VW I.D.R PIKES PEAKE: I MOTORI SONO…McLAREN. CONOSCIAMO I DATI!

La VW I.D.R che il 24 Giugno attacchera la cronoscalata del Pikes Peak, la più famosa al mondo, è stata creata in appena 8 mesi sfruttando gran parte dell’esperienza di Porsche nella classe LMP1 pur non vantando le stesse, estreme, prestazioni.

La vettura vanta 680 cavalli generati da due motori elettrici di provenienza McLaren Electronics (dato non confermato, di fatto VW non ha specificato la provenienze dei motori) e pesa circa 1.100kg (il rapporto peso potenza non è estremo perchè il peso delle batterie influisce per quasi il 50% sul peso totale).

Durante la corsa le batterie verranno in parte ricaricate usando la potenza frenante della vettura. Per quanto riguarda l’avantreno verrà usato un solo disco freno per recuperare energia, per quanto riguarda il retrotreno invece verrà usato l’impianto completo.

Prima della partenza la batteria della I.D.R verrà ricaricata da un generatore esterno sul modello di quelli usati in Formula E, questo perchè nella zona del paddock non vi è sufficiente energia elettrica per ricaricare la vettura (ironico che una vettura elettrica venga ricaricata da un generatore che va a combustione, non trovate?).

Le batterie, dalla potenza di 40kWh, sono posizionate davanti e accanto al pilota ed hanno un impianto di raffreddamento dedicato (se così non fosse la temperatura all’interno dell’abitacolo arriverebbe a circa 70°).

Il telaio è un monoscocca in fibra di carbonio prodotto da Norma appositamente modificato per ospitare le batterie.

A condurre la vettura sarà il pilota ufficiale Porsche Romain Dumas. Romain ha già vinto tre volte il Pikes Peak, così come ha già vinto la 24 Ore di Le Mans. Si diletta nei rally per hobby e ogni anno partecipa alla Dakar, un vero pilota polivalente.

 

 

  • 27
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  

VOLKSWAGEN E-UP! COMPRERESTE UNA ELETTRICA DA 28.000 EURO! PARLIAMONE.

volkswagen e-up! 2017 89332Di auto elettriche si parla e si parlerà in futuro con maggior frequenza…Ma a che punto siamo? E’ iniziata la rivoluzione elettrica? Cosa possiamo acquistare con i nostri sudati risparmi se decidiamo di inquinare meno e non fermarci più dal distributore di carburante?

In questo post prendiamo in considerazione la Volkswagen E-UP, versione elettrica della citycar UP!, e partiamo dal prezzo:

per portarci a casa una E-UP!, partendo dal prezzo di listino, ci servono la bellezza di quasi 28.000 euro, non pochi. Quindi se compriamo la E-UP! per risparmiare denaro con la scusa di non infilare più la carta di credito al distributore…Siamo del tutto fuori strada perchè praticamente tutte le Case offrono citycar come la E-UP! ad un prezzo inferiore (per rimanere in casa VW la UP! a carburante parte da 11.500 euro…). Quello che risparmieremo in carburante lo spenderemo, in anticipo, per acquistare la vettura.

Tuttavia se avete soldi da spendere e contestualmente volete combattere l’inquinamento nel mondo allora la E-UP! fa per voi, quindi passiamo ad analizzare nel dettaglio cosa compriamo per 28.000 euro.

La E-UP! propone di serie (e ci mancherebbe con quel prezzo)

Drive Pack: Sensori di parcheggio posteriori e Cruise Control
Radio “Composition Phone” con maps+more
City Emergency Brake – Sistema automatico di frenata d’emergenza
Climatizzatore automatico “Climatronic”
Sensore pioggia

Essenzialmente noi dobbiamo scegliere il colore e poco altro.

A livello prestazionale la E-UP! grazie al suo motore elettrico eroga circa 80cv, una potenza più che sufficiente per muoversi in città e tangenziale. Il peso è di 1229kg.

La velocità massima è autolimitata a 130km/h.

L’autonomia garantita dalla Casa (fonte sito ufficiale VW) è di ben 160km per ogni ricarica ma ovviamente, utile ricordarlo, varia a seconda del nostro stile di guida e carico che trasportiamo sulla vettura (persone, bagagli, ecc…)

I tempi di ricarica invece sono decisamente variabili:

8 ore con la corrente domestica a 230v con potenza di 2,3kW

5 ore con la wallbox domestica con potenza di 3,5kW

Grazie al sistema CSS, con corrente continua, ricaricherete l’80% della batteria in soli 30 minuti.

A proposito di batteria, VW la garantisce per 8 anni, quindi per tutta la durata della vettura (in realtà anche oltre).

E voi amici lettori? La comprereste per inquinare di meno?

 

 

 

  • 7
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  

AUTO: FINE DEI MOTORI PICCOLI, INQUINANO TROPPO. SI TORNERA’ AI “GRANDI”.

audi q8 2303Si avete capito bene amici lettori, più un motore è piccolo e più inquina, questo perchè il rendimento è solo teoricamente maggiore, nella realtà della guida quotidiana quando incontriamo salite, dobbiamo fare un sorpasso ed abbiamo la vettura carica di amici e bagagli il consumo è maggiore perchè avendo meno coppia a disposizione dobbiamo per forza insistere sul pedale del gas.

