MOTOGP: LA DUCATI TORNA ROSSA E SI CHIAMA…AUDI SPORT?!

La bella notizia amici appassionati? La Ducati è finalmente tornata di un bel rosso racing che mancava, francamente, da troppo tempo!

Un altra buona notizia? Lo sponsor tabaccaio Phillip Morris torna in prima linea con il “brand” Mission Win Now” che abbiamo imparato a conoscere la scorsa stagione in Formula 1 con un altra rossa, la Ferrari.

La notizia curiosa? Sulla carenatura non troviamo la scritta Ducati ma il logo Audi Sport! Li dove, in genere, fa capolino il nome della Casa insieme a quello del modello in questione, troviamo infatti la scritta Audi Sport, ovvero il reparto corse della Casa dei Quattro Anelli. La scritta Ducati compare solamente sul serbatoio.

La Honda da anni è sponsorizzata da Repsol, eppure la scritta Honda campeggia in bella vista sulla carenatura…Perchè Audi ha scelto questo per Ducati? E, domanda: a Borgo Panigale hanno ancora potere decisionale sono una sorta di spin-off dei Quattro Anelli?

Già la livrea del passato anno richiamava i colori di Audi Sport, ora addirittura il nome…Che sia un segnale per affermare che no, Ducati non si vende? Oppure Audi vuole entrare nel mondo del motociclismo con mezzi propri, magari uno scooter elettrico?

Questa ultima ipotesi non è da scartare dato che Audi diventerà il brand “elettrico” del gruppo VW nel corso del prossimo decennio.

In merito non vi è stato alcun comunicato ufficiale “interessante”, tuttavia vi invito a riflettere su un paio di punti:

la presentazione è avvenuta in Svizzera (e non in Italia) ed è stata praticamente tutta in lingua inglese.

 

 

 

AUDI CHIARISCE LA POSIZIONE SULLA POSSIBILE VENDITA DI DUCATI.

Ducati per bocca di Alexander Seitz (membro del board di Ducati AG) ha chiarito che non vi è alcun piano concreto che prevede la vendita di Ducati oppure di Lamborghini o di Italdesign.

Seitz ha chiarito che tutte le attività in Italia sono in crescita e che non vi è motivo per venderle rispondendo così, seppur in maniera indiretta, a KTM che aveva manifestato interesse per l’acquisizione della Casa bolognese.

In realtà Ducati non è in vendita, già nei mesi scori il gruppo VW aveva chiarito la propria posizione in merito.

SI, KTM VUOLE COMPRARE DUCATI. E’ VERO.

Dopo una serie di rumors ora arriva la conferma direttamente da KTM tramite il CEO Pierer: la Casa austriaca vuole comprare la Ducati qualora decidesse di venderla (eventualità che tuttavia in questo momento non esiste, almeno ufficialmente).

L’acquisizione di Ducati permetterebbe a KTM, che già possiede Husqvarna, di diventare il terzo produttore di moto al mondo dopo Honda e Yamaha (parliamo di motociclisti, scooter quindi esclusi) e di sfondare definitivamente nei mercati asiatici con le grosse cilindrate li dove Ducati è forte e in crescita.

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Questo vuol dire che Ducati cambierà per l’ennesima volta proprietario dopo essere passata dal Gruppo Cagiva agli americani, dagli americani a Bonomi (che l’ha risanata), da Bonomi a Audi?

Difficile dirlo…Sicuramente ora il Gruppo VW ha un serio acquirente che, di questi tempi, non è affatto scontato.

THERACEMODE.COM SPECIALE DUCATI SUL SITO! ECCO COME E DOVE!

TheRaceMode.com ha da poco creato una speciale sezione interamente dedicata alla Ducati! Ecco come e dove trovarla!

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GRAZIE A DUCATI MILANO TORNA IL GIALLO SU UNA…DUCATI!

