LANCIA BETA MONTECARLO GRUPPO 5: LA BESTIOLINA DI LANCIA, DALLARA E ABARTH!

Siamo sul finire degli anni 70 quando FIAT, attraverso il Marchio Lancia, attacca lo strapotere agonistico della invincibile Porsche 935 nel campionato Gruppo 5 Silhoutte.

Il regolamento del Gruppo 5, a patto di partire dal telaio di serie, lascia la porta aperta ad ogni sorta di elaborazione a livello aerodinamico e motoristico.

Grazie a questo regolamento di tipo “opon” nascono vetture ancora oggi ricordate come la Porsche 935 Moby Dick e appunto la Beta Montecarlo Gruppo 5.

Sfruttando le aperture del regolamento FIAT affida a Lancia, Dallara e Abarth il compito di creare una vettura in grado di battere la 935 (anche se le due auto correvano nello stesso campionato gareggiavano divise per categorie) e la BMW M1.

La carrozzeria viene completamente ridisegnata da Pininfarina grazie alla galleria del vento. Ora la Beta Montecarlo ha vistose ali e spoiler e al pari della 935 Moby Dick si sviluppa in lunghezza pur senza arrivare agli eccessi del rivale tedesco.

Il telaio in alluminio e acciaio, manco a dirlo, veniva preparato da Dallara che lavora in maniera molto attenta sulla distribuzione dei pesi per rendere la vettura facile da guidare.

Il motore 1.4 4 cilindri turbo viene preparato da Abarth grazie a Tonti, mentre Maglioli e Materazzi arrivano da Lancia (si colui che ha progettato vetture come la Stratos e la F40…).

La storia del motore merita quasi un capitolo tutto suo! Infatti il piccolo propulsore, in grado di erogare 480 cavalli (ma si vocifera di un test con motore da oltre 700 cavalli mai usato in gara. Un mostro purtroppo poco affidabile ed infatti sarà l’affidabilità uno dei problemi iniziali della Beta Gruppo 5).

Dicevamo del motore. L’unità era montata in posizione centrale dietro le spalle del pilota e sfruttava il medesimo basamento della Lancia Beta 1.8 mentre la testata veniva prelevata dalla…131 Abarth! La potenza scese prudenzialmente a 360 cavalli per non mettere in crisi il cambio a 5 rapporti.

La Beta Montecarlo Turbo Gruppo 5 esordisce nel 1979 con un ritiro alla 1.000km di Silverstone. Nonostante l’inizio non facile la vettura italiana si consacra molto presto ottenendo pole e vittoria di divisione alla 6 Ore di Pergusa sul velocissimo anello siciliano e si ripete subito dopo a Brands Hatch nel Regno Unito grazie alla coppia composta da Patrese e Rohrl. Nonostante qualche ritiro di troppo la Beta Montecarlo ottiene la vittoria di divisione battendo BMW e Ford che non avevano ne la vettura, ne i piloti per battere la corazzata Lancia.

Nel 1980 la Beta si consacra e anzi si migliora! La potenza sale a 400 cavalli e (finalmente!) la vittoria non si rompe più. la vettura italiana non solo conquista la propria divisione ma ottiene addirittura 3 vittorie assolute battendo le ben più potenti Porsche 935. Al termine del 1980 arriva, con merito, il primo titolo marche!

Nel 1981 arriva lo sponsor Martini Racing (già partner di Porsche proprio con la rivale 935) e arriva un altro titolo! Il campionato, che ora si chiama mondiale endurance, non cambia nella forma ma solo nel nome e la Beta Montecarlo è una vettura matura e affidabile. Lancia vince la propria divisione e nuovamente la classifica assoluta battendo ancora una volta la micidiale 935 anche grazie ad un sistema di punteggi complesso che premiava più i piazzamenti che le vittorie.

La FIA lancia il Gruppo C e, di fatto, manda in pensione vetture iconiche come 935 e Beta Montecarlo Turbo chiudendo un era dell’automobilismo.

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LANCIA FERRARI LC2: COSTRUITA DA DALLARA, CUORE DI MARANELLO. LA STORIA.

E’ impossibile parlare della Lancia LC2 senza parlare di chi l’ha progettata, ovvero Tonti e Dallara, e senza parlare ovviamente di Ferrari.

La vettura che corre ufficialmente in livrea Martini Racing dal 1983 al 1986 nel campionato mondiale sportcar riservato ai prototipi Gruppo C è frutto della collaborazione dei grandi “maestri” del motorsport italiano.

Vettura dotata di una potenza incredibile (batte a livello prestazionale la Porsche 956c) e di una perfomance sul giro secco imbattibile mentre pecca purtroppo a livello di affidabilità e consuma tanto carburante.

Abbiamo parlato di prestazioni pure? Ecco qualche (impressionate!) dato:

Il motore Ferrari 2.6 V8 90° biturbo, lo stesso usato sulla Ferrari 308GTB ma ridotto nella cilindrata erogava la bellezza di 700 cavalli a 9.000 giri (9.000 giri per un V8 biturbo è un dato impressionante ancora oggi, e parliamo del 1983).

Il motore, curato dall’Ingegnere di Ferrari Nicola Materazzi (padre della F40 ma anche della Lancia Stratos) in cilindrata 3.0 arriva addirittura a 800 cavalli nel 1984 (in prova è stata raggiunta la potenza di 1.000 cavalli. Dati, come detto, impressionanti così come è impressionante la velocità massima:

360km/h!

Il cambio si serve di una unità a 5 rapporti con innesti frontali dotata di frizione bidisco montano a sbalzo mentre il differenziale è autobloccante (25%-100%).

Il telaio, realizzato da Dallara, è un monoscocca in alluminio a nido d’ape mentre la carrozzeria è in leggero composito. L’ago della bilancia si ferma a 850kg anche grazie alle forme compatte del prototipo di Lancia che è larga appena 1800mm (limite per regolamento 2000mm) e alto 1065 (limite per regolamento 1100).

Abbiamo parlato del consumo come punto debole perchè il regolamento premiava le vetture che…consumavano meno! Infatti per completare una 1000km avevi a disposizione massimo 600 litri mentre per completare una 24 Ore avevi a disposizione massimo 2.500 (il regolamento del tempo, se vogliamo, è molto simile a quello attuale della F1).

La LC2 andava forte, anzi fortissimo, ma come detto non era esente da problemi e consumava troppo…queste caratteristiche negative la limitarono contro le Porsche.

Il bottino agonistico della LC2 del team Martini Racing capitanato da Cesare Fiorio è ben al di sotto delle aspettative, anche considerando i piloti che si sono messi al volante, nomi come Patrese, Fabi, Barilla, Nannini e Alboreto.

Alla fine del programma, siamo a fine anni 80, Abarth acquisisce le Lancia L2 e cambia il motore (la vera parte debole) montando il V10 3.5 Alfa Romeo creato in origine per la 164 Procar, nasce così (anzi non nasce) la Alfa Romeo SE048SP di cui abbiamo parlato (clicca QUI).

La Lancia LC2 partecipa a 51 gare e ne vince solamente 3 mentre otterrà ben 13 pole e 11 giri veloci dimostrando di essere una vettura prestazionale ma poco adatta alle gare endurance.

Il mensile Ruoteclassiche scriverà di lei:

“Velocissima da subito, la LC2 non era altrettanto affidabile; sopratutto a inizio carriera, vederla tagliare il traguardo non era scontato”. (Alessandro Barteletti)

di Marco M TheRaceMode | Seguimi su Facebook

Giulia Quadrifoglio 2018 / BMW R NineT Blackstorm Vintage 2017 / Ducati 749R 2004

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