ALFA ROMEO: GIULIA GTA E TONALE: IL GIUSTO REGALO PER I 110 ANNI.

In attesa di conferme ufficiali che potrebbe arrivare da parte di Alfa Romeo nel corso dei prossimi mesi, per il momento è possibile solo fare delle ipotesi. Così come accaduto qualche anno fa con la Giulia, il mese di giugno riserverà quasi certamente delle sorprese per gli appassionati del Biscione.

Alfa Romeo quest’anno compie 110 anni, esattamente il 24 giugno, quindi festa grande per il Biscione. Arese sarà inondata dalle celebrazioni per questa grandiosa occasione e la Casa milanese proporrà tantissime iniziative differenti. Considerando che l’Alfa Romeo Tonale in versione di serie dovrebbe presentarsi in anteprima a marzo al Salone di Ginevra 2020, il 24 giugno prossimo potrebbe essere il turno del nuovo crossover compatto di segmento B, magari in versione concept, che sarà costruito su piattaforma PSA, in conseguenza della già annunciata fusione FCA-PSA.

Per il momento è solo un rumor ma al prossimo Salone di Ginevra 2020 Alfa Romeo potrebbe presentare una variante GTA della Giulia Quadrifoglio: un mostro da 620 CV pronto a riprendersi lo scettro al Ring ma anche a dimostrare come la tecnologia motoristica italiana possa essere superiore a quella tedesca.

Quello che non ci si aspetta, forse perchè tutti questi anni di attesa hanno un po’ spento le attese sul brand, è invece il debutto di una Alfa Romeo Giulia GTA. Una serie speciale, ultra limitata, con un profondo aggiornamento del V6 a V di 90 gradi spinto ad oltre 600 CV: si parla di 620 CV che porterebbero il conto complessivo ben oltre alla soglia dei 200 CV litro, che rappresenterebbero il record assoluto di potenza specifica per un motore di serie: 214,45 CV/litro contro i 210,5 offerti da AMG sul quattro cilindri della Classe A45; ma in FCA hanno le bocche ultra-cucite a riguardo mentre tutti gli alfisti continuano a sperare e immaginare un grande regalo da parte del Biscione, visto la rarità dell’evento, un traguardo importantissimo per Alfa Romeo.

Secondo la tradizione del brand comunque potrebbe trattarsi di un nuovo modello sportivo, erede nel 2020 di tanti gioielli antichi come la Duetto, la GTV o ancora la 6C. La nuova auto comunque dovrebbe essere utile al brand su due fronti, sia per fare volumi di vendita e avere una buona posizione sul mercato che per dimostrare di cosa è ancora capace Alfa Romeo nel 2020.

Articolo scritto da Davide Coppola.


ALFA ROMEO RACING: NEL 2020 SI RIPARTE DA ZERO.

La stagione dell’Alfa Romeo Racing è stata piena di alti e bassi. Dopo la pausa estiva, la competitività della C38 è andata nettamente calando, e l’exploit di Interlagos, con il quarto e quinto posto di Raikkonen e Giovinazzi non può cancellare la seconda parte negativa della stagione dopo un inizio di campionato promettente. Frederic Vasseur, team principal dell’Alfa svela alcune novità sulla vettura che parteciperà al prossimo mondiale di Formula 1.

Il team principal ha infatti dichiarato che, nonostante il passo in avanti fatto dalla stagione 2018, i risultati non rispecchiano quelli che un team come Alfa Romeo dovrebbe vantare. In ottica 2020 il team si è fatto capo di un progetto totalmente nuovo, che dovrebbe far ambire a Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi quei punti che quest’anno non sono riusciti a conquistare.

Un progetto che non coinvolge solo la nuova monoposto ma tutto il team, compreso gli uomini del muretto che spesso hanno rovinato la gara dei loro piloti dettando strategie completamente sbagliate.

Articolo scritto da Davide Coppola.


THERACEMODE.COM | SPECIALE ALFA ROMEO: STORIA, PILOTI, MODELLI.

Abbiamo il piacere di aprire su TheRaceMode.com una rubrica completamente dedicata al mondo Alfa Romeo! Parleremo del passato, del presente e del futuro analizzando modelli, conoscendo piloti e ingegneri che hanno creato il primo reparto corse al mondo e che hanno creato la vettura che ha vinto il primo campionato mondiale di F1. Da Nicola Romeo agli “eroi” moderni di Romeo Ferraris, passando per uomini come Sivocci, Ferrari, Farina, Busso, Fangio, Tarquini, Larini, Nannini. Racconteremo anche la nascita della Scuderia Ferrari che in principio usava proprio le Alfa Romeo ormai dismesse del reparto corse, ma anche di auto iconiche come la 33 stradale sino alla attuale Giulia Quadrifoglio, una vettura che è già un icona e del rapporto di amore di Sergio Marchionne verso il Biscione, grazie al volere (non sempre apprezzato da alcuni vertici del gruppo) del visionario manager italo-canadese Alfa ha ritrovato la trazione posteriore in una vettura di grande serie dopo 30 anni.

