ALFA ROMEO NEWS: FISSATO IL PREZZO DI BASE DELLA 155 GTA CHE VERRA’ BATTUTA A PADOVA.

Fissata la base d’asta della Alfa Romeo 155 GTA costruita in esemplare unico che verrà battuta a fine Ottobre a Padova durante l’annuale fiera riservata alle vetture classiche e d’epoca.

La vettura, costruita dalle officine Abarth e fortemente imparentata con la Lancia Delta, avrebbe dovuto dar vita ad una produzione in serie per contrastare lo strapotere della BMW M3, a quel tempo vera e propria mattatrice tra le sportive “abbordabili” dal grande pubblico, tuttavia i piani di FIAT andarono verso un altra direzione e la vettura che andrà all’asta rimane, purtroppo, l’unico esemplare costruito e perfettamente marciante con i suoi pregi e i suoi difetti (è stata testata e raccontata di recente dalla rivista RuoteClassiche).

200.000 euro, questa la cifra di partenza. Tanti? Pochi? Difficile dirlo. Ultimamente il mercato della classiche di Alfa Romeo, grazie al rilancio del nome Giulia, appare fuori controllo con prezzi spesso moltiplicati per 5 anche solamente rispetto a 2 anni fa.

A livello tecnico la 155 GTA è una sorta di 155 Q4 evoluta ed estremizzata e quest’ultima altro non era che una Delta Integrale declinata in chiave “turismo sportivo”. La base d’asta è elevata non tanto per il valore tecnico infatti, quanto per la sua storia. Il suo progettista è l’Ingegner Limoni già padre di una delle più belle e incredibili vetture da rally mai costruite, la Lancia 037.

DANIMARCA: ELETTRICHE VENDONO POCO. IL GOVERNO LE OBBLIGA PER LEGGE. E’ GIUSTO?

I danesi non amano le vetture elettriche. Nel 2017 il popolo della piccola nazione nordica ha immatricolato appena 0,8% di auto elettriche del totale (meno dell’1%…) dimostrando di non gradire questo tipo di motorizzazione per motivi legati ai costi, alle ricariche e alle autonomie.

Nonostante questo flop il Governo danese ha deciso di bandire per il 2035 non solo le vendite di auto a benzina e diesel…Ma pure le ibride. Esatto, avete letto bene.

Al vaglio ci sarebbe un piano per bandire le vendite delle vetture ibride entro 17 anni. A partire dal 2030 le vetture alimentate solamente a diesel e benzina verranno bandite per poi “attaccare” anche le ibride che al contrario sono in piena fase di lancio in tutta Europa?

Perchè bandire anche le ibride e le plug-in che hanno dato valori di autonomia, prestazione ed emissioni molto interessanti?

Il Governo Danese ha spiegato che il piano è vietare a partire dal 2035 la vendita di veicoli che sfruttano anche in minima parte carburante di origine fossile.

A questo punto viene da chiedersi? E’ un regalo ad alcuni costruttori europei di origine tedesca che stanno investendo sul mondo elettrico tralasciando l’ibrido (vero e proprio cavallo di battaglia dell’industria giapponese invece)?

A pensar male…

Non è infatti un segreto che diversi costruttori tedeschi hanno acquistato e stanno acquistando miniere di litio in Africa.

In seconda e ultima battuta:

E’ giusto che un Governo entri nelle scelte personali dei cittadini? Mai nessuno Governo europeo è mai entrato in profondità nelle scelte personali di un cittadino, anzi al contrario ha sempre garantito libertà in merito.

La vettura elettrica va acquistata (a meno che il Governo Danese non le regali, ma ne dubitiamo…), mantenuta, ricaricata ed usata secondo certi parametri stabiliti dalla scarsa autonomia e dai tempi di ricarica.

Diverso è il discorso per la Norvegia dove il Governo, vendendo petrolio (ironico vero?) garantisce cospicui incentivi per l’acquisto della vettura alimentata a batterie.

La Danimarca ha provato il sistema degli incentivi con scarsi risultati (poche centinaia i mezzi immatricolati ad uso privato). Gli incentivi furono così tanto snobbati che il Governo decise di ritirarli infatti.

