SUPERBIKE LASCIA MEDIASET, IN CHIARO SUL CANALE SKY TV8 NEL 2019.

Come da programma, e non era certamente un segreto, Mediaset ha deciso di non rinnovare l’accordo con Dorna per quanto riguarda la WSBK preferendo puntare sulla Formula E (solo il tempo dirà se ha puntato sul cavallo giusto…).

La Dorna ha ceduto i diritti, per quanto riguarda l’Italia, a SKY che ha creato un palinsesto in chiaro, quindi visibile a tutti, sul canale TV8 che quindi a partire dal 2019 avrà MotoGP, F1 e WSBK diventando, in maniera quasi del tutto involontaria, il canale di riferimento in chiaro per gli appassionati di motorsport.

Il cambiamento porterà a un miglioramento del servizio? La risposta è scontata: si. Si perchè è davvero difficile fare peggio di Mediaset che durante il 2018 ha quasi trasmesso con “noia” le derivate.

Personalmente mi sarebbe piaciuto, amici, avere la possibilità di vedere le gare anche su una piattaforma dedicata come accade per la MotoGP in modo da avere immagini di qualità migliore e approfondimenti 24 ore su 24 ma non si può avere tutto e inoltre se la WSBK renderà a livello di gradimento su TV8 non è che non arrivi non dico un canale dedicato ma più attenzione da parte della redazione di SKY Motori.

 

LA SUPERBIKE SU SKY NEL 2019? SEMBRA PROPRIO DI SI.

La Superbike starebbe per entrare nel progetto di SKY riservato alla MotoGP per affiancare televisivamente parlando i prototipi. Dorna e SKY stanno infatti lavorando a un accordo per portare sulla piattaforma satellitare le derivate spesso “maltrattate” da Mediaset in quest’ultima stagione.

E’ un passo in avanti? E’ un passo indietro? Sicuramente alcuni aspetti sono positivi altri meno. Ne parleremo in un articolo dedicato molto presto.

 

WSBK SEMPRE PIU’…MOTOGP. CASE UFFICIALI. TEAM SATELLITE E POCHI PRIVATI.

La WSBK targata Dorna si sta ristrutturando (finalmente) seguendo una strategia ben conosciuta dall’organizzatore spagnolo:

più case ufficiale uguale più ricchezza

più team satelliti uguale più ricchezza (per le Case)

meno team privati (ovvero più stabilità per il campionato che nel corso delle ultime stagioni ha visto perdere team e piloti nel bel mezzo della stagione).

SEGUI THERARACEMODE.COM OGNI GIORNO! INSERISCI IL SITO TRA I TUOI PREFERITI E CLICCA QUI PER LEGGERE TUTTI GLI ARTICOLI PUBBLICATI!

La Dorna sta in questo momento “stabilizzando” il campionato per renderlo più interessante per le Case e, bisogna ammetterlo, in parte c’è anche riuscito.

Nel 2019 tornerà HRC dopo 16 anni di assenza e BMW con la nuova S1000RR mentre Kawasaki e Ducati hanno confermato il loro impegno ufficiale insieme a Yamaha.

Manca ancora la Suzuki è vero, ma già nel 2018 ci sono stati dialoghi per riportare la GSX-R 1000 RR tra le derivate, manca solamente un team ben strutturato dato che dal Giappone l’interesse c’è (Suzuki corre con strutture decisamente organizzate sia negli USA che nel BSB inglese).

Dalla griglia sono sparite Aprilia e MV Agusta è vero, ma la Dorna qui ha poche colpe. La Casa di Noale si sta concentrando sulla MotoGP mentre MV Agusta da anni non rinnova la F4 che per quanto bella, anzi bellissima, è obsoleta a livello tecnico.

La Dorna ha quindi risolto tutti i problemi della WSBK? Assolutamente no.

La serie non ha un adeguata copertura televisiva in Spagna e questo tiene lontani sia i grandi sponsor iberici sia i piloti di nazionalità spagnola (con relativi sponsor) e senza sponsor, si sa, si corre poco e male.

La Superbike vive ancora grazie agli sponsor italiani (Pata e Aruba su tutti) che sono delusi dalla copertura televisiva in Italia.

Incredibilmente ancora oggi gli appassionati non sanno dove guarderanno le gare e siamo a metà Dicembre quando tra poco più di due mesi inizia il campionato! Irreale e sconfortante allo stesso tempo.