Ecco come seguire la nostra rubrica che pubblicherà nuovi articoli a cadenza settimanale:

andate su www.theracemode,com e inseritelo tra i vostri preferiti.

Aprite il sito dal vostro smartphone e scorrete il sito verso il basso sino a trovare la rubrica e…

Buona lettura!

Ci trovate anche su Facebook: theracemode.com

su Instagram: theracemode.com_instarace

F1: “ALFA ROMEO RACING ORLEN” CERCA TRA I KART.

In una F1 in formato 2020 ancora distante dal giorno del debutto in pista, nei prossimi test invernali, la prima notizia di questo nuovo anno arriva dalla Polonia. PDK Orlen, la multinazionale polacca nonché colosso dell’estrazione petrolifera diventa title sponsor di Alfa Romeo Racing per questa stagione e porta a vestirsi di rosso e bianco Robert Kubica, dopo il suo anno di ritorno in Williams avaro di soddisfazioni. Una buona notizia, anche dal punto di vista economico, per un team che si è confermato all’ottavo posto anche nel 2019, dopo un 2018 di crescita, ma che può dimostrare di puntare più in alto, specie con un Giovinazzi carico a molla dopo la riconferma e un Raikkonen che, molto probabilmente, vorrà salutare il circus prima del ritiro definitivo con prestazioni degne di un campione del mondo.

L’accordo modifica il nome del team che cambierà in “Alfa Romeo Racing Orlen”, con l’ aquila presente sul logo della compagnia, che vedremo sulle tute dei piloti e sulla livrea della monoposto.

L’accordo prevede anche una formazione e monitoraggio dei giovani piloti grazie alla forte partecipazione del colosso petrolifero nei kart in Polonia, mettendo in piedi in questi ultimi anni un’accademia per trovare un successore dello stesso Kubica.

Articolo scritto da Davide Coppola.

GT: CONFERMATO: GIULIA “POTREBBE” CORRERE GIA’ NEL 2022 IN GT3!

La vettura c’era (eccome!) il campionato dove usarla invece no, ma a partire dal 2022, grazie a (ironia del destino) BMW, le cose cambieranno!

Infatti la FIA ha deliberato le modifiche per il regolamento classe GT3 a partire dal 2022. Il nuovo regolamento tecnico aiuterà a ridurre i costi di acquisto e gestione delle auto grazie a vetture più robuste e meno sofisticate.

Su richiesta di BMW la FIA ha accettato anche le supercar dotate di 4 porte. Perchè su richiesta di BMW? Perchè la casa tedesca correrà nel 2022 con la nuova M4 che non sarà, udite udite, una coupè, ma una super berlina a 4 porte.

A questo punto la Giulia, se preparata dalla casa o da un preparatore (mi viene in mente Romeo Ferraris) potrebbe correre contro la nuova BMW M4 in una sfida che sarebbe epocale!

Ma cosa pensano gli altri costruttori del nuovo regolamento che apre alle 4 porte? Ferrari e Aston Martin hanno accolto positivamente la novità. A questo punto la FIA potrebbe decidere di creare classifiche separate per vetture con motore anteriore e vetture con motore posteriore, se ne parla da tempo. Staremo a vedere.

Articolo scritto da Marco Meli

F1: UFFICIALE: KUBICA TERZO PILOTA ALFA ROMEO RACING.

Ora è ufficiale: il polacco Robert Kubica, in uscita dalla Williams, raggiungerà il team Alfa Romeo Racing in qualità di terzo pilota e pilota addetto allo sviluppo. Robert, rientrato in F1 nel 2019 proprio con un Williams dopo una lunga assenza prosegue così la sua avventura in F1 pur rimanendo tentato dal DTM, campionato che potrebbe disputare a tempo pieno proseguendo la sua attività di pilota.

Il line-up di Alfa Romeo Racing oltre a Kubica prevede per il 2020 anche i confermati Raikkonen e Giovinazzi.

TCR: ALFA ROMEO PROSEGUE NEGLI USA CON IL TEAM KMW / TMR

Fuori dal mondiale WTCR per il 2020 (salvo l’arrivo di un grosso team che decida di prendere il posto di Romeo Ferraris e Mulsanne) le Giulietta Veloce TCR preparate dalla Romeo Ferraris proseguiranno nei vari campionati nazionali supportate dalla piccola racing factory italiana come nel caso dell’unica Giulietta del team KMW / TMR che disputerà il TCR IMSA Michelin Pilot Challenge, una serie endurance con gare di 2 e 4 ore riservata alle vetture turismo a trazione anteriore.

F1: NEWS!!! KUBICA VICINO ALLA FIRMA CON ALFA ROMEO!

Robert Kubica dopo la pessima stagione in Williams (ma le colpe gravano su team e auto, vogliamo precisarlo) sembra essere a un passo da Alfa Romeo Racing per il 2020. La notizia non è stata confermata ne smentita ma sembra essere più di un semplice rumor natalizio.

Il polacco porterebbe in dote un importante sponsor (un azienda petrolifera polacca) e ricoprirà il suo di pilota sviluppo al simulatore e eventualmente pilota di riserva.

Ovviamente vi aggiorneremo nel corso delle prossime ore quando ci saranno notizie più certe.

SCORRI L’ARTICOLO VERSO IL BASSO PER ACCEDERE AGLI ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI!

TCR: CONOSCIAMO MEGLIO LA GIULIETTA VELOCE TCR.

Realizzata dallo specialista Romeo Ferraris la Giulietta Veloce TCR deriva dalla Giuletta Veloce (già nota come Giulietta Quadrifoglio Verde). Troviamo il motore 4 cilindri in linea 1750 turbo qui portato a oltre 350 cavalli a 6.800 giri dai 240 circa originali. Il cambio TCT a doppia frizione di serie viene sostituito da un unità racing sequenziale a innesti frontali con comandi al volante in grado di sopportare meglio lo stress della pista e di gestire meglio l’aumentata potenza. Il peso del cambio si ferma a soli 38kg.

Dimensioni.

Le passaruota larghi e vettura più bassa, quanto variano le dimensioni rispetto alla Giulietta Veloce di serie?

Giulietta Veloce TCR / Veloce di serie

Altezza: 1450mm / 1.465mm

Larghezza anteriore: 1945mm / 1798mm

Larghezza posteriore: 1945mm /1798mm

Lunghezza totale: 4.641mm / 4.351mm

Peso: 1.125kg / 1.410kg

Serbatoio: 100 litri / 60 litri

Le sospensioni regolabili si avvalgono di unità prodotte dalla Bilstein. I freni anteriori si servono di pinze a 6 pistoncini con disco da 378mm in acciaio mentre al posteriore troviamo dischi da 290mm sempre in acciaio.

L’impianto di scarico con uscita unica centrale è in acciaio e sostituisce il modello di serie con la doppia uscita. La vettura non ha, di fatto, un estrattore. Il fondo termina con il finale di scarico.

Il prezzo è di 128 mila euro + tasse ma la lista degli optional racing per personalizzare la vettura è molto lunga e prevede delle vere “chicche” come le sospensioni Ohlins e l’ABS Racing Bosch M5.

ODIO I SUV! MA…AMO LO STELVIO! IL PERCHE’ DI UN AMORE SENZA SENSO!

Il mio concetto di guida è molto semplice ed è così sin da quando avevo 15 anni: io faccio le cose, se sopravvivo bene. Altrimenti pazienza! E’ stato bello! Secondo tanti miei amici è un miracolo che io sia arrivato a 41 anni solo con qualche osso rotto e un rischio di paralisi tra tutti i rischi che ho preso in auto e moto. Certo potrei dire della caduta del Mugello in moto quando mi portarono in ospedale con sospette fratture vertebrali e i successi 14 mesi per tornare a camminare dritto! Potrei dire delle mie 16 cadute in moto e di quella volta che in Germania a 270km/h con la Giulia stavo per entrare dentro un Land Rover Defender che andava a 110km/h venutosi a trovare davanti a me a causa di una manovra assurda e irreale, un improvviso scarto a sinistra. Ma gli aneddoti sono tanti e tutti molto divertenti se sopravvivi abbastanza per raccontarli. Io sono sempre stato uno di poche parole con le auto e moto: o mi piacciono perchè mi fanno fare le cose che dico io oppure mi fanno cag…E lo dico apertamente.

Quando mi hanno proposto di provare per la prima volta lo Stelvio, versione benzina 280 cavalli trazione Q4, ho storto parecchio il naso sembravo Duffy Duck (se avete più di 40 anni capirete…). Io? Un SUV io? L’invito mi arrivava da Marco Selva della concessionaria CAR, avevo da poco ritirato la Giulia Quadrifoglio che proprio Marco mi aveva venduto quindi ero molto molto scettico riguardo questa sorta di Giulia rialzata o come la chiamavo io all’epoca Giulia cicciona. Ma accetto mosso dalla curiosità.

Ora, amici appassionati, non vi parlerò di interni, esterni, forme ecc..Queste cose già le conoscete, vi parlerò di sensazioni di guida e di emozioni perchè io sono della vecchia scuola: le auto mi devono emozionare e con le donne ci provo io.

Salgo a bordo dello Stelvio, al mio fianco prende posto l’inseparabile amico di mille avventure Gigi (c’era lui con me durante il mancato schianto in Germania) che di recente ha provato con me anche il Wrangler Rubicon JL. Un uomo che io definisco coraggioso o…Pazzo. Un uomo, un amico che una volta mi disse: se schianti la Giulia ti conviene crepare perchè poi staresti male nel vederla distrutta. Un ragionamento corretto in definitiva.

La posizione di guida è rialzata tanto da vedere il cofano davanti a me (una visione inedita per quanto mi riguarda) mentre gli interni, praticamente identici a quelli della Giulia, mi fanno sentire a casa. Premo il pulsante di avviamento sul volante e avvio il 4 cilindri in linea 2.0 turbo che mi risponde in maniera piuttosto silenziosa, su una vettura del genere il suono del motore non deve invadere l’abitacolo quindi apprezzo la sua educazione da un lato, mentre dall’altro sento che mi manca qualcosa. Premo il pedale del freno, metto la prima con la paddle e via!

Le dimensioni sono simili a quelle della Giulia quindi in mezzo al traffico si viaggia bene e la posizione di guida rialzata ti aiuta a vedere traffico e ostacoli davanti a te a tutto vantaggio della sicurezza. Sin qui tutto bene.

Usciamo dal traffico cittadino per cercare strade più libere quando:

Gigi, amico mio, ho dimenticato la patente nel giacchetto che è in concessionaria.

Fa nulla Marco, anche io. Procediamo.

Superato l’evidente problema di carattere legale iniziamo a spremere lo Stelvio, sposto il selettore del cambio su M Manuale e do gas! Ma…Non succede nulla. Non capisco.

Il 4 cilindri, ricco di coppia in basso, è al contrario veramente povero di spinta in alto, sembra una sorta di diesel ma a…Benzina. Sposto il selettore della mappa in D, qualcosa migliora ma non molto. Più cerco di spremere il 4 cilindri turbo più lui mi fa capire che non è il caso e anche la rapportatura del cambio a mio parere non aiuta. I primi rapporti sono troppo corti e rendono la guida nervosa, va meglio nei rapporti alti usando un tipo di guida più fluida e “accompagnata” ma se devo guidare alla “diesel”, tanto vale acquistare un diesel no?

Se da un lato il motore benzina da 280 cavalli mi delude, dall’altro il telaio, il bilanciamento e la trazione Q4 mi esaltano! Iniziamo le prime curve e i primi ingressi forzati di avantreno e lui, lo Stelvio, come nulla fosse accetta di essere maltrattato a dovere. Certo non abbiamo l’agilità della Giulia Quadrifoglio a causa del peso e del baricentro alto ma la sensazione è di guidare un mezzo sicuro e agile che ti da confidenza anche nella manovre meno…SUV.

La trasmissione Q4 in percorrenza curva, unita al telaio (identico a quello della Giulia), lavora alla grande “incollando” la vettura alla strada in maniera quasi “fastidiosa” per me che per chiudere le curve con la Quadrifoglio cerco spesso il sovrasterzo di telaio o di potenza. Forse un pochino di sovrasterzo avrebbe aumento l’agilità dello Stelvio, opinione personale. Mentre parlando di reazioni, nonostante la trazione integrale il sottosterzo è quasi del tutto assente, segno che le strategie della trasmissione Q4 lavorano molto bene, evitate però di ritardare molto l’ingresso in curva, se lo fate il posteriore andrà a rimorchio facendo lavorare l’elettronica e rallentando di molto la vettura innescando reazioni leggermente scomposte e poco intuitive. Ricordate che non state guidando una 911 GT3 RS o una leggera Lotus, il peso anche se ben dissimulato, c’è e va rispettato.

In definitiva lo Stelvio Q4 va guidato con estrema precisione e con rapporti alti per evitare di ritrovarsi in una zona del contagiri priva di spinta in uscita di curva, di contro se usate un rapporto troppo alto dalle curve non uscite più a causa del peso e di un motore che anche in basso non è che sia proprio svelto a prendere in giri (a mio modo di vedere la colpa è anche del pedale del gas che ha reazioni leggermente lente in risposta alla pressione).

Giudizio: per essere un SUV va molto molto bene, ma non è una vettura sportiva. Lo comprerei? No. Il telaio mi piace e molto. L’elettronica è troppo conservativa, il motore non mi ha esaltato, anzi mi ha deluso (per fortuna esistono i preparatori…E qui chi vuol capire, capisca!).

Articolo scritto da Marco Meli

1 2 3 7