FERRARI 275 GTB/C (1965): RARISSIMA E VINCENTE BELLEZZA MODENESE.

Forse anche più bella della 250 GTO la 275GTB/C ne è l’erede tecnica e spirituale. La C sta per Competizione e quando Ferrari “modifica” una vettura per le corse, statene certi, non sbaglia mai. E infatti la 275 oggetto di questa monografia ha vinto e tanto.

Nasce sulla base della 275 GTB (Gran Turismo Berlina) nel 1965 e, come detto, ha il difficile compito di sostituire la 250 GTO arrivata ormai alla fine della sua carriera agonistica.

Il motore V12 posizionato anteriormente ha una cubatura di 3.3 ed una cilindrata per singolo cilindro di 275cc (da qui il nome della vettura). Nella versione di serie troviamo 3 carburatori e una potenza di 280 cavalli mentre nella versione Competizione troviamo 6 carburatori e una potenza di 350 cavalli (siamo oltre i 100 cavalli/litro nel 1965 con un motore aspirato, un valore molto molto interessante).

Le modifiche, ovviamente, non riguardano solo il motore. La GTB/C rispetto alla 275 stradale aveva parafanghi allargati per ospitare ruote dalla sezione maggiorata, finestrini in leggero plexiglass in luogo del pesante e pericolo vetro, ruote da 15 pollici, branchie anche nella zona dei parafanghi posteriori e un rapporto di compressione di 9.8:1 in luogo del 9.2:1 della versione “normale”. Il telaio in tubi si presentava alleggerito grazie alla presenza di tubi dalla sezione differente, tuttavia i valori di rigidità torsionale aumentavano come corretto che sia in una vettura da corsa.

La 275 GTB\C, costruita in soli 4 esemplari, ha vinto per ben 3 volte la 24 Ore di Le Mans dal 1965 al 1967. Ha vinto la 24 Ore di Daytona e varie 1000km (Monza, Spa, Nurburgring).

Oggi è una vettura tanto rara quanto ricercata dai collezionisti di tutto il mondo senza arrivare ai valori record della 250 GTO che potrebbe toccare i 70 milioni di dollari.

Una 275GTB “normale” oggi vale tra i 2.400.000 e i 2.800.000 di dollari.

Molto interessante la prestazione sullo scatto 0-100km/h che veniva coperto in poco più di 6 secondi (un valore interessante anche oggi). Questo grazie al ridotto peso vettura, un cambio a 5 rapporti molto efficiente e una frizione robusta e molto precisa nello stacco.

di Marco M TheRaceMode

 

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PERCHE’ ALFA ROMEO DEVE TORNARE A CORRERE. Di Marco M TheRaceMode

Alfa Romeo, dopo la presentazione della 8C MY 2021, deve tornare a correre ad alto livello. Qui non si tratta di romanticismo, qui non si tratta di ricordare il glorioso passato…

QUI SI TRATTA DI SCRIVERE IL FUTURO DEL BRAND, E QUESTO FUTURO DEVE PASSARE PER FORZA DAI CORDOLI DELLE PISTE.

Perchè?

Perchè se i tuoi concorrenti commerciali corrono, allora tu devi correre. Punto.

BMW corre con la M4 nella classe GT4, con la M6 nella classe GT3 (ha appena vinto la 24 Ore di Le Mans), con la M8 nella classe GTE e con la M4 DTM.

Audi corre con la R8 LMS nella classe GT3 e nella classe GT4, con la RS3 LMS nella classe TCR e con la RS5 DTM.

Mercedes corre con la AMG GT nella classe GT3 e nella classe GT4.

McLaren corre con la 570S nella classe GT3 e nella classe GT4.

Porsche corre con la Cayman nella GT4, con la 911 nella GT3 e con la 911 RSR nella GTE.

Persino brand meno corsaioli come Lexus corrono usando la RC F nella classe GT3!

