AUTO: MILD HYBRID VS FULL HYBRID. COSA CAMBIA?

Sulla nostra pagina Instagram (https://www.instagram.com/theracemode.com_instarace) vi abbiamo chiesto se conoscevate la differenza tra una vettura Mild Hybrid e Full Hybrid, due tipi di vettura di cui sempre più spesso sentiamo parlare, e il sondaggio ha riscontato una grossa percentuale di appassionati che non sa la differenza tra i due tipi di ibrido. Cosi cerchiamo di raccontarvelo in maniera più semplice e completa possibile.

Una mild-hybrid è una parola che potremmo tradurre come ibrido leggero, meno impegnativo e più semplice dal punto di vista tecnico ed economico. Una vettura mild-hybrid è composta da una parte a benzina oppure diesel, e da una parte elettrica, molto più semplice rispetto ad una full-hybrid. Abbiamo infatti una piccola componente che è a metà tra un generatore e un alternatore. L’alternatore, come ben sapete è colui che tramite il movimento dell’albero motore crea dell’elettricità che va poi a ricaricare la batteria utile  per alimentare tutti i sistemi elettrici dell’ auto. Nelle mild-hybrid questo alternatore, ha sempre la funzione di trasformare energia meccanica in energia elettrica, ma funziona anche come aiuto al motore termico. In sostanza, si tratta di un aiuto in più che viene fornito al motore termico. Tutto questo ovviamente al vantaggio di inserire maggiore potenza all’interno del sistema di trazione dell’auto e portando poi ad una riduzione dei consumi in una maniera estremamente intelligente.

Quando si viaggia per strada con una mild-hybrid, rilasciando  il pedale dell’acceleratore oppure frenando, l’automobile recupera energia, che diversamente andrebbe sprecata, immagazzinandola in una batteria a ioni di litio. Questo sistema permette quindi di recuperare energia, che andrà poi ad essere riutilizzarla nelle fasi di accelerazione, come ad esempio può essere una partenza al semaforo o un sorpasso, o in generale tutte quelle fasi gravose per il motore termico. Questo si traduce in una diminuzione di consumi ed emissioni. I sistemi più comuni riescono a generare fino a 48 Volt, e sono  molto più economici e più facili da installare all’interno delle auto rispetto ai sistemi full-hybrid che arrivano fino a 400 Volt di tensione. Nelle auto mild-hybrid i sistemi a 48 Volt sono comunque affiancati al classico sistema a 12 Volt; quindi, di fatto abbiamo una batteria, quella classica che abbiamo sempre visto sulle automobili, affiancata da una batteria ausiliaria, che garantisce il funzionamento di tutta la parte ibrida.

Un altra cosa interessante da notare sulle mild hybrid è che quando si rallenta al di sotto dei 20 km orari, l’automobile comincia già ad entrare in funzione “start&stop”, andando addirittura a spegnere il motore negli ultimi metri di rallentamento, questo ovviamente permette di andare a risparmiare ancora più carburante, mantenendo comunque attiva  la frenata servo assistita, garantita appunto dal sistema elettrico supplementare.

Ci sono due tipi di vettute mild hybrid: quelle che usano il sistema BSG (Belt Starter Generator), che altro non è che un sistema starter-generatore collegato al resto del sistema di trazione tramite una cinghia posta all’esterno del blocco motore. Abbiamo poi un ISG (Integre Starter Generator), in questo caso il sistema starter-generatore è inserito all’interno del cambio. La differenza sta nel rapporto costo/potenza, dove nel primo caso, BSG, si riscontra meno potenza ma costi più accessibili; nel secondo caso ISG si ha l’esatto contrario, ovvero, molta più potenza, maggior efficienza ma il tutto condito da costi di produzione chiaramente più elevati.

Dopo tutte queste nozioni tecniche, fondamentali per capire come funzionano i sistemi mild hybrid, si evince che questo tipo di sistema sarà sempre più diffuso andando a ridurre le emissioni e migliorare i consumi, allargando queste tecnologie ibride molto efficienti ad una platea sempre più ampia. Questa tipologia di vettura non fa altro che incrementare l’efficienza di un motore termico, che di solito è molto bassa, intorno al 35%.  Nel complesso questo sistema permette di avere una maggiore efficienza, incrementando la potenza e riducendo i consumi e le emissioni.

Questo sistema non è altro che quello che la formula 1 ci ha abituato a vedere negli ultimi anni, con l’introduzione dal 2014 della power-unit. Quindi si tratta di vedere, ancora una volta, la tecnologia del motor sport, portata all’ennesima potenza, tradotta poi in sistemi molto più semplici e meno prestazionali, ma comunque molto interessanti per tutti noi.

Articolo scritto da Davide Coppola.