GIULIETTA QUADRIFOGLIO VERDE (2011 E 2015) LA MIA ESPERIENZA IN STRADA E PISTA.

alfa romeo giulietta 29403La Giulietta Quadrifoglio Verde è stata per alcuni anni la vettura più potente di Alfa Romeo. Basata su pianale FIAT (lo stesso della Bravo, seppur con importanti modifiche alle sospensioni) ha ricevuto nella seconda versione, quella con cambio TCT a doppia frizione, il nuovo motore in alluminio della 4C e con esso ha ricevuto una nuova, e decisamente più affinata elettronica oltre che una erogazione più corposa e più gestibile (in particolare con la mappaa Dynamic). Io le ho posseduto tutte e due, quella del 2011 acquistata usata con 14.000km e quella del 2015 acquistata nuova presso la concessionaria CAR di Bologna (che non smetterò mai di ringraziare per la professionalità e la cortesia).

In primis dico, senza ombra di dubbio, che si tratta di una vettura assolutamente sottovaluta ed ingiustamente criticata, in special modo la seconda versione che, se ben gommata, assicura una tenuta interessante nella guida in montagna pur non potendo vantare il differenziale autobloccante meccanico che su una trazione anteriore così potente dovrebbe essere obbligatorio…E’ in questi dettagli che notiamo come la Giulietta sia figlia della vecchia gestione di Alfa Romeo, quella gestione del “quasi” lo facciamo bene, del “quasi” sportiva, del quasi…

Quella gestione che ora, per volontà di Sergio Marchionne, non esiste più. Ora la nuova Giulia Quadrifoglio ha il motore Ferrari, il differenziale autobloccante, tetto in carbonio, aerodinamica attiva,…tutto di serie. Da ora in poi, sempre per volontà del boss di FCA, non verranno mai più prodotto Alfa Romeo a trazione anteriore.

Tornando alla Giulietta. Quella del 2011 l’ho usata tanto per lavoro e spesso per lunghi viaggi europei, con lei sono stato ad Aragon in Spagna passando dalla Francia, ad Assen in Olanda passando dalla Germania, a Spa in Belgio passando sempre dalla Germania, al Red Bull Ring in Austria e sempre viaggiando in due con relativi bagagli e zaini. Bagagli che hanno sempre trovato posto nel bagagliaio che è davvero pratico sia per forme che per facilità di carico.

Durante i miei viaggi non ho mai riscontrato alcun problema di natura meccanica (consumo medio 12km/litro senza spingere se si parla di carburante) e devo dire di aver apprezzato il navigatore di serie, anche se inferiore allo UConnect arrivato nella seconda versione. L’abitacolo non è ne rumoroso, ne silenzioso, il rumore provocato dal rotolamento dalle gomme, in particolare con i cerchi da 18 pollici, si sente ma senza mai diventare realmente fastidiosi. La seduta è stata migliorata nella seconda versione grazie ai sedili in pelle/alcantara con poggiatesta integrato (di serie) decisamente più contenitivi e comodi, in particolar modo per le gambe e sono anche più belli a livello estetico, il che non guasta! Tuttavia le cuciture, caratterizzate dal bianco/verde del logo Quadrifoglio Verde, non coprono tutti i sedili diventando grigie e provocando un antiestetico stacco che, sinceramente, non mi so spiegare…Mi ripeto: questo accade quando fai “quasi” le vetture per bene e ti dimentichi di quei dettagli che alla fine fanno la differenza tra un buon prodotto ed un grande prodotto.

La seconda versione invece all’interno è piacevolmente “rumorosa” perchè i tecnici Alfa Romeo, come già avviene su altre vetture di altre Case, hanno trovato il modo di filtrare e rimodulare il suono del motore che ora arriva dentro l’abitacolo pieno, ovattato e corposo (quasi da piccolo V8 aspirato!). Questa stratagemma rende la guida piacevole e gasante allo stesso tempo perchè in auto, inutile negarlo, anche l’orecchio vuole la sua parte.

