PHILLIP ISLAND, 2000: L’ULTIMA DI GOBERT E DELLA BIMOTA!

bimota gobert 2000La Race 1 di Phillip Island dell’anno 2000 verrà ricordata anche per l’incredibile, non pronostica (e non pronosticabile) vittoria dell’australiano Anthony Gobert in sella alla Bimota SB8K ufficiale.

The Go Show (come veniva chiamato Gobert per il suo modo spettacolare di guidare) indovinò la scelta delle gomme ed il Dio del motociclismo, quel giorno benevolo con questo ragazzone dal talento smisurato, gli sistemò il meteo…Il resto lo fece la guida incredibilmente delicata di Anthony che, quando voleva, era in grado di suonare la sua moto come fosse un violino (ribadisco, il talento di questo pilota è tranquillamente paragonabile a quello di Stoner, la testa invece è paragonabile a quella di una rock star degli anni 80: pari a zero).

In quel giorno a Phillip Island Gobert otterrà la sua ultima vittoria in WSBK (di fatto la sua carriera finisce li, a soli 25 anni anche a causa del ritiro del team Bimota), mentre Bimota con la SB8K motorizzata Suzuki TL1000R otterrà la sua ultima vittoria in WSBK dopo aver scritto pagine di storia del campionato riservato alle derivate.

Quel giorno si consumò anche una curiosa vendetta contro la Ducati perchè mentre Fogarty si faceva male e finiva la sua carriera, la Bimota pilotata da Gobert e diretta da Virginio Ferrari vinceva…Sia Gobert e Ferrari erano due “cacciati” da Borgo Panigale seppur per motivi diversi. La gara 2 andò a Troy Corser su Aprilia, un altro “cacciato” da Bologna.

E si, quel giorno il Dio del motociclismo ha fatto sentire la sua presenza…

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MELANDRI, LA CURIOSITA’: A PODIO CON 9 MOTO DIVERSE IN 4 CATEGORIE DIVERSE.

melandri spiderman 2004 890Con il podio di oggi a Phillip Island ottenuto in sella alla Ducati Panigale R Marco Melandri fa segnare un curioso record quasi nessuno può vantare in WSBK: essere andato a podio con 4 moto diverse.

Marco è andato a podio con la Yamaha R1 (2011), con la BMW S1000RR (2012), con l’Aprilia RSV4 (2014) e con la Ducati Panigale R (2017).

Identici record anche nel motomondiale dove è andato a podio con la Honda 125 (1998), Aprilia 250 (2000), Yamaha M1 (2004), Honda RC211V (2005), Kawasaki/Hayate (2009) ottenendo in totale la bellezza di 112 podi in 4 categorie differenti andando a podio con 9 moto differenti. Per lui anche 41 vittorie attraverso 4 categorie e un titolo iridato, in 250 con Aprilia.

In foto Melandri con la celebre livrea Spiderman (2004), una delle livree più belle e particolari della storia del motociclismo.

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ANNO 2000: A PHILLIP ISLAND FINISCE LA CARRIERA DI CARL FOGARTY.

carl fogarty 1994 894 ducati 916Il GP di Phillip Island verrà ricordato anche per il brutto incidente che pose fine alla carriera del più pilota superbike di sempre: Carl Fogarty.

Il 4 volte campione cade nel corso della Race 1 mentre doppiava un avversario. L’impatto, non ripreso dalle telecamere esterne, ma solo dalla camera on board della sua Ducati 996 ufficiale, è molto duro e Carl nel cadere rimedia la rottura del braccio.

Il britannico, che già a fine 1999 parlava di ritiro dalle corse, opta per il ritiro definitivo anche se il braccio guarisce del tutto e senza particolari problemi durante il periodo di convalescenza. Fogarty effettua un paio di test privati ma lamenta scarso feeling con il braccio e decide, con una decisione che stupisce appassionati ed addetti ai lavori, di appendere il casco al chiodo dopo 4 titoli iridati (tutti su Ducati).

