COME NASCE L’SF90 STRADALE? UN TOUR NELLA FABBRICA PER SCOPRIRLO.

Ferrari ha comunicato nelle scorse ore che realizzerà una serie di 8 video dedicati alla SF90 Stradale, la sua prima ibrida plugin.

Il primo degli otto video dedicati alla SF90 Stradale racconta la nascita del suo cuore a otto cilindri. A Maranello, infatti, i tecnici del Cavallino realizzano degli stampi all’interno dei quali viene colato dell’alluminio fuso per per creare i blocchi motore. Una volta raffreddato, il metallo viene sottoposto a diversi trattamenti per migliorare la durabilità dei vari componenti e garantire le massime prestazioni. Il propulsore della SF90 appartiene alla famiglia F154, introdotta originariamente dalla California T del 2014 e poi ripresa, in veste evoluta, dalle 488 GTB, F8 Tributo e da altri modelli della Casa, come la Roma. Nel caso della SF90 Stradale il V8 ha subito alcune modifiche all’alesaggio e corsa, una modifica che ha migliorato notevolmente le prestazioni del V8 di Maranello.

Il secondo video consente di uscire virtualmente dalla fonderia, si passa così al reparto dedicato all’assemblaggio del propulsore termico. Qui i processi diventano ancor più raffinati, ma i robot continuano a collaborare con gli umani per garantire la massima precisione. Nel blocco motore vengono così inseriti diversi componenti, a partire dall’albero a gomiti per poi arrivare alle testate, passando per bielle e pistoni. Diverse parti sono state aggiornate rispetto alle altre unità a otto cilindri di Maranello, compresi i sistemi di aspirazione e scarico. Il V8 biturbo utilizza turbine twin scroll con wastegate a controllo elettronico e arriva a erogare 780 CV e 800 Nm.

Il terzo video della serie mostra alcune fasi della produzione della scocca, un processo in cui l’artigianalità viene utilizzata per garantire la massima precisione nell’assemblaggio. I vari pannelli della carrozzeria, infatti, vengono raccordati a mano per ottenere delle superfici pronte per la verniciatura. Prima di passare nel reparto dedicato alla finitura, la carrozzeria viene sottoposta a dei controlli che verificano la corretta unione dei vari pannelli.

Articolo scritto da Davide Coppola.

SIX UNDERGROUND: A SALVARLO CI PENSA LA GIULIA.

Difficile stabilire cosa sia passato per la mente degli sceneggiatori e del famoso regista statunitense Michael Bay, tra i più prolifici dell’ultimo decennio, quando sono state avviate le riprese di 6 Underground nel dicembre del 2018. Il film è stato da subito collocato all’interno di un universo narrativo specifico, quello delle pellicole d’azione, originando grande attesa tra i fan del genere grazie soprattutto a un cast stellare, composto primi tra tutti da Ryan Reynolds. Importante anche l’investimento, stimato attorno ai 170 milioni di dollari, che ha permesso di girare scene ricche di effetti speciali tra Stati Uniti, Italia ed Emirati Arabi.

6 Underground possedeva dunque sulla carta tutte le caratteristiche di un titolo di grande impatto e in grado di lanciare una nuova saga di missioni impossibili, inseguimenti spericolati e spie sotto copertura. Ciò che però è apparso sui vari schermi il 13 dicembre è stato un polpettone di circa due ore, a tratti indecifrabile e poco avvincente per lo spettatore.

6 Underground prende il nome dalla squadra di sei vigilantes che intendono salvare l’umanità dalle ingiustizie, dalla cattiveria e da tiranni senza scrupoli. I numeri sono utilizzati affinché di loro non si conosca il nome e non si creino rapporti interpersonali, un po’ come nella Casa di Carta. I Sei si autodefiniscono anche “fantasmi” poiché hanno tutti messo fine alla propria esistenza ufficiale vivendo, non si spiega come, ai confini della società senza che nessuno sappia di loro.

Il film inizia con uno spettacolare inseguimento tra le vie di Firenze, Siena e Roma con protagonista una Giulia Quadrifoglio di un colore insolito, verde fluo. I protagonisti scappavano dalle guardie di alcuni mafiosi italiani a cui volevano sottrarre i loro beni di lusso, ma anche farli perdere di potere nei loro loschi affari in cui erano coinvolti. Ricco di effetti speciali l’inseguimento tra la Giulia Quadrifoglio e le varie BMW M3, Maserati Gran Turismo e diversi suv tedeschi finisce dopo appena 20 minuti, dopo aver distrutto gli uffizi di Firenze e i vicoletti toscani, schiantando la vettura contro la forchetta di un muletto colpendo prima la vettura e poi il driver uccidendolo. Arriavto a questo punto del film, sono appena passati 20 minuti, potete spegnere Netflix.

Il film, purtroppo, continua e si passa da una location all’altra: dal paese del Turgistan, in Turchia, a Taranto, Siena ed Abu Dhabi attraverso un innaturale susseguirsi di ambienti e architetture visibilmente lontane tra loro. Una forzatura che in alcuni momenti lascia perplessi e in altri fa sorridere soprattutto quando appaiono insegne in italiano durante la protesta del popolo turco. Se tutto ciò sia stato per assurdo voluto o si è semplicemente trattato del risultato di un montaggio veloce e senza grosse pretese è impossibile saperlo, di certo vedere il Castello Aragonese e il ponte girevole di Taranto, due simboli della famosa città dei due mari, collocati in Turchia avrà fatto strabuzzare gli occhi a diversi spettatori.

6 Underground rappresenta una sorta di paccottiglia dei principali temi dei generi thriller e d’azione, messi insieme senza un’idea precisa di base. Nonostante gli sforzi dell’ottimo cast, una buona fotografia e alcuni avvincenti brani della colonna sonora che accompagna le azioni clou, il film fa davvero fatica a convincere gli spettatori i quali si ritrovano a dover colmare da solo le lacune della trama.

Errori, passaggi poco chiari e collocazioni palesemente forzate distraggono più del dovuto dallo svolgimento della storia lasciando indietro lo spettatore, tra incredulità e interrogativi. Il film ha dunque disatteso le aspettative di chi ama questa particolare categoria di film ed era già pronto ad accogliere fra i beniamini preferiti anche Uno e la sua squadra.

Articolo scritto da Davide Coppola.

SUL SET CON LA FERRARI ROMA

Ci sono città che prendono il nome per una loro caratteristica, come Chigago la città del vento, New York la città che non dorme mai e poi c’è Roma la città eterna.

Capitale d’Italia, Roma, è conosciuta per i suoi monumenti, i suoi piatti tipici ma molto presto sarà anche ricordatata come la città che ha dato il nome ad una vettura simbolo del Bel Paese: la Ferrari Roma; l’ultima granturismo disegnata e progettata per rendere omaggio allo spirito della dolcevita italiana degli anni 50 e 60 sintesi di un’epoca conosciuta e mirata soprattutto in tutto il mondo per la voglia di divertirsi e godersi la vita, i locali e le piazze e ovviamente le strade più prestigiose della città il video rappresentativo, pubblicato dalla Ferrari qualche giorno fa, non poteva essere che girato per le strade della capitale, per rievocare tutta la classe ed eleganza dell’italianità di una volta.  

Un video complesso e altissima qualità dove un team di 90 persone hanno lavorato 4 giorni e 4 notti per i luoghi simboli di Roma, allestendo set temporanei che in tempi record venivano spostati da una location ad un’altra, per un video della lunghezza di appena 2 minuti, basta questo per descrivere la complessità di questo video con tutti gli effetti paragonabili a quelli cinematografici. 

Non solo video, la Roma è stata anche protagonista di un book fotografico, a tiratura limitata, i cui i clienti esclusivi potranno accedervi.

La gestione del set è stata affidata a “The Box Films”, una delle tante case di produzione italiane che sta dietro a centinaia di spot che ogni giorno vediamo in televisione, con la regia di Paolo Borgato che hanno contribuito alla realizzazione di questo video a carattere cinematografico. Oltre a registi, fotografi e montatori c’è poi una sofisticata apparecchiatura tra cui spicca un suv ad alte prestazioni dotata di un braccio meccanico che sostiene stabilizzandola una telecamera che si muove su 3 assi. Sia lo snodo della camera che i movimenti del braccio sono controllabili da un operatore a bordo del suv, oppure da remoto. La lunghezza del braccio va da 3.5 metri a 5.5 metri mentre a bordo tendenzialmente trovano posto il driver, il regista e l’operatore. La scelta di adottare un suv prestazionale come il GLC AMG è dettata dall’utilizzo a cui si mira, in questo caso ospitare la truppa, l’attrezzatura e riuscire a star dietro ad un’auto come la Roma.

Le protagoniste del video sono tre Ferrari Roma, di altrettante tinte grigio, blu ed un immancabile rosso; tre vetture non ancora definite sotto proprio tutti gli aspetti tecnici e costruttivi, visto che la produzione inizierà nel corso del 2020 e perciò guidate solamente da meccanici scelti che la conoscono bene essendo coinvolti direttamente nello sviluppo della vettura.

Un video complesso ed affascinante rilasciando le stesse emozioni che si provano attraversando le strade di Roma e che ci rende orgogliosi, proprio come ci deve rendere orgogliosi un’auto disegnata, progettata e realizzata in Italia come la Ferrari Roma, e forse il nome non poteva essere più che azzeccato perché una bellezza così è destinata a durare in eterno.

Articolo scritto da Davide Coppola.

ALFA ROMEO TONALE CONCEPT: ECCO IL C-SUV DI ALFA ROMEO.

Dopo una lunga attesa (sin troppo lunga…) Alfa Romeo amplia la propria gamma di veicoli introducendo il Tonale, il nuovo C-SUV su base Jeep Compass.

L’autovettura entrerà nel listino del Biscione nel 2020 e, secondo i piani, darà un grande impulso alle vendite che sono calate in questi ultimi mesi a casa della mancanza di prodotto (infatti i rispettivi mercati di Giulia e Stelvio sono ormai saturi). Quasi sicuramente verrà proposta anche la motorizzazione diesel al fianco di quella a benzina e di quella ibrida, come quasi sicuramente la vettura sarà disponibile anche con la trazione integrale che è un vero marchio di fabbrica di tutti i veicoli Jeep.

Il design è caratterizzato dalle fessure che inglobano i proiettori, una scelta che “rompe” con il frontale di Giulia e Stelvio caratterizzati al contrario da proiettori ampi e dalla forma complessa, questa scelta torna al passato e prende spunto dalla Alfa 159 dove i proiettori anteriori erano, appunto, incastonati dentro una fessura. E’ questo il futuro del design di Alfa? Difficile dirlo…Sicuramente il Tonale pur essendo un Alfa (e si vede dalla V della calandra e dai lobi orizzontali) ha uno scarso family feeling con l’attuale produzione ed è decisamente proiettata al futuro. In vista laterale al contrario appare una vettura piuttosto “normale” e sovrapponibile al Compass da quale deriva per sbalzi.

Durante le prossime ore ne sapremo di più, non ci resta che aver pazienza.

ALFA ROMEO: UFFICIALE, A GINEVRA IL C-SUV SU BASE COMPASS.

Alfa Romeo ha ufficializzato che al salone di Ginevra vedremo il C-SUV su base Jeep Compass che entrerà in listino nel 2020. Al momento non ci sono informazioni ufficiali ne sul nome, ne riguardo le caratteristiche tecniche. Partendo dalla base della Jeep Compass il Biscione andrà dare il proprio “carattere” al nuovo C-SUV che sarà sicuramente più sportivo della controparte marchiata Jeep.

La “piccola biscia” avrà sicuramente la trazione integrale (di base sarà anteriore) e con tutta probabilità software di gestione motore e veicolo di tipo DNA con le tre mappe in grado di mutare il carattere del nuovo C-SUV che potrebbe anche essere declinato in chiave Quadrifoglio come accaduto per la Stelvio (a livello di marketing sarebbe la scelta corretta quella di proseguire con questo speciale allestimento estremo come fa BMW con gli allestimenti M oppure Mercedes con gli allestimenti AMG).

Scontato il fatto che avremo anche una versione ibrida perchè in Svizzera verrà presentato anche il Compass in variante ibrida.

Chi vi scrive ha avuto modo di testare una Jeep Compass nei mesi scorsi e devo ammettere che a livello dinamico la vettura si comporta meglio di tanti alti SUV di quella fascia e vanta un bagagliaio più spazioso di quanto non si pensi vedendo la vettura da fuori. Le basi per creare un successo commerciale ci sono tutti, non ci resta che aspettare Ginevra per scoprire forme, motori, allestimenti e prezzi.

Secondo voci non confermate la base della Compass potrebbe essere usata anche per un piccolo SUV Maserati. Se il Compass di Alfa sarà sportivo, il Compass di Maserati sarà al contrario declinato in chiave comodità e lusso, tuttavia come detto non ci sono voci confermate solamente rumors.

ARRIVANO GIULIA E STELVIO EDIZIONE “ALFA ROMEO RACING” CON AKRAPOVIC.

Per sottolineare il sempre più importante in impegno in F1 (budget 2019 compreso tra i 200 e i 250 milioni di euro) Alfa Romeo presenterà a Ginevra il 5 Marzo due versione speciali, si tratta della Giulia Quadrifroglio “Alfa Romeo Racing” e del SUV Stelvio Quadrifoglio “Alfa Romeo Racing” che verranno create in serie limitata diventando oggetti per collezionisti.

Le due vetture saranno caratterizzate da una speciale livrea derivata dalla C38 che correrà in F1 nel 2019, da alcune parti in carbono del catalogo Mopar e dallo scarico Akrapovic che il costruttore, famoso per gli impianti in ambito motociclistico, ha da poco presentato al pubblico. Lo scarico sportivo oltre a regalare un sound diverso donerà al V6 2.9 biturbo anche una manciata di cavalli (tutti in alto secondo le specifiche di Akrapovic).

Come detto prima le vedremo a Ginevra tra qualche giorno.

