ALFA ROMEO “CASTELLO”: ECCO COSA SAPPIAMO DEL NUOVO SUV.

Il nome non è ufficiale tuttavia secondo alcune indiscrezioni il nuovo SUV a 7 posti di Alfa Romeo in arrivo per la seconda metà del 2019 dovrebbe chiamarsi “Castello”.

Con questa vettura il Biscione punterà dritto dritto al mercato americano dove, giova ricordarlo, Alfa Romeo in crescita non solo in termini di percentuale ma finalmente anche in termini di numeri.

Quello che sappiamo è che verrà costruito su base del pianale “Giorgio” ma che rispetto alla Stelvio verrà allungato sino a sfiorare i 5 metri.

Sarà omologato in due versione: 7 e 5 posti.

La vettura dovrebbe introdurre anche qualche cambiamento nel design anticipando, come giusto che sia, i face lifting di Giulia e Stelvio e restyling totale della Giulietta.

A livello di interni sarà più curato e lussuoso rispetto allo Stelvio che è un SUV votato alla sportività (e da una buona parte di utenti è stato anche criticato a causa di interni sin troppo “spartani” anche se di ottima qualità).

Capitolo motori? E qui è davvero difficile anticipare qualcosa! E’ difficile perchè le norme cambiano di giorno in giorno diventando sempre più restrittive ed in alcuni casi anche paradossali con la Danimarca che per il 2035 vuole addirittura vietare la vendita delle auto ibride!

Sicuramente arriverà una versione Quadrifoglio con il 2.9 V6 biturbo elettrificato, potrebbe essere usato il diesel 2.2 già in gamma? Impossibile saperlo. Sicuramente i motori benzina verranno in qualche modo elettrificati ma, ripeto, sul fronte propulsori è impossibile sapere cosa accadrà. Gli USA hanno dell norme che seppur severe sono diverse dalle nostre e le nostre cambiano da Stato a Stato (uno dei tanti paradossi dell’Europa unità…).

 

ALFA ROMEO 6C VISION GT: FOTO E CARATTERISTICHE. A VOLTE RITORNANO…

Nata, come altre Vision GT (ormai quasi una classe di vetture a se stante), per il videogioco Gran Turismo la 6C non vide mai la “produzione videoludica” e rimase una bella idea non sviluppata.

In questi giorni Gaspare Conticelli, tra i designer di Alfa Romeo e Maserati, ha ripreso in mano quella idea per creare una interessante barchetta trazione posteriore equipaggiata con il V6 90° biturbo della Giulia Quadrifoglio di derivazione Ferrari

L’idea, che cavalca il rinato filone della barchette grazie alla Dallara Stradale ed alle recentissime Ferrari Monza SP1 e SP2, è molto interessante e coniuga lo stile retrò tipico delle barchette con linee molto tese e moderne votate alla prestazione aerodinamica.

Sarà la volta buona? Alfa Romeo si lancerà nel mondo delle neo classiche (già esplorato con successo nel motociclismo)?

E se la nuova 8C venisse declinata anche in chiave barchetta come accaduto con la Ferrari 812 più che in chiave spider?

Sognare non costa nulla…Tuttavia anche sino a qualche tempo fa una Giulia con la trazione posteriore era un sogno.

Quindi…

 

PORSCHE ABBANDONA IL DIESEL: ERA ORA! AVANTI BENZINA E IBRIDO CON ELETTRICO ALLE PORTE.

Finalmente dopo anni di “pura follia storico-tecnica” Porsche abbandona il motore diesel che MAI sarebbe dovuto entrare in gamma e che per fortuna non ha contaminato la purezza della 911.

I motori diesel sono stati declinati in chiave Porsche a causa della poco lungimirante visione del gruppo VW con Audi in testa, di favorire i diesel a discapito dei benzina per piegare i costruttori “non tedeschi” che a quel tempo stavano spingendo su piccoli motori benzina. Ironia del destino la scelta del diesel causerà, lo sappiamo bene, ingenti danni economici al gruppo.

