FORMULA E ROMA: INCHIESTA: VI RACCONTIAMO IL BELLO (POCO) E IL BRUTTO DEL WEEK END.

Vi racconto la mia esperienza in Formula E da spettatore: i lati positivi, pochi, e quelli negativi, tanti. Qualche settimana prima dell’evento molti biglietti erano rimasti invenduti e per spingere gli appassionati a vedere la gara gli organizzatori li rendono gratuiti, così decido di acquistarli e il giorno della gara mi reco sul circuito.

Bastano poche ore per rendermi conto che la Formula E è tutto un gran cinema. Una volta varcati i cancelli ed aver superato i controlli della sicurezza si percorre un lungo viale che sbuca su di un piazzale al centro del circuito. Lì le ospitality dei team compongono il palcoscenico. C’è chi come Audi porta l’ E-Tron e un simulatore a 6 assi,  Jaguar che allestisce una mini pista per provare l’ I-Pace, un simulatore per calcolare la prontezza dei riflessi ( lo stesso che svolgono i piloti durante la visita medica), Porsche  che regala gadget attorno ad un prototipo della Taycan, Mercedes che presenta il suo primo suv completamente elettrico, l’EQB, insieme a tutto il team che poi correrà nel 2021. Per ultima, di fronte le tribune che dominano il traguardo la DS allestisce un’ ospitality che con dettagli che richiamano il suo stile elegante e ben curato.

Il percorso costeggia tutto il rettilineo del traguardo conducendo su di un ponte dal quale si ammira la parte più tecnica del circuito, una chicane che conduce alla curva numero 13, un tornante dal quale bisogna uscire sfruttando la massima trazione per arrivare il più presto possibile in curva 14, una curva a 90 gradi che precede un importante rettilineo. Con gli uomini della sicurezza che incitavano a non fermarsi sul ponte, in modo arrogante, si fa presto a scendere ed entrare nella “Vela”, una struttura in vetro che prende questo nome per la sua particolare forma.

All’interno c’erano tutti gli attori di secondo ordine che ampliavano il cast, in rappresentanza DHL che esponeva le sue vetture elettriche, diverse aziende come la WD-40 che proponeva prodotti per officine e infine l’antagonista della trama, perché se tutto il cast era centrato sula favola dell’ elettrico, il sindaco decide di far allestire all’ interno della Vela uno stand delle Frecce Tricolori, che valorizzava senza dubbio l’ evento ma poco centrava con il contesto.

La prima parte di giornata prometteva bene, poi sono iniziate le gare. Nella prima le Juguar I-Pace sfrecciavano tra le mura dei palazzi che circondano il circuito. Una gara noiosa, priva di sorpassi dove la larghezza delle vetture e la carreggiata stretta non agevolavano i sorpassi.

Il sound poi, era praticamente nullo, e a stento si sentivano i pneumatici, e per esperienza vi do un consiglio, non distraetevi quando le vetture si sistemano sul traguardo o rischiate di perdervi lo scatto al via, mentre siete convinti di aspettare il sound del motore che sale allo spegnimento delle luci, perdendovi il famigerato 0-100 che tanto vantano di avere le vetture elettriche.

La prima gara si conclude presto, d’altronde sono auto elettriche, cosa ci si vuole aspettare;  il tour nel parco continua fino a quando non ci si ritrova in un area giochi. Una serie di attività per non annoiare il pubblico, un circuito da percorrere con un monopattino elettrico, una parete verticale da scalare e un area relax allestita con sdraio ed ombrelloni.

A questo punto voglio ricordarvi che stiamo sempre parlando dell’ E-Gran Prix, oggi assorbito dalla FIA, e non di un escursione fuori porta.

Alle 16 scatta la gara della Formula E, e riesco a trovare un posto sul prato adiacente ad un rettilineo in discesa che termina con una curva a 90 gradi, le aspettative anche qui erano alte, un punto di soprasso, se non l’unico, di unico però c’è stata solo la noia.

Per 30 minuti un trenino di auto girava in una zona di Roma Sud, sembrava di essere fermi su una piazzola di sosta del Grande Raccordo Anulare nell’ora di punta.

La celebrazione del podio? La ciliegina sulla torta, i piloti vengono presentati come delle vere e proprie star di Hollywood, mandando in delirio il pubblico.

Insomma se volete vivere un week-end di gara con gli amici, passare una giornata all’ insegna della passione per le auto, e vivere le emozioni del motorsport, lasciate perdere la Formula E.  

Quella che doveva essere una giornata importante per me, il mio primo weekend di gara, si è trasformata nell’ ennesima entrata al cinema. L’ aria che si respira non è affatto di passione, di amore per le corse ma è la stessa atmosfera che si vive a scuola quando tutti abbiamo fatto la classica gita al museo delle scienze.

La colpa però non va di certo agli organizzatori che anzi cercano di creare altri eventi attorno alla corsa, la colpa va a chi crede che l’ elettrico possa sostituire il motore endotermico, chi crede che basti una monoposto in cu circuito per far nascere emozione, e forse qui Celentano si sbagliava, perchè l’ emozione ha voce, la voce di un motore a V che spazza via le vetture fuori da una curva urlando come un matto.

La colpa va a chi crede che un motore elettrico sia adatto per affrontare una vera gara e a chi crede che l’intero evento o le vetture stesse siano ad emissioni zero.

Articolo scritto da Davide Coppola.