L’impegno delle Case non basta se il campionato non riceve una copertura televisiva stile MotoGP, questo potrebbe portare le stesse Case a tornare indietro entro un paio di stagioni se non vi sarà sviluppo mediatico.

In questo momento tutto ruota intorno alle TV ma le TV non vogliono un campionato dominato da un singolo pilota che non ha carisma come Rea.

Johnny è fortissimo, i suoi 4 titoli sono meritati, ma non è Fogarty o Bayliss, non è il classico matto che ti fa innamorare di questo sport (vedi Stoner o Marquez) è un buon padre di famiglia che mette le foto dei bimbi su Instagram quando Marquez posta video dei suoi traversi sulla pista di flat track…Insomma a livello emotivo Rea non rappresenta di certo il classico “pilota che tutti vorremmo essere”.

Lo stesso Davies non è esattamente un rivale carismatico. Certo guida sopra i problemi, ci mette cuori ma francamente siamo lontani dai duelli Bayliss contro Haga o Fogarty contro Chili.

In WSBK avrei visto bene un cavallo matto come Redding che non trovando posto nel mondiale per derivate si è accasato nel BSB dove piloterà una Ducati Panigale V4R ufficiale (team PBM).

Forse la Dorna dovrebbe “selezionare” determinati piloti in uscita da Moto2 e MotoGP per creare una griglia più interessante anche in WSBK ma c’è tempo anche per fare questo.

 

 

 

WSBK: SVELATO (L’OTTIMO) PROGRAMMA DELLE 3 GARE IN WSBK. ORA IL BIGLIETTO VALE DI PIU’.

Dorna ha svelato il nuovo programma che riguarderà la WSBK a partire dalla stagione 2019 aggiungendo la terza gara, quella sprint, che si chiamerà “Tissot Superpole” (dal nome dello sport, appunto Tissot).

L’aggiunta della terza gara, a parità di costo del biglietto, andrà a dare più valore economico al tagliando di ingresso, e questo è sicuramente un bene sia per lo spettacolo, sia per le nostre tasche.

SEGUI THERACEMODE OGNI GIORNO! INSERISCI IL SITO TRA I TUOI PREFERITI CLICCANDO QUI E VISITANDO LA HOMEPAGE!

La Tissot Superpole durerà 10 giri e si svolgerà alla domenica con assegnazione del punteggio dimezzato: 12 – 9 – 7 – 6 -5 – 3 – 2 -1. Mentre il punteggio rimane invariato per le due gare, quella del sabato e quella della domenica pomeriggio.

Cambio per la superpole. Finalmente sparisce il doppio turno (che francamente non serviva a nulla), la sessione di qualifica si svolgerà su turno unico e servirà a creare la griglia della Race 1 e della Sprint Race Tissot Superpole, mentre il risultato della Race 1 andrà a creare la griglia della Race 2 (o Race 3 se preferite).

Il cambio di format fa sparire un turno di prove libere (ora saranno 3). Sparisce anche la classe STK1000.

Le classi ora sono simili a quelle del motomondiale non solo per numero, ma anche per cilindrata dei mezzi.

300 Supersport / 600 Supersport / Superbike

LISTA ISCRITTI SUPERBIKE: POCHI MA (MOLTO) BUONI!

La griglia della WSBK perde numeri ma acquista tanta, tantissima, qualità!

Il campionato delle derivate avrà 18 piloti permanenti, la maggioranza dei quali supportato da Case ufficiali come non accadeva ormai da molti anni. Ecco la lista:

Davies – Bautista | Ducati Panigale V4R | Team Ducati Aruba (ufficiale)

Rinaldi | Ducati Panigale V4R | Team Barni Racing (satellite)

Sykes – Reiterberger | BMW S1000RR | Team BMW Motorrad World Superbike (ufficiale)

Rea – Haslam | Kawasaki ZX-10RR | Team Kawasaki KRT (ufficiale)

Camier – Kiyonari | Honda CBR1000RR SP2 | Team Honda-HRC Moriwaki (ufficiale)

Del Bianco | Honda CBR1000RR SP2 | Team Honda Althea Racing (satellite)

Laverty | Ducati Panigale V4R | Team Go Eleven (privato, supporto Ducati in fase di definizione)

Mercato | Kawasaki ZX-10RR | Team Orelac

Torres  | Kawasaki ZX-10RR | Team Pedercini (privato)

Razgatlıoğlu | Kawasaki ZX-10RR | Team Puccetti Racing (satellite)

Melandri – Cortese | Yamaha R1M | Team Yamaha GRT

Van Der Mark – Lowes | Yamaha R1M | Team Yamaha World Superbike

STAI LEGGENDO IL POST DAL TUO SMARTPHONE? CLICCA QUI PER ACCEDERE A TUTTE LE NEWS PUBBLICATE E ALLE SEZIONI TEMATICHE!

