DALLA SAUBER MERCEDES C9 ALLA SAUBER ALFA ROMEO 8C? IL FUTURO E’ (ANCHE) SAUBER?

Nel 1987 la Sauber C9 motorizzata Mercedes correva il campionato riservato alle Sportcars. Una vettura interessante a livello tecnico che nella sua massima configurazione motoristica arrivava a erogare oltre 700 cavalli grazie al poderoso 5.0 Mercedes (la vettura è anche conosciuta infatti come Mercedes-Benz C9).

La struttura di Peter Sauber ha collaborato nel corso degli anni con numerosi partner tra i quali Mercedes e BMW (e ha collaborato alla consulenza di numerose supercar senza mai, per ovvie ragioni, essere nominato).

Attualmente il team, che non appartiene più a Peter Sauber da tempo, corre in Formula 1 spinto dal motore Ferrari e sponsorizzato da Alfa Romeo con buoni risultati grazie al talento di Leclerc.

La collaborazione tra Sauber e Alfa Romeo non si limiterà al semplice marketing ma abbraccerà anche il lato tecnico per creare vetture sempre più performanti in previsione di un ritorno in pista (GTE? GT3? Le Mans Hypercar?), a questo punto perchè non usare la fantasia e immaginare una 8C costruita in collaborazione con Sauber e gestita in pista dal team elvetico?

Fantasia o prossimo futuro? Difficile dirlo, sicuramente l’interesse di Marchionne (tifoso di Alfa Romeo) verso Sauber è ben più che tattico, potrebbe essere addirittura strategico…

A cosa mi riferisco?

Ad una eventuale acquisizione.

E se Alfa Romeo e Maserati (una volta fuse come è nei programmi di FCA) acquistassero la Sauber per farla diventare il “braccio armato” del nuovo polo del lusso sportivo?

La factory elvetica, non è un segreto, non naviga in buone acque a livello economico e più di una volta è arrivata vicina alla chiusura delle proprie attività quindi Marchionne, da manager geniale quale è, potrebbe usare questa situazione per completare un acquisizione che riporterebbe Alfa Romeo nelle corse in maniera diretta dopo i fasti di Autodelta (ex Auto Delta).

Come detto prima: fantasia? Futuro? L’AD di FCA ci ha abituati a ogni tipo di sorpresa (non ultima la non prevista supersportiva 8C) quindi incrociamo le dita amici alfisti!

Il futuro è potrebbe essere di un biscione svizzero!

di @marco m theracemode (clicca QUI per seguirmi su facebook)

PERCHE’ LA NUOVA 8C CON MOTORE 6 CILINDRI SAREBBE UN CLAMOROSO AUTOGOL DI ALFA.

Gira la voce, più o meno confermata, che la nuova 8C sarà dotata della V6 2.9 biturbo della attuale Giulia/Stelvio in versione Quadrifoglio.

Prego gli Dei dell’automobilismo che questo non sia vero perchè sarebbe un clamoroso autogol di Alfa Romeo mentre (a fatica) si sta rilanciando.

Se chiami la vettura 8C, ovvero 8 cilindri, non la puoi dotare di un V6. Punto.

Si tratterebbe di un errore storico/tecnico di notevole dimensione in grado, potenzialmente, di “fregare” il progetto ancora prima della sua nascita.

La nuova 8C sarà una vettura per collezionisti e facoltosi colti, non sarà una vettura per i “nuovi ricchi” (esiste già Lamborghini per i ragazzini…Alfa è roba per adulti) e NON puoi offrire a determinati clienti una vettura che non ha attinenza con la storia se parli di Alfa Romeo.

Sarebbe come acquistare una Ferrari 812 con un V8 biturbo, se si chiama 8-12 un motico c’è.

Ho anche un altro dubbio amici appassionati: la 8C ha sempre avuto il motore anteriore e non posteriore centrale…Quindi ci troviamo davanti ad una forzatura storico/tecnica.

Dato che la vettura sarà a tutti gli effetti una supercar in grado di competere (e battere, si spera) le McLaren era più giusto chiamarla 33 Stradale dato che la 33 Stradale era una supercar dotata di motore posteriore/centrale.

Inoltre il disegno del profilo della 8C divulgato da FCA ricorda quello appunto della 33 Stradale (linee già riprese dalla bellissima 4C).

C’è tutto il tempo per cambiare sia motore che nome dato che la vettura arriverà non prima del 2021.

