FERRARI 275 GTB/C (1965): RARISSIMA E VINCENTE BELLEZZA MODENESE.

Forse anche più bella della 250 GTO la 275GTB/C ne è l’erede tecnica e spirituale. La C sta per Competizione e quando Ferrari “modifica” una vettura per le corse, statene certi, non sbaglia mai. E infatti la 275 oggetto di questa monografia ha vinto e tanto.

Nasce sulla base della 275 GTB (Gran Turismo Berlina) nel 1965 e, come detto, ha il difficile compito di sostituire la 250 GTO arrivata ormai alla fine della sua carriera agonistica.

Il motore V12 posizionato anteriormente ha una cubatura di 3.3 ed una cilindrata per singolo cilindro di 275cc (da qui il nome della vettura). Nella versione di serie troviamo 3 carburatori e una potenza di 280 cavalli mentre nella versione Competizione troviamo 6 carburatori e una potenza di 350 cavalli (siamo oltre i 100 cavalli/litro nel 1965 con un motore aspirato, un valore molto molto interessante).

Le modifiche, ovviamente, non riguardano solo il motore. La GTB/C rispetto alla 275 stradale aveva parafanghi allargati per ospitare ruote dalla sezione maggiorata, finestrini in leggero plexiglass in luogo del pesante e pericolo vetro, ruote da 15 pollici, branchie anche nella zona dei parafanghi posteriori e un rapporto di compressione di 9.8:1 in luogo del 9.2:1 della versione “normale”. Il telaio in tubi si presentava alleggerito grazie alla presenza di tubi dalla sezione differente, tuttavia i valori di rigidità torsionale aumentavano come corretto che sia in una vettura da corsa.

La 275 GTB\C, costruita in soli 4 esemplari, ha vinto per ben 3 volte la 24 Ore di Le Mans dal 1965 al 1967. Ha vinto la 24 Ore di Daytona e varie 1000km (Monza, Spa, Nurburgring).

Oggi è una vettura tanto rara quanto ricercata dai collezionisti di tutto il mondo senza arrivare ai valori record della 250 GTO che potrebbe toccare i 70 milioni di dollari.

Una 275GTB “normale” oggi vale tra i 2.400.000 e i 2.800.000 di dollari.

Molto interessante la prestazione sullo scatto 0-100km/h che veniva coperto in poco più di 6 secondi (un valore interessante anche oggi). Questo grazie al ridotto peso vettura, un cambio a 5 rapporti molto efficiente e una frizione robusta e molto precisa nello stacco.

di Marco M TheRaceMode

 

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PERCHE’ ALFA ROMEO DEVE TORNARE A CORRERE. Di Marco M TheRaceMode

Alfa Romeo, dopo la presentazione della 8C MY 2021, deve tornare a correre ad alto livello. Qui non si tratta di romanticismo, qui non si tratta di ricordare il glorioso passato…

QUI SI TRATTA DI SCRIVERE IL FUTURO DEL BRAND, E QUESTO FUTURO DEVE PASSARE PER FORZA DAI CORDOLI DELLE PISTE.

Perchè?

Perchè se i tuoi concorrenti commerciali corrono, allora tu devi correre. Punto.

BMW corre con la M4 nella classe GT4, con la M6 nella classe GT3 (ha appena vinto la 24 Ore di Le Mans), con la M8 nella classe GTE e con la M4 DTM.

Audi corre con la R8 LMS nella classe GT3 e nella classe GT4, con la RS3 LMS nella classe TCR e con la RS5 DTM.

Mercedes corre con la AMG GT nella classe GT3 e nella classe GT4.

McLaren corre con la 570S nella classe GT3 e nella classe GT4.

Porsche corre con la Cayman nella GT4, con la 911 nella GT3 e con la 911 RSR nella GTE.

Persino brand meno corsaioli come Lexus corrono usando la RC F nella classe GT3!

E Alfa Romeo? Persa l’occasione di correre con la 4C nella GT4 (occasione assolutamente sprecata per vendere un prodotto racing di alta fascia e recuperare parte dei costi di progetto), corre con la Giulietta TCR grazie a Romeo Ferraris che da solo prepara la vettura del biscione. Troppo poco per un brand che deve sfidare colossi organizzati come BMW, Mercedes, Audi, Porsche e McLaren.

