GOVERNO: PROPOSTA PER ALZARE IL LIMITE A 150KM/H. PREGI E DIFETTI. E IN GERMANIA?

Il Presidente della Commissione Trasporti della Camera Alessandro Morelli (Lega) ha proposto di alzare il limite di velocità in autostrada dagli attuali 130 a 150km/h.

Scopriamo perchè e in quale condizioni sarebbe valido il limite.

Secondo Morelli le attuali auto grazie alla tecnologia attiva e passiva sono sicure a 130km/h così come a 150km/h, per questo non ci sarebbero rischi nell’innalzare i limiti.

Il nuovo limite sarebbe valido solo per le autostrade a 3 corsie controllate dal Tutor e dotate di asfalto drenate, quindi non sarebbe esteso a tutta la rete.

In merito il M5S si è dimostrato freddo e cauto perchè l’aumentare i limiti potrebbe aumentare anche gli incidenti.

Secondo l’esponente della Lega in questo modo si risparmierebbe tempo durante i trasferimenti. In realtà il miglior modo per abbattere il tempo sarebbe quello di smantellare i caselli a favore di sistemi elettronici come Telepass e vignette in stile svizzero con lettori automatici, magari integrati nei Tutor.

Ma è vero? L’alta velocità è sempre causa di incidenti?

In Germania molti tratti sono esenti da limiti, in special modo nelle zone del nord verso Olanda e Belgio e questo, nonostante spesso ci si ritrovi su autostrade a due corsie (neppure tanto larghe) a oltre 200km/h non si rischiano incidenti.

Ho percorso la Germania in lungo e in largo ben 8 volte rischiando un solo incidente per colpa di una manovra azzarda dell’automobilista che mi precedeva che si è immesso nella corsia di sorpasso a 90km/h mentre io arrivavo a 240km/h. Trattasi di caso unico in Germania per quanto mi riguarda.

In Italia nonostante le velocità siano più basse il rischio di incidenti è maggiore, perchè?

Semplicemente perchè il nostro traffico autostradale è disordinato e spesso incredibilmente lento con forti disparità tra corsie. In Germania il rispetto delle distanze di sicurezza è quasi religioso da noi…Da noi semplicemente non esiste con utenti che spesso ti seguono a 2 metri di distanza.

La corsia di destra più libera in Italia è spesso vuota con utenti che guidano anche a bassa velocità in quella centrale perchè al cellulare o perchè insicuri.

L’idea è interessante in senso assoluto e fondata su basi tecniche solide (la sicurezza delle vetture più moderne) tuttavia in un Paese come l’Italia non è attuabile.

Non è attuabile perchè, purtroppo, l’italiano alla guida non è disciplinato come il guidatore tedesco. Avete mai provato a guardare fermi al semaforo dentro la vettura al vostro fianco? 5 volte su 10 vedrete una persona al cellulare che messaggia e che parte guardando il cellulare e ogni tanto la vettura davanti.

E non vi è altro da aggiungere.

 

STORIA VERA: FERRARI 812 SUPERFAST E GIULIA QUADRIFOGLIO, 1310 “CAVALLINI” MODENESI.

Cronaca di una giornata speciale!

Provare una Ferrari è un privilegio, poter provare una Ferrari motorizzata da un V12 aspirato è ben più che un privilegio è un emozione…Poter provare, per ben due volte, la 812 6.5 V12 da 800 cavalli non è neppure reale, è un sogno che diventa realtà.

Accetto ben volentieri l’invito di Ferrari Modena (dealer del gruppo Ineco che si occupa di Ferrari e Maserati) a testare la 812, l’appuntamento è alle 17 presso la concessionaria. Arrivo alle 16.50 e mi accredito compilando un modulo standard sulle responsabilità.

Ma facciamo un passo indietro di qualche ora. Mi sveglio alle 6 del mattino leggermente in confusione, per non dire totalmente rincoglionito, fatico persino ad alzarmi dal letto. Raggiungo il cassetto che custodisce il termometro e scopro di avere la febbre a 38.1! Merda! No, non ci credo! La misuro nuovamente un ora dopo e i display segna 38.7. Sono fottuto penso tra me e me…

Di base non reagisco bene alle medicine contro l’influenza così mi rimetto sotto le coperte e punto la sveglia alle 15 per partire da Bologna alle 16 e raggiungere Modena 40 minuti più tardi.

