ABBIAMO TESTATO LA MOBILITA’ ELETTRICA A BOLOGNA: UN DISASTRO. IL RACCONTO.

PREMESSA: THERACEMODE.COM E’ A FAVORE DELLA MOBILITA’ ELETTRICA NEI CENTRI CITTADINI. MA QUESTO TIPO DI MOBILITA’ DEVE ESSERE SOSTENUTA DA UNA RETE CAPILLARE DI PUNTI DI RICARICA CHE AIUTINO I CITTADINI A MUOVERSI LIBERAMENTE. 

Mentre il Governo prepara gli incentivi per acquistare auto elettriche, plug-in e ibride noi di TheRaceMode.com, attraverso una figura esterna, abbiamo testato la mobilità elettrica a Bologna, la più grande città dell’Emilia Romagna.

Ecco il racconto.

(l’autore del test possiede una Nissan Leaf acquistata nuova e ha sempre difeso la sua scelta anche davanti alle critiche).

“La situazione per quanto riguarda i servizi dedicati alla mobilità elettrica a Bologna è pessima, davvero pessima. Non ci sono punti di ricarica a sufficienza e quelli che ci sono non sono fast charge, io pensavo in futuro di acquistare l’Audi E-Tron come auto da famiglia ma l’assenza dei punti di ricarica da 150kW mi frena. 

In genere uso Google Maps per trovare le colone di ricarica quando mi reco nei pressi del centro storico. L’App dello smartphone è precisa ma non basta, quando arrivo le colonne sono tutte occupate, per il 90% da mezzi elettrici in carica parcheggiati li e per il 10% da auto non elettriche che andrebbero rimosse ma che il Comune non fa rimuovere. Mi ritrovo a girare alla ricerca di una colonna di ricarica mentre la vettura esaurisce le batterie e questo, come potete immaginare, crea tensione e preoccupazione.

I centri commerciali sono sprovvisti di punti per ricaricare la vettura e questo rende la sosta inutile mentre al contrario ricaricando la vettura anche il parcheggio sarebbe una parte attiva della giornata. Gli uffici pubblici non hanno punti di ricarica tranne uno, quello davanti al Comune nei pressi della stazione, ma che è sempre occupato da auto in carica o peggio da auto in sosta.

Il Governo ha promesso incentivi per l’acquisto di auto elettriche ma allo stato attuale della situazione sono inutili, sono “incentivi elettorali” secondo me perchè anche volendo acquistare una auto elettrica, come ho fatto io, si è più limitati che incentivati ad usarla. Se già ora che sono poche è difficili trovare punti di ricarica liberi, cosa succederà quando saranno di più? Leggo sui giornali di programmi per piazzare colonne e creare una rete capillare ma nella realtà non vedo nulla di tutto questo e mi chiedo anche: le strade sono disastrate e piene di buche, se non ci sono i soldi per sistemarle…ci sarebbero per piazzare, rendere operative e funzionanti le colonne di ricarica? Sono scettico. Forse nelle grandi città tipo Roma e Milano la situazione è migliore ma qui a Bologna e nelle cittadine limitrofe è pessima. Se volessi usare la vettura per andare al mare a Rimini per un week end dovrei trovarmi un albergo dotato di colonne di ricarica il che è paradossale dato che a questo punto vengo “comandato” dalle esigenze della macchina e non dalle mie!!”

 

DOPO FCA ANCHE MERCEDES CONTRO L’ECOTASSA IDEATA DAL GOVERNO.

Dopo le durissime parole dei vertici di FCA “l’ecotassa ci costringerà a rivedere il nostro piano industriale togliendo investimenti”, anche Mercedes Italia va contro la (cattiva) pensata del Governo.

“Se da un lato -scrive Mercedes Italia- è giusto incentivare chi vuole acquistare auto elettriche e ibride, dall’altro non bisogna distruggere il mercato delle auto tradizionali. Esistono già delle norme molto esigenti a livello europeo in materia di inquinamento, andare a complicare ulteriormente la situazione è controproducente per l’acquirente e per le Case”

Il colosso tedesco prosegue:

“l’ecotassa paradossalmente scoraggia dall’acquistare auto nuove e meno inquinanti rallentando così il cambiamento del parco veicoli”.

VALENTINO ECCESSIVAMENTE FAVORITO. IL RALLY DI MONZA CAMBIA: MENO SHOW, PIU’ SPORT.