I ragazzi della concessionaria ufficiale Ducati Milano si sono divertiti nell’unire passato e presente di Ducati creando una originalissima Panigale V4 nello storico colore giallo voluto da Castiglioni quando era proprietario della Ducati. Infatti non tutti sanno che è stato Castiglioni a volere il rosso prima sulle Cagiva e poi sulle Ducati in onore di Ferrari e sempre in onore del costruttore modenese introdusse il giallo nella gamma 916-748 e Monster.

Infatti dai tempi delle gloriose 916 e 748 non si vedeva il giallo su una moto bolognese (il medesimo colore fu usato anche per la serie 999 e 749 ma complice lo scarso successo estetico di questi modelli è andato, di fatto, dimenticato).

Il dealer milanese ha cambiato anche i cerchi con delle unità in alluminio forgiato e aggiunto svariate parti in carbonio per creare un esemplare unico che faranno la felicità del futuro proprietario.

MOTOGP: ALI SULLA CODA? ECCO A COSA SERVONO.

A Jerez il Ducati Factory Team ha montato, per la prima volta, delle appendici aerodinamiche sulla coda della GP19 con lo scopo di ottenere un maggiore carico verticale.

Come possiamo notare dalla foto non si tratta di una struttura complessa ma di una sorta di codino allargato.

Ma a cosa servono?

Secondo alcuni lo scopo è migliorare la trazione in uscita dalle curve. In realtà questa spiegazione è molto approssimativa per non dire errata.

Le appendici montate sulla coda hanno una estensione troppo ridotta per poter generare un buon valore di downforce in uscita di curva quando le velocità sono ancora basse e inoltre, se lo scopo fosse questo, fungerebbero quasi da sistema di impennaggio in netto contrasto con le superfici alari poste nella parte anteriori che invece vogliono tenere l’avantreno basso.

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Lo scopo di questa soluzione è schiacciare il retrotreno verso il basso alle altissime velocità stabilizzando la moto e riducendo al minimo lo spin della ruota posteriore dovuto alle imperfezioni della pista unite alle elevatissime potenze in gioco.

Detto in parole povere: Dall’Igna vuole sfruttare ogni singolo cavallo della GP19 alle alte velocità e rendere la moto meno nervosa allo stesso tempo.

Le ali sul codone a Jerez non sono state ne promosse, ne bocciate infatti i pochi dati raccolti non hanno permesso di creare una lista di aspetti positivi e aspetti negativi.

Le rivedremo a Sepang durante i test 2019? Probabile. Anzi conoscendo Dall’Igna, sicuramente.

 

PER DUCATI PANIGALE V4, GIOIELLI FIRMATI DA PIEROBON.

Si può migliorare il perfetto? Secondo Pierobon si.

La factory bolognese con sede a Borgo Panigale propone per la Ducati Panigale V4 due gioielli completamente artigianali (come da tradizione) per togliere peso alla nostra amata V4.

Stiamo parlando del telaietto anteriore e di un bellissimo e curatissimo telaietto posteriore in traliccio di tubi da lasciare a vista (in luogo dell’originale che è invece coperto da una cover di plastica).

Pierobon sta già lavorando anche sulla Panigale V4R…Ed in questo caso si tratta di migliorare non il perfetto, ma l’incredibile.

TORNA LA FRIZIONE A SECCO SU UNA DUCATI! LA PANIGALE V4R TORNA AL PASSATO!

Torna la frizione a secco su una Ducati serie superbike? Ebbene si! Dopo la “dolorosa” perdita a causa della Panigale V2 ecco che il prezioso componente (prezioso sia a livello emotivo che tecnico) fa nuovamente la sua comparsa su di una moto bolognese che possiamo acquistare dal concessionario.

Infatti il kit racing dedicato alla V4R comprende, oltre all’impianto Akrapovic, anche un kit frizione a secco prodotto dall’italiana STM (uno tra i più grandi specialisti al mondo in fatto di frizioni racing).

Il kit, che sarà acquistabile presso un qualsiasi dealer ufficiale Ducati, regala alla Panigale V4R la bellezza di 234 cavalli, un sound simile (per non dire identico) alle Ducati da GP e un aspetto ancora più aggressivo.

Il prezzo del kit verrà divulgato in questi giorni se non addirittura in queste ore.

