McLAREN P1 GTR “AYRTON SENNA”. CONOSCIAMOLA NEI DETTAGLI.

Un facoltoso appassionato ha commissionato alla MSO, il reparto di McLaren che si occupa dei veicoli speciali, una P1 GTR molto molto speciale e iconica che altri non è che un tributo al grande Ayrton Senna che con McLaren, sotto la guida di Ron Dennis, ha vinto ben tre titoli iridati.

La P1 non è stata solamente vestita con i colori della celebre livrea rosso/bianco di Marlboro ma ha subito anche qualche interessante modifica estetica e tecnica.

L’aerodinamica è stata rivista per aumentare il carico verticale grazie a nuovi profili anteriori uniti ad una nuova ala posteriore.

Il vano motore è ora coperto da un nuovo cofano in lexan più leggero rispetto al precedente mentre al suo interno lo scudo termico, esattamente come sulla McLaren da F1, è composto da una lamina d’oro a 18K (la tecnologia deriva dalla NASA che per prima usò i rivestimenti termici oro a 18K per le missioni lunari).

Gli interni sono stato arricchiti da numerosi dettagli ispirati al nome di Ayrton Senna e la scocca in carbonio ora porta la scritta:

“non sono stata disegnata per arrivare terza o seconda. Sono stata disegnata per vincere”.

(la scritta urta tremendamente con i risultati di McLaren in F1 degli anni. Ironia del destino beffardo).

Per concludere la vettura, telaio numero 12, rende tributo al primo titolo iridato di Ayrton, quello del 1988.

 

 

IN VENDITA UNA RARISSIMA FERRARI F40 GTE LIVREA PILOT. PREZZO? ALTO!

La Casa d’aste RM Sotheby’s metterà all’asta a Parigi il prossimo Febbraio una rarissima Ferrari F40 GTE in livrea Pilot (team Aldix Pilot), si tratta della vettura che ha colto il 12°posto assoluto alla 24 Ore di Le Mans del 1995.

Prezzo? La vettura sarà battuta ad un valore compreso tra i 4.5 e i 5.5 milioni di euro ma essendo una Ferrari da corsa le quotazioni potrebbero salire.

Si tratta infatti di una tra le vetture più rare al mondo e per questo ambite. Più che i risultati in gara ad attirare è la sua storia.

La F40 GTE è la versione evoluta della F40 LM, vettura “creata” da Michelotto partendo dalla ottima base della F40 stradale.

La Storia.

La F40 LM (Le Mans) vede la luce nel 1989 grazie al genio e all’impegno delle Officine Michelotto che partendo dalla F40 stradale creano un ottima vettura da corsa. In seguito la vettura perde il nome “LM” a favore di un più generico “Competizione” (8 esemplari costruiti tra il 1989 e il 1994).

Nel 1994 arriva la F40 GTE che viene prodotta sino al 1996. La vettura vantava 660 cavalli (limitati) ed una velocità di punta di 370km/h grazie ad un ottimo allungo del motore e doti aerodinamiche eccellenti (già manifestare sulla vettura di serie).

La F40 GTE si dimostra una vettura tanto veloce quanto fragile ed ha una vita agonistica breve e contrastata: vince le gare sprint ma perde le gare endurance.

Secondo RM Sotheby’s questa vettura è stata costruita come prototipo nel 1987 e convertita in LM nel 1992 per poi essere aggiornata come GTE per tentare l’assalto alla 24 Ore di Le Mans del 1995 dove fu iscritta con il nome di F40 LM nella classe LMGT1 (12°posto assoluto).

Da notare che alcuni chiamano, sbagliando, tutte le F40 da gara con la sigla LM mentre quella sigla è stata usata solo per le prime vetture quasi come fosse una sigla di progetto.

JACKIE ICKX E QUEL GESTO DI PROTESTA CHE CAMBIO’ LA STORIA DELL’AUTOMOBILISMO.

