SI, KTM VUOLE COMPRARE DUCATI. E’ VERO.

Dopo una serie di rumors ora arriva la conferma direttamente da KTM tramite il CEO Pierer: la Casa austriaca vuole comprare la Ducati qualora decidesse di venderla (eventualità che tuttavia in questo momento non esiste, almeno ufficialmente).

L’acquisizione di Ducati permetterebbe a KTM, che già possiede Husqvarna, di diventare il terzo produttore di moto al mondo dopo Honda e Yamaha (parliamo di motociclisti, scooter quindi esclusi) e di sfondare definitivamente nei mercati asiatici con le grosse cilindrate li dove Ducati è forte e in crescita.

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Questo vuol dire che Ducati cambierà per l’ennesima volta proprietario dopo essere passata dal Gruppo Cagiva agli americani, dagli americani a Bonomi (che l’ha risanata), da Bonomi a Audi?

Difficile dirlo…Sicuramente ora il Gruppo VW ha un serio acquirente che, di questi tempi, non è affatto scontato.

WSBK SEMPRE PIU’…MOTOGP. CASE UFFICIALI. TEAM SATELLITE E POCHI PRIVATI.

La WSBK targata Dorna si sta ristrutturando (finalmente) seguendo una strategia ben conosciuta dall’organizzatore spagnolo:

più case ufficiale uguale più ricchezza

più team satelliti uguale più ricchezza (per le Case)

meno team privati (ovvero più stabilità per il campionato che nel corso delle ultime stagioni ha visto perdere team e piloti nel bel mezzo della stagione).

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La Dorna sta in questo momento “stabilizzando” il campionato per renderlo più interessante per le Case e, bisogna ammetterlo, in parte c’è anche riuscito.

Nel 2019 tornerà HRC dopo 16 anni di assenza e BMW con la nuova S1000RR mentre Kawasaki e Ducati hanno confermato il loro impegno ufficiale insieme a Yamaha.

Manca ancora la Suzuki è vero, ma già nel 2018 ci sono stati dialoghi per riportare la GSX-R 1000 RR tra le derivate, manca solamente un team ben strutturato dato che dal Giappone l’interesse c’è (Suzuki corre con strutture decisamente organizzate sia negli USA che nel BSB inglese).

Dalla griglia sono sparite Aprilia e MV Agusta è vero, ma la Dorna qui ha poche colpe. La Casa di Noale si sta concentrando sulla MotoGP mentre MV Agusta da anni non rinnova la F4 che per quanto bella, anzi bellissima, è obsoleta a livello tecnico.

La Dorna ha quindi risolto tutti i problemi della WSBK? Assolutamente no.

La serie non ha un adeguata copertura televisiva in Spagna e questo tiene lontani sia i grandi sponsor iberici sia i piloti di nazionalità spagnola (con relativi sponsor) e senza sponsor, si sa, si corre poco e male.

La Superbike vive ancora grazie agli sponsor italiani (Pata e Aruba su tutti) che sono delusi dalla copertura televisiva in Italia.

Incredibilmente ancora oggi gli appassionati non sanno dove guarderanno le gare e siamo a metà Dicembre quando tra poco più di due mesi inizia il campionato! Irreale e sconfortante allo stesso tempo.

L’impegno delle Case non basta se il campionato non riceve una copertura televisiva stile MotoGP, questo potrebbe portare le stesse Case a tornare indietro entro un paio di stagioni se non vi sarà sviluppo mediatico.

In questo momento tutto ruota intorno alle TV ma le TV non vogliono un campionato dominato da un singolo pilota che non ha carisma come Rea.

Johnny è fortissimo, i suoi 4 titoli sono meritati, ma non è Fogarty o Bayliss, non è il classico matto che ti fa innamorare di questo sport (vedi Stoner o Marquez) è un buon padre di famiglia che mette le foto dei bimbi su Instagram quando Marquez posta video dei suoi traversi sulla pista di flat track…Insomma a livello emotivo Rea non rappresenta di certo il classico “pilota che tutti vorremmo essere”.

Lo stesso Davies non è esattamente un rivale carismatico. Certo guida sopra i problemi, ci mette cuori ma francamente siamo lontani dai duelli Bayliss contro Haga o Fogarty contro Chili.