Su 18 iscritti ben 10 sono piloti ufficiali a rappresentare Ducati, BMW, Honda, Kawasaki e Yamaha (spariscono dalla griglia Aprilia e MV Agusta che hanno deciso di impegnarsi solamente nel motomondiale)

Il 2019 vedrà il debutto di due nuove moto: la Ducati Panigale V4R e la BMW S1000RR che non sono evoluzioni dei modelli precedenti ma progetti del tutto nuovi creati appositamente per competere tra le derivate.

Pesa l’assenza di Suzuki che dopo aver progettato una moto interessante, la nuova GSX-R 1000 R che tanto bene sta facendo nei campionati nazionali, ha deciso nuovamente di non impegnarsi direttamente tra le derivate.

 

BSB: ECCO LE DUCATI PANIGALE V4R DI REDDING E BROOKES

La nuova Ducati Panigale V4R è pronta per un altro debutto, quello nel prestigioso campionato inglese BSB.

Il V4 bolognese verrà gestito nuovamente dal team Be Wiser PBM che per la stagione 2019 si presenta con un line up completamente rinnovato:

Scott Redding in arrivo dalla MotoGP e il veterano australiano Josh Brookes.

Conosciamoli un pochino meglio.

Il britannico, a lungo nel motomondiale, ha passato il 2018 più a fare video goliardici su Facebook che non in sella ed alla fine ha perso il posto non solo in Aprilia, ma pure in MotoGP. Scartato dai team della Moto2 e della WSBK ha trovato lavoro in BSB dove, testa permettendo, potrà ricostruirsi dato che ha solo 25 anni. Il talento al figlio della perfida Albione non manca, si tratta ora di crescere e di fare il mestiere del pilota. Il BSB sarà la sua ultima chance, in alternativa non rimane che provare a entrare nel cast di Jackass.

Di origine australiana Brookes è un veterano ha praticamente corso ovunque nel mondo guidando di tutto! Ha corso nel BSB (vincendo il titolo con la Yamaha R1M del team SMR), WSBK, WSS e persino il TT! Il suo talento (enorme) non è stato gestito dal suo carattere spesso sin troppo istintivo. Nella sua carriera sin qui ha guidato ogni genere di moto dalla Ducati 749R in WSS passando per la Norton al TT senza tralasciare Kawasaki ZX-10R, BMW S1000RR, Yamaha R1M, Honda CBR1000RR, Honda CBR600RR.

Josh e Scott sono in grado di vincere al debutto sulla V4R il campionato orfano del campione 2018 Haslam, ritornato in WSBK, sempre in sella alla Kawasaki ZX-10RR.

SUPERBIKE: JEREZ TEST DAY 2, REA VOLA! BAUTISTA VOLA…PER TERRA (2 VOLTE).

I ragazzi della WSBK hanno finito il 2018 (solamente BMW e Honda saranno a breve in pista per una sessione di test privati) chiudendo nel migliori dei modi a Jerez.

Il circuito spagnolo, finalmente asciutto e ben gommato, ha incoronato “veloce del giorno” ancora una volta Rea e la sua Kawasaki ZX-10RR.

Il 4 volte campione del mondo ha anche usato la gomma da tempo per dare la mazzata psicologica di fine anno ai colleghi che si ritroveranno tutti insieme a Gennaio (tra qualche settimana) per un ulteriore sessione di test prima di partire per Phillip Island e dare inizio alle ostilità.

STAI LEGGENDO IL POST CON IL TUO SMARTPHONE? SCORRI LA PAGINA VERSO IL BASSO PER TROVARE LE ULTIME NEWS PUBBLICATE E NON DIMENTICARE DI AGGIUNGERE @THERACEMODE SU TELEGRAM!

Bautista e Davies, siamo in casa Ducati, hanno proseguito il loro lavoro di conoscenza della V4R provando tanto a livello di set e di elettronica senza mai cercare il tempo shock. Nel caso dello spagnolo, in arrivo dalla MotoGP, ha deciso anche di conoscere i limiti del nuovo V4R sdraiandosi per ben due volte senza alcuna conseguenza (non è mai un buon segno quando cadi durante i test in sella ad una moto che conosci poco, spesso denota mancanza di feeling).

