AUTO ELETTRICA: IN AUMENTO IL PREZZO DELLE BATTERIE…I SOLDI NON SONO MAI “GREEN”.

Le auto elettriche saranno pure green ma non sfuggono alla regola della domanda e dell’offerta:

hai bisogno di qualcosa? Allora devi pagare di più. Punto.

Così mentre Case cercano di convincere i clienti ad acquistare queste benedette auto elettriche garantendo ricariche in tempi record (ma chi cavolo vuole aspettare 30 minuti o fossero anche 10 davanti ad una stazione di ricarica?!) e autonomie incredibilmente basse spacciate per importanti (400km, un diesel/ibrido ne garantisce più del doppio) si ritrovano ad avere a che fare con i produttori di batterie.

I produttori del prezioso componente infatti stanno aumentando i prezzi ponendoli in relazione alla crescente domanda e questo andrà, inevitabilmente, ad alzare i prezzi delle vetture all’interno del listino disincentivando ulteriormente l’acquisto.

Ma perchè?

Questo perchè le Case non producono batterie al momento ma le comprano dagli specialisti che sono per lo più coreani, giapponesi e cinesi e quindi sono in balia delle inevitabili fluttuazioni del mercato.

Nella partita elettrica l’Europa è indietro, tanto indietro, non tanto per questioni tecnologie quanto per mancanza di materia prima, infatti la Cina è tra i più grandi estrattori di litio al Mondo mentre il Vecchio Continente ne è quasi totalmente sprovvisto.

Come già scritto a più riprese da noi di TheRaceMode il mercato dell’auto sta cambiando non tanto per questioni ambientali, quanto per mere questioni economiche.

Non casualmente il litio, da tempo, è considerato dagli economisti il petrolio del 21° secolo: chi controllerà il mercato del litio, in maniera diretta controllerà anche il mercato dell’automobile elettrica per i prossimi decenni.

 

DANIMARCA: ELETTRICHE VENDONO POCO. IL GOVERNO LE OBBLIGA PER LEGGE. E’ GIUSTO?

I danesi non amano le vetture elettriche. Nel 2017 il popolo della piccola nazione nordica ha immatricolato appena 0,8% di auto elettriche del totale (meno dell’1%…) dimostrando di non gradire questo tipo di motorizzazione per motivi legati ai costi, alle ricariche e alle autonomie.

Nonostante questo flop il Governo danese ha deciso di bandire per il 2035 non solo le vendite di auto a benzina e diesel…Ma pure le ibride. Esatto, avete letto bene.

Al vaglio ci sarebbe un piano per bandire le vendite delle vetture ibride entro 17 anni. A partire dal 2030 le vetture alimentate solamente a diesel e benzina verranno bandite per poi “attaccare” anche le ibride che al contrario sono in piena fase di lancio in tutta Europa?

Perchè bandire anche le ibride e le plug-in che hanno dato valori di autonomia, prestazione ed emissioni molto interessanti?

Il Governo Danese ha spiegato che il piano è vietare a partire dal 2035 la vendita di veicoli che sfruttano anche in minima parte carburante di origine fossile.

A questo punto viene da chiedersi? E’ un regalo ad alcuni costruttori europei di origine tedesca che stanno investendo sul mondo elettrico tralasciando l’ibrido (vero e proprio cavallo di battaglia dell’industria giapponese invece)?

A pensar male…

Non è infatti un segreto che diversi costruttori tedeschi hanno acquistato e stanno acquistando miniere di litio in Africa.

In seconda e ultima battuta:

E’ giusto che un Governo entri nelle scelte personali dei cittadini? Mai nessuno Governo europeo è mai entrato in profondità nelle scelte personali di un cittadino, anzi al contrario ha sempre garantito libertà in merito.

La vettura elettrica va acquistata (a meno che il Governo Danese non le regali, ma ne dubitiamo…), mantenuta, ricaricata ed usata secondo certi parametri stabiliti dalla scarsa autonomia e dai tempi di ricarica.

Diverso è il discorso per la Norvegia dove il Governo, vendendo petrolio (ironico vero?) garantisce cospicui incentivi per l’acquisto della vettura alimentata a batterie.

