FERRARI F50 GT: COSTRUITA IN 3 ESEMPLARI PER…NON CORRERE.

Anno 1996. Non sono in tanti a conoscere la storia e il destino della Ferrari F50 GT, versione racing della F50. Maranello decise di declinare in chiave corsaiola la supercar F50 per competere contro la McLaren F1 GTR nell’allora combattutissima classe GT1.

Il V12 4.7 preparato erogava la bellezza di 750 cavalli urlando a 10.500 giri ed era posizionato in posizione centrale-posteriore con cambio sequenziale a 6 rapporti.

La F50 GT è stato il primo progetto di un allora giovanissimo Aldo Costa arrivato in Ferrari nel 1995 dopo la lunga esperienza in Minardi iniziata nel 1988.

Al pari di F40 GTE e 333SP la preparazione della F50 fù affidata a Michelotto che la stravolse dal punto di vista aerodinamico per generare più carico e i risultati furono strabilianti: la vettura, seppur nella prima fase di sviluppo, girò a Fiorano più forte della 333SP, un prototipo decisamente più sviluppato e dotato di una bacheca di trofei, per lo più vittorie, da far invidia a tantissime vetture di Maranello, e non solo.

Il reparto corse del Cavallino stanziò i fondi per costruire 6 vetture ma il programma non fù completato. Perchè?

Perchè Ferrari decise di chiudere il progetto dopo che Porsche omologò una vettura, la 911 GT1 che era un vero e proprio “prototipo omologato”. Di fatto la 911 GT1 aggirava il regolamento facendo derivare la vettura omologata dal prototipo da gara (in tempi recenti questo stesso stratagemma è stato usato da Ford per la Ford GT arrivata dopo la controparte racing GT GTE).

Oggi la F50 GT, chiamata anche F50 GT1, è molto ricercata dai collezionisti per via della sua “non storia” e del ridotto numero di esemplari venduti, appena 2.

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FERRARI 275 GTB/C (1965): RARISSIMA E VINCENTE BELLEZZA MODENESE.

Forse anche più bella della 250 GTO la 275GTB/C ne è l’erede tecnica e spirituale. La C sta per Competizione e quando Ferrari “modifica” una vettura per le corse, statene certi, non sbaglia mai. E infatti la 275 oggetto di questa monografia ha vinto e tanto.

Nasce sulla base della 275 GTB (Gran Turismo Berlina) nel 1965 e, come detto, ha il difficile compito di sostituire la 250 GTO arrivata ormai alla fine della sua carriera agonistica.

Il motore V12 posizionato anteriormente ha una cubatura di 3.3 ed una cilindrata per singolo cilindro di 275cc (da qui il nome della vettura). Nella versione di serie troviamo 3 carburatori e una potenza di 280 cavalli mentre nella versione Competizione troviamo 6 carburatori e una potenza di 350 cavalli (siamo oltre i 100 cavalli/litro nel 1965 con un motore aspirato, un valore molto molto interessante).

Le modifiche, ovviamente, non riguardano solo il motore. La GTB/C rispetto alla 275 stradale aveva parafanghi allargati per ospitare ruote dalla sezione maggiorata, finestrini in leggero plexiglass in luogo del pesante e pericolo vetro, ruote da 15 pollici, branchie anche nella zona dei parafanghi posteriori e un rapporto di compressione di 9.8:1 in luogo del 9.2:1 della versione “normale”. Il telaio in tubi si presentava alleggerito grazie alla presenza di tubi dalla sezione differente, tuttavia i valori di rigidità torsionale aumentavano come corretto che sia in una vettura da corsa.

La 275 GTB\C, costruita in soli 4 esemplari, ha vinto per ben 3 volte la 24 Ore di Le Mans dal 1965 al 1967. Ha vinto la 24 Ore di Daytona e varie 1000km (Monza, Spa, Nurburgring).

Oggi è una vettura tanto rara quanto ricercata dai collezionisti di tutto il mondo senza arrivare ai valori record della 250 GTO che potrebbe toccare i 70 milioni di dollari.

Una 275GTB “normale” oggi vale tra i 2.400.000 e i 2.800.000 di dollari.

Molto interessante la prestazione sullo scatto 0-100km/h che veniva coperto in poco più di 6 secondi (un valore interessante anche oggi). Questo grazie al ridotto peso vettura, un cambio a 5 rapporti molto efficiente e una frizione robusta e molto precisa nello stacco.

di Marco M TheRaceMode