MERCEDES RESTA IN F1: LA SCELTA E’ ANCHE COMMERCIALE.

La Casa della Stella non abbandona la F1, a dispetto delle voci messe in giro ad arte, ma aderirà al nuovo Patto della Concordia con Toto Wolff nel ruolo di timoniere. I dubbi saranno sciolti nelle pressime settimana e lo stesso Lewis avrebbe deciso di prolungare l’accordo di un paio di anni.

Le voci di un addio da parte del team di Brackley erano prive di alcuna base, messe in giro in modo più o meno interessato per alzare polveroni che gettano un’ombra sul futuro della Formula 1. Ad esclusione di clamorosi colpi si scena, Toto Wolff rinnoverà il suo contratto, seguendo a ruota Lewis Hamilton confermando la sua presenza nel biennio 2021/2022.

La situazione attuale è perfetta per la casa tedesca: la presenza nel Mondiale costa decisamente poco (premi, sponsor e budget-cap riducono al minimo, se non a zero, la partecipazione economica richiesta a Daimler), garantisce un ottimo ritorno in termini di pubblicità, ed in più l’abbinamento tra la produzione ibrida di serie e l’attuale base tecnica della Formula 1 è perfetta per il marketing.

Il tema ibrido è molto caro alla Mercedes. Il futuro (molto probabilmente, ma non certamente) sarà elettrico, ma ci vorranno ancora molti anni prima di poter assistere ad un full-electric in grado di sorpassare le motorizzazioni ibride nelle vendite. L’ibrido è il presente e la Mercedes in termini commerciali sfrutta molto la sua immagine in Formula 1 per promuovere la produzione di serie. Il tutto, come detto, ad un costo molto ridotto.

Articolo scritto da Davide Coppola.

FERRARI TRICOLORE. LA LOCATION E’ DEL TUTTO INEDITA.

La data della presentazione già si conosceva, ovvero il prossimo 11 febbraio, ma la location è del tutto inedita. Non avverrà la solita cerimonia a Maranello, nei locali del Reparto corse della Ferrari o del Museo Enzo Ferrari, bensì al Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia, alle ore 18.30 per gli ospiti della struttura emiliana e in streaming per tutti gli appassionati del mondo sul sito della Scuderia più iconica.

La squadra italiana, l’unica da sempre presente in Formula 1” – si legge nel comunicato ufficiale – ”Ha scelto Reggio Emilia perché il capoluogo emiliano è la citta nella quale 223 anni fa è nato il tricolore, poi adottato come bandiera dell’Italia dopo l’unificazione. Il Teatro Valli è dunque la cornice perfetta per svelare la nuova vettura della Scuderia Ferrari”.

Al volante della monoposto di Maranello vi saranno anche quest’anno Sebastian Vettel e Charles Leclerc, che presenzieranno ovviamente alla cerimonia assieme al team principal Mattia Binotto. Il debutto in pista avverrà invece una settimana più tardi, il 19 febbraio sul Circuit de Catalunya di Montmelò (Barcellona), dove sono previste le due sessioni di test invernali ufficiali dal 19 al 21 e dal 26 al 28 febbraio.

Articolo scritto da Davide Coppola.

F1: LA NUOVA MCLAREN 35 GUARDA GIA’ AL 2021: SI LAVORA SULL’AERODINAMICA.

La McLaren che prenderà parte alla stagione 2020 di formula 1 sarà svelata il 13 Febbraio, nel frattempo tecnici ed ingegneri sono a lavoro sugli ultimi accorgimenti prima della presentazione ufficiale.

Il 2020 sarà un anno di transizione, in vista del cambio regolamentare che subirà la formula 1 nel 2021, quindi non dobbiamo immaginare grandi cambiamenti. Quest’anno infatti più che di nuove vetture si potrà parlare del continuo sviluppo delle monoposto della scorsa stagione.

La McLaren ha reso noto che la vettura comunque nascerà sotto un concetto diverso da quello visto quest’anno e si lavorerà sulla sospensione anteriore, che nelle ultime gare ha sempre fatto soffrire la vetture inglese. Lavorare sulla sospensione anteriore significa dare origine ad un effetto domino che coinvolgerà tutta la vettura.

