F1: RAIKKONEN: QUESTA ALFA MI PIACE!

“Rispetto alla Sauber che ho provato l’anno scorso, la C37, ho trovato la nuova vettura decisamente migliore sotto tutti i punti di vista, c’è stato sicuramente un passo in avanti e so che in questa stagione mi potrò divertire.

Il team è molto professionale e credono in quello che fanno, rispetto alla Ferrari qui non c’è pressione ed è sicuramente un bene per poter lavorare al meglio, tolto il nome sembra di lavorare in Ferrari, poco è cambiato dato che la professionalità è altissima”.

Queste le parole di Kimi Raikkonen dopo il primo assaggio della Alfa Romeo Racing C38 durante i test del Montmelò rallentati da un lungo causa pista fredda e gomme fredde (in realtà anche altri piloti hanno trovato le condizioni davvero pessime tanto da girarsi oppure arrivare lunghi senza forzare il ritmo come successo a Kimi che è uscito durante il giro di lancio).

Il team italo-svizzero punta senza nascondersi ad essere la quarta forza del campionato dietro Mercedes, Ferrari e Red Bull con Kimi in grado, con l’aiuto di un po di fortuna, di lottare per il podio. Gli investimenti rispetto ai “poveri” 70 milioni di Sauber sono aumentati in maniera esponenziale e c’è chi parla per il 2019 di una cifra compresa tra 200 e 250 milioni di euro, sicuramente sono arrivati nuovi ingegneri insieme a Kimi e questo ha portato nuove motivazioni e nuovi target. La pista giudicherà il finnico, il team e la C38.

ALFA ROMEO A LAVORO SU UN PROPRIO MOTORE IN F1 (?)

Secondo alcune indiscrezioni Alfa Romeo starebbe pianificando la progettazione di un motore da usare in F1 in luogo di quello Ferrari a partire dal 2021. Impossibile confermare la notizia, tuttavia tutti gli indizi portano verso questa direzione.

Alfa Romeo ha acquistato il nome Sauber (per 6 milioni di euro), ha aumentato la propria partecipazione economica e tecnica dentro la factory svizzera tanto da subentrare a livello nominativo con la creazione di Alfa Romeo Racing (di fatto Sauber, non esiste più).

Ha un opzione di acquisto che scadrà a Giugno e tutte gli indizi ci dicono che FCA acquisterà la struttura (rimarrà in Svizzera? Verrà spostata in Italia? Diventerà il polo racing di FCA o solamente di Alfa Romeo?)

A questo punto la creazione di un proprio motore per completare la “rinascita” è un passo quasi scontato, anzi praticamente ovvio.

MASERATI UFFICIALIZZA L’ARRIVO DI UNA SPORTIVA “VERA” NEL 2021.

Maserati, tramite un comunicato stampa ufficiale, ha ufficializzato l’arrivo di una sportiva a due porte con marchio Maserati che verrà progettata e assemblata presso lo stabilimento di Modena che ben presto, quindi, attiverà una nuova linea salvando posti di lavoro tra fabbrico e indotto.

Il polo modenese del tridente diventerà il luogo di nascita per le vetture sportive e le serie speciali sia di Maserai che, come accaduto con la Giulia Quadrifoglio, anche di Alfa Romeo. A Modena infatti nasceranno la GTV che non sarà una semplice Giulia coupè e la 8C!

La vettura è prevista per il 2012 e nascerà sulla piattaforma “Giorgio” della Giulia e, nostra ipotesi personale, potrebbe utilizzare il V6 Ferrari attualmente usato dalle Alfa serie Quadrifoglio insieme ad una unità elettrica per accrescere la potenza e allo stesso tempo rientrare nelle norme sulle emissioni inquinanti.

Stiamo parlando della bellissima Alfieri?

ALFA ROMEO PREPARA L’ACQUISTO DI SAUBER PER IL 2020.

Secondo un quotidiano tedesco Alfa Romeo alla fine del 2019 acquisterà la Sauber F1 facendo valere un opzione contrattuale stipulata al momento dell’accordo commerciale del 2018.

La fonte tedesca spiega anche che il nome Sauber è stato acquistato da FCA per 6 milioni di euro e che quindi NON potrà più tornare in forma indipendente. Facile a questo punto ipotizzare l’acquisto a titolo definitivo per creare (finalmente) un reparto corse Alfa Romeo a tutti gli effetti.

Un operazione del genere, per esempio, è stata effettuata dalla Mercedes che ha acquistato la Brawn GP con sede in UK per creare Mercedes GP, la scuderia attualmente impegnata in F1.

Da notare che l’acquisto di Sauber porterebbe FCA nel mondo delle corse in maniera diretta per la prima volta da quando è stata fondata su idea di Sergio Marchionne.