Mi sveglio e la febbre è sempre fissa a 38, decido di non mollare il colpo, mi do una sistemata, mi vesto, salgo a bordo della Giulia Quadrifoglio, inserisco la mappa A, il cambio automatico e il dispositivo anti collisione al massimo perchè NON-SI-SA-MAI.

Stranamente non mi schianto da nessuna parte e arrivo a Modena come da programma.

La 812 è già li, io sono l’ultimo “ospite” della giornata, in colore grigio titanio e cerchi neri, molto affascinante, cattivissima. In questo colore sembra uno squalo a caccia. La sua linea fonde leggerezza e aggressività, il designer Flavio Manzoni si è superato.

Faccio la conoscenza di Fausto che mi accoglie con indosso un maglioncino con il Cavallino Rampante ricamato sul petto e le scarpe rosse tipiche del team Ferrari. Fausto lavora con Ferrari al programma corse clienti ed è istruttore di guida anche per Alfa Romeo e Maserati oltre che per Ferrari.

E’ una persona molto cordiale e competente ed ha acquistato da poco una Alfa Romeo Stelvio, il che gli fa guadagnare punti ai miei occhi. Rispetto al primo test qui inizio sin da subito a guidare e questo mi da finalmente la possibilità di cucirmi la posizione di guida! I comandi del sedile sono, sorpresa, manuali ed è bello smanettare con leve e levette per regolare il tutto, fa molto old school.

Al solito la 812 ti accoglie come se tu dovessi completare la vettura con la tua presenza, si è molto inseriti e questo è essenziale quando si ha a che fare con una supercar da 800 cavalli e la trazione posteriore. Come già detto in occasione del primo test la posizione di guida è molto simile a quella della Giulia Quadrifoglio con i sedili Sparco in carbonio, la sensazione è di avere tutto sotto controllo.

Una volta trovata la posizione corretta chiedo a Fausto se posso avviare e gli faccio notare che freno con il sinistro e che quindi non sto sperimentando strane esperienze corsaiole, l’emissario del Cavallino mi da il via e io premo il pulsante Start sul volante (siamo in mappa Sport), il V12 si accede con un bellissimo boato.

Si parte.

La parte più difficile del test è stata…Uscire dal parcheggio! La visibilità posteriore non esiste e la telecamera integrata nel dashboard è piccola, per fortuna aiutano i sensori! Una volta messo il muso nella giusta direzione premo la paddle di destra e inserisco la prima (stessa strategia che ho sulla Giulia Quadrifoglio che vale anche per Giulia e Stelvio) per immettermi sulla trafficatissima via Emilia. In genere sulla via Emilia fanno a gara per NON farti immettere ma in questo caso si fermano praticamente tutti ed è facile capirne il motivo: la 812 emette dei piacevolissimi ruggiti ogni qual volta si sfiora il gas ed è bello stare ad ascoltarli da fuori (l’abitacolo è insonorizzato il “giusto”).

Una volta sulla via Emilia siamo immersi nel traffico e non mi spiace per nulla in effetti, si va piano ed è piacevole parlare con Fausto della 812, delle sue sensazioni e delle sue esperienze a bordo delle Alfa Romeo in pista. E si, siamo a bordo di una Ferrari e parliamo di Alfa Romeo, Enzo Ferrari non gradirebbe. Ma proprio per nulla.

Il cofano è così lungo e così basso che si fa fatica a capire dove finisca esattamente e i passaruota sono così alti rispetto al cofano da ostruire leggermente la vista laterale appena dopo i lati del parabrezza, anche questo è guidare la 812.