In WSBK avrei visto bene un cavallo matto come Redding che non trovando posto nel mondiale per derivate si è accasato nel BSB dove piloterà una Ducati Panigale V4R ufficiale (team PBM).

Forse la Dorna dovrebbe “selezionare” determinati piloti in uscita da Moto2 e MotoGP per creare una griglia più interessante anche in WSBK ma c’è tempo anche per fare questo.

 

 

 

WSBK: SVELATO (L’OTTIMO) PROGRAMMA DELLE 3 GARE IN WSBK. ORA IL BIGLIETTO VALE DI PIU’.

Dorna ha svelato il nuovo programma che riguarderà la WSBK a partire dalla stagione 2019 aggiungendo la terza gara, quella sprint, che si chiamerà “Tissot Superpole” (dal nome dello sport, appunto Tissot).

L’aggiunta della terza gara, a parità di costo del biglietto, andrà a dare più valore economico al tagliando di ingresso, e questo è sicuramente un bene sia per lo spettacolo, sia per le nostre tasche.

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La Tissot Superpole durerà 10 giri e si svolgerà alla domenica con assegnazione del punteggio dimezzato: 12 – 9 – 7 – 6 -5 – 3 – 2 -1. Mentre il punteggio rimane invariato per le due gare, quella del sabato e quella della domenica pomeriggio.

Cambio per la superpole. Finalmente sparisce il doppio turno (che francamente non serviva a nulla), la sessione di qualifica si svolgerà su turno unico e servirà a creare la griglia della Race 1 e della Sprint Race Tissot Superpole, mentre il risultato della Race 1 andrà a creare la griglia della Race 2 (o Race 3 se preferite).

Il cambio di format fa sparire un turno di prove libere (ora saranno 3). Sparisce anche la classe STK1000.

Le classi ora sono simili a quelle del motomondiale non solo per numero, ma anche per cilindrata dei mezzi.

300 Supersport / 600 Supersport / Superbike

COME DALL’IGNA HA CAMBIATO NON SOLO LA DUCATI, MA LA MOTOGP INTERA.

Il Direttore di Ducati Corse (che si traduce in capo di tutti gli ingegneri a Borgo Panigale) ha cambiato non solo la Ducati in meglio, ma tutto il contesto tecnico della MotoGP.

L’ingegnere veneto, dopo aver dominato la WSBK con la RSV4, ha portato un approccio totalmente diverso in Ducati, un metodo di lavoro che potremmo definire totale (incrociando i dati di tutti i settori della moto)

Un metodo di lavoro per certi simile a quello usato in F1 dagli ingegneri mentre progettano una vettura partendo da un foglio bianco.

Il metodo Dall’Igna, ne abbiamo parlato in un post precedente, integra tutte le parti della moto creando un rapporto di simbiosi: ogni settore lavora per un altro e viceversa mentre prima si tendeva a creare un progetto per poi adattarlo alle esigenze, oggi si ha una visione più totale, esattamente come sulle vetture da Formula 1.

Dall’Igna ha introdotto l’aerodinamica in MotoGP ma non solo, ha introdotto anche gli step aerodinamici evolutivi durante la stagione come accade tra i prototipi a quattro ruote della massima serie. Ha fortemente voluto un test team che potesse provare soluzioni in maniera quasi del tutto indipendente e in real time con Pirro spesso impegnato in gara con ottimi risultati (un lusso che le altre Case non hanno, la Honda ci ha provato con Bradl ma con risultati non eccelsi e la Yamaha ci sta provando con Folger ma dubito che il tedesco si possa paragonare per velocità e sensibilità a Pirro che corre, tra l’altro, abitualmente nel CIV).

Questo nuovo tipo di approccio ha costretto, per esempio, Honda a rivedere del tutto il suo metodo di lavoro razionalizzandolo in tutte le aree come ha detto Marquez parlando in positivo del nuovo ordine e criticando in maniera indiretta quelle precedente (c’erano sempre tante cose da provare e spesso si faceva confusione).

Oggi il modus operandi di HRC è molto simile a quello Ducati: poche parti da provare per volta e incrocio dei dati per capire se una soluzione è redditizia a livello cronometrico e di feeling oppure no sin da subito. Lo abbiamo visto ai test di Valencia e sopratutto a quelli di Jerez con Marquez intento a compiere run molto brevi uscendo sempre fuori con materiale nuovo mentre prima HRC preferiva provare intere moto del tutto nuove.