Siamo alla partenza della 24 Ore di Le Mans del 1969. Le auto sono disposte come il regolamento impone, a lisca di pesce in attesa dei rispettivi piloti che le raggiungo e saltano a bordo per poi innestare la prima e partire. E’ un tipo di partenza ben conosciuta quanto pericolosa perchè il pilota parte, di fatto, senza le cinture di sicurezza. Oggi una cosa del genere è pura follia. Semplicemente pura follia.

Il talentuoso pilota belga Jackie Ickx durante il briefing prima della gara critica fortemente la procedura e chiede, per motivi di sicurezza, la procedura permettendo ai piloti di partire già a bordo e in sicurezza. Come spesso accadeva in quel periodo, il belga fu accusato di essere poco “coraggioso” e la sua richiesta fu criticata dai colleghi e bocciata dal Direttore della corsa francese.

Ickx allora inscenò una delle proteste più importanti e prorompenti della storia dell’automobilismo: attraversò la pista lentamente mentre tutti i suoi colleghi correvano e una volta dentro allacciò le cinture di sicurezza prima di partire.

Il destino, maledetto, volle dare ragione al belga a tutti i costi. Infatti pochi istanti dopo il pilota privato Woolfe a bordo della sua potentissima Porsche 917 perse il controllo della vettura perdendo la vita a causa di un impatto, Woolfe, privo delle cinture delle sicurezza, venne sbalzato fuori dalla vettura.

La protesta di Ickx unita alla tragedia di Woolfe porteranno ad un totale ripensamento delle procedure di partenza in un periodo, fine anni 60 inizio 70, nel quale le vetture andavano veramente forte e la sicurezza dei piloti non veniva neppure presa in considerazione. Basti pensare a questo dato: la Porsche 917 a Le Mans nel 1971 raggiunse i 387km/h.

La morte di Woolfe sollevò un vespaio di polemiche non solo a causa della dinamica della sua morte ma perchè il pilota, un facoltoso privato, non aveva le competenze necessarie per pilotare la potentissima Porsche 917. La Casa tedesca si oppose ma, di fatto, Woolfe pagando aveva ragione “per forza” e acquistò la sua 917.

L’acquisto delle auto da parte di facoltosi uomini d’affari (ancor prima che piloti) all’epoca era ancora molto frequente (anche se in minor misura rispetto agli anni 50) ed anche a causa di questo gli incidenti erano tristemente…Frequenti. L’incidente di Woolfe, per esempio, coinvolse anche Mairesse ponendo fine alla carriera di quest’ultimo.

Un esempio su tutti? L’attore Steve McQueen avrebbe dovuto disputare la 24 Ore di Le Mans nel 1970 a bordo di una Porsche 917 del Gulf Racing finanziata in parte da lui. McQueen, ottimo pilota a dire il vero, secondo gli addetti ai lavori dell’epoca non sarebbe stato in grado di domare la difficile 917, una vettura che superati i 250km/h tendeva a sollevarsi nella parte anteriore ed andava “domata” con un sapiente e misurato gioco sul pedale del freno.

Oggi, anche grazie al gesto di protesta di Ickx, i piloti privati per quanto veloci (e ricchi) non possono guidare le velocissime LMP1 alla 24 Ore di Le Mans, vetture riservate solo ai piloti professionisti con il massimo grado di licenza FIA.

 

QUANDO A PERGUSA (SICILIA) CORREVANO LE FORMULA 1 DEL GRAN PREMIO DI ENNA.

 

1964 Belgian Grand Prix.
Spa-Francorchamps, Belgium. 14 June 1964.
Giancarlo Baghetti, BRM P57, 8th position, leads Jo Siffert, Brabham BT11-BRM, retired, action.
World Copyright: LAT Photographic

In un tempo neppure tanto lontano la Sicilia ha ospitato nel teatro del velocissimo circuito di Pergusa campioni del calibro di Lorenzo Bandini, Jo Siffert, Keke Rosberg, Jackie Stewart e Clay Regazzoni (ma la lista è decisamente più lunga e potrebbe coprire un intero articolo).