La vettura riesce ad essere vivace anche sotto i 3.000 giri grazie alla cubatura di 6.5, siamo lontanissimi dalla “pigrizia” del V6 2.9 biturbo della Giulia Quadrifoglio…

Sulla 812 per capire a che velocità stai andando devi guardare il tachimetro perchè tutto appare “lento” quando sei al volante di una vettura progettata per superare i 340km/h! Le sensazioni ti ingannano e ti ritrovi in settima (e ultima) marcia a 2.200 giri, ovvero il minimo sindacale, a 120km/h convinto di essere a 50, massimo 70km/h…

Due motori nati a Maranello il V6 e il V12 ma che più diversi non si potrebbe, personali a modo loro, ma ammetto che quello della 812 è di un altro pianeta e non solo per potenza bruta, ma anche per come si fa trattare nella parte bassissima del contagiri, mai una indecisione, mai un vuoto, sembra elettrico eppure li dentro, davanti a me, in questo momento stanno girando un mucchio di cose con pesi diversi e velocità di rotazione diverse e sono al volante di una vettura la cui potenza supera quella di una F1 di qualche anno fa, non di 40 anni fa! Questa è magia o se preferite è fine arte modenese.

Sfiori il gas in settima dal minimo e i numeri del tachimetro salgono con una velocità tale da farti riflettere sulla percezione della realtà e finisci con il domandarti:

quello che sto percependo è quello che realmente sta accadendo? Come può la velocità salire così velocemente senza percepire determinate sensazioni?

La verità è che la vettura è cosi brutalmente veloce da superare il tuo adattamento alla velocità, anche se pochi istanti prima ero al volante dei 510cv della Giulia.

Impressionante.

Non a caso lo slogan pubblicitario della 812 dice: shift to 12th dimension.

Il V12 6.5 ti trascina da questa dimensione ad un altra dove tutto è più veloce ed allo stesso tempo più lento perchè si ha più controllo.

Concludo il giro e riporto la vettura alla concessionaria. Rispetto al primo test ho provato esperienze diverse, più introspettive complice il traffico che durante il run, avvenuto tra le campagne modenesi, era praticamente assente (e le velocità non erano basse…).

E’ tempo di premere il pulsante Engine Start della Giulia e tornare a casa: il 6 cilindri si avvia deciso ma mi manca già l’urlo demoniaco del V12…Oltre i 2.500 giri la vettura, grazie alle turbine, spinge vigorosa (anzi cazzuta!) ma, uffa, l’altra spingeva di più…

Consegno la vettura a Fausto e lo ascolto andare via mentre un gruppetto di ragazzi fa alcune foto alla 812 che va via e alla Giulia parcheggiata.

Giovani sognatori e i giovani, ora più che mai, hanno bisogno di sognare pistoni e benzina, velocità e suoni lasciando per un attimo da parte quelle porcherie elettriche.

Quanto costa vivere giornalmente le emozioni firmate 812? Si parte da 300.000 euro.

di Marco M TheRaceMode

LA PROVA COMPLETA DEL PRIMO TEST E DEL SECONDO VERRA’ PUBBLICATA LUNEDI 29 OTTOBRE ALLE ORE 21 IN UN SINGOLO ARTICOLO!

SEGNATE LA DATA!

 

FCA VENDE MARELLI: MARCHIONNE ERA CONTRARIO. CAMBIA IL FUTURO DEL GRUPPO?

Marelli non si tocca. Su questo Sergio Marchionne è sempre stato piuttosto chiaro. Non si tocca non per questioni affettive (i sodi non hanno sentimenti ), semplicemente non si tocca perchè necessaria al consolidamento di FCA. Il manager italocanadese avrebbe voluto, al contrario, valorizzare Marelli con la quotazione in Borsa come già fatto (con successo) con Ferrari.

Quindi cosa è successo? Perchè Mike Manley ha deciso di vedere Marelli alla giapponese Calsonic Kansei rafforzando, di fatto, il colosso nipponico del settore automotive che prenderà il nome di Calsonic Kansei Marelli.

I posti in Italia sono salvi, così come le attività entro i nostri confini e questo è sicuramente un bene, ma resta il fatto che rispetto al piano di Marchionne Manley sta deviando, e non di poco.

Dopo la scomparsa del geniale Sergio e la nomina del “non italiano” Manley in luogo di Altavilla ebbi una visione spiacevole, la visione di una FCA sempre meno italiana, sempre meno legata alle nostre tradizioni automobilistiche e, spero di sbagliami, sempre meno legata al rilancio di Alfa Romeo così come al rinnovamento di Maserati (dove sono i nuovi modelli su base piattaforma Giorgio di cui si era tanto parlato?)