Molto bene Lowes e Haslam. I pilota Yamaha ha chiuso con il 2° crono assoluto mentre Leon, di ritorno in WSBK dopo il titolo BSB, sta prendendo sempre maggiore confidenza con la ZX-10RR. Mentre prosegue l’apprendistato di Melandri e Cortese a bordo della Yamaha R1M del team GRT senza drammi e senza acuti.

Dei test di Jerez parleremo ancora durante la giornata attraverso un più completo post dedicato.

 

SUPERBIKE: LO STORICO TEAM TEN KATE RACING CHIUDE…E FA CAUSA A HONDA!

Per la serie ci siamo tanti amati…Dopo il divorzio “forzato” tra Honda e Ten Kate arriva la fase della lotta in tribunale.

La struttura olandese ha chiuso, per bancarotta, la divisione sportiva Ten Kate Racing e nel farlo ha deciso di far causa a Honda rea di aver deciso unilateralmente la scissione degli accordi senza alcun preavviso.

Pare infatti che il divorzio abbia colto di sorpresa i cugini Ten Kate (davvero non vi erano state avvisaglie? Mi sembra difficile ancora solo pensarlo…Ma questa è la versione dei due manager olandesi) recando un danno economico alla struttura sportiva che, di fatto, viveva anche grazie ai fondi di Honda Europe.

Ma cosa è successo? Come si è arrivati a questo dopo ben 10 titoli iridati, uno dei quali in WSBK grazie a Toseland (foto) grazie anche alla preziosa collaborazione di Ten Kate?

Da qualche anno a questa parte in WSBK Honda Europe gestiva budget e risorse mentre Ten Kate rappresentava solamente la parte logistica. La situazione come ben sappiamo non ha portato a nessun risultato sportivo di rilievo (anche a causa di una moto, la CBR1000RR, nettamente inferiore rispetto alla concorrenza) e questo ha causato le “ire” di Honda Japan che ha deciso di prendere direttamente il controllo della situazione tecnica, economica e logistica.

A livello logistico si affiderà al solidissimo team Althea Racing, a livello tecnico si affiderà alla fidatissima partnership di Moriwaki mentre a livello di budget questi verranno stanziati da Honda Japan e gestiti da HRC che avrà potere decisionale sui piloti e sulle attività in pista come già avviene in MotoGP, Dakar, MXGP ecc…

Honda-HRC, lo saprete, ha “imposto” il ritorno di Kiyonari scelta che non è piaciuta allo sponsor Red Bull che anche a causa di questo ha deciso di non rinnovare gli accordi (mentre al contrario Red Bull e Honda-HRC hanno una collaborazione molto solida).

Tornando a parlare di Ten Kate invece nulla cambia a livello commerciale. La concessionaria, una tra le più grandi in Europa, che ha sede nei pressi di Assen andrà avanti anche se, inevitabilmente il rapporto con Honda Europe e Honda Japan andrà ricostruito.

 

 

BAUTISTA, LA DUCATI V4R E QUELLA REGOLA NON SCRITTA DEL MOTOCICLISMO…

I tempi finali del 1° giorno di test a Jerez (Spagna) di Alvaro Bautista al debutto sulla Ducati V4R in configurazione WSBK hanno effettivamente impressionato, girare a 3 decimi da Rea con una moto nuova e livello di progetto e sconosciuta a livello di feeling è sicuramente un bel biglietto da visita per l’ex campione del mondo classe 125GP ed ex pilota di 250GP e MotoGP.

Alvaro è un ragazzo che va forte, la gara di Phillip Island di questa stagione lo ha dimostrato, ha lottato a parità di moto (la Ducati GP19 ufficiale) con Andrea Dovizioso pur non avendo mai testato quella moto prima dello stesso week end di gara del quale è stato protagonista. Il simpatico spagnolo, semmai, è stato ingiustamente sottovalutato a mio modo di vedere in passato ma ora in WSBK avrà modo di riscattarsi con gli interessi.

Ma torniamo ai tempi. Girare a 3 decimi è sicuramente interessante ma…Ci sono dei ma da tenere in considerazione.

Scendere da una moto molto aggressiva, potente e rigida e salire su una moto più “amichevole” ti aiuta sempre ad andare forte subito, lo abbiamo visto ai test di Valencia con Franco Morbidelli: sceso dalla “difficile” Honda RC213V e salito sulla ben più facile Yamaha M1 è andato subito forte a livello di crono assoluto.

