DALLA GIULIA QUADRIFOGLIO AL JEEP WRANGLER RUBICON? SI! SI PUO’ FARE!

No amici non ho venduto la Giulia Quadrifoglio per passare al super off-road Jeep Wrangler Rubicon e non ci penso neppure! Al Wrangler? No! A vendere la Giulia, mentre al Rubicon, dopo averlo provato, ci penso eccome! Ma facciamo un passo indietro, anzi due!

Poche settimane fa a Imola, in pista, ho avuto la possibilità di provare la Ferrari 812, una vettura che non ha certo bisogno di essere presentata, i numeri parlano per lei: 800 cavalli, V12 6.5 aspirato anteriore, trazione posteriore, due posti secchi. Una vettura che ha reso la mia Giulia incredibilmente lenta, quasi noiosa…Ora passo a testare l’estremo opposto della 812, l’off-road per eccellenza, un parente stretto della Jeep Willys, un dinosauro che ha superato ogni tipo di cambiamento tecnologico e sociale (benzina, diesel, metato, GPL, elettrico, ibrido, guida autonoma, le cazzate di Elon Musk, Greta) per riproporsi sempre uguale a se stesso e fare sempre la medesima cosa: arrampicarsi senza fermarsi ovunque! Parliamo ovviamente del Jeep Wrangler JL in versione Rubicon 2.2 turbodiesel (coppia di 450 nm a soli 2.000 giri, quasi un motore elettrico!) oggetto della mia prova vestito di questo bel giallo (non ho mai amato il giallo, ma su questa vettura trova il suo perchè, lo ammetto!)

Può una vettura tanto diversa dalla super precisa e prestazionale Giulia piacermi? Può un mezzo di quasi 5 metri di lunghezza e 2 tonnellate di peso dotato di ruote tassellate da 32 pollici piacermi? Lo scoprirete leggendo il test che, vi anticipo, avrà delle sorprese! Il tutto inizia con una mail verso Trilli Zambonelli, proprietaria della concessionaria CAR Alfa Romeo / Jeep di Bologna. Chiedo a Trilli di poter provare il Wrangler (non la Wrangler, è maschio il ragazzone!) perchè ho sempre amato esteticamente questa vettura che mi riporta ai film della seconda guerra mondiale ma non l’ho mai guidata. Piccolo particolare, il Rubicon della prova appartiene proprio a Trilli che lo usa sia per andare a lavoro, sia per fare off-road. Una donna che sceglie un fuoristrada piuttosto che un suv?! Assolutamente e non è neppure il primo Rubicon, infatti prima della versione JL del 2019 possedeva il ben più “antipatico” (per uso civile) JK. Non siamo nello stato del Nebraska negli USA e neppure nell’Iowa (sempre dall’altro lato dell’oceano), siamo a Bologna nel 2019.

Siamo allo scontro ideologico, la mia Giulia proviene proprio dalla CAR, lo stesso luogo dove vado a prelevare il Wrangler un freddo, ma assolato, martedi mattina di fine novembre. Con me l’inseparabile amico di mille avventure Gigi, anche lui curioso di salire su questo pezzo di preistoria automobilistica di colore giallo. Preleviamo la vettura alle 10 del mattino con la promessa di riportarla, possibilmente, integra entro le 16, a spiegarci la sofisticata trasmissione del Rubicon è Marco che lavora alla CAR, anche lui appassionato di off-road e anche lui possessore di un Wrangler nonchè l’uomo che prima mi ha venduto la Giulietta Quadrifoglio Verde e poi la Giulia Quadrifoglio, in definitiva un uomo che mi ha fatto spendere un sacco di soldi, ma torniamo a bordo del Rubicon e lasciamo (per il momento) il portafoglio in tasca.

Mentre dentro la Giulia si scende in auto, nel caso del Wrangler Rubicon si sale e causa assenza della pedana (optional, ma la vettura è più bella senza) la faccenda non è così semplice sulle prime! Con la Giulia, complice il sedile Sparco in carbonio che io tengo basso e vicino al volante, mi lascio “cadere” dentro l’abitacolo e trovo la posizione di guida in maniera naturale, sulla Jeep invece oltre che salire ti devi anche posizionare, cosa per me nuova! La seduta è quanto di più strano abbia mai provato, in pratica sei quasi seduto come su una sedia, comodo, non rilassato, è una posizione di guida tecnica che ti permette di essere vicino ai comandi in maniera intuitiva. Prima del Wrangler avevo provato solo un altra vettura “alta”, uno Stelvio Quadrifoglio sempre grazie alla CAR e sempre grazie alla proprietaria Trilli, ecco il Wrangler non è un SUV ne dentro, ne fuori, è un qualcosa che fa categoria a se quindi: o piace, o non piace. Non può essere paragonato a nulla se non al precedente Defender.

Il Wrangler Rubicon oggetto della mia prova.

