STONER: “NEL 2006, A MIO PARERE, DIEDERO UNA GOMMA FALLATA A ROSSI A VALENCIA”

rossi 2006 motogp 892Casey Stoner nella sua biografia “Oltre ogni limite” parla di uno dei momenti più controversi (e poco chiari) della giovane storia della MotoGP: la misteriosa caduta di Valentino Rossi a Valencia durante l’ultimo GP della stagione 2006.

Rossi arriva a Valencia dopo una stagione veloce ma tribolata e caratterizzata da sfortune e qualche problema tecnico di troppo, il Dottore si presenta in Spagna con 8 punti di vantaggio su Nicky Hayden e, in teoria, è favorito rispetto all’americano della Honda.

Ecco, in teoria.

Nella realtà Valentino parte male e dopo 5 giri cade mentre con fatica governa la sua M1 che non ne vuol sapere di andare dove vuole lui.

E’ opinione di Casey (pagina 141, in basso) che la Michelin avesse fornito al Dottore una anteriore difettosa. L’australiano non si sa spiegare il motivo di tale scelta (anche Hayden era gommato Michelin) ma la sua sensazione è che il campionato sia stato deciso dal gommista francese.

Lasciando da parte l’opinione di Stoner sin da subito si pensò ad una gomma difettosa in realtà in quanto la caduta è davvero anomala nella dinamica. Come assolutamente anomala è la stagione di Valentino che, come detto, viene caratterizzata da gomme che si distruggono e problemi tecnici di varia natura (se vogliamo la stagione di Rossi ricorda quella decisamente sfortunata di Ben Spies prima di lasciare la M1 al rientrante Valentino…)

La domanda che tutti ci siamo posti è banale e preoccupante allo stesso tempo: c’era un piano per far vincere il titolo a Nicky Hayden? Se è così: è successo altre volte? Altri campionati sono stati indirizzati a favore di un pilota piuttosto che di un altro?

Non lo sapremo mai. Mai nessuna inchiesta sportiva è stata aperta in merito (nello sport professionistico molto raramente, per non dire mai, vengono messi in discussione i risultati sportivi).

 

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E’ MORTO IL GRANDE JOHN SURTESS. CAMPIONE IN AUTO E MOTO.

surtess 9202Il grande John Surtess è morto a Londra oggi 10 Marzo.

Unico nella storia del motorsport a conquistare almeno un titolo iridato sia nel motomondiale, sia in Formula 1 era nato nel 1934.

Nel motomondiale ha ottenuto ben 7 titoli iridati, 3 in 350 e 4 in 500 tutti su MV Agusta. Nota statistica: tra il 58 ed il 60 ha vinto 6 dei suoi 7 titoli correndo e vincendo sia nella 350 che nella 500.

In Formula 1 ha ottenuto il titolo iridato nel 1964 ottenendo 2 vittorie e numerosi podi.

In virtù dei risultati  nel motomondiale Surtess può essere considerato uno tra i più grandi piloti di tutti i tempi. Oltre che per MV Agusta ha corso anche con la Norton e con la BMW.

Suo figlio Henry, pilota di auto, è morto durante una gara di Formula 2 colpito alla testa da uno pneumatico che si era staccato dalla vettura. La morte di Henry ha costretto la FIA a rivedere i sistemi di ancoraggio degli pneumatici alla vettura.

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CLASSIC BIKE: 20 ANNI FA NASCEVA LA MV AGUSTA F4 750 SERIE ORO.

mv agusta serie oro 1997 90344Sono passati già 20 anni amici lettori…20 anni da quando il mondo ha conosciuto, e subito desiderato, la MV Agusta F4 750 Serie Oro.

Caratterizzata da un design fortemente di rottura la F4 del 1997 è ancora molto bella e, se vogliamo, anche attuale con la sua coda sottile ed il cupolino basso.

Opera di Massimo Tamburini, padre insieme a Sergio Robbiano della Ducati 916, la F4 non ha un solo tratto in comune con il V2 bolognese anche se la ricorda per via degli sbalzi che tendono a filare via verso la coda salendo da una carenatura piuttosto coprente.