 

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WSBK: 10 CURIOSITA’ SU CARL FOGARTY.

fogarty 8920210 curiosità sul più forte pilota superbike di ogni epoca con 4 titoli (tutti su Ducati 916 e relative varianti) legato, anzi saldato, alla storia di Ducati. Anzi possiamo dire che Foggy, più di qualsiasi altro pilota, ha scritto la storia moderna della casa bolognese rendendola grande agli occhi del mondo.

1. La mitica 916 ha vinto svariati titoli iridati ma non ha mai corso con la cilindrata 916. Infatti la prima 916 usata nel mondiale WSBK era in cilindrata 955 dopo che quella con cilindrata 916 fu bocciata durante i test da Carl Fogarty perchè ritenuta poco potente e scorbutica nell’erogazione.

2. Carl Fogarty al primo test ha letteralmente odiato la 916 perchè ritenuta troppo rigida, nervosa e carente di potenza rispetto alla 888. Dopo ci ha vinto 4 mondiali…

3. Fogarty si scagliò ferocemente contro Colin Edwards durante un intervista dicendo: “questo ragazzo non ha palle, nessuno si ricorderà mai di lui dopo che smetterà di correre”.

4. Su Edwards dopo Foggy cambierà opinione dicendo pubblicamente che Colin, dopo la gara 2 di Imola, ha mostrato di avere sul serio gli attributi.

5. Fu provata da Fogarty durante una giornata di test una Ducati 916 con forcellone bibraccio in luogo del classico monobraccio per recuperare trazione. Fortunatamente non fu mai usata in gara.

6. Carl Fogarty odiava guidare sul bagnato. Durante una giornata di test l’allora team manager Davide Tardozzi gli chiese di uscire in pista con il tracciato bagnato ma Foggy si rifiutò e ne scaturì una discussione piuttosto animata, alla fine intervenne la moglie e fu lei ad obbligare Carl ad uscire con la pista bagnata!

7. Fogarty aveva 2 porcellini d’india, si chiamavano Aaron e Scott, come Slight e Russel…Suoi rivali per il titolo durante gli anni 90.

8. Fogarty è l’ultimo pilota della storia del motociclismo ad aver vinto sia il TT, sia un campionato mondiale su pista di alto livello.

9. Lo zio di Fogarty durante un TT entrò con tutta la moto dentro una banca…Ne è uscito illeso.

10. Il padre di Fogarty, George, era anche lui un pilota. La leggenda narra che distrusse una delle Ducati SS con le quali Mike Hailwood vinse al TT durante un test (storia mai confermata).

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CLASSIC WSBK: QUANDO FOGARTY BOCCIO’ LA 916 (LA STORIA).

carl fogarty 1994 894 ducati 916Il binomio più vincente della storia della WSBK, quello tra Carl Fogarty e la Ducati 916 non iniziò benissimo anzi, iniziò proprio male! Questa storia è stata raccontata dallo stesso Fogarty e noi la pubblichiamo per come il 4 volte campione del mondo l’ha raccontata.

Durante il 1993 Fogarty lottava per il titolo WSBK in sella alla sua Ducati 888 contro Russel e la sua Kawasaki ZXR750R, il titolo era più aperto che mai con Fogarty veloce ma incline all’errore e l’americano un pochino meno veloce ma molto costante, fu proprio un errore a far perdere a Carl il suo primo titolo.

Durante quel periodo Fogarty testò la prima versione racing della 916, una moto ancora grezza ma di base la stessa che avrebbe dovuto poi correre nel 1994…Ecco, avrebbe!

Foggy trovò la moto globalmente inferiore alla Ducati 888 che stava pilotando sotto tutti i punti di vista, in special modo di motore. A livello ciclistico la 916 era troppo rigida, troppo simile ad una moto da GP e troppo reattiva. Era tutto vero, o meglio: era tutto vero per Fogarty che amava guidare la 888 di forza, cosa che con la 916 in quel momento non poteva fare.