Infatti non tutti sanno che il circuito che sorge (è infatti ancora li) a pochi chilometri da Enna dal 1962 al 1965 ha ospitato il campionato del mondo di Formula 1 e dal 1972 al 1984 il campionato di Formula 2 ospitando sul gradino più alto del podio, oltre ai piloti appena citati, anche David Coulthard e Luca Badoer che hanno vinto in Formula 3000.

Il velocissimo tracciato è per certi aspetti unico al mondo non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello del paesaggio, infatti si sviluppa intorno al lago di Pergusa chiudendolo come una cornice.

Questa bellissima posizione, purtroppo, ha segnato il destino del tracciato che per anni ha dovuto combattere contro i “soliti” verdi che amano criticare le (poche) vetture che girano intorno ad un lago tralasciando le petroliere che inquinano i mari di tutto il mondo…Ma questa è un altra storia.

Oggi il circuito di Pergusa sta cercando un difficile rilancio e noi di TheRaceMode (che abbiamo girato sul veloce anello siciliano nel 2005) gli auguriamo il meglio! Il tracciato è patrimonio del motorsport italiano e mondiale e in quanto tale deve essere preservato.

Da notare che lo svizzero Jo Siffert (foto)  amava in particolar modo l’isola siciliana. L’elvetico ha in Formula 1 ha vinto solamente due gran premi, proprio quelli disputati a Pergusa in occasione del GP di Enna e non solo, nel 1970 ha anche vinto la Targa Florio.

Siffert, i più appassionati di voi lo sapranno, ha corso la 24 Ore di Le Mans a bordo della mitica Porsche 917.

THERACEMODE.COM E’ CONTRO L’ECOTASSA: BASTA TASSARE AUTO E MOTO.

Premessa: questo non è un articolo politico a favore o contro un partito, TheRaceMode è da sempre non politicamente schierato per garantire il miglior servizio possibile ai nostri lettori. Questo è un articolo che vuole criticare la scelta di tassa, ancora di più, le auto.

Automobilisti e motociclisti da decenni sono usati come veri e propri bancomat dallo Stato.

Le moto vengono colpite da bolli incredibilmente cari, pedaggi autostradali sproporzionati, velox nascosti ad arte sui passi di montagna, assicurazioni in aumento ogni anno senza un vero e proprio motivo e cosa hanno in cambio? Strade sempre più pericoli e ridicoli divieti.

La situazione degli automobilisti è anche peggiore. Oggi è IMPOSSIBILE usare la vettura senza prendere un qualche tipo di multa. Anche qui tra velox posizionati su stradoni con limite 50 e infrazioni semaforiche “libertine” ci tocca fare i conti con bolli, superbolli, passaggi di proprietà carissimi, IPT, assicurazioni, vandalismo notturno, costo della benzina tra i più alti in Europa, strade piene di buche e costo del pedaggio in costante aumento anche se gli stipendi sono a fermi da oltre 10 anni.

Ora il lato del Governo targato M5S si inventa questa EcoTassa creata per colpire le auto nuove Euro-6 più inquinanti.

Vorrei capire, è uno scherzo?

Per anni la UE prima e i vari governi dopo ci hanno imposto limiti pur di cambiare auto “stressando” il cittadino con le norme Euro, poi è iniziata una insensata guerra al diesel e ora si fa la guerra pure alle auto nuove?

Ma la sacrosanta libertà di acquistare e usare quello che ci pare dove è finita? L’ Europa oltre 70 anni fa si è liberata di una dittatura per poi…Impostarne una su base “ecologica”?

Mi chiedo, e vi chiedo: dove la UE quando le grandi navi petroliere e portacointainer inquinano i nostri mari e nostri cieli bruciando una miscela di diesel, olio combustibile e zolfo? Dove è la UE quando gli aerei inquinano i nostri cieli?