Il telaio è a traliccio come sulla Ducati 916, ma nel caso della F4 Serio Oro i tubi vanno verso delle piastre in magnesio che avevano il compito di sostenere forcellone e pedane. Il telaio della F4 è, di fatto, composto da due parti. Una soluzione piuttosto rara nel panorama motociclistico e non seguita da nessun altro costruttore per questioni tecniche ed economiche.

Come erano (e lo sono ancora) rari gli scarichi sotto la coda con la caratteristica conformazione a canne d’organo. Molto belli a livello estetico ma forse poco pratici a livello prestazionale dato che la versione F4 1000, che correva nella STK1000, usava una coppia di terminali molto simili, ironicamente, a quelli della 916. Lo stesso destino toccherà agli scarichi della F4RC in WSBK e della F3 in WSS…Infatti le rispettive unità stradali saranno sostituite impianti completamente diversi rispetto al prodotto di serie.

Il forcellone in magnesio presentava una forma piuttosto articolata ed era caratterizzato dal passaggio catena che avveniva al suo interno, mentre sulla 916 il passaggio era esterno. In entrambi i casi il forcellone era ricavato per fusione (magnesio per la Serio Oro, alluminio per la 916 che usava il magnesio per la versione 916R da gara).

Il motore 4 cilindri in linea di 749,4 centimetri cubici disponeva di valvole in posizione radiale (a causa di questo il motore era piuttosto alto nella zona delle teste) e catena di distribuzione in posizione centrale (mai amata in realtà…) ed era impreziosito dal cambio estraibile, una vera chicca! La potenza dichiarata era di 137cv a 12.600 giri.

La forcella non era Ohlins, ma Marzocchi mentre i freni non erano Brembo ma Nissin. Il peso dichiarato era di poco superiore ai 190KG, un valore ancora oggi molto buono che arriva grazie all’uso di tante parti in magnesio come appunto le piastre telaio, forcellone, ed i cerchi da caratteristico disegno a stella.

Nata nel 1997 dal progetto Cagiva F4 del 1995, la Serie Oro verrà commercializzata a partire dal 1998.

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PHILLIP ISLAND, 2000: L’ULTIMA DI GOBERT E DELLA BIMOTA!

bimota gobert 2000La Race 1 di Phillip Island dell’anno 2000 verrà ricordata anche per l’incredibile, non pronostica (e non pronosticabile) vittoria dell’australiano Anthony Gobert in sella alla Bimota SB8K ufficiale.

The Go Show (come veniva chiamato Gobert per il suo modo spettacolare di guidare) indovinò la scelta delle gomme ed il Dio del motociclismo, quel giorno benevolo con questo ragazzone dal talento smisurato, gli sistemò il meteo…Il resto lo fece la guida incredibilmente delicata di Anthony che, quando voleva, era in grado di suonare la sua moto come fosse un violino (ribadisco, il talento di questo pilota è tranquillamente paragonabile a quello di Stoner, la testa invece è paragonabile a quella di una rock star degli anni 80: pari a zero).

In quel giorno a Phillip Island Gobert otterrà la sua ultima vittoria in WSBK (di fatto la sua carriera finisce li, a soli 25 anni anche a causa del ritiro del team Bimota), mentre Bimota con la SB8K motorizzata Suzuki TL1000R otterrà la sua ultima vittoria in WSBK dopo aver scritto pagine di storia del campionato riservato alle derivate.

Quel giorno si consumò anche una curiosa vendetta contro la Ducati perchè mentre Fogarty si faceva male e finiva la sua carriera, la Bimota pilotata da Gobert e diretta da Virginio Ferrari vinceva…Sia Gobert e Ferrari erano due “cacciati” da Borgo Panigale seppur per motivi diversi. La gara 2 andò a Troy Corser su Aprilia, un altro “cacciato” da Bologna.

E si, quel giorno il Dio del motociclismo ha fatto sentire la sua presenza…

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MELANDRI, LA CURIOSITA’: A PODIO CON 9 MOTO DIVERSE IN 4 CATEGORIE DIVERSE.

melandri spiderman 2004 890Con il podio di oggi a Phillip Island ottenuto in sella alla Ducati Panigale R Marco Melandri fa segnare un curioso record quasi nessuno può vantare in WSBK: essere andato a podio con 4 moto diverse.