Il motore conserva la stessa cilindrata ma viene rivisto nel basamento (ora in alluminio e più leggero di circa 10kg) e nella parte elettronica che prevede anche la gestione del cambio TCT doppia frizione a 6 rapporti direttamente prelevato dalla Alfa 4C e, purtroppo, mai più riproposto (la nuova Giulia usa uno ZF a 8 rapporti).

Il nuovo basamento, grazie ai kg risparmiati, ha migliorato notevolmente il comportamento dell’avantreno al limite. Mentre nella prima versione il muso tendeva marcatamente a sottosterzare costringendo il pilota a delle correzioni, ora l’avantreno è più stabile ed allo stesso tempo più reattivo nei destra/sinistra che possono essere affrontati a “vita persa”, semmai sarà il retrotreno a perdere aderenza se entrate troppo forte di anteriore dentro una curva da seconda o terza marcia, tuttavia la perdita di aderenza verrà gestita dall’elettronica in maniera piuttosto efficace se questa, ovviamente, non risulta troppo accentuata, ed in quel caso dovrete correggere voi.. Ricordate sempre che nei trazione anteriore la parte posteriore è quasi “a rimorchio” quindi più forte entrate più lei tenderà a seguirvi per inerzia piuttosto che per comando (ovviamente si parla di vetture di serie quindi con sospensioni di serie).

La dinamica della Giulietta è molto influenzata dalle gomme, in una maniera che non vi aspettate…Nella 2011 avevo delle Pirelli PZero mentre nella 2015 ho delle Dunlop SportMax, ebbene il comportamento è assolutamente differente con le Dunlop che tendono a rendere la guida più stabile grazie ad un grip esagerato salvo poi decadere (e non di poco) in caso di asfalto freddo o appena umido…In questo caso, anche con mappa Natural, affrontando un curvone di terza tenderete a perdere aderenza costringendo l’elettronica a tagliare, questo non accadeva con le Pirelli PZero con le quali, pur non essendo invernali, ho affrontato persino la neve senza avere particolari problemi. Su YouTube ho visto alcuni esemplari gommati Good Year, di queste coperture non so parlare e francamente non saprei in base a quale criterio venivano scelte le gomme di primo equipaggiamento…La Giulietta Quadrifoglio Verde a mio parere merita delle vere gomme sportive sin da subito, quindi se l’acquistate usata o nuova (ora si chiama “Veloce” e non più QV) mettete in preventivo subito un treno di gomme nuove. Sulla mia prossima vettura monterò sin da subito le Pirelli PZero Trofeo per andare sul sicuro, sulle gomme non bisogna MAI risparmiare, sono in grado di cambiare il comportamento di una vettura quasi radicalmente!

Parlando di elettronica questa è cambiata radicalmente dalla 2011 alla 2015. Prima era decisamente invadente non solo nella guida ma anche negli interventi, ora interviene solo quando serve e l’intervento non è brusco o fastidioso…Certo alcune volte taglia troppo (anche il modalità Dynamic) ma dobbiamo comunque ricordarci che la Giulietta non è una sportcar, è semplicemente la versione appena più sportiva di una vettura da usare a 360°, questo vuol dire che il suo utente può spaziare dallo smanettone come posso essere io, al signore che vuole una vettura sportiva ma senza arrivare con la schiena rotta a lavoro.

Il cambio TCT non possiamo paragonarlo al precedente ovviamente quindi mi limiterò a dire che funziona abbastanza bene e tende a lasciarti parecchie libertà. In modalità automatica è silenzioso (ma non arriva ad essere soft, per natura meccanica, come uno ZF che nasce quasi per non far sentire la cambiata) mentre in modalità manuale ha risposte variabili, mi spiego. Se premente tutto il gas la cambiata sarà netta, veloce, violenta…Se cambiate a mezzo gas la cambiata sarà soft e questo vale sia per la mappa Natural, sia per la mappa Dynamic (anche se con la mappa più sportiva il fenomeno viene molto attenuato)…Se mi piace? Personalmente no, tuttavia anche vetture marcatamente sportive usano lo stesso sistema che tende a “leggere” la guida del pilota, però viene limitato a certe mappe di gestione…Avrei preferito che il sistema fosse limitato alla mappa Natural per diventare “free” con la mappa Dynamic perchè se compro la Quadrifoglio Verde desidero sportività! Come detto prima, Alfa Romeo nella precedente gestione si fermava sempre al “quasi”, il cambio TCT è l’ennesimo “quasi” di una vettura che poteva essere ben più sportiva e godibile se solo l’avessero pensata per come andava pensata e per come dopo hanno pensato la Giulia Quadrifoglio.