La vendita di Marelli a mio parere è addirittura contraddittoria: ci si sta preparando alle vetture ibride per sostituire la motorizzazione diesel e si va a vendere proprio Marelli? La mossa sembra un autogoal più che un investimento.

Tuttavia spero di sbagliarmi anche se la mia fiducia nell’attuale dirigenza FCA, lo ammetto, è piuttosto basta così come lo sono le mi aspettative future.

Mentre i nuovi modelli di Alfa Romeo slittano di anno in anno mi sorge un altro dubbio: la prossima vendita riguarderà il Biscione una volta reso commercialmente “interessante”?

Marco M TheRaceMode

 

F1: RAIKKONEN HA CORSO PER SE STESSO.

Amici appassionati nulla mi toglie dalla testa che ieri a Monza Kimi Raikkonen abbia corso per se stesso (sapendo di essere fuori da Ferrari) e contro Vettel.

In partenza ha tirato la staccata a Vettel arrivando al bloccaggio delle ruote e già questo episodio mi ha dato da riflettere ma non è questo momento che voglio analizzare, Kimi vuol tenersi dietro anche Hamilton e capisco la sua aggressività…

Il momento che mi lascia perplesso arriva alla Roggia, ovvero la variante dove Lewis attacca Seb. Kimi entra piano, entra tanto piano che Vettel si ritrova “preda” della Mercedes numero 44 perchè, paradossalmente, bloccato dal compagno di team.

Il contatto è colpa di Vettel e su questo non vi sono dubbi, ma viene innescato da Raikkonen che, semmai, avrebbe dovuto fare da lepre a Vettel e non da tappo.

Usando una condotta di gara più intelligente ieri la Ferrari avrebbe festeggiato una doppietta dato che il passo di Seb era migliore rispetto a quello di Hamilton.

Ha fatto bene Raikkonen a correre per se stesso? La domanda porta ad un altra domanda, ben più spinosa:

giusto che i piloti vengano sacrificati per favorire i compagni di team messi meglio in classifica?

La risposta risiede dietro il muretto Mercedes: se Mercedes lo fa, allora anche Ferrari lo deve fare. Non puoi correre contro un avversario che usa ogni tipo di strategia senza usare tu a tua volta le medesime strategie.

Mi spiego.

Non puoi andare in guerra con la spada, perchè ami il duello romantico quando il tuo avversario è armato di pistola, per questo non concordo con Arrivabene che dice che Ferrari assume piloti e non maggiordomi.

Il muretto Ferrari non può perdere in nome di una visione romantica del motorsport. Non vi è nobiltà nella sconfitta quando sei tu la causa della tua stessa sconfitta.

Gli ordini ieri andavano dati e dovevano essere chiari sin dall’inizio.

Ai tempi di Todt/Brawn gli ordini erano ben chiari: doveva vincere Schumacher sempre e comunque. Ok, possono non piacere, possono essere moralmente discutibili ma quel tipo di gestione ha portato 7 titoli mondiali a Maranello. Quel tipo di gestione sta portando titoli alla Mercedes.

Quindi è moralmente sbagliata (e su questo siamo tutti in accordo), ma è corretta ai fini del risultato.

Ieri Bottas è stato platealmente usato dal team (condanno non tanto l’ordine, quanto il fatto che sia stato fatto in maniera plateale con tanto di ammissione da parte di Valtteri) ed è stato giusto, infatti ha vinto Hamilton.

Io condanno Mercedes, semmai, per il fattaccio di Ocon. Ocon è un pilota molto vicino a Mercedes che in passato, a bordo della sua Force India, ha steso un tappeto per agevolare il sorpasso di Hamilton ammettendo poi di averlo fatto di proposito.

Questo fattaccio però mi porta ad una logica conclusione: se lo ha fatto Mercedes e non è stata punita, perchè non lo fa anche Ferrari con la Sauber sponsorizzata Alfa Romeo?

Schumacher era un pilota veloce quanto molto molto furbo e parecchio smaliziato (il tamponamento a Hill lo ricordiamo, come ricordiamo tutti il maldestro tentativo di sportellare Villeneuve che gli è costato la perdita di tutti i punti). Un pilota che ha vinto tanto anche grazie alla sua furbizia.

Schumi ha fatto bene? Ha fatto male?