Speriamo che il biscione non ricada negli errori del passato perchè ora, in pieno rilancio tecnico e commerciale, non se lo può assolutamente permettere pena fallimento, questa volta definitivo.

di Marco M TheRaceMode (segui la mia pagina Facebook, clicca QUI)

PERCHE’ MARCHIONNE HA GIA’ VINTO LA SCOMMESSA ALFA ROMEO IN FORMULA 1

E’ solo marketing dicono i detrattori…Non è Alfa Romeo proseguono…

Ma sapete cosa diceva Enzo Ferrari riguardo le corse e il marketing?

“Perchè devo spendere denaro acquistando pubblicità sui giornali se le corse fanno girare il nome Ferrari in tutto il mondo?”

(Ferrari ha, di fatto, creato il marketing nel motorsport anche se in maniera probabilmente involontaria).

Il Drake rispondeva ad una domanda riguardo gli altissimi costi della Formula 1 in relazione al ritorno economico (tema attuale che non passa mai di moda).

Non voglio assolutamente paragonare Sergio Marchionne a Enzo Ferrari ma l’AD di FCA ha seguito la medesima strada quando ha deciso di mettere il logo Alfa Romeo, con relativo colore rosso competizione, sulle Sauber…

…Ed il risultato è stato il medesimo a livello mediatico perchè ora gli “alfisti” hanno un riferimento nella massima serie.

Il giovane Leclerc è ben voluto per il solo fatto di guidare una vettura che si chiama Alfa Romeo e ogni domenica, inutile negarlo, tanti guardano la sua classifica sperando di vedere il Marchio fondato da Nicola Romeo in alto!

I tifosi Alfa Romeo sono “caldi” (anche più di quelli Ferrari per certi versi) e questo deriva dalla storia del biscione che ha influenzato (nettamente più di Ferrari) la società italiana negli anni del boom economico e durante il periodo ben più drammatico degli anni di piombo. Quando la Giulia era la vettura delle forze dell’ordine così come delle bande armate di rapinatori, assassini e sequestratori. Perchè? Perchè la Giulia era l’auto più veloce di quel tempo. Perchè la Giulia correva e vinceva ovunque in tutte le sue varianti.

Se la Fiat 500 è stata la vettura per la mobilità di massa, l’Alfa Romeo Giulia è stata la vettura desiderata dagli smaliziati come dai professionisti (esattamente come è ora, altra vittoria di Marchionne).

Marchionne ha già vinto perchè al di la degli aspetti tecnici ha donato nuovamente ad Alfa Romeo una identità e non ha dovuto costruirla (e qui il colpo di genio…) ha dovuto semplicemente leggere in chiave moderna la storia.

Questo perchè gli alfisti che guidavano la Giulia 1300 TI sono, nell’anima, gli stessi che oggi guidano la Giulia Quadrifoglio.

La nuova 8C prenderà il posto della divina 33 Stradale e la storia si ripeterà…

E Marchionne è stato un genio.

Poco, anzi nulla da aggiungere.

di Marco M TheRaceMode (clicca per accedere al mio profilo Facebook)

LANCIA: PERCHE’ IL SUO FUTURO VA CERCATO NEL SUO LUSSUOSO PASSATO.

Personalmente amici non accetto, come voi, di veder “morire” il marchio Lancia in questo modo. Non do colpe a Marchionne, non do colpe a FCA perchè il danno è stato fatto prima dell’arrivo del manager di origine canadese. Quando il “danno” è tecnico (vedi Alfa Romeo) puoi correggerlo con tempo, denaro e idee ma quando il danno è di immagine c’è poco da fare e purtroppo Lancia negli anni scorsi, complici alcune scellerate scelte di FIAT, ha perso la sua immagine.

Tuttavia nulla è perduto, a mio parere Lancia guardando al suo passato può costruire il suo futuro, come è stato per Alfa Romeo con l’avvento della Giulia.

Non si vive di Lancia Delta all’infinito. Scordiamoci una nuova Delta amici per il momento, non è la vettura giusta per rilanciare Lancia che invece deve tornare a essere un brand dedito al lusso con una cura del dettaglio maniacale come lo era nel suo passato più glorioso.

Lancia deve essere per FCA quello che è Bentley per il gruppo VW. 

Lusso, opulenza, potenza, comodità, design.