Di recente ho avuto modo di provare la Giulia Veloce diesel da 210 cavalli che è dotata del cambio ZF a 8 rapporti. In modalità Natural il cambio risulta essere preciso ma “socievole”, in modalità Dynamic ecco che diventa veloce e deciso negli innesti…Come dicevo prima, non ci voleva molto a pensare una cosa del genere…anche perchè la 4C, che usa il medesimo cambio e motore della Giulietta Quadrifoglio, ha innesti veloci e aggressivi.

Il motore ha la medesima cilindrata ma grazie ad un nuova erogazione risulta decisamente più corposo ai medi ed in grado di accompagnarti fuori dalle curve con impeto e dolcezza (le logiche del turbo devono essere state riviste, ma di questo non sono sicuro). La seconda versione pur avendo solo 5 cavalli in più ti spinge come se ne avesse 50 in più, è una sensazione strana e piacevole. I rapporti al cambio, secondo me, sono ancora troppo lunghi con la 4 marcia che a momenti raggiunge i 200km/h di strumento (!) e tende ad impigrire la guida in pista dove si rischia di “piantarsi” in uscita dalle curve medio veloci.

Parlando della guida in pista (e parlo di Imola, quindi un circuito molto tecnico e molto molto complicato per le auto a trazione anteriore) la 2015 è globalmente superiore per motore, tenuta e gestione del cambio anche se…

Anche se l’assenza del differenziale autobloccante si fa sentire, così come le sospensioni di serie risultato essere troppo morbide ed i freni poco avvezzi ad essere strapazzati…Come detto prima la Giulietta, pur essere una Quadrifoglio Verde, non è una sportcar e men che meno una racecar (do le definizioni: Jaguar F-Type è una sportcar, Ferrari 488 GTB è una racecar. Perchè? Perchè la F-Type nasce per essere una gran turismo stradale/sportiva mentre la 488 nasce per essere una vettura da corsa/strada).

Cosa amo di questa vettura? La tenuta in condizioni di asciutto con la mappa Dynamic che irrigidisce lo sterzo e precarica le pinze dei freni in modo da avere una risposta più rapida alla pressione del pedale. Il motore così pieno e corposo da darti l’illusione di guidare una vettura da ben oltre 240 cavalli. La quarta marcia in pista è un po un limite per quanto è lunga, al contrario in strada è godimento puro perchè “distende” il motore generando un tiro che sembra infinito ed un sound da turbina tipo jet militare (e ti da anche l’impressione che possa esplodere tutto da un momento all’altro, quando in realtà si è ancora sotto il limite di un motore che, a mio parere, potrebbe tirare ben oltre 6500 giri).

Cosa non mi piace? Manca il differenziale autobloccante e quello elettronico, per quanto evoluto, non è la stessa cosa (altrimenti le case non spenderebbero fior di soldi per montare quello meccanico a controllo elettronico se quello “simulato” funzionasse bene, no?). I dettagli degli interni non sono curati e poco sportivi in relazione al blasone della vettura che è pur sempre una Quadrifoglio Verde. Sono poco curati ma assolutamente non scadenti, nonostante un uso a dir poco “selvaggio” le plastiche non hanno preso gioco e non si sentono strani rumori, inoltre la qualità della pelle dei sedili è a dir poco eccellente, dopo oltre 1 anno (e senza mai averli neppure lavati con prodotti idratanti) sembrano nuovi e ancora odorano di “nuovo”. Promuovo anche la vernice grigio opaco della mia 2015 (optional a 1500 euro), ero scettico inizialmente ed invece è molto solida anche se richiede qualche cura in più rispetto alle vernici classiche.

A livello consumi durante la guida più allegra c’e poco da dire, e parlo della 2015 in questo caso, spesso finirete con il fare i 4km/l se ci date per bene e 50 euro di benzina vi dureranno molto poco. Con un pieno di serbatoio (60 litri), facendo i bravi, si percorrono 700km circa, mentre con la 2011, a parità di capienza serbatoio, sono riuscito a percorrere 810km.