Se alla fine porti a casa il risultato senza uscire dal regolamento esiste una morale in grado di giudicarti?

E questa morale è più importante del risultato di per se?

di @Marco M TheRaceMode

DTM IN CRISI? ALFA ROMEO QUESTA E’ LA TUA OCCASIONE!

L’imminente (e pianificato da tempo) ritiro di Mercedes dal DTM ha mandato il campionato tedesco riservato alle vetture turismo in crisi, infatti con soli due competitor (Audi e BMW) il marchio dei quattro anelli si ritirerebbe a fine 2019 “uccidendo” di fatto il campionato che già in passato, ricordiamolo, era morto.

L’organizzatore è alla disperata ricerca di un terzo competitor per tenere in vita il campionato, se da un lato si parla in maniera ancora troppo timida di Aston Martin (supportata da Red Bull) dall’altro la crisi da un opportunità grande alle Case che vogliono entrare, su tutte Alfa Romeo.

Il boss del campionato, l’ex pilota Ferrari Berger, ha già chiamato il Biscione a mettere le ruote in pista durante l’era Marchionne senza, purtroppo, ricevere risposta.

Un cambio di regolamento a favore dei motori turbo (attualmente sono aspirati) ed alle berline 4 porte (come era ai tempi della 155) potrebbe portare direttamente la Giulia Quadrifoglio a competere contro BMW M3 e Audi RS4, e con tutta probabilità con una sfida del genere anche Mercedes rientrerebbe per schierare la Classe C AMG.

Il problema maggiore è la mancanza di un reparto corse al momento: chi preparerebbe e gestirebbe le Giulia Quadrifoglio del team ufficiale?

La risposta potrebbe arrivare dalla Svizzera e potrebbe chiamarsi Sauber.

La partnership in F1 potrebbe estendersi e di certo non mancherebbero i piloti dato che il DTM potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio per i giovani della Ferrari Academy che non trovano posto in F1, pensiamo per esempio a Giovanizzi, perchè no? Oppure al velocissimo collaudatore Francia, autore del record al Ring proprio con la Giulia.

Un vecchio detto dice: “chi mendica non può scegliere”.

In questo momento il DTM sta mendicando per la sua sopravvivenza, sarebbe facile entrare e dettare condizioni…

di @Marco M TheRaceMode

 

SE NAZIONALIZZI LE AUTOSTRADE, DEVI ABOLIRE IL PEDAGGIO E CAMBIARE METODO.

Traffico intenso sull’autostrada A14 nei pressi dell’innesto con la A1 per il controesodo estivo Bologna, 30 agosto 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Amici lettori è giusto oppure no nazionalizzare, come un tempo, la rete autostradale? Difficile dare una risposta, tuttavia è necessario alzare lo standard di sicurezza della nostre autostrade che, lo ricordiamo, per ampissimi tratti risalgono agli anni 60 quando il traffico era nettamente inferiore a questo e non solo: le vetture pesavano meno e il trasporto su gomma era notevolmente ridotto rispetto a quello attuale.

Nazionalizzare è quindi la soluzione? Potrebbe, come non potrebbe.

Se nazionalizzi ma poi non fai lavori di controllo e consolidamento della rete (che costerebbero miliardi…Ovvero quanto il Reddito di Cittadinanza o la flat tax) allora non hai risolto nulla, ha solo spostato il problema da una sede all’altra.

Nazionalizzare vuol dire riprendere il controllo a livello statale della rete autostradale e in soldoni significa che noi cittadini, attraverso la tasse, ci prendiamo carico della rete.

A questo punto, se paghiamo con le nostre tasse la rete (manutenzione della rete attuale e progetti di ampliamento) dobbiamo abolire il pedaggio per come è ora, infatti non ha senso pagare due volte per il medesimo servizio dato che parte del ricavato che arriva dal pedaggio serve a pagare dipendenti, manutenzione e nuovi progetto.

Pagheremmo la stessa cosa due volte unendo beffa e danno:

non solo abbiamo attualmente le tariffe autostradali più care in Europa ma con la nazionalizzazione andremo a pagare l’autostrada anche quando non la usiamo (!).