Ora Porsche, spinta anche dal dieselgate (che ha azzerato le loro vendite di vetture diesel negli USA. Come scrivo spesso il “salvare il pianeta” è solo un pretesto. Comanda il denaro. Stop.) ha deciso di eliminare per sempre i motori diesel dalla propria gamma spingendo per SUV e berline le motorizzazioni ibride ed elettriche (queste ultime arriveranno verso il 2020).

E la serie 911? Probabilmente in futuro verrà elettrificata tramite l’adozione di sistemi come il KERS, insomma una elettrificazione prestazionale derivata dall’esperienza di Porsche nelle corse LMP1 e per quanto mi riguarda se elettrificare vuol dire aumentare la prestazione, allora va benissimo!

Sempre parlando di 911 Porsche, Dio li benedica, non ha neppure intenzione di abbandonare l’aspirato a favore del turbo. La Casa tedesca non solo ha confermato che la 911 RSR GTE rimarrà aspirata ma che probabilmente le prossime GT3 e GT3 RS andranno avanti con il flatsix aspirato che forse (e sottolineo il forse) verranno elettrificate. Tuttavia su quest’ultima ipotesi non ci sono neppure voci.

Enzo Ferrari, un grande visionario, usava dire che: il diesel è il carburante dei trattori, le auto da corsa usano la benzina.

Caro Enzo, ci avevi visto benissimo. Eccome.

di Marco M TheRaceMode.

 

PORSCHE 911 SPEEDSTER: SI FARA’! IN ARRIVO NEL 2019 CON CAMBIO MANUALE.

Porsche ha detto si, la 911 Speedster presentata pochi mesi fa in occasione dei 70 anni di Porsche verrà prodotta in piccola serie e vedrà la luce nel 2019.

La 911 Speedster 2019 verrà costruita sulla base della attuale 911 GT3 a livello meccanico mentre la carrozzeria deriverà dalla Carrera 4 cabrio.

Il motore, derivato dalla GT3, sarà il 4.0 6 cilindri boxer aspirato in grado di urlare a 9.000 giri mentre il cambio sarà manuale (derivato anche questo dalla GT3).

Da notare amici lettori i giganteschi cerci da 21 pollici e il tappo per il rifornimento carburante posto centralmente sul cofano (forse poco pratico, ma decisamente evocativo).

Verrà costruita in soli 1948 (anno di produzione della Speedster telaio n°1) e, inutile specificarlo, sarà già sold out prenotata da benestanti collezionisti amanti di Porsche e non solo.

Stai leggendo il post dal suo smartphone? Scorri la pagina verso il basso per leggere tutte le ultime news pubblicate e accedere alle rubriche tematiche!

di Marco M TheRaceMode

MAZDA: 95% VEICOLI IBRIDI, 5% ELETTRICI ENTRO IL 2030.

Mazda ha tracciato il suo futuro ed a differenza di alcuni costruttori che spingono verso un elettrico irrealizzabile spinge verso una più coerente propulsione ibrida.

Il costruttore nipponico entro il 2030 avrà una gamma composta per il 95% da veicoli elettrificati (ibridi, plug-in, mild-hybrid) per un 5% da veicoli elettrici ideali per i soli spostamenti aziendali.

La Casa del Sol Levante vuole tagliare le proprie emissioni di CO2 del 50% entro il 2030 e del 90% entro il 2050 (dati riferiti alle emissioni dei modelli 2010).

Un approccio comune a Toyota e Honda e totalmente opposto a quello del gruppo VW che punta ai soli veicoli elettrici (ricordiamo che i costruttori tedeschi hanno acquistato e stanno acquistando miniere di Litio in Africa, il metallo necessario alle batterie che dagli economisti è chiamato il petrolio del 21° secolo o anche “oro bianco”).

 

“STAVO ACQUISTANDO L’AUDI Q5, POI HO PROVATO LO STELVIO…ORA HO LO STELVIO”

La storia di un nostro lettore:

“sono sempre stato un fan di Audi convinto e felice di esserlo tanto da pagare per partecipare ai loro eventi di test drive in pista anche ma…Ora ho una Alfa Romeo Stelvio diesel da 210 e non la Q5 che avevo pensato di acquistare.

