THERACEMODE.COM | SPECIALE ALFA ROMEO: STORIA, PILOTI, MODELLI.

Abbiamo il piacere di aprire su TheRaceMode.com una rubrica completamente dedicata al mondo Alfa Romeo! Parleremo del passato, del presente e del futuro analizzando modelli, conoscendo piloti e ingegneri che hanno creato il primo reparto corse al mondo e che hanno creato la vettura che ha vinto il primo campionato mondiale di F1. Da Nicola Romeo agli “eroi” moderni di Romeo Ferraris, passando per uomini come Sivocci, Ferrari, Farina, Busso, Fangio, Tarquini, Larini, Nannini. Racconteremo anche la nascita della Scuderia Ferrari che in principio usava proprio le Alfa Romeo ormai dismesse del reparto corse, ma anche di auto iconiche come la 33 stradale sino alla attuale Giulia Quadrifoglio, una vettura che è già un icona e del rapporto di amore di Sergio Marchionne verso il Biscione, grazie al volere (non sempre apprezzato da alcuni vertici del gruppo) del visionario manager italo-canadese Alfa ha ritrovato la trazione posteriore in una vettura di grande serie dopo 30 anni.

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GT: CONFERMATO: GIULIA “POTREBBE” CORRERE GIA’ NEL 2022 IN GT3!

La vettura c’era (eccome!) il campionato dove usarla invece no, ma a partire dal 2022, grazie a (ironia del destino) BMW, le cose cambieranno!

Infatti la FIA ha deliberato le modifiche per il regolamento classe GT3 a partire dal 2022. Il nuovo regolamento tecnico aiuterà a ridurre i costi di acquisto e gestione delle auto grazie a vetture più robuste e meno sofisticate.

Su richiesta di BMW la FIA ha accettato anche le supercar dotate di 4 porte. Perchè su richiesta di BMW? Perchè la casa tedesca correrà nel 2022 con la nuova M4 che non sarà, udite udite, una coupè, ma una super berlina a 4 porte.

A questo punto la Giulia, se preparata dalla casa o da un preparatore (mi viene in mente Romeo Ferraris) potrebbe correre contro la nuova BMW M4 in una sfida che sarebbe epocale!

Ma cosa pensano gli altri costruttori del nuovo regolamento che apre alle 4 porte? Ferrari e Aston Martin hanno accolto positivamente la novità. A questo punto la FIA potrebbe decidere di creare classifiche separate per vetture con motore anteriore e vetture con motore posteriore, se ne parla da tempo. Staremo a vedere.

Articolo scritto da Marco Meli

F1: UFFICIALE: KUBICA TERZO PILOTA ALFA ROMEO RACING.

Ora è ufficiale: il polacco Robert Kubica, in uscita dalla Williams, raggiungerà il team Alfa Romeo Racing in qualità di terzo pilota e pilota addetto allo sviluppo. Robert, rientrato in F1 nel 2019 proprio con un Williams dopo una lunga assenza prosegue così la sua avventura in F1 pur rimanendo tentato dal DTM, campionato che potrebbe disputare a tempo pieno proseguendo la sua attività di pilota.

Il line-up di Alfa Romeo Racing oltre a Kubica prevede per il 2020 anche i confermati Raikkonen e Giovinazzi.

TCR: ALFA ROMEO PROSEGUE NEGLI USA CON IL TEAM KMW / TMR

Fuori dal mondiale WTCR per il 2020 (salvo l’arrivo di un grosso team che decida di prendere il posto di Romeo Ferraris e Mulsanne) le Giulietta Veloce TCR preparate dalla Romeo Ferraris proseguiranno nei vari campionati nazionali supportate dalla piccola racing factory italiana come nel caso dell’unica Giulietta del team KMW / TMR che disputerà il TCR IMSA Michelin Pilot Challenge, una serie endurance con gare di 2 e 4 ore riservata alle vetture turismo a trazione anteriore.

F1: NEWS!!! KUBICA VICINO ALLA FIRMA CON ALFA ROMEO!