A spiegarlo è Diess (membro del c.d.a del Gruppo VW) durante il lancio della nuova Golf. Il boss di VW ha dichiarato che i motori piccoli di cilindrata, come i 1.0, possono andar bene su vetture piccole e leggere mentre sono non adatti a vetture più grandi, a partire dalla Golf.

Infatti per ovviare alla mancanza di cubatura dei motori piccoli si tende a “spremere” di più il turbocompressore con conseguente innalzamento delle temperature, fenomeno che viene contrastato immettendo benzina in camera di combustione causando non solo un innalzamento dei consumi ma anche, di conseguenza, un aumento degli agenti inquinanti.

Inoltre, sempre secondo Diess, rendere prestazionali e poco inquinanti i motori in cilindrata ridotta porta ad un notevole aumento dei costi causato dalla voce ricerca e sviluppo, aumento che non può ovviamente essere riversato su vetture come Up! e Polo destinate ad una fascia di prezzo “abbordabile”.

Decisamente più semplice, sempre secondo Diess, creare dei motori in cilindrata maggiore, magari dotati di turbocompressore e dotarli di motori elettrici per abbattere emissioni e consumi (ed ecco perchè da qualche tempo a questa parte si vedono motori turbobenzina con regimi di rotazione “bassi” ma dotati di grande coppia già sotto i 2000 con 7-8 rapporti).

Allora la domanda a questo punto sorge spontanea: perchè non dotare i 1.0 3 cilindri di motori elettrici per aiutarli nello spunto? La risposta è semplice: motori elettrici e batterie portano ad un considerevole aumento di peso che è, come ben sappiamo, il nemico numero uno della efficienza e dei consumi (infatti chi propone motori hybrid, come Toyota, tende ad avere cilindrate medie su SUV come il Rav4 che è piuttosto pesante).

Fine dei motori piccoli dotati di turbocompressore? Non del tutto. Li vedremo sulle utilitarie economiche di tipo non ibrido che in futuro tenderanno a sparire poichè le utilitarie che guideremo saranno tutte elettriche, mentre le vetture benzina avranno una importante componente elettrica. Ed i diesel? I diesel spariranno dal commercio soffocati dalle norme contro l’inquinamento che diventeranno via via più severe già, probabilmente, a partire dalla futura Euro-7.

Il futuro per VW è stato racchiuso dal concept Audi Q8. La Q8 infatti sfrutta infatti un powertrain ibrido che si basa su un V8 4.0 e su più motori elettrici per un totale di 450 cavalli (dati teorici poichè una vera e propria scheda della vettura non è mai stata divulgata).

 

  •  
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  

AUTO GUIDA AUTONOMA: L’EUROPA APRE AI TEST E ALLE SMART ROAD CONNESSE VIA INTERNET.

Quale il futuro della mobilità europea per i prossimi decenni? Le idee ci sono ma sono parecchio confuse e talvolta persino utopistiche, per tuttavia interessanti almeno nei concetti di base.

Mentre l’Europa apre ai test delle vetture a guida autonoma a Parigi e Lisbona (ma solo in aree ben circoscritte) per farsi trovare pronta per quando arriveranno, si pensa a connettere semafori, segnaletica e vetture per far si che le vetture dotate di autopilot sappiano dove andare rispettando la mobilità urbana che, a questo punto, verrà creata da loro stesse grazie alla capacità di adattarsi al traffico cittadino ed autostradale.

guida-autonomaIn futuro auto, semafori, segnali stradali, cantieri stradali ed autostradali verranno connessi tramite la rete 5G per informare non solo la vettura in modalità autopilot ma anche anche il conducente che decide di guidare la sua vettura (sino a quando la guida dei veicoli non verrà bandita per legge come aveva proposto Musk, capo della Tesla, l’anno scorso durante un discorso pubblico).

A questo punto viene da chiedersi, con un certo dubbio misto a sospetto: i pedoni sprovvisti di segnale 5G tramite smartphone perchè magari scarico…Saranno “invisibili” ai radar delle vetture? I ciclisti che oggi (purtroppo) prendono le strade contromano per evitare il traffico manderanno in tilt le vetture a guida autonoma? Un cantiere mal segnalato o con segnalatore guasto bloccherà la vettura all’inizio della strada che dobbiamo percorrere e che magari porta a casa nostra distante appena 100 metri?

Agli ingegneri di oggi e di domani la sfida di rendere la guida autonoma non solo interessante dal punto di vista emotivo…Ma anche utile dal punto di vista pratico.

L’idea di una rete stradale connessa è affascinante e decisamente futuristica, ci porta al futuro descritto da “Ghost in the Shell” dove le persone sono connesse, tramite circuiti innestati nel cervello, a “tutto”. Anzi al tutto. Dove tu sai in tempo reale le condizioni del traffico e della strada.

 

  •  
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •