TEST FERRARI ROMA: FERRARI RITORNA ALLE SUE (VERE) ORIGINI!

Secondo alcuni (poco colti) appassionati la nuova Roma non è una vera Ferrari, troppo diversa dalle ultime bellissime realizzazioni come la 812 e la 488, poco aggressiva, poco marcata nelle linee. In realtà è proprio vero il contrario, con la Roma la Casa di Maranello ritrova il design che l’ha resa famosa e ambita in tutto il mondo, il design pulito e lineare che caratterizzava le mitiche 250 prima e 275 dopo che tanto hanno venduto e che tantissimo hanno vinto sui circuiti di tutto il mondo. Ovviamente il gruppo guidato da Manzoni non poteva creare una replica della serie 250, doveva reinterpretare in chiave moderna quelle linee che hanno avuto la loro massima espressione nell’ambitissima GTO e nella ancora più bella (ma meno conosciuta) 275 GTB/C. Manzoni ha optato per linee pulite e morbide, alternate a tratti modernissimi come i proiettori anteriori e il riuscitissimo posteriore che integra, a fil di profilo, i fanali posteriori che sembrano disegnati a matita su carta da disegno!

Una neo classic car quindi? Si. Assolutamente. Perchè se da un lato le linee sono pulite e morbide, dall’altro troviamo un estrattore posterioe perfettamente integrato nella linea che ingloba i 4 finali di scarico (2 per lato) e nella parte anteriore sotto il profilatissimo muso uno scalino di derivazione racing che ha una doppia funzione: aerodinamica e estetica dato che “solleva” il muso e lo slancia verso l’orizzonte alla vista e ha il compito di “tenerlo” a terra alle alte velocità. Il tutto, come tradizione Ferrari, ben integrato e mai forzato a livello di design come i dettami di Enzo Ferrari consigliavano, anzi imponevano.

Una vettura, la Roma, che sarebbe piaciuta tantissimo al Drake dato che il motore è anteriore (lui che accettò sollevando tantissime critiche il motore “dietro” il guidatore) e non ci sono ali e alette sparse qui e li (lui che giudicava l’aerodinamica il trucco per chi non sapeva costruire potenti…Accusando neppure in modo velato gli inglesi con i loro “trucchetti”). La Roma rompe con il design sempre più estremo degli ultimi anni, estremizzazione che era partita dalla 812, una vettura estrema in tutto, nelle linee, nel motore V12 6.5 aspirato da 800 cavalli, nelle sensazioni di guida ed era proseguito con la 488 GTB e con la versione “road & track” 488 Pista che vanta soluzioni aerodinamiche prese a prestito dalla 488 GTE. Già con la F8 Tributo si erano addolcite (ma di poco) le linee, con la Roma le linee vengono totalmente ridisegnate per tornare, come detto, al passato e alle idee di Enzo Ferrari. La Roma, se vogliamo, deriva per alcuni tratti dalla serie “Monza”. Infatti le barchette SP1 e SP2, seppure in serie limitata, avevano riportato la Ferrari indietro nel tempo. Quindi, possiamo affermare che Monza SP1, Monza SP2 e Roma stanno disegnando le Ferrari del futuro, almeno per quanto riguarda le vetture dotate di motore anteriore.

Se da un lato quindi l’ultimo V8 di Maranello all’esterno si rifà al passato, all’interno ha una visione del futuro molto molto nitida: linee pulite, marcate e tanta elettronica al servizio del guidatore e del passeggero. La strumentazione è del tutto virtuale, chiara e molto leggibile oltre che configurabile a seconda delle esigenze. Il tablet centrale è esattamente dove deve essere e si raggiunge senza sforzi, contorsionismi e senza distrarsi alla guida e volendo anche il passeggero può avere davanti a se un piccolo dashboard (optional) perfettamente integrato con la linea.