La Danimarca ha provato il sistema degli incentivi con scarsi risultati (poche centinaia i mezzi immatricolati ad uso privato). Gli incentivi furono così tanto snobbati che il Governo decise di ritirarli infatti.

 

 

MAZDA: 95% VEICOLI IBRIDI, 5% ELETTRICI ENTRO IL 2030.

Mazda ha tracciato il suo futuro ed a differenza di alcuni costruttori che spingono verso un elettrico irrealizzabile spinge verso una più coerente propulsione ibrida.

Il costruttore nipponico entro il 2030 avrà una gamma composta per il 95% da veicoli elettrificati (ibridi, plug-in, mild-hybrid) per un 5% da veicoli elettrici ideali per i soli spostamenti aziendali.

La Casa del Sol Levante vuole tagliare le proprie emissioni di CO2 del 50% entro il 2030 e del 90% entro il 2050 (dati riferiti alle emissioni dei modelli 2010).

Un approccio comune a Toyota e Honda e totalmente opposto a quello del gruppo VW che punta ai soli veicoli elettrici (ricordiamo che i costruttori tedeschi hanno acquistato e stanno acquistando miniere di Litio in Africa, il metallo necessario alle batterie che dagli economisti è chiamato il petrolio del 21° secolo o anche “oro bianco”).

 

McLAREN BOCCIA (A SORPRESA) L’ELETTRICO: TROPPO PESANTE E RICARICHE TROPPO LUNGHE.

McLaren, per parola del CEO Mike Flewitt, boccia a sorpresa (e con ragione) la propulsione elettrica allo stato attuale della tecnologia.

Il numero 1 di Woking spiega che le batterie pesano troppo e hanno tempi di ricarica “reali” troppo lunghi.

“Chi compra una nostra vettura sportiva elettrica per usarla in pista non vuole passare il tempo a ricaricare le batterie, lo vuole passare al volante tra i cordoli”

fa giustamente notare Flewitt. Che prosegue:

“la tecnologia attuale per quanto riguarda le batterie è ancora ad una stadio poco interessante. Le batterie pesano tanto e ci costringerebbero a mettere in commercio vetture pesanti, più pesanti di quelle con motore endotermico e questo non ha senso…Dobbiamo andare avanti, non indietro. Il cliente McLaren, ma in generale il cliente che acquista un auto sportiva vuole leggerezza e prestazione…Non portarsi a spasso 2 tonnellate di auto”.

Il boss di Woking parla anche della propulsione ibrida:

“ad un certo punto sarà obbligatorio per ridurre le emissioni come richiesto dalle norme e ben venga se aumenterà la prestazione della vettura. Per l’elettrico puro aspettiamo almeno il 2025, arrivati a questa data vedremo cosa la tecnologia ci offre”.

In definitiva McLaren (e non solo) aspetta le batterie allo stato solido (più leggere, più efficienti e dai tempi di ricarica nettamente più brevi rispetto alla batterie attuali) prima di progettare una supersportiva elettrica in grado di migliorare le prestazioni delle vetture endotermiche.

 

UN CAMPIONATO PER LE VETTURE DA RALLY RAID ELETTRICHE? FORSE…MA L’ELETTRICITA’ NEL DESERTO?

Agag, già fondatore e organizzatore della Formula E starebbe pensando ad un campionato cross country riservato alle vetture elettriche di tipo rally raid.

Attenzione non si tratta di far correre SUV elettrici come Tesla Model X e Jaguar I-Pace (che in condizioni difficili non farebbero un metro…) ma di creare dei prototipi simili alle vetture che disputano la Dakar per correre nei territori più estremi del pianeta come la foresta amazzonica, il circolo polare artico e il deserto del Sahara.

La serie, che dovrebbe partire nel 2020, punterà secondo alcune indiscrezioni sulle caratteristiche tecniche della Formula E, quindi vetture quasi del tutto identiche con motore elettrico fornito da McLaren. Dovrebbero cambiare solamente le fattezze estetiche.

Non si tratterebbe quindi di fare ricerca e sviluppo ma, come per la Formula E, di creare uno show ad uso e consumo degli sponsor.

Domanda: dove prenderanno l’energia elettrica nel bel mezzo della foresta amazzonica?

Questo Agag non l’ha spiegato.