Il tagliando iniziale costa circa 250 euro mentre il bollo costa circa 530 euro (varia leggermente a seconda delle regioni). In definitiva tra bollo e manutenzione ordinaria vi costerà circa 1.000 euro ogni anno (parlo sempre della 2015), una cifra certo non bassa ma notevolmente più bassa rispetto ad una sportiva “vera” che richiede anche cifre di 5.000 ogni anno tra gomme, bollo e tagliando.

Sportiva vera che la Giulietta Quadrifoglio Verde e non vuole essere. Se cercate un auto per andare in pista, lavoro e vacanza allora lei fa al caso vostro, se invece cercate una vettura “emozionale” allora cercate altrove.

 

 

 

 

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ALFA ROMEO GIULIA VELOCE 210CV: IL PRIMO TRAVERSO NON SI SCORDA MAI (TEST DINAMICO).

alfa romeo veloce test 2017 90202Dopo aver analizzato gli interni (clicca QUI per l’articolo relativo) passiamo ad analizzare il comportamento dinamico della nuova Giulia Veloce Q4 con motore diesel da 210cv, trazione integrale, ed il cambio automatico a 8 rapporti.

Inserisco la mappa Dynamic, posiziono il cambio in modalità M Manuale e mi avvio verso il mio tratto di strada preferito, una serie di curve sopra le colline che sovrastano il bellissimo circuito di Imola (cittadina dove vivo). Il tratto, che conosco come le mie tasche perchè è li che vado a “sfogarmi” con auto e moto, prevede una esse veloce in salita, diverse curve a 90 gradi da 2 marcia con ripartenza, curve in appoggio ed una staccata in discesa molto impegnativa con relativo curva a gomito a destra in cui si passa, nella caso della Giulia, dalla 5 alla 2 nell’arco di pochi istanti.

Purtroppo la giornata non è ideale, anche a Imola l’inverno ha picchiato duro e le strade sono fredde ed in questo tratto, poco battuto, anche sporche ed il fatto che la vettura indossi delle gomme estive di tipo turistico non aiuta di certo, ma non sempre possiamo avere al 100% dalle situazionei e, come i veri piloti, bisogna guidare quello che si ha e farlo rendere al massimo! Quindi si parte.

Prima inserita! Subito arriva una esse in salita molto tecnica, si va a destra in appoggio salvo poi sterzare subito a sinistra. Se affrontate questo tratto in maniera aggressiva sarà l’ultima cosa che farete perchè la sinistra tende a farvi scivolare in avanti contro una siepe per via di un cambio di dislivello accentuato che porta questo tratto a perdere pendenza in maniera repentina, per questo la affronto con circospezione. La Giulia mi sorprende per l’avantreno granitico che sin da subito accetta anche di essere corretto in percorrenza, do un occhio al tachimetro e mi stupisco! Non pensavo di andare così veloce…In effetti la velocità non si sente a causa della stabilità della vettura. Ho percorso la essere in quarta marcia facendo lavorare la curva di coppia piuttosto che il picco di potenza (siamo pur sempre all’interno di una vettura diesel…).

Usciti dalla esse si affrontano una serie di curve in sequenza in appoggio veloci e piacevoli, ancora una volta l’avantreno fa da padrone mentre il retrotreno mi sembra poco sostenuto. Inserisco i rapporti e vengo schiacciato al sedile ad ogni innesto. L’automatico 8 rapporti, pur non essendo un doppia frizione, lavora molto bene ed è veloce, mi sento di criticare solamente la corsa delle paddle che per me è troppo lunga, vorrei qualcosa di più diretto (ma sono gusti) e sopra ogni cosa vorrei le paddle solidali al volante come si usa sulle auto da gara e come ho sulla mia vettura attuale.