Prima ancora dell’arrivo della Bentley Continental GT Lancia produceva una bellissima gran turismo sportiva e lussuosa:

la Aurelia B20 GT 2500 del 1953 che vedete in foto dove GT sta per Gran Turismo.

AureliaB20 GT e Continental GT non hanno solo nome e aspetto simile ma hanno addirittura un trascorso agonistico simile. Infatti il coupè Lancia ha avuto una lunga e intensa carriera agonistica così come il coupè britannico che da anni corre nei campionati riservati alle GT3.

Perchè non creare, magari su base Alfa Romeo Giulia, una nuova B20 GT motorizzata (come l’originale) V6 2.5? Della stessa potrebbe essere derivata una affascinante versione cabrio (un settore nel quale FCA offre poco al momento, ed è una mancanza importante a mio parere).

Dopo la B20 GT potrebbe arrivare la berlina a passo lungo e magari un SUV lussuoso ma prestazionale come ha fatto Bentley con il Bantayga.

E solo in un secondo momento una edizione in serie limitata della Delta per festeggiare i successi nei rally.

 

 

LI DOVE AUDI HA FALLITO STA VINCENDO (E RINASCENDO) ALFA ROMEO.

Cosa sta succedendo alla Casa dei Quattro anelli? Il design si è fermato alla calandra single-frame e non vi è, almeno per il momento modo di uscirne. Il modello sportivo di punta, la R8, rischia di uscire dal listino perchè numeri alla mano non ha saputo replicare al successo della prima R8 motorizzata V8 prima e V10 dopo (pur essendo tecnicamente migliore). La prossima TT potrebbe essere addirittura un suv coupè (speriamo di no!) in luogo della attuale 2+2 in grado di martellare il cronometro in pista nella configurazione RS. I modelli si somigliano tutti ed in taluni casi si sovrappongono e nel complesso il Brand sta forse subendo una perdita di interessa da parte dei giovani che invece sono sempre più attirati da Alfa Romeo e BMW, due marchi diversi ma simili per contenuti.

Alfa Romeo è alle prese con una difficile, lunga e costosa rinascita che si basa in questo momento sulla Giulia e sullo Stelvio, vetture riuscite e globalmente superiori alla concorrenza diretta. Stelvio e Giulia non condividono solo lo stesso pianale (attenzione però, lo Stelvio non è una sorta di Giulia rialzata…), ma condividono anche lo stesso messaggio:

sportività.

Quella sportività che sino a qualche tempo faceva rima con Audi.

Circa 2 anni per lavoro parlai con il responsabile di una grande concessionaria Audi, mi parlava di propositi interessanti da parte del brand per rilanciare la propria immagine sportiva e mi parlava anche della creazione definitiva del brand RS (un po come ha fatto la Seat creando il branc Cupra) con tanto di spazio dedicato all’interno dei dealer, mi parlava anche di una clientela sempre più “anziana” che cercava sempre meno la sportività e sempre di più il comfort.

Ora, a mio parere, Audi è andata li dove il mercato tirava: dalla parte delle persone più grandi di età perdendo parte del suo carattere sportivo.

Non casualmente tanti “nuovi” clienti di Alfa arrivano da Audi. Un esempio pratico e reale? Un mio caro amico, proprietario di una piccola azienda, partito per acquistare una Audi A4 all road è tornato a casa con una Stelvio. Altro esempio pratico: un altro mio amico, cliente Audi da sempre, ha lasciato il brand per passare a Lexus trovandosi benissimo. Parliamo di persone non giovanissime che non trovando più quel plus “sportivo” all’interno dei quattro anelli vanno da Alfa oppure da BMW.

Perchè è vero che l’auto ti deve portare da A a B, ma se ti ci porta in maniera divertente, non è meglio?

Alfa Romeo, per volere dei suoi uomini di marketing (e probabilmente anche per volere del “supremo” Marchionne) ha deciso di andare a prendere i clienti sportivi in uscita dai brand tedeschi piuttosto che andare a sfidare i tedeschi sul loro campo di battaglia: la comodità spinta verso il lusso. La sportività dei modelli del biscione sta spingendo anche i giovani a desiderare Stelvio e Giulia. Ho assistito io stesso all’acquisto di uno Stelvio Quadrifoglio in luogo di una Jaguar F-Pace giudicata “noiosa”. E mentre i più giovani aspettano la nuova Giulietta a trazione posteriore e l’apertura del mercato dell’usato della Giulia in versione Veloce gli adulti si fanno tentare da una vettura che piano piano sta conquistando la fiducia degli acquirenti.