 

LA CONTRADDIZIONE NORVEGESE: FINANZIA LE AUTO ELETTRICHE…VENDENDO PETROLIO.

La Norvegia, quando si parla di auto elettriche, è famosa per l’alto numero di vetture a zero emissioni locali (quando si parla di auto elettriche e zero emissioni si specifica sempre che sono a zero emissioni locali poichè produrre elettricità comporta sempre una certa produzione di gas serra, solo che la produzione avviene in zona “non locale”).

Questo invidiabile traguardo è stato raggiunto grazie ad una serie di motivi, alcuni logistici, altri economici.

La Norvegia conta poco più di 5.000.000 di abitanti e NON fa parte della UE (erroneamente spesso su Facebook, per far polemica, si parla della Norvegia come esempio di paese ben governato nella UE. Errore).

1.500.000 sono gli abitanti di Oslo, città dove sono concentrate la maggioranza delle vetture elettriche del Paese.

Un Paese quindi con un numero esiguo di abitanti (la sola Lombardia ha 10 milioni di abitanti, circa il doppio…), fuori dalla UE e anche molto molto ricco.

La Norvegia infatti, non tutti lo sanno, estrae e vende petrolio…anzi è il terzo esportatore mondiale di petrolio dopo Russia e Arabia Saudita. Le esportazioni sono così elevate da valere ben il 25% del PIL.

Parte degli introiti che arrivano dalla vendita dell’oro nero vengono convertiti in incentivi per l’acquisto di auto elettriche e la creazione della relativa rete di servizi. E come producono l’elettricità necessaria ad alimentare le auto elettriche? Semplice, la Norvegia è anche un grande produttore di energia idroelettrica (in questo sono aiutati dalla loro conformazione geografica).

La Norvegia, come non bastasse, è anche un grande esportatore di gas naturale.

Tornando al Petrolio, il Paese scandinavo pur essendo un grande produttore mondiale non fa parte dell’OPEC ed ha statalizzato l’industria del petrolio tenendo fuori le società private massimizzando i ricavi.

In Norvegia la diffusione della vettura elettrica è stata relativamente facile perchè gran parte dei costi vengono assorbiti dallo stesso Governo in maniera diretta (incentivi) e indiretta (costo dell’energia basso).

In Danimarca si è provato un esperimento simile basato sugli incentivi che ha dato ottimi risultati sul breve periodo facendo salire il numero di vetture “pulite” nell’immatricolato totale, finito il periodo degli incentivi le vetture elettriche sono crollate a livello di vendite (500 unità nel 2017, furono 950 nel 2016. Uno dei pochi Paesi europei dove le vendite delle vetture elettriche sono andate in negativo).

di Marco M TheRaceMode (seguimi anche su Facebook, clicca QUI)

 

 

ELETTRICO: PERCHE’ IN ITALIA SERVONO 8 MILIARDI DI INCENTIVI E COLONNE ELETTRICHE.

Il “caso Danimarca” ha dimostrato che i cittadini comprano le auto elettriche solo se lo Stato garantisce cospicui incentivi. Perchè parlo del Paese nordico? Perchè da quando il Governo danese ha tolto gli incentivi gli acquisti delle auto a propulsione elettrica sono crollati mostrando come la sensibilità ecologica delle persone sia fortemente collegata al portafoglio.

L’Italia, per parola del Ministro Di Maio vuole 1 milione di auto elettriche sulle strade italiane entro il 2022, un numero che renderebbe l’Italia leader in questo segmento superando di gran lunga la Germania e addirittura la Norvegia (che dona fortissimi incentivi che arrivano dalla vendita del petrolio del quale la Norvegia è una grande produttore).

Per arrivare a quel target serve una cifra compresa tra gli 8 e i 9 miliardi di euro da destinare agli incentivi. Dove trovarli? Il Governo non l’ha ancora spiegato. Si era pensato di colpire le auto più inquinanti attraverso bolli sempre più cari, ma questa ipotesi che avrebbe colpito le fasce più deboli è stata scartata. Si era pensato ad un aumento del prezzo del carburante ma anche questa ipotesi, per fortuna, è stata scartata.