Una volta comodo arriva la prima sorpresa! Attraverso il parabrezza di forma rettangolare, largo e basso vedo il cofano! Nella Giulia la visione del cofano mi è preclusa dalla posizione di guida settata su GT da gara, fondamentalmente nel traffico mi aiuto se serve con i sensori di parcheggio se devo parcheggiare, chiamati anche sensori di speranza (speranza di non sbattere) se devo prendere una strada molto molto stretta oppure avvicinarmi alla vettura che mi precede.

La visione inaspettata del cofano giallo con il fregio “1941” (optional che in questo caso sta benissimo!) ti fa sentire potente e la posizione di guida alta non fa altro che enfatizzare questa sensazione. Gli interni sono “tecnici”, non spartani come qualcuno potrebbe aspettarsi, ma tecnici. Tutto è dove dovrebbe essere, tutto è raggiungibile con pochi movimenti delle braccia. La plancia è, come vuole nonno Willys, verticale in modo da dare spazio ai movimenti, pochi pulsanti (ottimo!) e due leve: con la prima selezionate il tipo di trasmissione, con la seconda comandate la trasmissione automatica ZF a 8 rapporti che può essere usata anche in full manual (con ottime logiche di funzionamento, il sistema non cambia marcia per voi in M, manual, come altri tipi di cambi automatici che anche se in modalità manuale tendono ad avere una “propria spiccata personalità”, ergo…Sembrano posseduti dal demone del cambio marcia.

Prima di proseguire però dobbiamo parlare della trasmissione e delle sue strategie perchè in questa vettura siamo a livelli estremi, siamo seduti dentro un capolavoro di ingegneria e non bisogna farsi ingannare dalle forme spartane che ricordano il Jeep Willys (il DNA non mente), questa vettura ha più tecnica di certe vetture sportive e con la versione JL, che segue la JK, il livello si alzato ancora per migliorare l’uso quotidiano. Il Wrangler Rubicon JL è l’equivalente della Porsche 911 GT3 RS: lo potete usare per andare a lavoro tutti i giorni e una volta finito il lavoro, tuta e casco indosso siete pronti per il tracciato del Mugello. Secondo il mio parere quando con una vettura riuscite a fare tutto bene, passando da un estremo all’altro, ci troviamo davanti a una vettura perfetta. Le auto si comprano per essere usate tutti i giorni secondo il mio punto di vista, e in tutte le condizioni io, per definizione, non apprezzo i freddi collezionisti che trattano le auto come fossero quadri con il solo fine di specularci sopra…

La trasmissione prevede diverse modalità che si adattano al tipo di percorso che stiamo affrontando, analizziamole:

2H: con questa strategia il Rubicon sfrutta la sola trazione posteriore

4H Auto: è una nuova modalità di trazione trazione integrale permanente a distribuzione automatica della coppia motrice tra assale anteriore e posteriore, con marce lunghe. Usata durante tutta la durata del test.

4H Partime: trazione integrale a marce lunghe e giunto centrale bloccato al 100%, dove la coppia motrice è forzata a dividersi sempre al 50% e 50% tra ponte anteriore e posteriore.

4L: ridotte per affrontare percorsi più estremi.

Possiamo inoltre bloccare i differenziali dall’interno vettura attraverso il sistema Tru-Lock e scollegare la barra antirollio attraverso il sistema Active Sway Bar System.

Analizzata la sofisticata e complessa trasmissione del JL passiamo a parlare di un altra caratteristica del Wrangler che deriva da nonno Willys: esistono tanti Wrangler in uno! Possiamo smontare la copertura in plastica e usare la vettura completamente scoperta (tanto c’è la roll-cage, si serie, a proteggerci), possiamo usare una copertura in tela (optional) al posto di quella rigida, possiamo asportare i sedili posteriori e usare la vettura, una volta scoperta, come un pick-up, possiamo togliere gli sportelli (la cerniera è fuori, un richiamo storico che rende lo smontaggio pratico e veloce), possiamo sempre togliere i sedili posteriori e con la copertura rigida usarlo con un furgone. Possiamo togliere tetto, sportelli e abbattere in avanti il parabrezza e usarla come una…Willys! Possiamo usare la tenda/veranda (optional) che si aggancia al tetto e usare il nostro Wrangler come “casetta” di emergenza, tolti i sedili posteriori e steso un materassino possiamo anche riposare dentro la vettura, anche dormire se la zona è sicura o fare altro…Tipo guardare il cielo stellato stesi togliendo il tetto durante una sera estiva o fare altro ancora…E no, non entro nei dettagli diciamo che il Wrangler è un mezzo polivalente e chiudiamo il discorso!