Robert Kubica dopo la pessima stagione in Williams (ma le colpe gravano su team e auto, vogliamo precisarlo) sembra essere a un passo da Alfa Romeo Racing per il 2020. La notizia non è stata confermata ne smentita ma sembra essere più di un semplice rumor natalizio.

Il polacco porterebbe in dote un importante sponsor (un azienda petrolifera polacca) e ricoprirà il suo di pilota sviluppo al simulatore e eventualmente pilota di riserva.

Ovviamente vi aggiorneremo nel corso delle prossime ore quando ci saranno notizie più certe.

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TCR: CONOSCIAMO MEGLIO LA GIULIETTA VELOCE TCR.

Realizzata dallo specialista Romeo Ferraris la Giulietta Veloce TCR deriva dalla Giuletta Veloce (già nota come Giulietta Quadrifoglio Verde). Troviamo il motore 4 cilindri in linea 1750 turbo qui portato a oltre 350 cavalli a 6.800 giri dai 240 circa originali. Il cambio TCT a doppia frizione di serie viene sostituito da un unità racing sequenziale a innesti frontali con comandi al volante in grado di sopportare meglio lo stress della pista e di gestire meglio l’aumentata potenza. Il peso del cambio si ferma a soli 38kg.

Dimensioni.

Le passaruota larghi e vettura più bassa, quanto variano le dimensioni rispetto alla Giulietta Veloce di serie?

Giulietta Veloce TCR / Veloce di serie

Altezza: 1450mm / 1.465mm

Larghezza anteriore: 1945mm / 1798mm

Larghezza posteriore: 1945mm /1798mm

Lunghezza totale: 4.641mm / 4.351mm

Peso: 1.125kg / 1.410kg

Serbatoio: 100 litri / 60 litri

Le sospensioni regolabili si avvalgono di unità prodotte dalla Bilstein. I freni anteriori si servono di pinze a 6 pistoncini con disco da 378mm in acciaio mentre al posteriore troviamo dischi da 290mm sempre in acciaio.

L’impianto di scarico con uscita unica centrale è in acciaio e sostituisce il modello di serie con la doppia uscita. La vettura non ha, di fatto, un estrattore. Il fondo termina con il finale di scarico.

Il prezzo è di 128 mila euro + tasse ma la lista degli optional racing per personalizzare la vettura è molto lunga e prevede delle vere “chicche” come le sospensioni Ohlins e l’ABS Racing Bosch M5.

ODIO I SUV! MA…AMO LO STELVIO! IL PERCHE’ DI UN AMORE SENZA SENSO!

Il mio concetto di guida è molto semplice ed è così sin da quando avevo 15 anni: io faccio le cose, se sopravvivo bene. Altrimenti pazienza! E’ stato bello! Secondo tanti miei amici è un miracolo che io sia arrivato a 41 anni solo con qualche osso rotto e un rischio di paralisi tra tutti i rischi che ho preso in auto e moto. Certo potrei dire della caduta del Mugello in moto quando mi portarono in ospedale con sospette fratture vertebrali e i successi 14 mesi per tornare a camminare dritto! Potrei dire delle mie 16 cadute in moto e di quella volta che in Germania a 270km/h con la Giulia stavo per entrare dentro un Land Rover Defender che andava a 110km/h venutosi a trovare davanti a me a causa di una manovra assurda e irreale, un improvviso scarto a sinistra. Ma gli aneddoti sono tanti e tutti molto divertenti se sopravvivi abbastanza per raccontarli. Io sono sempre stato uno di poche parole con le auto e moto: o mi piacciono perchè mi fanno fare le cose che dico io oppure mi fanno cag…E lo dico apertamente.

Quando mi hanno proposto di provare per la prima volta lo Stelvio, versione benzina 280 cavalli trazione Q4, ho storto parecchio il naso sembravo Duffy Duck (se avete più di 40 anni capirete…). Io? Un SUV io? L’invito mi arrivava da Marco Selva della concessionaria CAR, avevo da poco ritirato la Giulia Quadrifoglio che proprio Marco mi aveva venduto quindi ero molto molto scettico riguardo questa sorta di Giulia rialzata o come la chiamavo io all’epoca Giulia cicciona. Ma accetto mosso dalla curiosità.