Marco è andato a podio con la Yamaha R1 (2011), con la BMW S1000RR (2012), con l’Aprilia RSV4 (2014) e con la Ducati Panigale R (2017).

Identici record anche nel motomondiale dove è andato a podio con la Honda 125 (1998), Aprilia 250 (2000), Yamaha M1 (2004), Honda RC211V (2005), Kawasaki/Hayate (2009) ottenendo in totale la bellezza di 112 podi in 4 categorie differenti andando a podio con 9 moto differenti. Per lui anche 41 vittorie attraverso 4 categorie e un titolo iridato, in 250 con Aprilia.

In foto Melandri con la celebre livrea Spiderman (2004), una delle livree più belle e particolari della storia del motociclismo.

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LA STORIA DELLA (MAI NATA) APRILIA MOTO 2 E LE SUE INCONGRUENZE SOSPETTE.

aprilia moto 2 84933Quando la Dorna decise di abolire la 250GP per creare la Moto2 l’Aprilia, a sorpresa, decise di accettare la sfida e di costruire una moto in grado di ospitare il motore Honda CBR600RR.

Vengono firmati dei contratti con i team, uno su tutti la struttura di Aspar Martinez, team spagnolo a quel tempo molto vicino a Noale. Il progetto è così avanzato che il team Aspar, al momento di creare l’abbigliamento per meccanici, ingegneri e manager fa inserire il logo Aprilia sulla manica.

Ad un certo punto, però, Aprilia cambia idea e lascia i team senza moto pur avendo degli accordi già presi quando manca poco all’inizio del nuovo campionato.

Cosa succede?

La verità in questa storia si nasconde dentro dicerie e teorie ed è, di fatto, impossibile da conoscere. Solo chi ha preso la decisione di chiudere il progetto sa realmente cosa è successo e perchè è successo.

Secondo la versione ufficiale (anzi la più ufficiale, diciamo…) Piaggio, proprietario di Aprilia, decise di chiudere il progetto perchè non volevano correre con un motore di una marca concorrente.

Questa versione non mi ha mai convinto del tutto perchè i tempi sono clamorosamente sbagliati: non si chiude un progetto quando la moto è quasi ultimata ed i contratti sono stati firmati! Inoltre Piaggio, prima di iniziare il progetto Moto 2, non sapeva del motore Honda CBR600RR? Impossibile! Cosa si fa, si costruisce una moto per poi scoprire dopo che non dovevi farla? Poco credibile. Poco credibile perchè o questa versione non è vera, oppure qualcuno all’interno di Piaggio si è fatto una dormita colossale andando ad approvare prima e finanziare poi un progetto che probabilmente neppure aveva letto!

Seconda la versione non ufficiale Aprilia sarebbe stata costretta a lasciare la Moto 2 a causa di pressioni esterne.

Forse qualcuno aveva paura che Noale, dopo aver dominato 125GP e 250GP, avrebbe dominato anche la Moto 2 grazie ad una ciclistica di primo livello, team ufficiali e piloti ufficiali?

La verità, come detto, non la sapremo mai. Purtroppo quando sport e politica si miscelano, quello che ne esce raramente è chiaro e limpido.

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QUANDO LA HONDA FECE LA RC211V STRADALE…MA DECISE DI NON VENDERLA.

honda rc211v5 940303Tutti conosciamo la mitica Honda RC211V che ha dominato i primi anni dell’era MotoGP grazie a Rossi prima, Hayden dopo (in mezzo tante e tante vittorie con Gibernau, Pedrosa, Biaggi, Ukawa, Tamada), ma non tutti conosciamo la (triste) storia della versione stradale di quella magnifica moto.

La Honda decise di creare una serie limitata della RC211V con targa e fanali per festeggiare i titoli di Valentino Rossi ed in effetti la creò e la collaudò pure, salvo poi fare un passo indietro e lasciare la moto nel museo delle “Honda mai nate” (un luogo accessibile a pochissimi dove, si dice, ci siano progetti tanto avanzati da far concorrenza all’Area 51!).

