CLASSIC GP: CADALORA, IL PRECURSORE DI PILOTI COME BIAGGI E LORENZO.

cadalora 1993Prima dell’arrivo di Luca Cadalora in 500, parliamo del 1993, la legge tra i V4 a 2 tempi era una: frena forte, apri presto, spigola la curva e se poi voli via disarcionato poco importa…Sono gli incerti del mestiere. Queste erano le regole di Mick Doohan, Wayne Rainey e di un certo Kevin che pilotava la Suzuki…Perchè, fa strano anche solo pensarlo, ma il nostro Luca arrivò in 500 con quella gente li in giro ed era, ad aggiungere ancora più tensione alla situazione, compagno di team di Rainey sotto la direzione di Kenny Roberts (quello vero) che voleva un gran bene a Wayne e molto molto meno a Luca.

Secondo il grande Roberts Cadalora doveva adattarsi alla moto e guidare “all’americana”. Su questo il 3 volte campione del mondo italiano non era assolutamente in accordo! Il team Yamaha Marlboro preparava per il modenese una moto sempre rigida, con le sospensioni dure come paletti, una moto che saltellava ad ogni minima imperfezione della pista (ed a quel tempo i tracciati non erano così curati come quelli attuali, anzi…), una moto ingestibile per un pilota pulito come Cadalora, velocissimo a centro curva e dolcissimo con il comando del gas.

Dal tragico GP di San Marino di Misano le cose cambiarono ed il team, rimasto purtroppo orfano del grande Wayne, iniziò ad ascoltare le richieste dell’italiano a livello di set up. I risultati non tardarono ad arrivare (a dimostrazione che Luca aveva più che ragione…): 1° nel gp di UK, 2° a Brno, 1° in Italia, 3° negli USA…L’anno successivo (1994) Cadalora si ritrova prima guida per la Yamaha in 500 e chiude 2° il mondiale 2 vittorie battuto solo dall’immenso Mick Doohan. L’anno successivo (1995) sarà 3° e poi ancora 3° l’anno dopo (1996) battuto sempre e solo dalle Honda-HRC.

Soffermiamoci sul 1996, sono passati quasi 20 anni. Luca passa alla Honda, ottiene in leasing una NSR500 che si paga quasi da solo (!), il suo capotecnico è l’espertissimo Erv Kanemoto. Il mondiale si apre con una vittoria in Malesia, vittoria che manda su tutte le furie Mick Doohan pilota ufficiale del team Honda-HRC. In Spagna è 2° ed in Italia 3°, rivince in Germania ed è in piena lotta per il titolo quando, inspiegabilmente, Honda gli nega il supporto tecnico. L’italiano è costretto a lasciare le sospensioni Showa ufficiali per passare alle Ohlins (oggi tutte le Honda usano Ohlins, ma all’epoca il marchio svedese era piuttosto snobbato da HRC) e si ritrova spesso a doversi inventare dei set up senza avere dati (!).

Il 1996 sarà il suo ultimo anno ad alto livello per il fortissimo modenese. Cadalora nel paddock era un pilota schivo e dal carattere piuttosto chiuso, era in buoni rapporti con Max Biaggi (ironia del destino anche Max ricevette un trattamento tutt’altro che “dolce” da Honda…), anzi il romano nella sua biografia “Oltre” parla di Luca come uno dei pochissimi amici nel mondo delle corse.

In un certo senso Biaggi può essere considerato il successore tecnico di Cadalora. Entrambi erano finissimi collaudatori, piloti molto svegli ed intelligenti e molto molto tecnici. Tutti e due hanno vinto più volte il titolo in 250GP (4 Biaggi, 2 Cadalora) e tutti e due sono stati formati dallo stesso tecnico, Erv Kanemoto.

In tempi più recenti Jorge Lorenzo invece può essere considerato il successore di Biaggi e quindi di Cadalora. Anche Jorge vanta 2 titoli in 250GP ed anche Lorenzo come Luca e Max ha un carattere piuttosto schivo (frutto anche della sua timidezza). Jorge al contrario dei due italiani è riuscito ad ottenere il titolo nella top class battendo piloti come Valentino Rossi, Dani Pedrosa e Casey Stoner. Possiamo considerare Lorenzo come l’ultimo dei grandi interpreti della 250GP e quindi l’ultimo di una scuola che non c’è più e che mai ci sarà più (purtroppo).

(cliccando QUI la pagina Wikipedia sul pilota)

 

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