Noi di TheRaceMode.com lo avevamo scritto appena ieri (trovate l’articolo in homepage cliccando QUI):

il rally di Monza non è più motorsport, è uno show che garantisce spettacolo per il pubblico dove Valentino Rossi, vera star dell’evento, è “aiutato” a ben figurare.

In maniera del tutto involontaria siamo stati veggenti del futuro della manifestazione che infatti sta pensando di cambiare il proprio format già a partire del 2019 tornando ad essere più sport che show.

Cosa è successo?

Valentino Rossi ha dominato il rally a bordo di una Ford Fiesta di classe WRC plus e sin qui nulla di male direte voi, in realtà le WRC plus in pista erano solamente 4 e di fatto hanno ucciso la competizione favorendo appunto il Dottore, un vero specialista delle strette curve artificiali del rally di Monza.

La seconda era affidata al rallysta di professione Suninen che non ha potuto contrastare Valentino perchè alla sua prima presenza alla “festa” monzese.

E gli altri concorrenti cosa pilotavano? WRC del 2016, meno potenti di 80 cavalli e con meno elettronica a bordo.

L’organizzatore ha notato anche un certo calo di pubblico (innegabile il fatto che da quando Rossi non vince più in MotoGP è meno seguito, così come le gare sono meno seguite in tv qui in Italia) pensando ad un totale cambio di format con regole più indirizzate a creare una sana competizione che non uno show con un solo protagonista.

Valentino Rossi già in passato era finito nell’occhio del ciclone quando fu “beccato” a bordo, sempre al rally di Monza, di auto della medesima classe ma con una flangiatura all’aspirazione non regolare.

Da notare che Antonio Cairoli, 9 volte campione del mondo di motocross e amico di Valentino Rossi, aveva sin da subito fatto notare come le WRC plus stavano uccidendo la competizione rendendo il rally scontato e noioso sia da correre che da vedere.

IL RALLY DI MONZA E’ SHOW, NON E’ MOTORSPORT. ED E’ GIUSTO CHE SIA COSI’.

Torna il Rally di Monza e tornano, come sempre, accuse e polemiche intorno a Valentino Rossi colpevole di usare una vettura superiore a quella dei “rivali”.

Il Rally di Monza è ormai un occasione per far casino sui social grazie ai soliti blogger che non capendo nulla di motorsport cercano di colpire le persone con post populisti ma, di base, vuoti a livelli di contenuti.

Quello che sfugge a “blogger” che ho citato prima è lo scopo del Rally di Monza che NON è proporre una competizione sportiva, è proporre uno show più o meno simpatico per chiudere l’anno attirando piloti e pubblico dentro la cornice del bellissimo circuito di Monza.

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Personalmente noi di TheRaceMode non ne parliamo a livello sportivo (e mai ne parleremo) perchè non si parla di Motorsport, tutto qui. Nessuna polemica e nessun populismo becero.

Valentino Rossi ha una vettura superiore? Si. E allora? Trattandosi di show e non di motorsport a chi interessa? Cosa si vince al Rally di Monza? Un qualche titolo riconosciuto dalla FIA? No. Non si vince nulla e quando non si vince nulla e sei li solo per divertirti e far divertire il pubblico a chi importa cosa guidi e perchè?

Il Rally di Monza vive grazie alla presenza di Rossi, Valentino ne è l’anima quindi deve essere protagonista in una qualche maniera, piaccia oppure no.

Inoltre come si può considerare importante una competizione che vede e che ha visto partecipare attori, persone delle TV e “infiltrati” di vario genere?

Il Rally di Monza verrà vinto da Rossi? Da Loeb? Da Guido Meda? Da Matteo Salvini? Francamente non è importante chi vince, l’importante è avvicinare le persone al rombo dei motori e alle emozioni della velocità.

Ma questo, certi blogger populisti, proprio non lo capiscono concentrati come sono sul proprio egoismo mediatico.

 

RAIKKONEN E L’ALFA SAUBER:PERCHE’ L’UOMO GIUSTO NEL POSTO GIUSTO!

Per un Leclerc che parte un Raikkonen che arriva, sicuramente i fans di Sauber e Alfa Romeo non potranno che passare feste felici in attesa della stagione 2019!

Kimi, come ben sappiamo, ha già provato la C37 in attesa di salire sulla C38 del 2019 e l’ha trovata molto simile alla Ferrari sotto certi aspetti (e in effetti la vettura svizzera motorizzata Ferrari dopo un inizio non esaltante ha vissuto una grande seconda parte di stagione anche grazie al talento del giovane Leclerc).