 

 

PORSCHE ABBANDONA IL DIESEL: ERA ORA! AVANTI BENZINA E IBRIDO CON ELETTRICO ALLE PORTE.

Finalmente dopo anni di “pura follia storico-tecnica” Porsche abbandona il motore diesel che MAI sarebbe dovuto entrare in gamma e che per fortuna non ha contaminato la purezza della 911.

I motori diesel sono stati declinati in chiave Porsche a causa della poco lungimirante visione del gruppo VW con Audi in testa, di favorire i diesel a discapito dei benzina per piegare i costruttori “non tedeschi” che a quel tempo stavano spingendo su piccoli motori benzina. Ironia del destino la scelta del diesel causerà, lo sappiamo bene, ingenti danni economici al gruppo.

Ora Porsche, spinta anche dal dieselgate (che ha azzerato le loro vendite di vetture diesel negli USA. Come scrivo spesso il “salvare il pianeta” è solo un pretesto. Comanda il denaro. Stop.) ha deciso di eliminare per sempre i motori diesel dalla propria gamma spingendo per SUV e berline le motorizzazioni ibride ed elettriche (queste ultime arriveranno verso il 2020).

E la serie 911? Probabilmente in futuro verrà elettrificata tramite l’adozione di sistemi come il KERS, insomma una elettrificazione prestazionale derivata dall’esperienza di Porsche nelle corse LMP1 e per quanto mi riguarda se elettrificare vuol dire aumentare la prestazione, allora va benissimo!

Sempre parlando di 911 Porsche, Dio li benedica, non ha neppure intenzione di abbandonare l’aspirato a favore del turbo. La Casa tedesca non solo ha confermato che la 911 RSR GTE rimarrà aspirata ma che probabilmente le prossime GT3 e GT3 RS andranno avanti con il flatsix aspirato che forse (e sottolineo il forse) verranno elettrificate. Tuttavia su quest’ultima ipotesi non ci sono neppure voci.

Enzo Ferrari, un grande visionario, usava dire che: il diesel è il carburante dei trattori, le auto da corsa usano la benzina.

Caro Enzo, ci avevi visto benissimo. Eccome.

di Marco M TheRaceMode.

 

LANCIA BETA MONTECARLO GRUPPO 5: LA BESTIOLINA DI LANCIA, DALLARA E ABARTH!

Siamo sul finire degli anni 70 quando FIAT, attraverso il Marchio Lancia, attacca lo strapotere agonistico della invincibile Porsche 935 nel campionato Gruppo 5 Silhoutte.

Il regolamento del Gruppo 5, a patto di partire dal telaio di serie, lascia la porta aperta ad ogni sorta di elaborazione a livello aerodinamico e motoristico.

Grazie a questo regolamento di tipo “opon” nascono vetture ancora oggi ricordate come la Porsche 935 Moby Dick e appunto la Beta Montecarlo Gruppo 5.

Sfruttando le aperture del regolamento FIAT affida a Lancia, Dallara e Abarth il compito di creare una vettura in grado di battere la 935 (anche se le due auto correvano nello stesso campionato gareggiavano divise per categorie) e la BMW M1.

La carrozzeria viene completamente ridisegnata da Pininfarina grazie alla galleria del vento. Ora la Beta Montecarlo ha vistose ali e spoiler e al pari della 935 Moby Dick si sviluppa in lunghezza pur senza arrivare agli eccessi del rivale tedesco.

Il telaio in alluminio e acciaio, manco a dirlo, veniva preparato da Dallara che lavora in maniera molto attenta sulla distribuzione dei pesi per rendere la vettura facile da guidare.

Il motore 1.4 4 cilindri turbo viene preparato da Abarth grazie a Tonti, mentre Maglioli e Materazzi arrivano da Lancia (si colui che ha progettato vetture come la Stratos e la F40…).

La storia del motore merita quasi un capitolo tutto suo! Infatti il piccolo propulsore, in grado di erogare 480 cavalli (ma si vocifera di un test con motore da oltre 700 cavalli mai usato in gara. Un mostro purtroppo poco affidabile ed infatti sarà l’affidabilità uno dei problemi iniziali della Beta Gruppo 5).