Ora, amici appassionati, non vi parlerò di interni, esterni, forme ecc..Queste cose già le conoscete, vi parlerò di sensazioni di guida e di emozioni perchè io sono della vecchia scuola: le auto mi devono emozionare e con le donne ci provo io.

Salgo a bordo dello Stelvio, al mio fianco prende posto l’inseparabile amico di mille avventure Gigi (c’era lui con me durante il mancato schianto in Germania) che di recente ha provato con me anche il Wrangler Rubicon JL. Un uomo che io definisco coraggioso o…Pazzo. Un uomo, un amico che una volta mi disse: se schianti la Giulia ti conviene crepare perchè poi staresti male nel vederla distrutta. Un ragionamento corretto in definitiva.

La posizione di guida è rialzata tanto da vedere il cofano davanti a me (una visione inedita per quanto mi riguarda) mentre gli interni, praticamente identici a quelli della Giulia, mi fanno sentire a casa. Premo il pulsante di avviamento sul volante e avvio il 4 cilindri in linea 2.0 turbo che mi risponde in maniera piuttosto silenziosa, su una vettura del genere il suono del motore non deve invadere l’abitacolo quindi apprezzo la sua educazione da un lato, mentre dall’altro sento che mi manca qualcosa. Premo il pedale del freno, metto la prima con la paddle e via!

Le dimensioni sono simili a quelle della Giulia quindi in mezzo al traffico si viaggia bene e la posizione di guida rialzata ti aiuta a vedere traffico e ostacoli davanti a te a tutto vantaggio della sicurezza. Sin qui tutto bene.

Usciamo dal traffico cittadino per cercare strade più libere quando:

Gigi, amico mio, ho dimenticato la patente nel giacchetto che è in concessionaria.

Fa nulla Marco, anche io. Procediamo.

Superato l’evidente problema di carattere legale iniziamo a spremere lo Stelvio, sposto il selettore del cambio su M Manuale e do gas! Ma…Non succede nulla. Non capisco.

Il 4 cilindri, ricco di coppia in basso, è al contrario veramente povero di spinta in alto, sembra una sorta di diesel ma a…Benzina. Sposto il selettore della mappa in D, qualcosa migliora ma non molto. Più cerco di spremere il 4 cilindri turbo più lui mi fa capire che non è il caso e anche la rapportatura del cambio a mio parere non aiuta. I primi rapporti sono troppo corti e rendono la guida nervosa, va meglio nei rapporti alti usando un tipo di guida più fluida e “accompagnata” ma se devo guidare alla “diesel”, tanto vale acquistare un diesel no?

Se da un lato il motore benzina da 280 cavalli mi delude, dall’altro il telaio, il bilanciamento e la trazione Q4 mi esaltano! Iniziamo le prime curve e i primi ingressi forzati di avantreno e lui, lo Stelvio, come nulla fosse accetta di essere maltrattato a dovere. Certo non abbiamo l’agilità della Giulia Quadrifoglio a causa del peso e del baricentro alto ma la sensazione è di guidare un mezzo sicuro e agile che ti da confidenza anche nella manovre meno…SUV.

La trasmissione Q4 in percorrenza curva, unita al telaio (identico a quello della Giulia), lavora alla grande “incollando” la vettura alla strada in maniera quasi “fastidiosa” per me che per chiudere le curve con la Quadrifoglio cerco spesso il sovrasterzo di telaio o di potenza. Forse un pochino di sovrasterzo avrebbe aumento l’agilità dello Stelvio, opinione personale. Mentre parlando di reazioni, nonostante la trazione integrale il sottosterzo è quasi del tutto assente, segno che le strategie della trasmissione Q4 lavorano molto bene, evitate però di ritardare molto l’ingresso in curva, se lo fate il posteriore andrà a rimorchio facendo lavorare l’elettronica e rallentando di molto la vettura innescando reazioni leggermente scomposte e poco intuitive. Ricordate che non state guidando una 911 GT3 RS o una leggera Lotus, il peso anche se ben dissimulato, c’è e va rispettato.