Osservando con cura l’immagine Twitter che Carlos Sainz ha postato sui social il giorno in cui è andato a provare il sedile nel moke-up della MCL35 non ci è sfuggito il fatto che il roll hoop avrà un disegno molto simile a quello dell’Alfa Romeo C38. Vale a dire con il roll-bar in un unico elemento centrale che sarà contornato dalle prese d’aria che alimenteranno l’airscope del motore e i radiatori dell’ERS e del cambio.

L’anno scorso la MCL34 disponeva di una grande presa dinamica di disegno ovoidale in stile Renault che tendeva a coprire una sezione importante della parte centrale dell’alettone posteriore, per cui la scelta di questa nuova soluzione andrebbe a migliorare l’efficienza aerodinamica. Questo cambiamento può essere il frutto anche di un’altra indicazione: la Renault può aver spostato più in alto alcuni elementi del raffreddamento della power unit che dovrebbero consentire di avere condotti di alimentazione dell’aria più corti e, quindi, pance più profilate e meno resistenti.

Il muso resta minimale, rimanendo fedele alla filosofia Mercedes. McLaren lavorerà poi sull’interasse e sul fondo, cercando di ottenere maggior effetto, questo capace di generare maggior deportanza senza aumentare la superficie delle ali e conseguenzialmente la resistenza all’aria.

Articolo scritto da Davide Coppola.

ALFA ROMEO RACING: NEL 2020 SI RIPARTE DA ZERO.

La stagione dell’Alfa Romeo Racing è stata piena di alti e bassi. Dopo la pausa estiva, la competitività della C38 è andata nettamente calando, e l’exploit di Interlagos, con il quarto e quinto posto di Raikkonen e Giovinazzi non può cancellare la seconda parte negativa della stagione dopo un inizio di campionato promettente. Frederic Vasseur, team principal dell’Alfa svela alcune novità sulla vettura che parteciperà al prossimo mondiale di Formula 1.

Il team principal ha infatti dichiarato che, nonostante il passo in avanti fatto dalla stagione 2018, i risultati non rispecchiano quelli che un team come Alfa Romeo dovrebbe vantare. In ottica 2020 il team si è fatto capo di un progetto totalmente nuovo, che dovrebbe far ambire a Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi quei punti che quest’anno non sono riusciti a conquistare.

Un progetto che non coinvolge solo la nuova monoposto ma tutto il team, compreso gli uomini del muretto che spesso hanno rovinato la gara dei loro piloti dettando strategie completamente sbagliate.

Articolo scritto da Davide Coppola.


MERCEDES COPIA FERRARI. ANALIZZIAMO LA NUOVA MERCEDES W11.

Mancano poco meno di un mese alla settimana che aprirà alla presentazione delle vetture, e in questi ultimi giorni tecnici ed ingegneri si apprestano a completare gli ultimi lavori sulle monoposto. I riflettori sono tutti puntati su Ferrari e Mercedes, e proprio quest’ultima nelle ultime ore sembra aver affiancato un consulente tedesco per colmare il gapprestazione con la PU Ferrari.

A destare scalpore non è di certo l’arrivo di nuovi tecnici al banco prove Mercedes quanto i dati trapelati negli ultimi giorni sul nuovo motore. Pur prendendo queste notizie con le pinze sembrerebbe che la PU Mercedes 2020 nasca sotto una buona stella, si vocifera infatti che il target prestazionale indicato da James Allison sia stato superato e che i tecnici si stiano concentrando sullo sviluppo di uno dei punti più deboli delle passate stagioni, cioè il raffreddamento. Infatti, i tecnici di Brackley pare abbiano abbassato i coni laterali anti intrusione ai lati della scocca della freccia d’argento 2020 per spostare le prese di raffreddamento del motore in alto come sulla Rossa,.

È molto probabile che venga rivista anche la disposizione delle masse radianti e non solo, visto che dietro alle spalle del pilota la W11 subirà una sensibile riduzione della sezione della scocca che andrà a stringersi in coda. Ma per assicurare una capacità del serbatoio di 110 kg è stato previsto alla base della scocca una sorta di svaso a tronco di piramide che consentirà di alloggiare la benzina molto in basso a favore di un migliore baricentro, togliendo il carburante dalla sporgenza superiore del telaio che, invece, servirà agli attacchi del motore e agli accessori della power unit. In sostanza la parte finale del telaio avrà un’inedita forma ad H rovesciata e i due lobi sporgenti dalla scocca daranno vita a un tunnel destinato ai passaggi di aria del raffreddamento.