Dicevamo del motore. L’unità era montata in posizione centrale dietro le spalle del pilota e sfruttava il medesimo basamento della Lancia Beta 1.8 mentre la testata veniva prelevata dalla…131 Abarth! La potenza scese prudenzialmente a 360 cavalli per non mettere in crisi il cambio a 5 rapporti.

La Beta Montecarlo Turbo Gruppo 5 esordisce nel 1979 con un ritiro alla 1.000km di Silverstone. Nonostante l’inizio non facile la vettura italiana si consacra molto presto ottenendo pole e vittoria di divisione alla 6 Ore di Pergusa sul velocissimo anello siciliano e si ripete subito dopo a Brands Hatch nel Regno Unito grazie alla coppia composta da Patrese e Rohrl. Nonostante qualche ritiro di troppo la Beta Montecarlo ottiene la vittoria di divisione battendo BMW e Ford che non avevano ne la vettura, ne i piloti per battere la corazzata Lancia.

Nel 1980 la Beta si consacra e anzi si migliora! La potenza sale a 400 cavalli e (finalmente!) la vittoria non si rompe più. la vettura italiana non solo conquista la propria divisione ma ottiene addirittura 3 vittorie assolute battendo le ben più potenti Porsche 935. Al termine del 1980 arriva, con merito, il primo titolo marche!

Nel 1981 arriva lo sponsor Martini Racing (già partner di Porsche proprio con la rivale 935) e arriva un altro titolo! Il campionato, che ora si chiama mondiale endurance, non cambia nella forma ma solo nel nome e la Beta Montecarlo è una vettura matura e affidabile. Lancia vince la propria divisione e nuovamente la classifica assoluta battendo ancora una volta la micidiale 935 anche grazie ad un sistema di punteggi complesso che premiava più i piazzamenti che le vittorie.

La FIA lancia il Gruppo C e, di fatto, manda in pensione vetture iconiche come 935 e Beta Montecarlo Turbo chiudendo un era dell’automobilismo.

LEGGI ANCHE LA STORIA DELLA LANCIA LC2 GRUPPO C CLICCANDO QUI!

 

 

 

PORSCHE 911 SPEEDSTER: SI FARA’! IN ARRIVO NEL 2019 CON CAMBIO MANUALE.

Porsche ha detto si, la 911 Speedster presentata pochi mesi fa in occasione dei 70 anni di Porsche verrà prodotta in piccola serie e vedrà la luce nel 2019.

La 911 Speedster 2019 verrà costruita sulla base della attuale 911 GT3 a livello meccanico mentre la carrozzeria deriverà dalla Carrera 4 cabrio.

Il motore, derivato dalla GT3, sarà il 4.0 6 cilindri boxer aspirato in grado di urlare a 9.000 giri mentre il cambio sarà manuale (derivato anche questo dalla GT3).

Da notare amici lettori i giganteschi cerci da 21 pollici e il tappo per il rifornimento carburante posto centralmente sul cofano (forse poco pratico, ma decisamente evocativo).

Verrà costruita in soli 1948 (anno di produzione della Speedster telaio n°1) e, inutile specificarlo, sarà già sold out prenotata da benestanti collezionisti amanti di Porsche e non solo.

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di Marco M TheRaceMode

ECCO LA NUOVA AUDI R8 LMS GT3 EVO: 398.000 EURO IL PREZZO.

Audi R8 LMS PA

Audi Sport ha presentato al Salone di Parigi (in corso) la nuova Audi R8 LMS GT3 Evo riservata alle competizioni di classe GT3.

A livello estetico troviamo un frontale del tutto ridisegnato (e nettamente più bello e armonico di quello precedente…) che fa pensare ad una facelifting in arrivo anche per la controparte stradale anche se Audi in merito non ha rilasciato alcuna notizia.

A livello meccanico rispetto al modello precedente non cambia praticamente nulla ad eccezione del cambio che è stato migliorato a livello di affidabilità (già prima era di fatto indistruttibile!).

Il motore è il medesimo V10 5.2 aspirato della versione stradale derivato dalla Lamborghini Huracan.