Il sistema Dall’Igna ha, in maniera indiretta, messo in difficoltà Yamaha abituata come era a lavorare lentamente e con piccoli sviluppi sempre mirati. Non casualmente la M1 a livello tecnico e di aerodinamica è la MotoGP che è cambiata meno mentre Honda, pur rimanendo fedele al motore a V ha cambiato praticamente tutto dalla RC212V, la prima 4 cilindri, per non parlare di Ducati che dagli albori del suo debutto in MotoGP ha cambiato tipologia di telaio (traliccio, carbonio, alluminio) e decine di vesti aerodinamiche, così come Suzuki che ha esordito con il motore a V salvo poi rientrare con un 4 in linea.

Oggi la MotoGP si sta evolvendo troppo velocemente per gli standard di Iwata che, inevitabilmente come fatto notare da Rossi, non sta reagendo agli avversari o meglio, lo sta facendo secondo il vecchio metodo di lavoro.

Dall’Igna cambierà ben presto anche le regole in WSBK grazie alla V4R. Per la prima volta abbiamo una moto dotata di ali il cui motore gira a oltre 16.000 giri destinata a cambiare le regole del gioco estremizzando il campionato per derivate come e più della MotoGP.

Non mi stupirei di vedere, entro 2 anni, una Honda derivata dalla RC213V che corre in MotoGP ben diversa dalla RC213V-S che è stata, di fatto, un oggetto per collezionisti senza alcuno scopo agonistico.

Lo penso perchè, come ho già scritto in un post precedente, HRC sta lanciando una vasta offensiva in WSBK e l’ultima volta che accadde abbiamo visto nascere e vincere la VTR-SP…

SAPETE PERCHE’ CASEY STONER CORREVA CON IL NUMERO 27 E PEDROSA IL 26?

Sapete perchè Casey Stoner ha sempre corso con il 27 salvo quando è diventato campione del mondo usando il numero 1?

State pensando al numero 27 di Jilles Villeneuve sulla Ferrari? Siete del tutto fuoristrada anche tutti e due usavano lo stesso numero su un mezzo italiano di colore rosso si tratta di pura coincidenza!

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Quando Casey Stoner arrivò in Spagna fu inserito nel programma di giovani talenti di Alberto Puig (attuale team manager HRC in MotoGP) sponsorizzato da Telefonica.

In quel gruppo erano presenti nomi del calibro di Daniel Pedrosa, Chaz Davies e Leon Camier…

Puig prenotò per il campionato i numeri dal 20 al 30, Stoner non ebbe la facoltà di scegliere (avrebbe scelto il 66 perchè suo padre correva con il 6) e si ritrovò con il numero 27 dato che veniva dopo Pedrosa al quale era toccato il numero 26.

THERACEMODE.COM SPECIALE DUCATI SUL SITO! ECCO COME E DOVE!

TheRaceMode.com ha da poco creato una speciale sezione interamente dedicata alla Ducati! Ecco come e dove trovarla!

SMARTPHONE. Se leggete un post dal vostro smartphone dove scorrete la pagina verso il basso sino a trovare la foto su fondo bianco della Panigale V4R, cliccate sulla foto avrete accesso a tutti i posti (MotoGP, WSBK, BSB e modelli) di Borgo Panigale.

PC. Se invece leggete il post dal vostro PC fisso guardate la colonna di destra mentre scorrete verso il basso l’articolo. Troverete su fondo bianco la Panigale V4R, cliccate sopra!

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DUCATI E L’OFFENSIVA GLOBALE: ALLA CACCIA DI MOTOGP, WSBK, BSB E DEI NUOVI MERCATI.

La nuova Panigale V4R come arma totale per riportare a casa il titolo mondiale superbike (al quale Dall’Igna tiene tantissimo dopo averlo vinto più volte con l’Aprilia RSV4) e il titolo nazionale BSB britannico (il più importante tra i campionati nazionali).