E Alfa Romeo? Persa l’occasione di correre con la 4C nella GT4 (occasione assolutamente sprecata per vendere un prodotto racing di alta fascia e recuperare parte dei costi di progetto), corre con la Giulietta TCR grazie a Romeo Ferraris che da solo prepara la vettura del biscione. Troppo poco per un brand che deve sfidare colossi organizzati come BMW, Mercedes, Audi, Porsche e McLaren.

Il futuro potrebbe tuttavia essere diverso. La nuova Giulia GTC, coupè a tre porte, potrebbe essere usata per creare una base GT3 e la nuova 8C potrebbe competere nel mondiale endurance classe GTE oppure essere declinata in chiave GT4 e GT3.

Attualmente ad Alfa Romeo manca un reparto corse operativo, inutile e costoso anche il solo pensare di crearne uno partendo da zero, più intelligente (e facile) sarebbe sfruttare la partnership con Sauber, factory che in passato ha corso, e vinto, con Mercedes e BMW.

La creazione di alcuni modelli dedicati alle corse andrebbe a creare anche la possibilità di vendere le vetture ai team attraverso il “customer racing”, ovvero reparti corse che vendono vetture pronte per correre ai team. Di fatto l’investimento per declinare GTV e 8C in chiave racing si ripagherebbe da solo.

Non puoi pensare di competere contro i colossi tedeschi se non scendi nel loro campo di battaglia, è irreale perchè se vuoi dare nuovamente ad Alfa Romeo una identità non ti basta il nome “Giulia” se poi non hai attività agonistiche…Inoltre proprio la Giulia era un eccellente vettura da corsa quindi, in un certo senso, stai persino sprecando quel nome.

Dopo la prematura di Sergio Marchionne FCA ha la possibilità di ridefinire Maserati e Alfa Romeo sfruttando il nuovo corso dirigenziale, perchè quindi non farlo?

Un occasione come questa potrebbe non arrivare più amici.

di @Marco M TheRaceMode (seguimi su Facebook, clicca QUI)

 

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PERCHE’ (SECONDO ME) IL LEVANTE E’ L’UNICO VERO SUV DEL MERCATO.

Cosa è il SUV? E’ un veicolo off road “comodo” e adatto all’uso cittadino? E’ una berlina station wagon rialzata che nulla ha anche vedere con l’off road? Oggi esistono decine di declinazioni della parola SUV, ogni casa lo interpreta a modo suo (e non sempre nel modo migliore…)

Abbiamo il SUV supersportivo proposto da Alfa Romeo, lo Stelvio (su base Giulia).

Abbiamo il SUV enorme ed elegante proposto da Jaguar, ovvero l’F-Pace.

Abbiamo il SUV “tedesco” nelle forme e nei contenuti di Audi, il Q7.

Abbiamo il SUV lussuoso e sportivo di Porsche, il Cayenne e abbiamo come detto decine di altri modelli più piccoli di quelli citati sino a ridursi così tanto da essere praticamente utilitarie con la forma di SUV più grandi.

Non amo, amici lettori, il SUV per concetto tuttavia lo trovo un mezzo utile per chi come me usa la macchina spesso e ha intenzione di andare a vivere in campagna con i cani.

Così mi sono chiesto: che marca e che modello di SUV comprerei per le mie esigenze?

La scelta è caduta sul Maserati Levante perchè, a mio parere, ricalca il significato della parola SUV in pieno.

In primis è un veicolo adatto al fuoristrada leggero grazie alla trazione integrale il che non guasta quando si abita in collina e si ha a che fare talvolta con la neve in inverno. Tuttavia pur essendo in grado di affrontare del fuoristrada leggero non è per nulla impacciato per strada quando lo si usa per lavoro.

Gli interni sono comodi e, come piace a me, la dotazione non si perde tra inutili optional che non useremo mai e che servono solamente a fare alzare il prezzo della vettura (da questo punto di vista i tedeschi sono imbattibili…Ricordate l’assistente al parcheggio automatico che avrebbe addirittura parcheggiato per noi? Che fine ha fatto?).