Discorso diverso per il volante che, come tradizione Ferrari, contiene un numero esagerato di pulsanti oltre al manettino che permette di scegliere i drive mode. In questo caso bisogna “adattarsi” al fatto che per mettere la freccia a sinistra dobbiamo premere un pulsante sulla parte alta a sinistra del volante e se vogliamo mettere la freccia a destra dobbiamo premere un pulsate sulla parte alta del volante a…Destra! Se vogliamo regolare la velocità del tergicristallo dobbiamo cercare una piccola rotella nella parte bassa del volante accanto al manettino e se vogliamo pulire il vetro tramite getto dobbiamo premere (si!) un pulsante specifico…

E questo è nulla dato che per uscire dalla vettura non vi è nessuna maniglia, dobbiamo premere un pulsate sulla portiera! Se tutto questo vi sembra strano sappiate che il pulsate di avviamento, posto sulla razza centrale del volante, è di tipo soft touch, basta premerlo con delicatezza, quasi sfiorarlo per avviare il V8 biturbo posto davanti a noi! E l’avviamento, credetemi, è tanto coreografico quanto appagante alla vista e all’udito. Sembra di essere a bordo di un astronave! Siamo avanti anni luce rispetto alla 812 per esempio e a dire il vero siamo avanti luce rispetto a tutta la produzione che fa della tecnologia il suo Marchio di fabbrica (Tesla in primis).

Quando avviamo il propulsore old school (un bel V8 di 90° con una turbina per bancata e niente roba elettrica simil ecologica, quello che esce dagli scarichi è solo riscaldamento globale e suono), il suo possente ruggito ci ricorda che siamo dentro una Ferrari (come giusto che sia!) e che abbiamo a disposizione 620 cavalli modenesi! E quando si parla di V8, Maranello, cavalli e trazione posteriore…Luci, lucine, pulsanti e pulsantini si mettono da parte quando è ora di premere il pedale del gas.

La posizione di guida è da vera gran turismo sportiva e mi ha ricordato moltissimo quella della più volte già citata 812 (il reale riferimento tra le super GT): si è dentro la vettura, in basso, ma comodi. Certo, lo specifico, non dobbiamo paragonare la posizione di guida della Roma a una vettura “normale” perchè sarà giocoforza più scomoda dato che siamo al cospetto di una vettura sportiva che deve garantire al conducente feedback continui e il più precisi possibili. Inoltre le infinite possibilità di regolazioni della seduta e i vari sedili (dai più comfort a quelli più sportivi) che possiamo scegliere durante la configurazione della creatura di Maranello variano notevolmente l’esperienza di guida. La prima volta che sono salito sulla Roma ho trovato un sedile sin troppo “largo” e la prima impressione non è stata positiva, al contrario nel test drive che vi sto descrivendo ho trovato un sedile adattissimo al mio tipo di guida. Il mio consiglio è, prima di procedere all’acquisto, di provare staticamente vari sedili perchè una seduta sbagliata è davvero in grado di rovinarvi la guida.

La pedaliera è piuttosto centrale ed è ideale se, come me, frenate con il piede sinistro. Il pedale del freno garantisce un feeling eccellente (siamo a livelli del comando brake-by-wire della Giulia Quadrifoglio, quindi all’eccellenza) e vi permette di “giocare” variando la pressione del piede per “guidare” anche con il freno oltre che con volante e pedale del gas. Il feeling è immediato.

Tanti automobilisti, anche quelli che si considerano più esperti, fanno l’errore di considerare il pedale del freno come solamente uno strumento per…Frenare. Nulla di più sbagliato. Il pedale del freno, se usato con delicatezza e precisione, aiuta in ogni fase della guida. Come ad esempio direzionare l’avantreno nella fase di ingresso curva quando si “gioca” con il gas e il volante e tenere la vettura nella sua linea ideale mentre percorriamo una curva con il gas premuto. Quanto è più sensibile e preciso il pedale del freno, tanto sarà più precisa la nostra guida a patto, in questo caso specifico, di sapere usare tutti e due piedi insieme.

Impugno il volante e lo trovo perfetto sia a livello di dimensioni (medio piccolo), sia a livello di presa con la parte bassa tagliata per aiutare l’ingresso e l’uscita dalla vettura. Non che questa fase sia complicata, anzi! E’ più difficile entrare e uscire dalla Giulia Quadrifoglio con i sedili Sparco in posizione bassa in realtà e per rimanere a Maranello è decisamente più difficile entrare e uscire dalla SF90 Stradale che avevo provato staticamente appena qualche giorno prima.