La nuova V4 bolognese è nata per alzare l’asticella e battere, anzi possibilmente annientare, la concorrenza giapponese grazie al suo motore in grado di girare a ben 16.500 giri e fa parte di un programma ben più ambizioso:

far diventare Ducati la prima Casa a dominare la velocità a livello globale sulla falsariga dei costruttori tedeschi di auto che corrono in tutti i campionati attraverso un impegno più o meno diretto per promuovere il proprio brand a livello globale (le corse sono ancora il primo veicolo pubblicitario per quasi tutte le Case, non casualmente persino marchi di lusso come Bentley sono impegnati nelle corse e addirittura Lexus, brand che non puntano certo sulla sportività dei loro modelli…).

La parola globale, nel 2019, è la chiave di tutto e lo sarà per almeno altri 10 anni.

Internet prima e i social dopo hanno enormemente ristretto le distanza planetarie sino quasi a creare una sorta di real time nel qualche tutti sanno cosa succede a New York in diretta mentre seguono un evento sportivo che si svolge a Tokyo e chattano con un amico che si trova a Camberra in Australia.

Infatti la proprietà Audi non è solamente economica o tecnica è prima di tutto concettuale.

Audi vuole creare un brand forte (come ha fatto con il sottobrand Scrambler) per portare in giro e mostrare la propria tecnologia abbinata al design italiano.

Senza dimenticare la MotoGP che è, ormai, il primo veicolo pubblicitario di Ducati nel sud est asiatico li dove il mercato delle moto e degli accessori è in continua crescita.

La Dorna infatti ha investito bene in nazioni come Malesia e Thailandia per promuovere l’immagine del motociclismo raccogliendo dei frutti decisamente succulenti ora che sono maturi. Le Case hanno ringraziato. Infatti la KTM, un altro brand fortissimo in quei mercati grazie alle piccole cilindrate, è entrata in MotoGP non tanto per vincere (impossibile o quasi per almeno 4-5 anni) ma per promuovere l’Austria in tonalità arancione.

 

 

IL RALLY DI MONZA E’ SHOW, NON E’ MOTORSPORT. ED E’ GIUSTO CHE SIA COSI’.

Torna il Rally di Monza e tornano, come sempre, accuse e polemiche intorno a Valentino Rossi colpevole di usare una vettura superiore a quella dei “rivali”.

Il Rally di Monza è ormai un occasione per far casino sui social grazie ai soliti blogger che non capendo nulla di motorsport cercano di colpire le persone con post populisti ma, di base, vuoti a livelli di contenuti.

Quello che sfugge a “blogger” che ho citato prima è lo scopo del Rally di Monza che NON è proporre una competizione sportiva, è proporre uno show più o meno simpatico per chiudere l’anno attirando piloti e pubblico dentro la cornice del bellissimo circuito di Monza.

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Personalmente noi di TheRaceMode non ne parliamo a livello sportivo (e mai ne parleremo) perchè non si parla di Motorsport, tutto qui. Nessuna polemica e nessun populismo becero.

Valentino Rossi ha una vettura superiore? Si. E allora? Trattandosi di show e non di motorsport a chi interessa? Cosa si vince al Rally di Monza? Un qualche titolo riconosciuto dalla FIA? No. Non si vince nulla e quando non si vince nulla e sei li solo per divertirti e far divertire il pubblico a chi importa cosa guidi e perchè?

Il Rally di Monza vive grazie alla presenza di Rossi, Valentino ne è l’anima quindi deve essere protagonista in una qualche maniera, piaccia oppure no.

Inoltre come si può considerare importante una competizione che vede e che ha visto partecipare attori, persone delle TV e “infiltrati” di vario genere?

Il Rally di Monza verrà vinto da Rossi? Da Loeb? Da Guido Meda? Da Matteo Salvini? Francamente non è importante chi vince, l’importante è avvicinare le persone al rombo dei motori e alle emozioni della velocità.

Ma questo, certi blogger populisti, proprio non lo capiscono concentrati come sono sul proprio egoismo mediatico.

 

APRILIA RS 660: SARA’ L’EREDE DELLA BELLISSIMA RS 250? (SOGNANDO IL TT…)

Durante l’EICMA l’Aprilia, lo saprete ormai tutti, ha presentato una inedita moto sportiva in cilindrata 660 dotata di un motore bicilindrico parallelo fronte marcia dotata di una linea molto accattivante e dimensioni compatte.