Ducati corse ai ripari aumentando la cilindrata sino a 955 (e per far questo dovette omologare una versione speciale dato che la 916SP del 1994 era in cilindrata 916) e lavorando molto a livello di ciclistica e distribuzione dei pesi. Arrivò un bellissimo forcellone in magnesio più lungo rispetto all’originale per dare stabilità alla moto, arrivarono dei cerchi in magnesio della Marchesini per alleggerire le masse non sospese, arrivarono significative migliore all’iniezione e si studio anche una nuova posizione in sella per Fogarty.

Come ben sappiamo la storia diede ragione al britannico che vinse al debutto nel 1994 e stravinse nel 1995.

C’è anche da dire che nel 1994 le bicilindriche pesavano poco più di 140kg per regolamento (la 916 di serie superava di poco i 200kg!) e questo, insieme al carattere bizzoso del motore, rendeva la 916 parecchio nervosa.

AVVISO: se leggi questo articolo dal tuo smartphone scorri la pagina in basso sino a trovare gli articoli pubblicati! Buona lettura!

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CLASSIC WSBK: CONOSCIAMO LA YAMAHA FZR750R OW-01 DEL1989!

yamaha fzr r 750 ow-01Siamo nel 1989 e secondo alcuni “ignoranti esperti” di WSBK la gente correva con le moto preparate dal meccanico Pinuccio che girando due viti ti faceva correre in superbike e magari pure vincere! Nella realtà (quella vera) non era assolutamente così e la bellissima Yamaha FZR750R OW-01 lo dimostra ampiamente.

Costruita in soli 500 esemplari/anno costava la bellezza di 35 milioni di lire nel 1989 (alla faccia del meccanico Pinuccio…) ed era stata creata appositamente per correre e vincere in WSBK…Per farvi capire:

al confronto la R1M di oggi è una moto turistica.

La OW-01 e la successiva R7 OW-02 di fine anni 90 sono moto create con il solo scopo di competere in WSBK ed essere gestite da team ufficiali o factory backed. La YZF 750R oppure le varie R1 che seguiranno al contrario erano moto stradali adattate alle corse. Ma torniamo alla nostra OW-01 e parliamo di tecnica.

Yamaha FZR750R OWO1 89Il motore, nella versione di serie, erogava 120cv all’albero (110 scarsi alla ruota) a ben 14.000 giri e, come tradizione Yamaha di quel tempo, aveva 5 valvole per cilindro (3 aspirazione, 2 scarico). Essendo un 4 cilindri in linea quindi aveva 20 valvole. Carter e coperchi della testa erano in magnesio, il cambio era a 6 rapporti, l’alimentazione era affidata a 4 carburatori Mikuni a valvola piatta. A proposito di alimentazione: il serbatoio nella moto di serie era di ben 23 litri, un valore record e degno di una moto da turismo! Allo scarico troviamo la valvola ex-up a controllo elettronico che anticipava di decenni le attuali valvole usate in WSBK, MotoGP e nelle moto di serie.

Il telaio era completamente in alluminio scatolato ed era chiamato “Deltabox”, per quel tempo era una struttura avanzata anche se la Honda RC30 era avanti (seppur di poco).

Rimaniamo in tema ciclistica ed analizziamo la forcella anteriore: la versione di serie era dotata di una forcella tradizionale mentre la versione WSBK era dotata di forcella a steli rovesciati di Ohlins. Quindi non solo cambiava l’avantreno, ma cambiava anche il tipo di componente…Questo particolare è dedicato a tutti quelli che pensano che in supebike un tempo si corresse con le moto di serie. In verità un tempo c’era più libertà di elaborazione rispetto ad oggi perchè le moto di serie avevano gravi carenze ciclistiche a livello di telaio e di freni.