Auto elettriche vuol dire colonne per la carica. Secondo una stima Enel dovrebbe investire circa 200 milioni di euro per creare una rete di punti di ricarica in grado di servire 1 milione di auto. Una cifra importante ma non elevata che ha senso solo se vi è un ritorno economico.

Secondo alcuni analisti la stima di 1 milione di auto elettriche è impossibile entro il 2022 perchè mancano le infrastrutture necessarie a servire un parco veicoli così ampio e perchè mancano i fondi necessari agli incentivi.

Un altro punto riguarda le infrastrutture private. Se i cittadini vogliono essere liberi di usare la propria auto elettrica per recarsi nei luoghi di vacanza devono trovare presso i campeggi, gli alberghi, i ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche decine di colonne per ricaricare la propria vettura e queste devono essere installate dai gestori che devono poter usufruire di incentivi per questo tipo di installazione.

Installare una colonna non vuol dire, spesso, acquistare solamente l’hardware (che è in sostanza la componente meno costosa), vuol dire anche eseguire lavori alle strutture esistenti per modificarle (parcheggi all’aperto, parcheggi multipiano, cortili ecc…) e questi non possono andare solamente a carico della struttura turistica.

Altro punto. Tutti gli uffici pubblici si devono dotare di parcheggi con colonne elettriche per permettere ai dipendenti di andare a lavoro e durante la giornata ricaricare la vettura. Non ci dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei cittadini non si può permettere un box, un garage comune o l’installazione di una colonna privata quindi dovranno ricaricare la propria vettura durante le ore di lavoro.

La rivoluzione elettrica è “facile” li dove hai pochi abitanti e concentrati (vedi Norvegia) oppure dove costruisci partendo da zero e allora puoi imporre uno standard (vedi Cina). Nei grandi Paesi europei come Francia, Italia e Germania sarà un processo lento che rischia di dividere ancora di più l’Europa perchè, dati alla mano, ci sono Paesi come Grecia e Portogallo che al momento non hanno piani per elettrificare il traffico e Paesi che dopo gli incentivi si sono fermati (appunto la Danimarca).

Altra questione: sino a quando lo Stato potrà garantire gli incentivi?

Dove il Governo recupererà le accise sul carburante che useremo sempre meno?

Verranno introdotte accise sulle ricariche?

Come lo Stato recupererà gli introiti derivanti dal bollo auto dato che le auto elettriche non lo pagano?

Le zone blu diventeranno a pagamento anche per le auto elettriche?

THERACEMODE.COM: APRE LA SEZIONE DEDICATI AI VEICOLI ELETTRICI!

TheRaceMode.com festeggia il record della VW I.D R al Pikes Peak aprendo una specifica sezione del sito dedicata alle vetture elettriche e alle tecnologie ibride del presente e del futuro.

Le vetture elettriche rappresenteranno la scelta più economica e consapevole per muoversi in città mentre le vetture dotate di motore endotermico accoppiato a sistemi come il KERS saranno sempre più potenti e divertenti da guidare sia per strada che su pista.

Le elettriche non sostituiranno le vetture con motore endotermico per i prossimi decenni tuttavia rappresentano una scelta che va raccontata e spiegata usando più la testa che il cuore.

Ci proveremo!

BATTERIE ALLO STATO SOLIDO: AUTONOMIA RADDOPPIATA. MA SIAMO ANCORA LONTANI.

Il futuro della mobilità elettrica è intimamente legato allo sviluppo delle batterie. Se da un lato i costruttori hanno già superato (e bene) i problemi legati alla potenza e all’ingegnerizzazione dei motori elettrici (sempre più piccoli e facili da costruire), non hanno superato i problemi legati all’autonomia delle batterie e ai tempi di ricarica.

Le attuali batterie garantiscono autonomie di circa 400km nelle migliore delle ipotesi conducendo la vettura in maniera molto molto attenta (leggasi andando veramente piano) e tempi di ricarica piuttosto lunghi e quindi poco pratici. La soluzione si chiama

“batterie allo stato solido”. Scopriamo di cosa si parla.

“Le batterie allo stato solido hanno una densità energetica più elevata ovvero con le stesse dimensioni, si possono garantire autonomie più grandi del 50% rispetto a quelle attuali”.