Il futuro potrebbe tuttavia essere diverso. La nuova Giulia GTC, coupè a tre porte, potrebbe essere usata per creare una base GT3 e la nuova 8C potrebbe competere nel mondiale endurance classe GTE oppure essere declinata in chiave GT4 e GT3.

Attualmente ad Alfa Romeo manca un reparto corse operativo, inutile e costoso anche il solo pensare di crearne uno partendo da zero, più intelligente (e facile) sarebbe sfruttare la partnership con Sauber, factory che in passato ha corso, e vinto, con Mercedes e BMW.

La creazione di alcuni modelli dedicati alle corse andrebbe a creare anche la possibilità di vendere le vetture ai team attraverso il “customer racing”, ovvero reparti corse che vendono vetture pronte per correre ai team. Di fatto l’investimento per declinare GTV e 8C in chiave racing si ripagherebbe da solo.

Non puoi pensare di competere contro i colossi tedeschi se non scendi nel loro campo di battaglia, è irreale perchè se vuoi dare nuovamente ad Alfa Romeo una identità non ti basta il nome “Giulia” se poi non hai attività agonistiche…Inoltre proprio la Giulia era un eccellente vettura da corsa quindi, in un certo senso, stai persino sprecando quel nome.

Dopo la prematura di Sergio Marchionne FCA ha la possibilità di ridefinire Maserati e Alfa Romeo sfruttando il nuovo corso dirigenziale, perchè quindi non farlo?

Un occasione come questa potrebbe non arrivare più amici.

di @Marco M TheRaceMode (seguimi su Facebook, clicca QUI)

 

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ADDIO 4C: LA SPORTIVA DEL BISCIONE USCIRA’ DI LISTINO A FINE 2018.

Se desiderate acquistare una 4C dovete sbrigarvi amici appassionati del biscione. Infatti la sportiva di Alfa Romeo è destinata ad uscire dal listino alla fine del 2018 per poi essere sostituita dalla nuova generazione di sportive in futuro, ovvero Giulia GTV (versione coupè della attuale Giulia) e 8C (progetto totalmente inedito con telaio in carbonio e motore posteriore centrale).

La piccola vettura italiana ha la particolarità, molto rara, di avere un telaio completamente in fibra di carbonio a vasca (di fatto l’automobile è una barchetta carrozzata coupè oppure spider targa a seconda della versione). Il motore 1.750 bialbero turbo da 240cv dotato di cambio doppia frizione è posto centralmente per accentrare le masse. Record il peso: La 4C ferma l’ago della bilancia poco sotto i 1.000kg (un valore di livello assoluto).

La 4C pur non avendo mai fatto dei numeri di vendita importanti (come logico che sia per una sportiva) ha trovato una sua nicchia di estimatori che l’hanno preferita a Lotus ed oggi è una vettura molto apprezzata per la sua purezza tecnica (manca per esempio il servosterzo).

A livello collezionistico il mio consiglio amici se la possedete è di tenerla perchè destinata a prendere a valore con il tempo oppure di acquistarla per poi usarla con moderazione e immetterla nel mercato dei collezionisti tra una decina di anni.

Perchè è destinata a prendere valore? Perchè è una vettura “pura” che non concede nulla al compromesso. Paradossalmente l’assenza del servosterzo (spesso criticata) l’ha resa un “oggetto” unico a suo modo. Gli interni sono volutamente spartani (per certe finiture anche troppo, parere personale) e votati alla prestazione. I sedili bassi e il volante alto posto quasi davanti al viso fanno molto racing e aiutano a controllare la vettura (che è nervosa se portata al limite) in maniera istintiva.

 

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BOTTAS: IL MAGGIORDOMO DI CASA MERCEDES E DI PADRON WOLFF.

Fatico a decifrare la gara di Valtteri Bottas in Ungheria, fatico perchè francamente non ha un senso ne logico, ne sportivo.

Io comprendo gli ordini di scuderia tra piloti dello stesso team, sono scomodi, sono immorali, sono fastidiosi, ma li capisco perchè rientrano dentro una logica di risultato, tuttavia non comprendo l’uso di un pilota, anzi il suo sacrificio, per danneggiare un rivale. Non lo capisco anche se il rivale lotta per il titolo.