Andare forte è facile, ma andare molto forte è cosa ben più difficile.

I tempi del Day 1 di Jerez sono lontani dai limiti di moto e pilota, di fatto Bautista ha realizzato un buon tempo assoluto ma che di fatto “non è un buon tempo”, cosa accadrà quando i tempi scenderanno e Alvaro dovrà avere a che fare con una moto più nervosa e difficile da guidare?

Bautista dopo il 1° giorno di Jerez ha definito la V4R più dolce della Ducati da MotoGP, simile nel carattere del motore, ma più dolce a livello di erogazione e reazioni in pista.

Viene da chiedersi: ha trovato la moto dolce perchè effettivamente lo è oppure ha trovato la moto dolce perchè è ancora molto lontano dal suo limite?

Una volta un mio caro amico, purtroppo ex pilota mi disse parlando della Honda CBR600RR e del Mugello:

“vedi Marco con la Honda 600 è facile andare forte ma è difficile andare molto forte. Raggiunge il suo limite presto e questo ti da l’impressione di essere efficace a livello di tempo. Con la Yamaha R6 è difficile andare molto forte perchè i limiti sono più alti, devi prenderti qualche rischio, devi essere più preparato se vuoi sfruttarla per bene”.

I tempi di Bautista, mi ripeto, sono sicuramente buoni ma rimango ancora piuttosto conservativo a livello di giudizio finale appunto perchè al momento non solo lui è indefinibile, ma anche la nuova Ducati Panigale V4R è, per forza di cose, ben lontana dal suo limite.

Per concludere prendiamo i tempi di Davies, più lenti rispetto a quelli del compagno di team Bautista. Sono più lenti perchè? Perchè Chaz sta proseguendo il lavoro di adattamento? Ha compiuto un lavoro di comparazione tra setting? I due stanno compiendo un lavoro diverso: di adattamento Alvaro, di “sgrezzatura” Davies.

Tra i due sicuramente, paradossalmente, Bautista è favorito perchè non dovrà adattarsi ad un qualcosa di nuovo mentre Chaz si.

In moto adattarsi ad una moto nuova è sempre tremendamente difficile quando la moto in questione è più rigida e più potente (come è la V4R rispetto alla Panigale R V2), lo abbiamo visto accadere con Rossi in Ducati, con Lorenzo in Ducati ma anche con Zarco con la KTM. La RC16 è più potente e rigida della M1 ed il francese, vittima anche di due cadute, ha ammesso di non aver feeling.

SEGUICI ANCHE SU TELEGRAM CERCA #THERACEMODE e rimani informato in real time su auto, moto e test attraverso foto e link!

SUPERBIKE: A JEREZ SUPER DUCATI V4R E SUPER BAUTISTA (CHE BATTE DAVIES…).

Il 1° giorno dei test di Jerez si apre con il botto: Alvaro Bautista salta in sella alla Ducati V4R per la prima volta e si mette dietro Davies girando, con una moto del tutto nuova, a soli 3 decimi da Rea che conosce la Kawasaki ZX-10RR come le sue tasche.

Se il buongiorno si vede dal mattina sarà un grande campionato quello 2019.

Il campione del mondo ha girato i 1.39.657 contro 1.39.979 di Bautista e 1.40.202 di Davies che ha realizzato il 3° tempo davanti a Lowes (Yamaha), Haslam (Kawasaki), Melandri (Yamaha), VdM (Yamaha) e Sandro Cortese (Yamaha).

Da notare il 6° tempo di Marco Melandri che alla prima uscita con la R1M si permette il lusso di stare davanti al pilota ufficiale Van Der Mark che conosce la 4 cilindri di Iwata sicuramente meglio di lui.

Tornando a Bautista. Lo spagnolo non ha neppure tirato il collo al V4 bolognese concentrandosi sulle sensazioni alla ricerca del feeling con una moto che è profondamente diversa dalla MotoGP a cui era abituato, qui troviamo un elettronica più evoluta, freni in acciaio e non in carbonio, ingombri maggiori, gomme Pirelli in luogo delle Michelin, potenza ridotta di almeno 20 cavalli.

I tempi sono destinati a scendere già da domani andando verso un limite, solo a quel punto potremmo valutare con più precisione Bautista e la nuova V4R.

1 2 3 4