Il propulsore, a proposito, mantiene le incredibili doti di longevità quasi “stradale” pur essendo un motore elaborato per correre!

Infatti la revisione è prevista ogni 10.000km e la ricostruzione ogni 20.000km dati incredibili, quasi irreali, che ci raccontano di un motore praticamente infinito.

Il costo è di 398.000 euro + tasse.

MAZDA: 95% VEICOLI IBRIDI, 5% ELETTRICI ENTRO IL 2030.

Mazda ha tracciato il suo futuro ed a differenza di alcuni costruttori che spingono verso un elettrico irrealizzabile spinge verso una più coerente propulsione ibrida.

Il costruttore nipponico entro il 2030 avrà una gamma composta per il 95% da veicoli elettrificati (ibridi, plug-in, mild-hybrid) per un 5% da veicoli elettrici ideali per i soli spostamenti aziendali.

La Casa del Sol Levante vuole tagliare le proprie emissioni di CO2 del 50% entro il 2030 e del 90% entro il 2050 (dati riferiti alle emissioni dei modelli 2010).

Un approccio comune a Toyota e Honda e totalmente opposto a quello del gruppo VW che punta ai soli veicoli elettrici (ricordiamo che i costruttori tedeschi hanno acquistato e stanno acquistando miniere di Litio in Africa, il metallo necessario alle batterie che dagli economisti è chiamato il petrolio del 21° secolo o anche “oro bianco”).

 

F1: RAIKKONEN HA CORSO PER SE STESSO.

Amici appassionati nulla mi toglie dalla testa che ieri a Monza Kimi Raikkonen abbia corso per se stesso (sapendo di essere fuori da Ferrari) e contro Vettel.

In partenza ha tirato la staccata a Vettel arrivando al bloccaggio delle ruote e già questo episodio mi ha dato da riflettere ma non è questo momento che voglio analizzare, Kimi vuol tenersi dietro anche Hamilton e capisco la sua aggressività…

Il momento che mi lascia perplesso arriva alla Roggia, ovvero la variante dove Lewis attacca Seb. Kimi entra piano, entra tanto piano che Vettel si ritrova “preda” della Mercedes numero 44 perchè, paradossalmente, bloccato dal compagno di team.

Il contatto è colpa di Vettel e su questo non vi sono dubbi, ma viene innescato da Raikkonen che, semmai, avrebbe dovuto fare da lepre a Vettel e non da tappo.

Usando una condotta di gara più intelligente ieri la Ferrari avrebbe festeggiato una doppietta dato che il passo di Seb era migliore rispetto a quello di Hamilton.

Ha fatto bene Raikkonen a correre per se stesso? La domanda porta ad un altra domanda, ben più spinosa:

giusto che i piloti vengano sacrificati per favorire i compagni di team messi meglio in classifica?

La risposta risiede dietro il muretto Mercedes: se Mercedes lo fa, allora anche Ferrari lo deve fare. Non puoi correre contro un avversario che usa ogni tipo di strategia senza usare tu a tua volta le medesime strategie.

Mi spiego.

Non puoi andare in guerra con la spada, perchè ami il duello romantico quando il tuo avversario è armato di pistola, per questo non concordo con Arrivabene che dice che Ferrari assume piloti e non maggiordomi.

Il muretto Ferrari non può perdere in nome di una visione romantica del motorsport. Non vi è nobiltà nella sconfitta quando sei tu la causa della tua stessa sconfitta.

Gli ordini ieri andavano dati e dovevano essere chiari sin dall’inizio.

Ai tempi di Todt/Brawn gli ordini erano ben chiari: doveva vincere Schumacher sempre e comunque. Ok, possono non piacere, possono essere moralmente discutibili ma quel tipo di gestione ha portato 7 titoli mondiali a Maranello. Quel tipo di gestione sta portando titoli alla Mercedes.

Quindi è moralmente sbagliata (e su questo siamo tutti in accordo), ma è corretta ai fini del risultato.

Ieri Bottas è stato platealmente usato dal team (condanno non tanto l’ordine, quanto il fatto che sia stato fatto in maniera plateale con tanto di ammissione da parte di Valtteri) ed è stato giusto, infatti ha vinto Hamilton.