Mi inserisco in una gomito a sinistra da 2 marcia e mi si apre il tratto in discesa che più adoro…3-4-5 marcia, il motore tira vigoroso, i rapporti vanno dentro che è un piacere ed arrivo ad una insidiosa gomito destra da affrontare in 2, pesto sul freno ed arrivo in seconda marcia, il cambio supporta benissimo il maltrattamento ed apprezzo la frenata che è, credetemi, davvero strabiliante per potenza e feeling al pedale! La vettura non si scompone di un centimetro ed il maggior peso sull’anteriore causato dalla trazione integrale Q4 (70kg in più rispetto alla Giulia diesel 180 cv a trazione posteriore che ho guidato 2 mesi fa) non si avverte, anzi forse, aiuta a mantenere la vettura stabile in staccata per via del peso.

Dopo la potente frenata mi aspetta, come detto, una gomito destra che affronto in 2 pestando sul gas, la vettura va di traverso verso sinistra e subito subentrano elettronica e trazione integrale a salvare la situazione, il traverso è stato moderato ma piacevole!

Dopo questa gomito destra, il tempo di inserire la 3 e c’è una gomito sinistra da affrontare inserendo il muso e poi il retrotreno per riallinearsi subito alla strada, pesto il gas ed ancora una volta va di traverso, ma questa volta ovviamente verso destra, ancora una volta i sistemi di bordo fanno il loro dovere…Non mi piace la guida sporca ma lo ammetto, mi sto divertendo come un matto!

Dopo questi due traversi il tratto collinare va in discesa verso il fiume Santerno per spuntare dietro la bellissima curva Tosa. In discesa ancora una volta apprezzo l’avantreno mentre il retrotreno non mi da feeling, mi sembra veramente troppo leggero e voglioso di perdere aderenza ma non credo sia colpa della vettura, penso sia colpa delle gomme non adatte e delle condizioni dell’asfalto, molto freddo e molto sporco. Ripeto il giro e noto come la vettura, con le gomme calde, sia nettamente più stabile anche se le sensazioni al retrotreno rimangono, a mio parere causate da una gommatura sin troppo turistica per certi scopi “battaglieri” o forse i 70kg in più sull’avantreno tendono a “scaricare” il retrotreno, non so…Vado ad ipotesi, sicuramente quando provai la versione da 180cv diesel a trazione posteriore non ebbi questa sensazione.

Durante questo test ho apprezzato tantissimo l’avantreno, il cambio, ed i sedili sportivi. Inoltre ho “ringraziato” l’elettronica che su questa vettura fa veramente bene il suo lavoro e fa quello che deve, ovvero “togliervi dai problemi” quando l’asfalto non è perfetto (immaginate di aprire il gas su asfalto freddo e bagnato…Girarsi è un attimo,  anche a causa della massa della vettura che seppur leggera rispetto alle rivali dirette non è propriamente da Alfa 4C). Inoltre mi sono goduto il motore che nella mappa D Dynamic spinge bene e ama persino andare nelle zone alte del contagiri (non come un benzina ovviamente). La trazione integrale Q4 non è per nulla invadente come pensavo ed entra in azione solamente in caso di “scemenze collinari” oppure in caso di perdita di aderenza. Rimanendo in tema di elettronica purtroppo manca la mappa R Race ed i controlli non sono escludibili, nella versione diesel è un peccato veniale, mentre nella versione benzina da 280cv è un gran peccato a mio parere.

Al contrario non ho apprezzato il feeling che arriva dal retrotreno, forse è colpa delle gomme, forse dell’asfalto non so, dovrei provarla in condizioni ottimali per giudicarla. Forse anche la pressione delle gomme non era ideale.

Tuttavia le mie sono considerazioni decisamente astratte per il cliente che acquisterà la Giulia Veloce diesel. Quanti andranno in collina a divertirsi? La vettura costa oltre 50.000 euro, decisamente troppi per un giovanotto con velleità sportive che, potendosi permettere una cifra del genere, andrebbe sicuramente sulla Veloce benzina da 280cv piuttosto che sulla diesel (oppure aspetterebbe la nuova Giulietta a trazione posteriore, magari in versione Quadrifoglio da, si vocifera, oltre 300 cavalli).