Con l’aggravante della premeditazione, infatti la gara di Bottas è stata sacrificata per favorire la fuga di Hamilton in maniera premeditata.

In partenza Bottas ha rallentato di proposito (era evidente) per ostacolare le Ferrari e favorire la fuga di Hamilton e già questa manovra doveva finire sotto la lente di osservazione di Direzione Gara.

Come non bastasse Valtteri è stato tenuto fuori di proposito con le gomme ormai usurate (il retrotreno scivolata come una saponetta) per rallentare Vettel. Questa strategia non solo è scorretta ma è anche pericolosa per lo stesso pilota.

Quando Seb ha attaccato e superato Bottas il pilota Mercedes lo ha colpito nel maldestro tentativo di buttarlo fuori e come sottolineato da Marc Gene in diretta TV su SKY, solo per un caso Vettel non ha forato, solo un caso.

Ma tutto questo, pur superando ogni limite, non è nulla se pensiamo che Bottas è stato rallentato di proposito di circa 1 secondo dal muretto box salvo poi “sbloccare” la potenza quando si è trattato di contrastare le Ferrari. Il termine giusto è “maggiordomo” come ha sottolineato Villeneuve, non pilota.

In tutto questo ometto il colpo assolutamente gratuito che Bottas ha rifilato a Ricciardo distruggendo parte della fiancata della sua Red Bull (anche in questo caso voleva buttare fuori il rivale che a fine gara lo definirà “molle come un gelato”?).

Penalità per Bottas? Provate a indovinare? Solamente 10 secondi. Solamente-10-secondi. Mi verrebbe da dire: almeno lo hanno punito, la volta scorsa in Germania Hamilton ha tagliato l’ingresso pit tale per tornare in pista e si è preso solamente una reprimenda…Roba che se lo faceva Vettel lo facevano partire senza tuta e casco dalla tribuna.

A fine gara Toto Wolff, anzi Padron Wolff, definirà Valtteri come un eccellente “Wingman” (gregario, supporto) ammettendo, in maniera indiretta che il povero Bottas è stato sacrificato in nome di Re Luigi.

A proposito di Lewis, a fine gara ha ringraziato Bottas mentre il giorno prima aveva ringraziato la provvidenza divina facendo intendere che lui è protetto dall’alto come un Re francese che ringrazia Dio della corona per impressionare il popolo. Attenzione Lewis che i Re francesi di nome Luigi non è che abbiano fatto una gran fine e il popolo (Valtteri) prima o poi potrebbe ribellarsi come fece a suo tempo Rosberg, colui che non hai voluto sul palco per intervistarti.

Povero Bottas in un sol giorno si è preso 10 secondo di penalità, lo hanno fatto stare fuori a gomme finite, si è preso del “gregario” da Padron Wolff, del “molle come un gelato” da Ricciardo e del “maggiordomo” da Villeneuve su SKY.

Non una gran giornata per il finnico che ha da poco firmato il rinnovo con Mercedes al fianco di Hamilton.

Sfuma così il mio sogno personale di vedere Verstappen e Hamilton come compagni di team e vedere come avrebbe reagito il turbolento Max davanti agli ordini di scuderia di Padron Wolff!.

di @marco m theracemode

 

 

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F1: ANALISI DELL’ERRORE DI VETTEL IN GERMANIA.

Prendiamo spunto dalle parole di Matteo Bobbi (SKY Sport F1) per analizzare l’errore che è costato punti preziosi, e probabilmente la vittoria, a Seb Vettel durante le ultime, confuse, fasi del GP di Germania andato in scena lo scorso week end e vinto in rimonta da Hamilton.

Come detto ci troviamo nella parte finale del gran premio, nell’ultimo terzo di gara. Dal cielo scende una pioggia non intensa ma fastidiosa in grado di sporcare l’asfalto in maniera significativa fuori traiettoria dove si va a miscelare con la polvere, residui di olio e pezzi di gomma.

Le condizioni non sono da gomme intermedie (chi le osa è costretto subito a tornare ai box perchè la pioggia va e viene e non sta bagnando tutta la pista) Vettel è in pista con le gialle usate mentre Hamilton è in pista con le viola che hanno una mescola più morbida e quindi sono più adatte a queste condizioni miste.