Cosa causò il ripensamento dei vertici Honda? Non si sa, la verità non venne mai a galla pubblicamente ed il V5 strettamente derivato dalla moto di Rossi non vide mai la luce.

Anni dopo l’idea della RC211V stradale diventa parzialmente reale grazie alla RC213V-S che deriva dalla RCV1000R MotoGP classe Open, una moto che in teoria (molto in teoria) tutti noi possiamo acquistare ma che almeno è reale (questa volta).

Insieme al V5 stradale da qualche parte in Honda, nei sotterranei segreti, dovrebbe esserci anche il V3 675 studiato per la supersport e mai venduto ed il V6 da MotoGP che avrebbe dovuto sostituire la RC211V prima che il regolamento vietasse i motori con oltre 4 cilindri.

(a proposito Ten Kate Motoren ne vende una nero carbonio a 200.000 euro. Interessa?!)

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LA STORIA DEL BOX 17 BIS DI PARKES E DEL BOX 16 E MEZZO!

mike parkesQueste due vicende che vedono protagonisti due piloti di auto sono narrate da Enzo Ferrari (la prima la trovate nel libro: “il secondo è il primo dei perdenti”. La seconda su internet) e sono davvero curiose e figlie di un epoca che, purtroppo, non esiste più: l’epoca delle corse umanizzate.

Racconta Enzo Ferrari che Parkes a Monza non voleva il box n°18 per via della tragedia di Bandini il cui box era proprio il 18, così il pilota dopo aver cancellato il numero 18 scrisse “17 bis”.

Un altro pilota, racconta sempre il Drake, dopo essere capitato nel box 17 (che nel mondo dei motori porta male dai tempi di Ugo Sivocci che morì con il 17 mentre pilotava la sua Alfa Romeo. Anni dopo Jules Bianchi farà una fine analoga, anche lui aveva il numero 17) decise di cancellare quel numero per scrivere “16 e mezzo”.

Parkes fu vittima di un terribile incidente mentre correva in Belgio ma, destino beffardo, morì nel 1977 a causa di un incidente stradale nei pressi di Torino.

Parkes, non sono in tanti a saperlo, era un pilota, collaudatore ed ingegnere di altissimo livello…Lui fu tra i primi collaudatori della mitica Lancia Stratos.

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WSBK: 10 CURIOSITA’ SU CARL FOGARTY.

fogarty 8920210 curiosità sul più forte pilota superbike di ogni epoca con 4 titoli (tutti su Ducati 916 e relative varianti) legato, anzi saldato, alla storia di Ducati. Anzi possiamo dire che Foggy, più di qualsiasi altro pilota, ha scritto la storia moderna della casa bolognese rendendola grande agli occhi del mondo.

1. La mitica 916 ha vinto svariati titoli iridati ma non ha mai corso con la cilindrata 916. Infatti la prima 916 usata nel mondiale WSBK era in cilindrata 955 dopo che quella con cilindrata 916 fu bocciata durante i test da Carl Fogarty perchè ritenuta poco potente e scorbutica nell’erogazione.

2. Carl Fogarty al primo test ha letteralmente odiato la 916 perchè ritenuta troppo rigida, nervosa e carente di potenza rispetto alla 888. Dopo ci ha vinto 4 mondiali…

3. Fogarty si scagliò ferocemente contro Colin Edwards durante un intervista dicendo: “questo ragazzo non ha palle, nessuno si ricorderà mai di lui dopo che smetterà di correre”.

4. Su Edwards dopo Foggy cambierà opinione dicendo pubblicamente che Colin, dopo la gara 2 di Imola, ha mostrato di avere sul serio gli attributi.

5. Fu provata da Fogarty durante una giornata di test una Ducati 916 con forcellone bibraccio in luogo del classico monobraccio per recuperare trazione. Fortunatamente non fu mai usata in gara.

6. Carl Fogarty odiava guidare sul bagnato. Durante una giornata di test l’allora team manager Davide Tardozzi gli chiese di uscire in pista con il tracciato bagnato ma Foggy si rifiutò e ne scaturì una discussione piuttosto animata, alla fine intervenne la moglie e fu lei ad obbligare Carl ad uscire con la pista bagnata!