Si potrebbe pensare ad pedaggio in abbonamento annuale come in Svizzera? Si, è una soluzione interessante ma che comporterebbe lo smantellamento dei caselli dato che a quel punto basterebbe usare dei semplici sensori ottici come si fa appunto in Svizzera e Austria.

L’attuale Governo, sulla scia emotiva della immane tragedia di Genova, ha parlato di nazionalizzazione senza considerare gli aspetti economici e tecnici e senza vagliare, a mio modo di vedere, una soluzione alternativa:

perchè non creare un team internazionale di ingegneri (con forte presenza di giapponesi e americani) per controllare tutta la rete, abbattere i tratti pericolosi e costruirne di nuovi secondo gli standard attuali?

Questa soluzione non solo migliorerebbe la nostra rete ma darebbe lavoro per decenni e farebbe entrare l’Italia nell’Olimpo delle nazioni più moderne.

Con la ricostruzione della rete potremmo installare l’illuminazione per esempio, no? Potremmo installare colonne elettriche per le vetture EV, no? Potremmo provare nuovi standard di sicurezza, limiti di velocità variabili e molto diventando leader si settore.

 

 

 

 

PERCHE’ ALFA ROMEO DEVE TORNARE A CORRERE. Di Marco M TheRaceMode

Alfa Romeo, dopo la presentazione della 8C MY 2021, deve tornare a correre ad alto livello. Qui non si tratta di romanticismo, qui non si tratta di ricordare il glorioso passato…

QUI SI TRATTA DI SCRIVERE IL FUTURO DEL BRAND, E QUESTO FUTURO DEVE PASSARE PER FORZA DAI CORDOLI DELLE PISTE.

Perchè?

Perchè se i tuoi concorrenti commerciali corrono, allora tu devi correre. Punto.

BMW corre con la M4 nella classe GT4, con la M6 nella classe GT3 (ha appena vinto la 24 Ore di Le Mans), con la M8 nella classe GTE e con la M4 DTM.

Audi corre con la R8 LMS nella classe GT3 e nella classe GT4, con la RS3 LMS nella classe TCR e con la RS5 DTM.

Mercedes corre con la AMG GT nella classe GT3 e nella classe GT4.

McLaren corre con la 570S nella classe GT3 e nella classe GT4.

Porsche corre con la Cayman nella GT4, con la 911 nella GT3 e con la 911 RSR nella GTE.

Persino brand meno corsaioli come Lexus corrono usando la RC F nella classe GT3!

E Alfa Romeo? Persa l’occasione di correre con la 4C nella GT4 (occasione assolutamente sprecata per vendere un prodotto racing di alta fascia e recuperare parte dei costi di progetto), corre con la Giulietta TCR grazie a Romeo Ferraris che da solo prepara la vettura del biscione. Troppo poco per un brand che deve sfidare colossi organizzati come BMW, Mercedes, Audi, Porsche e McLaren.

Il futuro potrebbe tuttavia essere diverso. La nuova Giulia GTC, coupè a tre porte, potrebbe essere usata per creare una base GT3 e la nuova 8C potrebbe competere nel mondiale endurance classe GTE oppure essere declinata in chiave GT4 e GT3.

Attualmente ad Alfa Romeo manca un reparto corse operativo, inutile e costoso anche il solo pensare di crearne uno partendo da zero, più intelligente (e facile) sarebbe sfruttare la partnership con Sauber, factory che in passato ha corso, e vinto, con Mercedes e BMW.

La creazione di alcuni modelli dedicati alle corse andrebbe a creare anche la possibilità di vendere le vetture ai team attraverso il “customer racing”, ovvero reparti corse che vendono vetture pronte per correre ai team. Di fatto l’investimento per declinare GTV e 8C in chiave racing si ripagherebbe da solo.

Non puoi pensare di competere contro i colossi tedeschi se non scendi nel loro campo di battaglia, è irreale perchè se vuoi dare nuovamente ad Alfa Romeo una identità non ti basta il nome “Giulia” se poi non hai attività agonistiche…Inoltre proprio la Giulia era un eccellente vettura da corsa quindi, in un certo senso, stai persino sprecando quel nome.

Dopo la prematura di Sergio Marchionne FCA ha la possibilità di ridefinire Maserati e Alfa Romeo sfruttando il nuovo corso dirigenziale, perchè quindi non farlo?