L’EcoTassa, criticata da FCA, Mercedes e tantissime associazioni che lavorano dentro il mondo dell’auto è un errore strategico come lo è stato il superbollo anni fa. Rischia di mandare in crisi il mercato del nuovo e di destabilizzare a livello psicologico le persone che già sono molto “stanche” dopo aver superato a fatica la più grande crisi economica occidentale dopo quella degli anni 30 (il fattore psicologico e morale è sin troppo spesso sottovalutato da chi governa ed è un errore che già in passato ha portato a forti malcontenti, ribellioni e in determinati casi anche a guerre).

Anche gli incentivi per le auto elettriche promessi dal Governo sono un errore strategico. Sono un errore perchè le nostre città non hanno impianti di ricarica distribuiti in maniera capillare e la situazione è anche peggiore lungo le strade statali usate dai pendolari, in questo caso non solo le colonne sono assenti ma non ci sono neppure programmi di sviluppo in merito.

Auto elettrica ok, ma che senso ha acquistarne una se poi non vi sono i servizi per supportarla?

Concludo dicendo che il problema non è l’EcoTassa di per se ma la somma di tutte le tasse che paghiamo sulle auto nuove che sono:

IVA al 22%

IPT

Assicurazione

Bollo (+superbollo superate certe potenze)

Accise sul carburante (necessario per usare la vettura)

Parcheggi

Pedaggi

Revisione obbligatoria

Passaggio di proprietà nel caso di acquisto di auto usata.

Inoltre bisogna avere a che fare anche con i divieti ecologici che spesso ci VIETANO di usare le nostre auto seppur in perfetto stato di manutenzione.

 

 

ABBIAMO TESTATO LA MOBILITA’ ELETTRICA A BOLOGNA: UN DISASTRO. IL RACCONTO.

PREMESSA: THERACEMODE.COM E’ A FAVORE DELLA MOBILITA’ ELETTRICA NEI CENTRI CITTADINI. MA QUESTO TIPO DI MOBILITA’ DEVE ESSERE SOSTENUTA DA UNA RETE CAPILLARE DI PUNTI DI RICARICA CHE AIUTINO I CITTADINI A MUOVERSI LIBERAMENTE. 

Mentre il Governo prepara gli incentivi per acquistare auto elettriche, plug-in e ibride noi di TheRaceMode.com, attraverso una figura esterna, abbiamo testato la mobilità elettrica a Bologna, la più grande città dell’Emilia Romagna.

Ecco il racconto.

(l’autore del test possiede una Nissan Leaf acquistata nuova e ha sempre difeso la sua scelta anche davanti alle critiche).

“La situazione per quanto riguarda i servizi dedicati alla mobilità elettrica a Bologna è pessima, davvero pessima. Non ci sono punti di ricarica a sufficienza e quelli che ci sono non sono fast charge, io pensavo in futuro di acquistare l’Audi E-Tron come auto da famiglia ma l’assenza dei punti di ricarica da 150kW mi frena. 

In genere uso Google Maps per trovare le colone di ricarica quando mi reco nei pressi del centro storico. L’App dello smartphone è precisa ma non basta, quando arrivo le colonne sono tutte occupate, per il 90% da mezzi elettrici in carica parcheggiati li e per il 10% da auto non elettriche che andrebbero rimosse ma che il Comune non fa rimuovere. Mi ritrovo a girare alla ricerca di una colonna di ricarica mentre la vettura esaurisce le batterie e questo, come potete immaginare, crea tensione e preoccupazione.

I centri commerciali sono sprovvisti di punti per ricaricare la vettura e questo rende la sosta inutile mentre al contrario ricaricando la vettura anche il parcheggio sarebbe una parte attiva della giornata. Gli uffici pubblici non hanno punti di ricarica tranne uno, quello davanti al Comune nei pressi della stazione, ma che è sempre occupato da auto in carica o peggio da auto in sosta.

