ACQUISTARE UNA ELETTRICA? TRA DUE ANNI SARA’ VECCHIA (E SENZA VALORE).

Quando una tecnologia nuova muove i primi passi bisogna stare molto attenti prima di acquistare il prodotto.

Ricordate l’evoluzione dei PC domestici a fine anni 90? Spendevano tantissimi soldi per hardware che dopo 6 mesi erano già vecchi e senza nessun valore sul mercato dell’usato. Ricordate l’evoluzione dei telefoni cellulari? Ogni 3 mesi usciva il modello “leggermente” migliorato, per non parlare degli attuali smartphone.

L’auto elettrica, che ancora sta vivendo il suo stato primordiale, tra due anni o forse anche meno sarà vecchia. Perchè?

1) La tecnologia sulle batterie sta facendo passi da gigante rendendo presto (molto presto) le attuali unità al litio obsolete, quasi primitive.

2) Tra qualche anno la diffusione delle colonne fast charge da 350kW sarà capillare e questo renderà davvero vecchie le attuali auto che non possono reggere 350kW in entrata (la migliore da questo punto di vista è l’Audi E-Tron che supporta “soli” 150kW in entrata, la Tesla per esempio supporto 120kW in entrata).

3) Le autonomie delle vetture attuali sono assolutamente scadenti, basta una Fiat Panda alimentata a diesel per fare meglio, tuttavia tra qualche anno grazie alle batterie di nuova concezione l’autonomia passerà dagli attuali 400km (reali poco più che 300…) a oltre 800 risolvendo il problema più grande della proposta elettrica attuale.

Attualmente, in attesa delle auto a idrogeno e elettriche a lunga autonomia, la scelta migliore è rappresentata dalle ibride di tipo plug-in che permettono una certa autonomia elettrica da sfruttare in città e lunghe distanze garantite dal motore endotermico, il tutto unito a emissioni sicuramente ridotte rispetto ai veicoli endotermici “puri”.

Se da un lato è oggettivamente “azzardato” spendere 800-1000 euro per uno smartphone che tra due anni sarà sostituito dal modello migliore proposto dalla stessa casa, dall’altro è oggettivamente irresponsabile spendere 30-40-80 mila euro per una vettura che tra un paio di anni sarà superata di slancio da una proposta migliore che migliorerà l’efficienza e grazie all’economica di scala sarà proposta ad un prezzo di acquisto inferiore.

 

ABBIAMO TESTATO LA MOBILITA’ ELETTRICA A BOLOGNA: UN DISASTRO. IL RACCONTO.

PREMESSA: THERACEMODE.COM E’ A FAVORE DELLA MOBILITA’ ELETTRICA NEI CENTRI CITTADINI. MA QUESTO TIPO DI MOBILITA’ DEVE ESSERE SOSTENUTA DA UNA RETE CAPILLARE DI PUNTI DI RICARICA CHE AIUTINO I CITTADINI A MUOVERSI LIBERAMENTE. 

Mentre il Governo prepara gli incentivi per acquistare auto elettriche, plug-in e ibride noi di TheRaceMode.com, attraverso una figura esterna, abbiamo testato la mobilità elettrica a Bologna, la più grande città dell’Emilia Romagna.

Ecco il racconto.

(l’autore del test possiede una Nissan Leaf acquistata nuova e ha sempre difeso la sua scelta anche davanti alle critiche).

“La situazione per quanto riguarda i servizi dedicati alla mobilità elettrica a Bologna è pessima, davvero pessima. Non ci sono punti di ricarica a sufficienza e quelli che ci sono non sono fast charge, io pensavo in futuro di acquistare l’Audi E-Tron come auto da famiglia ma l’assenza dei punti di ricarica da 150kW mi frena. 

In genere uso Google Maps per trovare le colone di ricarica quando mi reco nei pressi del centro storico. L’App dello smartphone è precisa ma non basta, quando arrivo le colonne sono tutte occupate, per il 90% da mezzi elettrici in carica parcheggiati li e per il 10% da auto non elettriche che andrebbero rimosse ma che il Comune non fa rimuovere. Mi ritrovo a girare alla ricerca di una colonna di ricarica mentre la vettura esaurisce le batterie e questo, come potete immaginare, crea tensione e preoccupazione.