Un occasione come questa potrebbe non arrivare più amici.

di @Marco M TheRaceMode (seguimi su Facebook, clicca QUI)

 

AUTO ELETTRICA? I PETROLIERI RINGRAZIANO (E GUADAGNANO!). ECCO COME.

L’auto elettrica ci libererà dalla dipendenza del petrolio? Assolutamente no, anzi è proprio vero il contrario. Secondo un dossier americano su auto elettrica e relativo impatto economico globale, l’energia necessaria per “caricare” le vetture elettriche nei Paesi in via di sviluppo verrà ricavata dal petrolio. A livello di inquinamento non ci saranno grandi cambiamenti, l’inquinamento prodotto verrà delocalizzato e questo se da un lato renderà più pulita l’aria delle nostre città, dall’altro non diminuirà l’inquinamento globale che, anzi, nei prossimi 50 anni è previsto in aumento a causa dei Paesi emergenti che cresceranno senza pensare alla questione ambientale, un pò come ha fatto e in parte sta facendo la Cina.

Mentre si verrà a creare un altro tipo di inquinamento: quello prodotto dalla estrazione massiccia del litio e del cobalto e quello prodotto dallo smaltimento delle batterie. Estrazione e smaltimento andranno a creare un nuovo tipo di business con relative “lobby” per tenere alti i prezzi (dalle lobby, in economia su vasta scala, non si scappa…E’ pure illusione pensare ad un futuro pulito che sia “pulito” e chiaro anche a livello economico).

Dopo aver letto quel dossier, amici lettori, mi sono informato presso alcuni siti di economia italiani e americani sulle previsione dell’industria petrolifera per i prossimi decenni e ho scoperto che le società stanno investendo e comprando concessioni di trivellazione perchè prevedono un aumento della richiesta grazie all’avvento della mobilità elettrica.

E tra 50 anni? Cosa potrebbe cambiare? Probabilmente l’avvento della fusione nucleare cambierà radicalmente lo scacchiere energetico del nostro pianeta…Probabilmente perchè la fusione nucleare è ancora lontana dall’essere un realtà “sfruttabile”.

A questo punto penso alla bufala, alle quale tutti credettero, riguardo l’esaurimento del petrolio sulla Terra messa in giro ad arte per tenere alto il costo della materia prima e mi chiedo: il Litio è veramente un metallo raro oppure è solo un sistema per tenere alto il prezzo e riversarlo all’interno del costo delle vetture?

Le ipotesi sono due:

se è raro, allora la corsa verso la mobilità elettrica è falsa perchè ben presto finirà l’elemento più importante.

se non è raro allora si sta mentendo per tenere il prezzo elevato.

In entrambi i casi qualcuno mente…Come già accaduto a suo tempo con il petrolio e prima ancora con le sigarette.

Si le sigarette.

Durante gli anni dell’espansione del tabacco i produttori crearono degli spot televisivi e radiofonici per promuovere il “passatempo” del fumo, con il passare degli anni i produttori inserirono messaggi subliminali dentro film e telefilm per promuovere il fumo pur sapendo della sua elevata dannosità a causa dell’aggiunta di sostanze chimiche che creavano dipendenza.

Ecco amici lettori io vedo questo periodo come una sorta di “espansione del tabacco”. Ovunque ci sono spot a favore della vettura elettrica e messaggi subliminali accentuati ma nessuno racconta i problemi legati all’estrazione del litio (sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere africane) e i problemi legati all’inquinamento collegato allo smaltimento delle batterie.

Inoltre, se mi posso permettere amici lettori, sarebbe ancora di smettere di “sfruttare” l’Africa per i bisogni occidentali andando a creare ulteriore povertà per creare altri migranti. A mio parere è arrivato il momento di creare una fonte energetica che sia pulita non solo a livello ambientale, ma anche a livello economico altrimenti.

Non basta una vettura silenziosa per pulire il Mondo.

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DALLA SAUBER MERCEDES C9 ALLA SAUBER ALFA ROMEO 8C? IL FUTURO E’ (ANCHE) SAUBER?