In definitiva la Giulia Veloce Diesel la vedo adatta al professionista sportivo che si vuole distinguere e vuole farsi ammirare in mezzo al traffico (la Giulia è veramente tanto guardata, sia nel traffico, sia da parcheggiata). Al contrario la Veloce benzina da 280 cavalli mi lasciala perplesso, no come vettura, ma come allestimento. Su una vettura dal motore cosi potente (io avrei messo 300 cavalli, cifra tonda che suona anche meglio e l’avrei chiamata Veloce R, mentre la diesel l’avrei chiamata Veloce GT) avrei resto opzionale la trazione integrale Q4, così come avrei reso opzionale il cambio automatico, i sedili con poggiatesta integrato e la mappa Race per sbloccare la parte elettronica. Inoltre, perchè no, avrei reso opzionale anche un impianto di scarico sportivo perchè il 280cv suona davvero tanto bene e merita di essere “ascoltato”.

Ora una mia riflessione personale. La Giulia esteticamente è molto bella, nella versione Veloce è ancora più bella grazie al nuovo “estrattore”, ai nuovi finali di scarico ed al nuovo paraurti anteriore ma non sceglierei la Veloce, ne diesel, ne benzina perchè se devo spendere cifre che si avvicinano ai 60 mila (versione benzina da 280cv) e voglio appagare il mio senso sportivo ed estetico allora faccio un sforzo in più e vado sulla poderosa Giulia Quadrifoglio che mi garantisce un assetto sportivo (vero), ben 510cv, un motore V6 biturbo di derivazione Ferrari, un elettronica raffinata, tanto carbonio ed un valore nel tempo destinato ad aumentare dato che parliamo della prima Alfa a trazione posteriore dopo 30 anni.

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TEST: PARTE 1, ALFA ROMEO GIULIA VELOCE DIESEL 210 CV (ANALISI DETTAGLIATA INTERNI)

alfa romeo giulia veloce interni 890Partiamo dagli interni, da sempre una delle parti più critiche e criticate delle vetture italiane degli ultimi anni. Gli appassionati si chiedono, dopo aver visto la vettura di presenza o in foto: gli interni della Giulia sono “poveri” o “minimalisti”? Sono da vettura premium? Valgono i soldi che costa la vettura? Tutte domande lecite che però hanno una sola risposta piuttosto semplice.

La risposta è:

Gli interni sono essenziali come su una vettura berlina di carattere sportivo devono essere.

La plancia si sviluppa in linea orizzontale perchè questo andamento è caratteristico di tutte le vetture italiane sportive dagli anni 60 a questa parte. Prendete ad esempio gli interni della bellissima Ferrari 488 GTB, la plancia è orizzontale ed è staccata dal tunnel centrale. Troviamo pochi pulsanti ed i comandi del climatizzatore svettano, sulla Giulia è esattamente la stessa cosa. Questo tipo di plancia può piacere o meno ma in questo caso il designer ha scelto, a mio parere giustamente, la storia dato che si parla di un modello che richiama i fasti non solo di Alfa Romeo ma anche della grande storia dell’automobile italiana. Ci sono caratteristiche tecniche e di design che i costruttori non devono mai tradire come la chiave a sinistra del volante delle Porsche per esempio, non dovete capire se vi piace o meno, semplicemente ve la dovete far piacere.

La qualità dei materiali è ottima ma dimenticavi la finta opulenza delle plastiche cromate che adornano gli interni di certe concorrenti, nella Giulia quello che toccate è vero! Nel pack lusso il legno è vero, nella Quadrifoglio il carbonio è vero (mentre in certe concorrenti si usa il simil carbonio pur spendendo cifre vicine ai 50.000 euro). La Giulia non è una vettura per stupire la donna appena conosciuta con effetti speciali, è una vettura per andare a fare lo “scemo” come l’amico semmai. Prendiamo ad esempio lo schermo da 8,8 dedicato alla telematica, perchè secondo me spiega perfettamente la filosofia del design degli interni della Giulia. Lo schermo di colore nero lucido è integrato nella plancia e non si nota neppure se non avviate la vettura, siamo lontani anni luce dalla soluzione scelta da Mercedes di “appendere” lo schermo per la telematica sulla plancia e renderlo visibile a tutti (una scelta che è stata talvolta criticata). Ecco lo schermo “invisibile” descrive la filosofia degli interni della Giulia fatta di pochi pulsanti, pochi fronzoli e poche decorazioni.

