TECH: COME L’X-47B CAMBIERA’ LA NOSTRA VITA NEL PROSSIMO FUTURO.

Può una tecnologia nata per scopo bellico cambiare le nostre abitudini quotidiane? Si. E non solo, è già successo parecchie volte. Basti pensare alla tecnologia del fly-by-wire che la NASA creò per togliere peso e allo stesso tempo rendere più manovrabile il lander lunare che portò Armstrong e Aldrin sulla Luna. La medesima tecnologia, migliorata, è stata poi venduta dalla NASA all’industria bellica (per rientrare in parte delle enormi spese sostenute per il progetto) che a loro volta l’hanno rivenduta, in versione molto semplificata, ai produttori di velivoli civili. Oggi grazie al fly-by-wire gli aerei sono più sicuri. Versioni molto semplificate del fly-by-wire sono state adottate anche in campo automobilistico prima e motociclistico poi rendendo la guida non solo più facile e piacevole, ma anche performante e sicura allo stesso tempo.

Un altro esempio è il titanio. E’ stato largamente impiegato per la prima volta sul velivolo YF-12, poi A-12 e infine nella variante più conosciuta SR-71. Oggi il titanio è insostituibile nel campo medico per esempio, così come in aeronautica e nel motorsport.

Di esempi ne abbiamo moltissimi, dal radar ai navigatori GPS usati in campo militare e molto dopo per portarci in giro. Dal carbonio passando per i radar ottici delle nostre auto. Ora è il momento di fare un ulteriore passo in avanti grazie a una delle ultime creature della Northrop – Grumman: il velivolo senza pilota autonomo X-47B.

L’ X-47B come per esempio il drone ricognitore RQ Global Hawk (sempre della Northrop – Grumman) non ha pilota a bordo ma al contrario di quest’ultimo che richiede un operatore dal remoto l’X-47B, può volare e compiere le missioni in totale autonomia. Nel caso del 47B l’operatore (anzi meglio dire gli operatori) supervisionano il volo e le operazioni e possono prenderne il comando in un qualsiasi momento.

L’ X-47B è stato in grado di atterrare su una portaerei in totale autonomia dopo il lancio, sempre dalla medesima nave, avvenuto anche in questo caso in autonomia. E’ stato in grado di effettuare un rifornimento in volo sotto la supervisione degli operatori ma senza la loro interferenza. In futuro la versione definitiva di questo straordinario velivolo entrerà in servizio nella US Navy come caccia bombardiere / ricognitore imbarcato autonomo. Sono previste varianti anche per scopi di servizio come rifornire in volo altri X-47B per allungarne l’operatività. Presto, molto presto, le portaerei imbarcheranno velivoli del tutto autonomi che sapranno interagire tra di loro e avere reazioni complesse davanti alla minaccia. Se questo vi ricorda la famigerata Skynet di Terminator avete ragione, in un certo senso questo è il primo passo verso Skynet e verso le guerre senza “umani” narrate in diversi film parlando di un futuro ora sempre meno lontano.

I dirigenti della multinazionale americana, impegnata da anni nello spazio e nella difesa, hanno parlato in diverse conferenza pubbliche dell’esperienza maturata con il 47B garantendo che molto presto la sua capacita di “guida autonoma intelligente” verrà trasferita ai velivoli civili e commerciali, alle navi militari e commerciali, alle navette spaziali e per ultimo alle auto che guideremo tutti i giorni.

Da notare e ricordare che il modulo lunare LEM dotato di fly-by-wire è stato progettato e costruito proprio dalla Grumman ed era dotato di un sistema di navigazione inerziale e di un computer (molto sofisticato per l’epoca) in grado di calcolare la posizione del LEM nello spazio e di garantire un sistema di autoguida parziale con assistenza all’atterraggio sul suolo lunare. Per la prima volta compaiono anche i circuiti stampati al posto dei transistor. E siamo a metà degli anni 60…

Mentre anni prima, agli inizi degli anni 60, Joe Walker raggiungeva lo spazio (100km di altezza) a bordo dell’ X-15. Primo velivolo in grado di raggiungere lo spazio e atterrare sulla terra come un normale aereo come farà 20 anni dopo lo Shuttle esplorando non solo gli effetti del rientro in atmosfera ma andando verso il limite, al tempo del tutto sconosciuto, del volo ipersonico a mach 7 e delle manovre in assenza di gravità e atmosfera attraverso ugelli a spinta. La tecnologia degli ugelli per direzionare il velivolo verrà poi usata dalla NASA per le missioni Gemini e Apollo prima con comando “tradizionale” e poi con comandi di tipo fly-by-wire.

Gran parte della tecnologia che oggi noi usiamo e che diamo per scontata è stata o creata o sviluppata per scopo bellico e spaziale partendo dalla seconda guerra mondiale grazie al genio degli ingegneri nazisti (strano a dirsi, ma è così) prima e al genio e alle possibilità economiche degli americani dopo.

L’ X-47B è solo un ulteriore passo verso il futuro, non l’ultimo e neppure il più determinante. C’è chi sostiene, e sono in accordo, che la colonizzazione di Marte che inizierà oltre il 2060 cambierà radicalmente non solo le nostre tecnologie, ma anche i rapporti politici tra popoli.

Marco Meli