L’ex campione del mondo 2007 è ideale per sviluppare una Sauber sempre più “ferrarizzata”, è un pilota freddo, esperto e concreto (quando la sfortuna lo lascia in pace), in definitiva è l’uomo giusto nel posto giusto.

Al pari di Sauber e Alfa Romeo anche Kimi cerca un rilancio sportivo, infatti non casualmente sarà anche ambasciatore del brand italiano che potrà contare su un pilota tra i più amati di tutti i tempi infatti  (avviso per collezionisti di modellini, l’Alfa Sauber con il n7 andrà praticamente a ruba nel 2019 quindi prenotate per tempo!).

Compagno di Raikkonen sarà l’italiano Antonio Giovanizzi che non solo finalmente trova un volante ma rappresenta anche il ritorno in pianta stabile di un italiano in Formula 1 dopo anni di assenza e tutto ciò avviene al volante di una Alfa…Se non è magia questa amici!

 

 

TASSA SULLE EMISSIONI: NON SI FARA’. SALVINI BLOCCA TUTTO.

Tassa sulle emissioni di CO2 per km? Abbiamo scherzato. Dopo il deciso no di Salvini (“non ci saranno ulteriori tasse sulle auto”) l’esecutivo ha ritirato la proposta targata Di Maio che era già stata approvata dalla commissione bilancio.

La proposta verrà ora modificata dalla Lega che ha assicurato che non ci saranno tasse per lanciare gli incentivi sulle auto a basso impatto ambientale.

Vi terremo aggiornati riguardo gli eventuali sviluppi.

 

 

SALVINI: “SONO CONTRARIO A NUOVE TASSE SULLE AUTO”.

La partita intorno alla “tassa sulle emissioni” non è assolutamente chiusa (il nome non è questo ma di fatto una tassa per chi acquista una vettura nuova che emetta oltre 110gr di CO2 per Km, anche utilitarie come Fiat Panda e Ford Fiesta verrebbero tassate in base a questa soglia di in ingresso).

Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha manifestato tutto il suo scetticismo intorno alla proposta di Di Maio (M5S) approvata dalla Commissione Bilancio e che ora andrà in discussione alle Camere.

Secondo Salvini è sbagliato aumentare la tassazione sulle auto nuove e si è detto contrario pur essendo favorevole agli incentivi per l’acquisto di auto a basso impatto ambientale.

La proposta di Di Maio va a tassare le auto nuove da un minimo di 150 euro a un massimo di 3.000 a seconda delle emissioni di CO2 certificate al momento dell’acquisto a partire dal 1 Gennaio 2019, il ricavato andrebbe a creare degli incentivi per l’acquisto di auto a gas (1.500 euro), ibride (3.000 euro) e elettriche (6.000).

Costruttori e federazione delle concessionarie si sono opposte giudicando la manovra oppressiva per il mercato (che sta attraversando un pericoloso momento di stallo).

Inoltre, come abbiamo fatto notare noi di TheRaceMode, la proposta per come è stata pensata va incontro a curiosi paradossi.

Infatti una Panda da 11.000 euro viene tassata di 300 euro mentre una Jaguar I-Pace elettrica da 80.000 euro prende un bonus da 6.000 euro, così come una Tesla Model S da quasi 100.000 euro o la nuova Audi E-Tron da 80.000 euro.

Ma non solo.

Paradossalmente dato che le vetture diesel hanno basse emissioni di CO2 per km diventano più convenienti nonostante da mesi si parli dell’abolizione di questo tipo di motorizzazione.

Le Camere probabilmente andranno a modificare il testo della proposta.

Noi di TheRaceMode vi terremo aggiornati.

 

 

ECCO COME LA TASSA SULLE EMISSIONI IN REALTA’ DANNEGGIA CHI HA POCO DENARO.

La tassa sulle emissioni proposta dal Governo (una tassa da aggiungere al prezzo della vettura in base alle emissioni calcolate in CO2 grammo/km) in realtà andrà a colpire le fasce più deboli della popolazione mentre non andrà a danneggiare le persone più benestanti.

Mi spiego.

Se un aumento di 3.000 euro per chi acquista una vettura da 100.000 euro incide relativamente poco sul prezzo finale, ben diverso è un aumento da 300 a 400 euro per chi acquisto una Fiat Panda oppure una Ford Fiesta, ovvero auto utilitarie che in Italia rappresentano la maggioranza dell’immatricolato.