SAUBER DIVENTA, DI FATTO, IL REPARTO CORSE DI ALFA ROMEO

Il grande Sergio Marchionne lo aveva detto: il rapporto tra Alfa Romeo e Sauber non è una mera sponsorizzazione fine a se stessa, il rapporto diventerà con il tempo più stretto e così sta accadendo. Sergio non è più fisicamente tra noi ma le sue idee vanno avanti, eredità di un uomo visionario che aveva deciso di restituire dignità alla Casa resa grande da un altro geniale visionario, Nicola Romeo.

Alfa Romeo Racing (since 1910), cosa si nasconde dietro questo cambio di nome? Prima di tutto sparisce il nome Sauber, la storica factory fondata da Peter Sauber dopo aver lavorato per case come BMW (Formula 1) e Mercedes (endurance) viene “inglobata” con l’idea di diventare il reparto corse del biscione per il futuro.

Nulla cambia a livello di proprietà e nulla cambia a livello tecnico, i motori saranno sempre Ferrari, la sede sarà sempre in Svizzera e i tecnici del presente e del futuro arriveranno, con tutta probabilità, da Maranello ma tutto questo non va visto come un punto di arrivo, va visto come la fase iniziale di una trasformazione che si basa, prima di tutto, su un cambiamento tecnico quanto emotivo (come se Alfa stesse dicendo, stiamo tornando…).

Prendiamo per esempio il rapporto tra Ford e Multimatic Racing. Multimatic è, da tempo, il braccio armato di Ford nelle corse eppure le due aziende non condividono neppure il suolo dato che Multimatic è in Canada! Grazie alla loro collaborazione è nata per esempio la bellissima Ford GT e sempre grazie a loro la Mustang è stata declinata in chiave GT4, sempre grazie a Multimatic abbiamo vetture come Mustang Shelby GT350 e Mustang Shelby GT500.

In futuro io vedo Sauber collaborare con Alfa Romeo per la creazione di modelli stradali ipersportivi (magari, perchè no, a partire alla GTV e dalla 8C!) con Alfa che si “stacca” a livello tecnico da Ferrari per tornare ad essere un brand totalmente indipendente come giusto che sia.

Attenzione vi faccio notare anche un particolare, mentre la Giulia Quadrifoglio per via della sue caratteristiche non può essere declinata in chiave racing, la futura GTV potrebbe essere convertita in chiave GTE (WEC), GTLM (IMSA, USA) e GT3 e magari potrebbe essere schierata da Alfa Romeo Racing sotto la guida di Sauber.

Il futuro, causa crisi mondiale dell’auto, è incerto ed è per questo impossibile prevedere cosa accadrà, ma questo passo andava fatto per essere comunque pronti. Tutte le Case in questo momento corrono attraverso team interni, team esterni supportati (factory backed) e team privati che acquistano le auto dai servizi customer racing, Alfa non può e non deve stare fuori dalle corse in forma diretta, quando ti chiami Alfa Romeo sei obbligato a correre, lo dice la storia, non lo dicono i manager.

MERCATO AUTO: ENNESIMO DOWN A GENNAIO. PESA SITUAZIONE POLITICO/ECONOMICA.

Il 2019 si apre con l’ennesimo down del mercato italiano riservato alle auto che chiude Gennaio con un brutto -7,5%. A pesare su questo dato, che segui altri mesi chiusi con il segno negativo dopo una corsa durata decine di mesi chiusi con il segno più, è la situazione politico/economica che non convince i potenziali acquirenti e, ovviamente, il mercato del diesel.

Gli ultimi dati sul PIL e un potere d’acquisto che, nonostante i proclami politici, rimane basso gettano ombre sul futuro che per alcuni italiani sarà addirittura peggiore del presente e del recente passato.

Non decollano le auto elettriche e le plug-in che rimangono sempre ai margini del mercato in attesa degli incentivi di Marzo che, tuttavia, secondo gli analisti, non dovrebbe modificare quasi nulla a livello numerico nel breve termine.

A Marzo, in concomitanza con gli incentivi per le auto elettriche pure, plug-in e ibride arriverà l’eco-tassa e questo, secondo gli analisti, porterà un ulteriore contrazione del mercato. In poche parole: le vendite dei veicoli a basso impatto ambientale non andranno a colmare il vuoto lasciato dalle mancate immatricolazioni delle vetture diesel.

ACQUISTARE UNA ELETTRICA? TRA DUE ANNI SARA’ VECCHIA (E SENZA VALORE).

Quando una tecnologia nuova muove i primi passi bisogna stare molto attenti prima di acquistare il prodotto.

