JACKIE ICKX E QUEL GESTO DI PROTESTA CHE CAMBIO’ LA STORIA DELL’AUTOMOBILISMO.

Siamo alla partenza della 24 Ore di Le Mans del 1969. Le auto sono disposte come il regolamento impone, a lisca di pesce in attesa dei rispettivi piloti che le raggiungo e saltano a bordo per poi innestare la prima e partire. E’ un tipo di partenza ben conosciuta quanto pericolosa perchè il pilota parte, di fatto, senza le cinture di sicurezza. Oggi una cosa del genere è pura follia. Semplicemente pura follia.

Il talentuoso pilota belga Jackie Ickx durante il briefing prima della gara critica fortemente la procedura e chiede, per motivi di sicurezza, la procedura permettendo ai piloti di partire già a bordo e in sicurezza. Come spesso accadeva in quel periodo, il belga fu accusato di essere poco “coraggioso” e la sua richiesta fu criticata dai colleghi e bocciata dal Direttore della corsa francese.

Ickx allora inscenò una delle proteste più importanti e prorompenti della storia dell’automobilismo: attraversò la pista lentamente mentre tutti i suoi colleghi correvano e una volta dentro allacciò le cinture di sicurezza prima di partire.

Il destino, maledetto, volle dare ragione al belga a tutti i costi. Infatti pochi istanti dopo il pilota privato Woolfe a bordo della sua potentissima Porsche 917 perse il controllo della vettura perdendo la vita a causa di un impatto, Woolfe, privo delle cinture delle sicurezza, venne sbalzato fuori dalla vettura.

La protesta di Ickx unita alla tragedia di Woolfe porteranno ad un totale ripensamento delle procedure di partenza in un periodo, fine anni 60 inizio 70, nel quale le vetture andavano veramente forte e la sicurezza dei piloti non veniva neppure presa in considerazione. Basti pensare a questo dato: la Porsche 917 a Le Mans nel 1971 raggiunse i 387km/h.

La morte di Woolfe sollevò un vespaio di polemiche non solo a causa della dinamica della sua morte ma perchè il pilota, un facoltoso privato, non aveva le competenze necessarie per pilotare la potentissima Porsche 917. La Casa tedesca si oppose ma, di fatto, Woolfe pagando aveva ragione “per forza” e acquistò la sua 917.

L’acquisto delle auto da parte di facoltosi uomini d’affari (ancor prima che piloti) all’epoca era ancora molto frequente (anche se in minor misura rispetto agli anni 50) ed anche a causa di questo gli incidenti erano tristemente…Frequenti. L’incidente di Woolfe, per esempio, coinvolse anche Mairesse ponendo fine alla carriera di quest’ultimo.

Un esempio su tutti? L’attore Steve McQueen avrebbe dovuto disputare la 24 Ore di Le Mans nel 1970 a bordo di una Porsche 917 del Gulf Racing finanziata in parte da lui. McQueen, ottimo pilota a dire il vero, secondo gli addetti ai lavori dell’epoca non sarebbe stato in grado di domare la difficile 917, una vettura che superati i 250km/h tendeva a sollevarsi nella parte anteriore ed andava “domata” con un sapiente e misurato gioco sul pedale del freno.

Oggi, anche grazie al gesto di protesta di Ickx, i piloti privati per quanto veloci (e ricchi) non possono guidare le velocissime LMP1 alla 24 Ore di Le Mans, vetture riservate solo ai piloti professionisti con il massimo grado di licenza FIA.

 

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