Per lavoro mi serve un auto capiente così, da cliente Audi, mi sono indirizzato verso l’Audi Q5, tuttavia alcuni miei amici mi hanno consigliato prima di acquistare il suv tedesco di andare a provare la Stelvio. E così ho fatto.

Ho provato lo Stelvio e mi ha affascinato per motore e tenuta così poco dopo sono andato a provare anche la Q5 per avere un confronto diretto a caldo.

Ed il risultato è stato che ho deciso di acquistare la vettura di Alfa Romeo!

La Q5 è una buona vettura, non si discute, ma a livello di motore e tenuta è indietro alla Stelvio, e non di poco. Praticamente non ti da emozioni mentre al contrario la rivale italiana ti regala quasi un esperienza di guida, il che è inusuale per un suv…Anche se è sbagliato chiamare la Stelvio suv in effetti: ha la praticità di un suv ma, di fatto, è quasi una vettura sportiva per comportamento”.

Ringraziamo il nostro lettore C. per averci raccontato la sua esperienza!

 

FERRARI COSTRUIRA’ UNA GRAN TURISMO ELEGANTE ISPIRANDOSI ALLA 275 GTB!

Dopo aver presentato le bellissime ed elegantissime Monza SP1 e Monza SP2 su base 812 (quest’ultima è la rivisitazione della mitica Testarossa del 1957) Ferrari ha tutta l’intenzione di guardare al futuro ispirandosi al suo (elegante) passato.

Infatti ben presto arriverà una vettura gran turismo elegante e sportiva che si ispirerà, udite udite, alla 275 GTB del 1966 (Gran Turismo Berlinetta), una tra le vetture più belle ed eleganti di tutta la storia dell’automobilismo.

La nuova 275 GTB, il cui nome è ancora sconosciuto, c’è da scommetterci avrà un sontuoso 12 cilindri aspirato anteriore…in nome della purezza e con buona pace delle norme sulle emissioni che non tengono conto del romanticismo umano…

Questa scelta seguirà quella attuale di creare poche, costose e ricercatissime vetture per tenere alto il nome del brand di Maranello e assicurare un valore storico elevatissimo nel futuro.

Di fatto la Monza SP1 e Monza SP2 essendo state vendute in tutti gli esemplari disponibili sono già ricercati oggetti da collezione…E sono state presentate da poche ore!

Il Cavallino, che in futuro sarà elettrificato e declinato in chiave SUV, è quidi sempre più rampante!

Marco M TheRaceMode

McLAREN BOCCIA (A SORPRESA) L’ELETTRICO: TROPPO PESANTE E RICARICHE TROPPO LUNGHE.

McLaren, per parola del CEO Mike Flewitt, boccia a sorpresa (e con ragione) la propulsione elettrica allo stato attuale della tecnologia.

Il numero 1 di Woking spiega che le batterie pesano troppo e hanno tempi di ricarica “reali” troppo lunghi.

“Chi compra una nostra vettura sportiva elettrica per usarla in pista non vuole passare il tempo a ricaricare le batterie, lo vuole passare al volante tra i cordoli”

fa giustamente notare Flewitt. Che prosegue:

“la tecnologia attuale per quanto riguarda le batterie è ancora ad una stadio poco interessante. Le batterie pesano tanto e ci costringerebbero a mettere in commercio vetture pesanti, più pesanti di quelle con motore endotermico e questo non ha senso…Dobbiamo andare avanti, non indietro. Il cliente McLaren, ma in generale il cliente che acquista un auto sportiva vuole leggerezza e prestazione…Non portarsi a spasso 2 tonnellate di auto”.

Il boss di Woking parla anche della propulsione ibrida:

“ad un certo punto sarà obbligatorio per ridurre le emissioni come richiesto dalle norme e ben venga se aumenterà la prestazione della vettura. Per l’elettrico puro aspettiamo almeno il 2025, arrivati a questa data vedremo cosa la tecnologia ci offre”.

In definitiva McLaren (e non solo) aspetta le batterie allo stato solido (più leggere, più efficienti e dai tempi di ricarica nettamente più brevi rispetto alla batterie attuali) prima di progettare una supersportiva elettrica in grado di migliorare le prestazioni delle vetture endotermiche.

 

FORD GT HERITAGE EDITIONS GULF: OMAGGIA LA FORD GT40 CHE VINSE LA LE MANS!

Ford, come di consueto, declina la bellissima GT in chiave retrò attraverso le versione “Heritage Editions”.

La versioni 2019 e 2020 di questo speciale allestimento vestiranno la livrea celeste/arancio del celebre brand Gulf, la stessa livrea usata dalla storica GT40 Mk1 che vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1968 e nel 1969.

L’allestimento 2019 avrà sul cofano il numero 9, il medesimo numero della Mk1 che vinse nel 1968 mentre l’allestimento MY 2020 avrà il numero 6, lo stesso della Mk1 vittoriosa nel 1969.

Da ricordare che l’attuale GT, al pari della sua famosa antenata, ha vinto la 24 Ore di Le Mans quindi abbiamo una vittoria che omaggia la sua stirpe.

Una vera rarità nel mondo dell’automobilismo moderno spesso senza anima e votato ai freddi numeri di mercato.

@Marco M TheRaceMode (Facebook | Instagram)

 

VIAGGIO A SPA (BELGIO): GIULIA QUADRIFOGLIO VS JAGUAR I-PACE. BENZINA CONTRO ELETTRICO.

A Maggio, i miei lettori più attenti lo ricorderanno, mi sono recato a Spa in Belgio per seguire la 6 Ore del mondiale endurance WEC.

Ho percorso 1.100km partendo da Bologna fermandomi per fare rifornimento (10,7km/l il consumo medio), per mangiare e per espletare i normali bisogni fisiologici. Un viaggio tranquillo e comodo grazie alla comodità (totalmente inaspettata!) del V6 italiano.

Il viaggio, andata/ritorno, mi è costato di carburante un totale di 334 euro (209 litri di carburante immessi), una cifra neppure troppo elevata che avrei abbattuto sensibilmente usando una vettura a benzina con prestazioni inferiori o una vettura diesel.

Quando siamo partiti ci siamo chiesti con curiosità (e speranza) quanti punti di ricarica per vetture elettriche avremmo trovato lungo il tragitto. La situazione italiana è tragica, lo sappiamo, bene…Ma in Svizzera, in Germania e in Belgio? Come vanno le cose?

Risultato del nostro personale sondaggio EuroElettrico: 0.

Zero punti di ricarica attraversando Italia del nord, Svizzera, Germania e Belgio sino a Spa nelle direttive centrali.

In Germania non abbiamo visto punti di ricarica ne nelle aree di rifornimento ne presso le aree di sosta con i bagni gratuiti e i tavoli in legno dove sostare per pranzare (luoghi molto comuni lungo le autostrade tedesche che sarebbero ideali per ospitare punti di ricarica di tipo fastcharge)

In Svizzera neppure i nuovi punti di rifornimento (ne abbiamo visto uno bellissimo, moderno nei servizi offerti e quasi ultimato) hanno punti per ricaricare le vettura elettriche.

E Belgio? Nella zona di Stavelot a due passi dal circuito c’è il deserto elettrico assoluto.

Ma il peggio, in teoria sarebbe arrivato dopo…

Noi per l’occasione avevamo affittato una casa dentro un bellissimo parco nei pressi di Stavelot, punti di ricarica per vetture elettriche? Zero.

Punti di ricarica a Stavelot? Zero.

Le cose non sono migliorate in circuito! NESSUNO dei parcheggi autorizzati intorno al circuito aveva punti di ricarica. Il giorno della gara siamo stati costretti a parcheggiare su un prato, in cima ad una collina, se avessimo avuto una vettura elettrica saremmo ancora  li e questo punto avremmo pure chiesto la cittadinanza belga!

Ma facciamo un piccolo sforzo ipotetico amici lettori!

Acquisto una Jaguar I-Pace e decido di partire a “impatto zero” per il Belgio.

Arriva subito il primo ostacolo, io abito a Bologna ed in tutta Bologna i punti di ricarica per le auto elettriche sono pochissimi ed essenzialmente tutti nei pressi del centro storico. La partenza è prevista per le 6 del mattino, sono costretto ad alzarmi 30 minuti prima per andare a “prendere” la vettura che avevo lasciato in carica la sera prima come fosse uno smartphone.

Parto e dopo 350km (siamo in due con un totale di tre valigie) sono costretto a fare “rifornimento”, come detto nel percorso seguito non ci sono punti di ricarica così sono costretto a cercarli cambiando il mio road book.

Dopo circa 30 minuti e aver ricaricato la vettura all’80% riparto per attraversare la Svizzera e ritrovo lo stesso problema avuto in Italia: assenza di punti di ricarica sul tracciato che ho scelto. Lo stesso problema tornerà in Germania.

Essendo il percorso, come detto, di 1.100km ci vogliono 4 ricariche all’80% per completarlo, il che mi costa 120 minuti in più rispetto al percorso completato con la vettura a benzina e dovete considerare che è iniziato anche 30 minuti prima perchè la vettura non era sotto casa mia quindi ho impiegato sino ad ora 150 minuti in più, ma ATTENZIONE a questi 150 minuti vanno aggiunti i minuti che ho impiegato per trovare i punti di ricarica fuori dall’autostrada, voglio essere ottimista: 60 minuti. Ora la somma dei minuti sale a 210.

Una volta arrivati nella nostra casa dentro il parco facciamo un amara scoperta: non ci sono punti di ricarica. Giriamo Stavelot al minimo per preservare la batteria ma nulla.

Usiamo il giorno successivo per “cercare” un punto di ricarica (si esatto, in teoria dovete prendervi una mattinata per cercare attraverso il navigatore un punto di ricarica e aspettare almeno 30 minuti per ricaricare all’80% la vostra vettura una volta trovato, sperando che sia vicino).

Di contro con la vettura a benzina non solo siete arrivati prima ma il giorno dopo potete tranquillamente girare dopo aver fatto il pieno perdendo a malapena 5 minuti tramite un distributore automatico.

Dove è il futuro se rispetto a prima una soluzione ci complica la vita e ci fa perdere tempo? Nel mio concetto di innovazione la vita diventa più facile, non più difficile.

Sarebbe come tornare ai cellulari a tasti dopo aver provato gli smartphone touchscreen. Tornereste a quel tipo di tecnologia che allungherebbe ogni tipo di banale operazione che ora fate con due tocchi al massimo?

PS: i famigerati 210 minuti in più persi per completare il viaggio a Spa dovete moltiplicarli per due dato che dopo un viaggio di andata, in genere, c’è anche il viaggio di ritorno. Quindi parliamo di ben 420 minuti in più rispetto all’uso di una vettura con motore endotermico.

VALUTAZIONI FINALI: da un lato con l’ipotetica vettura elettrica abbiamo inquinato di meno a livello locale e abbiamo speso meno per quanto riguarda il costo del “carburante”, ma è davvero così a conti fatti?

La Jaguar I-Pace (vettura che mi strapiace per estetica, decisamente più della Tesla Model X) costa di base 79.790 euro, mettiamola a confronto con un altro SUV da viaggio di casa Jaguar, la F-Pace. La F-Pace costa di base 47.300 euro e fa le stesse cose della I-Pace garantendo una autonomia superiore, valore fondamentale quando sia viaggia, e un costo di acquisto inferiore di oltre 32.000 (!). Dato che il baby SUV del giaguaro costa circa 37.000 euro con il prezzo della I-Pace vi portate a casa una F-Pace e una E-Pace…

Di fatto, in questo momento, il maggior costo di una vettura elettrica non viene giustificato dal suo utilizzo. Mi spiego in maniera diretta: non spendo di più per avere di più, al contrario spendo di più per avere meno (autonomia).

A questo punto comprereste la I-Pace?

QUI IL LINK PER LEGGERE IL RESOCONTO DEL MIO VIAGGIO A SPA A BORDO DELLA GIULIA QUADRIFOGLIO.

di @Marco M TheRaceMode (clicca QUI per seguirmi su Facebook).

 

1 2 3 8