I centri commerciali sono sprovvisti di punti per ricaricare la vettura e questo rende la sosta inutile mentre al contrario ricaricando la vettura anche il parcheggio sarebbe una parte attiva della giornata. Gli uffici pubblici non hanno punti di ricarica tranne uno, quello davanti al Comune nei pressi della stazione, ma che è sempre occupato da auto in carica o peggio da auto in sosta.

Il Governo ha promesso incentivi per l’acquisto di auto elettriche ma allo stato attuale della situazione sono inutili, sono “incentivi elettorali” secondo me perchè anche volendo acquistare una auto elettrica, come ho fatto io, si è più limitati che incentivati ad usarla. Se già ora che sono poche è difficili trovare punti di ricarica liberi, cosa succederà quando saranno di più? Leggo sui giornali di programmi per piazzare colonne e creare una rete capillare ma nella realtà non vedo nulla di tutto questo e mi chiedo anche: le strade sono disastrate e piene di buche, se non ci sono i soldi per sistemarle…ci sarebbero per piazzare, rendere operative e funzionanti le colonne di ricarica? Sono scettico. Forse nelle grandi città tipo Roma e Milano la situazione è migliore ma qui a Bologna e nelle cittadine limitrofe è pessima. Se volessi usare la vettura per andare al mare a Rimini per un week end dovrei trovarmi un albergo dotato di colonne di ricarica il che è paradossale dato che a questo punto vengo “comandato” dalle esigenze della macchina e non dalle mie!!”

 

TESLA MODEL 3: IN ITALIA COSTA 60.000 EURO (MA NON DOVEVA COSTARE 35.000?)

Ricordate la simpatica storia che vedeva la prode e pulita Tesla Model 3 diventare l’auto elettrica di massa facendo diventare improvvisamente il mondo un posto migliore?

Ecco, diciamo che la storia non ha avuto esattamente un lieto fine…

La Model 3 sarebbe dovuta costare, secondo i “guru dell’elettrico a tutti i costi” (da non confondere con gli elettricisti perchè questi ultimi almeno a qualcosa servono), tra i 35.000 e i 40.000 euro a seconda degli optional…

Oggi 5 dicembre scopriamo che la vettura parte da 59.600 senza sistema di assistenza alla guida che costa la bellezza di 5.400 euro! E se volete i cerchi da 19? Altri 1.600 euro! E se volete la vernice metallizzata? Vi tocca spendere sino a 2.700 euro!

La versione Perfomance invece parte da 70.700 euro (lo ripeto, 70.700 euro…Quasi come una Giulia Quadrifoglio!!) e ha di serie una strategia chiamata “track mode” che serve se usata la vostra elettrica in pista (che è come fare l’amore con una bambola gonfiabile: sembra vero, ma non lo è).

Vi risparmio i dati tecnici e vi consiglio, se volete elettrificarvi di brutto, di pensare alla Jaguar I-Pace che almeno è bella ed essendo Jaguar la potete usare per abbordare fuori dal locale fighetto (ma trovate un albergo vicino…Rimanere a piedi senza elettricità al primo appuntamento non vi farà sembrare esattamente come Fonzie in Happy Days, ma più come Peter Griffin).

Se invece siete “normali” abitanti di questo pianeta per 70.000 euro vi consiglio una Giulia Quadrifoglio (che alle donne piace e va anche forte, la posseggo quindi LO SO) oppure una BMW M2 Competition oppure una Nissan GT-R nel mercato dell’usato.

 

 

ELETTRICHE, POCHE VENDITE NEL REGNO UNITO. IN CALO LE PLUG-IN.

Cosa sta succedendo al mercato britannico delle auto? Nel mese di Settembre le vendite si sono contratte del 20.5% mentre le vendite dei diesel sono crollate del 47%.