Ricordate l’evoluzione dei PC domestici a fine anni 90? Spendevano tantissimi soldi per hardware che dopo 6 mesi erano già vecchi e senza nessun valore sul mercato dell’usato. Ricordate l’evoluzione dei telefoni cellulari? Ogni 3 mesi usciva il modello “leggermente” migliorato, per non parlare degli attuali smartphone.

L’auto elettrica, che ancora sta vivendo il suo stato primordiale, tra due anni o forse anche meno sarà vecchia. Perchè?

1) La tecnologia sulle batterie sta facendo passi da gigante rendendo presto (molto presto) le attuali unità al litio obsolete, quasi primitive.

2) Tra qualche anno la diffusione delle colonne fast charge da 350kW sarà capillare e questo renderà davvero vecchie le attuali auto che non possono reggere 350kW in entrata (la migliore da questo punto di vista è l’Audi E-Tron che supporta “soli” 150kW in entrata, la Tesla per esempio supporto 120kW in entrata).

3) Le autonomie delle vetture attuali sono assolutamente scadenti, basta una Fiat Panda alimentata a diesel per fare meglio, tuttavia tra qualche anno grazie alle batterie di nuova concezione l’autonomia passerà dagli attuali 400km (reali poco più che 300…) a oltre 800 risolvendo il problema più grande della proposta elettrica attuale.

Attualmente, in attesa delle auto a idrogeno e elettriche a lunga autonomia, la scelta migliore è rappresentata dalle ibride di tipo plug-in che permettono una certa autonomia elettrica da sfruttare in città e lunghe distanze garantite dal motore endotermico, il tutto unito a emissioni sicuramente ridotte rispetto ai veicoli endotermici “puri”.

Se da un lato è oggettivamente “azzardato” spendere 800-1000 euro per uno smartphone che tra due anni sarà sostituito dal modello migliore proposto dalla stessa casa, dall’altro è oggettivamente irresponsabile spendere 30-40-80 mila euro per una vettura che tra un paio di anni sarà superata di slancio da una proposta migliore che migliorerà l’efficienza e grazie all’economica di scala sarà proposta ad un prezzo di acquisto inferiore.

 

McLAREN P1 GTR “AYRTON SENNA”. CONOSCIAMOLA NEI DETTAGLI.

Un facoltoso appassionato ha commissionato alla MSO, il reparto di McLaren che si occupa dei veicoli speciali, una P1 GTR molto molto speciale e iconica che altri non è che un tributo al grande Ayrton Senna che con McLaren, sotto la guida di Ron Dennis, ha vinto ben tre titoli iridati.

La P1 non è stata solamente vestita con i colori della celebre livrea rosso/bianco di Marlboro ma ha subito anche qualche interessante modifica estetica e tecnica.

L’aerodinamica è stata rivista per aumentare il carico verticale grazie a nuovi profili anteriori uniti ad una nuova ala posteriore.

Il vano motore è ora coperto da un nuovo cofano in lexan più leggero rispetto al precedente mentre al suo interno lo scudo termico, esattamente come sulla McLaren da F1, è composto da una lamina d’oro a 18K (la tecnologia deriva dalla NASA che per prima usò i rivestimenti termici oro a 18K per le missioni lunari).

Gli interni sono stato arricchiti da numerosi dettagli ispirati al nome di Ayrton Senna e la scocca in carbonio ora porta la scritta:

“non sono stata disegnata per arrivare terza o seconda. Sono stata disegnata per vincere”.

(la scritta urta tremendamente con i risultati di McLaren in F1 degli anni. Ironia del destino beffardo).

Per concludere la vettura, telaio numero 12, rende tributo al primo titolo iridato di Ayrton, quello del 1988.

 

 

IN VENDITA UNA RARISSIMA FERRARI F40 GTE LIVREA PILOT. PREZZO? ALTO!

La Casa d’aste RM Sotheby’s metterà all’asta a Parigi il prossimo Febbraio una rarissima Ferrari F40 GTE in livrea Pilot (team Aldix Pilot), si tratta della vettura che ha colto il 12°posto assoluto alla 24 Ore di Le Mans del 1995.

Prezzo? La vettura sarà battuta ad un valore compreso tra i 4.5 e i 5.5 milioni di euro ma essendo una Ferrari da corsa le quotazioni potrebbero salire.

Si tratta infatti di una tra le vetture più rare al mondo e per questo ambite. Più che i risultati in gara ad attirare è la sua storia.

La F40 GTE è la versione evoluta della F40 LM, vettura “creata” da Michelotto partendo dalla ottima base della F40 stradale.

La Storia.