Nel 1987 la Sauber C9 motorizzata Mercedes correva il campionato riservato alle Sportcars. Una vettura interessante a livello tecnico che nella sua massima configurazione motoristica arrivava a erogare oltre 700 cavalli grazie al poderoso 5.0 Mercedes (la vettura è anche conosciuta infatti come Mercedes-Benz C9).

La struttura di Peter Sauber ha collaborato nel corso degli anni con numerosi partner tra i quali Mercedes e BMW (e ha collaborato alla consulenza di numerose supercar senza mai, per ovvie ragioni, essere nominato).

Attualmente il team, che non appartiene più a Peter Sauber da tempo, corre in Formula 1 spinto dal motore Ferrari e sponsorizzato da Alfa Romeo con buoni risultati grazie al talento di Leclerc.

La collaborazione tra Sauber e Alfa Romeo non si limiterà al semplice marketing ma abbraccerà anche il lato tecnico per creare vetture sempre più performanti in previsione di un ritorno in pista (GTE? GT3? Le Mans Hypercar?), a questo punto perchè non usare la fantasia e immaginare una 8C costruita in collaborazione con Sauber e gestita in pista dal team elvetico?

Fantasia o prossimo futuro? Difficile dirlo, sicuramente l’interesse di Marchionne (tifoso di Alfa Romeo) verso Sauber è ben più che tattico, potrebbe essere addirittura strategico…

A cosa mi riferisco?

Ad una eventuale acquisizione.

E se Alfa Romeo e Maserati (una volta fuse come è nei programmi di FCA) acquistassero la Sauber per farla diventare il “braccio armato” del nuovo polo del lusso sportivo?

La factory elvetica, non è un segreto, non naviga in buone acque a livello economico e più di una volta è arrivata vicina alla chiusura delle proprie attività quindi Marchionne, da manager geniale quale è, potrebbe usare questa situazione per completare un acquisizione che riporterebbe Alfa Romeo nelle corse in maniera diretta dopo i fasti di Autodelta (ex Auto Delta).

Come detto prima: fantasia? Futuro? L’AD di FCA ci ha abituati a ogni tipo di sorpresa (non ultima la non prevista supersportiva 8C) quindi incrociamo le dita amici alfisti!

Il futuro è potrebbe essere di un biscione svizzero!

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PERCHE’ LA NUOVA 8C CON MOTORE 6 CILINDRI SAREBBE UN CLAMOROSO AUTOGOL DI ALFA.

Gira la voce, più o meno confermata, che la nuova 8C sarà dotata della V6 2.9 biturbo della attuale Giulia/Stelvio in versione Quadrifoglio.

Prego gli Dei dell’automobilismo che questo non sia vero perchè sarebbe un clamoroso autogol di Alfa Romeo mentre (a fatica) si sta rilanciando.

Se chiami la vettura 8C, ovvero 8 cilindri, non la puoi dotare di un V6. Punto.

Si tratterebbe di un errore storico/tecnico di notevole dimensione in grado, potenzialmente, di “fregare” il progetto ancora prima della sua nascita.

La nuova 8C sarà una vettura per collezionisti e facoltosi colti, non sarà una vettura per i “nuovi ricchi” (esiste già Lamborghini per i ragazzini…Alfa è roba per adulti) e NON puoi offrire a determinati clienti una vettura che non ha attinenza con la storia se parli di Alfa Romeo.

Sarebbe come acquistare una Ferrari 812 con un V8 biturbo, se si chiama 8-12 un motico c’è.

Ho anche un altro dubbio amici appassionati: la 8C ha sempre avuto il motore anteriore e non posteriore centrale…Quindi ci troviamo davanti ad una forzatura storico/tecnica.

Dato che la vettura sarà a tutti gli effetti una supercar in grado di competere (e battere, si spera) le McLaren era più giusto chiamarla 33 Stradale dato che la 33 Stradale era una supercar dotata di motore posteriore/centrale.

Inoltre il disegno del profilo della 8C divulgato da FCA ricorda quello appunto della 33 Stradale (linee già riprese dalla bellissima 4C).

C’è tutto il tempo per cambiare sia motore che nome dato che la vettura arriverà non prima del 2021.

Speriamo che il biscione non ricada negli errori del passato perchè ora, in pieno rilancio tecnico e commerciale, non se lo può assolutamente permettere pena fallimento, questa volta definitivo.

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