L’elettrolita allo stato solido può eliminare il problema principale delle attuali batterie al litio: il surriscaldamento con il conseguente rischio di esplosione.  Più sicure e più facili da industrializzare.

Rispetto alle batterie tradizionali non presentano costi maggiori (traduzione: le vetture non costeranno di più) e garantiscono tempi di ricarica minori e una maggiora durata nel tempo.

Tutte le Case in maniera diretta o indiretta stanno studiando le batterie allo stato solido per poterle usare entro il 2025 sui propri modelli (ricordiamo che la UE ha chiesto un target ambizioso alla Case: entro il 2030 il 30% delle vetture immatricolate dovranno essere elettriche/ibride/ibride plug-in/mild-hybrid).

Tuttavia al momento la data del 2025 appare troppo ottimistica per meri motivi economici e politici:

chi comprerebbe una vettura elettrica oggi sapendo che tra pochi anni sarà completamente superata?

Purtroppo (e per fortuna) la corsa all’elettrico avrà una progressione così rapida da far diventare obsoleti sistemi innovativi sino a poco tempo prima. Vivremo una corsa all’innovazione come quella vissuta con i personal computer e i cellulari?

Una progressione troppo veloce potrebbe bloccare il mercato per anni mentre una progressione troppo lenta potrebbe ucciderlo in maniera definitiva.

L’attuale situazione del mercato è stata descritta benissimo dal Presidente di Toyota:

“chi sbaglia ora su elettrico e guida autonoma rischia di fallire”

 

VOLKSWAGEN E-UP! COMPRERESTE UNA ELETTRICA DA 28.000 EURO! PARLIAMONE.

volkswagen e-up! 2017 89332Di auto elettriche si parla e si parlerà in futuro con maggior frequenza…Ma a che punto siamo? E’ iniziata la rivoluzione elettrica? Cosa possiamo acquistare con i nostri sudati risparmi se decidiamo di inquinare meno e non fermarci più dal distributore di carburante?

In questo post prendiamo in considerazione la Volkswagen E-UP, versione elettrica della citycar UP!, e partiamo dal prezzo:

per portarci a casa una E-UP!, partendo dal prezzo di listino, ci servono la bellezza di quasi 28.000 euro, non pochi. Quindi se compriamo la E-UP! per risparmiare denaro con la scusa di non infilare più la carta di credito al distributore…Siamo del tutto fuori strada perchè praticamente tutte le Case offrono citycar come la E-UP! ad un prezzo inferiore (per rimanere in casa VW la UP! a carburante parte da 11.500 euro…). Quello che risparmieremo in carburante lo spenderemo, in anticipo, per acquistare la vettura.

Tuttavia se avete soldi da spendere e contestualmente volete combattere l’inquinamento nel mondo allora la E-UP! fa per voi, quindi passiamo ad analizzare nel dettaglio cosa compriamo per 28.000 euro.

La E-UP! propone di serie (e ci mancherebbe con quel prezzo)

Drive Pack: Sensori di parcheggio posteriori e Cruise Control
Radio “Composition Phone” con maps+more
City Emergency Brake – Sistema automatico di frenata d’emergenza
Climatizzatore automatico “Climatronic”
Sensore pioggia

Essenzialmente noi dobbiamo scegliere il colore e poco altro.

A livello prestazionale la E-UP! grazie al suo motore elettrico eroga circa 80cv, una potenza più che sufficiente per muoversi in città e tangenziale. Il peso è di 1229kg.

La velocità massima è autolimitata a 130km/h.

L’autonomia garantita dalla Casa (fonte sito ufficiale VW) è di ben 160km per ogni ricarica ma ovviamente, utile ricordarlo, varia a seconda del nostro stile di guida e carico che trasportiamo sulla vettura (persone, bagagli, ecc…)

I tempi di ricarica invece sono decisamente variabili:

8 ore con la corrente domestica a 230v con potenza di 2,3kW

5 ore con la wallbox domestica con potenza di 3,5kW

Grazie al sistema CSS, con corrente continua, ricaricherete l’80% della batteria in soli 30 minuti.

A proposito di batteria, VW la garantisce per 8 anni, quindi per tutta la durata della vettura (in realtà anche oltre).

E voi amici lettori? La comprereste per inquinare di meno?

 

 

 

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