I pulsanti, i pochi che ci sono, sono miniaturizzati e quasi invisibili. Per esempio il comando delle luci, dello start/stop, dei sensori di parcheggio sono sul lato sinistro e formare una piccola tastiera molto funzionale e facile da raggiungere. Al centro della plancia troviamo come detto lo schermo per la telematica e i comandi, anch’essi miniaturizzati, del climatizzatore e…Stop. Poco sopra il portabicchieri, nella parte bassa della plancia, troviamo una porta USB ideale per caricare la nostra musica tramite chiavetta. La posizione di questa porta USB inizialmente non mi convinceva perchè la ritenevo un po “isolata”, ma quando ho inserito una chiavetta (casualmente dello stesso colore della vettura che provavo, ovvero grigio titanio scuro) devo dire di aver apprezzato l’accostamento cromatico. Ciò non toglie che la posizione è criticabile.

Il tunnel centrale non è troppo alto come ci si potrebbe aspettare da una vettura con trazione posteriore e motore anteriore (causa albero di trasmissione) ed è caratterizzato dalla leva del cambio automatico (sulla Veloce non è disponibile il manuale) che ricorda nelle fattezze quella usata da BMW (e questo è sicuramente un bene!). La leva si sposta su R (retro), N (folle) e D (drive automatico) oppure lateralmente su M (automatico manuale) mentre il P (parking) si attiva tramite un pulsante in cima. Se siete in M e premete P per parcheggiare la vettura la leva si mette in posizione P automaticamente tramite un motore elettrico, un movimento decisamente coreografico! Il freno a di stazionamento è, come ormai usuale sulle vetture premium, elettrico e si aziona tramite un pulsante posizionato sul tunnel. Quando spostiamo il selettore del cambio si avviano i sensori di parcheggio e la retrocamera, qui devo fare una piccola critica perchè nonostante il monitor sia enorme (è tagliato tipo 16/9) la schermata che ci arriva dalla retrocamera è piccola. Funziona, si vede bene e le proiezioni sono molto precise…Ma avrei preferito una schermata più grande dato che lo spazio, perchè non usarlo?

Troppi pulsati? Troppa roba elettrica? Nessun problema amici lettori perchè lo schermo TFT posizionato al centro della strumentazione ci suggerisce in real time cosa fare se sbagliamo una sequenza (esempio, se vogliamo sbloccare il freno di stazionamento ci dice cosa premere per farlo).

Dietro la leva del cambio, anzi sarebbe meglio chiamarlo selettore, troviamo il selettore tondo che comanda la telamatica della vettura attraverso lo schermo da 8,8 posizionato in plancia. Usare il selettore è semplicissimo e molto intuitivo, non vi è alcun bisogno di leggere il manuale di uso e manutenzione dato che quasi si viene assistiti al proprio uso dal computer di bordo. Le informazioni a cui accedere sono tantissime, si va dal controllo vettura tempo reale (gomme, olio ecc..), alla navigazione, alla musica, ai sistemi multimediali, ai settaggi di bordo. Ai lati del selettore di comando troviamo due pulsanti per l’accesso rapido ai menù molto pratici da usare e anche questi, come tutto il resto degli interni, molto discreti.

Come è discreto il selettore dei Mode guida che, come sempre sono tre: Natural, All Weather (per asfalto bagnato, innevato, sporco) e Dynamic. Il selettore è sul lato sinistro del tunnel vicino al conducente. La Veloce non ha la mappa Race che è invece presente sulla Giulia Quadrifoglio.

Il portabicchieri è (alleluia!) coperto da una cover che rientra dentro la plancia e ritorna in sede automaticamente (con un semplice tocco di tipo soft-touch). I portabicchieri coperti sono un punto a favore della Giulia perchè sono davvero brutti da vedere ed in certe vetture, anche molto costose, sono visibili. Il bracciolo (che non disturba nella guida sportiva) si apre verso indietro e contiene una ulteriore presa USB ideale per il cellulare (ho testato con Iphone 6S ed altri oggetti) e la consueta presa accendisigari. Mentre sempre all’interno del bracciolo troviamo, separata, una sede per le monete da usare per pagare i parcheggi, anche in questo caso complimenti al designer perchè non tutti pensano a questo particolare che sembra banale. Il bracciolo premendo con eccessiva forza e questo non mi piace, tuttavia nell’esemplare che ho provato il sistema di chiusura era “secco”, per risolvere il problema basta spruzzare uno strato leggero di grasso siliconico ed il bracciolo andrà giù in sede come un coltello dentro il burro.