Io condanno Mercedes, semmai, per il fattaccio di Ocon. Ocon è un pilota molto vicino a Mercedes che in passato, a bordo della sua Force India, ha steso un tappeto per agevolare il sorpasso di Hamilton ammettendo poi di averlo fatto di proposito.

Questo fattaccio però mi porta ad una logica conclusione: se lo ha fatto Mercedes e non è stata punita, perchè non lo fa anche Ferrari con la Sauber sponsorizzata Alfa Romeo?

Schumacher era un pilota veloce quanto molto molto furbo e parecchio smaliziato (il tamponamento a Hill lo ricordiamo, come ricordiamo tutti il maldestro tentativo di sportellare Villeneuve che gli è costato la perdita di tutti i punti). Un pilota che ha vinto tanto anche grazie alla sua furbizia.

Schumi ha fatto bene? Ha fatto male?

Se alla fine porti a casa il risultato senza uscire dal regolamento esiste una morale in grado di giudicarti?

E questa morale è più importante del risultato di per se?

di @Marco M TheRaceMode

McLAREN BOCCIA (A SORPRESA) L’ELETTRICO: TROPPO PESANTE E RICARICHE TROPPO LUNGHE.

McLaren, per parola del CEO Mike Flewitt, boccia a sorpresa (e con ragione) la propulsione elettrica allo stato attuale della tecnologia.

Il numero 1 di Woking spiega che le batterie pesano troppo e hanno tempi di ricarica “reali” troppo lunghi.

“Chi compra una nostra vettura sportiva elettrica per usarla in pista non vuole passare il tempo a ricaricare le batterie, lo vuole passare al volante tra i cordoli”

fa giustamente notare Flewitt. Che prosegue:

“la tecnologia attuale per quanto riguarda le batterie è ancora ad una stadio poco interessante. Le batterie pesano tanto e ci costringerebbero a mettere in commercio vetture pesanti, più pesanti di quelle con motore endotermico e questo non ha senso…Dobbiamo andare avanti, non indietro. Il cliente McLaren, ma in generale il cliente che acquista un auto sportiva vuole leggerezza e prestazione…Non portarsi a spasso 2 tonnellate di auto”.

Il boss di Woking parla anche della propulsione ibrida:

“ad un certo punto sarà obbligatorio per ridurre le emissioni come richiesto dalle norme e ben venga se aumenterà la prestazione della vettura. Per l’elettrico puro aspettiamo almeno il 2025, arrivati a questa data vedremo cosa la tecnologia ci offre”.

In definitiva McLaren (e non solo) aspetta le batterie allo stato solido (più leggere, più efficienti e dai tempi di ricarica nettamente più brevi rispetto alla batterie attuali) prima di progettare una supersportiva elettrica in grado di migliorare le prestazioni delle vetture endotermiche.

 

UN CAMPIONATO PER LE VETTURE DA RALLY RAID ELETTRICHE? FORSE…MA L’ELETTRICITA’ NEL DESERTO?

Agag, già fondatore e organizzatore della Formula E starebbe pensando ad un campionato cross country riservato alle vetture elettriche di tipo rally raid.

Attenzione non si tratta di far correre SUV elettrici come Tesla Model X e Jaguar I-Pace (che in condizioni difficili non farebbero un metro…) ma di creare dei prototipi simili alle vetture che disputano la Dakar per correre nei territori più estremi del pianeta come la foresta amazzonica, il circolo polare artico e il deserto del Sahara.

La serie, che dovrebbe partire nel 2020, punterà secondo alcune indiscrezioni sulle caratteristiche tecniche della Formula E, quindi vetture quasi del tutto identiche con motore elettrico fornito da McLaren. Dovrebbero cambiare solamente le fattezze estetiche.

Non si tratterebbe quindi di fare ricerca e sviluppo ma, come per la Formula E, di creare uno show ad uso e consumo degli sponsor.

Domanda: dove prenderanno l’energia elettrica nel bel mezzo della foresta amazzonica?

Questo Agag non l’ha spiegato.

 

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