7. Fogarty aveva 2 porcellini d’india, si chiamavano Aaron e Scott, come Slight e Russel…Suoi rivali per il titolo durante gli anni 90.

8. Fogarty è l’ultimo pilota della storia del motociclismo ad aver vinto sia il TT, sia un campionato mondiale su pista di alto livello.

9. Lo zio di Fogarty durante un TT entrò con tutta la moto dentro una banca…Ne è uscito illeso.

10. Il padre di Fogarty, George, era anche lui un pilota. La leggenda narra che distrusse una delle Ducati SS con le quali Mike Hailwood vinse al TT durante un test (storia mai confermata).

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HAILWOOD ED IL RITORNO ALLE CORSE CON DUCATI AL TT (LA STORIA).

mike hailwood ducati tt 1978Tutto il popolo di Borgo Panigale vuole in gran ritorno di Casey Stoner alle corse, questo potrebbe avvenire come potrebbe non avvenire mai, dipende dal carattere dell’australiano che tuttavia ha ancora tempo per decidere se pensiamo alla bella vicenda di Mike Hailwood.

Mike “The Bike” Hailwood è stato il più grande talento della storia del motociclismo, non tanto in termini di vittorie (i numeri, si sa, spesso mentono…) quanto per la capacità di guidare qualsiasi cosa avesse due ruote (ed in questo Casey lo ricorda moltissimo).

Il britannico, nato nel 1940, si ritirò dalle corse in moto a soli 28 anni nel 1968 quando Honda decise di ritirarsi dalle corse. Il ritiro di Mike merita un capitolo a parte perchè la Honda lo pagò pur di non farlo correre con altre Case…In pratica era un senza lavoro stipendiato (la stessa cosa accaduta a Stoner quando decise per il ritiro…). Chiuso il capitolo moto si diede all’automobilismo correndo svariati GP di Formula 1 arrivando anche in un unica occasione sul podio (3°) e vincendo l’europeo di Formula 2.

10 anni dopo Hailwood tornò alle corse e decise di correre il TT a 38 anni suonati (che all’epoca erano veramente tanti per un pilota…Alcuni neppure ci arrivavano ad avere 38 anni) in sella ad una Ducati SS900 preparata dal team bolognese NCR…Neppure a dirlo, la storia la conoscete, vinse!

Ancora oggi quella vittoria al TT è l’ultima di una Ducati al TT!

Se Stoner volesse iscriversi al TT con una Panigale…Chi lo sa!

 

Mike Hailwood nella sua immensa carriera ha vinto 9 mondiali nel motociclismo.

Ha disputato tra le moto 142GP vincendone ben 76 (oltre la metà!)

Ha vinto il TT per ben 14 volte (!) sfidando e battendo Agostini.

Podio alla 24 Ore di Le Mans tra le auto

Campione europeo F2 auto

Podio in F1.

E’morto a 41 anni causa, ironia del destino beffardo, di un incidente stradale.

Mike è stato, probabilmente, il più famoso pilota “pagante” della storia del motociclismo. Infatti suo padre era uno tra gli uomini più ricchi del Regno Unito. Narra la leggenda che il padre pagasse le Case per costruire moto su specifica del figlio (!).

Un altra leggenda (ma questa è vera) dice che a poche ore dall’inizio di un GP dovettero andare a prendere Mike da un fosso, lo trovarono ubriaco dalla sera prima! Altri tempi, altre storie!

Agostini, il suo grande rivale, è stato il primo pilota professionista “perfetto” (alla Rossi se vogliamo). Hailwood era un “selvaggio” della vecchia scuola alla Stoner per talento ed alla Gobert per testa.

Secondo una storia che gira al TT (e che non trova conferma) le Ducati SS900 NCR erano due in origine, tempo dopo la seconda fu distrutta da George Fogarty, padre del grande Carl! La storia di per se sarebbe curiosa ma non trova conferma. La SS900 “superstite” dovrebbe essere quella custodita al Museo Ducati di Borgo Panigale.

 

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