In definitiva lo Stelvio Q4 va guidato con estrema precisione e con rapporti alti per evitare di ritrovarsi in una zona del contagiri priva di spinta in uscita di curva, di contro se usate un rapporto troppo alto dalle curve non uscite più a causa del peso e di un motore che anche in basso non è che sia proprio svelto a prendere in giri (a mio modo di vedere la colpa è anche del pedale del gas che ha reazioni leggermente lente in risposta alla pressione).

Giudizio: per essere un SUV va molto molto bene, ma non è una vettura sportiva. Lo comprerei? No. Il telaio mi piace e molto. L’elettronica è troppo conservativa, il motore non mi ha esaltato, anzi mi ha deluso (per fortuna esistono i preparatori…E qui chi vuol capire, capisca!).

Articolo scritto da Marco Meli

GIULIA E STELVIO 2020: ULTERIORI DETTAGLI.

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Digitali e connesse, è questo l’obbiettivo che Giulia e Stelvio avranno nel 2020. Queste sono state le parole di Alberto Cavaggioni, capo di Alfa Romeo Emea, durante la serata di presentazione della livrea speciale di Alfa Romeo Racing per il 90° GP di Monza. 

Se le doti dinamiche erano il fiore all’occhiello del biscione, l’hi-tech  era il suo tallone d’Achille, ma il restyling che debutterà a novembre renderà le vetture ancora più interessanti; il restyling andrà ad aggiungere a listino aggiornamenti importanti che riguardano in particolar modo l’assistenza alla guida, con sistemi ADAS più avanzati e completi, la connettività e l’infotainment con una strumentazione del tutto digitale come la concorrenza di Audi, BMW e Mercedes. L’impostazione degli interni verrà rivista in maniera minimale dato che è stata apprezzata sia dai proprietari che da chi l’ha provata arrivando da altri brand.

Cavaggioni ha parlato anche un po’ del Tonale dicendo: “Sarà un modello importante. Il primo SUV compatto del Biscione, il primo plug-in ibrido dal 2021 sarà realtà. Resteranno uniche le caratteristiche emozionali e del piacere al volante”.

Il testimonial delle nuove Giulia e Stelvio sarà il pilota Alfa Romeo Racing Kimi Raikkonen. Previsti per il campione del mondo 2007 e sua moglie una serie di spot!

D.C,

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F1: ALFA ROMEO A MONZA CON IL TRICOLORE!

Livrea speciale per il team Alfa Romeo Racing a Monza che correrà con una vettura fregiata del tricolore su ali e lungo il cofano motore.

Foto LaPresse – Mourad Balti Touati 05/09/2019 Arese Milano (Ita) – Viale Alfa Romeo Cronaca Evento Alfa Romeo Racing ad Arese Nella foto: Alfa Romeo Racing Livrea Monza Photo LaPresse – Mourad Balti Touati 05/09/2019 Arese Milan (Ita) – Viale Alfa Romeo News Alfa Romeo Racing event in Arese In the picture: Alfa Romeo Racing Livrea Monza

FCA: 1 MILIARDO PER ALFA ROMEO TONALE E PANDA IBRIDA!

FCA molla il settore auto? Affatto! Anzi rilancia e rilancia in Italia investendo nello stabilimento di Pomigliano 1 miliardo di euro per la nuova Alfa Romeo Tonale e la Panda in variante ibrida (che promette di diventare un best seller delle vendita).

La Tonale sarà la terza Alfa Romeo della nuova “vita” del biscione dopo Giulia e Stelvio, che condividono pianale e motori. La Tonale invece dovrebbe partire dal pianale della Jeep Compass / Renegade per diventarne una versione sicuramente più sportiva…Più Alfa. A tal proposito sarà interessante la versione 4 ruote motrici se proposta con un motore almeno da 250 cavalli.

Come detto inizialmente proprio da FCA la Tonale verrà proposta sia con motore endotermico “puro”, sia in versione plug-in come la sua “gemella diversa” Renegade.

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