersi le gare!

La Superbike, come ormai di consueto, inizia il sabato con la Race 1 che andrà in onda in diretta su SKY MotoGP e TV8 alle 14.

Sempre la Superbike tornerà domenica con la Superpole Race delle 11 (sempre su SKY e TV8) per poi chiudere il programma con la Race 2 alle 14 che potremo vedere in diretta sempre su SKY MotoGP e TV8.

La MotoGP correrà invece domenica sera alle 21 in diretta su SKY MotoGP e alle 22.30 in differita su TV8.

DUCATI SOTTO ATTACCO? SOLO QUANDO VINCE…

Quando la Ducati vince è sempre un problema amici appassionati di due ruote. Sempre un problema per gli altri. Come detto in un precedente articolo sin dai tempi del dominio della 916 in Superbike (e siamo nel 1994…) le accuse alle moto di Borgo Panigale hanno riempito intere riviste di settore prima, siti internet e pagine Facebook oggi…

La 916? Troppo racing! Non ricalca lo spirito della Superbike dove bisogna correre con moto realmente di serie! Le accuse che oggi vengono mosse alla micidiale V4R sono state già mosse alla mitica 916 che a detta degli avversari era una moto dedicata alle corse e poi omologata per la strada andando contro lo spirito delle derivate che secondo alcuni voleva l’opposto. In realtà la 916SP, modello dal quale derivava la 916R (ovvero il modello racing), era perfettamente legale. Ma non finisce qui, vi sembra!

La 916 pesa troppo poco rispetto agli avversari e ha un vantaggio di cilindrata. E così a partire dal 1995 i kg crescono e a metà degli anni 2000 il vantaggio di cilindrata sparisce quando Ducati corre con la 999 contro le 1.000 4 cilindri nipponiche. Cambierà poco dato che Bayliss nel 2006 è campione del mondo. Torna il vantaggio di cilindrata con la 1098R e tornano le accuse. Anzi! Arrivano nuove forme di accuse dato che questa volta si parla di Pirelli. Secondo gli avversari il costruttore milanese favorisce la Ducati con gomme che non funzionano così bene sulle giapponesi.

Arriva la Panigale R V2 e le accuse spariscono. Perchè? Perchè l’ultima V2 dedicata alla Superbike non vince e quindi sono tutti contenti. Si badi bene che nessuno però critica il dominio della Kawasaki ZX-10RR con Rea.

Nel 2019 Ducati porta al debutto l’incredibile V4R e tornano, ferocissime, le accuse! Costa troppo rispetto alle rivale. Deriva da una MotoGP. Ha vantaggio regolamentare. Perchè il V4 bolognese finisce nel banco degli imputanti? Semplice: come la 916 non solo vince, ma stravince.

La storia non cambia in MotoGP! La Ducati GP7 campione del mondo con Casey Stoner? Nasconde benzina supplementare da qualche parte quindi è illegale! In realtà il prototipi progettato da Preziosi viene controllato più e più volte senza mai trovare nulla di illegale…Con buona pace dei giapponesi.

Dopo il 2007 la Ducati torna a non vincere in MotoGP e sono tutti contenti. Con l’arrivo di Gigi Dall’Igna Borgo Panigale torna in auge grazie ad alcune ardite soluzioni aerodinamiche dell’ex genio di Aprilia (padre della RSV4) e tornano le critiche. Le ali? Pericolose! Andrebbero abolite secondo gli avversari e così la Dorna vara un regolamento che tende a vietarne sia lo sviluppo, sia la forma delle superfici alari mandando su tutte le furie Ducati e Dall’Igna che vedono così mandare in fumo milioni di investimenti verso questa direzione.

Il resto è storia. Ricordate il fattaccio del dispositivo di sicurezza sotto il forcellone protagonista, suo malgrado, dopo la vittoria in Qatar? Le accuse arrivano praticamente da tutti i rivali e solo dopo settimane verrà ritenuto legale dalla Federazione creando un precedente che lo stesso Dall’Igna definisce non solo di cattivo gusto ma anche pericoloso ai fini dei buoni rapporti tra le Case impegnate in MotoGP.

La domanda è: perchè se in Superbike la Kawasaki domina nessuno dice nulla? Perchè se in MotoGP Yamaha domina nessuno dice nulla? Perchè se la Honda domina (come sta accadendo con Marquez) nessuno dice nulla?

La risposta è prettamente politica amici: i giapponesi non accettano di perdere da una piccola casa italiana e sfruttano il loro potere politico per contrastare la fantasia degli ingegneri bolognesi.

MOTOGP: FANTASTICO DOVI! MARQUEZ 2°. ROSSI RIMONTA. ESALTA RINS!