Lewis grazie alla sua straordinaria sensibilità in queste condizioni (roba da Senna e Schumacher…) sta rimontando su Seb che sino a quel momento aveva gestito con circospezione la gara.

Il tedesco della Ferrari decide di tornare a spingere e arriva l’errore:

Seb decide di frenare leggermente dopo, scala dalla 4 alla 3 bloccando in frenata l’asse posteriore causa asfalto umido, il ferrarista controsterza per contrastare la deriva della vettura e nel farlo va nella parte sporca che poco prima vi avevo descritto, a questo punto il lungo è inevitabile. Sfortuna, e qui bisogna sottolinearlo, le barriere in quel punto sono vicine e non vi è modo di manovrare la vettura che neppure troppo velocemente le colpisce. Una beffa che tutta nasce da un errore che lo stesso Vettel ammetterà via radio. 

Un piccolo errore dalle conseguenze molto pesanti per il campionato che tuttavia non pregiudica in maniera sostanziale la corsa al titolo.

Di Marco M TheRaceMode 

 

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TOYOTA SUPRA 2019: ECCO COSA SAPPIAMO DELLA NUOVA, ATTESA, SPORTCAR.

A che punto siamo con il lancio della nuova Toyota Supra? Cosa sappiamo di questo atteso modello?

La Supra, come ben sappiamo, nasce dalla collaborazione con BMW e sarà una sportiva in grado di portarci a lavoro (più o meno comodi) e in pista se lo desideriamo. La controparte tedesca sarà la nuova Z4 che, almeno nei piani, dovrebbe essere meno estrema della Supra e più sfruttabile nella vita quotidiana.

Questo vuol dire che la nuova Supra sarà anche spider? No, i vertici di Toyota smentiscono questa voce, le due vetture avranno una base comune ma caratteri differenti e vocazioni differenti.

Il motore 3.0 6 cilindri in linea turbo sarà in comune ed erogherà 350 cavalli. Toyota specifica che la Supra sarà solamente a trazione posteriore e dotata di cambio elettroattuato a 8 rapporti.

I dati riguardanti il peso parlano di 1.500kg a secco (-74kg rispetto al modello precedente)

Mentre a livello di dimensioni esterne cambio poco: il passo è di 2.470mm (più corto di circa 90mm rispetto al modello precedente). Questa riduzione dovrebbe garantire una maggiore agilità rispetto al modello precedente (almeno sulla carta, dato che non conosciamo la distribuzione dei pesi al momento).

I cerchi sono da 17 pollici con gomme da 225/50 all’anteriore e 250/45 al posteriore.

La nuova Supra sarà al FOS Festival of Goodwood dotata di una speciale livrea camuffata in attesa della presentazione ufficiale.

La vettura, quasi sicuramente, verrà declinata anche in chiave GTE per partecipare al mondiale Endurance con il team ufficiale TGR (Toyota Gazoo Racing) anche se non vi è una reale conferma in merito a questa ipotesi.

di @marco m theracemode

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BUGATTI CHIRON DIVO: 0-100 IN MENO DI 2.5 SECONDI A 5 MILIONI DI EURO.

Quanto siete disposti a spendere per coprire lo 0-100 in meno di 2.5 secondi? Mentre staccate l’assegno volete comunque essere eleganti e ricercati quando bruciate i semafori? Bugatti ha creato la vettura per voi, la Chiron Divo. Versione più estrema della Sport (in foto) e più orientata al track day.

Track day? Si. Track Day.

La vettura sarà dotata di una trasmissione derivata dalle corse in grado di reggere le maggiori sollecitazioni derivanti dall’uso estremo e di un pacchetto aerodinamico in grado di generare maggior downforce rispetto alla Sport. Maggiore downforce vuole dire anche maggiore velocità di punta, ecco che infatti la Divo “scende” a 385km/h contro i 400 della Sport.

Verrà costruita in soli 100 esemplari al prezzo di 5 milioni di euro.

La vedremo al Concorso di Eleganza di Pebble Beach.