Il grande Fabrizio Pirovano in sella ad una OW-01 gestita da Belgarda (importatore ufficiale Yamaha, come detto il meccanico Pinuccio era pura leggenda) nel 1992 colse un bel secondo posto di classifica finale.

Perchè la OW-O1 non ha vinto un titolo WSBK che sembrava alla sua portata? Perchè da guidare era molto impegnativa, molto fisica ed il motore non spingeva forte come quello delle Ducati 851/888. Carente ai bassi regimi non era neppure un mostro agli alti. Alla fine del 1992 la Yamaha pensionerà la OW-01 a favore della YZF750R che risolverà il problema dell’agilità ma che sarà ugualmente carente a livello di motore contro Honda RC45, Ducati 916 e Kawasaki ZXR750RR.

L’eroe della seguente YZF750R sarà un giovane giapponese che si permetterà il lusso di bastonare Carl Fogarty e la Ducati: Nori Haga. Ma questa è un altra storia…

 

 

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CLASSIC: FOGARTY TESTO’ LA 996 CON SCARICHI BASSI E BIBRACCIO.

890ce5652e9af021d5506f2fefd84b61 Una rara foto di Fogarty in azione con la Ducati 996 dotata di scarichi bassi (in stile 888) e forcellone bibraccio in alluminio. A quel tempo Ducati, in crisi con la trazione della 996, ufficiale decise di testare questa soluzione (già usata dalla Honda RC45 che nella versione di serie aveva il forcellone monobraccio, mentre in WSBK usava il bibraccio).

Il test, per fortuna dell’estetica, non diede i risultati sperati e Ducati tornò ad usare il classico monobraccio in lega di magnesio e alluminio ricavato per fusione. Tuttavia il bibraccio fu usato per la vincente 999 solamente qualche anno dopo usando una struttura che univa parti fuse e laminati di alluminio a formare una struttura scatolata.

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LAGUNA SECA, 1999: GOBERT VINCE SU DUCATI 996 DA WILD CARD! LA STORIA DI “THE GOSHOW”

gobert 1999 laguna secaMi piace parlare quando posso di questo pazzo australiano dotato di un talento smisurato e di una testa senza alcun controllo sul polso destro e su tante altre cose…Anthony Gobert era dotato di un manico paragonabile a quello di Stoner a mio modo di vedere, chi ha avuto il privilegio di vederlo guidare sia dal vivo che in TV ha visto un pilota in grado di arrivare di traverso e aprire di traverso con una Kawasaki ZXR 750 a carburatori priva di elettronica e limitata da una ciclistica pesante e gomme Dunlop di 20 anni fa…Tutto questo mentre gli altri cercavano di guidare in maniera più pulita possibile.

Il talento di Gobert si misura a mio modo di vedere con questo dato: è riuscito a vincere in WSBK almeno una gara con ben tre moto diverse: Kawasaki ZXR 750, Ducati 996 e Bimota SB8K questo nonostante la sua presenza nel mondiale per derivate sia stata scostante (essenzialmente ha completato solo due stagioni, 1995 e 1996). E’ tornato più volte in WSBK ma sempre da wild card ed ha sempre fatto bene.

Nel 1999 corre nell’AMA SBK per il team Ducati Vance & Hines, suo compagno di team è Ben Bostrom. Quando la WSBK arriva a Laguna Seca i due sono iscritti come wild card e, manco a dirlo, Gobert vincerà la race 1 salvo ritirarsi nella race 2 (che verrà vinta da Bostrom).

In quel periodo Gobert e Bostrom si stanno giocando ben più che il titolo AMA SBK, infatti la Ducati per il 2000 vuole scegliere un pilota tra Anthony e Ben…La scelta (come sappiamo) andrà su Bostrom, Gobert non la prende bene…Molla il team  Vance & Hines e va a correre in 500GP con la MuZ nel bel mezzo della stagione (si TheGoShow era capace di tutto ed il contrario di tutto).