La sensazione è che a Brackley vogliano un retrotreno molto stretto per allargare i canali del fondo che alimentano il diffusore posteriore, generando un carico che costa in termini di drag, andando alla ricerca di quelle velocità massime che alla Mercedes mancavano l’anno scorso nel confronto con la SF90.

Articolo scritto da Davide Coppola.

F1: ANALIZZIAMO L’ANTERIORE DELLA FERRARI 2020.

La Rossa che si scoprirà l’11 febbraio non avrà grandi rivoluzioni, ma sarà rivista in ogni piccolo particolare rispetto alla SF90. Già la SF90 aveva un piccolo bracket a sollevare il braccio superiore della sospensione anteriore, ma la macchina nuova avrà una soluzione in linea con Mercedes e Alfa Romeo.

Non dovrà sorprendere, quindi, il fatto che la Rossa 2020 sarà solo un’evoluzione spinta della SF90: i tecnici coordinati da Enrico Cardile (con il supporto di Simone Resta) hanno lavorato sodo per eliminare i difetti che hanno condizionato la macchina dello scorso anno, molto veloce nei rettilinei, ma con poco carico aerodinamico in curva.
Questo rendeva le gomme anteriori difficili da mantenere nella giusta finestra di temperatura, provocando dei surriscaldamenti che hanno minato il potenziale della Rossa su alcuni circuiti dove la sola spinta della power unit non era certo sufficiente a contenere le frecce d’argento e il ritorno della Red Bull RB15 a fine stagione.

La SF90 per aumentare la spinta verticale sull’anteriore seguirà la filosofia Mercedes introducendo sotto al muso un cape più vistoso di quello che era apparso a Singapore sulla Rossa: la maggiore superficie in quest’area sarà bilanciata da un naso di sezione più ridotta, proprio come si era osservato sull’evoluzione della W10.
Ma bisognerà avere uno sguardo attento alla sospensione anteriore: oltre al terzo elemento che sarà controllato idraulicamente (per cui è stato ridisegnato il pozzetto del telaio sotto al vanity panel), ma in generale verrà corretto il cinematismo dei bracci anche per ragioni aerodinamiche.

La SF90 era dotata di un concetto di sospensione “vecchio”. Forse è più corretto dire che era poco coraggioso: guardando con cura le immagini 2019, per esempio, è emerso che il triangolo superiore era leggermente sollevato rispetto all’attacco al porta mozzo che si era visto nel 2018, per cui il piccolissimo bracket restava nascosto nel cestello in carbonio, mentre l’Alfa Romeo mostrava uno schema più simile a Mercedes, McLaren, Racing Point e Williams (quest’ultime tutte motorizzate Mercedes).

È evidente che la Rossa si spingerà in direzione delle scelte fatte dagli altri anche per trarre qualche vantaggio aerodinamico, visto che il braccio del triangolo superiore sarà il primo elemento che separerà i flussi destinati al raffreddamento della power unit (quelli superiori), da quelli che alimenteranno i vortici delle bargeboard (quelli inferiori).

Articolo scritto da Davide Coppola.

REDBULL CHE TATTICA: SNOBBA LA FERRARI E BLINDA VERSTAPPEN !!

Quello della scuderia austriaca non è solo una guerra da affrontare in pista, ma una vera e propria guerra psicologica. Il manager Red Bull ha chiaramente escluso la Ferrari dalla lotta per il titolo , dichiarando ai microfoni: “il nostro avversario sarà la Mercedes, ed in particolare Lewis Hamilton. Dobbiamo ammettere che la sua guida è praticamente perfetta ed è attualmente il miglior pilota sulla griglia di partenza“, elogiando poi le caratteristiche tecniche delle Frecce D’Argento. Una completa fiducia dettata anche dalle ottime prestazione del team che lo hanno visto precedere entrambi le Ferrari nella classifica finale.

Nel frattempo Red Bull ha annunciato questa mattina di aver rinnovato il contratto a Max Verstappen. Questo durerà sino al termine del 2023. Si allunga così il sodalizio tra il talento olandese e il team di Milton Keynes, che fin’ora vanta otto successi, 31 podi complessivi e due pole position. 

Articolo scritto da Davide Coppola.

F1: “ALFA ROMEO RACING ORLEN” CERCA TRA I KART.