Il Governo ha promesso incentivi per l’acquisto di auto elettriche ma allo stato attuale della situazione sono inutili, sono “incentivi elettorali” secondo me perchè anche volendo acquistare una auto elettrica, come ho fatto io, si è più limitati che incentivati ad usarla. Se già ora che sono poche è difficili trovare punti di ricarica liberi, cosa succederà quando saranno di più? Leggo sui giornali di programmi per piazzare colonne e creare una rete capillare ma nella realtà non vedo nulla di tutto questo e mi chiedo anche: le strade sono disastrate e piene di buche, se non ci sono i soldi per sistemarle…ci sarebbero per piazzare, rendere operative e funzionanti le colonne di ricarica? Sono scettico. Forse nelle grandi città tipo Roma e Milano la situazione è migliore ma qui a Bologna e nelle cittadine limitrofe è pessima. Se volessi usare la vettura per andare al mare a Rimini per un week end dovrei trovarmi un albergo dotato di colonne di ricarica il che è paradossale dato che a questo punto vengo “comandato” dalle esigenze della macchina e non dalle mie!!”

 

DOPO FCA ANCHE MERCEDES CONTRO L’ECOTASSA IDEATA DAL GOVERNO.

Dopo le durissime parole dei vertici di FCA “l’ecotassa ci costringerà a rivedere il nostro piano industriale togliendo investimenti”, anche Mercedes Italia va contro la (cattiva) pensata del Governo.

“Se da un lato -scrive Mercedes Italia- è giusto incentivare chi vuole acquistare auto elettriche e ibride, dall’altro non bisogna distruggere il mercato delle auto tradizionali. Esistono già delle norme molto esigenti a livello europeo in materia di inquinamento, andare a complicare ulteriormente la situazione è controproducente per l’acquirente e per le Case”

Il colosso tedesco prosegue:

“l’ecotassa paradossalmente scoraggia dall’acquistare auto nuove e meno inquinanti rallentando così il cambiamento del parco veicoli”.

VALENTINO ECCESSIVAMENTE FAVORITO. IL RALLY DI MONZA CAMBIA: MENO SHOW, PIU’ SPORT.

Noi di TheRaceMode.com lo avevamo scritto appena ieri (trovate l’articolo in homepage cliccando QUI):

il rally di Monza non è più motorsport, è uno show che garantisce spettacolo per il pubblico dove Valentino Rossi, vera star dell’evento, è “aiutato” a ben figurare.

In maniera del tutto involontaria siamo stati veggenti del futuro della manifestazione che infatti sta pensando di cambiare il proprio format già a partire del 2019 tornando ad essere più sport che show.

Cosa è successo?

Valentino Rossi ha dominato il rally a bordo di una Ford Fiesta di classe WRC plus e sin qui nulla di male direte voi, in realtà le WRC plus in pista erano solamente 4 e di fatto hanno ucciso la competizione favorendo appunto il Dottore, un vero specialista delle strette curve artificiali del rally di Monza.

La seconda era affidata al rallysta di professione Suninen che non ha potuto contrastare Valentino perchè alla sua prima presenza alla “festa” monzese.

E gli altri concorrenti cosa pilotavano? WRC del 2016, meno potenti di 80 cavalli e con meno elettronica a bordo.

L’organizzatore ha notato anche un certo calo di pubblico (innegabile il fatto che da quando Rossi non vince più in MotoGP è meno seguito, così come le gare sono meno seguite in tv qui in Italia) pensando ad un totale cambio di format con regole più indirizzate a creare una sana competizione che non uno show con un solo protagonista.

Valentino Rossi già in passato era finito nell’occhio del ciclone quando fu “beccato” a bordo, sempre al rally di Monza, di auto della medesima classe ma con una flangiatura all’aspirazione non regolare.

