ALFA ROMEO GIULIA VELOCE 210CV: IL PRIMO TRAVERSO NON SI SCORDA MAI (TEST DINAMICO).

alfa romeo veloce test 2017 90202Dopo aver analizzato gli interni (clicca QUI per l’articolo relativo) passiamo ad analizzare il comportamento dinamico della nuova Giulia Veloce Q4 con motore diesel da 210cv, trazione integrale, ed il cambio automatico a 8 rapporti.

Inserisco la mappa Dynamic, posiziono il cambio in modalità M Manuale e mi avvio verso il mio tratto di strada preferito, una serie di curve sopra le colline che sovrastano il bellissimo circuito di Imola (cittadina dove vivo). Il tratto, che conosco come le mie tasche perchè è li che vado a “sfogarmi” con auto e moto, prevede una esse veloce in salita, diverse curve a 90 gradi da 2 marcia con ripartenza, curve in appoggio ed una staccata in discesa molto impegnativa con relativo curva a gomito a destra in cui si passa, nella caso della Giulia, dalla 5 alla 2 nell’arco di pochi istanti.

Purtroppo la giornata non è ideale, anche a Imola l’inverno ha picchiato duro e le strade sono fredde ed in questo tratto, poco battuto, anche sporche ed il fatto che la vettura indossi delle gomme estive di tipo turistico non aiuta di certo, ma non sempre possiamo avere al 100% dalle situazionei e, come i veri piloti, bisogna guidare quello che si ha e farlo rendere al massimo! Quindi si parte.

Prima inserita! Subito arriva una esse in salita molto tecnica, si va a destra in appoggio salvo poi sterzare subito a sinistra. Se affrontate questo tratto in maniera aggressiva sarà l’ultima cosa che farete perchè la sinistra tende a farvi scivolare in avanti contro una siepe per via di un cambio di dislivello accentuato che porta questo tratto a perdere pendenza in maniera repentina, per questo la affronto con circospezione. La Giulia mi sorprende per l’avantreno granitico che sin da subito accetta anche di essere corretto in percorrenza, do un occhio al tachimetro e mi stupisco! Non pensavo di andare così veloce…In effetti la velocità non si sente a causa della stabilità della vettura. Ho percorso la essere in quarta marcia facendo lavorare la curva di coppia piuttosto che il picco di potenza (siamo pur sempre all’interno di una vettura diesel…).

Usciti dalla esse si affrontano una serie di curve in sequenza in appoggio veloci e piacevoli, ancora una volta l’avantreno fa da padrone mentre il retrotreno mi sembra poco sostenuto. Inserisco i rapporti e vengo schiacciato al sedile ad ogni innesto. L’automatico 8 rapporti, pur non essendo un doppia frizione, lavora molto bene ed è veloce, mi sento di criticare solamente la corsa delle paddle che per me è troppo lunga, vorrei qualcosa di più diretto (ma sono gusti) e sopra ogni cosa vorrei le paddle solidali al volante come si usa sulle auto da gara e come ho sulla mia vettura attuale.

Mi inserisco in una gomito a sinistra da 2 marcia e mi si apre il tratto in discesa che più adoro…3-4-5 marcia, il motore tira vigoroso, i rapporti vanno dentro che è un piacere ed arrivo ad una insidiosa gomito destra da affrontare in 2, pesto sul freno ed arrivo in seconda marcia, il cambio supporta benissimo il maltrattamento ed apprezzo la frenata che è, credetemi, davvero strabiliante per potenza e feeling al pedale! La vettura non si scompone di un centimetro ed il maggior peso sull’anteriore causato dalla trazione integrale Q4 (70kg in più rispetto alla Giulia diesel 180 cv a trazione posteriore che ho guidato 2 mesi fa) non si avverte, anzi forse, aiuta a mantenere la vettura stabile in staccata per via del peso.

Dopo la potente frenata mi aspetta, come detto, una gomito destra che affronto in 2 pestando sul gas, la vettura va di traverso verso sinistra e subito subentrano elettronica e trazione integrale a salvare la situazione, il traverso è stato moderato ma piacevole!

Dopo questa gomito destra, il tempo di inserire la 3 e c’è una gomito sinistra da affrontare inserendo il muso e poi il retrotreno per riallinearsi subito alla strada, pesto il gas ed ancora una volta va di traverso, ma questa volta ovviamente verso destra, ancora una volta i sistemi di bordo fanno il loro dovere…Non mi piace la guida sporca ma lo ammetto, mi sto divertendo come un matto!