In maniera del tutto inaspettata anche le vetture plug-in hanno avuto una contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: cedendo addirittura il 22.3%.

Crescita modesta per le elettriche che a Settembre segnano un +9% ma su numeri molto molto bassi: appena 2.290 veicoli immatricolati.

A settembre nel Regno Unito i veicoli elettrici sommati ai plug-in hanno contribuito per appena il 2% dell’immatricolato totale in calo del 14% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

In UK è finito l’amore per i veicoli elettrificati? Difficile dirlo.

Le voci di bando del diesel hanno portato instabilità sul mercato e molti potenziali acquirenti hanno deciso di star fermi spaventati dall’acquisto di un diesel e allo stesso tempo non ancora convinti della scelta elettrica per mancanza di infrastrutture.

Quando un mercato, come quello elettrico, che dovrebbe salire spinto da grandi numeri ha un momento di contrazione non è un segno positivo.

Il Governo inglese ha in programma di stimolare la crescita attraverso incentivi e tasse più più elevate sui veicoli più inquinanti.

CRISI AUTO ELETTRICHE. IL MERCATO IN ITALIA NON CRESCE. MANCANO INCENTIVI E STRUTTURE.

Sinceramente amici lettori sono stanco, anzi noi di TheRaceMode siamo stanchi di leggere articoli che parlano di “boom di auto elettriche in Italia”.

Non vi è in atto nessun boom, nessuna bolla che si sta gonfiando, nulla di nulla.

La verità nuda e cruda?

IL MERCATO DELLE AUTO ELETTRICHE IN ITALIA E’ FERMO e i dati lo dimostrano smentendo proclami, post e articoli su internet!

2017: l’immatricolazione delle auto elettriche era pari allo 0.2% del mercato totale (0.2%!!!!)

Ora si parla di boom elettrico, avrete letto i titoli in giro no?

Cosa vi aspettate? un +10%? un più 15%?

No!

Nel 2018 la percentuale elettrica dell’immatricolato è salita allo 0.3%!!! lo ripeto:

0.3%!!!!!

Le ibride, che eppure sono soluzioni intelligenti e neppure troppo costose, sono aumentate rispetto al 2017 di un misero 1.2% mostrando che non vi è boom, vi è una lieve crescita mentre per quanto riguarda le auto elettriche vi è stagnazione.

Perchè?

Non ci sono incentivi per gli acquisti e non vi sono punti di ricarica di tipo fast charge in grado di supportare neppure la quantità ridotta di auto elettriche circolanti nel nostro Paese.

THERACEMODE IN MATERIA DI PROPOSTA ELETTRICA HA DI RECENTE COMPLETATO UN INCHIESTA PER QUANTO RIGUARDA LA CITTA’ DI BOLOGNA. SARA’ PRESTO ON LINE.

 

ELETTRICO: NIENTE INCENTIVI IN ITALIA PER IL 2019. SIAMO IL TERZO MONDO…ELETTRICO.

Il sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo Economico ha confermato che per il 2019 NON ci saranno incentivi per le auto elettriche.

La notizia lascia molto perplessi perchè in tutta Europa le nazioni più popolose come Francia, Germania, Regno Unito hanno un programma di incentivi diretti e indiretti per l’acquisto di auto elettriche e plug-in.

Come al solito amici lettori rimaniamo indietro, e non di poco rispetto al resto dell’Europa e del mondo che va verso una mobilità mista sino al 2040 ed elettrica/idrogeno/benzina ibrida dal 2040 in poi.

La notizia fa a pugni con la campagna elettorale di Di Maio (M5S) che aveva promesso addirittura 1 milione di auto elettriche (attualmente in Italia ne circolano solamente 7.600…) prima di formare il Governo con Salvini (Lega).

Triste da dire ma l’Italia è il terzo mondo elettrico.

TESLA MODEL 3 IN ITALIA: A PARTIRE DA 37.000 EURO CON SOLI 300KM DI AUTONOMIA.

La Tesla Model 3 è finalmente arrivata in Italia. L’entry level della casa americana costerà da noi 36.930 euro con prestazione assolute e di autonomia diciamo “poco interessanti”.