Più conosci la Roma, più la apprezzi: la sua parola d’ordine è equilibrio. E’ sportiva ma non scomoda. E’ bella, ma non stravagante (stile Lamborghini per intenderci…).

Una volta inserita la prima tramite la paddle di destra e mossi i primi metri hai subito una stranissima sensazione:

ti sembra di aver sempre guidato questa vettura tanto è friendly, razionale e immediata. E’ chiaramente un prolungamento del tuo corpo e lo si avverte subito. Avete mai provato una Giulia, anche una “normale”? Ecco la sensazione è di poterla guidare con il pensiero e quando un auto ti da sin da subito queste sensazione, la fiducia è immediata. La stessa fiducia mai arrivata con la feroce 812 che anche a livello di precisione di guida sembra indietro 20 anni.

Lo sterzo è preciso con un raggio ridotto, a tutto vantaggio della guida che risulta immediata, si passa da una curva all’altra anche a velocità sostenute senza difficoltà e, detto in tutta sincerità, bisogna guardare il tachimetro per rendersi conto della velocità perchè da dentro il tempo “rallenta” e sembra di andar piano (caratteristica comune a tutte le vetture sportive “vere”).

Attenzione! Stiamo guidando una vettura che il motore anteriore, un grosso V8 biturbo lo specifico di nuovo, quindi serve una guida precisa, cerebrale. E’ una sport GT, non una sport car con motore centrale va guidata con dolcezza e linee pulite quindi. Se la rispettate, lei rispetterà voi. Se l’amate, lei vi amerà. Se la forzate negli ingressi, magari tardivi lei proverà a lanciarvi contro un palo. E’ una Signora all’antica la Roma, di sani principi morali…Per fare certe cose esiste la 488 Pista!

Il tratto scelto per il test si arrampica sopra le colline di Maranello ed è caratterizzato da decine e decine di curve e un paio di passaggi (stretti) dentro i sonnacchiosi paesini della provincia modenese, sonnacchiosi e…Avvolti in una nebbia maledetta che avvolge anche la mia Roma, a questo punto non si tratta di guidare, si tratta di sopravvivere! Infatti a tratti non si vede davvero un cazzo! All’interno dei fitti banchi di nebbia, come non bastasse, schivo dei ciclisti che cercano una morte davvero gloriosa: centrati da una Roma a Maranello in collina! Sembra di essere in mezzo alla Coppa Cobram di fantozziana memoria, prego di non finire dentro la Locanda come Filini perchè mi riuscirebbe difficile spiegare ai ragazzi di Ferrari certe cose!

Tra un banco di nebbia e l’altro si guida e anche bene. La Roma di natura non aggredisce le curve, piuttosto le carezza dolcemente e quando si prova a forzare si avverte un pochino di rollio! Eresia! Una Ferrari che soffre di rollio? In realtà causa anche l’asfalto umido, a tratti bagnato, ho dovuto inserire la mappa “wet” (bagnato), una parola interessante solo se siete in compagnia di una donna, se siete su una Ferrari è sinonimo di reazioni “lente” e molto compassate.

Siamo lontanissimi dal mio primo test su strada della 812 quando chiesi al tester/collaudatore Ferrari se potevo darci dentro e lui mi rispose: “la patente e tua…” (io lo presi come un “fai quello che vuoi”, poi non so…).

Ma dato che le condizioni sono queste c’è poco da fare e odio lamentarmi quindi penso a guidare. In auto con me, in qualità di driver, Alessandro Altoè della leggendaria famiglia di piloti Altoè (corrono e con ottimi risultati in tante classi, sono proprietari del circuito di Adria). Alessandro è una compagnia piacevolissima e finiamo con il parlare di auto e corse mentre schiviamo ciclisti immersi nella nebbia guidando una Roma color grigio chiaro che li in mezzo è visibile come un gatto nero di notte mentre dorme sopra una coperta nera. Assolutamente surreale.