Gobert, noto per la squalifica per doping (fu vittima di un controllo a sorpresa) ha buttato al vento tante occasioni per via della sua testa troppo impulsiva. In 500 è stato un pilota ufficiale Suzuki. In WSBK un pilota ufficiale Kawasaki.

La sua carriera di alto livello si è in pratica conclusa a soli 25 anni (oggi ha 41 anni). Troppo presto.

Di Gobert rimane celebre la frase durante un intervista: “per me era normale dopo le corse andare a sbronzarmi. Con il senno di poi non credo fosse la cosa più corretta da fare”.

Curiosità: è l’ultimo pilota ad aver vinto una corsa di valenza mondiale in sella ad una Bimota (WSBK, Phillip Island Race 1, 2000). Un record che probabilmente rimarrà imbattuto a lungo.

Scritto da Marco Meli

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AUGURI FOGGY! CAMPIONE WSBK, AL TT E NEL MONDIALE ENDURANCE!

fogarty 894030Oggi 1° luglio è il compleanno di King Carl Fogarty: semplicemente il più grande pilota di WSBK di tutti i tempi e vera e propria icona di Ducati e della storia del motociclismo!

Ultimo pilota a vincere sia il TT sia un mondiale di velocità, Fogarty è nato a Blackburn (dove ancora vive) nel 1965, suo padre e suo zio erano ottimi piloti da strada e vantano buoni piazzamenti al TT spesso su moto quasi ufficiali.

Campione del mondo WSBK nel 1994, 1995, 1998, 1999 sempre su Ducati 916 è vittima di un infortunio a Phillip Island nel 2000. Una volta ripresosi deciderà di chiudere la carriera a soli 35 anni diventando, qualche anno dopo, manager del team Foggy-Petronas con Troy Corser come pilota, avventura molto interessante dal punto di vista economico ma decisamente scadente a livello di risultati. Questa è la parte della storia di Fogarty più conosciuta.

In pochi sanno che Foggy vanta anche due vittorie al mitico TT: nel 1989 vince la classe 750 e nel 1990 vince la prestigiosa classe Senior.

Nel 1992 diventa campione del mondo endurance ed entra nell’orbita Ducati (prima correva su Honda con la RC30 oppure su Yamaha con la FZR 750). Nel 1993 è vicecampione del mondo WSBK con la Ducati 888.

Vanta anche un 4° posto nella classe 500 da wild card in sella alla Cagiva (che a quel tempo possedeva il marchio Ducati). 4° posto che poteva benissimo essere un podio meritato se non avesse avuto problemi di benzina durante l’ultimo giro. Non ha mai vinto la 8 Ore di Suzuka giungendo in più di una occasione 3°.

Carl è considerato, con ragione, l’ultimo pilota completo della storia del motociclismo capace di andare forte su strada (TT), endurance e pista (WSBK) con moto diverse tra di loro.

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PIROVANO: VINSE LA SUPERSPORT IN SELLA ALLA DUCATI 748 SP NEL 1996.

pirovano 1996 ducati 748spFabrizio “Piro” Pirovano è sempre stato un personaggio molto schivo ed è per questo che la maggior parte delle sue imprese in pista oggi sono poco conosciute dal grande pubblico…(Piro ha corso ai tempi “giusti” quando i piloti per diventare famosi dovevano vincere, mentre ora è vero il contrario…Vinci se sei famoso).

Nel 1996 il pilota italiano, in sella alla Ducati 748SP del team Alstare, è diventato campione europeo Supersport correndo quel campionato che è oggi il WSS.

Nel 1998, questa volta in sella alla Suzuki GSX-R 600 sempre del team Alstare, vince il mondiale WSS diventando uno dei pochissimi piloti tra le derivate a vincere il medesimo campionato con due moto diverse.

Con Ducati ottiene anche un titolo italiano superbike nel 1994.

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