Esteticamente a mio parere è una vettura bellissima e tra i SUV è quello meglio riuscito. Pur essendo lungo 5 metri e largo quasi 2 la linea non è pesante (tipo Audi Q7 o Porsche Cayenne) e riesce ad essere persino elegante se acquistato con i cerchi da 20 (ancora meglio con i 21), dote rara per un SUV. Senza ombra di dubbio il suo colore è quello chiamato “blu emozione”. Peccato manchi il rosso nell’allestimento GranSport.

Il Levante è un SUV pratico come una berlina ma elegante come una gran turismo che riesce a difendersi anche nel fuoristrada leggero. Cosa volere di più da un veicolo che per concetto è uno Sport Utility Vehicle, ovvero un veicolo che devo coniugare utilità con divertimento?

Per concludere ha il Tridente sulla calandra. Dettaglio non da poco quando decidiamo di acquistare una vettura a cavallo dei 100.000 euro.

(il mio pensiero è da sempre: quando spendiamo cerchiamo di acquistare anche il valore storico che è l’unico tipo di valore che sopravviverà al valore tecnico destinato, ovviamente, ad essere superato nel giro di qualche anno).

di @Marco M TheRaceMode

 

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F1: ANALISI DELL’ERRORE DI VETTEL IN GERMANIA.

Prendiamo spunto dalle parole di Matteo Bobbi (SKY Sport F1) per analizzare l’errore che è costato punti preziosi, e probabilmente la vittoria, a Seb Vettel durante le ultime, confuse, fasi del GP di Germania andato in scena lo scorso week end e vinto in rimonta da Hamilton.

Come detto ci troviamo nella parte finale del gran premio, nell’ultimo terzo di gara. Dal cielo scende una pioggia non intensa ma fastidiosa in grado di sporcare l’asfalto in maniera significativa fuori traiettoria dove si va a miscelare con la polvere, residui di olio e pezzi di gomma.

Le condizioni non sono da gomme intermedie (chi le osa è costretto subito a tornare ai box perchè la pioggia va e viene e non sta bagnando tutta la pista) Vettel è in pista con le gialle usate mentre Hamilton è in pista con le viola che hanno una mescola più morbida e quindi sono più adatte a queste condizioni miste.

Lewis grazie alla sua straordinaria sensibilità in queste condizioni (roba da Senna e Schumacher…) sta rimontando su Seb che sino a quel momento aveva gestito con circospezione la gara.

Il tedesco della Ferrari decide di tornare a spingere e arriva l’errore:

Seb decide di frenare leggermente dopo, scala dalla 4 alla 3 bloccando in frenata l’asse posteriore causa asfalto umido, il ferrarista controsterza per contrastare la deriva della vettura e nel farlo va nella parte sporca che poco prima vi avevo descritto, a questo punto il lungo è inevitabile. Sfortuna, e qui bisogna sottolinearlo, le barriere in quel punto sono vicine e non vi è modo di manovrare la vettura che neppure troppo velocemente le colpisce. Una beffa che tutta nasce da un errore che lo stesso Vettel ammetterà via radio. 

Un piccolo errore dalle conseguenze molto pesanti per il campionato che tuttavia non pregiudica in maniera sostanziale la corsa al titolo.

Di Marco M TheRaceMode 

 

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ASTON MARTIN VALKYRIE: CONOSCIAMOLA MEGLIO!

Mentre sono già partite le prenotazioni in tutto il mondo la Aston Martin Valkyrie inizierà a breve i test su strada con al volante, tra gli altri, anche Ricciardo e Verstappen, gli attuali piloti Red Bull in F1.

Conosciamo meglio questa interessante hypercar britannica sviluppata in collaborazione con Red Bull e il geniale Adrian Newey che di Red Bull è la mente dato che nasconde alcuni interessanti “segreti”.

La vettura inizialmente era nome come:

AM-RB 01 che sta per “Aston Martin – Red Bull”, mentre 01 indica la prima vettura di questa collaborazione.

Il nome “Valkyrie” arriva dalla mitologia norvegese. Sono esseri femminili al servizio di Odino in grado di decidere chi deve morire e chi deve vivere sul campo di battaglia.