Tutte le Alfa Romeo del futuro, anche se ibride o elettriche, saranno di base vetture sportive dedicate ad un certo pubblico mentre Audi, mi duole dirlo perchè ero un fan del Marchio, sta andando verso il lato opposto: sta togliendo la sportività dalle proprie vetture.

In natura, si sa, quando si libera uno spazio…Qualcuno arriva subito a riempirlo.

Per fortuna di Alfa Romeo la natura sta facendo il suo corso.

PERCHE’ E’ GIUSTO CHE LE ALFA ROMEO E LANCIA USINO MOTORI FERRARI.

Da più parti sento “puristi” lamentarsi del fatto che le prossime Alfa Romeo, così come Giulia e Stelvio Quadrifoglio, avranno motori di origine Ferrari. Sono lamentele che mostrano ignoranza storica, tecnica ed economica da parte di persone che, alla fine, non compreranno mai la vettura.

Perchè è giusto avere una Alfa Romeo con motore Ferrari? Perchè DA SEMPRE Ferrari ha motorizzato i marchi italiani: oppure per i puristi la mitica, bellissima e vincente Lancia Stratos non usava il motore Dino V6 di origine Ferrari?

Quando tu progetti una vettura emozionale, destinata ad entrare nella storia del Marchio e dell’automobilismo mondiale come la Giulia Quadrifoglio DEVI (sei obbligato) ad attingere al meglio del tuo Marchio e della tua famiglia di Marchi e il meglio si chiama sempre e comunque Ferrari. Punto.

Chi non ricorda la bella Lancia Thema motorizzata Ferrari? Cosa è? Non è una vettura per “puristi”?

Qui non si parla delle Aston Martin con i motori Mercedes (questa si una forzatura) qui non si parla delle Lotus che sono costrette a montare propulsori non proprietari perchè non sono motoristi, qui parliamo di storia italiana dell’automobilismo.

Storia perchè la storia di Alfa Romeo e Ferrari è legata, intrecciata a tratti è unica…Ma questo forse i puristi non lo sanno perchè giudicare è facile, ma studiare no…

Fu Ugo Sivocci, pilota ufficiale Alfa Romeo a far entrare Enzo Ferrari in Alfa Romeo su raccomandazione (Enzo a quel tempo era un signor nessuno con tanta voglia di lavorare), stiamo parlando di quel Sivocci che per primo ha usato il Quadrifoglio Verde sulle Alfa.

Fu Ferrari a prendere tutto il materiale racing di Alfa Romeo per creare la Scuderia Ferrari che correva con le Alfa ma non solo, la scuderia Ferrari ha anche corso con una Lancia con al volante un certo Fangio…

Quando tu dentro un Alfa Romeo o una Lancia metti un motore Ferrari stai parlando di storia oltre che di tecnica e la storia, amici appassionati, è un valore aggiunto che altri Marchi oggi non hanno e non potranno mai avere. 

Vorrei ricordare agli amici “puristi” che la 155 che ha dominato il turismo nasceva su base Lancia Delta anzi, per certi versi, era quasi una Delta con un altra carrozzeria.

Vorrei ricordare ai puristi che la bellissima Maserati Gran Turismo usa il motore della Ferrari 430.

Vorrei ricordare ai puristi che la bellissima Alfa Romeo 8C ha tanto di Maserati e Ferrari.

Quindi anche Alfa Romeo e Lancia sono “parenti”. Lo dice la storia. Lo dicono le loro tantissime vittorie.

Facciamo una piccola parentesi racing. In questi giorni la VW sta attaccando il Pikes Peak con una vettura elettrica, il telaio è prodotto da Norma mentre i motori elettrici sono McLaren, per questo non è una VW? Quando prepari un progetto per sbaragliare la concorrenza devi prendere il meglio che il mercato ti offre, e lo devi prendere a qualsiasi costo, senza guardare nomi e cognomi, nazioni e continenti perchè quando conta vincere:

DEVI VINCERE.

Un domani Alfa Romeo correrà con telaio Dallara e motore Ferrari nel WEC? Benissimo. Rimanendo in tema WEC la bellissima Ford GT è stato costruita il collaborazione con la Multimatic Racing (una motorsport factory canadese controllata da Ford), per questo la GT è meno Ford?