Finalmente la nebbia inizia a diradarsi e l’asfalto man mano che scendiamo di “quota” è sempre più asciutto, purtroppo aumenta anche il traffico di gente che cerca di godersi un sabato in santa pace provando, almeno per un momento, di dimenticare Covid e Coviddi anche perchè tra qualche ora l’Emilia Romagna verrà colorata di arancione e questo porterà al divieto di spostarsi tra un Comune e l’altro.

Le vetture davanti a me sono in realtà poche e molto lente, ma superarle comporterebbe un rischio per me, la vettura e non ultimo Alessandro Altoè che è totalmente in balia delle mie scelte. Opto per la scelta saggia: non supero nessuno, riporto la Roma tutta intera, salvo la vita di Alessandro! Il piano funziona e ormai mi arrendo al fatto di aver eseguito un test a metà, ma sono contento lo stesso. Ecco, il piano funziona sino a quando una Ferrari Roma nera, anche lei in test drive, mi raggiunge approfittando del traffico davanti a me…A quel punto il mio orgoglio nota che non sto premendo “a dovere” il pedale del gas e inizia a offendermi…premo la paddle di sinistra, tolgo un rapporto, do gas e supero le vettura davanti a noi approfittando di un tratto dritto e ben visibile. Tutto fatto! No. La Roma nera torna a farsi sotto solo perchè il traffico aumenta di nuovo e dato che siamo quasi alla fine del percorso decido di provare a spingere nei limiti delle condizioni dell’asfalto: davanti a me un bel tratto guidato molto stretto che affronto con precisione chirurgica, un tratto che ricorda molto da vicino la parte centrale del primo tratto della Futa partendo da Pianoro verso il Passo della Raticosa: un costante destra/sinistra nel quale la vettura, come una pallina dentro un flipper, viene sbattuta a destra e a sinistra. In questo tipo di guidato tanto più è preciso l’avantreno, tanto sarà più facile affrontarlo a velocità elevata, in caso contrario si perderà la linea dopo 2-3 curve a causa del rollio, della mancanza di grip, per il pessimo lavoro direzionale di sospensioni e sterzo e si finirà con il lottare contro la macchina usando il pedale del freno per farla stare dentro la giusta linea, inutile dirlo: la Roma non ha fatto una piega anche con le sospensioni “morbide” della strategia wet.

A mio modo di vedere inserendo la mappa Sport o meglio ancora la Race (se le condizioni lo permettono) a livello di precisione di avantreno se non siamo a livello della Giulia Quadrifoglio, ci manca davvero poco e probabilmente con delle gomme più “track” come le Pirelli Trofeo R siamo li. Siamo li, ok…Ma siamo lontani da Porsche 911 GT3 e 488 Pista.

La Roma parte da 200.000 euro, una cifra elevata in senso assoluto ma che diventa “ragionevole” se pensiamo al fatto che possiamo usare la vettura tutti i giorni per andare a lavoro, possiamo usarla per andare in vacanza (il portabagagli non è affatto piccolo come si penserebbe), possiamo usarla in un bel tratto guidato di montagna e a patto di non esagerare, se ben gommata, possiamo usarla anche in pista. Una vera vettura “totale” che non passa inosservata (bellissima nel rosso corsa pastello e nel rosso mugello) ma che non attira “per forza” gli sguardi come farebbe una 488 o una Lamborghini Huracan.

Il prezzo di un oggetto deve sempre essere messo in relazione al suo reale utilizzo a mio modo di vedere e non deve mai essere un considerato come metro di giudizio assoluto. Le prime Ferrari a motore V12 anteriore erano belle da osservare ma sopra ogni cosa, erano belle da guidare e da usare. Ecco la Roma, secondo me, ritorna a quel tempo e per quando mi riguarda centra in pieno il target. Un successo? lo diranno i numeri di vendita: attualmente i tempi di consegna sono di 12-14 mesi.

Pregi:

il motore V8 biturbo 3.9 90 gradi spinge forte ma allo stesso tempo è silenzioso dentro l’abitacolo. Ideale per i lunghi viaggi.

la linea classica senza tempo della Roma non la farà invecchiare mai!

la posizione di guida è sportiva ma comoda. Senti la vettura molto bene, senza “subire” le asperità della strada.

Marco Meli

nuovo profilo instagram: marco_m_racing_blogger

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