Il motore, progettato da Cosworth, è un 6.5 V12 aspirato in grado di erogare oltre 900 cavalli accoppiato a un KERS prodotto da Rimac per una potenza complessiva di oltre 1.100 cavalli (1130 per la precisione).

Il cambio a 7 rapporti elettroattuato è costruito dalla Ricardo ed è dotato di doppia frizione. 

Il telaio è, ovviamente, un monoscocca in fibra di carbonio prodotto dalla canadese Multimatic (Factory molto vicina a Ford che ha progettato e costruito la Ford GTE che ha trionfato a Le Mans).

Elettronica e ECU arrivano da Bosch mentre i freni sono forniti da Alcon (scelta sicuramente controcorrente dato che tutte le supercar in genere usano Brembo).

Il peso totale della vettura sarà di circa 1.100kg per garantire un rapporto peso/potenza di 1:1.

A livello estetico la vettura di fatto…non ha estetica! Le forme sono modellate in funziona della prestazione aerodinamica e nulla è lasciato al caso, dai fari miniaturizzati alla grande ala anteriore passando per i retrovisori che vengono sostituiti da telecamere.

Gli interni sono “affascinanti, spartani eppure curatissimi in ogni dettaglio allo stesso momento”. I sedili in carbonio sono fissi con cinture a 4 punti di serie (optional quelle a 6 punti) mentre il volante che racchiude tutte le informazioni, come in F1, è estraibile come sulle vetture da corsa tramite il tipo di sgancio omologato dalla FIA.

Curiosità tecnica: lo scarico, per lasciare libero e “pulito” l’estrattore esce nella zona superiore come sulla Porsche 918 Spyder. Infatti la vettura ha un elaboratissimo fondo per migliorare la prestazione in strada come su pista.

Costo? La vettura parte da un listino di 3.300.000 di euro + optional che sono infiniti. Infatti la vettura è personalizzabile su ogni singolo dettaglio: dalle cuciture dei sedili, sino alla composizione della vernice.

di Marco M TheRaceMode

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BUGATTI CHIRON DIVO: 0-100 IN MENO DI 2.5 SECONDI A 5 MILIONI DI EURO.

Quanto siete disposti a spendere per coprire lo 0-100 in meno di 2.5 secondi? Mentre staccate l’assegno volete comunque essere eleganti e ricercati quando bruciate i semafori? Bugatti ha creato la vettura per voi, la Chiron Divo. Versione più estrema della Sport (in foto) e più orientata al track day.

Track day? Si. Track Day.

La vettura sarà dotata di una trasmissione derivata dalle corse in grado di reggere le maggiori sollecitazioni derivanti dall’uso estremo e di un pacchetto aerodinamico in grado di generare maggior downforce rispetto alla Sport. Maggiore downforce vuole dire anche maggiore velocità di punta, ecco che infatti la Divo “scende” a 385km/h contro i 400 della Sport.

Verrà costruita in soli 100 esemplari al prezzo di 5 milioni di euro.

La vedremo al Concorso di Eleganza di Pebble Beach.

Domanda: chi spenderebbe 5 milioni di euro per andare in pista con una Chiron quando con poco più di 300.000 euro ti porti a casa i 700 cavalli della Porsche 911 GT2RS?

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ITALIANO GT: ARRIVA LA BENTLEY CONTINENTAL DEL TEAM PETRI CORSE.

Il Campionato Italiano GT arriva tra le colline del Mugello accompagnato da una nuova, elegante e britannica protagonista: la Bentley Continental GT del team Petri Corse di Simone Petri. Piloti? Due nomi caratterizzati da un piede piuttosto pesante: Larini e Caffi.

La vettura fortemente voluta da Bentley e dal Malcom Wilson (M-Sport) è caratterizzata da una livrea molto particolare e decisamente affascinante:

la Union Jack britannica perde il blu e acquista il verde, così il nostro Tricolore si fonde piacevolmente con la bandiera della Terra della perfida Albione.

Ma diamo la parola al boss di Petri Corse:

“Tutto è nato per caso – sottolinea il team principal della compagine toscana –  in occasione della definizione dell’apertura della seconda concessionaria BENTLEY FIRENZE/ROMA da parte della nostra Petri Corse AutomobiliMr Engstler nel corso della visita della nostra sede di Firenze, vedendo la nostra divisione Motorsport, ha pensato bene  di omaggiarmi di questa grande opportunità, che io ho accettato con grande soddisfazione e orgoglio. Questo sarà per me e per la Petri Corse Automobili un ottimo inizio di collaborazione con  M-Sport, che è la divisione Motorsport Factory,  in ottica 2019 quando sarà presentata la nuova Continental GT3. Per ringraziare Engstler e Wilson della fiducia ripostami – conclude Simone Petri – ho scelto due carissimi amici come Nicola e Alex, del resto un debutto così importante  merita certamente due grandi campioni di fama internazionale.”

La Bentley Continental GT3 vanta 550 cavalli erogato dal motore V8 4.0 Biturbo.

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QUANDO IL CAVALLINO DI MARANELLO FA INCAZZARE I TEDESCHI DELLE TRE PUNTE.

Secondo Toto Wolff il contatto tra Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton è “poco chiaro” e la sanzione comminata al ferrarista troppo lieve.

Secondo James Allison (che ha lavorato tanti anni in Ferrari) la manovra di Kimi o è volontaria oppure è frutto della incapacità di Raikkonen di interpretare il momento.

Wolff rincara la dose: “dovremo fare più pole position e stare lontani dalle macchine rosse (non usa neppure il nome Ferrari) perchè non si sa mai cosa può succedere”.

Il buon Toto ha dimenticato che Lewis a Silverstone partiva dalla pole ma che nei “guai” ci è finito da solo a causa di una partenza pessima, tanto che quando è stato colpito era terzo…Se era primo sicuramente nessuno l’avrebbe colpito. Giusto Toto?

Insomma quello che è stato a tutti gli effetti un banale incidente di gara ha fatto incazzare, e non poco, la Stella a tre punte tedesca che accusa “noi italiani che siamo in grado solo di fare gli spaghetti” (cit. Niki Lauda) di giocare sporco (che poi detto da loro che fecero il test segreto con le gomme Pirelli…).

E Arrivabene cosa dice? Secondo il boss di Maranello, uno che sembra uscito da un film western di Sergio Leone, di quelli con Clint Eastwood, se James (Allison) ha detto davvero una cosa del genere dovrebbe vergognarsi e imparare a perdere con dignità e classe e poi sottolinea con durezza e fermezza:

Incompetente chi? Kimi? Chi è Allison per giudicare cosa fa un pilota in macchina? Posso accettarlo da un ex pilota, ma da lui assolutamente no. Vi garantisco che non è né incompetenza né deliberazione e forse James è arrabbiato perchè ha perso qui a casa sua. Dovrebbe guardare la telemetria e capire che Lewis è partito male, che ha perso subito due posizioni mentre Kimi è partito bene e si è trovato addosso a Hamilton. Ricordo che in Cina abbiamo avuto un problema tra Vettel e Verstappen, eppure nessuno ha detto niente. Il messaggio che voglio dare a loro è che è stata una bella battaglia, gradita dai fans e dal pubblico presente, oggi abbiamo vinto noi, magari in futuro vinceranno loro”.

Dopo la furia di Arrivabene arriva la risposta moderata di Wolff:

“probabilmente James scherzava e non voleva dire quello che voi avete capito”.

Arrivabene:

“se scherzava allora ok, meglio. Ci metteremo a ridere”

E come giudica il vincitore Vettel le accuse al suo compagno di squadra?

“Sono accuse sciocche. Spesso si viene colpiti e nessuno dice nulla, sono le gare”

E Hamilton? Lewis, come sua abitudine, ha colto l’occasione per lamentarsi e fare la vittima, mentre al Red Bull Ring accusò in diretta via radio il suo team di aver sbagliato strategia, qui in conferenza stampa non usa le parole di Allison ma fa intendere che la faccenda non gli è andata giù (in pratica Ham la pensa come James ma non lo dice).