La RS 660 (questo il suo nome) ha riscosso davvero tanto successo perchè, finalmente, rappresenta una soluzione non banale nel “noioso” panorama delle sportive leggere caratterizzato da mezzi spesso molto economici nei materiali e davvero poco sportivi nelle prestazioni.

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La moto è stata vista durante una sessione di test sulla pista di Vallelunga in due versioni:

una con i manubri sopra la più piastra che possiamo definire turistica e uno con i manubri sotto la piastra decisamente più sportiva.

La RS 660 sarà venduta in due o più versioni? Forse. Difficile dirlo in questo momento come è impossibile sapere cosa stesse facendo Aprilia a Vallelunga in realtà.

Sicuramente la base ciclistica/motore si presta a diverse interpretazioni (sportiva, race replica, naked, sport tourer leggera) e potrebbe davvero dare vita ad una famiglia di moto modulabili (come si fa sulle auto: stesso telaio viene usato per creare auto da famiglia oppure sportive) rappresentando per la Casa di Noale un investimento basso con alto margine di profitto.

Nei giorni scorsi la Norton ha presentato la bellissima 650 Superlight dotata di un motore bicilindrico parallelo frontemarcia, una sofisticata elettronica e carenature in carbonio.

A questo punto la domanda da farsi è: queste bicilindriche 650 sono le eredi naturali delle sportive leggere del passato come Ducati SS 900, Aprilia RS 250 e Kawasaki ZXR400R?

La potenza si attesta sui 100 cavalli e grazie al peso ridotto dovrebbero essere anche facili e divertenti da guidare (meno cavalli vuol dire meno elettronica “invadente” e meno impegno psico fisico) quindi si, possiamo considerarle le eredi di un filone che si credeva morto sostituito da moto potentissime (200 e più cavalli) ma anche più pesanti e difficili da guidare.

La Norton 660 Superlight correrà il TT nel 2019 e se l’Aprilia…

E se l’Aprilia decidesse di correre al TT dove l’impegno ufficiale di una Casa italiana manca dai tempi della MV Agusta?

LISTA ISCRITTI SUPERBIKE: POCHI MA (MOLTO) BUONI!

La griglia della WSBK perde numeri ma acquista tanta, tantissima, qualità!

Il campionato delle derivate avrà 18 piloti permanenti, la maggioranza dei quali supportato da Case ufficiali come non accadeva ormai da molti anni. Ecco la lista:

Davies – Bautista | Ducati Panigale V4R | Team Ducati Aruba (ufficiale)

Rinaldi | Ducati Panigale V4R | Team Barni Racing (satellite)

Sykes – Reiterberger | BMW S1000RR | Team BMW Motorrad World Superbike (ufficiale)

Rea – Haslam | Kawasaki ZX-10RR | Team Kawasaki KRT (ufficiale)

Camier – Kiyonari | Honda CBR1000RR SP2 | Team Honda-HRC Moriwaki (ufficiale)

Del Bianco | Honda CBR1000RR SP2 | Team Honda Althea Racing (satellite)

Laverty | Ducati Panigale V4R | Team Go Eleven (privato, supporto Ducati in fase di definizione)

Mercato | Kawasaki ZX-10RR | Team Orelac

Torres  | Kawasaki ZX-10RR | Team Pedercini (privato)

Razgatlıoğlu | Kawasaki ZX-10RR | Team Puccetti Racing (satellite)

Melandri – Cortese | Yamaha R1M | Team Yamaha GRT

Van Der Mark – Lowes | Yamaha R1M | Team Yamaha World Superbike

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Su 18 iscritti ben 10 sono piloti ufficiali a rappresentare Ducati, BMW, Honda, Kawasaki e Yamaha (spariscono dalla griglia Aprilia e MV Agusta che hanno deciso di impegnarsi solamente nel motomondiale)

Il 2019 vedrà il debutto di due nuove moto: la Ducati Panigale V4R e la BMW S1000RR che non sono evoluzioni dei modelli precedenti ma progetti del tutto nuovi creati appositamente per competere tra le derivate.

Pesa l’assenza di Suzuki che dopo aver progettato una moto interessante, la nuova GSX-R 1000 R che tanto bene sta facendo nei campionati nazionali, ha deciso nuovamente di non impegnarsi direttamente tra le derivate.

 

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