Una volta comodo avvio il motore turbodiesel tramite pulsate e posiziono la chiave nel vano portaoggetti tra i due sedili, il vano non è molto grande in realtà, risulta ideali per piccoli oggetti come appunto la chiave di avviamento, le chiavi di casa, un taccuino, una penna ecc..(come già detto non è un SUV e non vuole proprio esserlo!). Il 4 cilindri mi fa sentire la sua voce silenziosa e sommessa tipica dei motori diesel, siamo lontani mille anni luce dalla voce roca del V6 90° 2.9 biturbo della Giulia ma si sa, i motori diesel sono per natura afoni quindi inutile aspettarsi un concerto li davanti (attenzione, il Wrangler è proposto anche con un 4 cilindri turbobenzina da 270 cavalli ideale, a mio modo di vedere per il Wrangler appena meno estremo del Rubicon, ovvero il Sahara).

Rimaniamo in tema suono e mi permetto di correggere qualche rivista di settore che ha definito questo motore rumoroso, non lo è per nulla…Si sente, è vero ma in una vettura come questa il motore si deve sentire, fa parte della esperienza emozionale, è bello associare il suono basso del motore diesel al movimento di questo oggetto da oltre 2 tonnellate! Ma specifico e ci tengo davvero a specificarlo, il motore pur sentendosi non è affatto fastidioso o invadente e vi assicuro che il Rubicon non è certamente la vettura più insonorizzata del mondo! Certo se passate da una Bentley al Wrangler troverete il motore rumoroso ma onestamente non capisco come possa fare un essere umano a passare da una Bentley a un Wrangler nello stesso giorno, quindi il problema non si pone.

Avviato il motore premo il pedale del freno e posiziono il selettore del cambio ZF a 8 rapporti da P a D (solo in un secondo tempo userò il cambio in manuale scoprendo che la vettura cambia quasi radicalmente!) e sono pronto per fare i fuochi! A questo punto sono davvero lontanissimo dalla mia Giulia Quadrifoglio che passa da P a D premendo la paddle di destra, qui ad esempio il freno a mano è ancora (giustamente!) a leva e va disinserito manualmente mentre nella Giulia si disattiva automaticamente come automaticamente si inserisce. Dopo aver inserito la D1 (volendo se agiamo manualmente sul cambio in modalità M possiamo anche partire in seconda marcia) premo dolcemente il pedale dal gas e muovo il Wrangler che…Dolcemente si muove! Passare da un motore V6 2.9 bi-turbobenzina a un 4 in linea 2.2 (cilindrata 2.1) turbodiesel è uno shock emotivo: premo il gas ma non succede nulla! Il pedale del gas ha una corsa leggermente lunga ma il comando è preciso, mentre il pedale del freno ha una corsa incredibilmente lunga (ideale per essere usato in off-road) e frena con decisione solo se premuto a fondo e con forza, nel complesso mi piacciono entrambi i comandi che come di consueto uso usando entrambi i piedi anche se bisogna farci l’abitudine. Se il motore mi ha lasciato senza parole e…senza spinta (ma è solo un impressione!), il volante mi ha lasciato senza alcun giudizio! Passare dall’iperpreciso e iperreattivo sterzo della Quadrifoglio (il migliore della categoria, un riferimento anche tra le auto supersportive) a quello del Wrangler è un qualcosa al quale DAVVERO devi abituarti! Per sterzare, anche poco, devi muovere molto il volante che non è molto diretto, questo perchè in off-road avere un comando diretto e molto sensibile potrebbe creare problemi durante le fasi di guida più impegnative. E’ una vettura che richiede una guida tutta sua e quindi ti devi adattare, devi solamente adattarti. Poco prima di partire avevo, su consiglio di Marco, messo il selettore della trasmissione in modalità 4H (4 High), usando questa strategia la vettura è a trazione integrale “on demand” come scritto prima, ideale per la guida in città in condizioni di asciutto.

Riguardo i comandi di cambio e trasmissione mi permetto un piccolo appunto negativo: per quanto mi riguarda sono troppo lontani dalla seduta, comandi più alti non avrebbero guastato, in particolar modo il selettore del cambio ZF è davvero “in fondo” ed essendo la vettura sprovvista di piccole paddle dietro al volante (perchè?! Sono comodissime durante la guida in città!) si finisce sempre per doverlo “cercare” con il braccio quando si usa il cambio in modalità M Manuale in maniera sequenziale.

Scendo dal marciapiede davanti al dealer dopo la vettura è parcheggiata e mi immetto nel traffico e già lo “scendere” il marciapiede è un qualcosa di tanto nuovo quanto gustoso perchè con la Giulia certe manovre le fai solo se hai deciso di spaccare il profilo alare in carbonio anteriore e le pinne del diffusore posteriore! Sento già che mi divertirò!

(FINE PRIMA PARTE).

La seconda parte, on line tra qualche giorno, riguarderà la dinamica del veicolo su strada lungo le 6 ore del test, la qualità degli interni, gestione dell’infotainment , prezzi di acquisto e di gestione.

Si ringrazia il dealer Jeep – Alfa Romeo CAR di Bologna per la vettura.

Trilli Zambonelli per averci messo a disposizione con fiducia e entusiasmo la Wrangler.

Marco Selva per la spiegazione del veicolo.