Torniamo in Italia. Ricordate la bellissima Ferrari 333SP? Bene il telaio era Dallara. Così come è Dallara il telaio della attuale Alfa Romeo 4C. Ancora una volta la storia riscrive se stessa quindi.

Fine del discorso.

Per parlare di auto di un certo livello ci vuole una cultura storico/tecnica di un certo livello altrimenti è come guardare la Terra, vederla piatta e pensare che sia piatta sul serio.

(leggi anche: Maserati Alfieri, il futuro ha inizio. Clicca QUI)

 

 

EDITORIALE: TIFARE LE CASE ITALIANE DOVREBBE ESSERE LA BASE DELL’EDUCAZIONE AL MOTORSPORT.

alfa romeo dtmL’italiano, diciamolo, ha tanti aspetti positivi ma anche tantissimi altri negativi e, purtroppo, li conosciamo. E’ molto superficiale (in Europa siamo gli ultimi per la lettura di libri, ma i primi in quanto ad uso del cellulare…). E’ molto esibizionista (è quello che spende di più per vestirsi e truccarsi). Ha tanto tempo libero (siamo i primi per quanto riguarda l’abitudine dell’aperitivo). Spende più per l’auto e la sua manutenzione che per musei ed istruzione (!). Ma sopra ogni cosa l’italiano è anti-italiano per natura! E’ il primo a buttare la carta per terra, salvo poi lamentarsi della sporcizia denigrando non se stesso (ci mancherebbe!) ma genericamente l’Italia ed i politici che non puliscono le strade che lui sporca. Non vuole imparare l’inglese, salvo poi lamentarsi di non trovare neppure lavoro all’estero. Vota chi urla di più e chi promette di più (dal famoso 1.000.000 di posti di lavoro in più al reddito di cittadinanza).

Potrei andare avanti, si potrebbe aprire un sito sui difetti degli italian ma non mi sembra il caso…Pensiamo di più al nostro, al motorsport.

Ecco gli italiani, purtroppo, non vengono educati al motorsport in nessuna maniera. Non si viene educati alle competizioni motoristiche, piuttosto si viene “educati” ad idolatrare i personaggi sino a farli diventare simboli assolutamente pagani del motorsport.

Vi faccio un paio di esempi: nel 2014 ero al Red Bull Ring in Austria per il DTM nella tribuna riservata ai fans BMW. Uno spettacolo davvero insolito (per me che sono italiano) i genitori, dotati di bandierina BMW, suggerivano ai figli di guardare le BMW e urlare quando passavano per incitarle sino a quanto questi piccoli fans della Casa dell’elica, dotati di mini bandierina, urlavano come scalmanati al passaggio delle BMW giro dopo giro. Ora, secondo voi che vetture vorranno comprare da grandi questi piccoli appassionati? Non ci vuole poi molto a capirlo no? Che ricordo avranno del week end al Red Bull Ring? Ricorderanno la gara, le BMW, la competizione contro i “rivali” di Mercedes e Audi.

Ecco, amici miei, questo è il senso del motorsport a mio modo di vedere. E’ sano nazionalismo motoristico associato al divertimento ed alla competizione.

In Italia cosa accade? In primis nessuno va a vedere le gare se non si tratta di Valentino Rossi e Ferrari (a Imola per il TCR l’anno scorso eravamo si e no 30 spettatori, e si entrava gratis…). Ci si mette un cappellino e giù a bruciare i simboli di Marc Marquez come i famigerati gruppi terroristici che bruciano le bandiere in diretta tv (in entrambi i casi sarebbe reato punibile con il carcere…).

I bambini vengono educati a tifare il personaggio e spesso, cosa assolutamente grave, a criticare chi contrasta il rivale come fosse normale e sacrosanto il “tifo contro” (poi però non lamentiamoci se i ragazzi di 14-15 anni crescono aggressivi ed arroganti e non facciamo finta di non vederlo perchè è così…Gli adolescenti moderni sono perennemente incazzati e sempre dalla parte della ragione perchè si danno ragione da soli dato che nessuno si prende la briga di spiegare le cose come stanno in quella fase che un tempo si chiamava: educazione).

Ma cosa è l’educazione al motorsport? Come funziona? E’ prendere il proprio figlio di 5-6-7 anni, portarlo alla gare, portarlo nel paddock e iniziare a spiegare perchè le vetture italiane in genere sono rosse, perchè quelle tedesche spesso sono argento. Spiegare al piccolo a cosa serve un casco, spiegare il senso della competizione e perchè si corre.