Domanda: chi spenderebbe 5 milioni di euro per andare in pista con una Chiron quando con poco più di 300.000 euro ti porti a casa i 700 cavalli della Porsche 911 GT2RS?

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QUANDO IL CAVALLINO DI MARANELLO FA INCAZZARE I TEDESCHI DELLE TRE PUNTE.

Secondo Toto Wolff il contatto tra Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton è “poco chiaro” e la sanzione comminata al ferrarista troppo lieve.

Secondo James Allison (che ha lavorato tanti anni in Ferrari) la manovra di Kimi o è volontaria oppure è frutto della incapacità di Raikkonen di interpretare il momento.

Wolff rincara la dose: “dovremo fare più pole position e stare lontani dalle macchine rosse (non usa neppure il nome Ferrari) perchè non si sa mai cosa può succedere”.

Il buon Toto ha dimenticato che Lewis a Silverstone partiva dalla pole ma che nei “guai” ci è finito da solo a causa di una partenza pessima, tanto che quando è stato colpito era terzo…Se era primo sicuramente nessuno l’avrebbe colpito. Giusto Toto?

Insomma quello che è stato a tutti gli effetti un banale incidente di gara ha fatto incazzare, e non poco, la Stella a tre punte tedesca che accusa “noi italiani che siamo in grado solo di fare gli spaghetti” (cit. Niki Lauda) di giocare sporco (che poi detto da loro che fecero il test segreto con le gomme Pirelli…).

E Arrivabene cosa dice? Secondo il boss di Maranello, uno che sembra uscito da un film western di Sergio Leone, di quelli con Clint Eastwood, se James (Allison) ha detto davvero una cosa del genere dovrebbe vergognarsi e imparare a perdere con dignità e classe e poi sottolinea con durezza e fermezza:

Incompetente chi? Kimi? Chi è Allison per giudicare cosa fa un pilota in macchina? Posso accettarlo da un ex pilota, ma da lui assolutamente no. Vi garantisco che non è né incompetenza né deliberazione e forse James è arrabbiato perchè ha perso qui a casa sua. Dovrebbe guardare la telemetria e capire che Lewis è partito male, che ha perso subito due posizioni mentre Kimi è partito bene e si è trovato addosso a Hamilton. Ricordo che in Cina abbiamo avuto un problema tra Vettel e Verstappen, eppure nessuno ha detto niente. Il messaggio che voglio dare a loro è che è stata una bella battaglia, gradita dai fans e dal pubblico presente, oggi abbiamo vinto noi, magari in futuro vinceranno loro”.

Dopo la furia di Arrivabene arriva la risposta moderata di Wolff:

“probabilmente James scherzava e non voleva dire quello che voi avete capito”.

Arrivabene:

“se scherzava allora ok, meglio. Ci metteremo a ridere”

E come giudica il vincitore Vettel le accuse al suo compagno di squadra?

“Sono accuse sciocche. Spesso si viene colpiti e nessuno dice nulla, sono le gare”

E Hamilton? Lewis, come sua abitudine, ha colto l’occasione per lamentarsi e fare la vittima, mentre al Red Bull Ring accusò in diretta via radio il suo team di aver sbagliato strategia, qui in conferenza stampa non usa le parole di Allison ma fa intendere che la faccenda non gli è andata giù (in pratica Ham la pensa come James ma non lo dice).

E Kimi?

“è stato un mio errore”.

Il finnico è ermetico come sempre per fortuna perchè mai come in questo caso il silenzio è d’oro!

E il Drake? Enzo Ferrari cosa penserebbe?

“Quando le mie macchine vincono solcando il traguardo, mi assale un grande orgoglio nell’essere italiano”.

Non vi è alcun bisogno di aggiungere altro amici lettori, non vi sembra?

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FANTASTICO VETTEL! PORTA LA BANDIERA INGLESE A MARANELLO!

Fantastica vittoria di Seb Vettel a Silverstone! Il tedesco e la Ferrari espugnano il circuito di casa della Mercedes e ampliano il vantaggio in classifica in una vittoria che vale triplo!

Vale triplo perchè il GP è stato disputato con le famigerate gomme con “-0,4mm”.

Perchè la Ferrari non vinceva da 7 anni nella terra di Albione dove la Mercedes non aveva mai perso da quando si corre con i motori ibridi.