La base ha un solo motore elettrico e la trazione posteriore, un autonomia teorica di 300km e una velocità massima di 200km/h e uno scatto sullo 0-100km/h decisamente povero per essere una elettrica: 5.6 secondi. Siamo decisamente lontani dalla Model S.

Va meglio con la versione dual motor a trazione integrale che parte da 43.129 euro (il prezzo, giocoforza, inizia a salire). Qui abbiamo ben 500km di autonomia teorica, una velocità massima di 233km/h e uno scatto di 4.5 secondi.

Il prezzo aumenta se decidiamo di acquistare la versione Perfomance. In questo caso sono necessari ben 52.871 euro. L’autonomia è sempre di 500km, la trazione è sempre dual motor integrale e la velocità massima sale a 250km/h.

Al prezzo della vettura va aggiunto l’optional più richiesto, ovvero l’autopilot. Per installare l’assistente alla guida ci servono ben 4.428 euro.

La vettura, i cui interni sono molto spartani per i gusti europei, si presenta come una ottima entry level per il mondo Tesla ma cara per essere considerata la capostipite della elettrificazione di massa.

Consegne nel 2019 per chi l’ha ordinata in anticipo.

 

CNR: UNO STUDIO DIMOSTRA CHE UN AUTO ELETTRICA INQUINA PIU’ DI UN DIESEL.

Emissioni zero? Solo in teoria. Un auto elettrica inquina più di una vettura diesel e come una vettura a benzina, ma lo fa in maniera differente.

Come sosteniamo ormai da tempo noi di TheRaceMode se l’energia necessaria per alimentare le auto elettriche non viene creata a “impatto zero”, non possiamo parlare di veicoli a impatto zero per quanto riguarda l’ambiente.

Un recente studio ha dimostrato come i Paesi in via di sviluppo, India e Cina su tutti, bruceranno petrolio e carbone per produrre l’energia per alimentare le auto elettriche immettendo nell’atmosfera grandi quantità di CO2 peggiorando l’effetto serra.

Ora il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dimostra, attraverso uno studio, che le vetture elettriche solo localmente non producono inquinamento e dimostra che durante il suo ciclo vitale una vettura “green” genera più CO2 di una moderna vettura alimentata a diesel e pareggia i valori di un moderno benzina.

In futuro, secondo il CNR, le vetture dotate di motore endotermico alimentate a benzina oppure diesel avranno un impatto sull’ambiente molto basso, pari quasi a zero grazie alla tecnologia e grazie allo studio sui carburanti, da quelli sintetici passando per i biocarburanti che abbattono le emissioni nocive del 90%.

Le auto elettriche, conclude la ricerca, saranno effettivamente a impatto zero quando verranno prodotte da stabilimenti a impatto zero e l’energia prodotta per il loro uso verrà prodotto da fonti naturali. Sino a quel momento l’impatto ambientale è identico a quello di una vettura alimentata a carburante di derivazione fossile.

A questo punta una domanda, come diceva qualcuno, sorge spontanea: chi c’è dietro il proliferare delle auto elettriche? Quali potenti lobby, forse legate al litio, stanno spingendo? Casualmente quando parliamo di batterie scopriamo che la Cina è il più grande estrattore di litio al mondo?

Esiste il caso nel mondo degli affari?

Avete mai visto gli spot americani del secolo scorso che invitavano i bambini a fumare sostenendo che era divertente e per nulla pericoloso?

ELETTRICO: UN “PIENO” PER L’AUDI E-TRON COSTA 47 EURO E GARANTISCE SOLO 400KM.

Quanto costa rifornire la nostra auto elettrica? Dipende. Dipende se stiamo usando una stazione power wall domestica, un punto di ricarica “base” o un punto di ricarica di tipo fast charge (che sono i dispositivi che permettono le ricariche rapide promesse dalle Case).

Concentriamoci su quest’ultimo tipo di ricarica.

Prima di tutto giova ricordare che in Italia, come anche in Europa, non vi è ancora una vera e propria “guida alla ricarica”. Mi spiego.

