SPECIALE: ASTON MARTIN DBR9 GT1: DEGNA EREDE DELLA DB1 DEL 1948!

La DBR9 è la prima Aston che nasce tra la collaborazione tra Prodrive e la Casa britannica che ha l’intenzione di tornare alle corse per vincere e, come leggeremo tra poco, ci riuscirà!

La vettura scelta per essere declinata secondo l’allora regolamento GT1 (siamo nel 2004) è l’ammiraglia DB9. Il regolamento è molto restrittivo e le modifiche “importanti” sono poche, la versione GT1 che prende il nome di DBR9 sfrutta il medesimo, bellissimo e monumentale V12 90° aspirato 6.0 completamente in alluminio che eroga quasi 650 cavalli regalando un suono tra i più emozionanti mai prodotti da una vettura derivata dalla serie. A causa delle poche modifiche permesse basamento e teste sono le stesse del modello di serie anche se, ovviamente, il V12 viene affinato per essere più performante e in grado di reggere i ritmi delle gare di durata.

Contesto storico: DB9 contro Ferrari 599.

La controparte stradale erogava 455 cavalli che diventano 475 nel 2008 e 513 nel 2013 con velocità intorno ai 300km/h. Prestazioni che oggi fanno un pochino “sorridere” anche a livello assoluto se pensiamo che la Ferrari 812 con il suo V12 6.5 aspirato omologato Euro 6 eroga la bellezza di 800 cavalli. Infatti la DB9 omologata per l’uso “civile” non è una sportiva, ma una gran turismo veloce. Lo sterzo non è fulmineo, così come il cambio con convertitore di coppia non è ricordato per velocità di reazione. E’ una vettura comoda lunga 4 metri e 70 con la quale macinare chilometri con classe. Anche per l’epoca il V12 britannico non era certo il massimo. La Ferrari, che nel 2006 introduce la 599, regala al suo V12 6.0 aspirato (erede del 5.75 della Maranello M) ben 600 cavalli. La DB9 a quel tempo ne aveva “solo” 455.

Il telaio è il medesimo della vettura di serie ma irrigidito dalla presenza della rollcage a protezione del pilota. Le parti di carrozzeria sono in fibra di carbonio per contenere il peso che si fermava a 1.100kg come da regolamento.

Debutto vincente!

La DBR9 Chassis 01 che debutta nel 2005 va forte, anzi fortissimo! Si aggiudica la 12 Ore di Sebring negli Stati Uniti e subito una serie di gare a livello internazionale.

2007: arriva la prima vittoria a Le Mans nella classe GT1.

Nel 2007 arriva il colpo grosso: vince la 24 Ore di Le Mans nella classe GT1 (foto in alto) , successo bissato poi l’anno successivo nel 2008 sempre con il team Prodrive sponsorizzato da Gulf Oil nell’iconica livrea celeste (foto in basso)

Nel 2009 Prodrive “abbandona” il progetto DBR9 lasciando la vettura ai team privati e si concentra sullo sviluppo di un prototipo classe LMP1 spinto dal medesimo V12 della “9” (foto in basso): nasce la Lola Aston Martin DBR 1-2.

Vince anche nel campionato GT1 senza mai però arrivare al tanto agognato titolo sempre battuta da vetture ben più specializzate come l’incredibile Maserati MC12 (vettura che deriva dalla Ferrari Enzo, anch’essa spinta da un V12 aspirato). Tra i team ufficiai ricordiamo BMS Scuderia Italia che ha usato le DBR9 Chassis 6, 7 e 9 nel FIA GT nel 2006 e 2007 con risultati sotto le aspettative per il team di Lucchini che ha usato anche la variante GT3 della DB9, la DBRS9 nel campionato europeo GT3.

In conclusione la breve storia agonistica della DBR9 ha vissuto tanti alti e bassi: dalle campagne vittoriose alla Le Mans a 60 anni dalla prima vittoria della DB1 del 2007 e 2008 alle delusioni nei campionati FIA GT dove la 9 non è mai stata realmente competitiva battuta da una concorrenza troppo specializzata formata da Maserati, Corvette e Lister. Ha corso ufficialmente con il team Prodrive (che l’ha creata) nel 2005-2008, con BMS Scuderia Italia nel 2005-2007 e con Larbre nel 2005-2007. In totale sono stati costruiti 17 telai DBR9.

DB9 LM: la serie speciale.

Nel 2007, al Salone di Francoforte, Aston rende omaggio alla vittoria di Le Mans svelando la DB9 LM (Le Mans). Chi si aspetta una sorta di DBR9 stradale rimane deluso, la “LM” è, di fatto, una normale DB9 in serie limitata di 124 esemplari numerati tramite targhetta proposta neppure nel bel british racing green della R che ha vinto la classica francese ma in un anonimo grigio che nulla ha a che fare l’impresa sportiva che vuole ricordare (foto in basso)

Alcune curiosità:

La DB1 vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1948 quasi “per caso”. Infatti la gara doveva solamente verificare le doti di affidabilità della vettura inglese.

La sigla DB sta per David Brown, Imprenditore inglese che nel 1947 acquistò prima Aston e poi Lagonda.

La DB5 era la vettura del celebre agente segreto James Bond e debutta con il grandissimo Sean Connery al cinema (Goldfinger, 1964). Nei romanzi di Fleming 007 ha spesso guidato una Bentley però.

Nel 2008 una delle due Aston DBR9 del team Prodrive Gulf Oil aveva come numero di gara 007. Come mostrato nella locandina qui in basso. L’altra (quella vittoriosa) il numero 009.

Aston ha prodotto la DB1, DB2, DB3, DB4, DB5, DB6, DB7 e DB9. Non la DB8.

La DB10 non esiste se non nel film “Spectre” della saga 007. (foto in basso).

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