Perchè ha messo pressione alla Mercedes e a Hamilton che durante tutta la gara non ha fatto altro che lamentarsi nonostante, bisogna ammetterlo, è stato lui stesso a complicarsi la gara con una pessima partenza.

Il campione del mondo parte molto male e cede subito la posizione a Vettel (che partiva 2°, quindi in prima fila) ma non solo, Lewis non chiude verso il punto di corda e subisce la toccata di Raikkonen che arriva a ruota bloccare per non colpire Hamilton che stava cercando di recuperare la giusta linea. Kimi nel post gara ha ammesso di aver sbagliato nel valutare la frenata, mentre per Lewis si è stata una sorta di “strategia” per spingerlo fuori, tesi condivisa anche da Wolff. In realtà, come detto, è stato un errore del britannico innescato da una pessima partenza. Direzione Gara darà 10 secondi di penalità a Kimi a mio parere decisamente esagerati dato che nel recente passato contatti come questi non sono stati assolutamente puniti (ma quando c’è di mezzo la Ferrari si sa…).

GP spettacolare non solo per la vittoria di Vettel ma anche per la doppia safety car (per alcuni tifosi non necessaria) che ha reso gli ultimi 10 giri uno spettacolo. La doppia safety car, in particolare la seconda, poteva essere sostituita da una VSC (Virtual Safety Car) in effetti ma Direzione Gara ha deciso per il compattamento del gruppo…

E’ innegabile che la doppia SC ha aiutato la rimonta di Hamilton che dopo il contatto con Kimi si è trovato a rimontare dall’ultima posizione.

Gara sfortunata per la Alfa Romeo Sauber e Leclerc. Il fenomeno monegasco, arrivato sino ad una incredibile settima posizione, è stato costretto al ritiro da un problema tecnico. Peccato.

L’ordine di arrivo del GP inglese rispecchiata l’attuale classifica generale con che Vettel allunga su Hamilton e un Raikkonen sempre più terza forza del campionato.

I tre hanno rispettivamente 173, 161 e 116 punti con Seb in grado di vantare 4 vittorie contro le 3 di Lewis e le 0 di Kimi che occupa al momento il virtuale podio della classifica generale grazie ad una eccellente costanza di rendimento.

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ALFA ROMEO 8C BERTONE PANDION: VENDUTA A 575.000 EURO!

Lo scorso 23 Maggio durante l’asta organizzata da Bolaffi un facoltoso collezionista svizzero ha acquistato per 575.000 euro l’unico esemplare della bellissima Pandion, vettura disegnata da Bertone insieme al Centro Stile Alfa Romeo su base Alfa Romeo 8C Competizione nel 2010.

La Pandion viene presentata al pubblico come concept marciante durante il Salone di Ginevra in Svizzera riscuotendo da subito un ottimo successo per via delle sue linee futuristiche ma non scontate.

Il designer Mike Robinson lavora per Bertone ispirandosi al falco pescatore Pandion, un rapace presente anche in Italia per creare una vettura in “movimento anche da ferma” e il risultato è notevole.

Le portiere (gigantesche) si aprono verso l’alto e verso il retro della vettura simulando l’apertura alare del rapace.

Il frontale ricorda il casco del personaggio di guerra stellari Boba Feet, che a sua volta si ispira all’elmo spartano, ed è riuscito quanto accattivante.

La meccanica è quella della 8C, quindi troviamo il motore Maserati-Ferrari V8 4.7 aspirato da 470 cavalli su telaio in composito alluminio/titanio/carbonio sviluppato da Dallara.

Il peso di soli 1258kg (gli interni sono essenziali quanto curati ed eleganti) uniti ai 470 cavalli del motore V8 danno alla Pandion un carattere da sportiva vera.

Il concept, purtroppo, non ha avuto un seguito produttivo. Peccato.

Peccato perchè la vettura ha dei tratti davvero stilistici davvero interessanti e una linea che, pur essendo estrema, riesce a essere ancora piacevolmente moderna.

La visione posteriore ha gli stessi tratti della zona anteriore ma più elaborati (anche se le linee rimangono pulite) ed è caratterizzato dai 4 tubi di scarico e dal logo Alfa Romeo in bella vista.

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