Educare al motorsport è regalare al proprio figlio o nipote per Natale un bel DVD con la storia di Alfa Romeo piuttosto che Ferrari piuttosto che Ducati, ed è regalare una bella polo rosso “tifo Italia” da mettere alle gare per far capire agli altri che sono orgoglioso di essere italiano.

Ora il secondo aneddoto che mi riguarda ancora una volte direttamente. Quando ero molto piccolo fui portato al circuito di Imola durante una giornata di test privati, girava la Ferrari con Alboreto…Ecco ascoltare il sound del V12, vedere quella “cosa” rossa sfrecciare…Li per li mi cambiò poco (ero infatti troppo piccolo) ma forse (anzi senza forse…) quella esperienza condizionò del tutto la mia vita e mi fece intraprendere la via del motociclismo, dell’automobilismo e del giornalismo nel motorsport. Quella giornata a Imola mi ha dato uno scopo nella vita perchè ero li con la persona giusta, ero li con mio zio che con pazienza mi spiegava che si trattava della Ferrari, che quello era un autodromo, ecc…Quando ho visto la mia prima gara di WSBK dal vivo (Monza) c’era sempre lui. Lui mi ha educato più che al motorsport, mi ha educato a comprendere le cose nella loro essenza senza valutarle in maniera superficiale.

Crescendo sono stato educato, quasi come un mantra, a tifare Alfa Romeo, a tifare Ferrari, a tifare Maserati, a tifare Aprilia, a tifare Cagiva, a tifare Ducati. Da chi sono stato educato? Da me stesso. Io sono italiano, mi dicevo, devo tifare le Case italiane. Dei piloti mi importava poco, non ho mai amato i piloti, loro vanno dove li pagano di più e spesso non sono attaccati ai colori della loro tuta…Non ho mai amato le persone di quel tipo ne nello sport, ne nella vita.

La prima vettura che ho guidato in assoluto? Una A112 Abarth usata…La prima macchina che ho posseduto? Una Giulietta Quadrifoglio Verde rigorosamente rossa. La prima moto? Una Aprilia AF-1 50. La seconda? Una Cagiva Mito EV rigorosamente rossa. La prima moto “vera”? Una Ducati 749S rigorosamente rossa. In mezzo anche Suzuki, KTM, Yamaha…tutti mezzi molto validi che ovviamente ricomprerei. Ma se devo dire per chi faccio il tifo, allora dico Italia.

Non denigro BMW o Mercedes o Mazda o Ford, semplicemente so quello che voglio e perchè lo voglio mediando tra passione, ragione e sano nazionalismo che, come detto prima, in piccole dose non guasta mai.

Nel motorsport ho deciso di darmi delle regole e se mi capita di parlare con appassionati più giovani di me cerco di farli appassionare allo sport prima, alle Case dopo e lascio a loro la scelta di affezionarsi o meno ai piloti.

In seguito ho avuto altri “maestri” che mi hanno portato a comprendere anche la storia ed il valore di auto e moto ed in definitiva mi hanno insegnato (e mi stanno insegnando) a spendere meglio il mio denaro mediando tra passione, divertimento alla guida e valore nel tempo perchè, e di questo sono fermamente convinto:

noi certe auto e certe moto non le possediamo, ne siamo solo i custodi. Quando sarò vecchio il mio Ducati 749R (così come i miei caschi Arai TT, altre moto e altre auto) dovrà trovare casa altrove per proseguire la sua storia e scrivere un altra pagina del suo personale diario, la verità è che non sono io a possedere lui, ma lui a possedere me, il mio compito è curarlo e guidarlo…Ho già in mente a chi regalarlo, sperando che questo giovane bimbo venga educato bene al Motorsport da suo padre.

Perchè educare al motorsport, secondo me, è comprendere che tutto c’era prima di noi e tutto ci sarà anche dopo di noi evitando di metterci sempre al centro di tutto.

Mi sono dilungato oltre amici lettori e sono andato a volte fuori tema (e di questo mi scuso) ma l’educazione al motorsport che ti porta ad amare le corse ed i mezzi secondo me dovrebbe essere insegnata a scuola perchè ti insegna ad amare veramente, ti insegna il rispetto, ti insegna il concetto di sfida, ti insegna (purtroppo) il concetto di morte, di vittoria e di sconfitta. Non pensate?

scritto da @marco m theracemode (seguimi su Facebook, clicca qui!)

 

 

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