I sedili della veloce sono in pelle traforata e di tipo sportivo e, ammetto, sono comodissimi! Nella vettura che ho testato erano a comando elettrico con regolazione lombare, bisogna smanettarci un pochino, ma alla fine troverete il giusto compromesso…Compromesso che poi potrete memorizzare (si possono memorizzare sino a 3 posizioni). I comandi sono in basso sul lato sinistro e non sono praticissimi da usare con lo sportello chiuso ma è un difetto veniale dato che nessuno cambia la posizione una volta trovata. Grazie ai comandi elettrici quando aprite lo sportello per scendere dalla vettura il sedile fa automaticamente uno scatto indietro per agevolare l’uscita, un accortezza decisamente piacevole.

Passiamo ai comandi. Il volante, come sempre perfetto per dimensioni e impugnatura, integra i comandi del cruise control, della radio ed il comando dell’avviamento, tutto è miniaturizzato e molto “tedesco”. I comandi sono facili da raggiungere e si memorizzano dopo pochi istanti. Davanti a noi abbiamo la strumentazione che, come tradizione Alfa, vive di due grossi strumenti circolari, in mezzo il pratico schermo TFT che, come detto prima, ci assiste alla guida in maniera attiva mostrandoci se siamo esattamente in mezzo alla nostra corsia, ci suggerisce di frenare se arriviamo troppo spediti verso una vettura davanti a noi e ci avverte se cambiamo corsia anche grazie ad effetti sonori poco invadenti (tranne l’avviso di frenata che è davvero invadente!). Il TFT centrale mostra anche la velocità, la marcia inserita e ci suggerisce quando cambiare rapporto se guidiamo in M manuale Quando la vettura entra in riserva, volendo, ci mostra anche i consumi che abbiamo tenuto negli ultimi chilometri attraverso un grafico e ci suggerisce, attraverso una barra graficamente attiva, quanto premere il pedale del gas per realizzare un certo consumo ideale e arrivare a casa senza rimanere per strada. Il TFT centrale si aziona tramite un pulsate situato in testa alla leva del comando dei tergicristalli. La leva che comanda gli indicatori di direzione ha due scatti: se la premete leggermente l’indicatore si azionerà per un tempo limitato, ideale per un cambio corsia in autostrada, se invece la sia preme sino in fondo si avvia l’indicatore a tempo indeterminato.

Dietro il volante troviamo le paddle per il cambio marcia che, come ben sappiamo, sono in alluminio e sono solidali al tronco del volante, una soluzione questa usata anche da Ferrari ma che personalmente non amo alla follia preferendo di gran lunga le paddle solidali al volante che sono più pratiche nella guida sportiva, infatti non casualmente tutte le vetture da corsa hanno le paddle fisse al volante. Tuttavia di contro nelle manovre in città, quando si muovo le mani sul volante, possono risultare poco pratiche mentre, al contrario, in questo caso quelle fisse risultato ideali.

Concludo con le mie personali considerazioni. Promuovo o boccio gli interni della Giulia Veloce? Li promuovo ma con voto 9. Non mi piace la porta USB sulla parte basse della plancia, sembra un foro nel nulla e avrei preferito una USB a scomparsa. Sulla versione Veloce avrei gradito anche dei sedili con poggiatesta integrato che non sono disponibili neppure come optional. Gli accoppiamenti sono perfetti, nonostante la plancia si composta da più parti queste sono montate perfettamente e non fanno alcun rumore…Guidando con la mappa N ed il cambio in D (automatico) sembra di guida una vettura elettrica per quanto è silenziosa e tranquilla (il discorso cambia e di molto se mettiamo la mappa Dynamic ed il cambio in M, ma di questo parlerò nell’articolo che tratterà la prova su strada).

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