Da notare che Antonio Cairoli, 9 volte campione del mondo di motocross e amico di Valentino Rossi, aveva sin da subito fatto notare come le WRC plus stavano uccidendo la competizione rendendo il rally scontato e noioso sia da correre che da vedere.

IL RALLY DI MONZA E’ SHOW, NON E’ MOTORSPORT. ED E’ GIUSTO CHE SIA COSI’.

Torna il Rally di Monza e tornano, come sempre, accuse e polemiche intorno a Valentino Rossi colpevole di usare una vettura superiore a quella dei “rivali”.

Il Rally di Monza è ormai un occasione per far casino sui social grazie ai soliti blogger che non capendo nulla di motorsport cercano di colpire le persone con post populisti ma, di base, vuoti a livelli di contenuti.

Quello che sfugge a “blogger” che ho citato prima è lo scopo del Rally di Monza che NON è proporre una competizione sportiva, è proporre uno show più o meno simpatico per chiudere l’anno attirando piloti e pubblico dentro la cornice del bellissimo circuito di Monza.

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Personalmente noi di TheRaceMode non ne parliamo a livello sportivo (e mai ne parleremo) perchè non si parla di Motorsport, tutto qui. Nessuna polemica e nessun populismo becero.

Valentino Rossi ha una vettura superiore? Si. E allora? Trattandosi di show e non di motorsport a chi interessa? Cosa si vince al Rally di Monza? Un qualche titolo riconosciuto dalla FIA? No. Non si vince nulla e quando non si vince nulla e sei li solo per divertirti e far divertire il pubblico a chi importa cosa guidi e perchè?

Il Rally di Monza vive grazie alla presenza di Rossi, Valentino ne è l’anima quindi deve essere protagonista in una qualche maniera, piaccia oppure no.

Inoltre come si può considerare importante una competizione che vede e che ha visto partecipare attori, persone delle TV e “infiltrati” di vario genere?

Il Rally di Monza verrà vinto da Rossi? Da Loeb? Da Guido Meda? Da Matteo Salvini? Francamente non è importante chi vince, l’importante è avvicinare le persone al rombo dei motori e alle emozioni della velocità.

Ma questo, certi blogger populisti, proprio non lo capiscono concentrati come sono sul proprio egoismo mediatico.

 

RAIKKONEN E L’ALFA SAUBER:PERCHE’ L’UOMO GIUSTO NEL POSTO GIUSTO!

Per un Leclerc che parte un Raikkonen che arriva, sicuramente i fans di Sauber e Alfa Romeo non potranno che passare feste felici in attesa della stagione 2019!

Kimi, come ben sappiamo, ha già provato la C37 in attesa di salire sulla C38 del 2019 e l’ha trovata molto simile alla Ferrari sotto certi aspetti (e in effetti la vettura svizzera motorizzata Ferrari dopo un inizio non esaltante ha vissuto una grande seconda parte di stagione anche grazie al talento del giovane Leclerc).

L’ex campione del mondo 2007 è ideale per sviluppare una Sauber sempre più “ferrarizzata”, è un pilota freddo, esperto e concreto (quando la sfortuna lo lascia in pace), in definitiva è l’uomo giusto nel posto giusto.

Al pari di Sauber e Alfa Romeo anche Kimi cerca un rilancio sportivo, infatti non casualmente sarà anche ambasciatore del brand italiano che potrà contare su un pilota tra i più amati di tutti i tempi infatti  (avviso per collezionisti di modellini, l’Alfa Sauber con il n7 andrà praticamente a ruba nel 2019 quindi prenotate per tempo!).

Compagno di Raikkonen sarà l’italiano Antonio Giovanizzi che non solo finalmente trova un volante ma rappresenta anche il ritorno in pianta stabile di un italiano in Formula 1 dopo anni di assenza e tutto ciò avviene al volante di una Alfa…Se non è magia questa amici!

 

 

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