Alcune vetture elettriche, in vendita da anni, non supportano le ricariche di tipo fast charge e quindi i tempi ultrarapidi per le ricariche riguardano solamente le vetture che supportano questo tipo di servizio. Vale la pena ricordare che le auto che supportano le ricariche di tipo fast charge attualmente in commercio sono veramente poche, la stessa Tesla per esempio non supporta le ricariche da 150kW fermandosi a 120kW.

La nuova Audi E-Tron supporta la ricarica da 150kW per esempio, così come Jaguar che ha promesso di aggiornare la I-Pace per supportare questo tipo di servizio.

Noi possiamo anche collegare una presa da 350kW alla nostra vettura elettrica ma se la vettura non supporta tale servizio i tempi di ricarica saranno ugualmente lunghi quindi quando leggete:

“arrivano le ricariche fast charge per fare un pieno in 10 minuti” in realtà state leggendo una cosa non esatta. Se la nostra vettura gestisce massimo 150kW anche se noi la colleghiamo ad un punto da 350Kw avremo sempre una ricarica da…150kW.

In futuro le vetture supporteranno anche le ricariche ultra fast (credo e spero) ma attualmente per questioni tecniche non è così.

Ma quanto costa ricaricare la nostra Audi E-Tron con una colonna fast charge da 150kW?

La batteria della nuova vettura dei Quattro Anelli è dotata di una batteria da 95kW che garantisce, purtroppo, solamente 400km secondo il ciclo WLTP mentre il costo per singolo kW erogato è di 0,50 centesimi. A questo punto facciamo un rapido calcolo e scopriamo che il costo di un “pieno” è 47,5 euro.

Una cifra bassa che tuttavia non deve trarre in inganno perchè con 47,5 euro copriamo appena 400km teorici.

Per avere una stima reale dei costi in relazione ai km dobbiamo pensare ad un autonomia di 800km, ovvero due pieni. 800km ci costano 95 euro, poco più di un pieno da 60 litri di una vettura diesel che però garantisce tra 900 e 1000km teorici di autonomia.

Paradossalmente una vettura diesel costa…meno.

 

AUTO ELETTRICA: IN AUMENTO IL PREZZO DELLE BATTERIE…I SOLDI NON SONO MAI “GREEN”.

Le auto elettriche saranno pure green ma non sfuggono alla regola della domanda e dell’offerta:

hai bisogno di qualcosa? Allora devi pagare di più. Punto.

Così mentre Case cercano di convincere i clienti ad acquistare queste benedette auto elettriche garantendo ricariche in tempi record (ma chi cavolo vuole aspettare 30 minuti o fossero anche 10 davanti ad una stazione di ricarica?!) e autonomie incredibilmente basse spacciate per importanti (400km, un diesel/ibrido ne garantisce più del doppio) si ritrovano ad avere a che fare con i produttori di batterie.

I produttori del prezioso componente infatti stanno aumentando i prezzi ponendoli in relazione alla crescente domanda e questo andrà, inevitabilmente, ad alzare i prezzi delle vetture all’interno del listino disincentivando ulteriormente l’acquisto.

Ma perchè?

Questo perchè le Case non producono batterie al momento ma le comprano dagli specialisti che sono per lo più coreani, giapponesi e cinesi e quindi sono in balia delle inevitabili fluttuazioni del mercato.

Nella partita elettrica l’Europa è indietro, tanto indietro, non tanto per questioni tecnologie quanto per mancanza di materia prima, infatti la Cina è tra i più grandi estrattori di litio al Mondo mentre il Vecchio Continente ne è quasi totalmente sprovvisto.

Come già scritto a più riprese da noi di TheRaceMode il mercato dell’auto sta cambiando non tanto per questioni ambientali, quanto per mere questioni economiche.

Non casualmente il litio, da tempo, è considerato dagli economisti il petrolio del 21° secolo: chi controllerà il mercato del litio, in maniera diretta controllerà anche il mercato dell’automobile elettrica per i prossimi decenni.

 

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