E Kimi?

“è stato un mio errore”.

Il finnico è ermetico come sempre per fortuna perchè mai come in questo caso il silenzio è d’oro!

E il Drake? Enzo Ferrari cosa penserebbe?

“Quando le mie macchine vincono solcando il traguardo, mi assale un grande orgoglio nell’essere italiano”.

Non vi è alcun bisogno di aggiungere altro amici lettori, non vi sembra?

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FANTASTICO VETTEL! PORTA LA BANDIERA INGLESE A MARANELLO!

Fantastica vittoria di Seb Vettel a Silverstone! Il tedesco e la Ferrari espugnano il circuito di casa della Mercedes e ampliano il vantaggio in classifica in una vittoria che vale triplo!

Vale triplo perchè il GP è stato disputato con le famigerate gomme con “-0,4mm”.

Perchè la Ferrari non vinceva da 7 anni nella terra di Albione dove la Mercedes non aveva mai perso da quando si corre con i motori ibridi.

Perchè ha messo pressione alla Mercedes e a Hamilton che durante tutta la gara non ha fatto altro che lamentarsi nonostante, bisogna ammetterlo, è stato lui stesso a complicarsi la gara con una pessima partenza.

Il campione del mondo parte molto male e cede subito la posizione a Vettel (che partiva 2°, quindi in prima fila) ma non solo, Lewis non chiude verso il punto di corda e subisce la toccata di Raikkonen che arriva a ruota bloccare per non colpire Hamilton che stava cercando di recuperare la giusta linea. Kimi nel post gara ha ammesso di aver sbagliato nel valutare la frenata, mentre per Lewis si è stata una sorta di “strategia” per spingerlo fuori, tesi condivisa anche da Wolff. In realtà, come detto, è stato un errore del britannico innescato da una pessima partenza. Direzione Gara darà 10 secondi di penalità a Kimi a mio parere decisamente esagerati dato che nel recente passato contatti come questi non sono stati assolutamente puniti (ma quando c’è di mezzo la Ferrari si sa…).

GP spettacolare non solo per la vittoria di Vettel ma anche per la doppia safety car (per alcuni tifosi non necessaria) che ha reso gli ultimi 10 giri uno spettacolo. La doppia safety car, in particolare la seconda, poteva essere sostituita da una VSC (Virtual Safety Car) in effetti ma Direzione Gara ha deciso per il compattamento del gruppo…

E’ innegabile che la doppia SC ha aiutato la rimonta di Hamilton che dopo il contatto con Kimi si è trovato a rimontare dall’ultima posizione.

Gara sfortunata per la Alfa Romeo Sauber e Leclerc. Il fenomeno monegasco, arrivato sino ad una incredibile settima posizione, è stato costretto al ritiro da un problema tecnico. Peccato.

L’ordine di arrivo del GP inglese rispecchiata l’attuale classifica generale con che Vettel allunga su Hamilton e un Raikkonen sempre più terza forza del campionato.

I tre hanno rispettivamente 173, 161 e 116 punti con Seb in grado di vantare 4 vittorie contro le 3 di Lewis e le 0 di Kimi che occupa al momento il virtuale podio della classifica generale grazie ad una eccellente costanza di rendimento.

di @Marco M TheRaceMode (seguimi su Facebook, clicca QUI)

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FIAT 131 ABARTH: LA PROVA DI FORZA DI FIAT NEI RALLY. STORIA DI UNA GRANDE VETTURA!

La storia della FIAT 131 Abarth nei rally è tanto vincente quanto poco conosciuta e spesso sottostimata, questo perchè troppo spesso si associa il nome FIAT a vetture utilitarie di pessima fattura (ammetto che alcuni dirigenti FIAT si sono davvero impegnati per rovinare questo glorioso marchio e alla fine…Ci sono pure riusciti!)

Prima di parlare delle vittorie nei rally parliamo della vettura in configurazione stradale, ne parliamo perchè la 131 era una GRANDE vettura, tecnicamente all’avanguardia e accattivante nelle forme (volendo fare un paragone è come la Giulia attuale).

La 131 viene presentata nel 1974 per uscire dal listino nel 1984 dopo la bellezza di oltre 1.500.000 auto prodotte e vendute!

Erede della mitica 124 (altra vettura di gran successo) era disponibile nella configurazione berlina 3 volumi a 4 porte, wagon a 5 porte e 2 porte berlina con 3 volumi.

Parliamo di tecnica:

il bodywork (la carrozzeria) era un monoscocca in acciaio molto leggero. Il motore, longitudinale, era dotato di teste in alluminio e distribuzione OHV con l’albero a camme posizionato all’interno del carter vicino l’albero a gomiti e valvole in testa comandate da aste e bilancieri (solamente in un secondo tempo arriverà la distribuzione DOHC con doppio albero a camme in testa come si usa oggi sulla quasi totalità dei modelli esistenti).

La sospensione anteriore era di tipo McPherson totalmente indipendente e dotata di barra antirollio (una dotazione decisamente sportiva per una vettura che, in definitiva, era una berlina destinata alle famiglie) mentre la sospensione posteriore era caratterizzata dall’attacco diretto degli ammortizzatori con assale rigido che la rendeva piuttosto stabile alle alte velocità.

E ora passiamo alla variante Abarth per i rally chiamata 131 Abarth.

Siamo alla fine del 1974…

FIAT pensa ad una erede della bellissima e vincente Stratos e pensa alla X1/9 un altra creazione, come la Lancia Stratos, di Gandini per Nuccio Bertone. Abarth allestisce una serie di vetture dotate di motore 1.8 4 cilindri (lo stesso della FIAT 124 Gruppo 4 che tanto bene aveva fatto in gara) e la vettura si dimostra subito estremamente veloce, tuttavia FIAT ferma il programma. I vertici del Lingotto vogliono correre con una vettura dalle forme “normali” per poter spinger le vendite della berlina 131 ed alla fine, hanno ragione.

Costruita in 500 esemplari (il minimo per omologare la vettura e correre nei rally secondo il regolamento di quel tempo) vantava soluzioni tecniche dedicate e ricercate.

In primis la 131 Abarth derivava dalla 131 con carrozzeria a due porte. I passaruota vengono allargati per ospitare distanziali e ruote dalla maggiore impronta oltre a nuove sospensioni. Al posteriore sparisce l’assale rigido ed arrivano sospensioni indipendenti. Parti della carrozzeria sono ora in leggera vetroresina mentre il tetto è in alluminio per abbassare il baricentro vettura.

Il motore è il 2.0 4 cilindri 16 valvole dotato di carburatore a doppio corpo in grado di erogare 140 cavalli che diventano la bellezza di 235 nella versione gara dotato di iniezione meccanica e preparazione Abarth. La trazione come sulla vettura di serie rimane posteriore (pensate al fatto di dover gestire la trazione posteriore, 235 cavalli e una vettura da meno di 1.000kg sullo sterrato senza alcuna elettronica!)

Il resto è storia, e che storia!

3 titoli mondiali rally (1977 – 1978 – 1980)

18 vittorie

5 doppiette

2 triplette

Gli avversari della 131 sono importanti e danno ancora più risultato alle vittorie!

La berlina FIAT batte la temibile Ford Escort RS 1.8, la Toyota Celica 2000GT, la Opel Kadett GT/E, la Datsun 160J e la…

Lancia Stratos!

Si infatti la 131 batte anche la concorrenza interna della Stratos con al volante Munari in questa battaglia tutta interna targata FIAT nel 1977!

La curiosità: secondo alcuni FIAT ha volutamente “sabotato” la Stratos per lanciare a spingere a livello commerciale la 131. Infatti la Stratos era ancora molto competitiva ed in grado di vincere il 4° titolo di fila (aveva infatti vinto i campionati 1974, 1975 e 1976. Voci mai del tutto confermate dai vertici di Torino.

di @Marco M TheRaceMode

Motorsport Blogger / Imprenditore / Giulia Quadrifoglio Owner

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