Il prezzo della moto su strada, lo scriviamo per chi non lo sapesse, supera leggermente i 40.000 euro (compresa immatricolazione).

THERACEMODE.COM | SPECIALE DUCATI PANIGALE V4R: TUTTI GLI ARTICOLI PUBBLICATI!

Riproponiamo attraverso un link tutti gli articoli sino ad ora pubblicati su www.theracemode.com riguardo la bellissima e tanto attesa Ducati Panigale V4R.

La moto, già ordinabile in concessionaria, ha fatto di recente il suo debutto in pista sotto condotta da Davies in Spagna (Aragon).

In attesa degli imminenti nuovi test a Jerez (sempre Spagna) ecco il link per leggere i nostri articoli!

TheRaceMode | Speciale Ducati Panigale V4R

vi ricordiamo inoltre di consultare più volte al giorno TheRaceMode.com! Gli aggiornamenti, sul modello del sito di all new Ansa, sono costanti e in real time!

DUCATI E IL METODO DALL’IGNA NEL PROGETTO DELLA PANIGALE V4R.

Quanto c’è di Gigi Dall’Igna nella nuova Panigale V4R? Difficile dirlo, sicuramente c’è il suo metodo di lavoro. Quel tipo di approccio al progetto che ha imparato negli anni (vincenti) di Aprilia e che ha rivoluzionato in meglio i risultati di Borgo Panigale in MotoGP.

La V4R sostituisce la Panigale R dotata di telaio/airbox e motore completamente portante, idee ciclistiche tanto care a Filippo Preziosi e derivate dalla MotoGP…Ma da una MotoGP non vincente. Quella Ducati che mandò in crisi Stoner e che mandò in crisi tutto il reparto corse per anni prima dell’arrivo di Dall’Igna appunto.

Ora l’ingegnere veneto nel guidare il progetto della V4R ha totalmente cambiato approccio partendo da una parte che funziona, il motore della GP15 da MotoGP per poi costruire il telaio intorno, il medesimo approccio usato per la sua creatura più conosciuta e vincente, l’Aprilia RSV4 capace di vincere ben 6 titoli in WSBK, 3 piloti e 3 costruttori.

Perchè quindi si parla di “metodo Dall’Igna”?

Gigi arrivando in Ducati Corse notò subito, e lo disse pubblicamente durante un intervista, una certa disorganizzazione tra i reparti MotoGP e quello WSBK, non vi era sinergia, non vi era scambio di esperienze e tanto lavoro finiva con l’essere mal sfruttato o peggio sprecato.

La più grande rivoluzione di Dall’Igna non riguardò nulla di tecnico, riguardò la totale riorganizzazione del reparto corse fondendo le due “missioni” quella MotoGP e quella WSBK creando una sola grande missione: vincere.

Grazie a lui la Panigale R ha trovato competitività dopo un esordio, quello del 2013, assolutamente da dimenticare con una moto che all’avantreno non garantiva alcun feeling. Sotto la sua guida arrivò la Panigale R model year 2015 (modificata a livello ciclistico) che finalmente poneva fine a quelle terribili sensazioni che più di una volta avevano tolto fiducia e spedito a terra piloti del calibro di Checa e Davies.

Con la Panigale V4R, se vogliamo una moto rivoluzionaria non solamente dal punto di vista tecnico, torna la sinergia totale tanto cercata dal geniale ingegnere veneto che, per esempio, nel progettare la RSV4 si basò tanto sull’esperienza fatta con la RSW 250GP e con la non fortunata RS Cube da MotoGP a 3 cilindri (in questo caso per evitare gli errori).

Ducati Corse già in passato aveva creato e sfruttato la sinergia tra i programmi MotoGP e WSBK, correva l’anno 2006 e Borgo Panigale nel migliorare la 999 F06 campione del mondo con Troy Bayliss attinse tanto a livello di elettronica dall’esperienza MotoGP.

Lo stesso vale al contrario! Infatti il primo prototipo da MotoGP sfruttava il telaio a traliccio che tante soddisfazione aveva portato a Bologna tra le derivate.

 

 

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