In una F1 in formato 2020 ancora distante dal giorno del debutto in pista, nei prossimi test invernali, la prima notizia di questo nuovo anno arriva dalla Polonia. PDK Orlen, la multinazionale polacca nonché colosso dell’estrazione petrolifera diventa title sponsor di Alfa Romeo Racing per questa stagione e porta a vestirsi di rosso e bianco Robert Kubica, dopo il suo anno di ritorno in Williams avaro di soddisfazioni. Una buona notizia, anche dal punto di vista economico, per un team che si è confermato all’ottavo posto anche nel 2019, dopo un 2018 di crescita, ma che può dimostrare di puntare più in alto, specie con un Giovinazzi carico a molla dopo la riconferma e un Raikkonen che, molto probabilmente, vorrà salutare il circus prima del ritiro definitivo con prestazioni degne di un campione del mondo.

L’accordo modifica il nome del team che cambierà in “Alfa Romeo Racing Orlen”, con l’ aquila presente sul logo della compagnia, che vedremo sulle tute dei piloti e sulla livrea della monoposto.

L’accordo prevede anche una formazione e monitoraggio dei giovani piloti grazie alla forte partecipazione del colosso petrolifero nei kart in Polonia, mettendo in piedi in questi ultimi anni un’accademia per trovare un successore dello stesso Kubica.

Articolo scritto da Davide Coppola.

F1: UFFICIALE: KUBICA TERZO PILOTA ALFA ROMEO RACING.

Ora è ufficiale: il polacco Robert Kubica, in uscita dalla Williams, raggiungerà il team Alfa Romeo Racing in qualità di terzo pilota e pilota addetto allo sviluppo. Robert, rientrato in F1 nel 2019 proprio con un Williams dopo una lunga assenza prosegue così la sua avventura in F1 pur rimanendo tentato dal DTM, campionato che potrebbe disputare a tempo pieno proseguendo la sua attività di pilota.

Il line-up di Alfa Romeo Racing oltre a Kubica prevede per il 2020 anche i confermati Raikkonen e Giovinazzi.

F1: UN VIAGGIO NEL NUOVO MOTORE FERRARI.

Mantenere il comando nella classifica delle Power Unit nel 2020 ha richiesto a Ferrari un importante salto tecnologico. Si parla di motore termico che dagli 850 CV del 2019 con la specifica 1 – 2020, la potenza raggiunge circa gli 880 CV, ai quali va aggiunta la quota ibrida di 160 CV.

Con la nuova vettura arriva la tecnologia bi-metallica, in sostituzione della tradizionale lega d’alluminio, che può trovare applicazioni dirette sui pistoni. A fronte di un peso più elevato di 250 grammi è stata rinforzata la struttura intorno allo spinotto per sopportare la spinta della combustione e ridurre le perdite da deformazione causate da accelerazioni di 8000G. Un circuito interno permette una veloce circuitazione dell’olio che si incarica di evacuare calore e contemporaneamente di lubrificare, garantendo la piena funzionalità del pistone per l’intero ciclo di vita. Sostituendo l’alluminio con l’acciaio sono state notevolmente ridotte le dilatazioni termiche del pistone vantaggio che ha permesso di sviluppare benzine con più alto potere calorifero e quindi più potenza.

Parallelamente viene completata la sperimentazione dell’addicting manufactoring in sostituzione del procedimento di fusione metallica. Questa tecnologia consente di partire direttamente dal modello CAD e realizzare cilindri, basamento e testate in un’unica stampa con vantaggi in peso e maggiore resistenza, Il procedimento prevede getti di metallo sotto forma di stati di polvere depositati con procedure tridimensionali e legati con processi di fusione laser che ne assicurano le caratteristiche desiderate di densità e resistenza meccanica.

La stampa laser applicata alle teste migliora le caratteristiche di resistenza alle deformazioni dovute a combustioni sempre più spinte e contemporaneamente ne riduce peso e dimensioni. Estesa ai cilindri questa tecnologia consente di produrre combustioni a più alto potere calorifico a vantaggio della potenza. Ma con temperature più elevate l’impianto di raffreddamento deve assicurare una maggiore portata di liquido refrigerante nelle aree adiacenti alla fiamma, per asportare più calore e garantire una mappa termica omogenea. Con lo stampaggio laser melting i canali di passaggio del refrigerante sono più precisi, ed aumentano la superficie di contatto acqua/metallo.

Tutti vantaggi che garantiscono maggiore prestazione al motore endotermico senza tralasciare l’affidabilità, che ad oggi rappresenta il punto di partenza della nuova Power Unit Ferrari 065.

Articolo scritto da Davide Coppola.

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