La F40 LM (Le Mans) vede la luce nel 1989 grazie al genio e all’impegno delle Officine Michelotto che partendo dalla F40 stradale creano un ottima vettura da corsa. In seguito la vettura perde il nome “LM” a favore di un più generico “Competizione” (8 esemplari costruiti tra il 1989 e il 1994).

Nel 1994 arriva la F40 GTE che viene prodotta sino al 1996. La vettura vantava 660 cavalli (limitati) ed una velocità di punta di 370km/h grazie ad un ottimo allungo del motore e doti aerodinamiche eccellenti (già manifestare sulla vettura di serie).

La F40 GTE si dimostra una vettura tanto veloce quanto fragile ed ha una vita agonistica breve e contrastata: vince le gare sprint ma perde le gare endurance.

Secondo RM Sotheby’s questa vettura è stata costruita come prototipo nel 1987 e convertita in LM nel 1992 per poi essere aggiornata come GTE per tentare l’assalto alla 24 Ore di Le Mans del 1995 dove fu iscritta con il nome di F40 LM nella classe LMGT1 (12°posto assoluto).

Da notare che alcuni chiamano, sbagliando, tutte le F40 da gara con la sigla LM mentre quella sigla è stata usata solo per le prime vetture quasi come fosse una sigla di progetto.

JACKIE ICKX E QUEL GESTO DI PROTESTA CHE CAMBIO’ LA STORIA DELL’AUTOMOBILISMO.

Siamo alla partenza della 24 Ore di Le Mans del 1969. Le auto sono disposte come il regolamento impone, a lisca di pesce in attesa dei rispettivi piloti che le raggiungo e saltano a bordo per poi innestare la prima e partire. E’ un tipo di partenza ben conosciuta quanto pericolosa perchè il pilota parte, di fatto, senza le cinture di sicurezza. Oggi una cosa del genere è pura follia. Semplicemente pura follia.

Il talentuoso pilota belga Jackie Ickx durante il briefing prima della gara critica fortemente la procedura e chiede, per motivi di sicurezza, la procedura permettendo ai piloti di partire già a bordo e in sicurezza. Come spesso accadeva in quel periodo, il belga fu accusato di essere poco “coraggioso” e la sua richiesta fu criticata dai colleghi e bocciata dal Direttore della corsa francese.

Ickx allora inscenò una delle proteste più importanti e prorompenti della storia dell’automobilismo: attraversò la pista lentamente mentre tutti i suoi colleghi correvano e una volta dentro allacciò le cinture di sicurezza prima di partire.

Il destino, maledetto, volle dare ragione al belga a tutti i costi. Infatti pochi istanti dopo il pilota privato Woolfe a bordo della sua potentissima Porsche 917 perse il controllo della vettura perdendo la vita a causa di un impatto, Woolfe, privo delle cinture delle sicurezza, venne sbalzato fuori dalla vettura.

La protesta di Ickx unita alla tragedia di Woolfe porteranno ad un totale ripensamento delle procedure di partenza in un periodo, fine anni 60 inizio 70, nel quale le vetture andavano veramente forte e la sicurezza dei piloti non veniva neppure presa in considerazione. Basti pensare a questo dato: la Porsche 917 a Le Mans nel 1971 raggiunse i 387km/h.

La morte di Woolfe sollevò un vespaio di polemiche non solo a causa della dinamica della sua morte ma perchè il pilota, un facoltoso privato, non aveva le competenze necessarie per pilotare la potentissima Porsche 917. La Casa tedesca si oppose ma, di fatto, Woolfe pagando aveva ragione “per forza” e acquistò la sua 917.

L’acquisto delle auto da parte di facoltosi uomini d’affari (ancor prima che piloti) all’epoca era ancora molto frequente (anche se in minor misura rispetto agli anni 50) ed anche a causa di questo gli incidenti erano tristemente…Frequenti. L’incidente di Woolfe, per esempio, coinvolse anche Mairesse ponendo fine alla carriera di quest’ultimo.

Un esempio su tutti? L’attore Steve McQueen avrebbe dovuto disputare la 24 Ore di Le Mans nel 1970 a bordo di una Porsche 917 del Gulf Racing finanziata in parte da lui. McQueen, ottimo pilota a dire il vero, secondo gli addetti ai lavori dell’epoca non sarebbe stato in grado di domare la difficile 917, una vettura che superati i 250km/h tendeva a sollevarsi nella parte anteriore ed andava “domata” con un sapiente e misurato gioco sul pedale del freno.

Oggi, anche grazie al gesto di protesta di Ickx, i piloti privati per quanto veloci (e ricchi) non possono guidare le velocissime LMP1 alla 24 Ore di Le Mans, vetture riservate solo ai piloti professionisti con il massimo grado di licenza FIA.

 

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