ALFA ROMEO NEWS: FISSATO IL PREZZO DI BASE DELLA 155 GTA CHE VERRA’ BATTUTA A PADOVA.

Fissata la base d’asta della Alfa Romeo 155 GTA costruita in esemplare unico che verrà battuta a fine Ottobre a Padova durante l’annuale fiera riservata alle vetture classiche e d’epoca.

La vettura, costruita dalle officine Abarth e fortemente imparentata con la Lancia Delta, avrebbe dovuto dar vita ad una produzione in serie per contrastare lo strapotere della BMW M3, a quel tempo vera e propria mattatrice tra le sportive “abbordabili” dal grande pubblico, tuttavia i piani di FIAT andarono verso un altra direzione e la vettura che andrà all’asta rimane, purtroppo, l’unico esemplare costruito e perfettamente marciante con i suoi pregi e i suoi difetti (è stata testata e raccontata di recente dalla rivista RuoteClassiche).

200.000 euro, questa la cifra di partenza. Tanti? Pochi? Difficile dirlo. Ultimamente il mercato della classiche di Alfa Romeo, grazie al rilancio del nome Giulia, appare fuori controllo con prezzi spesso moltiplicati per 5 anche solamente rispetto a 2 anni fa.

A livello tecnico la 155 GTA è una sorta di 155 Q4 evoluta ed estremizzata e quest’ultima altro non era che una Delta Integrale declinata in chiave “turismo sportivo”. La base d’asta è elevata non tanto per il valore tecnico infatti, quanto per la sua storia. Il suo progettista è l’Ingegner Limoni già padre di una delle più belle e incredibili vetture da rally mai costruite, la Lancia 037.

ALFA ROMEO 8C 2900B TOURING: LA PIU’ BELLA DEL MONDO A PEBBLE BEACH!

Questa bellissima (e rarissima) Alfa Romeo 8C 2900B Touring del 1937 ha vinto il concorso d’eleganza di Pebble Beach che chiude la Monterey Car Week in California.

Il concorso di eleganza di Pebble Beach è universalmente riconosciuto come il più importante al mondo per le vetture d’epoca da collezione.

La 8C 2900B Touring che ha vinto il concorso è stata restaurata nel corso degli anni 90 dopo essere stata acquistata in Germania.

Il suo fortunato (e facoltoso) proprietario attuale si chiama David Sydorick ed è un esperto collezionista di rare vettura d’epoca, per lo più italiane.

 

ALFA ROMEO-ABARTH SE048SP: L’ARMA DI ALFA PER IL GRUPPO C MAI NATA.

Si sanno pochissime informazioni di questa vettura che avrebbe dovuto prendere il posto della Lancia LC2 nel mondiale endurance Gruppo C.

Dopo il ritiro della LC2 Lancia si concentra sul mondiale Rally Gruppo A lasciando in via definitiva le piste. FIAT decide di colmare questa mancanza creando la Alfa Romeo SE048SP in collaborazione con Abarth.

Siamo nel 1990.

Lo scopo del gruppo industriale italiano è molto semplice: avere Ferrari impegnata in Formula 1, Lancia nei Rally e Alfa Romeo nel mondiale endurance.

La vettura viene, come detto, costruita in collaborazione con Abarth e disegna da Giuseppe Petrotta (che arrivava da Osella). Nelle forme ricorda molto la Lancia LC2 (in realtà le Gruppo C, per via di un regolamento aerodinamico piuttosto restrittivo, si somigliavano un po tutte).

La scelta del motore cade sul 3.5 V10 nato per la 164 Procar di provenienza Ligier F1, si tratta di un unità aspirata in grado di erogare 620 cavalli a 13.300 giri.

Durante la fase di sviluppo Momo, per decisione del fondatore Giampiero Moretti, decide di allestire un team per usare la vettura nel 1991 correndo nel campionato mondiale endurance riservato alle sportcar, tuttavia causa i crescenti costi del progetto e qualche problema legato al motore giudicato fragile per le gare di durata il codice SE048SP viene chiuso e la vettura finisce nel museo di Alfa Romeo.