Paradossalmente questa manovra infatti non colpisce chi inquina di più come dovrebbe, ma colpisce chi non ha i soldi per acquistare un auto ibrida, plug-in oppure elettrica.

La faccenda diventa surreale se pensiamo che chi acquisterà una Jaguar I-Pace elettrica da 80.000 euro (quindi un benestante) avrà per legge 6.000 euro di sconto.

Infatti il bonus è di 1.500 per le vetture a gas, 3.000 euro per le ibride e ben 6.000 euro per le auto elettriche.

I costruttori e la federazioni dei concessionari hanno criticato in maniera pesante la scelta del Governo perchè andrà a contrarre ulteriormente le vendite che già negli ultimi mesi hanno vissuto una brusca frenata (tra i mercati europei più colpiti appunto l’Italia).

Infatti per come è strutturata questa norma si andranno a colpire anche le nuove vetture Euro 6 e paradossalmente (e sembra incredibile) a favorire i diesel che hanno un miglior rendimento di CO2 grammo per km rispetto ai benzina.

 

TESLA MODEL 3: IN ITALIA COSTA 60.000 EURO (MA NON DOVEVA COSTARE 35.000?)

Ricordate la simpatica storia che vedeva la prode e pulita Tesla Model 3 diventare l’auto elettrica di massa facendo diventare improvvisamente il mondo un posto migliore?

Ecco, diciamo che la storia non ha avuto esattamente un lieto fine…

La Model 3 sarebbe dovuta costare, secondo i “guru dell’elettrico a tutti i costi” (da non confondere con gli elettricisti perchè questi ultimi almeno a qualcosa servono), tra i 35.000 e i 40.000 euro a seconda degli optional…

Oggi 5 dicembre scopriamo che la vettura parte da 59.600 senza sistema di assistenza alla guida che costa la bellezza di 5.400 euro! E se volete i cerchi da 19? Altri 1.600 euro! E se volete la vernice metallizzata? Vi tocca spendere sino a 2.700 euro!

La versione Perfomance invece parte da 70.700 euro (lo ripeto, 70.700 euro…Quasi come una Giulia Quadrifoglio!!) e ha di serie una strategia chiamata “track mode” che serve se usata la vostra elettrica in pista (che è come fare l’amore con una bambola gonfiabile: sembra vero, ma non lo è).

Vi risparmio i dati tecnici e vi consiglio, se volete elettrificarvi di brutto, di pensare alla Jaguar I-Pace che almeno è bella ed essendo Jaguar la potete usare per abbordare fuori dal locale fighetto (ma trovate un albergo vicino…Rimanere a piedi senza elettricità al primo appuntamento non vi farà sembrare esattamente come Fonzie in Happy Days, ma più come Peter Griffin).

Se invece siete “normali” abitanti di questo pianeta per 70.000 euro vi consiglio una Giulia Quadrifoglio (che alle donne piace e va anche forte, la posseggo quindi LO SO) oppure una BMW M2 Competition oppure una Nissan GT-R nel mercato dell’usato.

 

 

ELETTRICHE, POCHE VENDITE NEL REGNO UNITO. IN CALO LE PLUG-IN.

Cosa sta succedendo al mercato britannico delle auto? Nel mese di Settembre le vendite si sono contratte del 20.5% mentre le vendite dei diesel sono crollate del 47%.

In maniera del tutto inaspettata anche le vetture plug-in hanno avuto una contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: cedendo addirittura il 22.3%.

Crescita modesta per le elettriche che a Settembre segnano un +9% ma su numeri molto molto bassi: appena 2.290 veicoli immatricolati.

A settembre nel Regno Unito i veicoli elettrici sommati ai plug-in hanno contribuito per appena il 2% dell’immatricolato totale in calo del 14% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

In UK è finito l’amore per i veicoli elettrificati? Difficile dirlo.

Le voci di bando del diesel hanno portato instabilità sul mercato e molti potenziali acquirenti hanno deciso di star fermi spaventati dall’acquisto di un diesel e allo stesso tempo non ancora convinti della scelta elettrica per mancanza di infrastrutture.

Quando un mercato, come quello elettrico, che dovrebbe salire spinto da grandi numeri ha un momento di contrazione non è un segno positivo.

Il Governo inglese ha in programma di stimolare la crescita attraverso incentivi e tasse più più elevate sui veicoli più inquinanti.

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