F1: RAIKKONEN: QUESTA ALFA MI PIACE!

“Rispetto alla Sauber che ho provato l’anno scorso, la C37, ho trovato la nuova vettura decisamente migliore sotto tutti i punti di vista, c’è stato sicuramente un passo in avanti e so che in questa stagione mi potrò divertire.

Il team è molto professionale e credono in quello che fanno, rispetto alla Ferrari qui non c’è pressione ed è sicuramente un bene per poter lavorare al meglio, tolto il nome sembra di lavorare in Ferrari, poco è cambiato dato che la professionalità è altissima”.

Queste le parole di Kimi Raikkonen dopo il primo assaggio della Alfa Romeo Racing C38 durante i test del Montmelò rallentati da un lungo causa pista fredda e gomme fredde (in realtà anche altri piloti hanno trovato le condizioni davvero pessime tanto da girarsi oppure arrivare lunghi senza forzare il ritmo come successo a Kimi che è uscito durante il giro di lancio).

Il team italo-svizzero punta senza nascondersi ad essere la quarta forza del campionato dietro Mercedes, Ferrari e Red Bull con Kimi in grado, con l’aiuto di un po di fortuna, di lottare per il podio. Gli investimenti rispetto ai “poveri” 70 milioni di Sauber sono aumentati in maniera esponenziale e c’è chi parla per il 2019 di una cifra compresa tra 200 e 250 milioni di euro, sicuramente sono arrivati nuovi ingegneri insieme a Kimi e questo ha portato nuove motivazioni e nuovi target. La pista giudicherà il finnico, il team e la C38.

ALFA ROMEO A LAVORO SU UN PROPRIO MOTORE IN F1 (?)

Secondo alcune indiscrezioni Alfa Romeo starebbe pianificando la progettazione di un motore da usare in F1 in luogo di quello Ferrari a partire dal 2021. Impossibile confermare la notizia, tuttavia tutti gli indizi portano verso questa direzione.

Alfa Romeo ha acquistato il nome Sauber (per 6 milioni di euro), ha aumentato la propria partecipazione economica e tecnica dentro la factory svizzera tanto da subentrare a livello nominativo con la creazione di Alfa Romeo Racing (di fatto Sauber, non esiste più).

Ha un opzione di acquisto che scadrà a Giugno e tutte gli indizi ci dicono che FCA acquisterà la struttura (rimarrà in Svizzera? Verrà spostata in Italia? Diventerà il polo racing di FCA o solamente di Alfa Romeo?)

A questo punto la creazione di un proprio motore per completare la “rinascita” è un passo quasi scontato, anzi praticamente ovvio.

MASERATI UFFICIALIZZA L’ARRIVO DI UNA SPORTIVA “VERA” NEL 2021.

Maserati, tramite un comunicato stampa ufficiale, ha ufficializzato l’arrivo di una sportiva a due porte con marchio Maserati che verrà progettata e assemblata presso lo stabilimento di Modena che ben presto, quindi, attiverà una nuova linea salvando posti di lavoro tra fabbrico e indotto.

Il polo modenese del tridente diventerà il luogo di nascita per le vetture sportive e le serie speciali sia di Maserai che, come accaduto con la Giulia Quadrifoglio, anche di Alfa Romeo. A Modena infatti nasceranno la GTV che non sarà una semplice Giulia coupè e la 8C!

La vettura è prevista per il 2012 e nascerà sulla piattaforma “Giorgio” della Giulia e, nostra ipotesi personale, potrebbe utilizzare il V6 Ferrari attualmente usato dalle Alfa serie Quadrifoglio insieme ad una unità elettrica per accrescere la potenza e allo stesso tempo rientrare nelle norme sulle emissioni inquinanti.

Stiamo parlando della bellissima Alfieri?

ALFA ROMEO PREPARA L’ACQUISTO DI SAUBER PER IL 2020.

Secondo un quotidiano tedesco Alfa Romeo alla fine del 2019 acquisterà la Sauber F1 facendo valere un opzione contrattuale stipulata al momento dell’accordo commerciale del 2018.

La fonte tedesca spiega anche che il nome Sauber è stato acquistato da FCA per 6 milioni di euro e che quindi NON potrà più tornare in forma indipendente. Facile a questo punto ipotizzare l’acquisto a titolo definitivo per creare (finalmente) un reparto corse Alfa Romeo a tutti gli effetti.

Un operazione del genere, per esempio, è stata effettuata dalla Mercedes che ha acquistato la Brawn GP con sede in UK per creare Mercedes GP, la scuderia attualmente impegnata in F1.

Da notare che l’acquisto di Sauber porterebbe FCA nel mondo delle corse in maniera diretta per la prima volta da quando è stata fondata su idea di Sergio Marchionne.

1 2 3 24