La vettura conoscerà la pista 20 anni dopo quando parteciperò al FOS Festival of Goodwood nel Regno Unito, ma del 3.5 V10 non vi è traccia, infatti la vettura è motorizzata Ferrari V12!

Curiosità:

Il progetto Abarth SE047, precedente al codice SE048SP che identificava l’Alfa di cui abbiamo parlato, identificava la Lancia LC2 che fu usata come base di sviluppo per la SE048SP.

Curiosità 2: Alfa Romeo avrebbe corso tra le sportcar con una vettura progettata da Abarth, motorizzata Ferrari e gestita da un team interno, questo oggi sembra strano ma in realtà i Marchi italiani tra di loro hanno sempre collaborato nelle competizioni e nel prodotto di serie. Ultimo esempio di questa storica collaborazione è la Giulia Quadrifoglio motorizzata V6 Ferrari e sviluppata da Maserati a Modena oppure la Alfa Romeo 4C dotata di telaio in carbonio progettato da Dallara.

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SPECIALE: ALFA ROMEO GIULIA TI SUPER (TURISMO INTERNAZIONALE). LA BERLINA CHE VINCE TUTTO.

Alfa Romeo nel 1962 (uscirà dal listino nel 1967) presentava presso l’Autodromo di Monza una delle auto destinate e cambiare la storia delle corse e dell’automobilismo internazionale:

La Giulia TI dove T.I. sta per Turismo Internazionale.

Il motore 1600 4 cilindri (1570cc per la precisione) eroga 92 cavalli mentre il cambio è dotato di 5 rapporti, una finezza sportiva riservata a pochissime auto (e solo sportive) in quel periodo. Parlando di cambio arriva l’unica nota stonata del progetto: la leva al volante, il che si rivela poco pratica per l’uso sportivo/corsaiolo.

Nel 1963, quindi appena un dopo, Alfa Romeo evolve la TI chiamandola TI Super 1600. La leva del cambio questa volta è nel posto giusto, tra i sedili che finalmente sono divisi (come sulle auto moderne). Arrivano, per la prima volta su una vettura di serie, i Quadrifogli sui passaruota e il frontale è impreziosito da prese d’aria circolari molto aggressive in luogo dei fari. Il cofano è in alluminio e gli interni vengono rivisti per essere più leggeri. Viene asportato il bracciolo centrale e l’impianto di riscaldamento mentre paraurti e divano posteriore potevano essere asportati per togliere ulteriormente peso. I freni erano a disco e non più a tamburo. Il peso scendeva a 910 kg (112 cavalli la potenza) mentre il prezzo saliva di quasi il 60% rispetto alla Giulia tradizionale. La vettura fu prodotta in soli 501 esemplari.

La vettura viene iscritta per competere (e vincere) nella categoria riservata alle Gruppo 2 e prende il nome non ufficiale di:

Giulia Quadrifoglio (lo stesso nome verrà poi usato per descrivere la nuova Giulia dotata del motore V6 2.9 Biturbo da 510 cavalli).

La TI Super, pur vantando una carriera agonista molto breve (appena 2 anni) si impone agevolmente contro una concorrenza agguerrita ma decisamente indietro a livello tecnico.

La berlina del biscione vince in pista, in salita e nelle gara endurance dominando grazie ai team privati che vengono supporti (non ufficialmente) da Alfa Romeo.

La prestazione più conosciuta arriva alla fine del Tour De France quando la TI Super vince, anzi stravince, la propria classe (Gruppo GT2.0) e si piazza quinta assoluta battendo i team ufficiali di Porsche e Alpine-Renault.

Nota curiosa: la Giulia TI Super (oggi molto ricercata dai collezionisti) veniva venduta solamente nel colore bianco.