Esattamente come l’anno scorso buona la prima per Andrea Dovizioso che si porta a casa il GP del Qatar battendo ancora una volta Marquez dopo un breve ma intenso duello andato in scena nelle battute finali. Come ci si aspettava la gara si è svegliata a 4 giri dalla fine quando Dovi e Marc, seguiti da Rins e Crutchlow con Rossi poco distante, hanno deciso di rompere gli indugi forzando il ritmo, sino ad allora la gara era stata, in verità, piuttosto noiosa con il solo Rins ad animarla nel tentativo, vano causa mancanza di almeno 20 cavalli, di andare via dalla Ducati numero 04.

Sul finale, come detto, Marquez ha provato a vincere pur avendo in tasca un comodo secondo posto (forse era meglio sin da subito accontentarsi? A livello strategico si, ma trattandosi del 93 la strategia non esiste…) ma Dovi con incredibile freddezza ha gestito il rivale battendolo in volata nonostante il motore della RC213V abbia fatto la voce grossa sino a sotto la bandiera a scacchi. La Honda, appare evidente, ha colmato il gap di potenza con la Ducati.

Un paragrafo intero lo meritano Alex Rins, Joan Mir e la Suzuki GSX-RR! Alex è ormai una presenza fissa li davanti, da qualche gara a questa parte appare maturo e sicuro di se mentre Mir, al debutto in MotoGP, ha corso una gara molto bella e aggressiva, per nulla intimorito dalle decine di titoli iridati che lo circondavano! La Suzuki GSX-RR è una moto ben bilanciata e facile da guidare ma carente di cavalli e oggi si è visto chiaramente. Rins ha provato in tutti i modi a fuggire per imporre il suo ritmo ma sia la Ducati di Dovi, che la Honda di Marquez hanno riportato dietro il ragazzo vestito di celeste. Quando la Suzuki troverà i cavalli Rins vincerà? Non è scontato. La maggior potenza potrebbe estremizzare la GSX-RR rendendola meno guidabile e meno sfruttabile.

Capitolo Yamaha. Rossi si esibisce in una bella rimonta dal 14° al 5° pur non lottando ne per la vittoria, ne per il podio, mostra un ottimo stato di forma. Situazione opposta per Vinales che, come spesso gli è accaduto in passato, parte male, anzi malissimo e non riesce ad entrare in ritmo. Arrivare dietro Valentino per lui, date le premesse, è una sconfitta. La M1 rispetto al passato anno è realmente migliorata? A parole si, nei fatti in Qatar è sembrata la stessa della passata stagione.

Non giudicabile Jorge Lorenzo che ha corso, arrivando 13°, infortunato a causa della bruttissima caduta di sabato. Bella gara di Danilo Petrucci e Cal Crutchlow che ottengono il massimo senza prendere particolari rischi. Forse da Danilo, armato di Ducati ufficiale, era lecito aspettarsi qualcosina in più. Il Qatar per la moto bolognese è un bonus che va sfruttato e il Petrux non l’ha fatto sino in fondo.

Da segnalare che Quartararo, 5° in griglia, è stato costretto a partire dai box causa spegnimento della moto e che Miller ha lanciato dietro di se la sella che si era…Staccata dalla coda della sua Ducati Pramac. L’australiano si è poi fermato qualche giro dopo. Ritiro anche per Bagnaia, siamo sempre in casa Ducati Pramac, a causa di un contatto che gli ha rotto un ala. Caduta per la wild card Smith su Aprilia.



MOTOGP: 12 ANNI FA IN QATAR STONER E LA DUCATI!

Esattamente 12 anni fa in Qatar Casey Stoner, al debutto sulla Ducati GP07, vinceva a sorpresa la prima gara del 2007 mostrando al mondo intero il suo talento. L’australiano, al suo secondo anno di MotoGP, andrà poi a vincere il primo (e unico) titolo per Ducati tra i prototipi a fine stagione non senza polemiche da parte degli avversari che “accusarono”, seppur non ufficialmente, Ducati di barare nascondendo del carburante da qualche parte fuori dal telaio. La GP07, nonostante le moltissime verifiche tecniche post gara, non fu mai trovata “colpevole”. In realtà, ma questo lo capiremo solo qualche anno dopo, di illegale su quella moto c’era solo lo smisurato talento di Casey.

Il podio fu completato da Valentino Rossi (Yamaha) 2° e Dani Pedrosa (Honda) 3°.

VINALES 1°, VALENTINO 14°. CHE PAGA! AL DOTTORE SERVE UNA CURA

Ammettiamolo amici, Valentino Rossi di questo week end al momento non ci ha capito veramente nulla. Era 1° durante la FP1 quando gli altri però andavano “piano”, giusto un acuto prima di sprofondare. La sua M1 non frena, è lenta a centra curva e consuma le gomme ma il problema non è assolutamente la creatura di Iwata dato Vinales ha realizzato una bellissima, e netta, pole con il rookie Quartararo non lontanissimo e Morbidelli poco distante dal francese suo compagno di team, ad essere andato piano è solo Valentino. Tanto piano.

Il Dottore ha urgente bisogno di una cura per la gara, del miracolo del warm up? In realtà quel tipo di miracolo da quando Lorenzo ha lasciato (anzi è stato cacciato) la Yamaha non si verifica più dalle parti del box numero 46 e secondo alcuni non era tanto un miracolo, quanto un copia/incolla dei set up di Jorge Lorenzo dal Vangelo secondo Ramon Forcada. Valentino verrà fuori in gara? I tifosi ci sperano e per il bene della stessa gara ci sperano tutte le tv italiane che si chiamano SKY. Il 46 è animale da gara è vero, ma partire 14° è dura se l’animale inizia ad avere una certa età e li davanti partono come assatanati. Staremo a vedere.

Vinales ha guidato come non guidava dai tempi del debutto in Yamaha: feroce e violento. Sotto di lui la M1 si muove tanto, sembra a tratti di vedere Casey Stoner ai tempi della Ducati. L’ultima volta che ho visto guidare Maverick così ha vinto una serie di gare consecutive interrotte solamente dalla consulenza di Valentino in merito al telaio. Se dal lato del 46 non intervengono Vinales potrebbe, ne sono sicuro, portarsi il titolo a casa.

MOTOGP: QATAR | Q2, SUPER VINALES! DOVIZIOSO 2°.

Rossi (sempre più in crisi) e Lorenzo (caduto di nuovo) non passano il taglio della Q1 e saltano la Q2. Partiranno rispettivamente dalla 14esima e dalla 15esima posizione, per loro il GP del Qatar appare compromesso ancor prima di iniziare. Mentre li davanti i giovani iniziano a pestare forte gli “anziani”, o senatori se preferite, segnano il passo, forse è in atto un vero e proprio cambio generazionale? Sarà la stagione che sta per iniziare a fornirci ulteriori dettagli.

Pronti via Vinales spara un tempo incredibile scendendo sotto il 54 e si ripete il giro successivo mentre Marquez marca stretto Petrucci e a sua volta viene marcato da Dovizioso. Quartararo chiude il primo run in prima fila appena dietro a Nakagami secondo e primo dei piloti su Honda.

Il secondo run si apre come il primo, con un Vinales indemoniato alla caccia della pole, pole che ottiene grazie ad un giro in solitario praticamente perfetto. Marquez, un pochino in difficoltà sul giro secco, battezza di nuovo Petrucci dopo averlo tallonato nella prima rung e lo segue come un ombra sino a “fregarlo” ottenendo un sofferto 3° posto finale con Danilo 7°. Manovra certamente non simpatica ma non illegale, certo fa specie vedere Marquez seguire qualcuno per ottenere il tempo!

Secondo tempo per Andrea Dovizioso, favorito per la gara di domani insieme a Vinales e 4° per un altra Ducati, quella di Miller. Jack, dopo aver realizzato il crono, è incappato in una violentissima scivolato nella quale ha picchiato duro per terra distruggendo del tutto la moto.

Molto molto bene il debuttante Quartararo (5°) sulla Yamaha M1 del team Petronas che non sembra assolutamente spaventato dai “grandi” e ricorda, per certi versi, il debutto di Zarco sulla Yamaha M1 del team Tech3. In generale le M1 sembrano a proprio agio qui in Qatar, unica eccezione Valentino Rossi. Morbidelli, forse un pochino deludente, è 8°.

MOTOGP: QATAR | FP3, ANCORA MARQUEZ! LORENZO CADE. ROSSI OUT DALLA Q2.

Condizioni difficili a causa del vento e qualche caduta illustre, la FP3 del GP del Qatar non si può certo definire noiosa! Miglior tempo per Marquez che bissa il primato ottenuto ieri al termine della FP2 nonostante la “solita” scivolata da guida esagerata e brutta, bruttissima caduta per Jorge Lorenzo che finisce il turno al centro medico, solo una brutta contusione per lui che non dovrebbe tenerlo lontano dalla FP4.

4° tempo per Valentino Rossi ma inutile ai fini dell’ingresso nella Q2, il 9 volte campione del mondo dovrà giocarsi l’ingresso alla Q2 passando per sempre insidiosa Q1. Condizioni difficili? Come spesso accade diventano protagonisti gli outsider con Bagnaia secondo e Pol Espargaro su KTM addirittura 3° davanti a Rossi.

1 2 3 8