Dopo questi due traversi il tratto collinare va in discesa verso il fiume Santerno per spuntare dietro la bellissima curva Tosa. In discesa ancora una volta apprezzo l’avantreno mentre il retrotreno non mi da feeling, mi sembra veramente troppo leggero e voglioso di perdere aderenza ma non credo sia colpa della vettura, penso sia colpa delle gomme non adatte e delle condizioni dell’asfalto, molto freddo e molto sporco. Ripeto il giro e noto come la vettura, con le gomme calde, sia nettamente più stabile anche se le sensazioni al retrotreno rimangono, a mio parere causate da una gommatura sin troppo turistica per certi scopi “battaglieri” o forse i 70kg in più sull’avantreno tendono a “scaricare” il retrotreno, non so…Vado ad ipotesi, sicuramente quando provai la versione da 180cv diesel a trazione posteriore non ebbi questa sensazione.

Durante questo test ho apprezzato tantissimo l’avantreno, il cambio, ed i sedili sportivi. Inoltre ho “ringraziato” l’elettronica che su questa vettura fa veramente bene il suo lavoro e fa quello che deve, ovvero “togliervi dai problemi” quando l’asfalto non è perfetto (immaginate di aprire il gas su asfalto freddo e bagnato…Girarsi è un attimo,  anche a causa della massa della vettura che seppur leggera rispetto alle rivali dirette non è propriamente da Alfa 4C). Inoltre mi sono goduto il motore che nella mappa D Dynamic spinge bene e ama persino andare nelle zone alte del contagiri (non come un benzina ovviamente). La trazione integrale Q4 non è per nulla invadente come pensavo ed entra in azione solamente in caso di “scemenze collinari” oppure in caso di perdita di aderenza. Rimanendo in tema di elettronica purtroppo manca la mappa R Race ed i controlli non sono escludibili, nella versione diesel è un peccato veniale, mentre nella versione benzina da 280cv è un gran peccato a mio parere.

Al contrario non ho apprezzato il feeling che arriva dal retrotreno, forse è colpa delle gomme, forse dell’asfalto non so, dovrei provarla in condizioni ottimali per giudicarla. Forse anche la pressione delle gomme non era ideale.

Tuttavia le mie sono considerazioni decisamente astratte per il cliente che acquisterà la Giulia Veloce diesel. Quanti andranno in collina a divertirsi? La vettura costa oltre 50.000 euro, decisamente troppi per un giovanotto con velleità sportive che, potendosi permettere una cifra del genere, andrebbe sicuramente sulla Veloce benzina da 280cv piuttosto che sulla diesel (oppure aspetterebbe la nuova Giulietta a trazione posteriore, magari in versione Quadrifoglio da, si vocifera, oltre 300 cavalli).

In definitiva la Giulia Veloce Diesel la vedo adatta al professionista sportivo che si vuole distinguere e vuole farsi ammirare in mezzo al traffico (la Giulia è veramente tanto guardata, sia nel traffico, sia da parcheggiata). Al contrario la Veloce benzina da 280 cavalli mi lasciala perplesso, no come vettura, ma come allestimento. Su una vettura dal motore cosi potente (io avrei messo 300 cavalli, cifra tonda che suona anche meglio e l’avrei chiamata Veloce R, mentre la diesel l’avrei chiamata Veloce GT) avrei resto opzionale la trazione integrale Q4, così come avrei reso opzionale il cambio automatico, i sedili con poggiatesta integrato e la mappa Race per sbloccare la parte elettronica. Inoltre, perchè no, avrei reso opzionale anche un impianto di scarico sportivo perchè il 280cv suona davvero tanto bene e merita di essere “ascoltato”.

Ora una mia riflessione personale. La Giulia esteticamente è molto bella, nella versione Veloce è ancora più bella grazie al nuovo “estrattore”, ai nuovi finali di scarico ed al nuovo paraurti anteriore ma non sceglierei la Veloce, ne diesel, ne benzina perchè se devo spendere cifre che si avvicinano ai 60 mila (versione benzina da 280cv) e voglio appagare il mio senso sportivo ed estetico allora faccio un sforzo in più e vado sulla poderosa Giulia Quadrifoglio che mi garantisce un assetto sportivo (vero), ben 510cv, un motore V6 biturbo di derivazione Ferrari, un elettronica raffinata, tanto carbonio ed un valore nel tempo destinato ad aumentare dato che parliamo della prima Alfa a trazione posteriore dopo 30 anni.

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